Mamme, regine del dramma e iper-connesse

mamma-che-usa-cellulareDi mamma ce n’è una sola? Il vecchio detto sembra essere smentito dalla realtà degli studi e ambulatori pediatrici: di mamme ce ne sono tante, tutte diverse tra di loro nel modo di relazionarsi al bambino quando lo devono sottoporre a una visita. Ma come può il pediatra riconoscerle e instaurare un rapporto costruttivo con loro? A questo scopo, il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e la pediatra Lucilla Ricottini, in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano una guida, attraverso il corso ECM FAD (Formazione a Distanza) dal titolo “La relazione pediatrica: pillole di comunicazione medico-paziente”.

LA MAMMA “DRAMA QUEEN”.
Spesso capita che i bambini si agitino quando sono sul lettino del pediatra. La mamma “drama queen” al primo segno di possibile pianto è pronta a strappare letteralmente dalle mani del dottore il pargolo, per abbracciarlo e consolarlo come soprattutto lei sa fare. Un atteggiamento umanamente comprensibile, in particolar modo per le neo-mamme, ma che non solo rischia di impedire il corretto svolgimento della visita, ma di trasmettere ulteriore ansia al bambino. Infatti il bimbo potrebbe percepire il pediatra come una minaccia, dato che la mamma interviene in soccorso. Qui spetta alla competenza relazionale del medico la capacità di trovare le giuste parole e il giusto atteggiamento per tranquillizzare la mamma e convincerla a lasciar piangere (per un attimo) il bambino.

LA MAMMA “OCA” (CHE METTE I FIGLI ALL’INGRASSO). Nonostante le costanti raccomandazioni sui rischi dell’obesità infantile, la mamma sempre pronta a iper-nutrire i propri figli, anche con la classica merendina confezionata perennemente infilata nella borsa, è ancora molto presente. Il problema, per il pediatra, è far capire alla mamma che l’evidente sovrappeso o addirittura l’obesità del bambino non è “una fase” da affrontare con leggerezza, ma un problema da risolvere insieme.

LA MAMMA IPER-CONNESSA, TRA GRUPPI WHASTAPP E IL DOTTOR GOOGLE. La mamma “iper-connessa” si presenta dal pediatra con l’immancabile smartphone in mano, e ha già pronte diagnosi, terapie e suggerimenti per il benessere del bambino fornite dall’immancabile “dottor Google” e dalle altre mamme con le quali si confronta incessantemente su WhatsApp. Al pediatra spetta quindi il difficile compito di conquistarsi la fiducia della mamma e confutare fake news, teorie antiscientifiche e rimedi di dubbia utilità.

LA MAMMA LEONESSA (CHE PARLA AL PLURALE). La mamma “leonessa” si contraddistingue dal linguaggio al plurale che utilizza con il pediatra: «Abbiamo il raffreddore», «Non abbiamo fame», «Abbiamo un po’ di febbre». Frasi che evidenziano la relazione simbiotica e a volte dominante che ha con il bambino e che, se contraddette, possono scatenare reazioni anche aggressive nei confronti del medico, da vera leonessa che protegge il proprio cucciolo.

LA MAMMA REALISTA. Nella categoria delle mamme “realiste” rientrano quelle donne che vivono in modo positivo il loro ruolo, gestendo come meglio possono il loro tempo tra lavoro, casa e cura dei figli. Sono le mamme che riescono a instaurare un rapporto dialogante con il pediatra, affrontando le naturali ansie senza farsi sopraffare da esse, affidandosi con fiducia al proprio medico.

La dottoressa Lucilla Ricottini è membro del comitato scientifico del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione, nonché responsabile del corso FAD (Formazione a Distanza) “La relazione pediatrica: pillole di comunicazione medico-paziente”, realizzato in partnership con Consulcesi Club e on line gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it.

5 motivi per cui ridere fa bene alla salute

risata«La salute si basa sulla felicità». Su questo assunto il celeberrimo medico statunitense e padre della clownterapia Patch Adams ha fondato il suo metodo terapeutico, una combinazione vincente di umorismo e divertimento quali ingredienti essenziali per la guarigione fisica e mentale del paziente. Ad oggi è convinzione comune degli esperti che la cosiddetta “Terapia del Sorriso” sia non solo in grado di aiutare i malati a vivere meglio la loro patologia, ma apporti anche notevoli benefici a livello di respirazione, ossigenazione, circolazione, nonché di riduzione dello stress e degli stati ansiogeni.

In occasione della Giornata Mondiale della Risata del 7 maggio 2017, lo psicologo e psicoterapeuta Stefano Lagona, responsabile scientifico del corso FAD (Formazione a Distanza) di Educazione Continua in Medicina realizzato dal provider ECM 2506 Sanità in-Formazione, in partnership con Consulcesi Club, dal titolo “La terapia del sorriso: efficacia ed applicazione nei contesti di cura”, elenca i benefici della risata per corpo e mente:

· La risata riduce lo stress: diversi studi hanno dimostrato che il senso dell’umorismo e il suo utilizzo in situazioni stressanti porta ad un migliore stato di salute, misurato sia come maggiore senso di padronanza nella propria vita e di autoefficacia, che come minore numero di sintomi psichici e somatici.

· La risata aiuta sul lavoro: sul piano professionale la risata può migliorare le prestazioni, favorendo la relazione con i colleghi, il lavoro di gruppo, la leadership e le capacità di problem solving.

· La risata rafforza le relazioni interpersonali: ridere aiuta a consolidare le relazioni poiché si attivano sentimenti positivi e si fomenta la connessione emotiva.

· La risata stimola il sistema immunitario: numerosi studi hanno dimostrato che le emozioni positive favoriscono la produzione di una cascata di reazioni tale da attivare il sistema immunitario ed in particolare i linfociti killer.

· La risata fa rilasciare endorfine, gli “ormoni della felicità”: successivamente alla risata ed al respiro profondo che ne consegue ha luogo uno stato di rilassamento in cui avviene una modificazione della composizione del sangue. Tale modificazione è determinata dal rilascio di un’endorfina, denominata anche “oppioide endogeno”. L’endorfina determina quattro effetti benefici: calmante; antidolorifico; euforizzante; immunostimolante.

Il corso: “La terapia del sorriso: efficacia ed applicazione nei contesti di cura”, on line gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it, è abbinato al Film Formazione “Blush”, incentrato sulla clownterapia e sul ruolo del volontariato nelle corsie ospedaliere. Il cortometraggio, diretto da Simone Barbetti, ha raccolto il plauso unanime di pubblico e critica, collezionando numerosi riconoscimenti in festival e rassegne cinematografiche, tra cui il premio della giuria alla 5° edizione del Ciak Videofestival di Sanremo. È la diretta voce del protagonista dell’emozionante pellicola, l’attore Walter Cordopatri, a guidare i camici bianchi all’interno del corso, che fornisce un’analisi della terapia del sorriso partendo dai contributi offerti dalla psicologia, dalla fisiologia e dalla sociologia e dalle numerose ricerche ed evidenze scientifiche che hanno permesso di superare il dualismo mente-corpo a favore di un approccio olistico al paziente.

Lo studio dell’importanza dell’umorismo e della risata sulla salute ha origini lontane, infatti già Ippocrate sosteneva: «Il buonumore equivale a un elisir di lunga vita»; comunque, la paternità della terapia del sorriso viene attribuita al giornalista scientifico Norman Cousin, il quale sperimentò su di sé gli effetti terapeutici della risata e il loro potenziale nel favorire il decorso della malattia. Questo approccio riunisce tecniche e metodologie diverse: dalla più famosa clownterapia, passando per lo yoga della risata, la visione di filmati e spettacoli fino alla partecipazione attiva alla comicità. La terapia del sorriso trova il suo luogo naturale nei reparti pediatrici ma non è destinata solo ai bambini: gli stessi clown-dottori sono frequenti anche in oncologia e geriatria nonché nelle scuole, nelle missioni umanitarie e nelle carceri.

Giornata Diabete, cibo-spazzatura uccide 6 persone al minuto

diabete-logo_dateÈ on line “Food for Thought”, pellicola premiata ai festival di Venezia e di Cannes
abbinata al corso ECM FAD “Il Cervello Addominale”. Obiettivo: illustrare come l’apparato digerente possa essere considerato un secondo cervello, che pensa, ricorda e comunica con il cervello cranico

«Il cibo-spazzatura uccide 6 persone al minuto». È con questo grido di allarme che si chiude il cortometraggio “Food for Thought”, già spot della Giornata Mondiale della Salute 2016 dedicata alla lotta contro il diabete. Ora, in occasione della Giornata mondiale del diabete del 14 novembre 2016, la pellicola, diretta dal regista Davide Gentile e premiata ai festival del cinema di Cannes e di Venezia, è protagonista del video-corso FAD (Formazione a Distanza) “Il Cervello Addominale”, realizzato per il personale sanitario dal provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e già online sulla piattaforma Consulcesi Club.

Secondo la Società italiana di Diabetologia, sono tre milioni e settecentomila i diabetici in Italia, il 90% dei quali affetti da diabete di tipo 2, i cui fattori di rischio più riconosciuti sono la cattiva alimentazione e l’obesità. Il Film Formazione “Food for Thought” focalizza la sua attenzione proprio sul tema del cibo spazzatura, traducendo un autentico problema sociale in linguaggio cinematografico. Nel bel mezzo di un’atmosfera alla Quentin Tarantino, viene messa in scena la conseguenza più drammatica della cattiva alimentazione: la morte, silenziosa e repentina.

Raccogliendo l’allarme dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che denuncia come l’incidenza del diabete sia destinata a raddoppiare nel giro dei prossimi vent’anni, il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione ha voluto realizzare un video-corso per sottolineare come cibo, emozioni, mente e intestino siano intimamente connessi. Il titolo “Il Cervello Addominale” nasce proprio dalla convinzione che il nostro apparato digerente possa essere considerato un secondo cervello, che pensa, ricorda, comunica con il cervello cranico; è influenzato dal cibo, dallo stress, dall’ambiente esterno, dal clima, dalle zone geografiche; produce ormoni e neurotrasmettitori, ha una memoria neurologica e immunologica e rappresenta la più grande barriera difensiva immunitaria nei confronti degli attacchi da parte di patogeni, tossine, agenti chimici e tanto altro. Tutto ciò apre nuovi orizzonti alle terapie integrate nonché alla gestione, prevenzione e cura di malattie come il diabete mellito, l’obesità, la steatosi epatica, le malattie autoimmunitarie, i disturbi del comportamento e dell’umore, le malattie metaboliche croniche e cronico degenerative, fino all’infiammazione cronica silente.

Responsabile scientifico del corso (disponibile sul sito www.corsi-ecm-fad.it), la dottoressa Serena Missori, nutrizionista e specialista in endocrinologia nonché autrice di libri in materia di alimentazione e benessere come “Stai in forma in cucina” e “Allenati, mangia e sorridi”. È la stessa dottoressa Missori, attraverso cinque video-lezioni, a fornire gli approfondimenti scientifici finalizzati all’acquisizione delle competenze teorico/pratiche associate al corso. Un questionario finale accerta la comprensione dei contenuti del “Film Formazione” e assegna 4 crediti formativi ECM, utili a completare l’obbligo formativo in scadenza per tutti i medici il 31 dicembre 2016.

Il nuovo titolo si aggiunge a una lista di produzioni che hanno già riscosso enorme successo tra i camici bianchi grazie a film selezionati in prestigiosi festival cinematografici, contribuendo a rendere Sanità in-Formazione il primo provider ECM FAD in Italia, come ha di recente decretato il prestigioso Annuario della Sanità con la sua classifica “THE BEST PROVIDER 2015 ECM”. Tra i titoli di maggior rilievo ci sono “No Limits”, diretto dal regista Christian Marazziti e interpretato da Gianluca Spinello e Sara Zanier, sul profilo clinico e psicologico delle disabilità motorie e sulla relativa riabilitazione; “e-bola” sempre di Christian Marazziti, realizzato in collaborazione con l’Istituto nazionale per le malattie infettive “Spallanzani” di Roma e proiettato in occasione del Festival del Cinema di Roma; “Like a Butterfly”, dedicato al carcinoma polmonare e interpretato dalla star internazionale Ed Asner; “Cardiopathos” sull’uso del defibrillatore in caso di arresto cardiaco (BLSD) e sulle più recenti prassi in materia di disostruzione in caso di soffocamento; “Scacco Pazzo”, cortometraggio diretto e interpretato da Alessandro Haber sul tema della schizofrenia. Prossima l’uscita di un docufilm sulla formazione dei medici in prima linea nell’accoglienza ai migranti, con approfondimenti relativi a ipotermia, disidratazione, scabbia e le terribili ustioni chimiche causate dagli sversamenti di benzina sui gommoni.