Sindacati e Confindustria contro il Governo

Palazzo ChigiPer la prima volta nella storia della Repubblica italiana, i Sindacati e la Confindustria sono uniti contro la politica del governo.

Marco Bentivogli, segretario generale della FIM-Cisl, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei, ha denunciato: “Il decreto dignità sta lasciando a casa tanti lavoratori. Questo in alcuni casi è già avvenuto e in altri è stato comunicato ai lavoratori che al termine dei 24 mesi o dei 12 senza causale non c’è la possibilità del rinnovo di contratto. Ci sono aziende che in un contratto tra i 12 e 24 mesi non hanno la possibilità di mettere la causale perchè hanno un lavoro stagionale particolarmente complicato. Questo è il bis con la grande operazione in cui ci si lavò la coscienza cancellando i voucher e moltissime imprese lasciarono a casa decine di migliaia di ragazzi e ragazzi che sono tornati a casa o sono finiti per fare un lavoro nero. Questa estate abbiamo visto cosa significa lavorare in nero in condizioni veramente vergognose. La grande precarietà che avanza si coniuga bene con la parte più ideologica che vuole o i contratti a tempo indeterminato o nulla. Coloro che puntano su questo aspetto tendono ad estendere quello che è un primato dell’Italia in Europa: il lavoro nero. Siamo un Paese campione di evasione fiscale e lavoro nero”.

Marco Bonometti, presidente di Assolombarda, ha così spiegato perché si sta costruendo un fronte di industriali pronti a scendere in campo se l’esecutivo non cambierà atteggiamento verso imprese ed industria: “Se l’impresa continua a essere un problema per il governo, c’è il rischio reale che si torni nel tunnel della crisi ed è giusto che i cittadini e le famiglie lo sappiano.

Gli imprenditori si stanno muovendo perché di fronte alle non scelte o alle scelte sbagliate di questo governo si rischia pericolosamente di tornare nel tunnel della crisi. Ne eravamo appena usciti, ma in questa confusione possiamo fare la fine della Grecia. Ed è giusto che i cittadini e le famiglie sappiano che la situazione in questo momento è grave”.

Il presidente della Confindustria Lombarda ha così lanciato un appello al governo: “Apriamo un dialogo prima che sia troppo tardi. Sembra che l’impresa sia il nemico da combattere, mentre invece è un bene comune da difendere, crea lavoro, occupazione ricchezza, se muore, muore il Paese”. Secondo Bonometti: “Alle promesse elettorali di cambiamento sono seguite mosse opposte. Invece di fare leggi nuove che creano incertezze e confusione si dovrebbero eliminare quelle che non funzionano, si dovrebbe semplificare, e invece ogni giorno ci sono nuovi slogan e pochi fatti”.

Marco Bonometti ha invitato a guardare alla realtà: “Alle famiglie italiane si deve far notare che cosa sta accadendo: stanno aumentando i tassi sui mutui, l’energia elettrica, il gas, la benzina, stanno aumentando i tassi per le imprese, e stanno aumentando i tassi del nostro debito pubblico. L’unica soluzione per ridurre il debito è ridurre gli sprechi e aumentare il pil, ma ciò non si fa continuando a fare promesse od osteggiando chi il pil lo alza, come le imprese che sono il motore del Paese”.

Per il numero uno di Assolombarda non c’è più tempo ed ha sottolineato: “Tra un po’, non subito, perché il conto di queste mosse non viene presentato subito, rischiamo di pagare un prezzo salato. Mosse come l’Ilva ad esempio: è certo un problema, ma se non lo risolviamo facciamo un danno perché chiuderla vuol dire acquistare l’acciaio dalla Germania, con prezzi in aumento, e meno competitività per le nostre imprese che non saranno più in grado di esportare. Così come non soddisfa l’atteggiamento sul fronte delle infrastrutture: quando un governo è contro il progresso e la modernità noi ci preoccupiamo molto ed è per questo che abbiamo deciso di parlare all’opinione pubblica. Certo sul fronte dell’immigrazione, l’esecutivo qualcosa ha fatto, ma un Paese non va avanti solo con queste azioni”.

Anche Bonometti non ha dubbi: “Il decreto dignità ha creato confusione e un’ulteriore mancanza di fiducia. In Lombardia gli investimenti si sono bloccati e nessuno assume gente. Insomma in un momento delicato come questo è urgente fare scelte giuste e di buon senso. Altrimenti, a rischiare è il sistema Italia. D’altronde perché degli investitori stranieri dovrebbero scommettere su un Paese con un debito come il nostro in mancanza di chiarezza e certezze? Non vorrei che diventassimo come la Grecia. Non si può considerare l’aumento dello spread secondario, l’aumento non è la causa, ma l’effetto di questo atteggiamento. E se alle imprese estere a cui abbiamo chiesto di investire da noi cambi le regole strada facendo, beh, difficile che restino o che programmino un futuro da noi. Ecco allora le direttrici su cui l’esecutivo targato Lega-M5S dovrebbe agire: partiamo dalla riduzione del cuneo fiscale a favore dei lavoratori. Se aumenta il loro potere d’acquisto aumentano i consumi e l’economia migliora. E puntiamo sul sud facendolo diventare un vero driver per la crescita. Altrimenti si rischia di aumentare ancora di più il divario tra nord e sud. Insomma l’auspicio è che si possa aprire un dialogo costruttivo nell’interesse del Paese non di un partito o di un altro partito. Dobbiamo muoverci come sistema paese. Siamo consapevoli che non si possa fare tutto subito, ma iniziare costruendo assieme a chi produce ricchezza e benessere per il Paese non mi sembra proprio un passo sbagliato”.

Confindustria e sindacati, dunque, hanno bocciato totalmente l’azione manifestata dall’attuale governo. A distanza di cinquanta anni dal sessantotto, quando studenti e operai scendevano nelle piazze contro la borghesia ed il capitalismo, molte cose sono cambiate. Oggi, per il bene del paese, per difendere sviluppo ed occupazione, imprenditori e operai, con qualche celestiale benedizione, sono pronti a scendere in piazza uniti contro l’attuale governo.

Roma, 03 settembre 2018

Salvatore Rondello

Notizie in breve

Città Metropolitana, Biscardini: I socialisti per l’elezione diretta del sindaco e dei consiglieri – “Un milione e trecentomila cittadini di Milano non possono decidere il Sindaco per oltre tremilioni di cittadini della Città Metropolitana”. Così Roberto Biscardini consigliere della Città Metropolitana di Milano, lista Costituente per la Partecipazione. “Inizia in questi giorni la raccolta delle firme per la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare per l’elezione diretta dei sindaci e dei consiglieri delle Città Metropolitane. La proposta di legge elaborata dalla lista Costituente per la Partecipazione di Milano – aggiunge l’esponente socialista – ha raccolto subito il sostegno di molti comitati civici, liste e amministratori locali di diverse formazioni politiche”. I socialisti italiani – prosegue Biscardini – sono impegnati a sostenere questa iniziativa. O le istituzioni sono elette direttamente dai cittadini o muoiono, finendo nelle mani della peggiore tecnocrazia. Sulla base anche di quanto affermato dal Consiglio d’ Europa le istituzioni devono essere elette direttamente dai cittadini, quindi anche le città metropolitane, introdotte lo scorso anno nel nostro ordinamento con elezioni di secondo grado, aperte solo al voto dei consiglieri comunali già in carica. Quindi una battaglia per la democrazia che i socialisti si sentono impegnati a sostenere efficacemente in tutta Italia” conclude il consigliere comunale.

Roma. Mario Pascale (Psi): I socialisti contrastino la corruzione‏ – Un duro affondo quello di Raffaele Cantone, presidente della autorità nazionale anticorruzione che, nella sua relazione anticipata ai microfoni del Gr1, parla di “appalti assegnati senza gara nonostante non ci fossero i presupposti” e di “un sistema di illegalità che ha finito per favorire meccanismi corruttivi”. In pratica, si affidavano direttamente lavori che avrebbero dovuti essere soggetti alle stringenti procedure di appalto. Non tutti i lavori ad assegnazione diretta erano figli della corruzione, ma è evidente che un aggiramento così massiccio delle regole e la pratica quotidiana della “scorciatoia”, come riferito dal presidente Cantone, vadano a creare un automatismo baricentrato sulla corruzione.

Il rapporto dell’autorità va dal 2011 ad oggi. Sotto la lente di ingrandimento sia la giunta Alemanno che quella Marino. Si evince che il sistema corruttivo non ha colore politico, ma è trasversale. Il Prefetto Gabrielli ha sottolineato come “su molte cose” la relazione di Cantone “non si discosta dalla nostra analisi e vuol dire che avevamo centrato i punti critici”. Roma città eterna non trova pace. Il marcio avanza ovunque. Cosa possono fare i socialisti? Senza giustizialismi e senza manette in mostra, possono porre con radicalità alla giunta Marino il problema della legalità e dei rapporti con la parte burocratica della pubblica amministrazione.

Sul versante parlamentare bisogna agire sulle cause del problema. La legge Bassanini, che, nei fatti, ha reso la politica serva della burocrazia creando un duopolio indirizzo politico – attuazione amministrativa, ponendo un potere spropositato nelle mani dei dirigenti, va superata. La recente riforma della PA di Renzi agita le acque, rende il dirigente ridimensionabile al rango di funzionario, ma al termine di un percorso tortuoso ed incerto. E’ poco per riequilibrare i poteri e ridare dignità alla rappresentanza popolare. Questi possono essere compiti dei socialisti.

Post Expo, Biscardini (Psi): La statale e Assolombarda rendano chiare le loro intenzioni – Oggi in Commissione urbanistica discussione sul post EXPO. Dichiarazione di Roberto Biscardini Presidente della Commissione: ”Le sorti delle aree di EXPO sono strategiche solo se prevarrà l’interesse pubblico in una visione generale della città. Però se vogliamo accelerare i tempi e decidere con cognizione di causa sarebbe bene che tutti coloro che stanno avanzando delle proposte (Università Statale, Assolombarda ed Agenzia del Demanio) mettano le loro intenzioni nero su bianco, in modo di consentire al Consiglio comunale prima di tutto di avere un quadro completo delle questioni sul tappeto. Naturalmente attendiamo la risoluzione dello studio che verrà elaborato dall’advisor”.

Emergenza cinghiali: Pastorelli (Psi), situazione insostenibile, risarcire aziende colpite  “Come denunciato dalle associazioni di categoria, i danni economici ed ambientali causati dalla fauna selvatica, in particolare dai cinghiali, sono ormai insostenibili per agricoltori ed allevatori. In alcuni casi è stata messa in pericolo perfino l’incolumità dei cittadini. Una situazione insopportabile per tanti territori laziali che sta assumendo giorno dopo giorno le caratteristiche di un’emergenza nazionale. Il problema deve essere affrontato in maniera concreta dalla Regione, stanziando risorse per la prevenzione e il risarcimento dei danni alle imprese colpite. Così come nei parchi nazionali devono essere osservate le linee guida dettate dall’Ispra per l’attuazione di interventi per il contenimento della specie”. Lo afferma in una nota Oreste Pastorelli, deputato del Psi e componente della commissione Ambiente della Camera. “Già nel giugno 2013 – continua il parlamentare socialista – chiesi al Governo interventi urgenti sul tema tramite un Question Time in commissione Ambiente. Qualche giorno fa, invece, ho sottoscritto l’interrogazione al ministero dell’Ambiente presentata dai colleghi Borghi e Realacci al fine di assumere iniziative legislative ad hoc. Dall’agricoltura riparte l’economia del nostro Paese. Per questo servono interventi urgenti a tutela del mondo degli agricoltori che non possono più essere rimandati”.

Lavoro, Fornero: «I giovani non devono essere “schizzinosi”». Poi chiarisce

Non è nuova a uscite di questo tipo. Elsa Fornero lancia un nuovo messaggio dei suoi. Nel corso di un convegno ad Assolombarda, infatti, il ministro del Welfare aveva consigliato alle giovani generazioni di «uscire da scuola e trovare un’occupazione senza essere troppo choosey (schizzinosi ndr), come si dice in inglese, e prendere le prime offerte e poi, da dentro, guardarsi intorno» perché «non si può più aspettare il posto ideale». E che avrà voluto dire questa volta, tanto da aver bisogno di usare un aggettivo inglese quando esiste quello italiano? Chissà a chi parlava la Fornero. Di fatto, come sulla sparata in merito al “lavoro che non è un diritto”, anche questa volta il ministro si rende conto della gaffe e corregge con un’inversione a “U”: alla richiesta di un commento da parte dei cronisti, infatti, Fornero ha spiegato che «i giovani italiani oggi sono disposti a prendere qualunque lavoro», «tanto è vero che sono in condizioni di precarietà». Poi l’ultima frase che ingarbuglia ancora di più le cose, e rende il suo pensiero una sorta di rebus: «Nel passato quando il mercato del lavoro consentiva cose diverse, qualche volta poteva capitare, ma oggi i giovani italiani non sono nelle condizioni di essere schizzinosi». Continua a leggere