“Arte, cultura e sport” manifestazione ad Assisi

assisiAd Assisi, presso la Sala della Conciliazione nello storico palazzo del Comune, alla presenza del sindaco, Stefania Proietti, s’è svolta “Assisi per i giovani 2018. Arte, cultura e sport”. Manifestazione organizzata dall’Associazione di promozione sociale “Tota Pulchra” (che vuol  promuovere la cultura dell’ arte come mezzo di miglioramento della società, e dar modo a nuovi talenti d’esprimersi): con la collaborazione appunto del Comune di Assisi, da sempre impegnato in iniziative di dialogo interreligioso e interculturale. “Un appuntamento – ha precisato Stefania Proietti – caduto esattamente 2 anni dopo la visita alla nostra città di Papa Francesco, per l’ VIII Centenario del Perdono di Assisi (l’indulgenza plenaria concessa nel 1216,  per i giorni 1 e 2 agosto, a tutti i fedeli, da Onorio III su richiesta di  San Francesco, N.d. R.). E che, in linea col pensiero di questo Pontefice ( volto a promuovere la personalità dell’ uomo nella sua completezza, difetti inclusi) , per iniziativa s di “Tota Pulchra” vuol diffondere la cultura dell’arte e dello sport, specie tra i giovani”.

L’ evento ha preannunciato in qualche modo la XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi: che si terrà, sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale», a ottobre prossimo, come stabilito dal Pontefice nella recente Assemblea sinodale sulla famiglia. “Una manifestazione che Tota Pulchra – ha precisato il Presidente, Mons. Jean Marie Gervais , membro del Capitolo Vaticano – ha organizzato quest’anno per la seconda volta, dopo che , nel 2017, fummo tra le poche associazioni   a rispondere all’appello  di Papa Francesco agli artisti affinché, attraverso il loro ingegno creativo, la società si riappropri di quell’identità perduta in un’epoca contraddistinta dall’assenza di valori. Da qui abbiamo avuto,  allora, l’idea d’ una  “Giornata mondiale sull’Arte dello scarto e degli scartati”:  in linea sempre  col  pensiero del Santo Padre, dove centrale è il rifiuto della “cultura dello scarto”, di quel consumismo frenetico che, a livello planetario, finisce col farsi alibi per le peggiori ingiustizie sociali e ambientali”.

Sono intervenute – in un dibattito moderato dalla criminologa Immacolata Giuliani -le principali associazioni promotrici dell’ iniziativa insieme a Tota Pulchra.  Come la casa editrice “Ars Illuminandi”, con un messaggio del presidente Pasquale Giannoni: “casa  con cui- ha precisato Mons. Gervais, autore, tra l’altro, col giornalista Alessandro Notarnicola, del libro “Benedetto XVI. L’arte è una porta verso l’infinito”, sul pensiero artistico di Papa Ratzinger, Fabrizio Fabbri ed. – stiamo collaborando per importanti progetti editoriali. Ad esempio sulla storia dei Borbone, e per il V centenario della morte del grande Leonardo da Vinci, che cadrà nel 2019”. L’associazione “Fare ambiente”, “movimento ecologico europeo” , rappresentata da Anna Zollo, responsabile dell’ Ufficio Studi e ricerche ( “Nati nel 2017, abbiamo gruppi di volontari del “Laudato Si'”, ispirantisi appunto al forte messaggio ecologista di S. Francesco, soprattutto all’idea della sostenibilità; e abbiamo proposto al ministero della Pubblica Istruzione di introdurre anche l’educazione ambientale come materia obbligatoria nelle scuole”).
Fabrizio Mignacca, psicoterapeuta, presidente di “Progetto vittime”, associazione che cura, da piu’ punti di vista, la tutela delle vittime di reati violenti, a proposito di sport ha affascinato il pubblico con una dettagliata ricostruzione della mitica partita Argentina-Inghilterra ai mondiali del 1986, in cui un Diego Maradona allora al massimo della sua parabola incarnò lo spirito di rivalsa del suo Paese dopo la sconfitta nella guerra delle Falkland. Andrea Cicini, Capo Divisione sport del gruppo “Hdrà”, ha preannunciato, tra l’altro, il decollo d’un progetto dell’agenzia per il recupero e la riqualificazione funzionale del porto di Ostia (attualmente sotto sequestro da parte della magistratura per irregolarità amministrative).

Gli artisti Francesca Capitini, pittrice, Simone Gabriele, pittore e restauratore, e Alan Pascuzzi, scultore, si sono soffermati, rispettivamente, sui lavori d’affresco della chiesa parrocchiale di Torchiagina, frazione di Assisi ( ideati dal dinamico parroco Michele Giura, e finanziati interamente da famiglie della zona), su varie iniziative artistiche in corso attualmente ad Isola Liri (Frosinone) e sull’ importante mostra d’arte  in onore della Vergine Maria programmata da Tota Pulchra per dicembre prossimo.

Fabrizio Federici

Assisi, “Tota Pulchra” per la Giornata dell’arte

assisi“Assisi per i giovani 2018. Arte, cultura e sport”. Questo il tema dell’evento che si terrà sabato 4 agosto, dalle ore 11, presso la Sala della Conciliazione all’interno dello storico Palazzo del Comune di Assisi. L’ evento anticipa la XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi che si terrà, sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale», a ottobre prossimo: come stabilito dal Pontefice nella recente Assemblea sinodale sulla famiglia, e secondo i contenuti dell’Esortazione Apostolica post-sinodale “Amoris Laetitia”.Il tutto rientra, osserviamo, nella speciale attenzione di Papa Francesco I per un mondo giovanile che, in un contesto internazionale sempre piu’ difficile, ha bisogno di recuperare un’identità religiosa, e culturale, ispirata anzitutto ai valori della solidarietà e del senso di comunità: la sola che possa aiutarli nel cammino di conoscenza di sé e verso la realizzazione della propria vocazione personale nella Chiesa e nel mondo.
L’evento culturale di Assisi è promosso e organizzato dall’ Associazione di promozione sociale “Tota Pulchra” ( che, nata da pochi anni, vuole anzitutto promuovere la cultura dell’ arte come mezzo di miglioramento della società, e dar modo a nuovi talenti d’esprimersi): con la collaborazione del Comune di Assisi, da sempre impegnato in iniziative di dialogo interreligioso e interculturale . Altre importanti realtà associative che daranno il loro contributo sono “Fare Ambiente. Movimento Ecologista Europeo”, presente con la partecipazione del Presidente Vincenzo Pepe, e “Ars Illuminandi”, rappresentata dal Presidente Pasquale Giannoni. A seguire, interverranno gli artisti presenti, tra cui Francesca Capitini ( pronipote del mitico Aldo, l’antifascista nonviolento amico di Carlo Rosselli e del Mahatma Gandhi, e inventore delle Marce per la pace Perugia -Assisi) e Alan Pascuzzi, scultore italo-americano.
Tota Pulchra è stata l’unica associazione nazionale a raccogliere l’invito di papa Francesco: che, ad agosto dell’anno scorso, ha lanciato un appello agli artisti affinché, attraverso il loro ingegno creativo, la società si riappropri di quell’identità perduta nel flusso incessante d’ un’epoca contraddistinta dall’assenza di valori; e che, inesorabilmente, ha perso il rapporto originario con la bellezza del creato. L’idea della “Giornata mondiale sull’Arte dello scarto e degli scartati”, secondo le indicazioni di Mons. Jean Marie Gervais, presidente di Tota Pulchra, in linea col desiderio espresso dal Santo Padre (centrale, nel pensiero di Papa Francesco, è il rifiuto della “cultura dello scarto”, di quel consumismo frenetico che inquina persino i rapporti interpersonali, e, a livello planetario, finisce col farsi alibi per le peggiori ingiustizie sociali e ambientali) nasce per dar vita, gradualmente, a un secondo Rinascimento. Un Rinascimento dell’arte e e della cultura che non scarti nulla, che si ricolleghi idealmente al Primo e sappia mettere a confronto tutta l’umanità “in un dialogo aperto e spontaneo tra passato e presente, creando una nuova forma di bello proiettata verso un futuro di libertà espressiva che appartiene a tutti”. Proprio la città di Assisi, madrina della manifestazione per il secondo anno di fila, rappresenta il viatico di questo rinnovato rapporto tra arte, bellezza e fede cristiana.
Da ricordare che Mons. Jean Marie Gervais, insieme al giornalista Alessandro Notarnicola, ha pubblicato il volume Benedetto XVI. L’arte è una porta verso l’infinito. Teologia Estetica per un Nuovo Rinascimento, edito da Fabrizio Fabbri. Il libro raccoglie la concezione artistica del “Pontefice emerito”, Benedetto XVI, sin dai tempi in cui era cardinale. Inoltre, per il secondo anno consecutivo, l’evento vedrà la partecipazione anche della giornalista Tiziana Lupi, che, insieme a Papa Francesco, ha scritto l’ altro libro-documentario sull’arte Papa Francesco. La mia idea di arte (ed. Mondadori – Musei Vaticani). Libro in cui Papa Bergoglio esprime chiaramente il suo punto di vista su ciò che deve essere l’arte: testimone credibile della bellezza del Creato, strumento di evangelizzazione e di contrasto della cultura dello scarto.

Fabrizio Federici

Assisi, due nuovi assessori per il Partito socialista

assisi

ASSISI – Dopo giorni di naturale dibattito interno alla maggioranza il Sindaco Stefania Proietti sceglie le migliori energie del territorio per competenza e conoscenza del territorio, al dottor Massimo Paggi e all’ingegner Alberto Capitanucci diamo il nostro più caloroso benvenuto. Vogliamo ringraziare per il l’impegno svolto in questi due anni di amministrazione i due ex Assessori Eugenio Guarducci ed Italo Rota. Una nota poco piacevole è quella invece delle dimissioni dell’avvocato Franco Matarangolo che per amicizia e stima personale rivolgiamo come fatto anche nei giorni scorsi un saluto con stima ed amicizia.

“Con grande soddisfazione – ha detto in una nota l’esponente socialista Silvano Rometti – vi comunico che dopo oltre 25 anni i Socialisti rientrano nella Giunta Comunale di Assisi con il Dott. Massimo Paggi che molti di Voi sicuramente conosceranno per la sua attività professionale in qualità di Primario presso l’Ospedale di Assisi oltre che per la Sua lunga militanza nel nostro Partito. Grazie al Sindaco Stefania Proietti per la sensibilità politica dimostrata ,un ringraziamento particolare al nostro Capogruppo in Consiglio Comunale Luigi Bastianini per il lavoro svolto e a tutti i Compagni di Assisi”.

In particolare con l’ingresso in Giunta Comunale dell’Assessore Massimo Paggi la maggioranza rafforza ed allarga il suo perimetro civico politico al cospetto del rapporto con la città, mettendo un uomo di grande competenza ed alta professionalità dimostrata nel suo vissuto lavorativo e nel mondo dell’associazionismo Assisano.

L’ingegner Alberto Capitanucci mette un tassello fondamentale nel ruolo dell’Urbanistica e Lavori pubblici come chiede il nostro territorio, mettendo cosi un punto fermo in quel settore. Ora non resta che augurare buon lavoro ai nuovi Assessori e a tutti noi cosi che il progetto messo in campo due anni fa oggi vede le suo fondamenta rinforzate ancor di più.

Luigi Bastianini

Arte e religione si confrontano ad Assisi

assisiMercoledì  2 agosto, al Palazzo del Comune di Assisi, artisti provenienti da varie regioni d’Italia (Umbria, Lazio, Emilia Romagna) e dalla Russia parteciperanno a una manifestazione di grande valore religioso e civile: dedicata al rapporto tra arte, spiritualità e fede cristiana. Nel giorno del Perdono, la storica indulgenza plenaria concessa nel luglio del 1216, da papa Onorio III, appunto per ogni 2 agosto, su esplicita richiesta di San Francesco d’Assisi (che l’aveva proposta al Pontefice per ogni uomo sinceramente pentito delle sue colpe), l’associazione di volontariato “San Pio da Pietrelcina Onlus”, l’associazione culturale “Tota Pulchra” e l’International Spiritual Center SOSYY, insieme al Comune di Assisi e col patrocinio della provincia di Perugia, hanno organizzato un singolare incontro tra artisti e Chiesa cattolica. Che, da un lato, rientra pienamente nella tradizione di Assisi come storico centro di dialogo interreligioso (da S. Francesco, appunto, ad Aldo Capitini, il filosofo nonviolento e liberalsocialista, amico di Carlo Rosselli e del Mahatma Gandhi, inventore, nel 1961, delle “Marce della pace” Perugia-Assisi; sino al grande incontro mondiale tra le religioni voluto da Papa Wotyla ad ottobre 1986). Dall’altro, prosegue un rapporto dialettico tra fede cattolica e arte d’ origini antichissime, ma ripreso specialmente dai Papi del ‘900.
Nella Sala della Conciliazione del Palazzo comunale, il 2 agosto alle 11,l’ing. Stefania Proietti, sindaco di Assisi, Monsignor Jean-Marie Gervais, Presidente dell’Associazione “Tota Pulchra”, Sergio Marinacci, Segretario Nazionale dell’ Associazione San Pio da Pietrelcina Onlus, e Cesare Fussone, Presidente dell’International Spiritual Center SOSJJ, spiegheranno al pubblico e alla stampa lo spirito e gli scopi di questa manifestazione.
“L’arte non deve scartare niente e nessuno.Come la Misericordia”: questo è il messaggio centrale lanciato da Papa Francesco col libro ” La mia idea di arte”, pubblicato nel 2015 da Mondadori ed Edizioni Musei Vaticani (e ultimamente “tradotto” anche in documentario): e già presente nella sua seconda enciclica, pubblicata a giugno 2015, “Laudato si”. Un messaggio di  rifiuto della “cultura dello scarto”, tra i frutti peggiori del materialismo consumistico giunto al parossismo nelle società contemporanee, sino a “scartare” addirittura gli esseri umani; e un terreno su cui si possono creare importanti convergenze tra cattolici e laici, movimento socialista in primo luogo.
Su questa visione cristiana ed estetica del Pontefice si soffermerà  l’ Arch. Antonio Lunghi, Sindaco emerito di Assisi e Consigliere nazionale dell’ Associazione San Pio da Pietrelcina. Mentre gli artisti presenti, coordinati da   Luciano Lepri, critico d’arte e Accademico d’ Onore dell’ Accademia di Belle Arti di Perugia, con le loro opere “dialogheranno a distanza” col Papa: Diana Iaconetti  interpreterà  brani tratti proprio  da questo  libro del Pontefice, e  il  “Pensiero a Francesco di Assisi” di Nuccia Martire, poetessa e scrittrice. Mario Tarroni, artista ferrarese e direttore artistico di “Tota Pulchra”, leggerà la risposta dell’ Associazione all’invito di Papa Francesco.
“L’ ‘arte – sottolinea Tarroni –  deve essere uno strumento di evangelizzazione, col quale possiamo condividere ogni cosa con gli ultimi. Su questo principio, pienamente in linea col pensiero del Pontefice,  prese avvio l’esperienza di “Tota Pulchra” l’ 8 maggio 2016: la nostra associazione vuole onorare la bellezza dell’arte, in quanto manifestazione della Luce Divina nelle potenzialità dell’uomo (nata dall’ incontro tra Monsignor Jean-Marie Gervais, del Capitolo Vaticano, e appunto Tarroni, “Tota Pulchra” ha lo scopo di promuovere l’arte, valorizzando gli artisti, organizzando e promuovendo eventi, di rilievo nazionale e internazionale,  anche insieme ad altri enti e associazioni, N.d.R.). Sensibilizzare i cuori ed esortarli a prender parte a un esperimento collettivo d’ emancipazione sociale, centrato appunto sulla valorizzazione dell’arte:  questo   il messaggio che “Tota Pulchra” vuole trasmettere”, conclude Tarroni, che a febbraio ha consegnato a Papa Francesco il suo progetto sull’arte e i più poveri dal titolo “Coloriamo San Pietro”, centrato sull’idea d’un secondo Rinascimento, che valorizzi  anche l’arte degli “scartati”.
A seguire, Veronica Piraccini, artista romana e docente di pittura  presso l’Accademia delle Belle Arti, presenterà la sua opera “Dall’ impronta di Gesù”, nata da contatto diretto con la Sindone, e realizzata mediante la tecnica della  pittura dalla particolare proprietà impercettibile di apparire e scomparire, denominata e inventata dall’artista stessa.

     Anche Natalia Tsarkova, la pittrice ufficiale dei Pontefici, renderà pubblica la sua opera “Il Pastore Misericordioso”, immagine emblema dell’Anno Giubilare dedicata a Papa Francesco. Inoltre, la Tsarkova presenterà il suo libro-fiaba “Il mistero di un piccolo stagno”. Per questa “Festa del Perdono” del 2 agosto, l’artista ha voluto fare un gesto significativo  dedicando il ricavato delle vendite del libro all’ assistenza   ai bambini ciechi.

Francesca Capitini,  importante artista umbra, illustrerà la sua opera dedicata a “San Francesco”. Cesare Poderosi presenterà invece il progetto per il restauro della Madonna votiva di Case Sparse, area di Norcia  fortemente danneggiata dal terremoto del 2016. Antonello Scarano, attore romano, si esibirà col brano “Tra spiritualità e romanticismo”. In ultimo, Maheya Collins, artista di fama internazionale, canterà le note di “Madre Teresa”; e sarà  presentato al pubblico il volume “Benedetto XVI. L’arte è una porta verso l’Infinito. Teologia Estetica per un Nuovo Rinascimento”, curato da monsignor  Gervais e Alessandro Notarnicola (Fabrizio Fabbri editore e Ars Illuminandi, 2017).
Fabrizio Federici

“Con il cuore nel nome di Francesco”: riscoprire
la solidarietà e la pace

conilcuoreTornata, come ogni anno, “Con il cuore-nel nome di Francesco”. In diretta da Assisi. “Sempre con San Francesco nel cuore” – come ha detto a conclusione di trasmissione Carlo Conti, di nuovo alla conduzione del programma in questa suggestiva location. Da subito è stata forte l’impronta che anche quest’anno avrebbe avuto: seguire l’esempio di San Francesco. Per insegnare la solidarietà (con tanti progetti solidali), ma soprattutto per parlare di pace (di cui c’è quanto mai bisogno), di religione e, in particolare, di fede. Con una testimonianza inedita d’eccezione: quella di Max Laudadio. Fede come fratellanza. Un’unione che nasce anche grazie alla forza e alla potenza della musica. E poi, da qualche mese, Assisi ha un altro nuovo santuario (inaugurato il 20 maggio scorso): il secondo si chiama “Santuario della Spogliazione” (non a caso), perché qui c’è stato un uomo che si è spogliato di tutto per trovare la vera gioia e la purezza della e nella bellezza. Si tratta della chiesa di Santa Maria Maggiore, l’antica Cattedrale della città serafica dove venne battezzato San Francesco. Il suo gesto emblematico (compiuto davanti al padre Pietro di Bernardone per rimanere nudo come Cristo) ci ricorda come anche la Chiesa intera debba spogliarsi di tutto ciò che è futile ed effimero e seguire il cammino indicato dal percorso cominciato con questa scelta, apparentemente di rinuncia ma in realtà di enorme ricchezza spirituale ed interiore, di San Francesco. Per ritrovare, appunto, un più alto senso di moralità e gratificazione più intime – ha sottolineato mons. Domenico Sorrentino, arcivescovo di Assisi.

Meglio “Con il cuore” non poteva cominciare. La vera notizia è la vera esplosione di entusiasmo portata da Francesco Gabbani. Già album d’oro per il cd “Magellano”, multi-platino per il singolo “Occidentali’s karma” ai Wind Music Awards (condotti dallo stesso Conti con Vanessa Incontrada), ha fatto ballare tutti: suore, preti, sacerdoti e molti religiosi divertiti. Soprattutto il successo che gli ha regalato la vittoria all’ultimo Festival di Sanremo (stiamo parlando di “Occidentali’s karma” ovviamente, una sorta di vero inno alla fratellanza anche) è stato un trionfo, la cui esibizione qui ad Assisi ha fatto danzare decine di bambini, che lo hanno circondato e voluto abbracciare e che hanno intonato a memoria la melodia, di cui conoscevano tutte le parole (come anche i sacerdoti del resto, con le mani in alto verso il cielo). Tra l’altro Francesco Gabbani (un nome che lo lega ancor di più al messaggio del programma e al posto) sarà in concerto a Spoleto il 31 luglio prossimo, con una tappa del suo tour, una delle zone più colpite dal sisma. Non a caso uno dei progetti solidali promossi da “Con il cuore” è trovare fondi per la ricostruzione di San Pellegrino a Norcia: meglio e più bella di prima perché alcune attività sono ferme, c’è meno lavoro e la gente rischia di andare via da qui per trovare un’occupazione e poter ricominciare e questo sarebbe un altro terremoto – hanno spiegato – c’è un’emergenza assistenziale e abitativa a Norcia, dove si intende realizzare un centro polifunzionale. Altri riguardano le mense francescane a Milano e le missioni francescane in Africa e Nigeria ad esempio. Per diffondere l’accoglienza, non abbandonare le zone terremotate, ma anche creare inclusione. Per riconciliarci e guardare avanti insieme. Come ha detto Papa Francesco: “avere occhi nuovi per guardare i nostri fratelli”; lo straniero, il diverso, l’altro, non più visto come un problema, ma un’opportunità, una risorsa. Ed a tale riguardo, a proposito di Sanremo e fratellanza, come non citare il progetto “Saremo italiani” da “Sanremo italiano”, per insegnare l’italiano agli stranieri africani attraverso le canzoni italiane. Un concorso con le tre migliori portate qui nel programma in diretta da Assisi. Una di queste, la più importante forse, è stata “Felicità” (della coppia Al Bano e Romina Power): “Affinché sia (felicità appunto) quello che speriamo possano trovare qui nel nostro Paese”. Quando è stato regalato a Carlo Conti il libro sulla visita di Papa Bergoglio a Castel Nuovo di Porto, sono state ricordate le parole che pronunciò: “siamo diversi, siamo differenti, abbiamo culture differenti, ma siamo fratelli e vogliamo tutti vivere in pace e in armonia, in serenità”.

Ciò ci fa comprendere la portata religiosa di un messaggio evangelico di stampo moderno. Per questo Gabbani ha deciso di esibirsi subito in “Amen”. A seguire, Giorgia stessa ha portato qui ad Assisi il suo ultimo singolo “Credo”: “credo nelle persone, anche se in questo periodo è difficile avere e dare fiducia agli altri –ha commentato la cantante-; credo, poi, nel ‘sentire’, che è quello che non si vede, né tocca, qualcosa di intangibile, ma vero, che c’è” – ha aggiunto -, ringraziando per “quest’atmosfera che si respira che ti obbliga a guardarti dentro (in profondità) più che fuori”. Ma non è finita qui. Illustrando il progetto delle mense per i poveri (e dell’Emporio solidale) a Milano si è detto che “dà voglia di fare qualcosa per l’altro, per regalare un sorriso e un po’ di pace”. E si è sfiorata, così, l’altra parola chiave della serata: pace. Così ecco il contributo di testi quali la canzone di Paolo Vallesi e Amara, “Pace” appunto: “In nome dell’amore e della libertà, la pace per ritornare a dare un senso a questa umanità” – esorta il brano -. E poi “Pace” è anche il titolo del nuovo album di Fabrizio Moro, che ha cantato “Portami via”, il suo brano sanremese.

Ed è la stessa descrizione di tre affreschi, raffiguranti varie tappe della vita di San Francesco, ad illustrare nel migliore dei modi ed esplicitamente il suo messaggio evangelico appunto. Quello di Giotto in cui dona il suo mantello a un nobile decaduto richiama i nuovi poveri di oggi, che sono sempre di più; e, se le nuove povertà aumentano, occorre donare qualcosa di sé all’altro, questo è l’invito. Il secondo è quello del crocifisso di San Damiano, in cui lui comincia a riparare con le sue mani la Chiesa: è un nuovo stile di vita, con cui avvicina i giovani e lo fa edificando nella fratellanza; costruire qualcosa tenendo fisso lo sguardo su Gesù e rivolto a Dio per creare insieme fraternità. Il terzo è quello sul naufragio in Dalmazia: Francesco si imbarca da clandestino e alla fine del viaggio restano solo le sue provviste; lui che era un problema all’inizio, ora è una risorsa. Così come lo straniero, il diverso, non è un problema, ma un’opportunità.

Ma il vero senso della fede è venuto da Max Laudadio. A 44 anni –ha raccontato- si è trovato a pregare per la prima volta. Era sempre stato, prima di allora, ateo, non si aspettava la conversione e la “rivelazione”. La scoperta della fede è avvenuta proprio il giorno della nomina di Papa Francesco a Pontefice. Da non credente era lì con la sua famiglia, come spettatore ad assistere. Ma già sapeva che si sarebbe chiamato Francesco, aveva avuto “un’illuminazione”, “un’intuizione”. Lo confessò alla moglie senza troppa convinzione. Pensò si trattasse di una coincidenza. Quando dovettero decidere se far fare la comunione alla figlia Bianca, con la moglie non erano d’accordo di far prendere questo sacramento alla figlia. Poi acconsentirono. Quando andò ad accompagnare Bianca a pregare e confessarsi, incontrò Don Silvano, un parroco di 80 anni: è stato lui ad insegnargli che il Vangelo è qualcosa che si applica alla quotidianità, nelle piccole e semplici cose. Da quel momento è cambiato tutto dal giorno alla notte nella sua vita. “Bisogna eliminare lo stereotipo del cristiano un po’ ‘sfigato’ –ha rincarato Laudadio-. Il cristiano è qualcuno che fa”. E lui “ha scritto delle canzoni che sono preghiere, con parole importanti e molto profonde” –ha aggiunto Conti-. Un gesto emblematico perché spesso “chi crede, si vergogna” di mostrarlo –ha proseguito il conduttore. “Mentre bisogna fare: mettetevi sempre in campo e in gioco” –è stato l’appello di Max-. “Uno con un cognome così non poteva che avere un altro destino se non quello di fede”, ha commentato Conti. Laudadio ha cantato il suo brano “Liberi”, in cui si dice che si è “liberi di scegliere”, il proprio destino e quale cammino seguire.

La fede, la religione, l’amore di Dio, la solidarietà, la fratellanza sono come la pianta dell’ortica –ha spiegato Padre Enzo: simbolica perché spesso malvista, disprezzata, viene calpestata e strappata, ma più la si calpesta e più cresce e si rafforza.

Questo è quanto più vero e lo si vede tanto più attraverso i progetti umanitari, che ogni anno di più vengono creati e incrementati. Quest’anno c’è stato quello in Colombia, da parte della Custodia Provinciale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, per costruire e rendere efficace una casa di cura per circa 40 anziani indigenti. E poi la realizzazione di un centro aggregativo a Norcia, quale punto di ritrovo e di socializzazione e di un presidio di sicurezza utilizzabile in situazioni di emergenza per poterla gestire ed affrontare meglio, evitando momenti di ‘crisi’ e di disagio come accaduto nei mesi scorsi. A cui si aggiunge quella del Centro formativo in Libano per 70 bimbi siriani e libanesi tra i 3 e i 17 anni (ma anche per 70 mamme e papà che non hanno potuto studiare) con disturbi psicologici, cognitivi o comportamentali, formati da 30 insegnanti della regione del Keserwan (che a loro volta hanno seguito corsi ad hoc per prepararsi). E ancora la mensa francescana di Assisi con il supporto della Caritas diocesana, per 300 famiglie, che vedrà entro questo mese di giugno partire il servizio di distribuzione di alimenti anche per il Comune di Bettona (e l’obiettivo è di allargare sempre più il campo d’azione ai territori circostanti e confinanti). Oppure quella di Milano ad opera della Fondazione Opera San Francesco per i Poveri Onlus e di 143 volontari, destinata a senzatetto italiani e stranieri (per creare ancor di più inclusione appunto). Inoltre tutte le attività di sviluppo integrale della persona della Comunità dei Frati Minori Conventuali e delle Suore Francescane Missionarie di Assisi (presenti entrambi a Longiano), con l’Associazione di Volontariato “Homo Viator. Per l’umanità in crescita” Onlus. Dunque, se già di per sé è un traguardo che si sia giunti alla 15^ edizione di “Con il cuore-nel nome di Francesco”, il fatto di donare non solo per le mense francescane in Italia, ma anche per le missioni francescane all’estero amplifica la cassa di risonanza di un evento sempre più cosmopolita e mondiale, internazionale e universale. Per portare beneficienza ai più bisognosi e promuovere i valori francescani di pace, solidarietà e fraternità, alla base dell’azione dell’associazione “Francesco d’Assisi un uomo un fratello”. Perché, come disse San Francesco: “Finché abbiamo tempo, operiamo il bene!”. E donare è molto più facile e gratificante che ricevere. “C’è più gioia nel donare che nel ricevere” è, infatti, lo slogan del programma per oltre “14 anni di bene annunciato, raccolto e donato”. Ma anche di coraggio. Ed è stato Marco Masini, esibendosi nella canzone tributo di omaggio a Giorgio Faletti (presentata a Sanremo nella serata delle cover”) “Signor tenente” a voler evidenziare che “la musica ha il potere e il dovere di assorbire il coraggio di chi ce l’ha veramente” avuto e l’ha messo in tutto ciò che ha fatto (per sé e per l’altro). Presentato l’ultimo singolo dell’artista “Tu non esisti”, Conti ha voluto ricordare l’appuntamento con il memorial e concerto-tributo per omaggiare Pino Daniele di giugno 2018 allo Stadio San Paolo di Napoli “Pino è”.

Barbara Conti

Dopo Assisi Università Cattolica premia Foad Aodi

foadPace, dialogo e unione contro il terrorismo: questa, in sostanza, la voce corale levatasi dalle tre giornate “Sete di pace – religioni e culture in dialogo”, svoltesi ad Assisi dal 18 al 20 settembre: 500 leader religiosi di tutto il mondo si sono uniti per confrontarsi e pregare insieme. Papa Francesco è arrivato per la cerimonia di chiusura il 20 settembre, nella ricorrenza della Giornata Mondiale di preghiera per la pace convocata da Giovanni Paolo II. Proprio Wojtyla, ricordiamo, esattamente trent’anni fa (settembre 1986), organizzando l’incontro mondiale delle religioni appunto ad Assisi ( incontro poi ripetuto, in circostanze storiche assai più difficili, a genanio 2002, pochi mesi dopo l’attentato alle Torri gemelle), aveva inaugurato quella coraggiosa politica di “esperanto religioso” destinata a passare alla storia come uno dei lati migliori del suo Pontificato. E sempre in stile wojtyliano, ma anche montiniano (non dimenichiamo, infatti, che, dopo i primi coraggiosi inizi di Papa Giovanni, l’ecumenismo iniziò veramente con Paolo VI), appellandosi al “Dio della pace”, Bergoglio ha dichiarato: “Uomini e donne di tutte le religioni ci rechiamo ad Assisi per pregare e pregare insieme per la pace. Non esiste un Dio di guerra”. Pur senza minimizzare l’impatto degli atti di terrorismo, come quelli che quest’estate sono imperversati in mezza Europa, il Papa ha esortato però l’ occidente a non dimenticare le tragedie di tanti Paesi dove, ogni giorno, sono realtà quotidiana bombe, stragi e pulizia etnica.
Da parte sua, Foad Aodi, “Focal Point” per l’Integrazione in Italia per l’Alleanza delle Civiltà (UNAoC), organismo ONU, presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e del Movimento internazionale “Uniti per Unire”, commenta: “Ci uniamo all’appello di Papa Francesco, come abbiamo fatto per qualsiasi iniziativa dedicata al dialogo, alla preghiera e alla pace. Quest’ evento rafforza il nostro lavoro a favore del dialogo “porta a porta”, che nasce dal popolo e va avanti col contributo del popolo. Diciamo grazie a Papa Francesco e a tutti coloro che si uniscono per fare di tanti popoli un solo popolo; di tutte le religioni una sola religione, che si chiama rispetto e amore verso il prossimo”.
L’Ateneo Anglo-Cattolico “San Paolo Apostolo”, importante Università con sedi in Gran Bretagna e Italia, ha annunciato poi il conferimento d’ una Laurea honoris causa in Scienze delle Religioni appunto al Prof. Aodi. Un riconoscimento a una lunga attività volta alla promozione del dialogo tra le civiltà e le religioni, che ha già visto la grande adesione prima, il 31 luglio, di piu’ di 20.000 musulmani all’iniziativa di solidarietà “Musulmani in chiesa”; poi, domenica 11 settembre, di 3 milioni di italiani (musulmani, cristiani, arabi e di altre religioni e laici) all’ altra iniziativa “Cristiani in moschea”, promossa da Co-mai e Uniti per Unire. Ad annunciarlo ufficialmente è il Segretario Generale di UniSanPaolo, il Rev.mo Prof. Mauro Contili: “Il riconoscimento nasce dalla profonda stima nei confronti del Presidente di Co-mai e del suo contributo al comune intento di sottolineare ciò che unisce tutti i popoli della Terra. Tradizioni, costumi e religioni diverse arricchiscono l’umanità, senza mai dividerla: in un percorso comune di pace e rispetto che farà evolvere tutti noi”.
“Sono fiero di questo riconoscimento inaspettato”, dichiara Aodi riferendosi alla laurea onorifica; “che incoraggia a proseguire nella strada intrapresa per abbattere il muro del silenzio, dell’indifferenza, dell’ambiguità e della chiusura. Dobbiamo dare risposte concrete e costruttive alla sete di dialogo e di pace attraverso azioni popolari, non solo diplomatiche, spettacolari e mediatiche”.

Umbria: “I socialisti radicati sul territorio”

PsiGrande soddisfazione per gli ottimi risultati ottenuti dai candidati socialisti nelle ultime elezioni amministrative, con la straordinaria affermazione di Luciano Bacchetta e della lista socialista a Città di Castello, e un netto no a qualsiasi ipotesi di apparentamento con altre forze politiche per il ballottaggio ad Assisi,  previsto per domenica 19 maggio.

E’ quanto è emerso ieri pomeriggio nel corso della Segreteria Regionale del Partito Socialista. La relazione del Consigliere Regionale, Silvano Rometti, Segretario Reggente del Partito Umbro, ha infatti messo in evidenza come i candidati socialisti abbiano ancora una volta dimostrato la capacità di radicamento sul territorio e di saper interpretare le esigenze dei cittadini e delle forze sociali.

Sugli 11 comuni chiamati alle urne il Partito Socialista elegge propri rappresentanti in 6 di essi, con la possibilità di eleggerne un altro in caso di vittoria di Stefania Proietti ad Assisi.

Su tutti spicca il risultato straordinario di Città di Castello. Nel comune tifernate infatti il sindaco uscente Luciano Bacchetta ha ottenuto un risultato entusiasmante, vincendo le elezioni già al primo turno, e aumentando la propria percentuale di consensi di oltre 2 punti, arrivando al 53,17% contro il 50,98% del 2011. Netta affermazione rafforzata dalla vittoria in 53 seggi su 54.

La vittoria di Bacchetta conferma la bontà dell’operato del Sindaco e della sua Giunta, molto apprezzato dai cittadini, e della capacità dello stesso di tenere insieme la coalizione di centro sinistra – tema su cui i socialisti invitano il Partito Democratico a fare una profonda e sincera riflessione. Il tema delle alleanze risulta fondamentale per i socialisti, che sottolineano come nelle realtà dove questa coesione fra le forze del centrosinistra è venuta meno, i risultati siano stati assolutamente deludenti.

Nel corso della riunione è stato sottolineato, sempre per Città di Castello, la grande affermazione della lista socialista, che con il 23,53% di consensi, rappresenta la miglior performance a livello nazionale, consentendo ai socialisti di eleggere ben 6 consiglieri,  con l’ottima affermazione di Massimo Massetti e Riccardo Carletti.

Buoni i risultati anche negli altri comuni in cui si è votato. Nonostante  in alcune realtà si paghi la confusione nella formazione delle liste e le divisioni del Partito Democratico per il quale all’indomani del ballottaggio chiederemo un confronto al agli organi dirigenti del PD, il Partito Socialista è riuscito ad eleggere un consigliere a Nocera Umbra.

Una menzione a parte il risultato ottenuto ad Assisi, dove in caso di vittoria della coalizione di centro sinistra guidata da Stefania Proietti, un rappresentante socialista siederà fra i banchi del Consiglio Comunale della città.

Anche nei Comuni della Provincia di Terni – ha ricordato Rometti – ottimi sono stati i risultati a Montecastrilli, Avigliano Umbro e Parrano. Discorso a parte per Amelia, dove la sconfitta della lista guidata dal sindaco uscente ha determinato anche per i socialisti una battuta d’arresto. Qui, nonostante il passaggio dell’ex assessore Santarelli nelle file del PD con la necessità del Partito locale di riorganizzarsi, in caso di vittoria della lista di Maraga, avremmo eletto i due rappresentanti socialisti, rafforzando la nostra presenza nel Consiglio Comunale. Purtroppo una serie di errori strategici, certamente non imputabili a noi, hanno portato alla sconfitta con tutte le conseguenze del caso.

Nel corso della discussione, a cui hanno partecipato, oltre Rometti, l’assessore regionale Giuseppe Chianella e tutti i rappresentanti dei territori umbri, è emersa la ferma contrarietà del PSI a qualsiasi ipotesi di apparentamento per il prossimo ballottaggio ad Assisi.

Un’ipotesi del genere rappresenterebbe infatti un ritorno al passato, con quelle logiche da vecchia politica che gli elettori hanno ormai in più occasioni dimostrato di non voler  accettare, minando anche la positiva figura della candidata Proietti, che ha fatto dell’innovazione e della freschezza della propria immagine, unita alle indiscusse capacità e competenze, il proprio elemento caratterizzante.  In questi  10 giorni che ci separano dal ballottaggio di Assisi, il Partito Socialista sarà impegnato a sostenere la candidata a Sindaco Proietti affinché si possa tornare a vincere, dopo molti anni, nella città di S. Francesco.

Nel corso della riunione, la Segreteria Regionale ha provveduto ad approvare per la provincia di Perugia e di Terni i comitati promotori per il Si al referendum costituzionale.

Nei prossimi due fine settimana, l’11 e 12 e il 18 e 19 giugno, verranno allestiti nelle maggiori città della regione, a partire da Perugia, Terni, Foligno e Città di Castello, dei banchetti per la raccolta delle firme per il SI al referendum.

Redazione Avanti!

‘Con il cuore. Nel nome di Francesco’: fratellanza, solidarietà e religione

con-il-cuore-nel-nome-di-francescoTorna anche quest’anno una nuova edizione del programma di solidarietà “Con il Cuore. Nel nome di Francesco”, condotto abilmente da Carlo Conti reduce del successo di Sanremo, di ‘Tale e quale Show’e delle quattro statuette ottenute ai premi della TV, non ultimo quale man show dell’anno. Una stagione straordinaria, ha ammesso, certo. Che però non evidenzia, come fa questa trasmissione, la capacità di un conduttore di trasmettere una visione della religione nuova, più fresca, attuale, terrena e francescana con questo programma. Conti, infatti, ha fatto suo il messaggio di Papa Francesco (il più francescano di tutti i religiosi ovviamente e non a caso ha scelto questo nome) a non voltarsi dall’altra parte, ma a guardare verso e nella direzione di chi ha bisogno, di chi è meno fortunato.

Ed è per questa ragione che il numero della solidarietà è stato il 45505, con cui si potevano donare o due euro tramite sms o 5 oppure 10 da rete fissa. Da devolvere a sostegno delle mense francescane in Italia e nel mondo (dove molti bisognosi trovano qui una famiglia), dei profughi del Kurdistan iracheno, dove allestire un ospedale pediatrico e un reparto di maternità necessari; e per la costruzione di una scuola d’inglese per i bimbi meno fortunati d’India, per toglierli dalla strada e dalla povertà. Una religione che unisce, appacifica, che agisce e non predica solamente. Una religione nuova più umana, fatta di umanità e fratellanza, per un maggiore senso di uguaglianza, pace e dialogo tra i popoli. E se per tutta la serata frati e suore hanno ballato, cantato e applaudito, senza vergogna, da gente semplice e umile, nel finale si è addirittura arrivati a lanciare la proposta del vescovo di Assisi di aprire “una finestra nel cuore”, con cui veder qualcosa di male, ma da affrontare col bene, col cuore appunto. Per cui anche il Cantico delle Creature può essere cantato, senza che ne venga mistificato il messaggio, ma anzi valorizzato, reso più accessibile a tutti. Una vera a propria rivoluzione evangelica compiuta nel piccolo, sulla via lanciata da Papa Francesco appunto.

Il tutto direttamente da Assisi, da quella Basilica che affascina e cattura per i segreti inediti che racchiude, svelati da Lorena Bianchetti. E questa è stata la prima novità introdotta dalla trasmissione; la presentatrice ha accompagnato gli spettatori all’interno degli spazi più suggestivi. Si è iniziato con la “Cappella delle reliquie”, dove è custodita la tonaca di San Francesco, o meglio Francesco, perché lui amava essere considerato un fratello tra tanti altri fratelli simili e uguali. Una tonaca con le toppe, ci viene fatto notare, perché lui amava rammendare, nel senso di ricostruire, riappacificare, unire, creare nuovo dialogo e comunicazione. Si dice che a cucire quelle toppe sia stata Santa Chiara, unita a lui da un’alchimia speciale. Poi è la volta dell’affresco della Basilica Superiore, “coi colori del Paradiso”, in cui c’è un’immagine inedita di Francesco a cena con degli amici: “è la rappresentazione –ci viene segnalato- che davanti al cibo, a tavola, per lui siamo tutti uguali. Mentre oggi c’è una parte del mondo in cui si spreca e un’altra dove si muore di fame”. Ed è stato infatti lo stesso Papa Francesco a dire di essere scandalizzato dallo spreco e non dai poveri o dalla povertà. Infine si approda al Museo del Sacro Convento dove si trovano molti documenti che parlano di Francesco. “La perla è il codice 388, quello più antico”, ci viene detto. Contiene il Cantico delle Creature, infatti, e dimostra che la Lode è un testo cantabile. Dovrebbe essere cantata perché è l’inno dell’Uomo.

Momento epico è stato quello degli Spandau Ballet che hanno regalato al pubblico la loro “Through the Barricades”. E Conti non ha perso occasione di evidenziare la frase della canzone in cui si dice: “nati in differenti Paesi e parti della vita, sentiamo tutti allo stesso modo”. Invitando a pensare un po’ di più a chi circonda, all’altro, non solo a noi stessi egoisticamente. L’altro momento alto, encomiabile, è stato Massimo Ranieri ad offrirlo. Un passaggio profondo, toccante e commovente della trasmissione in cui ha raccontato la sua vicenda personale, parlando della sua famiglia, dell’esempio di suo padre, grande lavoratore che si alzava presto ogni mattina. Guadagnandosi il necessario per sopravvivere e per sfamarsi in un’epoca in cui la fame si faceva sentire: senza reticenze Ranieri ha precisato che spesso gli scarti del bordo della pizza dei nobili, che la gettavano nei secchioni, loro andavano a recuperarla per mangiarla perché “era la parte più buona” per loro, veri napoletani doc. Una testimonianza che ha fatto accapponare la pelle, per la veridicità e l’autenticità di un cantante che sa emozionare proprio per i sentimenti che narra attraverso i suoi brani. E infatti Ranieri non ha tralasciato di parlare ed esortare alla fratellanza, ad amarsi ed aiutarsi tutti reciprocamente.

Emblematico il suo brano “Tu sì ‘na cosa grande”, che ha eseguito accompagnato al piano da Rita Marcotulli. E in questo il suo esempio è stato rafforzato da Padre Maurizio Annoni, che ha invitato ad essere più presenti in mezzo ai bisognosi, ai poveri perché spesso non hanno tanto bisogno di cibo, di una doccia o altri beni materiali, ma soprattutto il loro è un bisogno relazionale, poiché soffrono di una povertà di legami umani, vorrebbero poter avere più contatti umani per uscire dalla loro solitudine lancinante, che li umilia e li avvilisce. E li fa sentire diversi. Inutile elencare tutti gli ospiti che sono intervenuti, ne deve restare il messaggio di solidarietà appunto. Ma c’è da notare che tutte le canzoni portate avevano un significato perfettamente ancorato a tale discorso. Ognuno, di certo, ha voluto portare il suo contributo: da Raf, a Nek, a Il Volo, a Lorenzo Fragola, a Marco Masini, ad Amara, a Fedez  e Francesca Michielin, a Malika Ayane. Rigorosamente in ordine sparso e casuale.

Barbara Conti 

Marcia della pace: tutti uniti contro la guerra

Marcia-pacePiù di centomila persone hanno partecipato alla Marcia della Pace Perugia-Assisi, iniziata ieri mattina alle 9 e conclusasi verso le 18. Gli organizzatori dell’evento si dicono soddisfatti per l’alta adesione di uomini, donne e giovanissimi. Alla Marcia erano presenti 525 città di tutte le Regione d’Italia, 117 scuole, 275 enti locali e 478 associazioni. La 20° edizione della Marcia è stata a tutti gli effetti un successo. Continua a leggere