Estate calda di calciomercato. Juve pronta a dominare

ronaldoLa Juventus, che domina già da 7 anni, con l’acquisto di Cristiano Ronaldo sembra aver aumentato ulteriormente il gap con le rivali. Il Napoli punta sul curriculum vincente di Ancelotti, l’Inter ha un Nainggolan in più, la Roma spera nelle tante giovani promesse ma il pronostico sembra chiuso in favore della Vecchia Signora
ROMA – Domenica 19 agosto. E’ la data che tutti gli appassionati di calcio hanno da tempo segnato: coincide con l’inizio del campionato. Eppure quest’anno i giochi sembrano già fatti ancor prima dello start ufficiale. La Juventus, infatti, vincitrice degli ultimi 7 scudetti consecutivi, con l’acquisto di Cristiano Ronaldo – definito da tutti “il colpo del secolo” – ha aumentato il divario con tutte le avversarie e messo una seria ipoteca sul prossimo tricolore.

IL MERCATO DELLE ALTRE – Rimpiazzato Buffon (passato al Psg) con Perin, anche se il titolare dovrebbe essere Szczesny, tornati alla base Caldara e Spinazzola dopo l’esperienza all’Atalanta e rinforzato il centrocampo con l’arrivo a parametro zero di Emre Can, la Juventus si era già mossa benissimo sul mercato prima di assicurarsi l’attuale Pallone d’Oro. Il presidente Agnelli e il dg Marotta hanno creato una corazzata che avrà come obiettivo principale conquistare quella Champions League che a Torino manca dal 1996. Se in Europa la competizione è apertissima contro le varie Real, Barcellona, United, City, Bayern Monaco ecc… in Italia si fa fatica a trovare una vera antagonista della Vecchia Signora. Il Napoli, che fino all’ultimo ha dato filo da torcere ai bianconeri nella passata stagione, è finite nelle mani sicure di Carletto Ancelotti dopo l’addio di Maurizio Sarri, ora al Chelsea. Pochi allenatori possono vantare un curriculum vincente come quello dell’ex tecnico del Milan, eppure bisognerà vedere se le perplessità di Sarri sull’attuale rosa (considerata a fine ciclo) erano effettivamente veritiere. Intanto uno dei pilastri del club partenopeo, Jorginho, ha seguito il suo maestro a Londra. C’è poi la Roma che ha perso due pezzi da 90 come Alisson e Nainggolan. Il ds giallorosso Monchi si è scatenato sul mercato con addirittura 10 acquisti: tra questi alcune baby promesse del calcio mondiale come Coric e Kluivert, ma basterà per tenere testa alla Juve? Ruolo di protagonista anche per l’Inter che, oltre al belga ex Roma, si è assicurata De Vrij, Asamoah, Politano e Lautaro Martinez. La rosa è più completa, ma forse ancora troppo corta per essere competitivi anche in Champions League. La Lazio, orfana di De Vrij e ceduto Felipe Anderson al West Ham, sta cercando di trattenere la stella Milinkovic-Savic, reduce da un Mondiale sottotono, e piazzare il colpo Papu Gomez ma l’obiettivo massimo non può andare oltre il quarto posto. E poi c’è il Milan con il mercato in stand-by per le note vicende societarie (addio ai cinesi, ora il club è controllato dal fondo americano Elliott) e legali con la Uefa (esclusione dall’Europa League, poi revocata dal Tas di Losanna). Ora che la situazione sembra più definita bisognerà valutare il futuro di Bonucci, Suso e Donnarumma – non è detto che tutti restino – e iniziare a regalare rinforzi a Gattuso, a cui serve un centravanti come il pane. Insomma la solita estate ‘calda’ di calciomercato ma con la Juventus pronta a dominare, ancora di più, la scena.

Francesco Carci

Juventus campione d’Italia: è il settimo scudetto consecutivo

allegriDopo la Coppa Italia, i bianconeri fanno nuovamente festa all’Olimpico: decisivo lo 0-0 contro la Roma, adesso anche la matematica certifica il trionfo della Vecchia Signora. Quasi certa la conferma di Allegri, così come appare scontato l’addio al calcio di Buffon

ROMA – Per il settimo anno consecutivo la Juventus è campione d’Italia. Sofferto più dei precedenti (merito del Napoli) il matematico verdetto è arrivato dopo lo 0-0 dei bianconeri in casa della Roma. Lo stadio Olimpico si conferma luogo di festa per la Vecchia Signora, che mercoledì scorso aveva battuto 4-0 il Milan alzando al cielo la Coppa Italia, la quarta di fila.

I PUNTI DI FORZA – Se fino al girone d’andata la lotta per lo scudetto aveva coinvolto addirittura cinque squadre (Juventus, Napoli, Inter, Lazio e Roma), man mano bianconeri e partenopei hanno preso il largo dando vita ad un duello accesissimo. E pensare che lo scontro diretto di tre settimane fa, in casa della Juve, era stato vinto dalla squadra di Sarri. Un colpo di testa vincente di Koulibaly che poteva rappresentare la resa della Vecchia Signora. E invece, dopo appena 7 giorni, Buffon e compagni vanno ad espugnare San Siro (3-2 all’Inter) e il Napoli crolla a Firenze perdendo 3-0. Dopo tanti botta e risposta, è stato quello l’allungo decisivo. Impeccabile la gestione della rosa di Allegri: perfetta l’alternanza in porta tra Buffon e Szczesny, la difesa si è confermata per l’ennesima volta punto di forza (e non era scontato dopo l’addio di Bonucci), ottimo l’inserimento a centrocampo di Matuidi che, con Khedira e Pjanic, ha offerto il giusto mix di qualità e muscoli, così come prezioso in fase offensiva è stato l’apporto di Douglas Costa. Dunque tra la produzione della società, la regia dell’allenatore e la messa in pratica dei giocatori la Juventus si è confermata per la settima stagione consecutiva una corazzata impeccabile.

IL FUTURO DI BUFFON E ALLEGRI – Eppure qualcosa cambierà. Non sembrano esserci margini di ripensamento per Gigi Buffon, orientato a chiudere a 40 anni una gloriosa carriera. La tentazione di riprovare un altro anno a vincere la Champions sicuramente non manca al portierone azzurro, soprattutto per l’epilogo di Madrid di questa stagione, ma un dietrofront appare alquanto improbabile. Dovrebbe invece rimanere il tecnico Massimiliano Allegri. Lo ha detto lui stesso dopo Roma-Juve: “Se non mi cacciano resto un’altra stagione”. Parola dunque alla società che però, più che di cambiare l’allenatore, è concentrata sull’organico. Andranno infatti sicuramente via Asamoah e Lichtsteiner, potrebbe salutare anche Marchisio (bandiera bianconera ma usato con il contagocce) e, se arrivasse l’offerta giusta, addirittura Dybala. C’è chi va via, ma anche chi arriva: sicuri quelli di Caldara e Spinazzola dall’Atalanta, quasi fatto quello di Emre Can mentre tra i pali, a giocarsi il posto con Szczesny, potrebbe esserci Perin. Cambiano i protagonisti, non i verdetti…

Francesco Carci

All’improvviso Koulibaly! Juve-Napoli: sarà duello Fino Alla Fine

Un gol al 90’ del difensore senegalese decide la sfida scudetto tra bianconeri e azzurri. Popolo partenopeo in festa (10mila persone all’aeroporto Capodichino ad accogliere la squadra). La Vecchia Signora ha adesso un punto di vantaggio a quattro giornate dal termine del campionato

koulibalyTORINO – Sembrava destinata ad uno scialbo 0-0 la sfida scudetto tra Juventus e Napoli. Un punto che avrebbe permesso ai bianconeri di mantenere quattro punti di vantaggio sui ragazzi di Sarri a 360 minuti dalla fine del campionato. E invece, proprio al 90’, un’imperiosa incornata di testa di Koulibaly gela Buffon e tutti i tifosi della Vecchia Signora. I partenopei espugnano così l’Allianz Arena e riaprono completamente i giochi per lo scudetto: tra la squadra di Allegri e quella di Sarri adesso c’è un solo punto di distacco.
GRANDE FESTA A NAPOLI – Nel capoluogo campano, ma non solo, sono partiti immediatamente grandi festeggiamenti. Caroselli per strada, bagni nelle fontane e più di 10mila persone all’aeroporto di Capodichino ad accogliere Insigne e compagni, reduci dalla trionfante trasferta torinese. Siamo abituati a scene simili quando si vince un Mondiale o quando si alza in cielo una coppa, invece non è stato fatto ancora nulla. Ma la gioia dei tifosi partenopei è stata impossibile da contenere. Anche diversi vip hanno espresso sui social network la propria soddisfazione: da Nino d’Angelo al sindaco De Magistris fino a Diego Armando Maradona che ha pubblicato la scritta “Mamma Mia”.
LOTTA FINO ALLA FINE – La Juventus ha comunque un punto di vantaggio sul Napoli, ma il calendario sembra strizzare l’occhio agli azzurri. I bianconeri infatti sono chiamati a due trasferte durissime contro Inter (sabato prossimo) e Roma, entrambe in piena corsa Champions. Più agevoli invece gli impegni casalinghi contro Bologna e Verona. Discorso simile per il Napoli che riceverà al San Paolo Torino e Crotone, mentre farà visita e Fiorentina e Sampdoria, entrambe le squadre in lotta per l’Europa League. Tutto quindi è nelle mani della Juve che con quattro vittorie festeggerebbe il settimo tricolore consecutivo, ma la differenza di entusiasmo, dopo il successo nello scontro diretto, potrebbe essere decisivo per il Napoli.

Francesco Carci

Serie A. Dove sono i gol? La giornata degli 0-0.
Ha vinto la noia

higuainSulla carta erano in programma partite che promettevano spettacolo, Juventus-Inter su tutte, e invece ha vinto la noia. Bloccate sul pareggio anche Napoli e Roma, stasera può approfittarne la Lazio. Torna a vincere il Milan di Gattuso, esordio con sconfitta per Zenga sulla panchina del Crotone

ROMA – Da Higuain a Icardi, da Mertens a El Shaarawy senza dimenticare Mandzukic, Perisic, Callejon e Dzeko. Una serie di goleador eppure: Juventus-Inter 0-0, Chievo-Roma 0-0, Napoli-Fiorentina 0-0. La 16esima giornata di Serie A, che alla vigilia prometteva grande spettacolo, è stata una vera e propria delusione con tutte le partite di cartello terminate a porte inviolate.

Nel derby d’Italia Juventus-Inter ha vinto la paura di perdere. Un punto che sta bene soprattutto ai nerazzurri, che così hanno tenuto la Vecchia Signora a distanza di due punti ed evitato di subire il sorpasso. I bianconeri, privi di Buffon per infortunio, hanno osato meno del solito: ne è prova l’ingresso di Dybala (non al top della condizione), entrato in campo soltanto nell’ultimo quarto d’ora. Un pareggio che poteva essere una ghiotta occasione per Roma e Napoli di rubare due punti ad entrambe le concorrenti. I giallorossi invece hanno fatto il massimo, ma nella trasferta in casa del Chievo si sono trovati di fronte uno Stefano Sorrentino, portiere dei veneti, in stato di grazie che ha parato l’impossibile. Solo un punto anche per il Napoli al San Paolo contro la Fiorentina. Per gli azzurri, che stanno accusando la stanchezza dopo un avvio di stagione super, si è sentita l’assenza di Lorenzo Insigne. Sarà assolutamente necessario rinforzare la rosa nel mercato di gennaio per dare a Sarri una rosa più lunga e competitiva.

Di questi quattro pareggi può approfittarne la Lazio che stasera ospita all’Olimpico il Torino. Sarà una grande sfida tra i bomber Immobile e Belotti e tra gli allenatori amici Simone Inzaghi e Sinisa Mihajlovic. Prima vittoria per Rino Gattuso sulla panchina del Milan: i rossoneri sono tornati a vincere a San Siro dopo oltre due mesi battendo 2-1 il Bologna di Donadoni. Protagonista assoluto Giacomo Bonaventura, autore di una doppietta. In zona salvezza esordio negativo per Walter Zenga sulla panchina del Crotone: i calabresi hanno ceduto 2-1 al Sassuolo. L’Udinese ha superato 2-0 il Benevento, pareggi 2-2 tra Cagliari-Sampdoria e Spal-Verona. Genoa-Atalanta, inizialmente in programma oggi alle 19, è stata rinviata a martedì (stesso orario) per l’allerta meteo nel capoluogo ligure.

Francesco Carci

Calcio e Video Assistant Referee. Finché la barca VAR… Lasciala Andare

L’introduzione della tecnologia nel mondo del calcio, tanto invocata per anni, sta dividendo gli appassionati. Tra favorevoli e contrari, una cosa è certa: il ‘Video Assistant Referee’ sta rubando la scena ai giocatori in campo

bantiROMA – Sono bastati 180 minuti e cioè due giornate di campionato per dividere (quasi a metà) gli appassionati di calcio tra favorevoli e contrari al ‘VAR’. Il Video Assistant Referee altro non sarebbe che la moviola in campo, tanto invocata negli ultimi 20 anni.

PREZIOSA NOVITÀ – Mi schiero: sono favorevole. Il discorso era (ma è tuttora) semplice: finalmente la scelta dell’arbitro, che sia quella di concedere un rigore, stabilire se un’azione era in fuorigioco o meno o espellere un calciatore non viene più presa nell’arco di un decimo di secondo ma, ovviamente solo nei casi più delicati, con il prezioso aiuto del video. Perché allora essere contrari se può esserci un giudizio al 99% esatto ed evitare così il solito mare di polemiche? “Si perde troppo tempo”, l’obiezione dei contrari. Vero. Ma, carte in tavola, evviva 7, 8 o anche 10 minuti di recupero piuttosto che vedere un giocatore esultare per un gol irregolare o dopo un rigore in realtà inesistente.

BUFFON: “NON È CALCIO” – Per un gioco del destino non sembra esserci feeling tra il Var e la Juventus: ai bianconeri infatti sono stati concessi due rigori a sfavore nelle prime due partite, entrambi grazie all’intervento della moviola. Per questo Gianluigi Buffon ha tuonato: “Non mi piace, se ne sta facendo un uso spropositato e sbagliato. Parto dal presupposto che bisogna liberare gli arbitri dal mostro, per poter valutare la loro bravura è necessario che si prendano delle responsabilità, ma non vuol dire che ogni contatto è rigore. Dobbiamo vivere con più umanità tutte le situazioni. Così non sembra più calcio, ma pallanuoto”. Condivisibile o no, i fatti dicono che grazie al Var in Genoa-Juventus (finita 2-4 per i bianconeri) è stato concesso un rigore solare ai liguri, che inizialmente era sfuggito all’arbitro Banti. Si è perso qualche minuto per arrivare alla decisione, ma almeno è stato scelto il “giusto” e non il “probabile”. Evvi-Var.

Francesco Carci

Calciomercato. Donnarumma-Milan,
al cuor si comanda

Terminata la stagione, il calciomercato è già entrato nel vivo. Il valzer delle panchine ha portato Spalletti all’Inter, Di Francesco alla Roma, mentre le tre neopromosse hanno confermato i loro tecnici. Tiene banco il caso sul portiere rossonero: la super offerta della società (oltre 4,5 milioni all’anno) non è stata ancora accettata dall’estremo difensore, i cui interessi sono gestiti da Mino Raiola

donnarumma2MILANO – Donnarumma resta, Donnarumma parte. Nel calciomercato estivo tiene banco il caso legato al 18enne portiere del Milan, da tutti considerato l’erede di Gigi Buffon. Il contratto del baby fenomeno scade a giugno 2018 e la società rossonera ha ovviamente come priorità quella di rinnovare l’accordo per non perderlo a costo zero. L’amministratore delegato Marco Fassone e il direttore sportivo Massimiliano Mirabelli, uomini di fiducia della nuova proprietà cinese, lo hanno dimostrato offrendo a Donnarumma un super ingaggio da 4,7 milioni all’anno. Nonostante lo sforzo dei dirigenti rossoneri tuttavia il portiere sta tentennando. O meglio, lo sta facendo il suo procuratore, Mino Raiola.

NODO CLAUSOLA – La distanza tra le parti non sarebbe dovuto tanto da una questione economica, quanto dalla clausola di rescissione. Raiola spinge per un prezzo “low cost”, legato anche ai futuri risultati del Milan. La società rossonera, dal canto suo, sarebbe anche disposta a inserire nel nuovo contratto la clausola, ma ad un prezzo decisamente più alto rispetto a quello chiesto dal procuratore italo-olandese.

TIFOSI ARRABBIATI – La sensazione è che in questa partita di dama un accordo si troverà. Per il bene di tutti. Ciò che non è piaciuto ai tifosi rossoneri è proprio però questo tentennamento di Donnarumma, che ha spesso dichiarato di essere da sempre tifoso del Milan, amore dimostrato baciando più volte la maglia. E proprio dopo questi pubblici gesti, ci si aspettava una risposta ben più entusiasta una volta arrivata la super proposta di Fassone e Mirabelli. La Curva Sud (parte del tifo più calda) se l’è presa più con Raiola che con Donnarumma, accusando l’agente di tenere sotto scacco il club lombardo e lo stesso baby portiere per dare priorità ai propri interessi. Gigio ha comunque dichiarato di essere alla ricerca di una casa nuova a Milano: un indizio di come la fumata bianca sia molto vicina.

Francesco Carci

Juventus campione d’Italia, è lo scudetto dei record

juventusI bianconeri battono 3-0 il Crotone e si aggiudicano lo scudetto per il sesto anno consecutivo, un record. Roma e Napoli hanno accorciato il gap ma sembrano bellissime torte senza ciliegina. Inter e Milan sperano nei soldi cinesi per spezzare un’egemonia che, altrimenti, potrebbe durare ancora a lungo. E il 3 giugno c’è la finale di Champions contro il Real Madrid: il sogno triplete per Buffon e compagni può diventare realtà

TORINO – E sono 6. La Juventus è campione d’Italia 2016/2017 ed entra nella storia: mai nessuna squadra in Italia aveva infatti vinto sei campionati consecutivi. Ci è riuscita la Vecchia Signora, merito di una dirigenza e di una squadra che, titolo dopo titolo, continua ad avere fame ed a non essere mai appagata. D’altronde discorsi simili non sono nemmeno ipotizzabili in una rosa di campioni, alcuni dei quali (Buffon su tutti) hanno vissuto l’incubo della Serie B per gli scandali di “Calciopoli” nel 2006. E’ proprio in seguito a quelle triste vicende, con la Juventus che aveva toccato il momento più basso della propria storia, che è iniziata un’inarrestabile risalita. Conte prima e Allegri poi hanno creato una vera e propria corazzata attualmente senza rivali in Italia e al livello delle big europee. Non a caso, dopo Coppa Italia e campionato, i bianconeri potranno completare, il prossimo 3 giugno a Cardiff, il “triplete” nella finale di Champions League contro il Real Madrid.

juve2I PROTAGONISTI – Doveroso iniziare dal capitano, Gigi Buffon. Ancora decisivo tra i pali a 39 anni suonati, leader carismatico dentro e fuori dal campo. Ha vinto quasi tutto, ma dà l’idea di non voler perdere nemmeno un torneo di briscola al bar con gli amici. La difesa poi continua a essere il punto di forza della Juventus: con la “BBC” (Barzagli, Bonucci, Chiellini) non si passa e le riserve (Benatia e Rugani) sono più che affidabili. Alex Sandro è senza dubbio il miglior terzino sinistro in Italia e forse in Europa, Dani Alves ha dimostrato di non essere arrivato a Torino per godersi una ricca pensione e Lichtsteiner continua di essere sempre affidabilissimo sulla corsia destra. A centrocampo Khedira è stato più forte degli acciacchi fisici che lo hanno tormentato per anni, Pjanic ha dato qualità in una mediana piena di muscoli con le rocce Sturaro e Rincon. Marchisio ci ha messo un po’ per riprendersi dal grave infortunio dell’anno scorso, ma è risultato prezioso come sempre, stesso discorso per i jolly Lemina e Asamoah. Cuadrado e Mandzukic da comprimari nella prima parte di stagione sono diventati insostituibili quando Allegri è passato al 4-2-3-1, Dybala è diventato un top player a tutti gli effetti confermando i numeri che aveva fatto vedere al Palermo e Higuain, decisivo in tutte le partite chiave, ha confermato di essere un cecchino in area. Poco spazio per Pjaca, fermato anche da un grave infortunio, ma è giovane e si farà. E poi un grande applauso a Massimiliano Allegri, capace con un viso angelico e sorridente di essere comunque un sergente di ferro in uno spogliatoio importante e alla società che sul mercato non ha sbagliato un colpo, sia in entrata che in uscita.

LE ALTRE ALZANO BANDIERA BIANCA – Roma, Napoli, Milan e Inter devono alzare bandiera bianca per l’ennesimo anno. Le prime due giocano benissimo, anche meglio della Juventus, ma manca quell’ultimo step per arrivare a vincere lo scudetto. Se però il campionato è rimasto aperto fino alla penultima giornata va dato atto a Spalletti e Sarri di aver ridotto sensibilmente il gap rispetto ai bianconeri. Ma ancora non basta. Negativa, quasi drammatica, invece la situazione delle milanesi, lontane anni luce dal livello di Buffon e compagni. La speranza è che con i tanti soldi delle nuove proprietà cinesi possano arrivare i campioni per riportare in alto le due squadre delle Madonnina. Ma non sempre i soldi fanno la felicità.

Francesco Carci

Euro 2016. Italy day
ma è incubo hooligans

Scontri e violenza hanno preso il posto di gol e spettacolo nella cronaca degli Europei in svolgimento in Francia. Caos soprattutto in Inghilterra-Russia, con la Uefa che ha minacciato l’espulsione delle due nazionali. Intanto stasera gli azzurri esordiranno contro il Belgio.

PARIGI – L’atmosfera di festa è durata ben poco. Musica, show e coreografie hanno accompagnato l’apertura di Euro 2016 in Francia, ma sono bastate poche ore perché i fatti di cronaca prevalessero sugli eventi sportivi. Sono infatti gli hooligans e gli incidenti, purtroppo, i protagonisti di questi giorni: in particolare, i durissimi scontri nella zona del porto vecchio di Marsiglia tra gli ultrà di Inghilterra e Russia. Il bilancio è pesante e parla di 35 feriti, uno inglese in gravi condizioni. I rispettivi governi hanno espresso il proprio sdegno e quello inglese ha fatto sapere di essere pronto a mandare in Francia altri agenti di polizia. La Uefa non è rimasta a guardare, lanciando moniti precisi: con un durissimo comunicato, l’organizzazione di Euro 2016 ha infatti minacciato l’espulsione delle due nazionale se i tifosi dovessero continuare con le manifestazioni di violenza. Ma gli scontri sono avvenuti anche a Nizza e a Lille rispettivamente alla vigilia di Polonia-Irlanda del Nord e Germania-Ucraina. Intanto le misure di sicurezza francesi sono finite sotto inchiesta, soprattutto per la libera vendita di alcoolici senza limitazioni (anche nei bar e supermercati vicini agli stadi) e per l’invasione di campo (fortunatamente pacifica) di un tifoso croato che ha esultato con i giocatori dopo il gol di Modric. Insomma, tra figuracce e violenza, la tensione ha preso il posto del divertimento.

Euro 2016 ItaliaL’ESORDIO DELL’ITALIA – Inevitabile dunque che i discorsi calcistici passino in secondo piano. Oggi però è la giornata dell’esordio dell’Italia: gli azzurri di Conte sfideranno il Belgio, sulla carta favorito, a Lione alle ore 21. I ‘Diavoli Rossi’, infatti, fino a qualche settimana fa erano in testa al ranking Fifa e possono contare su un potenziale offensivo che fa paura: Hazard, De Bruyne, Lukaku, Fellaini e il ‘napoletano’ Mertens, solo per citarne qualcuno.
Sull’Italia invece c’è parecchio scetticismo per una delle squadre più deboli degli ultimi anni, anche se solo sulla carta. Non dimentichiamoci infatti che spesso diamo il meglio di noi stessi proprio quando partiamo sfavoriti (vedi Mondiale 2006) e che, nonostante i nomi in attacco non catturino l’attenzione, c’è la difesa con l’intero blocco della Juventus (Buffon, Chiellini, Bonucci e Barzagli) che in serie A è stato perfetto, concedendo le briciole agli avversari. Insomma, sarà dura ma possiamo farcela.

Francesco Carci

Euro 2016: i 23 convocati Conte: “Non sarà facile …”

Antonio Conte

Antonio Conte

Il Ct dell’Italia ha ufficializzato la lista degli azzurri che partiranno per la Francia: a centrocampo Sturaro preferito a Jorginho, confermati Insigne e Bernardeschi, torna a casa Bonaventura. L’attacco è sulle spalle di Pellè

COVERCIANO – Il tempo delle scelte è arrivato. Antonio Conte ha deciso i 23 azzurri che porterà in Francia per l’Europeo, che inizierà il prossimo 10 giugno (l’Italia esordirà contro il Belgio lunedì 13). Se in difesa e in attacco era tutto abbastanza scontato, hanno sorpreso le decisioni a centrocampo: tornano a casa, infatti, il napoletano Jorginho (autore di una splendida stagione) e il milanista Bonaventura. Promossi invece lo juventuno Sturaro, nonostante abbia giocato pochissimo in questo campionato, e il baby talento della Fiorentina, Federico Bernardeschi. In attacco Conte si affiderà a Graziano Pellè, decisivo nell’ultima amichevole vinta domenica scorsa 1-0 contro la Scozia. Poi ci sono Eder, Immobile, Zaza ed El Shaarawy a giocarsi almeno un’altra maglia (molto dipenderà dal modulo scelto dal ct).

LA LISTA UFFICIALE – Questi i 23 scelti da Conte. Portieri: Buffon (Juve), Marchetti (Lazio), Sirigu (Psg); Difensori: Barzagli (Juve), Bonucci (Juve), Chiellini (Juve), Darmian (Manchester United), De Sciglio (Milan), Ogbonna (West Ham). Centrocampisti: Bernardeschi (Fiorentina), Candreva (Lazio), De Rossi (Roma), El Shaarawy (Roma), Florenzi (Roma), Giaccherini (Bologna), Sturaro (Juventus), Thiago Motta (Psg), Parolo (Lazio). Attaccanti: Eder (Inter), Immobile (Torino), Insigne (Napoli), Pellè (Southampton), Zaza (Juve). Riserve: Zappacosta (Torino), Rugani (Juventus), Benassi (Torino).

CONTE: “NON SONO MAGO, SARA’ DURA” – Alla vigilia della partenza per Euro2016 Conte ha chiarito che l’avventura in Francia non sarà affatto facile: “Non sono mago. Fame e ferocia agonistica, da sole, non bastano: per far bene, in una competizione come l’Europeo, serve anche un impianto di gioco e noi, in questi giorni, lo stiamo trovando”. Intorno alla Nazionale c’è parecchio scetticismo (ma non è una novità), ma l’ex allenatore della Juventus guarda anche i lati positivi: “C’è determinazione e grande voglia di perfezionare tutte le cose. Io lavoro tanto su tutte le situazioni, devo alzare sempre l’asticella e chiedere di più a tutti”. I “tutti” adesso sono ufficiali. In bocca al lupo agli azzurri!

Francesco Carci

Serie A, cala il sipario: ecco le pagelle

buffonNella 38esima e ultima giornata sono arrivati gli ultimi verdetti del campionato: Napoli secondo e direttamente in Champions League, la Roma dovrà passare attraverso i preliminari. Sassuolo sesto e vicino a uno storico traguardo: se il Milan non vincerà la Coppa Italia sabato prossimo contro la Juventus, per gli emiliani sarà Europa League. In serie B, dopo Verona e Frosinone, va anche il Carpi, retrocesso a testa altissima. Vediamo, squadra per squadra, tutte le pagelle.

Juventus 9 – Per i bianconeri quinto scudetto consecutivo, sembra quasi una formalità. Ma chi se lo aspettava a ottobre, quando la Vecchia Signora si trovava lontanissima dalle zone alte della classifica? Poi un’entusiasmante rimonta, il record di imbattibilità di Buffon (973 minuti) e il Tricolore festeggiato in anticipo. Una finale di Coppa Italia ancora da disputare, grande rammarico per l’eliminazione in Champions subita dal Bayern. Il nuovo ciclo dopo le partenze di Tevez, Pirlo e Vidal è partito alla grande. Chapeau.

Napoli 8 – Tra le grandi è quella che ha sorpreso di più. Merito di Sarri, che in poco tempo ha spazzato via lo scetticismo intorno a lui, e soprattutto di Higuain, autentico cecchino, entrato nella storia toccando quota 36 reti in serie A (battuto il record di Nordahl, che si era fermato a 35). Male in Coppa Italia, si poteva fare di più anche in Europa League, ma la rosa era troppo corta per arrivare in fondo a tutte e tre le competizioni.

Roma 6 – Come accade da troppi anni, i giallorossi partono con grandi ambizioni, ma finiscono per fare da spettatori ai trionfi altrui. Con questa Juve è dura per tutti, ma soprattutto a inizio anno, quando i bianconeri erano in grave difficoltà, c’era la ghiotta opportunità di essere protagonisti. Invece il ciclo di Rudi Garcia era finito e qui ha sbagliato la società ad averlo capito troppo tardi. La musica infatti è cambiata con l’arrivo di Spalletti, che ha portato gioco e risultati, ma in generale il bicchiere è mezzo vuoto. Imbarazzante la figura in Coppa Italia, male anche in Champions.

Inter 5,5 – Tanti rimpianti in casa nerazzurra. Sulla carta la rosa è meno forte delle prime tre, anche per alcuni acquisti che non hanno rispettato le aspettative (Kondogbia e Jovetic su tutti), ma a Natale la squadra di Mancini era prima in classifica e l’inizio del girone di ritorno è stato un incubo. Sfortunata eliminazione in Coppa Italia ai rigori contro la Juventus, ma in generale serve qualcosa in più per tornare a vincere.

Fiorentina 6 – Storia simile a quella dell’Inter: grande avvio di stagione, poi piano piano i viola si sono spenti. Forse la squadra ha risentito delle ruggini tra Paulo Sousa e la società (nel mercato di gennaio si poteva fare di più), ma la stagione resta positiva e in linea con la qualità della rosa.

Sassuolo 8 – La grande sorpresa del campionato. Che la squadra emiliana non fosse più una Cenerentola, ma una solida realtà già si era capito nello scorso campionato. Ma qui si è alzata l’asticella ben oltre le aspettative: merito di Eusebio Di Francesco che ha gestito al meglio il gruppo, facendo crescere tanti giovani di cui si parlerà in futuro. Se sarà Europa League dipenderà dalla Juventus (deve battere il Milan in finale di Coppa Italia), ma non cambierà di una virgola un lavoro estremamente positivo.

Milan 4,5 – L’ennesimo disastro. Eppure quest’estate la società aveva investito molto (circa 90 milioni). Per quanto l’esonero sia stato ingiusto, Mihajlovic non è riuscito a dare la scossa. Di alibi ce ne sono tanti: dalle continue voci della cessione societaria ai cinesi al ritorno flop di Balotelli. I tifosi non ne possono più. E hanno ragione.

Lazio 4 – La grande delusione. Troppo poco l’ottavo posto in campionato e soprattutto pessima figura in Europa League con l’eliminazione casalinga contro lo Sparta Praga. Ci s’è messa di mezzo la sfortuna con tantissimi infortuni (pesante l’assenza di De Vrij per tutto l’anno), ma la società, come spesso capita, si è mossa malissimo sul mercato creando uno strappo sempre più profondo con la tifoseria.

Chievo 7,5 – Un’altra bellissima sorpresa: chi se lo aspettava che la squadra di Maran potesse finire nella parte sinistra della classifica? Bravo il tecnico che, senza fuoriclasse, ha creato un gruppo unito e compatto e brava la società ad affidarsi a ‘vecchietti’ dal sicuro rendimento, su tutti il portiere Bizzarri, 38 anni. Un esempio da seguire.

Empoli 7,5 – Estate 2015: via Sarri, via Rugani, via Valdifiori. Nonostante la partenza dell’allenatore e di due pilasti della squadra, il club toscano è riuscito a fare meglio, ottenendo il decimo posto, miglior piazzamento di sempre in serie A. Grande rivincita per il tecnico Giampaolo, che ha fatto meglio del suo predecessore, tanto da meritarsi le attenzioni del Milan.

Genoa 6,5 – Stagioni di alti e bassi, conclusa comunque in crescendo, grazie soprattutto alla vittoria 3-0 nel derby contro la Sampdoria nella penultima giornata. Come spesso capita, il fattore ‘Marassi’ ha fatto la differenza. Male alcune scommesse di mercato (da Pandev a Diego Capel), ma c’è stata l’esplosione di Pavoletti, oltre agli ottimi campionati di Laxalt, Ansaldi e Suso.

Atalanta 6,5 – Avvio ottimo, fino a dicembre la squadra ha retto bene. Poi ha risentito della cessione eccellente di Maxi Moralez, non vincendo più una partita per diversi mesi. Ma nel finale di campionato c’è stata la nuova accelerata e la squadra non ha mai lottato per la salvezza. Emozionante il saluto di Bellni.

Torino 5,5 – Lo ha ammesso lo stesso Ventura: è la stagione del rammarico. Dall’importante mercato estivo era lecito aspettarsi qualcosa di più. Ma la squadra è giovane e potrebbe togliersi delle soddisfazioni nel prossimo anno. Qualche innesto però sarà necessario.

Bologna 6 – Inizio negativo, poi l’arrivo di Donadoni ha cambiato tutto: salvezza ottenuta con anticipo, Destro si è svegliato e Giaccherini ha superato i problemi fisici facendo la differenza. Nel complesso bene considerando che la squadra rossoblù era una neopromossa dalla B.

Sampdoria 4,5 – Che fosse una stagione negativa si era capito dalla clamorosa eliminazione dai preliminari di Europa League contro i serbi del Vojvodina a luglio. Via Zenga, Montella non ha dato i risultati sperati. La società ha ceduto, Soriano a parte, i pezzi migliori nel mercato di gennaio e i nuovi acquisti hanno deluso. Annata da dimenticare.

Udinese 5 – L’obiettivo è stato raggiunto, la salvezza. Ma la squadra raramente ha giocato bene in questo campionato e pensare che nella prima giornata i friulani avevano espugnato lo Juventus Stadium. Una rondine non fa primavera.

Palermo 5 – La società meriterebbe un voto ancora peggiore per i continui cambi di allenatore che hanno solo creato confusione. Chiama uno, richiama un altro, alla fine Ballardini ha messo le cose a posto, ma si è rischiato un clamoroso harakiri.

Carpi 6 – Voto altissimo per Castori, la retrocessione è colpa della società. Il tecnico artefice della promozione è stato infatti cacciato troppo presto e, una volta richiamato, per un pelo non ha sfiorato il miracolo salvezza. Si torna in B a testa altissima.

Frosinone 5,5 – La rosa era quello che era, tutti sapevano che la salvezza sarebbe stata un mezzo miracolo. Lo hanno capito i tifosi, esemplari nel sostenere i ciociari anche quando è arrivato matematicamente il verdetto della retrocessione: scene a cui, purtroppo, non siamo abituati.

Verona 4 – Dopo tre stagioni, si torna in B. Il campionato perde una piazza importante e le maggiori responsabilità sono della società, che ha tenuto per troppo tempo Mandorlini (storico allenatore della doppia promozione dalla Lega Pro alla A) prima di capire che il suo ciclo era arrivato al capolinea. Delneri ha fatto il possibile, un lavoro più che buono, ma non è bastato. Arrivederci a presto, Hellas.

Francesco Carci