Arena di Verona festeggia Claudio Baglioni per i suoi 50 anni di carriera

baglioni-fotoNozze d’oro per Claudio Baglioni con la musica. Il cantante festeggia i 50 anni di carriera e lo fa con un concerto evento all’Arena di Verona di quasi tre ore, trasmesso su Rai Uno. Un vero e proprio spettacolo teatrale più che musicale. Per dirla con una delle canzoni che ha cantato, “Notte di note, note di notte”. Note da sottofondo a una serata indimenticabile. Ha ripercorso la sua carriera, dagli anni Settanta ad oggi, con i suoi principali successi. Sempre al centro la sua figura, anche se si è spostato durante le esibizioni, ma soprattutto la sua musica. Più che altro, però, l’Arte. E si potrebbe dire che è stato un po’ un live anomalo in stile “Zerovskij-solo per amore” di Renato Zero. Insomma, da Zerovskij a Bagliovskij. Del resto, entrambi sono due icone della musica italiana nel mondo. La particolarità del primo era la costruzione in (due) atti dello spettacolo, sullo sfondo di una stazione, caratterizzata dal passaggio di treni e dei protagonisti: Amore, Odio, Vita/Morte, Tempo, Enne Enne, Adamo ed Eva. Qui l’assoluta originalità di un’infaticabile Baglioni è stata che è sembrata più la rappresentazione teatrale delle sue canzoni che il classico concerto live, in cui delle scenografie le hanno portate sul palco come in una sorta di realizzazione scenografica, quasi a dare vita e corpo a tanti videoclip costruiti ad hoc, strutturati e studiati nei minimi dettagli. Grazie anche a un corposo corpo di ballo; a parte il gioco di parole, ballerini non ne mancavano neppure in Zerovskij, ma mai si sarebbe potuto immaginare di dar vita a una molteplicità di tali scenografie straordinarie, persino acrobatiche, come in “Al centro” (l’evento di Baglioni). Se la parte iniziale di alcuni brani poteva cominciare con delle immagini proiettate sul palco, anche un po’ psichedeliche o tridimensionali, man mano si andava a creare invece una vera e propria sceneggiatura della canzone. Entravano in scena gli attori-ballerini, in grado di creare scenografie straordinarie ed eccezionali, con vere danze acrobatiche. Quasi che Baglioni abbia voluto riprodurre il ‘circo della vita’ (se speso gli acrobati li vediamo al circo), con le sue ‘vie dei colori’ (come la sua omonima canzone del 1995). E, infatti, la scenografia di quest’ultimo testo è stata una delle più belle. Una sorta di danza dei colori; dapprima sul pavimento del palco appare come una scacchiera su cui il cantante si muove (quasi ad attraversare un labirinto o delle strade di una città), poi si trasforma come in una sorta di lavagna psichedelica su cui disegnare e dare pennellate di colore; quasi una tavolozza interattiva. In più, quando sale sul palco l’intero corpo di ballo, i ballerini hanno delle magliette di tutti i colori che cambieranno di volta in volta (dapprima gialle, poi rosse, poi celesti e così via).
Tutto studiato nei dettagli, dicevamo. Ogni brano era introdotto dal titolo e dall’anno in sovra-impressione (annunciato a scorrimento); ma ogni periodo aveva un’icona a rappresentarlo, un’immagine scelta ad indicare quell’epoca. Piccoli particolari che fanno la differenza. Baglioni sa come colpire. Tanto che comincia subito -all’inizio- con una prima parte tutta molto romantica dei suoi maggiori successi più popolari: da “Questo piccolo grande amore”, a d“Amore bello”, a “Tu come stai?”, a “E tu”, a “Sabato Pomeriggio”, ma anche ad “Avrai” ed a “Strada facendo”. Poi alleggerisce un po’ con la simpatica coreografia di “W l’Inghilterra”, con il tributo a questa terra, con il simbolo della bandiera inglese e dei suoi colori ben ripresi durante l’esibizione. Subito torna a brani più ‘impegnati’ come “Un po’ di più” e “Ragazze dell’Est”; nella prima le ballerine danzavano con una coreografia studiata con delle sedie e con l’emblema delle scarpe rosse, alternate poi -successivamente- dai ballerini. E, dopo il brano “Via” (in cui dei ballerini si sono cimentati in acrobazie e in danze al ritmo quasi di passi di street-dance), va in pausa: per uno dei 3-4 cambi d’abito della serata e per riprendersi un attimo dall’ininterrotta serie di quasi un’ora di canzoni e di concerto.
Quando ritorna parte forte, con quella che è stata la più emozionante delle coreografie. Dopo “Strada Facendo”, “Avrai”, “Uomini persi” (del 1982) canta “Notte di note, note di notte”. E la scenografia programmata per animare questa canzone prevede l’esibizione -su un filo sospeso e teso- di un acrobata, che su quell’asse sottile di corda combina di tutto: cammina, salta, si rigira, si lancia e vi ricade sopra senza mai perdere l’equilibrio. Semplicemente da applausi; non lascia che esterrefatti tutti, il pubblico e anche Baglioni stesso. La migliore forse, ma altre bellissime ne verranno ancora. Baglioni non ha finito le sue sorprese. Passiamo al 1985 con “Adesso la pubblicità” e sul pavimento vengono proiettate immagini a raffica, quasi in uno zapping frenetico con il telecomando. Anche il cantante ne ha uno e lo preme, poi viene spento da un altro pulsante, quasi fosse un robot o un automa; e potrebbe pure esserlo, vista la sua resistenza inesauribile e instancabile.
Infaticabile, perfezionista e mai pienamente soddisfatto, ricerca sempre ulteriori migliorie, la sua musica è una garanzia, ma le coreografie ancor di più. Vediamone altre. Nel suo spettacolo la musica si fa arte e l’arte, a sua volta, danza; il ballo diventa recitazione e la recitazione teatro. Rappresentazione e messa in scena delle canzoni. Andando avanti con classici quali “Sei tu”, “La vita è adesso”, si arriva al 1990 con l’intramontabile “Mille giorni di me e di te”. E poi “Acqua dalla Luna” con – ancora una volta – acrobati eccezionali protagonisti con le loro performance da capogiro. Il pezzo forte è “Noi no” del 1990, in cui i ballerini rappresentano dei giovani, con delle felpe (di un colore tra il grigio e il verde) e i cappucci tirati su a coprire le loro teste; poi tirano fuori ciascuno una rosa dalle mani, che tengono e che mostrano: un duplice gesto di protesta e di generosità.
Tuttavia il pezzo più commovente, che lascia veramente a bocca aperta basiti -per la sua complessità e per la realistica umanità che si respira-, è “Cuore di aliante” del 1999. Qui non c’è solo nuovamente l’acrobata con le sue esecuzioni perfette, ma -ai suoi piedi- c’è un sacco di gente sbarcata o che aspetta di imbarcarsi quasi sembrerebbe, in attesa -forse- di partire con i suoi bagagli per il viaggio o il volo di un eterno istante -come canta-. Si è tutti “sospesi nell’irrealtà”, che è la magia che Baglioni ha saputo dare e restituire con il suo concerto.
Non appena si arriva al 2003-2005, Baglioni si ferma per i ringraziamenti. “Sembra impossibile che sia passato tutto questo tempo così lungo: 50 (anni di carriera ndr) è una bella cifra. Non avrei mai creduto che tutto questo sarebbe potuto succedere davvero”. E allora, 50 volte grazie a Baglioni.
Prima di congedarsi è la volta di “Tutti qui” del 2005, che dona l’immagine più tenera di tutte: suona solo al pianoforte al centro (guarda caso!) del palco e per terra vengono proiettate tutte sue foto che descrivono e ripercorrono tutta la sua carriera, perché -come dice- “siamo storie di un secondo”. Frammenti, istantanee, fotogrammi che disegnano il puzzle di questi 50 anni di carriera.
Per ultimo, in conclusione, tocca a “Con voi” – del 2013 -, per tutti i suoi fans e il suo pubblico. L’intero corpo di ballo sale sul palco, uno ad uno, con dei palloncini rossi in mano che lanceranno poi in aria. Quanti non sappiamo, se 50 o più, ma questo volo di palloncini rossi è stato davvero suggestivo e simbolico. Per una “notte bellissima”, come l’ha definita Baglioni. Un ultimo ringraziamento lo rivolge “alla magnifica compagnia del corpo di ballo”, che sicuramente ha avuto un ruolo preponderante e ha dato un contributo non indifferente alla riuscita dello spettacolo. Tutti bravissimi; Renato Zero ne aveva 60, Baglioni non sappiamo, ma tutti di altissimo livello (come per Zerovskij). Sicuramente l’altro merito va ai cameramen per le riprese, senza le quali (probabilmente), non si sarebbe potuto godere e fruire dello spettacolo in maniera adeguata. Soprattutto nel caso di spettacoli teatrali e artistico-musicali ciò è quanto mai valido.
E la dimostrazione che ha dato Baglioni è degna di un direttore artistico alla regia del Festival di Sanremo e di buon auspicio per esso, su cui adesso si potrà concentrare a pieno.

Wind Music Awards: ‘besitos’, tanti premi e nuove ‘categorie’

conti-e-incontradaNuova edizione dei “Wind Music Awards”, condotta sempre insieme da Vanessa Incontrada e Carlo Conti; all’insegna della tradizione, nella forma consona. Dai “besitos” della Incontrada ai bacetti sulle labbra scambiatisi a fine puntata dai due presentatori. Se gli ascolti sono stati un po’ in calo, intorno al 18% di share (18,1%) e con una percentuale di spettatori inferiore ai 4 milioni di spettatori (pari circa a 3.752.000 spettatori), non sono diminuiti invece i premi assegnati. Nella prima puntata incetta ha fatto Claudio Baglioni (anche per il suo Sanremo condotto quest’anno) in particolare, con quasi una decina di premi ricevuti; nella seconda gli ha fatto eco in particolare Coez. Poi, nella serata d’esordio, c’è stata Laura Pausini che ha presentato il nuovo singolo. Ma a tutti quanti gli ospiti sono stati assegnati molti più riconoscimenti degli anni passati. Quello che è buono, dall’altro lato, è che sono stati forniti anche per categorie nuove: innanzitutto a veterane come Fiorella Mannoia, ma pure per la sua veste di produttrice, non solo per la sua musica; il premio le è venuto da parte dell’Associazione fonografici: “non solo come artista raffinata e di grande successo, ma anche nella sua veste di produttrice indipendente”. Del resto anche il singolo che ha cantato, “I miei passi”, è un pezzo dal sound insolitamente pseudo-elettronico. Oppure quello ad Enrico Brignano per il suo spettacolo teatrale, ribadendo e sottolineando l’importanza di una tale forma di arte, il teatro appunto, esempio di massima levatura di cultura; il comico ha ricevuto lo speciale premio “Biglietto d’oro” per la stagione teatrale 2017/2018, che ha raccolto addirittura 161.853 spettatori al suo spettacolo “Enricomincio da me”. Inoltre da rilevare l’attenzione ai giovani, come Federica Carta (premiata per il suo album), che si è esibita prima con Shade in “Irraggiungibile” e poi con la band dei La Rua (di “Amici”, composta da: Daniele Incicco, William D’Angelo, Davide Fioravanti, Nacor Fischetti, Alessandro “Charlie” Mariani e Matteo Grandoni) in “Sull’orlo di una crisi d’amore”: la canzone unisce folk e rock e la voce di Federica le si adatta benissimo – ha spiegato Daniele -. Il brano, con l’altro singolo “Molto più di un film”, anticipa il secondo album della cantante romana arrivata terza al talent di Maria de Filippi lo scorso anno (a cui partecipò lo stesso gruppo de La Rua); inoltre c’è stata anche l’uscita di un libro (“Mai così felice”) dal titolo quanto mai indicativo dello stato attuale che sta vivendo e un ruolo come conduttrice del programma di Rai Gulp “Top Music”; oltre all’essere impegnata nella colonna sonora della nuova serie di Disney Channel “Penny On M.A.R.S.” (in onda dallo scorso 7 maggio alle ore 20.10). Tuttavia questa edizione ha regalato anche attenzione ad artisti stranieri, come quello internazionale rumeno: Mihail, con il suo splendido singolo “Who you are”.

Inoltre particolarmente importanti, tra i premi assegnati (come quello Fimi a Baglioni o della Siae), quello per il live a Coez e l’altro – sempre all’artista romano – (oltre ai WMA per “Le Luci della città”, per “Faccio un casino”, per il singolo “La musica non c’è”), ancor più inedito: il premio dei Produttori Musicali Indipendenti italiani (PMI); con la seguente motivazione: “per la ricerca e lo sviluppo delle nuove tendenze musicali italiani”. Il premio per il live, inoltre, va a pochi e a riceverlo è stata una cantante del calibro di Elisa. Due momenti hanno poi colpito. Quando per la premiazione dei TheGiornalisti, per il live, dopo che si sono esibiti in “Completamente” e in “Riccione”, hanno fatto salire Giorgia, una bambina loro fan che ha cantato interamente tutte le loro canzoni. Dopo, sicuramente, la performance di Ermal Meta in “Dall’alba al tramonto” ha molto convinto il pubblico. Da sottolineare il premio del WMA per il singolo “La Cintura”, che ha ottenuto niente di meno che il platino digitale, ad Alvaro Soler. E quello a Fabri Fibra: il premio Earone per il maggior numero dei passaggi in radio. Se la pioggia ha “danneggiato” la prima serata, la seconda è stata “rovinata” dal blackout che ha colpito l’intera Rai.

Il successo di tali artisti e di simili brani ci fa venire in mente che i Wind Music Awards sono sempre più il nuovo “Music Summer Festival”, tanto che potremmo coniare il neo nome di Wind Music Summer Awards e che tra due settimane, ovvero martedì 26 giugno, ci sarà un altro appuntamento chiamato Wind Music Awards-Summer condotto da Federico Russo e Marica Pellegrinelli; i due sono stati ospiti della seconda e ultima puntata dei Wind Music Awards, condotta da Vanessa Incontrada e Carlo Conti. Proprio il presentatore, infatti, sarà impegnato martedì prossimo (19 giugno) con “Con il cuore-nel nome di Francesco”, come ogni anno in diretta direttamente da Assisi. Infine si è trovato spazio anche per fornire uno sguardo sulla musica a tutto tondo, ricordando più volte l’altro importante appuntamento (già preannunciato da un anno a questa parte) con: “Pino è”, omaggio a Pino Daniele; tanto che si è concluso con la canzone (in cui si è esibito Biagio Antonacci) “Napule è”: perché Pino è Napoli e Napoli è colori di emozioni. Infatti, non a caso, molti sono stati gli artisti che gli hanno voluto rendere un tributo tra cui c’era anche Ornella Vanoni, che ha detto che una parola che associa al grande artista scomparso è proprio “emozioni”: quelle che ha sempre regalato al pubblico. Alcuni rapper come J-Ax e Clementino lo hanno voluto ringraziare perché ha regalato loro l’ultima canzone che abbia scritto prima di scomparire. Il primo ha, poi, associato la sua musica alla poesia, non solo per la melodiosità che la contraddistingue, ma perché la musica come la poesia è eterna: “Muore il poeta, ma non la sua poesia perché essa è eterna come la vita”, immortale pertanto. Elisa ha inoltre voluto raccontare un aneddoto: adorava (come lei, nello stesso posto anni dopo) sedersi su una panchina in un giardino che un giardiniere sistemava tutte le mattine e guardare nel vuoto all’orizzonte senza parlare, muto perché amava il valore e l’importanza del silenzio, il suo ‘rumore’, la sua valenza così come il peso delle pause tra una parola e un’altra, pregno di significato e in grado di fornire valore aggiunto, maggiore senso alle cose e alle parole stesse. Altri artisti, più giovani, hanno voluto riportare l’emozione di esibirsi al suo fianco, rimarcando la sua enorme e profonda umanità, in grado di mettere tutti subito a suo agio con una risata e un sorriso di solidarietà; la sua voglia di collaborare con più artisti possibili e contaminare il genere musicale delle sue canzoni e della sua produzione artistica. Tra i nomi che vi hanno preso parte: Claudio Baglioni, Giorgia, Emma, Alessandra Amoroso, Il Volo, oltre ai già citati Biagio Antonacci, Ornella Vanoni, J-Ax e Clementino, per citarne solo alcuni e i principali suoi “amici” più stretti e confidenziali. Non sono mancati, infatti, anche reperti d’epoca, filmati che riproducevano sue antiche esibizioni oppure interviste o curiosità più inedite. Molte curiosità sono state svelate in una piazza gremita dove non tutti i fan, purtroppo, sono riusciti ad entrare.

Meta-Moro, dalle polemiche alla vittoria, un Festival pirotecnico

eemal meta e moroFestival così erano anni che non se ne vedevano, anzi non se ne erano mai visti. Claudio Baglioni ha avuto il merito di svecchiare una manifestazione giunta alla sua 68esima edizione, l’ha rinnovata con il giusto mix di esperienza e giovinezza, per un risultato unico. Infatti gli ascolti sono stati da record, erano anni che il Sanremo non faceva il botto. Michelle Hunziker si è dimostrata un’ottima conduttrice, avrebbe potuto presentarlo da sola senza problemi. E infine Pierfrancesco Favino ha mostrato, ma lo sapevamo già, le sue doti di grande attore comico e drammatico. Chapeau per la recitazione de “La notte poco prima della foresta”, il dramma sociale dei migranti, cantato poi da Fiorella Mannoia.

Tutti hanno cantato Sanremo, Claudio Baglioni in primis che ha preso per mano l’Ariston e l’ha condotto verso un paradiso musicale, ricco di buoni sentimenti e ricordi, quello che dovrebbe essere il Festival di Sanremo, una grande festa popolare e nazionale, un po’ come la tregua olimpica, una settimana in cui pensare solo alle canzoni, quelle che a noi italiani fanno sempre sognare. Gli ospiti canori che si sono susseguiti sul palco potevano fare un festival bis, talmente era alta la qualità e Baglioni è stato bravo ad organizzare una grande sagra, per niente snob ma ricca di buoni sentimenti.

E sul podio Ermal Meta e Fabrizio Moro, per tanti una vittoria annunciata dopo le polemiche sul presunto plagio, rivelatosi una bufala, con la loro canzone dedicata alle vittime del Bataclan e al secondo posto Lo Stato Sociale. La band di Bologna ha portato una ventata di aria fresca, anche la musica indie può vincere (quasi) Sanremo. Bronzo per Annalisa, un po’ l’artista di casa, lei è di Carcare nel savonese ed a Sanremo è un’abituè.

Giusti i premi ad Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico che con la loro canzone ci hanno insegnato a volerci più bene, seppur con un momento di smarrimento durante il ritiro del premio e immenso Ron che ha portato Lucio Dalla a Sanremo, un legame mai interrotto.

Ma ci sarebbe tantissimo ancora da dire su questo Festival di Sanremo, dal cui palco ieri sera gli Elii hanno dato l’addio alla musica ed impensabile vedere il Super Giovane Mangoni all’Ariston, il supereroe che affronta “il governo e i matusa”, o il ritorno di Riccardo Fogli con Roby Facchinetti, Luca Barbarossa, Nina Zilli che forse avrebbe dovuto cantare una canzone meno impegnata.

E la città? Sanremo ha accolto il Festival, il suo figlio prediletto con eventi, manifestazioni collaterali e soprattutto la musica, portata nelle case degli italiani, perchè Sanremo è Sanremo.

Andrea Di Blasio

Inviato Avanti! per il Festival

Festival, tra presunti plagi e disturbatori promossa
la prima serata

sanremo-2018

Buona la prima. La serata d’apertura del Festival di Sanremo fa segnare una media di 11 milioni 600 mila telespettatori con uno share medio del 52,1%, numeri che superano quelli dello scorso anno quando al timone c’erano Carlo Conti e Maria de Filippi. Durante la prima serata non si è certo annoiati, promossa a pieni voti la conduzione del trio Baglioni, Favino, Hunziker, con le incursioni di Fiorello che hanno ancor di più animato una serata partita con il blitz di un contestatore, un disoccupato sanremese.

E ancora, il collegamento telefonico con Laura Pausini, affetta da laringite che sarà presente sabato, poi il duetto con Gianni Morandi e Tommaso Paradiso dei The Giornalisti, tanti piccoli grandi intermezzi fra le canzoni, vere e assolute protagoniste del Festival. Nel complesso buono il bilancio della prima serata, stonato dal caso di presunto plagio di Ermal Meta e Fabrizio Moro la cui canzone è molto simile a “Silenzio” presentata nel 2016 nelle Nuove Proposte, rischiando la squalifica dalla kermesse, esclusa però oggi da Baglioni

“Un grande risutato – ha detto il “dittatore artistico Claudio Baglioni – perché è inutile nascondere le ansie della vigilia. Forse è dovuto anche alla serenità che si è respirata dietro le quinte nei giorni scorsi”, riferendosi alla prima serata andata oltre le aspettative.

Comunque in sala stampa i protagonisti erano tutti molto soddisfatti, di come è andata la prima serata: “Che bello svegliarsi la mattina vedere che hai fatto il 52%”, ha detto Michelle Hunziker e questa sera sarà la volta del ritorno di Pippo Baudo sul palco dell’Ariston e delle prime quattro Nuove Proposte, in ordine di uscita: Lorenzo Baglioni con “Il congiuntivo”, Giulia Casieri “Come stai”, Mirkoeilcane “Stiamo tutti bene” e Alice Caioli “Specchi rotti”, quest’ultima proveniente da Area Sanremo.

Oltre ai giovani dieci Campioni che si esibiranno: Le Vibrazioni con “Così sbagliato”, Nina Zilli “Senza appartenere”, Diodato e Roy Paci “Adesso”, Elio e le Storie Tese “Arrivederci”, Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico “Imparare ad amarsi”, Red Canzian “Ognuno ha il suo racconto”, Ron con l’inedito di Lucio Dalla “Almeno pensami”, Ermal Meta e Fabrizio Moro “Non mi avete fatto niente”, Annalisa “Il mondo prima di te” ed i Decibel “Lettera dal duca”.

Nota di colore: nei giorni scorsi Baglioni aveva detto che il suo Festival non sarebbe stata una festa degli alpini, affermazione che ha un po’ fatto arrabbiare le penne nere. Oggi durante la conferenza stampa assieme a Favino ha intonato “Sul Cappello”, la popolare canzone dedicata allo storico corpo militare, chiudendo così la querelle con questo tributo canoro.

Parte il nuovo Festival di Sanremo dell’architetto Baglioni

Sanremo-2018-Claudio-Baglioni-Michelle-Hunziker-e-Pierfrancesco-FavinoAl via il carrozzone musicale del Festival di Sanremo giunto alla sua 68esima edizione che quest’anno sarà capitanato da Claudio Baglioni, presentatore e direttore artistico che avrà come spalle sul palco Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino.

Soliti convenevoli, come è ormai tradizione alla conferenza stampa che si è tenuta al teatro del Casinò di Sanremo per presentare la kermesse che prenderà il via tra poco meno di un mese sul palco dell’Ariston dal 6 al 10 febbraio. Ma Baglioni è un sognatore,”L’immaginazione al Festival, è questo il nostro motto, vogliamo cercare il bello ed emozionare”, forse proprio perchè è l’edizione numero 68 che evoca tempi in cui proprio l’immaginazione poteva essere potere.

E chissà quale Festival potremo immaginare, visto che l’evento musicale sarà palcoscenico anche per la campagna elettorale che terminerà il 4 marzo, giorno del voto per le politiche. Ma si sa, Sanremo sono solo canzonette e il “Festival di Sanremo è in linea con la mission di Rai Uno nella valorizzazione della cultura italiana mescolando arte e pop”, ha detto Angelo Teodoli il direttore della rete ammiraglia.

“Gioia, leggerezza e semplicità, così immagino Sanremo”, ha evidenziato Michele Hunziker che avrà il compito non facile di accompagnare il ‘dittatore artistico’ Claudio Baglioni in queste cinque serate, con Favino alla sua prima volta da presentatore. E sul ‘libanese’ di Romanzo Criminale la collega Michelle ha espresso parole di stima, “E’ un artista straordinario, è contemporaneamente un grande attore e un uomo di rara simpatia, riesce ad imitare tutti ma proprio tutti”.

E sarà un Festival tecnologico, infatti il regista Duccio Forzano ha annunciato un’innovazione: “Per la prima volta la SpiderCam entrerà al Teatro Ariston, stiamo lavorando per garantire il massimo della qualità ai telespettatori. L’ audio sarà 5.1, altissimo livello”.

Per quanto riguarda le novità sulla gara, le canzoni potranno durare 4 minuti, uno in più rispetto le passate edizioni.

Ecco i cantanti in gara:

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli Il segreto del tempo
Nina Zilli Senza appartenere
The Kolors Frida
Diodato e Roy Paci Adesso
Mario Biondi Rivederti
Luca Barbarossa Passame er sale
Lo Stato Sociale Una vita in vacanza
Annalisa Il mondo prima di te
Giovanni Caccamo Eterno
Enzo Avitabile con Peppe Servillo Il coraggio di ogni giorno
Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico Imparare ad amarsi
Renzo Rubino Custodire
Noemi Non smettere mai di cercarmi
Ermal Meta e Fabrizio Moro Non mi avete fatto niente
Le Vibrazioni Così sbagliato
Ron Almeno pensami
Max Gazzè La leggenda di Cristalda e Pizzomunno
Decibel Lettera dal duca
Red Canzian Ognuno ha il suo racconto
Elio e le Storie Tese Arrivedorci

Nuove Proposte

Lorenzo Baglioni Il congiuntivo
Mirkoeilcane Stiamo tutti bene
Eva Cosa ti salverà
Giulia Casieri Come stai
Mudimbi Il mago
Ultimo Il ballo delle incertezze
Leonardo Monteiro Bianca
Alice Caioli Specchi rotti

Serate

Prima serata
Si esibiscono tutti i 20 Campioni in gara. Saranno votati tramite un sistema misto composto da: televoto (40%), giuria demoscopica (30%) e sala stampa (30%)

Seconda serata
Si esibiscono 10 dei 20 Campioni in gara, votati con sistema identico alla prima serata.

Inizia la gara delle Nuove Proposte: si esibiscono 4 degli 8 giovani in gara, votati anch’essi con sistema misto: televoto (40%), giuria demoscopica (30%) e sala stampa (30%). 2 vengono eliminati e 2 hanno accesso alla finale.

Terza serata
Si esibiscono i restanti 10 dei 20 Campioni in gara, votati con sistema identico alle precedenti serate. A fine serata viene stilata una classifica parziale di tutti gli artisti, data dalla media tra: i voti ottenuti nella prima serata, i voti ottenuti nella seconda serata (per le prime 10) e i voti ottenuti nella terza serata (per le seconde 10).

Prosegue la gara delle Nuove Proposte: si esibiscono i restanti 4 degli 8 giovani in gara e a seguito di votazione, con sistema identico alla precedente serata, 2 vengono eliminati e 2 hanno accesso alla finale.

Quarta serata
I 20 Campioni si esibiscono in una versione rivisitata del loro brano, interpretato assieme ad un altro artista. Durante questa serata gli artisti sono votati, sempre con sistema misto, da: televoto (40%), sala stampa (30%) e giuria di esperti (30%). I voti ottenuti in questa serata fanno media con i voti ottenuti nelle sere precedenti. A fine serata viene attribuito un premio RAI all’esibizione/arrangiamento più votato.

Si esibiscono le 4 Nuove Proposte finaliste. Il vincitore viene determinato dalle votazioni di: televoto (40%), sala stampa (30%) e giuria di esperti (30%).

Quinta serata – Finale
Si esibiscono tutti i 20 Campioni in gara, votati con sistema identico alla precedente serata (4ª serata). Viene stilata una classifica data dalla media dei voti ottenuti tra tutte le serate e si attribuiscono i vari premi (tra cui il premio della critica). Viene azzerata la classifica per i primi 3 classificati, ai quali viene data possibilità di effettuare uno spareggio, al cui termine viene eletto il vincitore.

Si respira già aria
di Festival della Canzone Italiana

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Si respira già aria di Festival della Canzone Italiana, il Sanremo 2018 targato Claudio Baglioni ieri sera ha svelato i venti campioni che si affronteranno a suon di musica sul palco del teatro Ariston.

Ciò che balza subito agli occhi è l’assenza di artisti provenienti dai talent show o meglio sono in numero nettamente inferiore rispetto agli anni passati, sinonimo che si voglia puntare sulla qualità e mettere al centro le canzoni.

Se questo sarà il Festival delle reunion di alcuni gruppi musicali storici, come i Decibel (Fuori dal tempo), Le Vibrazioni (Così Sbagliato) e gli Elio e le Storie Tese (Arrivedorci) che dopo l’annuncio di chiudere il loro percorso musicale, di sciogliere la band ci hanno ripensato e saranno a Sanremo con una canzone il cui titolo è tutto un programma.

Inedito derby e gradito ritorno per delle colonne della musica leggera italiana come Red Canzian dei Pooh (Ognuno ha il suo racconto) che se la vedrà con la coppia composta da Riccardo Fogli e Roby Facchinetti (Il Segreto del Tempo).

Ma anche Nina Zilli (Senza appartenere), The Kolors (Frida), Diodato & Roy Paci (Adesso), Mario Biondi (Rivederti), Luca Barbarossa (Passame er sale), Lo Stato Sociale (Una vita in vacanza), Annalisa (Il mondo prima di te), Giovanni Caccamo (Eterno), Enzo Avitabile & Peppe Servillo (Il coraggio di ogni giorno), un trio che lascerà il segno con Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico (Imparare ad amarsi), Renzo Rubino (Custodire), Noemi (Non smettere mai di cercarmi), Ermal Meta & Fabrizio Moro (Non mi avete fatto niente), Ron (Almeno pensami), Max Gazzè (La leggenda di Cristalda e Pizzomunno).

E ieri sera durante la trasmissione/gara di “Sarà Sanremo” sono stati scelti i “Giovani” che affiancheranno i campioni nella gara della kermesse canora più famosa d’Italia che si svolgerà dal 6 al 10 febbraio al teatro Ariston di Sanremo. Sono Mudimbi con (Il mago), Eva con (Cosa ti salverà), Mirkoeilcane con (Stiamo tutti bene), Lorenzo Baglioni con (Il congiuntivo), Giulia Casieri con (Come stai) e Ultimo con (Il ballo delle incertezze). Insieme a questi sei, ci saranno anche i due artisti scelti dalla commissione della Rai nell’ambito dell’accademia della canzone di “Area Sanremo” e sono Leonardo Monteiro con (Bianca) e Alice Caioli con (Specchi rotti).

Andrea Di Blasio

Nemica amatissima, show con riserva della Cuccarini e della Parisi

heather-parisi-lorella-cuccariniok1Successo soddisfacente per il nuovo show di RaiUno: “Nemicamatissima”. Il programma ha visto protagoniste Lorella Cuccarini e Heather Parisi. Al centro del palco ben stampate le iniziali delle due ballerine: HL, un po’ l’equivalente di ‘high level’, ‘alto livello’. La coppia ha funzionato: la disinvoltura, la simpatia e l’allegria della Cuccarini; e la maggiore maturità, la più profonda commozione e sensibilità della Parisi, unita a una superiore leggerezza delle sue canzoni. Se a tratti sono apparsi più impegnati, più pop e melodici i brani di Lorella, rispetto ai più ballabili di Heather, quest’ultima (dall’altra parte) è stata al centro di uno straordinario e intenso monologo sul diritto alla diversità, alla libertà di essere se stessi nella propria individualità (in questo il tema è stato accentuato dalla presenza di Beatrice Vio); così come ha sentito molto, visibilmente scossa, l’omaggio allo scomparso e compianto Marcello Mastroianni. Non sono mancate la danza e la musica, in cui entrambe si sono cimentate (e inter-scambiate) nell’esibizione della gran parte dei loro brani più noti che le hanno rese celebri. Poi la imitazioni di Giovanni Vernia (in Mika e Claudio Baglioni, prima del monologo finale personale); la comicità ironica di Chiara Francini o quella di Luca&Paolo; il balletto sexy nel flamenco di Belen; spazio ai più piccoli con Cristina D’Avena e le note sigle di cartoni animati; e ancora la serie de “la mia prima volta che” in stile “noi che” de “I migliori anni” di Carlo Conti. Due sole serate forse sono state tropo poche. Di sicuro questo programma di intrattenimento (molto musicale e sociale) ha ripreso il genere di altri one man show tipo quello di Fiorello e Panariello; o ha ricordato quanto fatto da Laura Pausini e Paola Cortellesi.

Il ritmo è stato ugualmente buono: rapido, veloce e fruibile. Tuttavia, forse, a molti potrà essere apparso una replica, una copiatura di altri programmi simili. Le due showgirl sicuramente hanno le capacità per fare bene e meglio: forse avrebbero dovuto puntare più sul musical, con più sketch di danza e musica teatralizzati. O più sulla loro storia individuale: raccontandosi nel vero senso della parola, con retroscena inediti e rivelazioni particolari con ospiti insoliti, che forse avrebbero potuto incuriosire di più il pubblico; un po’ come fatto da Massimo Ranieri in “Canto perché non so nuotare”. Potrebbe essere una buona occasione per avere una scusa e un motivo in più per riprovarci insieme. Le due soubrette sembrano davvero molto legate sinceramente e avere stima l’una dell’altra; tanto che si potrebbero persino creare coreografie e testi musicali e melodie nuove studiate ad hoc per loro, per parlare del loro nuovo presente oltre che ricordare il passato di ciascuna. Oppure un’altra soluzione sarebbe potuta essere quella di fare serate a tema e raccontare un argomento da vari punti di vista e in differenti modi, i più inediti e innovativi: tipo l’italianità o l’americanità (grazie alla presenza della statunitense nazionalizzata italiana). Insomma, che l’auspicio finale della Parisi di fare (da domani, dal giorno dopo la conclusione dello show), tante cose tra cui altri figli, sia di buon augurio per la nascita anche di una nuova ‘creatura televisiva’ con la Cuccarini magari, se ne è sorta un’empatia utile e proficua.

Rinnovarsi è sempre positivo; e in cui sia anche la contraddizione insita nel titolo a farla da padrona e caratterizzarla, senza richiamare per forza l’invidia da competizione a gareggiare a chi sia la più brava e più bella, ma a fare un programma migliore. Senza retorica. E la semplicità e la volontà di non andare mai sopra le righe è stato il pregio più grande di entrambe, che comunque hanno saputo mettersi alla prova. E mettersi in gioco al loro livello, raggiunte una certa fama e reputazione, non è facile. Una sfida con se stesse in grande stile, tipo quello di Beatrice Vio (che molto ha insegnato a tutti). Del resto, riprendendo il titolo, non ci sono vie di mezzo per il loro show: o lo si ama o lo si odia.

‘Capitani Coraggiosi’,
nuovo singolo e tour
per Baglioni e Morandi

Ganni Morandi e Claudio Baglioni

Ganni Morandi e Claudio Baglioni

Dal 16 giugno nelle radio “Capitani Coraggiosi”, il nuovo brano cantato da Claudio Baglioni e Gianni Morandi (scritto da Baglioni, il titolo suggerito da Morandi è ispirato dal celebre romanzo di Kipling) che dà il nome al progetto che debutterà al Centrale del Foro Italico di Roma dal 10 al 22 settembre 2015, prevista anche la diretta televisiva di uno dei dieci concerti. La presentazione ufficiale è avvenuta in una conferenza stampa alla Casa del Jazz, dove i due artisti hanno raccontato il loro incontro e cantato anche qualche canzone insieme, da “Chissà se mi pensi”, il brano di Baglioni (qui al piano) del 1969 che lo stesso Morandi rifiutò di cantare, fino a “Un mondo d’amore” e “C’era un ragazzo” di Morandi e “Poster” di Baglioni cantate insieme a due voci e due chitarre, prima del gran finale con “Strada facendo” insieme ad alcuni musicisti e coristi della band che li accompagneranno in tour: Aidan Zammit al pianoforte, Marco Rinalduzzi e Paolo Gianolio alle chitarre, Mario Guarini al basso e tanti altri.

Per ora non sono previste altre date, ma le richieste per portare il concerto anche in altre città e all’estero sono già numerose (per arrivare a Roma c’è anche un servizio bus dedicato con partenze da oltre 90 città italiane), e c’è da scommettere che uscirà anche un disco live. Per ora ci dobbiamo accontentare dell’inedito “Capitani coraggiosi” (esiste anche il video), che se non è al livello de “La vita è adesso” (come ha affermato generosamente Morandi) si lascia ascoltare volentieri, un brano leggero e ritmato che fa da manifesto di intenti per i due: «noi siamo quelli che son cuccioli del mondo… son spiccioli di storia, piccoli, grandi eroi… son brividi di cielo… son lacrime di fonte… son angeli di terra… tra la testa e il cuore, capitani coraggiosi». I ruoli sembrerebbero nettamente divisi: Baglioni è la testa e Morandi il cuore del progetto, il primo più musicista decide praticamente tutto (canzoni, repertorio, scaletta, ecc.) e il secondo più interprete ci mette la sua straordinaria forza comunicativa per portare avanti il duo e coinvolgere il più timido e reticente collega, come testimonia il suo grande successo sui social network.Baglioni_Morandi

Ovviamente questo è ciò che appare, in realtà i due hanno più punti in comune di quanto possa sembrare a prima vista: Baglioni non è solo il cantautore sofferto e complicato di “Oltre” (il suo capolavoro del 1990 che ospitava musicisti internazionali quali Paco de Lucia, Richard Galliano, Youssou N’Dour, Pino Daniele, Tony Levin e tanti altri), ma anche il cantore romantico delle magliette fine, dei baci accoccolati sulla spiaggia ad ascoltare il mare, dei legnetti di cremino da succhiare, ecc. insomma di tutto quel “mondo d’amore” sempre cantato anche da Morandi, che forse dopo tanti anni di carriera tra i due è quello che risulta ancora oggi più autentico e verace, da figlio di partigiani qual è (i suoi “capitani coraggiosi” si chiamano Renato e Clara), che dopo il grande successo degli anni ’60 si è messo in discussione studiando contrabbasso al Conservatorio e ripartendo con grande umiltà negli anni ‘80. Dopo “Banana Republic” di Dalla e De Gregori del 1979 (i primi cantautori italiani a fare un tour e un disco insieme, replicato nel 2010 con “Work in progress”) e il disco “Dalla Morandi” del 1988, “Capitani Coraggiosi” di Baglioni e Morandi è destinato a diventare il prossimo grande evento della musica pop(olare) italiana.

Alessandro Sgritta

 

Settimana di feste in musica: da Umbria Jazz Winter allo show di Claudio Baglioni

Dall’”Umbriaz Jazz Winter” a Pino Daniele in tour, passando per lo show di Claudio Baglioni e il concerto di Fabio Concato. E molto altro. È densa di appuntamenti con la musica la settimana che condurrà alla fine di questo 2012. Numerosi anche i concerti di band italiane come i Jennifer Gentle, gruppo di rock psichedelico/acid rock, i Club Dogo, band rap milanese e i Nomadi, uno dei gruppi storici della nostra musica. L’ultimo giorno dell’anno al “Gran Teatro Geox” di Padova si esibirà Gianni Morandi, mentre i Negrita saranno al “Vox” di Nonantola, in provincia di Modena. Continua a leggere

‘Italia loves Emilia – Il concerto’, esce il quadruplo cd + doppio dvd

Esce ‘Italia loves Emilia – Il concerto’, il quadruplo cd + doppio dvd, registrazione integrale del grande concerto del 22 settembre al Campovolo di Reggio Emilia. Il ricavato delle vendite sara’ devoluto a sostegno della popolazione emiliana colpita dal terremoto. ‘Italia Loves Emilia – Il Concerto’ è in vendita nei negozi nel formato quadruplo cd + doppio dvd, distribuito da IndipendenteMente (societa’ indipendente che in pochi anni si e’ imposta sul mercato distribuendo artisti come Renato Zero, Mario Biondi, Pino Daniele), e contiene i 43 brani eseguiti al Campovolo da Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Elisa, Tiziano Ferro, Giorgia, Lorenzo Jovanotti, Ligabue, Litfiba, Fiorella Mannoia, Negramaro, Nomadi, Renato Zero e Zucchero, nonche’ le immagini delle magica serata del 22 settembre. Il quadruplo cd ‘Italia Loves Emilia – Il Concerto’ sara’ in vendita in bundle anche su tutte le principali piattaforme digitali, distribuito da Warner Music. Continua a leggere