Spiaggia della Pelosa: 20mila cicche raccolte

Spiaggia Pelosa

20mila cicche di sigarette raccolte in un solo mese dai contenitori posizionati nelle aree attrezzate e riservate ai fumatori. E’ questo il primo segnale positivo della bontà dei primi interventi varati dal Comune di Stintino per contrastare il degrado della spiaggia de La Pelosa, considerata tra le più belle al mondo grazie alla sua finissima sabbia bianca e alle trasparenze del mare color turchese.

“Un progetto di cui andiamo fieri e che ha fatto parlare di sé in tutta Italia – ha dichiarato il sindaco di Stintino, Antonio Diana – da molti considerato, inoltre, un esempio di salvaguardia da imitare”.

Il regolamento sull’utilizzo dei litorali, approvato dal consiglio comunale nel maggio scorso, e di cui abbiamo già scritto in un precedente servizio, ha introdotto alcune importanti regole, con relative multe ai trasgressori, come l’uso della stuoia, il lavaggio di oggetti e piedi all’uscita dalla spiaggia, divieto di fumare se non in zone riservate e attrezzate realizzate dal Comune, e di buttare le cicche, i mozziconi delle sigarette, nella sabbia.

Importante anche il lavoro dei vigilantes non solo per controllare il rispetto del regolamento, ma anche per contrastare l’approccio supercafonal di troppi bagnanti che trattavano La Pelosa non come un gioiello da difendere e da preservare, ma come un luogo da usare e abusare a proprio piacimento, mettendone a rischio la sopravvivenza.

Tra le regole introdotte da questa estate, e ben accolte dalla stragrande maggioranza dei bagnanti che giornalmente affollano la spiaggia della Pelosa, c’è appunto quella del divieto di fumo in spiaggia e la possibilità di fumare soltanto nelle aree attrezzate, allestite dal Comune a ridosso della spiaggia.

cicche raccolteLa settimana scorsa i raccoglitori sono stati svuotati e puliti. Il risultato è stato notevole: nei sacchetti sono state gettate oltre 20mila cicche di sigaretta. Se i raccoglitori non ci fossero stati, almeno l’80 per cento dei mozziconi sarebbe finito nella sabbia della Pelosa, come succedeva sino all’estate scorsa.

Una bella notizia anche per l’ambiente della Pelosa perché il filtro delle sigarette, a seconda del materiale con cui è fatto, impiega anche due anni per decomporsi. Senza dimenticare che il mozzicone è considerato un rifiuto tossico “dimenticato” proprio perché non sempre si prende in considerazione quanto è pericoloso per l’ambiente.

Il piano di salvataggio non solo de La Pelosa, ma più in generale delle spiagge e dell’ambiente del territorio comunale di Stintino, comprende diversi progetti per un totale di 18 milioni di euro. I primi lavori in programma sono proprio quelli che prevedono lo smantellamento della strada asfaltata nel tratto compreso tra il Gabbiano e la Pelosetta per ripristinare l’assetto originale della duna alle spalle della spiaggia. Dal 2020 sarà vietato l’accesso alle automobili e la strada asfaltata sarà sostituita da una passerella pedonale in legno montata su pali. Prevista anche un’area di parcheggio ma lontana dalla Pelosa perché l’accesso in spiaggia sarà consentito solo ai pedoni, alle biciclette e ai mezzi elettrici. Lavori importanti che costeranno circa 5 milioni di euro, interamente finanziati dalla Regione Sardegna, e che inizieranno a ottobre dell’anno prossimo.

Antonio Salvatore Sassu

La Pelosa, un paradiso tropicale in Sardegna

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Nel Nord-ovest della Sardegna, tra le falesie di Capo Falcone, l’isola Piana e l’Asinara, nel Comune di Stintino, c’è la spiaggia de La Pelosa, un pezzo di paradiso tropicale nel bel mezzo del Mediterraneo. Finissima sabbia bianca e mare limpido e trasparente dal color turchese, sono le caratteristiche principali di una delle spiagge più belle d’Italia e con poche rivali altrove.

La Pelosa, però, è un paradiso in pericolo, una spiaggia che sta scomparendo un poco alla volta, per due motivi. Primo, un nastro d’asfalto ha tagliato, anni fa, il sistema dunale e non basta più la sabbia portata a riva dalle correnti per mantenerne costante nel tempo la superficie. Il secondo è legato all’assalto dei bagnanti con 7mila presenze nel picco massimo di Ferragosto, con una media di 5mila durante la stagione estiva, a fronte dei 1.300 persone stabilite come massimo sostenibile da uno studio dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) del 2010. Una moltitudine che si porta via quintali di sabbia al giorno, cioè quella che resta attaccata ai teli da mare, alle borse frigo o alle persone.

Quindi, in attesa che l’anno prossimo partano i primi due lotti di un piano di salvataggio da 18 milioni di euro, il sindaco di Stintino sta pensando ai provvedimenti da prendere per alleggerire la pressione dei bagnanti già a partire da questa stagione estiva, ormai alle porte, in primis quello di regolamentare l’uso dei teli da mare in spiaggia. In pratica ci sarà l’obbligo di stenderli su delle stuoie e non a diretto contatto con la sabbia. Pur essendo difficile per una spiaggia urbana come La Pelosa applicare la misura del numero chiuso, il sindaco Antonio Diana è al lavoro per preservarla il più possibile in attesa che diventi operativo il Piano. A ottobre 2019, infatti, inizieranno i lavori per smantellare un tratto della strada asfaltata che porta alla Pelosa, primo lotto di un mega progetto di riqualificazione, sotto molti aspetti unico in Italia. Quindi dal 2020 stop alle automobili e l’asfalto sarà sostituito da una passerella pedonale in legno montata su pali e più rispettosa dell’ambiente. Nuovi parcheggi ma in periferia. L’accesso sarà consentito solo ai pedoni, in bicicletta o con mezzi elettrici.

Proposte che abbiamo approfondito con il sindaco di Stintino, Antonio Diana.

Quindi la spiaggia de La Pelosa, un pezzo di paradiso del Nord ovest della Sardegna, cioè del litorale di Stintino, è a rischio?
Diciamo che La Pelosa è in sofferenza da diversi anni. L’amministrazione comunale sta lavorando alla salvaguardia e al recupero della spiaggia da più di 10 anni. Gli studi sono stati avviati dall’Icram (oggi Ispra), che ha studiato le correnti e monitorato il sistema dunale. Il Comune ha costruito passerelle e recinti in difesa delle dune, e questo ne ha bloccato, almeno in parte, l’erosione. Oggi, infatti, stanno riprendendo vigore. Tanto è vero che le passerelle sospese che abbiamo realizzato per accadere alla spiaggia adesso sono sommerse dalla sabbia delle dune, mentre otto anni fa erano state posizionate a un metro e mezzo da terra.

Però l’erosione continua. Come mai tutto questo non è bastato?
L’erosione è dovuta anche al fatto che il sistema spiaggia è in equilibrio con il sistema dunale. La strada che ha tagliato le dune (cioè quella che porta alla spiaggia e dove ci sono i parcheggi) ne ha alterato la funzionalità e oggi ci troviamo in presenza di dune attive, a ridosso della spiaggia, che contribuiscono a contenere l’erosione della spiaggia, e di dune passive, quelle separate dalla strada, che hanno perso questa funzione. L’unica possibilità, per impedire all’erosione di ridurre sempre di più La Pelosa è, appunto, quella di ricollegare il sistema delle dune, in modo che riacquisti la funzione di polmone della spiaggia, così da poter tornare a essere come era una volta.

C’è poi il problema dell’assalto dei vacanzieri. Come pensate di risolverlo?
Sicuramente c’è troppa gente. A fronte di una capienza massima di 1.300 persone, secondo lo studio Ispra, si arriva al picco di 7mila presenze a Ferragosto. Questo sta soffocando la spiaggia e creando dei danni che dobbiamo riuscire a limitare, compreso quello causato da asciugamani e borsoni sui quali resta attaccata la sabbia che viene portata via e non torna più.

Come pensa di intervenire nell’immediato, in attesa che parta il piano di riqualificazione?
Vogliamo agire per migliore l’offerta turistica salvaguardando l’ambiente, cosa che sembra inconciliabile ma che non lo è. Stiamo organizzando un metodo perché si arrivi sul mare in maniera ordinata e senza stress. Per fare un esempio, se alla Pelosa si arriverà a piedi, in bicicletta o in navetta mi sembra una soluzione a dimensione dei vacanzieri, che così non soffriranno lo stress da interminabile fila di automobili e da ricerca del parcheggio.

Può anticiparci qualcuna delle iniziative in cantiere?
Stiamo mettendo in atto piccole azioni ma non insignificanti: gli asciugamano non si potranno più stendere a diretto contatto della spiaggia ma su delle stuoie, così che la sabbia non si attacchi. Ingresso vietato anche ai borsoni da mare, che saranno sostituiti da buste ecologiche distribuite all’ingresso, mentre all’uscita sarà obbligatorio lavarsi i piedi, così da limitare la perdita di chili e chili di sabbia ogni giorno. Queste e altre soluzioni le adotteremo per impedire il prelievo involontario della sabbia. Lotta serrata anche alle cicche delle sigarette abbandonate perché poi siamo costretti a raccoglierle con il setaccio, e anche questo contribuisce alla dispersione della sabbia. Inoltre, è prevista la presenza di guardie giurate per impedire l’accesso alle dune nelle zone vietate al pubblico e per un corretto uso della spiaggia in generale.

Metterete anche un ticket d’ingresso?
Non in danaro. Sarà un ticket mentale e si pagherà acquisendo più rispetto per un bene ambientale che una volta perso è perso per sempre. E non è solo il turista che deve cambiare approccio. Nel senso che tutti devono capire che La Pelosa non può più essere un posto dove andare ogni giorno ma deve diventare un gioiello da preservare e da godere con il contagocce. Il Comune di Stintino, in contemporanea all’attività di recupero infrastrutturale, infatti, porterà avanti una politica di informazione e di rispetto per la spiaggia. Sono temi delicati, e troveremo il modo giusto per affrontarli ma, alla fine, chi non si adegua può andare da un’altra parte.

Antonio Salvatore Sassu