Una speranza di cura della Sla, la sclerosi laterale amiotrofica, potrebbe trovarsi nella cannabis. È partito, infatti, uno studio per verificare la sicurezza, la tollerabilità e l’efficacia di un derivato della Cannabis sativa nei pazienti affetti da spasticità secondaria alla Sla. La ricerca sulle eventuali proprietà curative della pianta prevede il reclutamento di 60 persone, e prenderà il via il 5 novembre prossimo, finanziata con 53mila euro dalla Arisla (Fondazione italiana di ricerca per la Sla). La rigidità muscolare (spasticità appunto) è un sintomo che colpisce molti pazienti affetti da malattia del motoneurone. I farmaci anti-spastici attualmente disponibili sono spesso insoddisfacenti e la loro azione causa, in molti casi, effetti collaterali significativi. Continua a leggere
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Un super pc italiano che trasforma il pensiero in azioni e parole
Accendere e spegnere la luce, aprire la porta, formulare parole e frasi, ma solo con il pensiero: da un progetto di un team di ricerca guidato da Febo Cincotti, ricercatore della Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma, finanziato da Fondazione AriSla per la ricerca sulla Sla, con il contributo di Aisla, associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, è nato il prototipo di interfaccia cervello-computer che permette di comunicare attraverso gli impulsi del cervello ai pazienti “locked in”, cioè in uno stato avanzato della disabilità in cui non si è in grado di muovere neppure gli occhi. Il prototipo, tutto italiano, si chiama Brindisys e, rispetto ad altri modelli precedenti, complessi da utilizzare, ingombranti e che richiedono costante supporto tecnico, è un dispositivo completamente non invasivo, di facile utilizzo, che permette anche ai pazienti in uno stato avanzato della malattia di mantenere una possibilità di comunicazione. Continua a leggere
