Roma a mano armata, nel mirino degli investigatori una hostess USA: arrestata a Fiumicino con una pistola, 40 colpi e 5 esplosi

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 Potrebbe esserci una hostess americana di sessant’anni dietro la scia di “gambizzazioni” che hanno insanguinato la Capitale nei giorni scorsi. Aveva una pistola nel suo bagaglio. Per questo una hostess americana di circa 60 anni è stata arrestata ieri dagli agenti della Polizia di Frontiera all’aeroporto di Fiumicino. L’hostess, in servizio ieri mattina su un volo della US Airways da Roma a Charlotte, è stata trovata in possesso di una pistola a tamburo, modello ‘Sig Sauer’ calibro 40, smontata e riposta all’interno del bagaglio a mano in cui erano sparsi anche una quarantina di colpi, di cui 5 già esplosi. Un particolare questo che ha già attivato specifiche indagini anche da parte degli agenti della Polizia di Frontiera coordinati dal dirigente della V Zona Antonio Del Greco, perché l’hostess ha soggiornato a Roma nei giorni in cui a Roma si è verificata una serie di fatti delittuosi. Continua a leggere

Spagna, arrestata per una frase di Gramsci nel giorno in cui nasce il partitoX

E’ successo nella prima settimana del 2013, ma l’evento ha riportato indietro nel tempo molti spagnoli. La notizia sta rimbalzando sui blog e social network, come avviene in questi casi intrecciati a doppio filo con le nuove forme di comunicazione, una esponente degli Indignados di Madrid (Movimento 15 M) è stata accusata e denunciata per “istigazione alla violenza attività cospirativa, istigazione alla guerra civile, apologia di reato e incitamento all’odio di classe” dalla polizia postale spagnola per aver scritto su twitter dall’account @almu_en_lucha la frase del segretario del Partito Comunista italiano Antonio Gramsci: “Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza”. Continua a leggere

Sorpresa per Romney: vince in Michigan e viene arrestata una cronista

Vittoria non scontata ieri per Mitt Romney alle primarie presidenziali americane in Arizona e Michigan. Se l’ex governatore del Massachusetts ha trionfato in Arizona, ottenendo tutti i 29 delegati che lo rappresenteranno nella convention di agosto a Tampa (dove si sceglierà il leader da opporre a Barack Obama), la battaglia per il Michigan se l’è giocata fino all’ultimo con l’ex senatore della Pennsylvania Rick Santorum. È stato, almeno per il ricco candidato mormone, un segnale preoccupante, perché il Michigan è la sua terra d’origine. Qui è cresciuto e qui suo padre è stato governatore, perciò il successo sembrava ampiamente scontato. Invece per quasi tutta la notte si è assistito a un serrato un testa a testa tra Romney e Santorum, cattolico, già vincitore in Minnesota, Missouri e Colorado. Continua a leggere