Notizie in breve

Bruxelles. Annullata sentenza contro Riccardo Nencini

Il Tribunale dell’Unione Europea aveva condannato il 4 giugno 2013 il Sen. Riccardo Nencini al rimborso di 455.903.04 euro riferiti a indennità corrisposte direttamente ai suoi assistenti parlamentari e a titolo di rimborsi di viaggio per il periodo 1994/99, periodo nel quale Nencini ha esercitato il  mandato di parlamentare europeo.
La Corte di Giustizia della Unione Europea ha accolto l’appello del Sen Nencini annullando oggi la sentenza del Tribunale dell’UE. La sentenza è di particolare rilievo in quanto pone un nuovo principio rispetto alla precedente giurisprudenza anche in materia specifica delle spese dei parlamentari europei.
Il principio affermato dalla Corte è incentrato sul rispetto del giusto procedimento, del diritto della difesa e della certezza del diritto. Princìpi che il Parlamento Europeo aveva palesemente violato come motivato nella sentenza.
Per queste ragioni la sentenza del Tribunale della UE è annullata.
La sentenza della Corte di Giustizia Europea è definitiva.
Si ricorda che il Sen. Nencini:
1) sulla medesima questione inerente dette indennità il Sen. Nencini ha vinto due cause presso il Tribunale di Firenze negli anni 2003 e 2004;
2) nel 1999, ultimo anno del suo mandato, fu lo stesso Sen. Nencini a richiedere chiarimenti sulle modalità di registrazione degli assistenti di segreteria, avendo subìto continue evoluzioni la normativa in materia e avendo ricevuto lui medesimo dai funzionari del PE indicazioni iniziali verificatesi poi errate. Da notare che per la durata del suo mandato la normativa è variata ben tre volte. A tale richiesta, inoltrata con Racc. A/R, il PE non ha mai risposto;
3) in riferimento alle indennità di segreteria, il PE aveva rilevato una irregolarità formale (incompleta comunicazione agli uffici del PE dei nomi dei collaboratori), non contestando né il lavoro da loro effettivamente svolto, né la circostanza che il Sen Nencini non abbia percepito alcunché a tale proposito;
4) il Sen. Nencini ha evidenziato l’ingiustizia di dover rispondere per l’ingente somma, ripetiamo non personalmente percepita e non recuperabile dagli effettivi precettori. Da subito lo stesso aveva presentato una completa documentazione bancaria sugli avvenuti pagamenti ai collaboratori, documentazione mai presa in considerazione dal Parlamento Europeo. Peraltro i fondi venivano gestiti da un terzo erogatore, come la normativa prevedeva e non dal parlamentare.

MILANO. BISCARDINI, INCREDIBILE INTERVENTO DELLA CURIA SULLA QUESTIONE OMOSESSUALE
Dichiarazione di Roberto Biscardini, consigliere socialista di Palazzo Marino: “Ha dell’incredibile la mail inviata dalla Curia milanese agli insegnanti di religione delle scuole di Milano. Un messaggio che ha il sapore di mettere ordine sulla “questione” dell’omosessualità. È evidente in questo messaggio al di là delle intenzioni, il tono discriminatorio e la volontà di dividere i giovani in ragione delle loro tendenze sessuali. Inoltre c’è un’evidente ingerenza sugli insegnanti di religione, contraria allo spirito della libertà di insegnamento nelle nostre scuole. Sono perfettamente d’accordo con le note di biasimo che stanno arrivando dal mondo gay.”

L’attacco di De Magistris: “Si dimettano i giudici”

DeMagistris-dimissioni“Per quello che ho subito, ho usato toni deboli. I toni forti li userò da domani. Sono pronto a tutto”. Queste le parole che Luigi de Magistris ha utilizzato per ribadire che non intende lasciare la carica di sindaco di Napoli, a pochi giorni dalla condanna in primo grado a un anno e tre mesi di reclusione (pena sospesa) per abuso d’ufficio, in relazione all’inchiesta Why Not da lui condotta nel 2007, quando ancora indossava la toga da magistrato. Ma le dichiarazioni d’accusa – susseguitesi in questi giorni e rivolte anche contro i giudici – hanno provocato la reazione dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) che ha definito “gravi e offensive” le sue parole. Il presidente del Senato, Pietro Grasso ha reso noto che la legge Severino, la stessa che – dopo una fiaccante battaglia tra politica e cavilli – ha condotto, lo scorso novembre, alla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi – “deve essere applicata” essendolo già stata ad altri sindaci. Riccardo Nencini, segretario del Psi e viceministro delle Infrastrutture ha commentato la vicenda citando una frase di Mark Twain: “C’è chi ha un’idea quando è in piedi e un’idea quando è seduto”. Continua a leggere

Caso Berlusconi, Buemi (Psi): «In caso di dubbi interpretativi della legge Severino sarebbe utile sottoporla al vaglio della Corte costituzionale» 

Berlusconi-BuemiLa recente apertura di Luciano Violante nel prefigurare un eventuale ricorso alla Consulta per risolvere i dubbi sulla legittimità della legge Severino – quella che disciplina l’incandidabilità e la decadenza dei politici eletti con sentenza, anche non passata in giudicato – ha condotto alcuni senatori piemontesi del Pd a chiedere un «confronto, anche aspro, tra posizioni diverse» con l’ex presidente della Camera. L’incontro pubblico si è tenuto ieri pomeriggio, in una sede del Pd a Torino, e ha visto anche la partecipazione di Enrico Buemi, senatore socialista – nonché membro della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari – tra i dieci senatori firmatari della lettera inviata a Violante. «La questione della decadenza è politica, ma anche giuridica, in quanto non dobbiamo avere la frenesia del risultato. Quello che importa è il risultato, e quest’ultimo è definito dalla legge. Ora bisogna definire l’ultima parte: l’interdizione dai pubblici uffici di Silvio Berlusconi» ha dichiarato l’esponente socialista durante il suo intervento al meeting. Continua a leggere

Processo “Sanitopoli”, nove anni a Ottaviano Del Turco. L’ex governatore: «Condannato come Tortora»

Del Turco-condannatoLe pesanti accuse erano cominciate a crollare più di tre anni fa. Ma ieri, l’ex governatore dell’Abruzzo, Ottaviano del Turco è stato condannato in primo grado a nove anni e sei mesi dal tribunale di Pescara nell’ambito del cosiddetto processo “Sanitopoli”. Lo scorso 12 giugno la Procura di Pescara ne aveva chiesti dodici: i pubblici ministeri Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli avevano infatti avanzato questa pesante richiesta, sostenendo la responsabilità dell’ex ministro delle Finanze per aver commesso i reati di corruzione nella sanità privata abruzzese, concussione, associazione per delinquere, falso, abuso e truffa. «Esterrefatto» si è dichiarato il legale dell’ex governatore, annunciando il ricorso. Continua a leggere

Vigile sospeso ferisce sindaco e vice. L’assessore Nigro all’Avanti!: «Chiedeva una riduzione della pena. Al loro ‘No’ ha sparato»

Prati-Iametti-sparatoria

A Cardano al Campo si spara in pieno giorno, nelle stanze del Comune, per mano dell’ex vicecomandante dei vigili armato di pistola. L’assalitore ha ferito gravemente all’addome con tre colpi di pistola il sindaco Laura Prati, 48 anni, del Pd, e il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Costantino Iametti, 76 anni e del Psi, contro il quale ha esploso un colpo che ha raggiunto di striscio la testa ed altri due conficcatisi nell’addome e nella gamba. «Ora ho regalato i conti», avrebbe mormorato prima di darsi alla fuga. L’aggressore, Giuseppe Daniele Pegoraro, di 61 anni era tra i condannati per la truffa dei cartellini. Secondo la ricostruzione del Presidente consiglio regionale e Segretario provinciale del Psi; nonché assessore al Risorse Umane, Polizia locale, Innovazione e Comunicazione Beppe Nigro, in contatto con i familiari del vicesindaco adesso ricoverato in ospedale, “l’uomo si sarebbe recato dal primo cittadino e dal suo vice per chiedere di abbreviare i tempi della sua sospensione. Gli mancavano all’incirca sei mesi per la scadenza dei due anni di sospensione dall’incarico e dallo stipendio emessa dal magistrato Luca Gaglio. Esasperato dalla situazione economica personale, al loro no pare che sia andato in escandescenza e abbia esploso diversi colpi di pistola”. Continua a leggere

Processo Ruby, Lele Mora: «Ad Arcore un caso di dismisura, abuso di potere, degrado»

Lele Mora-ArcoreOltre ad aver ammesso di aver portato alcune ragazze ad Arcore, senza mai costringerle, il manager dello spettacolo Lele Mora – imputato nel processo cosiddetto Ruby – ha dichiarato, in modo spontaneo, che quanto accaduto attorno alle serate nella villa ad Arcore di Silvio Berlusconi rappresenta un caso di «dismisura, abuso di potere, degrado». L’ex talent scout – tornato libero dopo alcuni mesi di carcere per bancarotta – ha utilizzato e condiviso tre parole lette su un quotidiano a diffusione nazionale. Mora ha rilasciato le dichiarazioni spontanee dopo quelle dell’ex consigliere regionale della Lombardia, Nicole Minetti e del giornalista Emilio Fede, anche loro accusati di induzione e favoreggiamento della prostituzione.  Continua a leggere

Il Silvio furioso si riorganizza

Berlusconi-Ruby

Berlusconi è ancora furioso per la condanna a 7 anni e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per prostituzione minorile e concussione, ma con la spietata e lucida volontà di rifarsi con gli interessi di quello che definisce un attacco politico senza precedenti. Il Cavaliere infatti continua a lavorare al suo nuovo piano d’attacco: schierare il potere politico e quello economico nella “battaglia finale” contro il potere giudiziario. Continua a leggere

Processo Eternit, 18 anni all’imprenditore svizzero. Il presidente dell’ONA: «La nostra battaglia non si ferma qui»

Eternit-processoDiciotto anni. Due in più rispetto alla sentenza di prima grado. Questa la condanna inflitta ieri dalla Corte d’Appello di Torino nei confronti dell’imprenditore elvetico, Stephan Schmidheiny unico imputato rimasto dopo la morte, lo scorso 21 maggio, del barone belga Louis De Cartier De Marchienne. L’accusa è di disastro doloso permanente e omissione dolosa di misure antinfortunistiche a partire dal 1977, mentre la parte precedente è prescritta. Schmidheiny è ritenuto responsabile di disastro anche per gli stabilimenti Eternit di Bagnoli e Rubiera, rispettivamente in provincia di Napoli e di Reggio Emilia. Con la sentenza di ieri pomeriggio la Corte d’Appello di Torino ha inoltre disposto una provvisionale di oltre 30.9 miliardi di euro per il Comune di Casale Monferrato. Nella città della provincia di Alessandria Eternit aveva infatti il suo stabilimento italiano più importante, e il numero delle vittime è più elevato che altrove. Alla Regione Piemonte, che si era costituita parte civile, i giudici hanno invece riconosciuto un risarcimento di 20 milioni di euro. Alla Eternit spa è attribuita, a partire dagli anni ‘50, la morte di quasi 3.000 persone, tra operai e abitanti delle zone vicine ai quattro stabilimenti italiani. Avanti! ha intervistato l’avvocato Ezio Bonanni, tra i difensori di parte civile nel maxi-processo Eternit, nonché presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), l’onlus nata per raccogliere la sofferenza, il disagio e le difficoltà dei lavoratori esposti all’amianto e dei familiari delle vittime dell’amianto stesso.

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Mediaset, le motivazioni dei giudici che hanno condannato Berlusconi in appello

Processo Mediaset BerlusconiSono contenute in 190 pagine le motivazioni spiegate dai giudici della Corte d’Appello di Milano che hanno confermato la sentenza di condanna, in primo grado, nei confronti di Silvio Berlusconi per frode fiscale, nel procedimento relativo a presunte irregolarità nell’acquisizione dei diritti televisivi. I magistrati, che lo scorso 8 maggio hanno sentenziato la pena a quattro anni con l’interdizione, per cinque, dai pubblici uffici e per tre dal dirigere società e contrattare con la pubblica amministrazione, non hanno dubbi sulle responsabilità del Cavaliere, poiché sono convinti che abbia continuato a essere al vertice del gruppo Mediaset anche dopo la sua «discesa in campo», ovvero l’impegno in politica e la nomina a presidente del Consiglio. Continua a leggere

Processo Ruby, il pm ha chiesto sei anni di reclusione a Berlusconi. L’ira del Pdl

Berlusconi-BocassiniÈ durata sei ore la requisitoria del procuratore aggiunto Ilda Boccassini, la cui richiesta di condanna nei confronti di Silvio Berlusconi è stata di sei anni di reclusione: cinque per il reato di concussione e uno per quello relativo allo sfruttamento della prostituzione. «Per le pene accessorie, come prevede il codice, la Procura chiede l’interdizione perpetua dai pubblici uffici» ha aggiunto il magistrato milanese, secondo cui il Cavaliere non merita «le attenuanti generiche» a causa della «gravità dei reati commessi» come per esempio quello relativo «alla concussione, un reato gravissimo». Secondo il pm le ragazze che partecipavano alle feste ad Arcore «facevano parte di un sistema prostitutivo per il soddisfacimento dell’ex premier». L’entità della richiesta di condanna dell’accusa ha fatto insorgere il Pdl. Continua a leggere