Estate calda di calciomercato. Juve pronta a dominare

ronaldoLa Juventus, che domina già da 7 anni, con l’acquisto di Cristiano Ronaldo sembra aver aumentato ulteriormente il gap con le rivali. Il Napoli punta sul curriculum vincente di Ancelotti, l’Inter ha un Nainggolan in più, la Roma spera nelle tante giovani promesse ma il pronostico sembra chiuso in favore della Vecchia Signora
ROMA – Domenica 19 agosto. E’ la data che tutti gli appassionati di calcio hanno da tempo segnato: coincide con l’inizio del campionato. Eppure quest’anno i giochi sembrano già fatti ancor prima dello start ufficiale. La Juventus, infatti, vincitrice degli ultimi 7 scudetti consecutivi, con l’acquisto di Cristiano Ronaldo – definito da tutti “il colpo del secolo” – ha aumentato il divario con tutte le avversarie e messo una seria ipoteca sul prossimo tricolore.

IL MERCATO DELLE ALTRE – Rimpiazzato Buffon (passato al Psg) con Perin, anche se il titolare dovrebbe essere Szczesny, tornati alla base Caldara e Spinazzola dopo l’esperienza all’Atalanta e rinforzato il centrocampo con l’arrivo a parametro zero di Emre Can, la Juventus si era già mossa benissimo sul mercato prima di assicurarsi l’attuale Pallone d’Oro. Il presidente Agnelli e il dg Marotta hanno creato una corazzata che avrà come obiettivo principale conquistare quella Champions League che a Torino manca dal 1996. Se in Europa la competizione è apertissima contro le varie Real, Barcellona, United, City, Bayern Monaco ecc… in Italia si fa fatica a trovare una vera antagonista della Vecchia Signora. Il Napoli, che fino all’ultimo ha dato filo da torcere ai bianconeri nella passata stagione, è finite nelle mani sicure di Carletto Ancelotti dopo l’addio di Maurizio Sarri, ora al Chelsea. Pochi allenatori possono vantare un curriculum vincente come quello dell’ex tecnico del Milan, eppure bisognerà vedere se le perplessità di Sarri sull’attuale rosa (considerata a fine ciclo) erano effettivamente veritiere. Intanto uno dei pilastri del club partenopeo, Jorginho, ha seguito il suo maestro a Londra. C’è poi la Roma che ha perso due pezzi da 90 come Alisson e Nainggolan. Il ds giallorosso Monchi si è scatenato sul mercato con addirittura 10 acquisti: tra questi alcune baby promesse del calcio mondiale come Coric e Kluivert, ma basterà per tenere testa alla Juve? Ruolo di protagonista anche per l’Inter che, oltre al belga ex Roma, si è assicurata De Vrij, Asamoah, Politano e Lautaro Martinez. La rosa è più completa, ma forse ancora troppo corta per essere competitivi anche in Champions League. La Lazio, orfana di De Vrij e ceduto Felipe Anderson al West Ham, sta cercando di trattenere la stella Milinkovic-Savic, reduce da un Mondiale sottotono, e piazzare il colpo Papu Gomez ma l’obiettivo massimo non può andare oltre il quarto posto. E poi c’è il Milan con il mercato in stand-by per le note vicende societarie (addio ai cinesi, ora il club è controllato dal fondo americano Elliott) e legali con la Uefa (esclusione dall’Europa League, poi revocata dal Tas di Losanna). Ora che la situazione sembra più definita bisognerà valutare il futuro di Bonucci, Suso e Donnarumma – non è detto che tutti restino – e iniziare a regalare rinforzi a Gattuso, a cui serve un centravanti come il pane. Insomma la solita estate ‘calda’ di calciomercato ma con la Juventus pronta a dominare, ancora di più, la scena.

Francesco Carci

L’Italia nel pallone. Una sconfitta che lascia il segno. Ora rinnovarsi

ventura tavecchioGigi Buffon ha pianto a dirotto a fine partita: «Dispiace, abbiamo fallito…». L’Italia nel pallone. Il portiere della Nazionale di calcio esprime un sentimento diffuso tra gli italiani, grandi appassionati del pallone e degli azzurri. L’Italia battuta dalla Svezia (0-1 a Stoccolma e 0-0 a Milano) è una bruttissima notizia: non parteciperà al Campionato mondiale di calcio del 2018, non andrà a giocare in Russia.

Una disfatta. Non succedeva dal 1958, da 60 anni. Subito è scattata la caccia alle responsabilità. L’allenatore della nazionale Giampiero Ventura è il primo a pagare il conto. Il presidente della Federcalcio lo ha esonerato dall’incarico. Carlo Tavecchio ieri sera ha annunciato: «Ho parlato con Ventura e gli ho comunicato che non abbiamo più necessità della sua collaborazione». Ha indicato il prossimo appuntamento per lunedì: «Abbiamo pensato a profili di allenatori importanti e vedremo di portare possibilmente a termine una di queste ipotesi». Ora è caccia al nuovo grande allenatore della nazionale. Girano tanti nomi: Allegri, Ancelotti, Conte, Di Francesco, Mancini, Maldini, Montella, Ranieri. Tuttavia i nomi più gettonati sono Ancelotti e Maldini. Ventura era consapevole di essere la prima vittima («E’ un risultato pesantissimo…Chiedo scusa agli italiani»), invano ha cercato di temporeggiare ma pur perdendo il posto sembra che abbia salvato il suo super compenso.

L’Italia nel pallone. Sotto accusa è tutto il mondo del calcio. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, chiede le dimissioni del presidente della Federcalcio. Carlo Tavecchio però temporeggia tra polemiche e accuse infuocate. Una parte della Federcalcio è in rivolta. Damiano Tommasi, Assocalciatori, ieri ha chiesto invano l’azzeramento delle cariche e nuove elezioni.

L’Italia nel pallone. La sconfitta di lunedì 13 novembre nello stadio San Siro a Milano lascia il segno. E’ il segnale che il glorioso pallone italiano si è sgonfiato. Il ministro per il Turismo Luca Lotti sollecita soluzioni radicali: «Il mondo del calcio va rifondato». Manca un disegno complessivo, dice a sorpresa Walter Veltroni, ex segretario del Pd, appassionato ed esperto di calcio, intervistato da Fabio Martini per ‘La Stampa’. Veltroni presidente della Federcalcio? La risposta non è né sì né no: «Nessuno me lo chiede». Ridisegna l’impero del pallone. Per la Federcalcio «andrebbero valorizzati personaggi capaci di incarnare valori come la competenza, l’autorevolezza e la terzietà rispetto ai poteri consolidati». Cita «Del Piero, Maldini, Costacurda, Vialli, Tardelli, Cabrini,Buffon…». Fa anche i nomi di possibili allenatori ritenuti persone serie e preparate come «Montella, Inzaghi, Di Francesco, Giampaolo, Gasperini».

L’Italia nel pallone. Per comprendere le dimensioni del disastro basta una notizia: sia la Lega calcio di serie A sia quella di serie B sono commissariate. Certo in queste condizioni è molto difficile combinare qualcosa di buono.

Eppure i club italiani (dalla Juve al Milan, all’Inter) sono famosi e contano tifosi in tutto il mondo, l’Italia è da sempre un nome celebre nel firmamento del calcio internazionale. Ora, però, è meglio prendere atto che l’Italia è una ex potenza calcistica. La Nazionale azzurra ha vinto quattro volte la Coppa del mondo: nel 1934, nel 1938, nel 1982, nel 2006. Due volte durante il regime fascista (1934 e 1938) con Benito Mussolini duce e capo del governo, una volta nella Prima Repubblica (1982, presidente della Repubblica Sandro Pertini e presidente del Consiglio Giovanni Spadolini), e una volta nella Seconda Repubblica (capo dello Stato Giorgio Napolitano e premier Romano Prodi). Una strana coincidenza: sia Mussolini, sia Spadolini, sia Prodi hanno avuto poca fortuna: il primo fu ucciso dopo la caduta del fascismo, il secondo scomparve assieme al Pri con la fine della Prima Repubblica, il terzo cadde per il disfacimento della sua coalizione di centro-sinistra.

Il calcio è una importante realtà dagli aspetti multiformi: è un fortissimo elemento di aggregazione sociale per ragazzi ed adulti su campi e campetti di tutti i tipi, è un affinatore di tecniche del pallone, costruisce fuoriclasse e squadre mito, cadenza le giornate degli italiani tra anticipi e posticipi del sabato e della domenica. E’ una grande passione degli italiani che non solo modella tendenze ma produce un gigantesco giro di affari e di interessi tra partite, diritti televisivi, pubblicità, fabbriche che sfornano magliette e scarpini. L’esclusione dell’Italia dai mondiali di calcio, solo per dirne una, porterebbe ad un danno complessivo di circa 100 milioni di euro (una media di 12 milioni di connazionali guarda una partita degli azzurri in televisione durante i Mondiali). Qualcuno arriva a mettere in conto la perdita dell’1% del reddito nazionale dopo l’esclusione dell’Italia dai Mondiali.

Il colpo è fortissimo per il “marchio” del calcio italiano e anche per la stessa immagine dell’Italia nel mondo. E’ un declino sportivo legato a quello politico: manca una strategia per lo sport come per gli altri settori della società. Se non ci sarà un rinnovamento tutto il mondo del calcio rischia di schiantarsi. Il primo segnale c’è stato a Milano lunedì 13 novembre.

La disfatta di San Siro e di Ventura rischia di restare immortalata nei libri di storia da studiare sui banchi di scuola, come il disastro di Lissa e dell’ammiraglio Persano, la clamorosa sconfitta subìta nel 1866 dall’allora moderna flotta italiana per mano delle vecchie navi da guerra austriache. Ma l’Italia monarchica e liberale seppe superare quel disastro, recuperò il terreno perduto e poi nel 1918 arrivò la vittoria contro l’Impero asburgico nella Prima Guerra Mondiale.

Rodolfo Ruocco
(Sfogliaroma)

Dopo il cinema,
ecco gli Oscar del Calcio

oscarIn occasione della cerimonia di premiazione degli Oscar 2016, che ha visto come assoluti protagonisti Leonardo Di Caprio (arrivata la prima, tanto attesa, statuetta per l’attore americano grazie al film ‘Revenant’) ed Ennio Morricone (premiato per la colonna sonore in ‘The Hateful Eight’), la redazione di SuperNews ha voluto riunire 500 tra giornalisti, blogger ed esperti del mondo del calcio cui ha sottoposto un sondaggio per identificare i protagonisti del pallone meritevoli dell’ambita statuetta.
Il calcio e il cinema, infatti, sono da sempre due straordinarie macchine per sognare. Una sviluppata su pellicola e nelle sale, l’altra sui campi d’erba degli stadi. Due mondi diversi ma che, parallelamente, mirano a creare la stessa essenza: lo spettacolo. Le 10 domande del sondaggio miravano ad evidenziare i tanti punti di contatto di due universi che puntano allo stesso obiettivo: intrattenere e meravigliare lo spettatore. Come non ritenere un grande attore del tutto simile ad un calciatore famoso? E come non rintracciare una corrispondenza tra un regista di successo e un grande allenatore? Ecco di seguito i vincitori degli speciali Oscar del calcio votati dalla giuria d’eccezione riunita da SuperNews.
Real Madrid e Barcellona, i Titanic del calcio
Sono passati ormai quasi vent’anni da quando Titanic totalizzava il maggiore incasso di sempre e conquistava 11 premi Oscar, record condiviso con Ben Hur e Il Signore degli Anelli, ma ancora oggi non smettiamo di commuoverci per la storia d’amore tra Jack e Rose a bordo dello sfortunato transatlantico. La pellicola di James Cameron, con le 11 statuette vinte (nonostante manchi quella al miglior attore per Leonardo Di Caprio) e con lo straordinario successo di pubblico, viene considerata uno dei cult del cinema mondiale. Chi sarebbe quindi “il Titanic del mondo del calcio”? I risultati del sondaggio raccontano di un ex-aequo (46% di preferenze per entrambe) tra le due grandi spagnole. Impossibile ignorare le 10 Champions League del Real Madrid e il dominio mondiale del Barcellona degli ultimi anni. Squadra “galattica” da sempre, i 10 allori continentali dei Blancos possono essere paragonati agli 11 Oscar di Titanic. Ancor migliore risulta essere il cast del Real, con campioni del calibro di Di Stefano, Puskas, Zidane, Seedorf e i due Ronaldo che hanno vestito la camiseta blanca nel corso degli anni. Anche la regia non scherza, con la panchina del Madrid che solo di recente ha visto seduti allenatori plurititolati come Capello, Del Bosque, Mourinho e Ancelotti, eroe della decima. Alla pari del Real troviamo il Barcellona, che deve il suo successo soprattutto all’ultima generazione di fenomeni. La squadra di marziani di Messi, Iniesta e compagni ha vinto 4 Champions in 10 anni, giocando un calcio a larghi tratti spettacolare e costruendo i suoi successi sullo straordinario vivaio, la cantera blaugrana.
La notte di gloria del gregario: Allan come Walter Brennan
La storia del cinema e quella del calcio sono costellate di grandi protagonisti ma anche di figure secondarie, senza le quali un film o una squadra non sarebbero le stesse. Come nel Cavaliere Oscuro al fianco di Christian Bale/Batman c’era uno straordinario Heath Ledger a interpretare Joker, così nel centrocampo dell’Italia di Lippi e del Milan di Ancelotti a fianco di Pirlo c’era l’instancabile Gennaro Gattuso.
L’oscar come “miglior attore non protagonista” ha quasi la stessa importanza di quello al miglior protagonista. Per informazione chiedetelo a Walter Brennan, stella di Hollywood del secolo che fu, che tra il ’36 e il ’41 vinse tre statuette come supporting cast per “Ambizione”, “Kentucky” e per “L’uomo dell’Est”.
Nella nostra Serie A, assieme ai tanti fuoriclasse, ci sono gregari che spesso hanno un ruolo primario in una squadra. Nella lotta tra Sturaro, Medel e Allan l’ha spuntata quest’ultimo (58% dei voti), ma probabilmente se il sondaggio fosse stato fatto questa mattina il centrocampista bianconero classe ’93 avrebbe potuto ribaltare il risultato, soprattutto per li gran gol che ha permesso alla Juve di rimontare il Bayern Monaco in Champions League.
Il centrocampista tuttofare ex Udinese, al suo primo anno in maglia Napoli, è uno degli artefici dello straordinario campionato dei partenopei, grazie al suo inestimabile lavoro in entrambe le fasi. Un calciatore che magari non si prende la prima pagina dei giornali come Higuain, ma senza il quale probabilmente il Napoli non sarebbe lì a giocarsi lo scudetto con la Juventus schiacciasassi di Massimiliano Allegri.
Alla voce “altri” ha ricevuto non pochi voti Radja Nainngolan, eclettico centrocampista della Roma che oltre a cresta e tatuaggi sul rettangolo di gioco offre quasi sempre prestazioni di sostanza.

Claudio Ranieri, l’Alfred Hitchcock del calcio
Il noto regista britannico Alfred Hitchcock pur ottenendo 5 nomination per l’Oscar non si è mai aggiudicato la prestigiosa statuetta. Suoi colleghi altrettanto noti come ad esempio John Ford, Elia Kazan, Leo McCarey e Billy Wilder ne hanno vinto almeno uno.
Il nostro sondaggio ha voluto creare un’analogia evidente tra regista e allenatore, due figure che per ovvi motivi hanno responsabilità simili per la buona riuscita, tanto di una squadra di calcio quanto di un film. Alfred Hitchcock, (regista di fama mondiale autore di film capolavoro), ha il poco invidiabile record di zero statuette a fronte di 5 nominations.
Rispondendo alla domanda su chi fosse l’Alfred Hitchcock in chiave calcistica, i giornalisti hanno espresso la propria preferenza per il tecnico romano Claudio Ranieri (52% dei voti) mentre al secondo posto si è piazzato il tecnico di Certaldo Luciano Spalletti con il 28%, terzo il livornese Walter Mazzarri.
Ranieri, che da inizio stagione è alla guida della squadra inglese del Leicester, sta lottando incredibilmente per lo scudetto con le big della Premiere League. Eppure è evidente come per la nostra giuria sia ancora considerato un “perdente di successo”. Su questo giudizio, pesano molto probabilmente i tanti piazzamenti (Roma, Valencia, Chelsea) senza portare mai a casa l’ambito scudetto. Al secondo posto Luciano Spalletti, da un mese subentrato a Rudi Garcia alla guida della Roma. Pur avendo vinto campionati all’estero con lo Zenit San Pietroburgo, in Italia il suo bel calcio fatto di verticalizzazioni non ha prodotto titoli. Sul podio Walter Mazzarri, attualmente fermo, ha vinto solo una coppa Italia col Napoli cui si aggiungono solo piazzamenti.

La magia del San Paolo: Oscar alla miglior fotografia alla curva partenopea
Nel sondaggio lanciato da SuperNews abbiamo deciso di dare risalto anche alle tifoserie più calde e determinanti in Italia. Il parallelo con il mondo del cinema, e di conseguenza con l’Oscar, è stato fatto con il premio per la miglior fotografia. Le curve d’Italia, e più in generale gli stadi, hanno mostrato spesso coreografie e colori mozzafiato, nonostante la maggioranza di questi, escluso lo Juventus Stadium e il nuovo Friuli, siano vecchi e fatiscenti. Il simbolo e il vanto italiano per quanto riguarda il Premio Oscar in questa categoria, è senza dubbio il direttore alla fotografia Vittorio Storaro, vincitore della statuetta in ben 3 occasioni: nel 1980 con il film Apocalypse Now di Francis Ford Coppola, nel 1982 con Reds di Warren Beatty e infine nel 1988 con L’ultimo Imperatore di Bernardo Bertolucci. Per quanto riguarda le tifoserie d’Italia il premio Oscar per la miglior fotografia è stato assegnato a quella del Napoli, con il 35% dei voti. Il San Paolo, del resto, in questa stagione è un vero e proprio fattore decisivo per la straordinaria classifica degli uomini di Sarri. Basta guardare una partita degli azzurri in tv: tifo incessante dal 1′ al 90′ in tutti i settori. Al secondo posto, con il 29% dei voti, la tifoseria della Roma, nonostante le note vicissitudini, o per meglio dire diatribe, tra la Curva Sud ed il Prefetto, con il settore caldo dell’Olimpico giallorosso fuori per protesta dallo scorso 30 agosto. Eppure i nostri lettori hanno mostrato un occhio di riguardo per la tifoseria giallorossa, storicamente tra le più passionali e rumorose d’Italia. Sul gradino più basso del podio finiscono i supporters della Juventus (22% dei voti). Lo Juventus Stadium è ormai un catino praticamente invalicabile, e il tifo bianconero è parso decisamente più caldo negli ultimi anni, rispetto al periodo del Delle Alpi.

Bella ma non vince, la Roma come Il Colore viola
Il Colore Viola, uno dei capolavori del regista Steven Spielberg, è anche famoso per il maggior numero di nomination ottenute (11) che non si sono tramutate in Oscar.
Il sondaggio mirava ad individuare quale squadra di calcio del nostro campionato potesse essere paragonata al film del 1985, con Whoopi Goldberg come straordinaria protagonista.
Il 51% dei votanti ha deciso che la Roma è la squadra di calcio che più ricorda le vicissitudini del film nella notte degli Oscar del 1986. Al secondo posto troviamo, invece, la Fiorentina con il 36% delle preferenze.
Le due squadre ricordano, effettivamente, per certi versi il film di Spielberg. I giallorossi arrivano da due secondi posti in Serie A dal sapore amaro: il primo con 85 punti alle spalle della Juventus dei record, che chiuse la stagione con 102 punti, il secondo, invece, nella scorsa stagione arrivò alla penultima giornata e con un distacco dalla Juventus di ben 17 punti. Quest’anno per i capitolini sembrava l’anno giusto per conquistare il tricolore ma gli scarsi risultati con Garcia hanno fatto scivolare in classifica il club giallorosso. Con Spalletti i tifosi sperano in un futuro ricco di soddisfazioni. La Fiorentina, invece, viene da 3 quarti posti consecutivi negli ultimi tre anni, con l’obiettivo preliminare di Champions League fallito in una di queste stagioni all’ultima giornata. Inoltre pesa ancora nelle menti dei tifosi viola la sconfitta in Coppa Italia nella finale con il Napoli (2013-2014) e quella nella semifinale di Europa League della scorsa stagione contro il Siviglia, poi vincitrice del trofeo.

Al miracoloso Leicester l’Oscar per la miglior squadra straniera
L’ultima domanda del nostro sondaggio sugli Oscar del calcio, chiedeva di paragonare un club non italiano ai film candidati a vincere la statuetta per il miglior film straniero. La squadra di calcio che i votanti hanno indicato come migliore tra le straniere è lo straordinario Leicester City del nostro Claudio Ranieri, in testa alla Premier League in maniera del tutto inaspettata ad inizio stagione. Cuore, sacrificio e sudore hanno portato i Foxes a giocarsi qualcosa di enorme e incredibile. La concorrenza è forte in campionato, ma comunque andrà sarà un successo. Il 75% dei partecipanti al sondaggio ha votato per il club inglese. Deve accontentarsi del secondo posto, invece, il Barcellona di Luis Enrique, che in questa stagione punta a conquistare ben 5 trofei, considerando la Supercoppa Europea e il Mondiale per club già nella bacheca del Camp Nou: soltanto il 18 % dei partecipanti al voto hanno scelto il club blaugrana. Al terzo posto, infine, il Bayern Monaco, rivale della Juventus in Champions League, con il 7% dei voti. E’ chiaro, quindi, come i partecipanti al sondaggio abbiano deciso di votare la vera rivelazione di questa stagione, che nella peggiore delle ipotesi andrà comunque a conquistare un piazzamento in Champions League. E’ evidente, quindi, che il miracolo sportivo del Leicester ha avuto un impatto maggiore rispetto al Barcellona o al Bayern Monaco, che ormai non stupiscono più.

Francesco Carci