martedì, 20 Ottobre, 2020

Svizzera controcorrente, bocciato il referendum populista

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Gli svizzeri hanno voltato le spalle al referendum xenofobo del 27 settembre. Domenica , infatti, nella Repubblica elvetica erano in programma le votazioni per 5 quesiti tra cui il più importante riguardava  nuovi pesanti limiti alla circolazione e all’ ingresso degli stranieri per scopi lavorativi. I no alla proposta di normativa in merito sono stati il 62%, i favorevoli il 38%. Una maggioranza netta a parte il Canton Ticino dove i no hanno riportato il 47%. La prova elettorale era stata voluta dalle forze populiste di destra e dall’Udc che ha due seggi nel Consiglio Federale, l’ organo Esecutivo della Confederazione. Contrari si erano espressi il Parlamento e la maggioranza del Consiglio Federale tra cui la Presidente, la socialista Simonetta Sommaruga. I promotori dell’ iniziativa referendaria sotto lo slogan”  La Svizzera agli svizzeri ” sostenevano che sono troppi gli stranieri presenti nella confederazione ai quali si aggiungono i pendolari, soprattutto italiani, che tolgono il lavoro ai cittadini autoctoni. A questo si aggiunge il fatto che per questo motivo i treni e le strade sarebbero insicure ed inoltre sarebbe in atto un vero cambiamento della cultura originaria. Ma gli svizzeri hanno respinto questi ragionamenti considerando questo apporto lavorativo necessario per lo sviluppo economico soprattutto in un periodo come questo danneggiato dal propagarsi della pandemia da coronavirus. Non è la prima volta che la Svizzera è interessata da proposte di questo genere. Nel 2014 un referendum simile fu approvata per pochi voti di differenza ma il risultato non fu mai applicato . Così come oggi si salvarono gli accordi di libera circolazione presi con l’ Unione Europea . E c’ è da rilevare che rompendo questo accordo bilaterale  verrebbero annullati automaticamente gli altri sei che concernono il commercio, gli appalti pubblici, l’ agricoltura, la ricerca, l’ aviazione civile e i trasporti su strada. Un voto, quello di domenica, che dimostra  come la Svizzera non voglia imboccare la strada per una sua Brexit ma voglia stare saldamente legata all’ Unione Europea pur non facendone ufficialmente parte. Così come i suoi abitanti non si sono fatti abbindolare dai discorsi populisti ma hanno ribadito la loro volontà di rispettare i valori europei di cui la libera circolazione è parte integrante. È prevalsa la considerazione  che le imprese e il mercato del lavoro ritengono indispensabili gli apporti dei lavoratori stranieri per il benessere di un Paese che soprattutto nell’ importantissimo settore farmaceutico trova energie esterne difficilmente sostituibili . Una lezione anche per i populisti italiani  smentiti dai cittadini svizzeri proprio sul loro terreno. La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha espresso la sua soddisfazione per l’ esito del referendum.

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