Napolitano dice basta ai giovani precari e il Paese risponde con segnali preoccupanti

 

«Le giovani generazioni, sulle quali grava già un debito pubblico che tende a diventare un fardello insopportabile, devono poter accedere al mercato del lavoro in modo che non siano penalizzate da ingiustificate precarietà o da forme inammissibili di sfruttamento». Il presidente della Repubblica non ci sta a fare lo spettatore impassibile di un dibattito politico che non va nella direzione sperata. Basta con il precariato, con la generazione mille euro anzi molto meno, con chi dice domani mollo tutto e vado all’estero e chi risponde potessi permettermelo ti seguirei. Stop alla politica autoreferenziale sempre e comunque, a quella che ci mette la faccia e poi cede ad accordi discutibili, a quella che invita ad abbassare i toni ma poi alza la testa sull’articolo 18 che tanto cambia o non cambia poco conta. Date le premesse per nulla incoraggianti non dovrebbe sorprendere che lo spread torni a salire, il ministro dello Sviluppo dica che non c’e’ sviluppo, il capo dello Stato tuoni contro lo sfruttamento dei giovani precari, la Cgil denunci la ‘controriforma del lavoro’ e annunci scioperi. Continua a leggere