giovedì, 18 Aprile, 2019

Svezia al voto anticipato
in un clima di instabilità

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Svezia-elezioni anticipatePer la prima volta dal 1958 la Svezia andrà al voto anticipato. Il primato se l’è conquistato il premier socialdemocratico Stefan Lofven convocando nuove elezioni per il prossimo 22 marzo a meno di tre mesi dall’entrata in carica.

Il suo governo non è riuscito difatti a far passare in Parlamento la legge finanziaria, a causa del voto contrario delle opposizioni e dei ‘Democratici svedesi’, un partito nazionalista di estrema destra, trasformando la maggioranza relativa al governo in minoranza assoluta (182 deputati hanno votato contro il bilancio e solo 153 deputati si sono espressi a favore).

In grave difficoltà già da qualche settimana, il governo di minoranza del premier Lofven è inciampato sul voto della Finanziaria, dove l’estrema destra ha provocato una crisi politica senza precedenti. Il partito nazionalista dei Democratici svedesi, riferisce il quotidiano britannico “The Guardian”, rompendo la tradizione dell’astensione, come era sempre stata prassi di chi si proclama “fuori da ogni coalizione”, ha votato insieme al centro-destra contro la legge di bilancio, una mossa politica del tutto nuova, che ha messo con le spalle al muro i socialdemocratici e gli alleati di governo.

Il primo ministro socialdemocratico Lofven, ha spiegato di non aver avuto scelta, accusando gli alleati di centro-destra, di aver rifiutato un compromesso, “di non aver tenuto fede alla promessa di non dare ai Democratici svedesi un’influenza decisiva”, prendendo una posizione “irresponsabile” e “senza precedenti” nella storia politica nazionale.

Le elezioni della prossima primavera, saranno di fatto anche un referendum sull’immigrazione, oggi ai massimi livelli nel Paese scandinavo anche a causa del numero record di rifugiati in fuga dai conflitti in Siria, Iraq e Somalia.
Mattias Karlsson, capogruppo del partito anti-immigrati, già terza forza in Parlamento col 13% dei seggi, ha annunciato che la sua sarà una campagna elettorale interamente impostata sulla politica anti immigrazione.

Anche il leader dei Verdi, Gustav Fridolin, si è espresso contro il potere di veto concesso ai nazionalisti.

Per la prima volta dal 1958 la Svezia andrà, dunque, al voto anticipato, in un panorama politico incerto. I socialdemocratici dovrebbero continuare a collaborare con i Verdi, nonostante le speculazioni sulla possibile uscita di questi ultimi dall’esecutivo, mentre il Partito moderato, principale formazione di centro-destra, è ancora senza leadership e in cerca di alleanze.

Una instabilità politica innaturale per la tranquilla Svezia, che rischia di andare incontro a un periodo di incertezza anche economica, prospettiva che ha spinto i CEO delle principali aziende del Paese a rivolgere un appello alla stabilità indirizzato ai leader dei principali partiti.

Sara Pasquot

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