Commerato Andrea Berardi Curti, paladino dei diritti GLBTQ

massassinaPresso la sede del Circolo di cultura omosessuale “Mario Mieli” , è stato commemorato solennemente Andrea Berardi Curti, segretario politico del circolo, scomparso improvvisamente a Roma la sera di martedì 4 settembre. Romano, residente al Pigneto (l’oggi effervescente “Quartiere latino” di Roma), Andrea per anni era stato in prima fila nelle battaglie del “Mieli” per i diritti dei cittadini gay, e, più in generale, di tutto il movimento GLBTQ, contro gli stereotipi repressivi e le troppo rigide divisioni tra i sessi, funzionali solo a logiche di potere.

Artista, interprete teatrale, animatore instancabile (“en femme”, col nome d’ arte “La Karl du Pignè”) delle mitiche serate del “Muccaassassina”, Andrea s’era battuto per una visione moderna di omosessualità e transessualità: centrata non solo sui diritti, ma nello spirito mazziniano di piena cittadinanza richiamato dall’ articolo 3 della Costituzione. Animando anche iniziative del “Mieli” di forte rilievo sociale e culturale, come le campagne antiAIDS (con speciale attenzione ai nuovi tipi di test), il Transgender Rmembrance Day del 20 novembre, in memoria delle vitttime della violenza transfobica e il progetto di ricerca dell’ Unione Europa su quelli che furono gli sterminii “minori” del nazismo ( ai danni di omosessuali, handicappati, zingari, Testimoni di Jehova,ecc…).

“E’ stata una commemorazione nello stile di Andrea”, dice, commosso, Sebastiano Secci, presidente del “Mieli”: con i suoi parenti e amici, tra le sue foto, i suoi ritratti, le sue parrucche, tra battute di spirito e riflessioni profonde. Se n’è andata una personalità che per anni si è completamente identificata con la storia del Circolo ( che compie quest’anno 35 anni) e di tutto il movimento GLBTQ, non solo romano”.
La sua scomparsa lascia un forte vuoto, davvero difficile da riempire. Ciao, Andrea: salutaci Platone, Saffo, Karl Ulrichs (l’ intellettuale tedesco, tra i primi attivisti gay, autoesiliatosi in Italia, dove morì. nel 1895, a L’ Aquila), Oscar Wilde , Pier Paolo Pasolini, Mario Mieli, appunto, Massimo Consoli, Alfredo Ormando (lo Jan Palach del Movimento gay, immolatosi nel fuoco a Roma, il 23 gennaio 1998, per protesta contro le chiusure del Vaticano nei confronti dei gay); e tutti coloro che hanno concretamente dimostrato, nella vita quotidiana, che essere gay non vuol dire assolutamente vivere chiudendosi a riccio nel proprio “Particulare”, anteponendo la propria felicità individuale alla lotta contro le ingiustizie collettive.

Fabrizio Federici