Torna la paura delle agenzie di rating

agenzie-ratingLa politica influenza negativamente l’economia del Bel Paese, secondo alcune indiscrezioni sul rapporto sulla “credit Worthiness” dell’Italia, atteso in realtà per domani a mercato chiuso, Fitch scrive che “le divergenze fra Lega e M5s renderanno sempre più difficili le scelte economiche del Governo. La tentazione di lanciare iniziative costose senza copertura porterà il deficit al limite di rottura. Le banche, in un clima di incertezza, hanno rallentato il ritmo di smaltimento dei crediti in sofferenza”. Inoltre, “la contrapposizione sempre più dura fra Roma e Bruxelles con la tensione che crea, paralizza l’intera architettura europea, dall’unione bancaria fino alla politica comune per i migranti”.
La relativa tranquillità dei mercati, con lo spread sostanzialmente stabile rispetto alle ultime sedute, lasciano prevedere che venerdì sera da Fitch non dovrebbe arrivare un taglio del rating. L’ipotesi peggiore potrebbe essere quella di una modifica dell’outlook (giudizio) da stabile a negativo.
Viene anche citata la possibilità di una Italexit, che “viste le dimensioni dell’economia italiana e la sua sistemica importanza nell’euro minaccerebbe la stabilità della moneta unica”. Per Fitch tale scenario è comunque “altamente improbabile”. Restano tuttavia i timori sul giudizio sui nostri titoli di Stato che è a soli due passi dall’essere junk bonds. Il nostro rating è a livello di BBB, prima di diventare spazzatura possiamo permetterci solo un altro downgrade a BBB-. Dopo questo livello c’è solo l’abisso. Inoltre nè la Bce, né la maggioranza dei fondi di investimento possono acquistare per statuto i junk bonds ovvero i titoli spazzatura.
Ma al momento non sembrano scorgersi nuvole in quanto Il rendimento del Btp a 10 anni segna in questo momento 3,10% da 3,12% della chiusura di ieri, con lo spread a 269 punti da 271. A Piazza Affari il Ftse Mib è poco mosso in linea con le altre Borse europee.