Serie A, Ronaldo ‘Stecca’ ma è già fuga in avanti per i bianconeri

Dopo le prime tre giornate bianconeri in testa a punteggio pieno. Crollo Napoli in casa della Sampdoria, nessun’altra big tiene il passo della Vecchia Signora nonostante il fuoriclasse portoghese sia ancora a digiuno. Ora la sosta, spazio alla neonata Nations League

mandukicROMA – Sono bastati 270 minuti per vedere confermate le attese della vigilia: la Juventus è seriamente destinata a dominare il campionato. Dopo le prime tre gare di Serie A, infatti, i bianconeri sono da soli in testa a punteggio pieno con 9 punti. Il Napoli, unica big a tenere il passo dei ragazzi di Allegri dopo le prime due gare, è infatti crollato 3-0 in casa della Sampdoria. Il tutto nonostante Ronaldo sia ancora a digiuno di reti: rispetto alla Liga, le nostre difese sono un’altra cosa. Benvenuto in Italia, Cristiano.

CERCASI ANTI-JUVE – Il terzo turno è stato favorevole alle milanesi: il Milan ha battuto 2-1 la Roma nell’anticipo del venerdì sera grazie ad un gol all’ultimo respiro di Cutrone. Bene anche l’Inter che, dopo aver rimediato appena un punto nelle prime due uscite, ha espugnato il Dall’Ara di Bologna per 3-0 pur senza Icardi, costretto al forfait per un affaticamento muscolare poco prima del fischio d’inizio. Dopo i successi in rimonta contro Lazio e Milan, c’è stato appunto il brusco stop del Napoli di Ancelotti. Oltre alla doppietta di Defrel, spettacolare gol di tacco di Fabio Quagliarella: una delizia che ha chiuso definitivamente la partita. Primo sorriso anche per la Lazio, che ha sofferto più del dovuto in casa contro il Frosinone (1-0 firmato Luis Alberto). Nessuna comunque sembra destinata a far concorrenza alla Juventus, orientata in Italia a condurre un campionato a parte mettendo come obiettivo primario la conquista di quella Champions che manca dal ’96. Ronaldo però, oltre a disertare i sorteggi di Montecarlo, sarebbe meglio se aggiustasse la mira.

ECCO LA NATIONS LEAGUE – Intanto la Serie A si prende la prima pausa. Il campionato infatti tornerà tra due settimane per lasciar spazio alla Nazionale, impegnata nella neonata Nations League. Di che si tratta? Per avere partite più interessanti rispetto alle stucchevoli (e inutili) amichevoli, la Uefa ha lanciato questa nuova competizione. Sicuramente meno importante del Mondiale e dell’Europeo, la NL non è tuttavia da sottovalutare perché offre la possibilità, oltre a vincere un trofeo, di ottenere il pass per Euro 2020. Le 55 Nazionali sono divise in 4 gruppi (ABCD) in base al ranking. Gli azzurri di Mancini si trovano nella Lega A (formata da 12 squadre, suddivise in 4 gironi da 3) nel gruppo con Portogallo e Polonia. Venerdì a Bologna la sfida ai polacchi, lunedì 10 trasferta a Lisbona. Le quattro prime classificate dei gironi si affronteranno, la prossima estate, in semifinale e successiva finale: la vincente avrà la qualificazione all’europeo senza passare dalle qualificazioni. Visto com’è andata all’ultimo Mondiale, sarà bene non prendere sottogamba questo impegno.

Francesco Carci

A volte ritornano. Accordo con il Milan: Bonucci-Juve di nuovo insieme

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Clamorosa maxi-operazione con il Milan: il difensore torna a Torino dopo l’addio velenoso di 12 mesi fa, ai rossoneri (che hanno versato nelle casse bianconere oltre 50 milioni) arrivano Caldara e Higuain. Tifosi del Diavolo euforici, quelli della Vecchia Signora un po’ meno

TORINO – Se la bomba del mercato estivo è stata il passaggio di Cristiano Ronaldo alla Juventus, quello esploso nelle prime, infuocate ore di agosto è un ordigno dagli effetti altrettanto sorprendenti. A distanza di un anno infatti Leonardo Bonucci torna alla Juve: maxi-operazione con il Milan che prevede anche il passaggio ai rossoneri di Caldara e Higuain.

A VOLTE RITORNANO – Il tecnico del Milan, Rino Gattuso, nelle scorse settimane non aveva fatto mistero della voglia di Bonucci di cambiare aria. Troppe perplessità da parte del centrale difensivo sul futuro dei rossoneri e la voglia matta di giocare (e vincere) la Champions League, obiettivo sfumato dal Diavolo. E così, giorno dopo giorno, si è concretizzato il clamoroso ritorno alla Juventus, nonostante l’addio velenoso di 12 mesi e il rapporto tutt’altro che idilliaco con il tecnico Allegri. Ma evidentemente tra i due c’è stato un chiarimento, decisivo per far scattare la maxi trattativa. Si perché il Milan, per cedere il suo leader difensivo, ha preteso in cambio Mattia Caldara, appena arrivato in bianconero dopo l’ottima esperienza all’Atalanta. Ma non è finita: ai rossoneri serviva come il pane un attaccante, mentre la Vecchia Signora aveva la necessità di fare cassa dopo l’acquisto esoso di Ronaldo. Una doppia esigenza che ha trovato come punto in comune il nome di Gonzalo Higuain. Impossibile per il Pipita accettare un ruolo da comprimario a Torino, posizione inevitabile con l’arrivo di CR7. Così, dopo qualche perplessità iniziale, l’argentino si è convinto ad accettare il Milan, che ha versato nelle casse bianconere poco più di 50 milioni (con la formula del prestito con diritto di riscatto).

TIFOSI JUVENTINI PERPLESSI – Ancora in ecstasy per l’arrivo di Ronaldo, i tifosi della Juventus tuttavia non hanno gradito più di tanto l’operazione conclusa da Marotta. Accettata la partenza di Higuain (d’altronde il reparto offensivo con i vari Ronaldo, Dybala, Mandzukic, Bernardeschi e Douglas Costa è al sicuro), le perplessità sono scattate sull’addio di Caldara, considerato un punto fermo per i prossimi anni. Effettivamente lasciar partire un giocatore giovane e talentuoso, in un reparto dove un ricambio generazionale è dietro l’angolo (Chiellini ha 34 anni, Barzagli 37), è un bell’azzardo. Senza dimenticare che i tifosi bianconeri non hanno gradito alcune dichiarazioni di Bonucci dopo l’addio di un anno fa e tanto meno l’esultanza all’Allianz Stadium di Torino durante l’ultimo Juventus-Milan (finita 3-1) quando Leo segnò la rete del momentaneo 1-1. Ma tutto si potrebbe risolvere con la parola più importante in casa Juve: vincere.

Francesco Carci

Estate calda di calciomercato. Juve pronta a dominare

ronaldoLa Juventus, che domina già da 7 anni, con l’acquisto di Cristiano Ronaldo sembra aver aumentato ulteriormente il gap con le rivali. Il Napoli punta sul curriculum vincente di Ancelotti, l’Inter ha un Nainggolan in più, la Roma spera nelle tante giovani promesse ma il pronostico sembra chiuso in favore della Vecchia Signora
ROMA – Domenica 19 agosto. E’ la data che tutti gli appassionati di calcio hanno da tempo segnato: coincide con l’inizio del campionato. Eppure quest’anno i giochi sembrano già fatti ancor prima dello start ufficiale. La Juventus, infatti, vincitrice degli ultimi 7 scudetti consecutivi, con l’acquisto di Cristiano Ronaldo – definito da tutti “il colpo del secolo” – ha aumentato il divario con tutte le avversarie e messo una seria ipoteca sul prossimo tricolore.

IL MERCATO DELLE ALTRE – Rimpiazzato Buffon (passato al Psg) con Perin, anche se il titolare dovrebbe essere Szczesny, tornati alla base Caldara e Spinazzola dopo l’esperienza all’Atalanta e rinforzato il centrocampo con l’arrivo a parametro zero di Emre Can, la Juventus si era già mossa benissimo sul mercato prima di assicurarsi l’attuale Pallone d’Oro. Il presidente Agnelli e il dg Marotta hanno creato una corazzata che avrà come obiettivo principale conquistare quella Champions League che a Torino manca dal 1996. Se in Europa la competizione è apertissima contro le varie Real, Barcellona, United, City, Bayern Monaco ecc… in Italia si fa fatica a trovare una vera antagonista della Vecchia Signora. Il Napoli, che fino all’ultimo ha dato filo da torcere ai bianconeri nella passata stagione, è finite nelle mani sicure di Carletto Ancelotti dopo l’addio di Maurizio Sarri, ora al Chelsea. Pochi allenatori possono vantare un curriculum vincente come quello dell’ex tecnico del Milan, eppure bisognerà vedere se le perplessità di Sarri sull’attuale rosa (considerata a fine ciclo) erano effettivamente veritiere. Intanto uno dei pilastri del club partenopeo, Jorginho, ha seguito il suo maestro a Londra. C’è poi la Roma che ha perso due pezzi da 90 come Alisson e Nainggolan. Il ds giallorosso Monchi si è scatenato sul mercato con addirittura 10 acquisti: tra questi alcune baby promesse del calcio mondiale come Coric e Kluivert, ma basterà per tenere testa alla Juve? Ruolo di protagonista anche per l’Inter che, oltre al belga ex Roma, si è assicurata De Vrij, Asamoah, Politano e Lautaro Martinez. La rosa è più completa, ma forse ancora troppo corta per essere competitivi anche in Champions League. La Lazio, orfana di De Vrij e ceduto Felipe Anderson al West Ham, sta cercando di trattenere la stella Milinkovic-Savic, reduce da un Mondiale sottotono, e piazzare il colpo Papu Gomez ma l’obiettivo massimo non può andare oltre il quarto posto. E poi c’è il Milan con il mercato in stand-by per le note vicende societarie (addio ai cinesi, ora il club è controllato dal fondo americano Elliott) e legali con la Uefa (esclusione dall’Europa League, poi revocata dal Tas di Losanna). Ora che la situazione sembra più definita bisognerà valutare il futuro di Bonucci, Suso e Donnarumma – non è detto che tutti restino – e iniziare a regalare rinforzi a Gattuso, a cui serve un centravanti come il pane. Insomma la solita estate ‘calda’ di calciomercato ma con la Juventus pronta a dominare, ancora di più, la scena.

Francesco Carci

Dietro lo sciopero di Melfi per l’acquisto di Ronaldo

cr7Sono 117 i milioni complessivi che il club bianconero sborserà per avere CR7, Cristiano Ronaldo, una cifra che ha fatto incrociare le braccia agli operai dello stabilimento Fiat di Melfi, a cui invece la società continua a chiedere sacrifici.
Appena una settimana fa un accordo sulla solidarietà per oltre 5mila operai della provincia potentina dal 23 luglio al 31 gennaio 2019.
“Di fronte a tanta iniquità non si può che scioperare”. Così inizia il comunicato dell’Unione Sindacale di Base dello stabilimento Fca di Melfi dopo l’annuncio di Cristiano Ronaldo alla Juventus: “È inaccettabile che mentre ai lavoratori di Fca e Cnh Industrial l’azienda continui a chiedere da anni enormi sacrifici a livello economico, la stessa decida di spendere centinaia di milioni di euro per l’acquisto di un calciatore”. E ancora: “Gli operai Fiat hanno fatto la fortuna della proprietà per almeno tre generazioni, arricchiscono chiunque si muova intorno a questa società, e in cambio hanno ricevuto sempre e soltanto una vita di miseria”. Per questo l’Unione Sindacale di Base di stabilimento ha proclamato lo sciopero alla Fca di Melfi dalle ore 22 di domenica 15 luglio fino alle ore 6 di martedì 17 luglio 2018.
Nello stabilimento Fca di Melfi si producono la Jeep Renegade e la 500 X.

Cristiano Ronaldo alla Juve: via libera al colpo del Secolo

Il fuoriclasse portoghese, che lascerà il Real Madrid, è vicinissimo ai bianconeri: affare da 100 milioni di euro, al Pallone d’Oro contratto quadriennale. Un arrivo che potrebbe far tornare il calcio italiano ai fausti di 10 anni fa e che sta già facendo impazzire i tifosi della Vecchia Signora

ronaldo2MADRID – È tutto meravigliosamente vero. La Juventus è ad un passo da Cristiano Ronaldo. Sì, proprio lui: Cristiano, Ronaldo. Il miglior giocatore del mondo, 33 anni compiuti lo scorso febbraio, pronto ad approdare in Italia, destinazione Torino. Le cifre sono esorbitanti: al Real Madrid andrebbero 100 milioni, al portoghese un quadriennale da circa 30 milioni a stagione più i vari bonus legati agli sponsor.

L’ADDIO DEL REAL – Andiamo con ordine. 26 maggio, finale di Champions League: fischio finale di Real Madrid-Liverpool, 3-1 per gli spagnoli e terzo trionfo consecutivo dei Blancos nella massima competizione europea. Che fa Ronaldo? Invece di esultare e scatenarsi nei festeggiamenti, gela tutti e nella classica intervista post-partita annuncia il suo addio alle merengues: “È stato bello giocare qui”. Sipario. Adios. Il toto-futuro di CR7 però non scatta subito: c’è un Mondiale alle porte da preparare, meglio non distrarsi. Tutto rimandato dunque.

L’IPOTESI JUVE – Il cammino del Portogallo a Russia 2018 però non è lo stesso – trionfante – dell’ultimo Europeo, vinto due anni fa in Francia. I lusitani cedono 2-1 negli ottavi di finale all’Uruguay: si torna a casa. E’ giunto il momento per Cristiano Ronaldo di scegliere la nuova dimora. Quella che sembrava la destinazione più probabile, il Psg, perde rapidamente consistenza: a Parigi ci sono già Neymar, Cavani e Mbappé, peraltro tutti grandi protagonisti al Mondiale. Basta e avanza. La Cina, nonostante la pioggia di soldi, non stuzzica il palato di Cristiano, impensabile il passaggio al Barcellona, così come il dolce ritorno al Manchester United (uno dei pochi club al mondo disposti a permettersi il portoghese) sembra una pista piuttosto fredda. E allora boom, ecco la bomba di mercato: Ronaldo alla Juve! “Impossibile”, “magari”, “sto sognando?” Via social i tifosi bianconeri, ma in generale tutti gli appassionati di calcio, non sembrano credere a quella che era partita come semplice (e magari aleatoria) suggestione.

SOGNO DIVENTATO REALTÀ – E invece in casa Juventus il presidente Andrea Agnelli, insieme all’ad Marotta, iniziano a farsi due conti. E già l’assenza di smentite inizia ad essere un segnale positivo. Tecnicamente il giocatore non si discute, nonostante le 33 primavere. Non ci sono Dybala, Higuain, Douglas Costa, Mandzukic, Bernardeschi e via dicendo che tengano: Cristiano è Cristiano. Il problema, semmai, sono i costi: il Real Madrid, disposto ad accettare l’addio del Pallone d’Oro senza fare drammi, vuole comunque un indennizzo di almeno 100 milioni. A quelli va aggiunto il ricco stipendio da nababbo da garantire all’attaccante portoghese: non meno di 30 milioni all’anno. Inizia così un fitto lavoro diplomatico con Jorge Mendes, storico procuratore di CR7, mediatore tra Torino e Madrid. Questione di giorni perché quando la volontà è la stessa da ambo le parti, il dialogo tra gli interlocutori parte già in discesa.

A BREVE L’ANNUNCIO – Agnelli infatti non ci impiega molto a sciogliere le riserve: l’arrivo di Ronaldo a Torino porterebbe benefici non solo tecnici, ma anche di immagine con sponsor e merchandising che esploderanno. Per Cristiano, nonostante le decine di trofei in bacheca, sarebbe una nuova avventura con la stimolante sfida di regalare ai bianconeri quella Champions League che manca dal lontano 1996. Tra questo fine settimana e l’inizio della prossima pare che l’asso portoghese debba sbarcare a Torino per le visite mediche di rito, l’annuncio ufficiale potrebbe arrivare già martedì prossimo. Per i tifosi della Vecchia Signora, letteralmente impazziti sui social, sarebbe il colpo del secolo, così come per il calcio italiano potrebbe essere lo start per tornare ai fausti di 10-15 anni fa, quando i migliori giocatori del mondo giocavano in Serie A. Intanto quello che sembrava un sogno di mezza estate si sta trasformando, minuto dopo minuto, in autentica realtà.

Francesco Carci

Pareggio Messi-Fisco: maxi multa al posto
del carcere

messiIl fuoriclasse argentino pagherà circa 455mila euro per non scontare i 21 mesi di carcere. La condanna era arrivata (insieme al padre) per una frode fiscale pari a 4,1 milioni dovuta ai diritti d’immagine

BARCELLONA – I soldi non fanno la felicità, ma aiutano eccome. A Leo Messi basteranno circa 455mila euro per evitare 21 mesi di carcere. E’ con questa somma che è stato infatti trovato un accordo tra il fuoriclasse argentino del Barcellona e la Procura spagnola dopo la condanna alla “Pulce” per aver evaso il fisco per 4,1 milioni di euro fra il 2007 e il 2009, non dichiarando introiti per 10,1 milioni percepiti come diritti d’immagine.

PAGA ANCHE IL PADRE – Stessa sorte per Jorge Horacio, papà di Messi, che pagherà circa 180mila euro: la sua pena era stata infatti ridotta da 21 a 15 mesi. Dunque la partita tra il campione argentino e il Fisco spagnolo finisce in parità con un accordo che rende tutti contenti. Da vedere ora gli sviluppi della vicenda, molto simile, relativa a Cristiano Ronaldo: l’asso portoghese avrebbe evaso il Fisco per circa 14,7 milioni e proprio a causa di questa notizia ci sarebbe la sua volontà di lasciare il Real Madrid.

Francesco Carci

Champions League. L’impresa della Juve e la lezione al Barcellona

Dopo il 3-0 dell’andata a Torino, i bianconeri evitano la remuntada dei catalani pareggiando 0-0 al Camp Nou. Un punto che consente ai ragazzi di Allegri di accedere alle semifinali, dove troveranno una tra Real Madrid, Monaco e Atletico Madrid.

juve (1)DIFESA PERFETTA – La Juve partiva da un vantaggio importante, ma la qualificazione, nonostante il 3-0, era tutt’altro che ipotecata considerando l’impresa del Barcellona contro il Psg nei quarti di finale (vittoria per 6-1 dopo il ko 4-0 a Parigi). Ma non concedere nemmeno una rete in 180 minuti a una corazzata che in attacco può contare su Messi, Suarez e Neymar è stato davvero un capolavoro che in pochi possono rivendicare. La Vecchia Signora è così tra le prime quattro d’Europa e il sogno di alzare la coppa il 3 giugno a Cardiff è sempre più concreto. Una mano può darla il sorteggio di Nyon di venerdì, dove Buffon e compagni conosceranno l’avversario in semifinale.
REAL, ATLETICO O MONACO – Probabilmente il 99% dei tifosi juventini vorrebbe affrontare il Monaco, vera rivelazione della competizione. Ma guai a sottovalutare la squadra del Principato, che può contare su una serie di baby fenomeni (Mbappe su tutti) e che nel campionato francese sta tenendo a distanza il più quotato Psg. Da evitare assolutamente il Real Madrid di Cristiano Ronaldo, alla settima semifinale consecutiva in Champions e favorito per la vittoria finale. Sarebbe invece una sfida alla pari contro l’Atletico di Simeone, squadra molto simile alla Juventus che al gioco spettacolare preferisce il pragmatismo e l’aggressività. Ma nel doppio confronto con il Barcellona, i bianconeri hanno dimostrato di poter affrontare chiunque senza paura.

Francesco Carci

Top & Flop.
Juve al Cuadrado, Parolo pesca il poker

I bianconeri superano 1-0 l’Inter grazie a un gran gol dell’esterno colombiano e ottengono il 28esimo successo consecutivo in casa. Goleade di Napoli (7-1 a Bologna con triplette di Hamsik e Mertens) e Lazio (6-2 al Pescara con quattro reti del centrocampista biancoceleste). Crisi Milan, sconfitto 1-0 a San Siro dalla Sampdoria, mentre il Palermo trova finalmente la prima gioia in casa (1-0 al Crotone). Vediamo i top & flop di questa giornata.

juan-cuadradoTOP – 3. Juan Cuadrado. Il centrocampista colombiano della Juventus ha aspettato il momento migliore per sbloccarsi: il suo primo gol in campionato è decisivo infatti per il successo della Vecchia Signora per 1-0 contro una buona Inter. I nerazzurri hanno confermato la loro crescita, è vero che Buffon è stato impegnato raramente ma va ricordato come potevano starci un paio di rigori non assegnati a Icardi e compagni. Normale, dunque, a fine partita il nervosismo del tecnico Pioli.

  1. Alejandro Gomez. Il “Papu” è stato ancora una volta il trascinatore dell’Atalanta. La sua doppietta nel 2-0 al Cagliari è valsa agli orobici l’aggancio al quinto posto in classifica all’Inter. Il sogno europeo continua per i lombardi e con un Gomez così parlare di Europa League non è assolutamente utopia.
  2. Marco Parolo. Non capita spesso vedere in Serie A un giocatore che mette a segno un poker di gol, soprattutto perché non ci sono i vari Messi, Cristiano Ronaldo e Neymar. Stupisce che ci sia riuscito il centrocampista della Lazio, non certo un goleador, che fino ad ora aveva messo a segno appena una rete. Il 6-2 sul campo di un Pescara sempre più imbarazzante ha consentito ai biancocelesti di riprendersi il quarto posto.

FLOP – 3. Antonio Mirante. Il portiere del Bologna paga a nome di tutta la difesa la brutta sconfitta interna per 7-1 subita dal Napoli. Molte le sue colpe sul secondo gol di Insigne e sul 3-1 su punizione di Mertens. Oltre al danno, la beffa: infortunio muscolare con il rischio di stare fuori per qualche settimane. Una serata da dimenticare.

  1. Carlos Bacca. Come tutto il Milan, l’attaccante colombiano vive un momento decisamente negativo. Segna pochissimo, è assente nel gioco offensivo dei rossoneri, ma soprattutto si arrabbia quando viene sostituito. Quando oggettivamente il cambio con Lapadula era più che giusto date le zero occasioni nella gara persa 1-0 contro la Sampdoria. Per i ragazzi di Montella è crisi con tre sconfitte di fila e la zona europea che si sta pericolosamente allontanando.
  2. Iago Falque. L’attaccante del Torino ha preteso di battere il rigore in Empoli-Torino (finita 1-1) sradicando il pallone dalle mani di Belotti. Risultato? Tiro debole e penalty parato dal portiere dei toscani, Skorupski. C’è da giurarci che a fine gara il tecnico granata, Sinisa Mihajlovic, gliene abbia dette quattro nello spogliatoio e infatti, davanti alle telecamere, l’allenatore serbo ha dichiarato che i prossimi rigori li tirerà il “Gallo” Belotti. Maledetto egoismo.

Francesco Carci

Progetto Gay Icons. Street-art libertaria
per Roma

proxanaplus-2016Roma è sovente finita al centro delle cronache locali e nazionali per numerosi atti di omofobia. In questi giorni nella via di San Giovanni in Laterano e nelle stradine limitrofe, la cosiddetta gaystreet di Roma, è possibile ammirare una galleria a cielo aperto di arte contemporanea alla quale hanno contribuito artisti internazionali come: MIMI THE CLOWN, KORTENIUS e JØMALI. Le loro opere, realizzate grazie al contributo di Proxana Plus, il farmaco che consente la gestione dell´infiammazione della prostata, e al coordinamento di KOOL & the BRAND ritraggono le più note icone gay a livello storico e internazionale. proxanaplus-2016-1

Da Antinoo, icona gay della tradizione romana, legato da una relazione sentimentale all´imperatore Adriano, a Freddie Mercury, George Michael, Cristiano Ronaldo, David Beckham, e David Bowie. Una galleria di forme e colori che risponde all´oscurantismo omofobo con la gioia e la profondità emozionale che la street-art sa offrire. Si rassegnino i vandali omofobi che, già in azione, hanno tentato atti vandalici contro le opere. La galleria è diventata anche una mostra online consultabile alla pagina Instagram #proxanaplus e nuove iniziative sono in programma per il 2017.

Grazie al contributo di Proxana Plus e alla creatività degli artisti che hanno aderito al progetto, oggi Roma si riscopre più libertaria e più allineata con le sue tradizioni delle quali è parte integrante Antinoo, ritenuto uno dei più fulgidi esempi di bellezza.

Euro 2016. Sorpresa Portogallo: Eder
eroe inaspettato

portogalloPARIGI – Dalle lacrime di dolore alle lacrime di gioia: il Portogallo è campione d’Europa. La nazionale del ct Fernando Santos ha sorprendentemente battuto 1-0 i padroni di casa della Francia ai tempi supplementari, grazie alla rete del gigante Eder al 109’.

Già alla vigilia della finalissima di Parigi i favori del pronostico erano tutti per i transalpini, le sorti sembravano indirizzate ancora di più verso i ragazzi di Deschamps dopo l’infortunio al ginocchio di Cristiano Ronaldo che, in seguito a un duro contrasto con Payet, al 25’ ha dovuto alzare bandiera bianca lasciando il campo all’ex interista Quaresma. Il Portogallo tuttavia non ha accusato il colpo, restando ben organizzato in difesa e creando anche qualche pericolo in attacco.

L’occasione più ghiotta nei tempi regolamentari l’ha avuta nei minuti finali il centravanti francese Gignac, che ha colpito un clamoroso palo dopo aver superato benissimo Pepe. Nei supplementari invece ecco la sorpresa: prima la traversa ha detto di no a un calcio di punizione di Raphael Guerreiro, poi al 109’ il centravanti Eder, subentrato da poco al posto di Renato Sanches, ha trovato un gran gol dalla distanza, sul quale il portiere avversario Lloris non ha potuto nulla. Emozionante l’immagine di Cristiano Ronaldo che, con il ginocchio fasciato, dalla panchina ha incitato tutti i suoi compagni a non mollare.

Al fischio finale dell’arbitro inglese Clattenburg è partita la grande gioia dei portoghesi, unita all’amarezza e delusione dei francesi, per la prima vittoria in un campionato europeo.

Per Ronaldo è l’ennesimo trionfo, che lo porterà alla vittoria del prossimo Pallone d’Oro, per il ct Santos è un autentico capolavoro, mentre per i tanti giovani (da Renato Sanches a Joao Mario fino a Raphael Guerreiro) è l’occasione per farsi conoscere nel grande calcio. E ora tutto un Paese è in festa.

Francesco Carci