La sinistra divorata dal Movimento 5 Stelle

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Sinistra estinta o quasi. «Di quanto stiamo sprofondando?». Massimo D’Alema alla vigilia delle elezioni politiche del 4 marzo non era ottimista. Sembra che si rivolse con un certo pessimismo a un sondaggista. Andò peggio delle più buie previsioni: l’ex segretario del Pds-Ds e già presidente del Consiglio, candidato nelle liste di Liberi e Uguali, non riuscì nemmeno a farsi rieleggere nel suo tradizionale collegio del Salento ed è rimasto fuori del Parlamento.

Sinistra estinta o quasi. I risultati elettorali sono stati catastrofici per tutti: centro-sinistra, sinistra riformista, radicale e antagonista. Alle politiche c’è stata la disfatta della sinistra e del centro-sinistra travolti dal M5S (salito al 32% dei voti) e dalla Lega (oltre il 17%). È stato annientato tutto il fronte progressista. Il Pd di Matteo Renzi franò al 18,7% dei voti dal 40,8% del 2014. Liberi e Uguali, la sinistra critica di Bersani-D’Alema-Speranza-Fratoianni-Civati ottenne appena il 3,3%. La lista dei radicali di Emma Bonino spuntò il 2,5%. La sinistra antagonista di Potere al popolo incassò un impietoso 1,1%. L’alleanza tra il Psi di Riccardo Nencini, i Verdi di Angelo Bonelli e i prodiani di Giulio Santagata registrò solo un terrificante 0,60%. I centristi della Lorenzin totalizzarono un agghiacciante 0,50%.

Alcuni indicavano il rischio dell’estinzione ed è finita proprio così: la sinistra, in tutte le sue molteplici espressioni, è stata quasi cancellata. Le scissioni a catena e le divisioni sono una delle cause del disastro. Il comico Corrado Guzzanti, nei panni di monsignor Florestano Pizarro a La7 Propaganda Live, ha ironizzato: esiste «una sinistra lesionista e una autolesionista», si scindono sempre.

Ma il problema non è solo quello della frammentazione, della mancata unità. C’è anche un problema di programmi, di identità politica, di sradicamento sociale e di leadership. La sinistra ha perso il suo elettorato tradizionale, quello operaio, proletario e popolare e non ha conquistato quello moderato. Il governo di Matteo Renzi ha deluso, ha deluso il Pd fondato nel 2007 da Walter Veltroni, hanno deluso le sinistre riformiste, critiche ed antagoniste. Così i disoccupati, i precari, i lavoratori, i pensionati, gli intellettuali hanno cambiato strada: alle elezioni hanno votato per i cinquestelle di Luigi Di Maio oppure si sono astenuti. In qualche caso hanno votato perfino per la Lega di Matteo Salvini.

Sinistra estinta o quasi. A sei mesi dalle politiche la situazione non è migliorata, se possibile è peggiorata. Immigrati, lavoro, Europa, ambiente. La sinistra (come pure il centro-sinistra) è irrilevante, annientata. Non riesce nemmeno a svolgere il suo ruolo, relativamente più semplice, di opposizione, non riesce ad incidere su nulla. Non è riuscita a recuperare i suoi due pilastri storici: uguaglianza e libertà.

Sinistra estinta o quasi, divorata dai grillini. I cinquestelle, in nome dell’uguaglianza e della lotta ai privilegi hanno fatto bingo. La promessa del reddito di cittadinanza (750 euro al mese), dell’abolizione della legge Fornero sulle pensioni, della cancellazione del Jobs act, dell’azzeramento dei privilegi della “casta” (in testa i vitalizi dei parlamentari e le “pensioni d’oro”) hanno suscitato l’entusiasmo. Di Maio ha puntato e punta ad assorbire gli elettori e i militanti della sinistra. Ha martellato: il M5S sta dalla parte dei lavoratori mentre il Pd «sta da quella dei padroni». Il capo dei cinquestelle anche da ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico ha confermato: «Il reddito di cittadinanza per me è la priorità più grande».

Disoccupati, precari e poveri assistiti dalla Caritas hanno votato in massa, soprattutto al Sud, per questi accattivanti impegni. Anche se c’era e c’è scetticismo per le promesse populiste a cinquestelle, hanno votato per protesta contro il Pd e la sinistra visti come i difensori delle classi dirigenti e non più dei lavoratori. Un analogo discorso, pur con molte differenze, vale per la Lega. Gran parte dei voti per Salvini vengono dai ceti produttivi del nord, dai piccoli imprenditori e dai professionisti esasperati dalle troppe tasse e dalla burocrazia, ma il segretario leghista ha affascinato anche una parte degli elettori una volta di sinistra con i suoi slogan: via gli immigrati clandestini, la Fornero, l’austerità dell’Unione europea (in molti casi, ha dato la linea ai grillini) e avanti con il taglio delle imposte e la flat tax. Salvini, nonostante sia incappato in seri guai giudiziari, continua a salire nei consensi: secondo molti sondaggi la Lega avrebbe perfino superato i voti dei pentastellati.

Le promesse sovraniste euroscettiche, populiste di sinistra-destra dei grillini, e quelle leghiste populiste di destra e, alcune volte, di estrema destra, adesso sono alla prova verità del governo giallo-verde. Se l’esecutivo Conte-Di Maio-Salvini riuscirà a realizzare le seducenti promesse della campagna elettorale dagli alti costi finanziari avrà la strada spianata per le elezioni europee di maggio. Se non ci riuscirà le conseguenze saranno imprevedibili.

Primo articolo – Segue

Rodolfo Ruocco
(Sfogliaroma)

Syusy Blady sostiene la “Lista Insieme”

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“Come molti ero tentata di non votare, ma non avere in Parlamento un Verde è una cosa che non mi va giù, è antistorica. Pertanto voterò la lista Insieme che mette al centro del suo programma l’ambiente e il lavoro”. Così l’attrice, scrittrice e conduttrice televisiva Syusy Blady, intervenendo oggi al Mercato de Erbe di Ancona alla presentazione della Lista Insieme, che raccoglie socialisti, i Verdi e i civici prodiani, che correranno per la coalizione di centrosinistra.

“Ieri sera – ha continuato – ho incontrato a Pesaro molti amministratori che si battono per valorizzare il turismo e l’ambiente. Credo che questa sia la strada giusta”. Con lei il candidato per il Collegio uninominale al Senato di Fano, Pesaro e Senigallia Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dei Verdi. “Abbiamo scelto questo mercato come luogo simbolo per ribadire il nostro impegno in favore dell’agricoltura, dello sviluppo del biologico e delle produzioni locali – ha detto – ma più in generale vogliamo evidenziare come i blocchi stradali e ferroviari causati in questi giorni dalla neve abbiano dimostrato l’incapacità della politica italiana di mettere in campo reali adattamenti ai cambiamenti climatici. Dobbiamo investire nel paesaggio e nel turismo a partire dal ripristino dell’asse ferroviario Fano-Urbino, perché è impensabile che la città di Raffaello sia isolata dal resto delle Marche e dell’Italia”.

Tra i candidati presenti oggi anche Marco Polita di Area civica (capolista Collegio proporzionale Senato Marche), la socialista Francesca Marconi Sciarroni (capolista alla Camera Collegio proporzionale 1 Ascoli-Macerata), Diego Lucchetti (Verdi), Marina Maurizi (Psi). Presente all’incontro Gianluca Carrabs, già assessore regionale dei Verdi nelle Marche.

La Meloni vola in Ungheria a lezione da Orban

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C’è chi va a prendere lezioni di come si sta in Europa dal premier ungherese Viktor Orban. Proprio lui, quello che ha messo a tacere la stampa a lui non favorevole. Quello del reticolato anti-immigrati. Quello che ha speso un miliardo di euro in filo spinato e fortificazioni per chiudere l’Ungheria come fosse un fortino della seconda guerra mondiale e che ora richiede all’Europa la restituzione di almeno la metà delle spesa. Quella Europa stessa che li ha accolti dopo essere rimasti “orfani” all’indomani del crollo del muro di Berlino.

Chi oggi va da lui per cercarne il sostegno alla vigilia delle elezioni politiche è la leader di Fratelli D’Italia Giorgia Meloni. Una iniziativa alquanto bizzarra, ma in Italia siamo abituati. Tra rosari elettorali e liste dei ministri mandate per fax anche se non richieste, il livello di questa campagna elettorale sta scendendo a livelli mai conosciuti prima d’ora.

La Meloni giustifica la sua visita con una propria visione strategica. Quella dell’abbandono di un rapporto privilegiato con Francia e Germania per abbracciare invece l’est europeo. “Mi interessa – ha he detto – quello che accade nell’Est Europa, dove c’é un gruppo di nazioni, il gruppo di Visegrad, che invece si sta occupando di difendere l’economia reale dalla grande speculazione e di difendere l’identità europea dall’islamizzazione. Io penso che l’Italia di domani dovrebbe dialogare con questo gruppo piuttosto che con l’asse Franco Tedesco”.

Orban ha fatto della xenofobia e dell’antieuropismo un programma di governo. Evidentemente l’etnonazionalismo di Orbano è la cifra a cui questo centrodestra, guidato culturalmente e politicamente da Meloni e Salvini. Centrodestra e M5S si ispira. Ne deriva con chiarezza anche l’ispirazione anti-europeista di un centrodestra a trazione salviniana. Una alleanza che porterebbe l’Italia, ora in stretto contatto con i membri fondatori ed economicamente più forti e trainanti, a una emarginazione, alleandola con gli illiberali alla Orban.

“La Meloni – ha commentato in una nota il coordinatore nazionale dei Verdi e promotore della Lista Insieme Angelo Bonelli – ha preso l’aereo per farsi un selfie con Orban, colui che ha messo il bavaglio all’informazione attraverso l’istituzione dell’Autorità nazionale delle comunicazioni, che sanziona con multe salate tutti i media che violano l’interesse pubblico, tradotto: è vietato criticare Orban e il suo partito. È l’attuazione nel XXI secolo delle famose ‘veline’ di memoria fascista. ” “La Meloni – ha proseguito Bonelli – è andata contro l’interesse nazionale italiano, e ciò è un fatto gravissimo, andando a rendere omaggio ad Orban, perché è colui che si rifiuta di applicare le quote di immigrati previste dall’Unione Europea. Tali quote consentirebbero di integrare in tutta Europa i migranti che arrivano in Italia. Il quadro è quindi completo e chiaro della deriva della destra verso posizioni estremiste e xenofobe: ieri Salvini ha aperto ai fascisti di Casapound, oggi la Meloni va contro l’Italia abbracciando Orban, che ha messo il bavaglio all’informazione in Ungheria e che impedisce una soluzione serena dei migranti che arrivano in Italia”.

“Siamo sempre più convinti – ha detto ancora Bonelli – che oggi sia urgente e necessario, per la qualità della nostra democrazia, costruire un argine politico e culturale a questa deriva estremista rappresentata oggi dal centro destra. La lista Insieme, all’interno della coalizione di centro sinistra, può rappresentare un punto di riferimento per tutti quei cittadini e cittadine che non vogliono che l’Italia venga governata da Salvini-Meloni e Berlusconi”.

Roma. La Raggi vieta i diesel. Bonelli: “Solo uno spot”

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Se l’aria di Roma è inquinata la colpa è dei motori diesel. E solo di quelli privati. Tant’è che la sindaca Raggi, di ritorno dal viaggio in Messico dove ha partecipato a degli incontri sull’ambiente, ha annunciato lo stop ai veicoli privati a gasolio nel centro storico di Roma a partire dal 2024. “Roma ha deciso di impegnarsi in prima linea e a Città del Messico, durante il Convegno C40, ho annunciato che, a partire dal 2024, nel centro della città di Roma sarà vietato l’uso di veicoli privati alimentati a diesel”. Ovviamente l’impegno della Raggi vale solo per i mezzi privati e quindi non sul trasporto pubblico. E tenendo conto che l’accesso al centro storico della capitale ai mezzi privati è già limitato, l’effetto reale sull’inquinamento sarebbe di basso impatto. E soprattutto a costo zero per il comune che scaricherebbe gli oneri sui cittadini.

“Le nostre città rischiano di trovarsi di fronte a sfide inattese. Assistiamo sempre più spesso a fenomeni estremi: siccità per lunghi periodi, come sta avvenendo nel Lazio; precipitazioni che in un giorno possono riversare sul terreno la pioggia di un mese intero; o anche nevicate inusuali a bassa quota come quelle che in questi giorni stanno investendo l’Italia. Per questo dobbiamo agire velocemente. Insieme alle altre grandi capitali mondiali, Roma ha deciso di impegnarsi in prima linea e a Città del Messico. Se vogliamo intervenire seriamente dobbiamo avere il coraggio di adottare misure forti. Bisogna agire sulle cause e non soltanto sugli effetti”, conclude il post.

Una questione, quella dell’inquinamento e dello smog, è drammatica. “Non può – afferma in una nota Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dei Verdi e tra i promotori della Lista Insieme – essere risolto unicamente con post sui social che non hanno alcun valore, non è un reality show e quando si annunciano iniziative così importanti lo si fa con delibere e atti amministrativi vincolanti, non sui social network. Attendiamo atti amministrativi vincolanti formali.” “In ogni caso – dice ancora Bonelli – tengo a precisare che nell’annuncio della sindaca si fa menzione al divieto per le sole macchine private: i mezzi pubblici diesel dell’Atac sono altamente inquinanti. Un autobus diesel inquina quanto 300 auto, quindi tale divieto dovrebbe riguardare anche i mezzi pubblici presenti attualmente nella flotta. Programmando la loro sostituzione con mezzi ecologici. Come Verdi e Lista Insieme – conclude Bonelli – da alcuni mesi abbiamo lanciato una proposta di legge iniziativa popolare in cui chiediamo l’abolizione motore a scoppio entro il 2030 su tutto il territorio nazionale, proposta sulla quale abbiamo già raccolto 30.000 firme”. “Come Verdi e Lista Insieme – conclude Bonelli – da alcuni mesi abbiamo lanciato una proposta di legge iniziativa popolare in cui chiediamo l’abolizione motore a scoppio entro il 2030 su tutto il territorio nazionale, proposta sulla quale abbiamo già raccolto 30.000 firme”.

Bonelli: Cambiamenti climatici fuori da agenda politica

 

neve mare“Questi repentini sbalzi di temperatura che sta vivendo l’Italia, passando da ondate di calore estreme al termometro sotto lo zero e intense nevicate, confermano che la questione dei cambiamenti climatici è un tema che deve essere messo al centro dell’agenda politica. C’è una carenza, da parte di molti sindaci, nell’affrontare i cambiamenti climatici. E’ nel non riuscire a capire che le relative conseguenze si fanno sentire e condizionano la vita quotidiana di milioni di persone che vivono in città. Ma una cosa è chiara: il futuro sarà peggiore se le istituzioni non attueranno politiche di adattamento a questi eventi estremi ” Scrive in una nota il coordinatore dei Verdi e promotore di Insieme Angelo Bonelli.

“Non possiamo dimenticare che, comunque, questa ondata di gelo arriva dopo che abbiamo subito l’estate più calda degli ultimi trent’anni, segno evidente che purtroppo in futuro dovremo fare i conti con questi repentini capricci meteorologici. Per questo è necessario formare e attivare il sistema della Protezione Civile graduandolo a questi eventi ed attuare politiche di adattamento e mitigazione ai cambiamenti climatici”. “Questo tema è una priorità ed è un contenuto espulso dal’agenda politica e da questa bizzarra campagna elettorale, visto che solo noi lo abbiamo trattato sin dall’inizio con la nostra Conferenza sui Cambiamenti Climatici di dicembre.” Conclude Bonelli.

Bonelli ha parlato anche dello scandalo grillino di Bagheria coperto da Di Maio. “Il rinvio a giudizio per il sindaco di Bagheria (Palermo) chiesto oggi dalla Procura di Termini Imerese sull’affidamento del servizio dei rifiuti, sulla gestione del palasport e sull’abusivismo edilizio coinvolge politicamente e moralmente anche Di Maio che, durante la trasmissione Piazza Pulita, diede  la sua copertura politica all’operato di Patrizio Cinque, il sindaco grillino denunciato dal sottoscritto alla stessa Procura per aver emanato un Regolamento edilizio che bloccava le demolizioni di ville abusive con piscina dei super ricchi.” Scrive in una nota il coordinatore dei Verdi e promotore della Lista Insieme Angelo Bonelli.

“Per aver denunciato Patrizio Cinque mi era stata anche annunciata una querela per diffamazione dal Movimento 5 Stella, mai arrivata; e il suo rinvio a giudizio di oggi spiega bene il perché: non ho ricevuto denunce perché avevo detto la verità. E Di Maio, Di Battista e Cancelleri, in diretta TV avevano pure spiegato che quel regolamento blocca demolizioni era un modello da prendere in esempio. Ricordo che quel regolamento blocca le demolizioni delle Ville abusive con piscina a picco sul mare, anche di quelle dei parenti dei consiglieri del M5S e della stessa casa abusiva del sindaco che si trova in zona vincolata. Una maniera come un’altra per non perdere i voti di chi si è costruito una casa abusiva alle spalle della maggioranza degli italiani che rispettano le regole e pagano i mutui della loro casa.”

“Ora Di Maio – conclude Bonelli – deve chiedere scusa, ma non a me: a tutti gli italiani. Non se la può cavare dicendo che il Sindaco si è autosospeso dal Movimento Cinque Stelle perché su questo tema lui, Di Battista e Cancelleri hanno dato sempre il loro sostegno e la copertura politica a questa vergogna.”

Redazione Avanti!

Fascismo: Lista Insieme domani a manifestazione Anpi

mai più fascismo“Noi ci saremo domani alla manifestazione Mai più fascismi a Roma. Ci saremo per difendere la nostra Costituzione e la democrazia del nostro Paese da ideologie fasciste e razziste che hanno causato le più grandi tragedie del secolo scorso”. Così in una nota Riccardo Nencini, Giulio Santagata, Luana Zanella e Angelo Bonelli, promotori della Lista Insieme che proseguono: “Le cronache degli ultimi mesi ci mostrano una drammatica sequela di azioni con evidente stampo fascista e squadrista, ricordiamo le intimidazioni a Como, il recentissimo tentativo di incursione negli studi di una trasmissione televisiva da parte di trenta persone di Forza Nuova, e non perdendo mai la memoria dei tragici fatti di Macerata.”
“Noi saremo alla manifestazione perché è doveroso esprimere una condanna decisa verso chi fa campagne d’odio per raccogliere consensi, per chi sfrutta il sentimento di paura per portare le cittadine e i cittadini dalla propria parte. Noi vogliamo un’Italia solidale, antifascista e antirazzista”, concludono Nencini, Santagata, Zanella e Bonelli. Quest’ultimo poi richiama Grasso sulle ultime dichiarazioni contro Prodi. “È triste constatare che per il leader di Liberi Uguali, nonché presidente del Senato, Grasso il problema di questa campagna elettorali si chiami Prodi e non il centrodestra che rischia di arrivare al governo del Paese grazie anche ai voti di Liberi e Uguali. Voglio ricordare che il voto al referendum costituzionale non può essere preso come esempio perché i Verdi hanno votato contro mentre dentro LeU c’è chi ha votato a favore ma siamo tutti convinti che per combattere il pericolo xenofobo e razzista della destra sia necessario, come ha affermato proprio Romano Prodi, l’unità. Spiace constatare che LeU con la sua scelta di stare fuori dal centrosinistra aiuti la destra, che vuole levare unioni civili e biotestamento, e fare Salvini ministro interno”. Lo scrive in una nota il coordinatore dei Verdi e promotore della Lista Insieme Angelo Bonelli.

Bonelli: “Ecologia, lavoro, innovazione le priorità”

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Angelo Bonelli, Verdi, assieme a Riccardo Nencini, Psi, e Giulio Santagata, Area Civica, è uno dei tre promotori della Lista Insieme, che fa parte dell’alleanza di centrosinistra per le elezioni politiche del prossimo 4 marzo. Bonelli è candidato al Senato nel collegio uninominale Pesaro-Fano-Senigallia.

Può sembrare inutile ricordare questi particolari, ma non è così visto l’esilio forzato cui siamo costretti da stampa e televisioni che raramente parlano di noi, anzi che normalmente non parlano di noi. A questo proposito ricordiamo che il 14 febbraio scorso Bonelli ha iniziato uno sciopero della fame per protestare contro questa esclusione. “In questa campagna elettorale – ha dichiarato – noi della Lista Insieme siamo stati espulsi dai contenitori di informazione e con noi i temi dell’ambiente, del lavoro, dell’innovazione e tutte le tematiche sociali”. Non è una lamentela infondata, questa, perché i dati dell’Osservatorio di Pavia parlano chiaro: la Lista Insieme ha zero presenze tra i grandi contenitori di informazione tipo “Carta bianca”, “Che tempo che fa”; mentre Meloni e Bonino hanno molti passaggi in televisione così come i grandi partiti. Giovedì sera il segretario Nencini ha partecipato a Porta a porta di Bruno Vespa, accompagnato da Angela, una testimonial sorda in rappresentanza di quell’Italia migliore ma ignorata. E proprio “Diamo voce all’Italia senza voce” è lo slogan della nostra campagna elettorale. Ma chi dà voce a noi? Due esempi dell’oblio in cui sembra sia stata condannata la nostra lista. Avantieri il segretario Nencini ha postato su facebook una riflessione che riportiamo integralmente. “Gli elettori, per decidere, devono conoscere i programmi dei partiti. Se vai su Repubblica online scopri che INSIEME è stata cancellata, che la coalizione di centro-sinistra è composta da due partiti benché i partiti siano quattro. C’e’ chi taroccava le foto per eliminare personaggi scomodi e chi addirittura tarocca la scheda elettorale procurando un danno alla coalizione riformista. Morale: in Italia il voto è libero e segreto. E compromesso dalla disinformazione”.

Mentre Giorgio Burdese, sempre su facebook, ha postato ieri: “La Nazione si accoda a Repubblica per non dare informazione su Insieme? Spero che il silenzio renda compatti i socialisti per orgoglio”.

Questi fatti dovrebbero spingerci a fare una campagna elettorale più capillare possibile. Noi, anche per contrastare questa carenza di informazione, abbiamo intervistato Angelo Bonelli proprio sul tanto ignorato (dagli altri) programma elettorale della Lista Insieme.

Bonelli, Insieme è solo un’alleanza elettorale o un progetto politico per la prossima legislatura?
Noi vorremmo che diventasse un progetto a lungo termine. Ma questo dipende dal risultato elettorale, dal consenso e dal sostegno che ci daranno gli elettori.

Dopo tanto nicchiare, Romano Prodi è sceso in campo qualche giorno fa. “Sono qui a Bologna per sostenere la coalizione di centrosinistra, ma soprattutto la Lista Insieme. È il mio sogno, quello di vedere unito il centrosinistra”. Lo giudicate un fatto positivo?
Questo è un passaggio fondamentale. Romano Prodi ha compiuto un atto di grande generosità riconoscendo che noi di Insieme vogliamo costruire un nuovo centrosinistra, perché noi siamo un’alleanza che è nata per unire e non per emarginare. Nonostante il blocco mediatico attuato contro di noi dai grandi contenitori politici televisivi, Insieme rappresenta un’alternativa importante, un punto di riferimento per quell’elettorato che non vuole votare il centrodestra e, contemporaneamente, una scelta di discontinuità con il passato che si rivolge a quegli elettori che hanno smesso di votare il centrosinistra, in particolar modo il Pd.

Quali sono i punti del programma che contraddistinguono Insieme, in alternativa alle proposte del Pd?
Ecologia, lavoro, innovazione, sicurezza sociale, agricoltura con la difesa delle produzioni tipiche: questi sono i cinque pilastri del nostro programma.

Mi sembra che l’ecologia, ultimamente, sia stato un argomento un po’ messo da parte dalla politica…
Sicuramente. Il tema dell’ecologia è uno dei nostri cavalli di battaglia anche perché nell’ultima legislatura il centrosinistra non ha brillato su questo argomento. Senza dimenticare i sei milioni di italiani che vivono in zone contaminate da vari tipi di inquinamento. Ma di ecologia in questa campagna elettorale non si è mai parlato, nel senso che ne parliamo solo noi. Grandi protagonisti, invece, sono i predicatori di odio e di paura, veri professionisti come la Lega. Poi ci sono quelli che vorrebbero legalizzare l’illegalità, tipo Forza Italia e 5Stelle che parlano di abusivismo di necessità. Una cosa che non esiste perché lo Stato deve difendere i cittadini onesti, quelli che fanno le cose in regola e che non possono né devono pagare per gli abusivi.

Altre proposte su ecologia e ambiente?
Incentivare l’auto elettrica per arrivare a rottamare il motore a scoppio. Interventi per l’agricoltura e la sicurezza alimentare, così da difendere le produzioni tipiche e garantire la biodiversità. E da creare nuovi posti di lavoro. Puntare maggiormente sulle energie rinnovabili e rompere il monopolio Enel facendo diventare auto-produttrici di energia elettrica le famiglie. Questa potrebbe essere la grande rivoluzione del futuro: trasformare le famiglie da consumatori a produttori di energia elettrica, con tutti i vantaggi anche economici che ne conseguono.

Nel programma ci sono anche la sicurezza sociale e il lavoro. Quali sono i punti più importanti?
Per quanto riguarda la sicurezza sociale pensiamo soprattutto alla carenza di assistenza alle persone non autosufficienti, giovani e anziani, e ai loro famigliari. Soprattutto per alcune patologie degenerative, che non godono di sufficiente attenzione anche se sono in costante aumento tra gli anziani. Inoltre, noi non condividiamo il blocco degli investimenti pubblici per cinque anni proposto da +Europa. Sarebbe un massacro sociale, soprattutto per la sanità e la scuola. Al contrario, bisogna verificare con l’Unione europea la possibilità di stare nel rapporto deficit/Pil senza rinunciare a questo tipo di investimenti.

La legge elettorale non piace a nessuno. Ce la dobbiamo tenere per forza?
Andiamo al voto con una brutta legge. Ritengo che il prossimo Parlamento debba occuparsi di una nuova legge elettorale che garantisca con maggior precisione di questa la formazione di una maggioranza stabile e di un governo duraturo.

Antonio Salvatore Sassu

Gli attacchi in stile comunista di Leu a Prodi e Gentiloni

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“Una campagna elettorale monocorde, quella di Leu. E miope. Lo stile è quello della Terza Internazionale: attaccare la sinistra riformista sempre e comunque. Prodi sostiene Insieme? Sbaglia. Gentiloni? Una sfumatura del renzismo. Nella classifica degli assist hanno già oscurato Pirlo. E sanno bene che la partita è tra due fronti con sistemi valoriali contrapposti. Una riedizione senza pathos del congresso di Livorno del 1921 quando la storia, da tempo, ha dato ragione a Turati e torto ai comunisti”. Lo ha dichiarato Riccardo Nencini, promotore della lista di ispirazione ulivista ‘Insieme’, riferendosi agli attacchi di Leu di questi giorni alla notizia dell’endorsement di Romano Prodi a Bologna di sabato scorso per ‘Insieme’, dove era presente anche il premier Paolo Gentiloni. “Chi è il vero leader di LeU?” si chiede ancora Nencini.  “Grasso non mi pare stia sfondando, il personaggio significativo  è D’Alema. E gli italiani lo capiscono, non hanno mica l’anello al naso”. “Dopo il 4 marzo – ha concluso – c’è una cosa sola da fare: mettere insieme le forze riformatrici italiane”.

Lo schema di Leu è ormai ripetitivo e immutabile. Al centro dei sui attacchi in una campagna elettorale a senso unico contro il centro sinistra. Come se il risultato di Lega Forza Italia e Cinquestelle fosse per loro un fattore secondario. E sulla possibilità di un abbraccio post elezioni tra Berlusconi e gli epurati dalle liste pentastellate interviene Angelo Bonelli. “Oggi Berlusconi – ha detto Bonelli – ha spiegato che il Grande Inciucio è già pronto: la superficiale e contraddittoria selezione dei senatori e deputati del movimento 5 stelle sarà con molta probabilità il serbatoio dei parlamentari che andranno in soccorso a Berlusconi per formare un governo di centrodestra”.

Lo scrive in una nota il coordinatore dei Verdi Angelo Bonelli e promotore della Lista Insieme, che spiega: “Non parliamo solo di quelli che sono stati espulsi dal Movimento, e sui quali Berlusconi ha già promesso che gli farà conservare l’intera diaria, ma anche quelli dormienti, che si sono proposti nella selezione farlocca del Movimento 5 Stelle solo con l’intenzione di consentire un governo di centrodestra. E quindi in tutta evidenza che oggi chi vota il Movimento 5 stelle rischia di dare un voto indiretto al centrodestra di Berlusconi perché buona parte di quei parlamentari andranno in soccorso del governo che lui ha in mente.” “Questa campagna elettorale si gioca su tanti aspetti equivoci – conclude Bonelli – e noi dobbiamo dare retta a ciò che Prodi ha indicato come soluzione per non regalare il Paese al centrodestra di Salvini: un centrosinistra unito. È questa la vocazione primaria della Lista Insieme.” A dire il contrario e smentire in fretta il proprio alleato ci pensa Matteo Salvini affermando esattamente il contrario di quanto poco prima aveva detto Berlusconi. “Punto a vincere seguendo il programma del centrodestra, senza raccattare i transfughi e profughi politici dei Cinque Stelle”. “I 5 stelle – ha aggiunto – potevano selezionare meglio prima i loro candidati, è il primo caso della storia dove se ne vanno prima di essere eletti”.

Il rischio di un risultato che porti l’Italia nell’ingovernabilità è una delle preoccupazioni di Bruxelles che auspica per il dopo elezioni “un governo che governi” come ha detto il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. “Mi astengo da formulare previsioni e opinioni – ha aggiunto Juncker – vedremo dopo le elezioni. L’Italia è un Paese che amo”. Di stabilità ha parlato anche l’ex Presidente della repubblica Giorgio Napolitano per il quale “Paolo Gentiloni è divenuto punto essenziale di riferimento per il futuro prossimo e non solo nel breve periodo della governabilità e della stabilità politica dell’Italia”.

VIOLENZA MILITANTE

accoltellato risse sangue polizia-2L’Italia aveva quasi dimenticato la violenza in strada dei militanti politici, quella degli anni della contestazione studentesca che portava a feriti e a scontri tra ‘rossi’ e ‘neri’, ma che purtroppo si sta ripresentando in queste ultime ore. “Quello che è accaduto a Palermo all’attivista di Forza Nuova – affermano in una nota Angelo Bonelli, Giulio Santagata e Riccardo Nencini, promotori della Lista Insieme – è un atto che possiamo definire fascista, così come lo è l’accoltellamento dell’attivista di Potere al Popolo a Perugia. Un episodio di stampo squadrista oltre che fascista è stato anche il tentativo di irruzione da parte di trenta attivisti di Forza Nuova nello studio di La7 durante la trasmissione di Giovanni Floris. Si tratta di tre atti violenti che vanno condannati con la massima fermezza”. “Stiamo assistendo – continuano gli esponenti della Lista Insieme – ad una escalation di violenza di natura politica che ci riporta con la memoria ad anni difficili per la democrazia del nostro Paese. Non possiamo in nessun modo permettere che vengano utilizzati questi mezzi per innescare il terrore nelle cittadine e nei cittadini italiani nel chiaro tentativo di condizionare la libertà di espressione”.

“Per questo motivo – concludono Nencini, Bonelli e Santagata – auspichiamo che il voto del 4 marzo vada verso quelle forze politiche in grado di arginare questi estremismi pericolosi e che elettrici ed elettori non si facciano intimorire da chi basa la propria campagna elettorale su messaggi di odio e di intolleranza. Invitiamo i partiti ad adottare un codice di comportamento, perché i diritti e le libertà si impongano sull’estremismo e la violenza. Noi il 24 saremo in piazza per dire no alla violenza e al fascismo”.

Già qualche giorno fa Riccardo Nencini, segretario del Psi, ha sostenuto che di fronte alla crescita di movimenti come Forza Nuova e Casapound è ora di mettere mano alla legge contro il fascismo. Nencini aveva così commentato la violenza a Bologna. “La valutazione che è stata fatta sul concedere la piazza a Forza Nuova immagino sia stata assolutamente ponderata – afferma il leader socialista – dovremmo però inquadrare la questione da un altro punto di vista. Siccome c’è un rigurgito di motivi neo-fascisti, come Forza Nuova e Casapound, la domanda che dobbiamo porci è se le norme esistenti, oltre a tutelare il diritto di ciascuno a manifestare le proprie idee, non debbano essere rinnovate per quel che riguarda una nuova specifica su ciò che significa fascismo e neo-fascismo oggi”. Secondo Nencini, dunque, “forse conviene affrontare la questione a monte e il tempo purtroppo è maturo, perché il rigurgito non è localizzabile in una regione. È assolutamente trasversale e lo vedo emergere in diversi curricula di candidati grillini e leghisti, soprattutto al sud. E quindi il tema si pone”.
In queste ultime ore s è scatenata la violenza fisica. Il primo episodio è di ieri sera, a Palermo, Massimo Ursino, il leader di Forza Nuova è stato fermato in strada mentre usciva dal lavoro e picchiato a sangue da sei sconosciuti.
Questa notte invece un trentasettenne militante di Potere al Popolo è stato aggredito coi bastoni e accoltellato alle gambe e alla schiena, mentre affiggeva manifesti elettorali alla periferia di Perugia, nella zona di Ponte Felcino. Con il militante anche il cugino colpito alla testa.

Viola Carofalo, capo partito di Potere al Popolo, commenta l’accoltellamento di Ponte Felcino come probabile conseguenza dei fatti di Palermo, infatti le aggressioni al dirigente di Forza Nuova ieri sera a Palermo, compiuta da elementi della sinistra antagonista, potrebbe aver scatenato una “reazione” contraria proprio da parte di eventuali gruppi neofascisti. “Il clima è pesante. In questo ha colto il punto il sindaco di Palermo: l’antifascismo va difeso”, spiega ancora la leader di PaP.
Walter Verini, Capogruppo del Pd in Commissione Giustizia della Camera e candidato in Umbria parla di “fatto di straordinario allarme e gravità”.
Ma gli episodi di violenza non si fermano, Roma è tristemente protagonista di un episodio lugubre. Una scritta “morte alle guardie” con due svastiche ai lati è stata trovata sulla base di cemento della lapide commemorativa del rapimento di Aldo Moro in via Mario Fani a Roma, dove persero la vita i suoi agenti di scorta.
Mentre Forza Nuova dopo essere stata sdoganata in Tv e da giornalisti illustri, si presenta proprio lì dove era stato ospite il leader di Casapound, Simone Di Stefano, negli studi di La7. Blitz di un gruppo di attivisti di Forza Nuova ieri intorno a mezzanotte negli studi tv di via Tiburtina, alcuni militanti sono riusciti a entrare, chiedendo di partecipare alla puntata del programma di Giovanni Floris, mentre era in onda un contributo registrato e quindi a telecamere spente. Le forze dell’ordine hanno identificato i componenti del gruppo, ma l’episodio si è chiuso in modo non violento. “Verso la mezzanotte – spiega Floris – si è presentato un gruppo di persone. Saranno state una ventina. Si sono qualificati come Forza Nuova e di Forza Nuova avevano le insegne. Volevano interagire col programma. Questo non era possibile, sia tecnicamente (in quel momento andava in onda un contributo registrato) sia per ragioni di opportunità. Non mandiamo in onda chi non è da noi invitato, tantomeno se si presenta in quel modo. Fermo restando che la modalità con cui si sono posti non è accettabile, il confronto si è svolto in un clima non violento. Dopo aver esposto le loro ragioni si sono fatti accompagnare all’uscita”.

Tv. Insieme: ai cittadini negato diritto a essere informati

RAI-RiformaDal 14 febbraio Angelo Bonelli è in sciopero della fame “per la democrazia e la dignità”. “In questa campagna elettorale – ha detto il leder dei Verdi – noi della Lista Insieme siamo stati espulsi dai contenitori di informazione e con noi i temi dell’ambiente, del lavoro, dell’innovazione e tutte le tematiche sociali”. Bonelli ha  annunciato l’inizio dello sciopero in un video pubblicato sulla pagina Facebook ‘Insieme2018’.

“Care amiche e cari amici – prosegue Bonelli – in queste settimane, in questi mesi, abbiamo subito un’espulsione drammatica, inaccettabile, vergognosa dei nostri temi, che sono fondamentali per il futuro delle generazioni che verranno. In questa campagna elettorale di questi temi non si parla. Zero presenze per noi nei contenitori di approfondimento informativo della Rai, La7 e Mediaset: tutto ciò è inaccettabile quando ci troviamo di fronte a tanti altri esponenti di liste che sono regolarmente invitati. Mi chiedo come sia possibile che i cittadini chiamati a votare, possano farlo con consapevolezza e con una maggiore informazione, se ci e’ impedito di poter rappresentare ed esprimere le nostre idee, le nostre proposte in materia ad esempio di conversione ecologica, parlare di auto elettrica, parlare di sicurezza alimentare per liberare le nostre tavole dai pesticidi e dai veleni e quindi garantire il benessere anche ai nostri figli, garantire il lavoro ai giovani attraverso i processi di innovazione tecnologica, più diritti e meritocrazia. Questo accade perché c’è una telecrazia che ci ha buttato fuori. Basta pensare che secondo Emg solo il 6% degli elettori sa che la nostra lista Insieme esiste. Per tutte queste ragioni, a difesa della nostra dignità e per la democrazia, oggi inizio lo sciopero della fame – conclude Bonelli – finché non verrà restituito ai cittadini il diritto ad informarsi e a noi il diritto ad esistere”.

Esprimono  vicinanza a Bonelli Riccardo Nencini e Giulio Santagata che in nota affermano: “E’ una battaglia che vale la pena di combattere, quella intrapresa da Angelo Bonelli, per la democrazia e la dignità della lista “Insieme”. Gli esprimiamo la nostra vicinanza”. “Basti pensare che secondo autorevoli sondaggi appena il 5% degli elettori sa che la nostra lista esiste. Si rischia così che i cittadini non abbiano, in questa campagna elettorale,un’informazione completa ed esaustiva per andare votare consapevolmente. Per questo – concludono Nencini e Santagata – riteniamo doveroso che venga restituito ai cittadini il diritto ad informarsi e che tutte le forze politiche abbiano gli stessi spazi all’interno di trasmissioni televisive”.