lunedì, 1 Marzo, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Taccuini di un drago di periferia

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Mercoledì 3 febbraio

Lo strappo di Renzi: “Bonafede, Mes, Scuola, Arcuri, vaccini, Alta Velocità, Anpal, reddito di cittadinanza. Su questo abbiamo registrato la rottura, non su altro. Prendiamo atto dei Niet dei colleghi della exmaggioranza. Ringraziamo il presidente Fico e ci affidiamo alla saggezza del Capo dello Stato”.

Adesso inizia il secondo tempo. Finora Renzi non ha sbagliato nulla. Stasera Mattarella ha dichiarato che darà un incarico a un’alta personalità per un governo non legato ad alcun partito e che dovrà reggersi su una vasta maggioranza parlamentare. Draghi sarà il nuovo presidente. Personalmente avevo proposto che fosse il mio partito a promuovere questa idea. Un partito piccolo deve reggersi su idee grandi. Ma non mi hanno dato retta.

Giovedì 4 febbraio
Draghi è una personalità molto stimata in Europa e nel mondo. L’uomo giusto al posto giusto. Il presidente Mattarella grazie all’iniziativa di Renzi ha fatto la scelta migliore. Tutti quelli che dicevano che ero fuori dalla realtà  i Belpietro di turno che sostenevano che Draghi era strumentalizzato da Renzi, i tanti che dichiaravano che non avrebbe mai accettato, sono tutti morti?
Draghi e la scomposizione del sistema politico
Draghi ha accettato di formare il governo. Si tratta di un evento epocale. Non solo per le sue qualità e la stima di cui il personaggio gode in tutta Europa e nel mondo, ma anche perché l’intero sistema politico rischia di essere riscritto. Partiamo da sinistra. Leu sarà scettica, ma Bonino e Calenda voteranno a favore, rendendo così praticabile un’intesa con Renzi, anche se l’atteggiamento un po’ aristocratico di Calenda pare escluderlo (ma dipenderà dalla legge elettorale). Il Pd dirà di sì, ma la posizione di Zingaretti e Bettini, e cioè “O Conte o il voto”, ne esce indebolita alquanto e le tensioni interne aumenteranno. I Cinque stelle, già parecchio divisi, si divideranno ancora di più sul voto a Draghi e l’uscita proprio ieri di Carelli preannuncia un possibile esodo. Forza Italia voterà a favore senza esitazioni e così pure Toti, annunciando un distacco dalle posizioni estreme e un riavvicinamento a quelle dei popolari europei, mentre la Lega potrebbe o astenersi o votare a favore in cambio di elezioni dopo quelle del presidente della Repubblica che potrebbe essere lo stesso Draghi. Assicurazioni che non ci saranno ma potrebbero essere implicite. La Meloni con la sua insistenza per le elezioni rischia di perdere consensi se si rifugia all’opposizione. Dunque l’arma Draghi può dividere i Cinque stelle e il centro-destra, può ribaltare i rapporti di forza nel Pd, mentre gli italiani già ora, leggo i sondaggi televisivi, danno Draghi al 45% del gradimento che presto volerà al 60-70%, mentre di Conte quasi nessuno si ricorderà e cosi della sua lista, e contemporaneamente attribuiscono a Italia viva il 4% e all’unione tra Calenda e la Bonino il 5%. Vorrei sinceramente sapere se esiste un solo socialista che non gradisce questo nuovo scenario.
Venerdì 5 febbraio
E’’ sconcertante il modo in cui nessuno ammetta di avere sbagliato. Bettini e Zingaretti ad esempio, lo stesso Conte, e nel nostro piccolo anche il Psi. Se qualcuno commette un errore, errare humanum est, cosa costa ammetterlo? Rende le persone più sincere e credibili. La cosa strana é che se uno ha avuto ragione allora deve essere emarginato. Questo non é umano. Anzi diabolicum est…
Sabato 6 febbraio
S va profilando esattamente quello che mi sono augurato dall’inizio di questa legislatura: un governo di unità nazionale presieduto dal più autorevole degli italiani. Personalmente ho sempre pensato che un partito piccolo debba avere grandi idee. Penso al Psi e a quello che avrebbe potuto diventare se avesse lanciato lui questa proposta. E avesse per primo tirato fuori il nome di Draghi. Come il Pri, partito che scivolò anche all’1%, ma che aveva grandi idee, soprattutto sulla politica economica e dei redditi. E si faceva sentire.
Domenica 7 febbraio
Posso dire che la cosa più ridicola é questo atteggiamento dei Cinque stelle che associandosi a Pd e Leu sono assai schizzinosi verso la possibilità di collaborare con Salvini? Avevo la sensazione che avessero governato insieme. Ma forse mi sono sbagliato.
Tutti sono spiazzati da Salvini. Nec tecum nec sine te? Cosa costa dire che un governo di salvezza nazionale é un patto tra diversi? De Gasperi e Togliatti erano la stessa cosa? E Andreotti e Berlinguer? Il Pd di Bettini-Zingaretti voleva il perimetro. Con barriere a destra. Ormai si avvera tutto quello che non dicono. Dal perimetro al trapezio. Se tacessero…
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Mauro Del Bue

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