Biotestamento. Via libera del Consiglio di Stato

cappato gallo

Via libera dal Consiglio di Stato all’attuazione del biotestamento, con il deposito oggi delle risposte ai quesiti del Ministro della Salute Giulia Grillo sulle Disposizioni anticipate di trattamento, con particolare riferimento alla Banca dati nazionale, contribuendo all’effettiva attuazione del testamento biologico. Il Consiglio di Stato dà così il via libera all’attuazione del biotestamento. “Con il parere reso oggi il Consiglio di Stato – sottolinea un comunicato – contribuisce all’effettiva attuazione del testamento biologico”. Con le Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) – ricorda la nota di Palazzo Spada -ciascun individuo, nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, può decidere “ora per allora” su eventuali trattamenti sanitari che potrebbero riguardarlo e sui quali in futuro non sarà in condizione di prestare il consenso; ciò avviene manifestando la propria volontà mediante la redazione di un atto specificamente previsto.

In particolare con il parere reso oggi il Consiglio di Stato ha ritenuto che “la banca dati nazionale – proprio perché le relative informazioni possono essere conosciute sull’intero territorio del Paese – su richiesta dell’interessato deve contenere copia delle Dat, compresa l’indicazione del fiduciario, salvo che il dichiarante non intenda indicare soltanto dove esse sono reperibili». Inoltre ha stabilito che il registro nazionale «è aperto anche a tutti coloro che non sono iscritti al Servizio sanitario nazionale”. E ancora: “Le Dat non hanno alcun vincolo di contenuto: l’interessato deve poter scegliere di limitarle solo ad una particolare malattia, di estenderle a tutte le future malattie, di nominare il fiduciario o di non nominarlo, ecc. Spetterà al Ministero della Salute mettere a disposizione un modulo-tipo per facilitare il cittadino a rendere le Dat”.

Soddisfazione esprimono Filomena Gallo e Marco Cappato, segretario e tesoriere dell’associazione Luca Coscioni: “Bene il parere del Consiglio di Stato, e bene anche la volontà della Ministra Giulia Grillo di non lasciar passare ulteriore tempi rispetto a termini di legge già scaduti per l’istituzione della Banca dati” “La Banca dati Nazionale sulle Disposizioni anticipate di Trattamento – continuano – consentirà che le stesse Dat siano rese note su tutto il territorio ai sanitari che dovranno attenersi a quanto previsto per legge ( 219/17). Chiediamo al Ministro al fine di rafforzare l’operatività della legge attraverso la Banca dati delle disposizioni anticipate di trattamento con un Decreto che preveda l’inserimento delle Dat nella tessera sanitaria regionale”.

Milano, Presentata la Lista Insieme

Milano. È stata presentata oggi la lista “Insieme” per le elezioni regionali e politiche. Tra gli altri candidati erano presenti Mauro Broi (Psi), Franco D’Alfonso, Luca Marcora e Sergio Meazzi (area Civica), Natale Ripamonti (verdi), “L’obiettivo – si legge nella nota – è quello di unire e rifondare il centrosinistra superando le posizioni di autosufficienza che hanno caratterizzato negli ultimi anni le sue politiche. E’ prioritario sconfiggere la destra che alimenta in italia e in europa l’intolleranza, il razzismo, il fascio-leghismo ed il nazionalismo antieuropeo. Insieme e’ una lista di ispirazione civilista che unisce il riformismo socialista, l’ecologismo e il civismo che vuole costruire gli Stati Uniti d’Europa. si rivolge non solo agli elettori tradizionali socialisti, verdi e civici, ma anche agli elettori delusi dalle scelte fatte dai governi che si sono succeduti in questi ultimi anni ma che vogliono rimanere nel centro-sinistra. il nostro programma mette al centro la sostenibilità ambientale, sociale e le politiche economiche a sostegno dei settori più deboli del paese”.

Sarà presentata invece domani (sabato 10 febbraio), alle ore 11, presso la sede del Comitato Elettorale ‘Gori Presidente’ in corso Buenos Aires 59, la lista ‘Insieme per Gori’, che mette al centro del programma “sostenibilità ambientale, sociale ed economica dell’Italia e della Regione Lombardia”.

Biotestamento. Da oggi in vigore la legge

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Entra in vigore la legge sul biotestamento, approvata dal Parlamento a fine legislatura. E tutti i cittadini hanno diritto ad esprimere ora, consegnandole ai Comuni che hanno un registro, ad un notaio, lettere firmate autenticate con le loro decisioni future in materia  sanitaria. O a vedere rispettati i documenti gia scritti e consegnati a pubblici ufficiali o ad associazioni, come la Coscioni che nei mesi scorsi ha raccolto assieme ai notai in diversi comuni più di ottomila dichiarazioni anticipate di trattamento.

“Entra in vigore – scrive Filomena Gallo, segretaria dell’associazione Luca Coscioni, che si è mobilitata con Marco Cappato e Mina Welby sulle tematiche del biotestamento – una legge per la quale ci siamo battuti grazie all’azione dei malati che hanno reso pubblica la propria lotta per essere liberi di scegliere fino alla fine”.

“Chiediamo alle istituzioni ad ogni livello – continua la nota dell’associazione – di informare correttamente i cittadini sui loro nuovi diritti, alle Regioni di inserire le Disposizioni Anticipate di Trattamento nella tessera sanitaria e ci prepariamo a presentare denunce penali contro eventuali provvedimenti di questo o dei futuri Governi che mirassero a introdurre inesistenti possibilità di imposizione di coscienza da parte delle strutture sanitarie private sulla pelle dei cittadini malati”.

Orgogliosa di questa “legge di civiltà” è Emilia Grazia De Biasi (Pd), Presidente della Commissione Sanità del Senato. “Nel condurla in porto non senza fatica la mia linea di condotta è stata quella di garantire dignità del nascere, dignità del vivere e anche dignità del morire”.

“Finalmente le persone – aggiunge in una nota Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dei Verdi e promotore e candidato della Lista Insieme – potranno decidere che le proprie volontà in merito di accanimento terapeutico vengano rispettate. Non possiamo permettere che questa normativa come le Unioni Civili siano cancellate, come promettono Meloni e Salvini. Ciò vorrebbe dire tornare indietro su importanti scelte di civiltà, ma soprattutto la negazione di diritti fondamentali dei cittadini”. “Permettere ad un individuo – continua Bonelli – di scegliere liberamente se sottoporsi o meno a forme di accanimento terapeutico, così come scegliere liberamente con chi unirsi in coppia con un legame ufficiale prescindendo dall’orientamento sessuale: due leggi che tutelano il diritto fondamentale dell’uomo sulla libertà di scelta. Persone come Meloni e Salvini che vogliono negare ai cittadini la possibilità di scelta su questioni così importanti per la propria vita sono un pericolo per la dignità umana e per l’intero impianto valoriale su cui si fonda la democrazia italiana”, conclude Bonelli.

BIOTESTAMENTO È LEGGE

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Via libera dall’Aula del Senato al provvedimento sul biotestamento. I sì sono stati 180, 71 i no e 6 astenuti. Il testo diventa legge. Un grande applauso si leva dall’Aula. Con il sì dell’aula del Senato alle norme in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento (Dat), arriva in Italia la legge sul testamento biologico. Rifiutare le terapie, comprese nutrizione e idratazione artificiali, diventa un diritto. Vietato l’accanimento terapeutico. Ok all’obiezione di coscienza per i medici che non vogliono staccare ‘la spina’.

La legge si divide in due parti: una più generale sul consenso informato sui trattamenti sanitari e una sulla compilazione delle Dat, attraverso le quali una persona potrà lasciare le sue volontà circa le cure a cui essere sottoposto o da rifiutare quando non sarà più cosciente a causa di un incidente o una malattia. Per chi non lascerà disposizioni scritte ovviamente varrà l’alleanza di cura tra medico e paziente.

Le norme erano state approvate dalla Camera il 20 aprile scorso e Palazzo Madama non le ha modificate. Il Registro nazionale delle Dat, che non era stato inserito per mancanza di coperture, potrebbe entrare nella Legge di bilancio.

Ecco cosa prevede la legge sul testamento biologico

CONSENSO INFORMATO. La legge tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione di ogni persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata. E’ promossa e valorizzata la relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico che si basa sul consenso informato nel quale si incontrano l’autonomia decisionale del paziente e la competenza, l’autonomia professionale e la responsabilità del medico. In tale relazione sono coinvolti, se il paziente lo desidera, anche i suoi familiari o la parte dell’unione civile o il convivente ovvero una persona di sua fiducia. Nella relazione di cura rientrano, per le rispettive competenze, anche gli altri componenti dell’equipe sanitaria. Ogni persona ha il diritto di conoscere le proprie condizioni di salute e di essere informata in modo completo, aggiornato e a lei comprensibile riguardo alla diagnosi, alla prognosi, ai benefici e ai rischi degli accertamenti diagnostici e dei trattamenti sanitari indicati, nonché sulle possibili alternative e sulle conseguenze dell’eventuale rifiuto del trattamento sanitario e dell’accertamento diagnostico o della rinuncia ai medesimi. Il consenso informato è acquisito nei modi e con gli strumenti piu’ consoni alle condizioni del paziente, è documentato in forma scritta o attraverso videoregistrazioni o, per la persona con disabilità, attraverso dispositivi che lo consentano.

POSSIBILE STOP A NUTRIZIONE E IDRATAZIONE ARTIFICIALE. Ogni persona maggiorenne e capace di agire ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte, qualsiasi terapia o di revocare, in qualsiasi momento, il consenso prestato, anche quando la revoca comporti l’interruzione del trattamento. Nutrizione e idratazione vengono equiparate a trattamenti sanitari e quindi sarà possibile chiedere lo stop alla loro sommministrazione o rifiutarli.

ABBANDONO DELLE CURE E OBIEZIONE DI COSCIENZA PER I MEDICI. Al paziente è riconosciuto il diritto di abbandonare le terapie. Ai medici è riconosciuta l’obiezione di coscienza. Di fronte alla richiesta di un malato di ‘staccare’ la spina, non avranno quindi ‘l’obbligo professionale’ di attuare le volonta’ del paziente. Il malato potrà comunque rivolgersi a un altro medico nell’ambito della stessa struttura sanitaria.

DIVIETO DI ACCANIMENTO TERAPEUTICO E SEDAZIONE PROFONDA. Divieto di accanimento terapeutico in caso di malattia terminale. E possibilità, in presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, di ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua, in associazione con la terapia del dolore. Secondo la legge, il medico deve adoperarsi per alleviare le sofferenze del paziente, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario. È sempre garantita un’appropriata terapia del dolore e l’erogazione delle cure palliative. Nel caso di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili e sproporzionati. In presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, il medico può ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua in associazione con la terapia del dolore, con il consenso del paziente.

SOSTEGNO PSICOLOGICO. Qualora il paziente esprima la rinuncia o il rifiuto di trattamenti sanitari necessari alla propria sopravvivenza, il medico prospetta al paziente e, se questi acconsente, anche ai suoi familiari, le conseguenze di tale decisione e le possibili alternative e promuove ogni azione di sostegno al paziente medesimo, anche avvalendosi dei servizi di assistenza psicologica.

MINORI E INCAPACI. La persona minore o incapace ha diritto alla valorizzazione delle proprie capacità di comprensione e di decisione. Deve ricevere informazioni sulle scelte relative alla propria salute in modo consono alle sue capacità per essere messa nelle condizioni di esprimere la sua volontà. Il consenso informato al trattamento sanitario del minore è espresso o rifiutato dagli esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore tenendo conto della volontà della persona minore, in relazione alla sua età e al suo grado di maturità, e avendo come scopo la tutela della salute psicofisica e della vita del minore. Nel caso in cui il rappresentante legale della persona minore o interdetta o inabilitata oppure l’amministratore di sostegno rifiuti le cure proposte, la decisione è rimessa al giudice tutelare.

COSA SONO LE DAT. Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di futura incapacità di autodeterminarsi, e dopo aver acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte, può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento (Dat), esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, compresi il consenso o il rifiuto a idratazione e nutrizione artificiali. Le Dat saranno vincolanti per il medico a meno che appaiano manifestamente inappropriate o non corrispondenti alla condizione clinica attuale del paziente, oppure qualora sussistano terapie non prevedibili o non conosciute dal disponente all’atto della sottoscrizione, capaci di assicurare possibilità di miglioramento delle condizioni di vita. Le Dat devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata autenticata o consegnata presso l’Ufficio dello Stato civile del Comune di residenza, che provvede all’annotazione in apposito registro, ove istituito, oppure presso le strutture sanitarie qualora si servano di modalità telematiche di gestione. Possono essere espresse anche attraverso videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilita’ di comunicare. Con le medesime forme esse sono rinnovabili, modificabili e revocabili in ogni momento, anche a voce in caso di emergenze o urgenza.

BANCHE DATI REGIONI IN ATTESA REGISTRO NAZIONALE DAT. Le Regioni che adottano modalità telematiche di gestione della cartella clinica o il fascicolo sanitario elettronico o altre modalità informatiche di gestione dei dati del singolo iscritto al Servizio sanitario nazionale possono regolamentare la raccolta di copia delle Dat. Non e’ stato possibile, per mancanza di coperture, istituire nel passaggio alla Camera un Registro nazionale delle Dat. Con un ordine del giorno del Pd si è impegnato il governo a trovare una soluzione in un altro provvedimento. Il Registro nazionale dovrebbe entrare nella Legge di Bilancio.

FIDUCIARIO. Si potrà indicare una persona di fiducia, che rappresenterà il malato nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie. Al fiduciario sarà rilasciata una copia delle Dat, redatte con atto scritto o con videoregistrazione.

PIANIFICAZIONE CONDIVISA DELLE CURE. Nella relazione tra medico e paziente, rispetto all’evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante o caratterizzata da inarrestabile evoluzione con prognosi infausta, può essere realizzata una pianificazione delle cure condivisa tra il paziente e il medico. L’equipe sanitaria deve attenersi a quanto stabilito nella pianificazione delle cure qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità. La pianificazione può essere aggiornata al progressivo evolversi della malattia su richiesta del paziente o su suggerimento del medico.

RELAZIONE ANNUALE MINISTRO SALUTE. Annualmente il ministro della Salute presenta al Parlamento una relazione sull’applicazione della legge stessa. Le Regioni sono tenute a fornire le informazioni necessarie entro il mese di febbraio di ciascun anno, sulla base di questionari predisposti dal ministero della Salute.

NORMA TRANSITORIA. Ai documenti atti ad esprimere le volontà di fine vita in merito ai trattamenti sanitari, depositati presso il Comune di residenza o davanti a un notaio prima della data di entrata in vigore della legge, si applicano le disposizioni della legge approvata dal Parlamento.

Biotestamento. Il 14 dicembre voto finale sul ddl

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Al disegno di legge sul biotestamento sono stati presentati in tutto 3000 emendamenti (per l’esattezza 3005). Di questi 3005 emendamenti, 1527 sono di Alleanza Popolare, cioè il partito di maggioranza guidato da Angelino Alfano, che ha riproposto pari pari tutti quelli che aveva depositato in commissione. La Lega ne ha ripresentatiti 1203, mentre Forza Italia 147. Nessun emendamento invece da parte del M5S e dal Pd che ha messo a punto solo un ordine del giorno. Le proposte di modifica sono aumentate rispetto a quelle depositate in commissione. Ora per l’Aula sono 3005, mentre per la commissione erano 2970.

Dopo una lunga giornata di lavori e una altrettanto lunga conferenza dei Capigruppo per studiare anche l’ipotesi di un contingentamento dei tempi, si è stabilito che si voterà  il ddl giovedì 14 dicembre. Le dichiarazioni di voto cominceranno alle 11. Mentre martedì si cominceranno a votare gli emendamenti al provvedimento.

In mattinata l’aula del Senato aveva respinto la pregiudiziale di costituzionalità al ddl. La discussione del testo sul biotestamento, era iniziata ieri pomeriggio dopo la decisione della conferenza dei capigruppo di calendarizzarlo immediatamente.  Nel pomeriggio si sono votati i primi emendamenti. A favore del provvedimento sono il Pd, il Psi, Liberi e Uguali e il M5S (“I nostri voti ci saranno anche al Senato – assicurano i pentastellati – Vigileremo su possibili trabocchetti. Manca poco: un ultimo sforzo”).

Contraria la Lega, mentre Ap pur dicendosi pronta a lasciare libertà di coscienza attacca il testo: “Se non verranno accolte le nostre richieste – tuona Maurizio Lupi – Alternativa popolare voterà no”. Anche Forza Italia potrebbe lasciare ai propri senatori la possibilità di scegliere singolarmente cosa votare, così come fatto alla Camera, dove alcuni deputati azzurri dissero sì al testo. Il Senato esaminerà poi il regolamento interno, sul quale c’è un accordo di massima tra i gruppi.

BIOTESTAMENTO IN AULA

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La legge sul biotestamento subito in Aula. Sarà esaminata dall’Aula del Senato a partire dalla seduta di martedì pomeriggio. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, riunita dal presidente Pietro Grasso. Il disegno di legge sullo ius soli invece è stato inserito “all’ultimo punto” del calendario dei lavori.

E così il provvedimento – approvato alla Camera lo scorso aprile e fermo in commissione a Palazzo Madama – riuscirà a vedere la luce, salvo improvvisi (e già avvenuti) passi indietro di qualcuno, grazie all’intesa che, tramite il capogruppo Luigi Zanda, ne ha chiesto la calendarizzazione immediata. “È un finale perfettamente in linea con l’intera legislatura che si è contraddistinta per aver cambiato il Paese in tema di diritti civili e politiche sociali a sostegno dei più deboli” ha detto il presidente dei senatori del Pd. “Il biotestamento, la legge sui testimoni di giustizia attesissima dall’ordinamento giudiziario, la legge sugli orfani di crimini domestici, lo Ius soli. Un calendario ambizioso ma realizzabile se, responsabilmente, tutti i gruppi collaboreranno evitando ostruzionismi e interventi finalizzati a rallentare i lavori. Ho proposto non solo di lavorare fino al giorno prima delle festività natalizie ma anche che a tutti i gruppi parlamentari di collaborare seriamente per rendere il nostro programma di calendario realizzabile”, ha concluso Zanda.

Favorevole Mdp, contrari i centristi di Ap che hanno minacciato di mettere i bastoni tra le ruote del provvedimento. “Se non verranno accolte le nostre richieste sul ruolo del medico e su alimentazione e idratazione, che non sono trattamenti medici, Alternativa popolare voterà no” ha ribadito Maurizio Lupi. “Lasceremo libertà di coscienza ma vogliamo entrare nel merito” del ddl ha aggiunto la capogruppo di Ap, Laura Bianconi sottolineando che Ap in ogni non accetterà la fiducia. Contraria anche la Lega (che ha annunciato 1820 emendamenti), mentre Forza Italia probabilmente darà libertà di coscienza ai suoi senatori.

Favorevole il commento dei socialisti. “Finalmente – ha detto la presidente del gruppo del Psi alla Camera Pia Locatelli – il provvedimento arriva in Aula al Senato. Ora è essenziale che venga approvato senza modifiche per evitare un nuovo passaggio alla Camera che impedirebbe di avere una legge entro la fine della legislatura. I numeri in Senato ci sono: diamo subito una risposta alle richieste di cittadini e cittadine di poter scegliere fino alla fine a quali cure sottoporsi”. “Siamo felici – ha aggiunto la portavoce del Psi Maria Cristina Pisani – che finalmente la Conferenza di Capigruppo di Palazzo Madama abbia deciso di inserire al primo punto del calendario dei lavori dell’Aula l’esame del ddl sul biotestamento. Abbiamo abbandonato per troppo tempo donne e uomini che ci chiedevano semplicemente di poter esprimere la loro volontà nel momento più drammatico della loro vita. Non c’è più tempo da perdere. Il testamento biologico va approvato entro il termine della legislatura. È un nostro dovere, è un loro diritto”.

Soddisfazione anche da parte di Fassino: “La calendarizzazione dei provvedimenti relativi al biotestamento, allo Ius Soli e culturae, ai testimoni di giustizia e ai minori orfani di femminicidio, conferma quanto questa legislatura, con quei provvedimenti e con leggi già approvate sulle unioni civili e il Dopo di noi, riconosca giusta centralità ai diritti civili e di cittadinanza”. “È impegno adesso del Partito Democratico e dei suoi gruppi parlamentari operare con determinazione per l’approvazione di tutti i provvedimenti all’ordine del giorno”, ha aggiunto.

Secondo Emma Bonino invece la riunione dei capigruppo ha messo in evidenza quello che ha definito “una competizione tra diritti”. “Se salta lo ius soli – ha detto – credo che sia un problema del Pd nel dialogo con i cittadini, aldilà di noi. Devo dire che mi dà grande scoramento questa competizione tra i diritti civili, o l’uno o l’altro, come se fosse una concorrenza. Sicché penso che nello scorcio di questa legislatura il problema è di volontà politica e ognuno si assuma le sue responsabilità”. A favore invece, una volta tanto, i pentastellati. “C’è solo una cosa da dire: finalmente. Finalmente, dopo mesi di stallo, il Senato ha smesso di temporeggiare e la legge sul biotestamento approda in Aula”. “I nostri voti per l’approvazione di questa legge di civiltà ci sono”, ha affermato la senatrice del MoVimento 5 Stelle, Paola Taverna. “Vittoria. Il biotestamento arriva in aula. Adesso approviamolo senza giochini e senza modifiche. Garantiamo agli italiani un diritto fondamentale atteso da troppo tempo. Noi ci siamo” scrive su Twitter il senatore del M5s Vito Crimi dimenticando forse che l’ultimo tentativo per approvare il biotestamento venne fatto naufragare proprio dai 5 Stelle.

LA SCHEDA
La proposta di legge approvata dalla Camera lo scorso 20 aprile, a 10 anni di distanza dalla morte di Piergiorgio Welby e a 8 anni dalla scomparsa di Eluana Englaro, approda in Aula al Senato per il via libera definitivo (salvo sorprese) prima del termine della legislatura. Il provvedimento mira ad introdurre la possibilità di sottoscrivere le Dat, ovvero le Disposizioni anticipate di trattamento, con la previsione di poter rinunciare anche all’idratazione e alla nutrizione artificiale.

Questi i 7 pilastri della proposta di legge:
– CONSENSO INFORMATO: Con la premessa che la legge tutela il diritto alla vita, alla salute, ma anche il diritto alla dignità e all’autodeterminazione, il testo dispone che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata. È promossa e valorizzata la relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico il cui atto fondante è il consenso informato. Nella relazione di cura sono coinvolti, se il paziente lo desidera, anche i suoi familiari e conviventi o compagni. Il consenso informato è documentato in forma scritta. Nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, viene espresso mediante videoregistrazione o dispositivi che la consentano. La volontà espressa dal paziente può essere sempre modificata.

– NUTRIZIONE E IDRATAZIONE ARTIFICIALE: Ogni persona maggiorenne e capace di agire ha il diritto di accettare o rifiutare qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso. Ha, inoltre, il diritto di revocare in qualsiasi momento il consenso prestato, anche quando la revoca comporti l’interruzione del trattamento, comprese la nutrizione e idratazione artificiali. Nutrizione e idratazione artificiali sono trattamenti sanitari in quanto consistono nella somministrazione su prescrizione medica di nutrienti mediante dispositivi sanitari e, di conseguenza, possono essere rifiutati o sospesi.

– ACCANIMENTO TERAPEUTICO, SEDAZIONE PROFONDA E ABBANDONO CURE: Viene sancito il divieto di accanimento terapeutico, riconosciuto il diritto del paziente all’abbandono terapeutico e viene espressamente garantita la terapia del dolore fino alla sedazione profonda continuata. Il testo della legge, così modificato durante l’esame in Aula, recita: “Il medico deve adoperarsi per alleviare le sofferenze del paziente, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario. È sempre garantita un’appropriata terapia del dolore e l’erogazione delle cure palliative. Nel caso di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili e sproporzionati. In presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, il medico può ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua in associazione con la terapia del dolore, con il consenso del paziente”.

– RESPONSABILITÀ DEL MEDICO: Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciarvi. In conseguenza di ciò, il medico è esente da responsabilità civile o penale. Il paziente non può esigere dal medico trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale e alla buone pratiche clinico-assistenziali. È stata poi introdotta durante l’esame in Aula alla Camera una norma che, seppur in modo non diretto né esplicito, riconosce di fatto al medico l’obiezione di coscienza, in quanto dispone che “il medico non ha obblighi professionali”. Il che significa che il medico può, ad esempio, rifiutarsi di staccare la spina. Infine, la legge sul testamento biologico deve essere applicata anche dalle cliniche e strutture sanitarie cattoliche convenzionate.

– MINORI E INCAPACI: Il consenso informato è espresso dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore o dall’amministratore di sostegno, tenuto conto della volontà della persona minore di età o legalmente incapace o sottoposta ad amministrazione di sostegno. Il minore o incapace ha diritto alla valorizzazione delle proprie capacità di comprensione e decisione e quindi deve ricevere informazioni sulle sue scelte ed essere messo in condizione di esprimere la sua volontà.

– DAT: ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento, esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari. Viene indicata una persona di sua fiducia (fiduciario) che ne faccia le veci e lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie. Le Dat devono essere redatte in forma scritta (o videoregistrate a seconda delle condizioni del paziente) e vincolano il medico che è tenuto a rispettarne il contenuto. Tuttavia, le Dat possono essere disattese qualora appaiano palesemente incongrue o le condizioni nel frattempo siano mutate e se siano sopraggiunte nuove terapie non prevedibili al momento della loro compilazione. Con la medesima forma scritta le Dat sono rinnovabili, modificabili e revocabili in ogni momento. In caso di emergenza possono essere modificate o annullate anche a voce. Le Dat vengono inserite in registri regionali.

– PIANIFICAZIONE CONDIVISA DELLE CURE: Nella relazione tra medico e paziente, rispetto all’evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante, può essere realizzata una pianificazione delle cure condivisa tra il paziente e il medico, alla quale il medico è tenuto ad attenersi. La pianificazione delle cure può essere aggiornata al progressivo evolversi della malattia su richiesta del paziente o su suggerimento del medico.

Famiglia di Dj Fabo con Cappato, la destra per il NO DAT

faboEntra nel vivo il processo su Marco Cappato, autodenunciatosi dopo aver accompagnato Dj Fabo in Svizzera per il suicidio assistito. In favore del tesoriere dell’Associazione Coscioni ha testimoniato la fidanzata del Dj, Valeria. La donna ha raccontato che con la battaglia “pubblica” Fabo si sentì di nuovo “vivo e utile” e fece anche lo “sciopero della fame” per non essere fermato. A lei disse anche: “Ora sarò energia nell’Universo”. Anche la madre ha testimoniato in difesa della scelta del figlio: “Vai Fabiano, la mamma vuole che tu vada”. Carmen Carollo si è messa a piangere in aula e il pm Tiziana Siciliano si è alzata e le ha dato un fazzoletto. Già dopo l’incidente stradale, ha spiegato, quando seppe di essere diventato cieco, Fabo decise di “andare a morire” in Svizzera. “Non voleva morire soffocato interrompendo le cure”, ha aggiunto. “Speriamo – ha detto ancora la madre di Dj Fabo – che sia la volta buona per avere una legge sul biotestamento, mio figlio ha lottato tanto per questo”.
Tuttavia mentre da una parte l’opinione pubblica chiede l’approvazione di una legge sul biotestamento, dall’altra gli esponenti del fronte parlamentare contrario alla legge sul fine vita e del movimento della famiglie italiane “Family day”, sono pronti a far battaglia contro il DAT. Lega Nord, Fratelli d’Italia e Forza Italia domani, martedì 5 dicembre, alle ore 12,30, terranno una conferenza stampa a Roma presso la Sala Nassiriya del Senato, per spiegare nel dettaglio le ragioni del “No” al ddl che dovrebbe essere calendarizzato prossimamente in aula al Senato.
Nel frattempo Filomena Gallo, coordinatore del collegio legale di difesa di Marco Cappato cui fanno parte gli avvocati Francesco di Paola e Massimo Rossi ha ricordato che si tratta di violazione della Costituzione
L’articolo 32 della Costituzione stabilisce che ‘La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana, i padri costituenti – dichiara Gallo – hanno garantito ai cittadini che nessuno “metterà la mano su di loro, sulla loro vita. Gli articoli 2,3, 13 e 32 della Costituzione mettono in risalto la sintesi di due diritti fondamentali della persona: quello all’autodeterminazione e quello alla salute”.

Rometti: “Dopo parole del Papa, proposta di legge sul DAT”

Dopo le parole pronunciate anche dal Papa in materia di accanimento terapeutico e quel no convinto espresso in quanto è «moralmente lecito rinunciare all’applicazione di mezzi terapeutici, o sospenderli, quando il loro impiego non corrisponde a quel criterio etico e umanistico definito “proporzionalità delle cure”», si aprono nuovi orizzonti sul tema del fine-vita che riportano alla ribalta quel progetto normativo, presentato insieme al collega Solinas che chiede, sul piano della legislazione regionale, di intervenire in merito e favorire chi, trovandosi in situazioni di incoscienza, ha preventivamente manifestato la volontà di porre fine, al verificarsi di tale condizione, alla propria esistenza. Il riferimento è alla proposta di legge “Istituzione del Registro Regionale delle Dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT) sanitario”, depositata in data 21 dicembre 2015, la quale si inserisce nel più ampio dibattito sul fine vita e, per quanto attiene alla sfera di competenza regionale, si propone di istituire e regolamentare il Registro regionale delle Dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT). La finalità perseguita quella di garantire ad una persona maggiorenne, nel pieno possesso delle proprie capacità, il diritto di manifestare espressamente la propria volontà in ordine ai trattamenti sanitari a cui essere o non essere sottoposta nel momento in cui si venisse a trovare in una situazione di perdita di coscienza ritenuta dai medici curanti non ragionevolmente reversibile. Come emerge anche dalle parole del Papa “uno spazio adeguato” deve essere dato “alla dignità dell’essere umano” e questo può essere garantito attraverso una disciplina normativa che intervenga a dare certezza alle scelte di fine vita. Attraverso la proposta di tale disciplina non si intende entrare nel merito delle scelte di ogni singolo individuo quanto piuttosto affermare la necessità che il legislatore, ivi compreso quello regionale, senza aderire a particolari convinzioni ideologiche o religiose, si faccia interprete dei bisogni e delle richieste più profonde dei cittadini permettendo, in tal modo, una piena esplicazione del diritto del singolo alla propria autodeterminazione.

Biotestamento. Nencini: “Approvarlo prima di Natale”

older woman signing the document

Biotestamento e ius soli sono i due provvedimenti ove lo scontro in Parlamento è più accesso. Dopo le vergognose parole di Salvini per il quale bisogna occuparsi dei vivi e non dei morti, si capisce che sarà il tema forte e pieno di tensioni dei prossimi mesi.

Al Senato è in corso l’approvazione della legge di bilancio. Subito dopo, scrive in un tweet il segretario del Psi Riccardo Nencini “potrà essere votato il biotestamento. I socialisti chiederanno al presidente Grasso di proporne l’iscrizione all’ordine del giorno. C’è tutto il tempo per approvarlo prima di Natale”.

L’approvazione del Biotestamento per Campo Progressista è “un punto scriminante”. Lo sottolinea Giuliano Pisapia a margine della commemorazione, in Senato, di Umberto Veronesi. Pisapia fa eco alla presidente della commissione Sanità di Palazzo Madama, Emilia De Biasi, che ha sottolineato: “È una legge molto attesa, un testo molto equilibrato. Una legge di civiltà. Spero che la maggioranza si formi sulla coscienza delle persone e sulla libertà dei senatori”.

Quanto allo Jus soli, Pisapia osserva: “È un discorso analogo” a quello del Biotestamento. “So che ci sono maggiori difficoltà ma bisogna fare tutto il possibile e l’impossibile perché questa legge che renderebbe l’Italia più democratica venga approvata in questa legislatura”. A ricordare Veronesi ci sono anche Giuliano Amato, Emma Bonino, Luigi Zanda ed Elena Cattaneo.

Ma Salvini, non contento, è tornato sul tema cercando di aggiustare il tiro. “Non chiederei a nessuno di togliermi la vita e di staccare la spina. Chiederei che i miei familiari avessero il sostegno dello Stato, cosa che oggi non si verifica, per accudirmi sino in fondo”.

La legge sul Fine Vita ha puntualizzato Mario Marazziti, Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati “è una legge che interviene per umanizzare il morire senza accelerare il morire o dare la morte, che dice no all’accanimento terapeutico ma anche no all’abbandono, che combatte il dolore e dunque non lascia da solo il malato, e chi gli vuole bene, in una condizione di fine vita”. Parole che rispondono indirettamente anche al leader leghista. “Eutanasia e suicidio assistito rimangono fuori dal testo e dunque rimangono non consentiti”, ha poi sottolineato Marazziti. “La volontà del malato è vincolante – osserva Marazziti – ma non si può chiedere qualcosa contro la legge o la deontologia professionale, esplicitamente citata. Il timore di una parte dei medici di diventare ‘esecutori testamentari’ è sciolta in radice”.

Pia Locatelli, presidene del gruppo Psi alla Camera ha parlato del biotestamento nel corso del voto sul decreto fiscale approvato nel pomeriggio. “Visto che il ricorso alla fiducia appare generalizzato e diffuso anche in maniera anomala – ha detto – mi auguro che se ne voglia ‘abusare’ anche su provvedimenti che stanno a cuore ai cittadini e che vanno approvati entro la fine della legislatura, primo fra tutti il testamento biologico”.

Ius soli. Buemi, approvarlo prima di fine legislatura

Riforme-SenatoLa legge sul fine vita sembra a un passo. Con l’appoggio del M5S e con i voti del Pd e della sinistra potrebbe farcela a diventare legge prima di fine legislatura. L’accordo c’è, il timore di molti è che non regga. Discorso più complesso per lo ius soli. Il ddl sulla cittadinanza è di quelli a forte richiamo elettorale, il centrodestra è sulle barricate da mesi. “Noi lavoriamo su entrambi i fronti – assicura il ministro e vicesegretario dem Maurizio Martina, intervistato da Repubblica – Non esiste una classifica, ci proviamo fino in fondo. Anche politicamente sono questioni differenti, perché il biotestamento è una materia che ha una sua trasversalità particolare”.

Lo ius soli è uno di quei temi ove la destra ha sempre attinto sfruttando e cavalcando il malcontento, di molti. “Se si tiene conto – afferma il senatore del Pd Luigi Manconi che aggiunge: che ho presentato il mio disegno di legge sul biotestamento il primo giorno dell’attuale legislatura, si capisce bene quanto io tenga all’approvazione di questa normativa. Tanto quanto al provvedimento sullo Ius soli e culturae. Due leggi sacrosante e ragionevolissime. E proprio per questa ragione dico che sento odore di bruciato quando si accavallano strategie e calendari”. “È un dato oggettivo – aggiunge – facilmente verificabile sotto il profilo numerico e politico che la legge sulla cittadinanza ha qualche chance in più di quella sul testamento biologico. L’esito non è certamente scontato, ma può essere perseguito con successo”. “Immediatamente dopo – intendo: immediatamente dopo – si può affrontare il tema delle dichiarazioni anticipate di trattamento. Ma tutto ciò deve avvenire nella massima chiarezza politica – conclude Manconi – adottando comportamenti leali, evitando scivolosi sotterfugi che potrebbero rivelarsi altrettante trappole. Dunque, si calendarizzi per martedì 5 dicembre lo Ius soli, si ponga la fiducia e si vada avanti per ottenere altri risultati che potrebbero salvare il bilancio e l’onore di questa legislatura”.

“Diciamo la verità – aggiunge il senatore socialista Enrico Buemi – la legge di modifica delle norme sulla cittadinanza non è il cosiddetto ius soli; ciò nonostante è un passo importante perché introduce obblighi precisi per quanti iniziano il percorso per arrivare ad essere cittadini italiani”. “L’integrazione – aggiunge Buemi – è fatta di diritti e doveri, solo così può essere efficacemente realizzata”. “I socialisti pensano che questo provvedimento debba essere assolutamente approvato al Senato in via definitiva prima della conclusione della legislatura. Quello che gli italiani, che ragionano, devono sapere è che va anche nella direzione del loro interesse”, conclude il senatore socialista.

E sul  biotestamento Maria Cristina Pisani, portavoce del Psi, torna sulle parole pronunciate dal leader della Lega Matteo Salvini che ieri ha detto che “si occupa dei vivi, non dei morti”.  “Disumano, impietoso, atroce, senza alcun rispetto per tanti che non sono morti ma vorrebbero vivere la malattia in libertà e coscienza. Matteo Salvini dovrebbe chiedere scusa ad ognuno di loro e dovrebbe inchinarsi difronte alla dignità dei malati e delle loro famiglie”. Pisani ha aggiunto: “Il suo intervento è un insulto arrogante e volgare che lascia sgomenti per il disprezzo della sofferenza. Un insulto che diventa violenza nel momento in cui si vuole impedire a donne e uomini liberi di poter decidere della propria morte esprimendo semplicemente la propria volontà. Garantire il diritto alla dignità in un momento così delicato della vita di un uomo e di una donna è un nostro dovere oltre che un loro sacrosanto diritto. Come Psi non ci fermeremo, il testamento biologico – conclude – va approvato entro il termine della legislatura. Non ammettiamo strade diverse”.

Il senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, presidente di Forza Europa e promotore con Emma Bonino e Riccardo Magi della lista europeista +Europa punta il dito sulla agenda Salvini che è diventata “nei nei fatti” il programma del centrodestra. “No allo ius soli – spiega Della Vedova – ma anche no al biotestamento, contro cui si è duramente scagliato il segretario della Lega ieri, ripreso dal capogruppo alla Camera di Forza Italia, Renato Brunetta, oggi. No alle liberalizzazioni. No ai trattati commerciali della UE, in nome di un protezionismo autarchico autolesionistico per il paese del Made in Italy. Sì invece alla piazza della CGIL per una controriforma delle pensioni”. “Sull’Europa e sull’euro il segretario della Lega ha già ottenuto l’impegno solenne di Silvio Berlusconi alla doppia moneta. Oggi l’egemonia culturale nel centrodestra è della Lega, all’insegna della chiusura nazionalista, programmaticamente non liberale e non moderata. Una scelta netta – prosegue Della Vedova – che ricalca quella dei nazionalisti e lepenisti antieuropei”.