martedì, 24 Novembre, 2020

Slovenia, l’attivismo di Jansa ma è in ballo la tenuta del Governo

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In Slovenia il Governo di Janez Jansa mentre cerca di consolidarsi sul piano esterno non dorme sonni tranquilli su quello interno. A livello internazionale Jansa continua a mantenere ottimi rapporti con l’omologo ungherese Orban avvicinandosi alle posizioni populiste dello stesso e condividendo le sue posizioni contro la migrazione clandestina. Le decine di chilometri di reticolato fatte erigere sui confini della Croazia per fermare la rotta balcanica , l’intensificazione dei controlli e l’ invio di nuovo contingenti militari per bloccare ogni tentativo di invasione del territorio sloveno parlano chiaro in proposito. Su questo problema poi le relazioni con il nostro Paese e con la regione Friuli Venezia situata subito dopo il confine a ovest sono ottime. Il 15 ottobre si è svolto a Roma un incontro tra i due Ministri della Difesa Lorenzo Guerini e Matej Tonin in un clima di grande collaborazione. Tra le altre questioni si è anche parlato, tra due Paesi che appartengono entrambi alla Nato e all’Unione Europea, del problema del respingimento in Slovenia dei migranti irregolari provenienti da Lubiana trovando piena e soddisfacente intesa. Gli stessi rapporti con il Friuli Venezia Giulia, la regione italiana maggiormente interessata dalla rotta balcanica, sono considerati ottimali dallo stesso Presidente della Giunta regionale Massimiliano Fedriga.

 

Rimane ancora insoluta la questione dell’accordo per i contenziosi confinari e degli spazi marittimi con la Croazia ma l’appartenenza comune all’Unione Europea facilità la prosecuzione positiva del dialogo con Zagabria. È invece sul piano interno che Jansa deve guardarsi dalle imboscate. Non tanto per la prosecuzione delle manifestazioni di protesta che ogni venerdì, coronavirus o meno, continuano a vedere migliaia di sloveni in bicicletta a chiedere la caduta del Governo. Non tanto per il manifesto di oltre cento intellettuali che dal Forum per la democrazia hanno firmato un documento che vorrebbe essere il punto di partenza per ” Una Slovenia democratica e giusta” in cui si dichiarano contro il Governo autoritario di Jansa accusato di ridurre le libertà civili e di violare i diritti umani.

 

Quanto per la tenuta dello stesso Governo che ha necessità per non perdere la maggioranza di mantenere i voti favorevoli degli alleati, il Partito dei Pensionati e la Smc, il movimento dell’ex Premier Cerar. Sono su questi che fanno affidamento i partiti dell’ opposizione, socialdemocratici i testa, per ribaltare la situazione. Jansa ne è ben conscio e da una parte è tentato di arrivare a una crisi che porterebbe a elezioni anticipate, convinto dai sondaggi di trarne vantaggio. Dall’altra è certo che con alcune concessioni di potere il malcontento degli alleati potrebbe essere contento a livelli di dialettica politica. Di fronte a questo quadro politico non è indifferente l’aggravarsi della pandemia da coronavirus che ha costretto il Governo a stabilire zone rosse su gran parte del territorio nazionale e a proclamare una vera emergenza sanitaria. Da martedì gli sloveni non possono superare i confini nazionali e gli ospedali sono al limite dell’ accoglienza.

 

Alessandro Perelli

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