Biotestamento. Via libera del Consiglio di Stato

cappato gallo

Via libera dal Consiglio di Stato all’attuazione del biotestamento, con il deposito oggi delle risposte ai quesiti del Ministro della Salute Giulia Grillo sulle Disposizioni anticipate di trattamento, con particolare riferimento alla Banca dati nazionale, contribuendo all’effettiva attuazione del testamento biologico. Il Consiglio di Stato dà così il via libera all’attuazione del biotestamento. “Con il parere reso oggi il Consiglio di Stato – sottolinea un comunicato – contribuisce all’effettiva attuazione del testamento biologico”. Con le Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) – ricorda la nota di Palazzo Spada -ciascun individuo, nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, può decidere “ora per allora” su eventuali trattamenti sanitari che potrebbero riguardarlo e sui quali in futuro non sarà in condizione di prestare il consenso; ciò avviene manifestando la propria volontà mediante la redazione di un atto specificamente previsto.

In particolare con il parere reso oggi il Consiglio di Stato ha ritenuto che “la banca dati nazionale – proprio perché le relative informazioni possono essere conosciute sull’intero territorio del Paese – su richiesta dell’interessato deve contenere copia delle Dat, compresa l’indicazione del fiduciario, salvo che il dichiarante non intenda indicare soltanto dove esse sono reperibili». Inoltre ha stabilito che il registro nazionale «è aperto anche a tutti coloro che non sono iscritti al Servizio sanitario nazionale”. E ancora: “Le Dat non hanno alcun vincolo di contenuto: l’interessato deve poter scegliere di limitarle solo ad una particolare malattia, di estenderle a tutte le future malattie, di nominare il fiduciario o di non nominarlo, ecc. Spetterà al Ministero della Salute mettere a disposizione un modulo-tipo per facilitare il cittadino a rendere le Dat”.

Soddisfazione esprimono Filomena Gallo e Marco Cappato, segretario e tesoriere dell’associazione Luca Coscioni: “Bene il parere del Consiglio di Stato, e bene anche la volontà della Ministra Giulia Grillo di non lasciar passare ulteriore tempi rispetto a termini di legge già scaduti per l’istituzione della Banca dati” “La Banca dati Nazionale sulle Disposizioni anticipate di Trattamento – continuano – consentirà che le stesse Dat siano rese note su tutto il territorio ai sanitari che dovranno attenersi a quanto previsto per legge ( 219/17). Chiediamo al Ministro al fine di rafforzare l’operatività della legge attraverso la Banca dati delle disposizioni anticipate di trattamento con un Decreto che preveda l’inserimento delle Dat nella tessera sanitaria regionale”.

Fine vita. Pisani, in Basilicata è battaglia vinta

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“Quella sul fine vita è una battaglia che combatto in prima fila da anni; nel 2015, per ovviare al silenzio del Parlamento, inviai una lettera a tutti i consiglieri regionali del PSI per invitarli a presentare nelle rispettive regioni la proposta di legge «Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT)» che includeva l’istituzione di un Registro Regionale. Sapere che quel registro oggi diventa realtà in 12 comuni della mia Regione, inclusa la mia Lauria, è per me una conquista personale e politica. Si tratta di una scelta di civiltà e di libertà”.

Questo il commento della portavoce del PSI, Maria Pisani, alla notizia dell’istituzione, in 12 comuni della Basilicata, del registro territoriale delle dichiarazioni anticipate di trattamento medico (DAT) che dà la possibilità di manifestare anticipatamente la propria volontà rispetto ai trattamenti di natura medica in previsione dell’eventualità che l’interessato si trovi in una condizione irreversibile di incapacità di intendere e di volere.

Il registro permetterà ai cittadini coinvolti di disporre anche sulla donazione degli organi e sulla cremazione. Pisani ricorda che la richiesta di presentare richiesta ai comuni in assenza della legge fu estesa anche agli amministratori e proprio a Lauria i socialisti presentarono un odg. “Nei prossimi giorni sarò nel mio comune per sottoscrivere la mia DAT”, ha aggiunto Pisani, “un passo che invito tutti a fare per essere liberi di scegliere sul proprio destino”, ha concluso la portavoce socialista.

Redazione Avanti!

Scrive Severino Mingroni:
Lettera alla Ministra Lorenzin

Lettera di Severino Mingroni, locked-in tetraplegico e muto, Consigliere Generale dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica

Alla Ministra Beatrice Lorenzin, ai Parlamentari tutti e al Presidente della Regione Abruzzo

Al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin
A tutti i Parlamentari
Al Presidente della regione Abruzzo Luciano D’Alfonso
Intero Consiglio Regionale
Sono Severino Mingroni, consigliere generale dell’associazione Luca Coscioni.
Per conoscermi meglio, ecco maggiori informazioni a questo link

A causa della mia sindrome di locked-in, LIS in breve, dal 1995 sono diventato una persona con una disabilità estremamente grave, che comunica con tutti solo grazie ad un computer connesso ad Internet e il movimento della testa; non solo posso comunicare ancora, nonostante la mia LIS, ma mi informo e mi distraggo pure (qui LINK).

E siccome non posso parlare come fate voi, io non posso comunicare, e grazie a Dio la scienza mi consente di farlo ancora solo tramite uno HeadMouse, un mouse su schermo con tastiera su schermo uguale sopporto bene quasi sempre la mia disabilità gravissima.

Quindi, Ministra Beatrice Lorenzin, invece di dire assurdità circa favorire l’obiezione di coscienza alle DAT, poiché la neo legge sulle DAT non la prevede, vigili affinché i medici le rispettino quando sarà, a cominciare dalle mie che sono pubblicate a questo link: https://www.associazionelucacoscioni.it/notizie/comunicati/111784/.

Le chiedo di fare il Ministro di tutti per la nostra salute, garantendo a tutti assistenza e cure e libertà. Se poi è pro vita davvero (pro vita indipendente, aggettivo che aggiungo io), come i Parlamentari anti DAT dicono di esserlo, faccia tre cose di concerto con gli altri suoi colleghi che si dicono pro vita:

1- Vi pregherei di fare in modo con norme certe, che le persone nella mia situazione locked-in, tetraplegici, muti, possano comunicare con la strumentazione elettronica all’avanguardia che ci consente di poter dire la nostra. Ad esempio la Apple doti i suoi Mac di un mouse su schermo per disabili, oltre che di una già ottima tastiera su schermo uguale per disabili. Che tale mouse su schermo sia simile al Draggerper Windows della www.orin.com , soprattutto perché si può mettere anche in orizzontale e in alto sullo schermo.

2- Vi pregherei altresì, di fare in modo che il Presidente della mia Regione Abruzzo, attui la legge sulla Vita indipendente, affinché sia effettiva per i disabili abruzzesi aventi diritto ad essa, e non a 13 su 38 come questo anno.

3- Vi chiedo di istituire un vero Fondo Nazionale adeguato per la vita indipendente. Fondo Nazionale a cui possano attingere tutte le Regioni italiane purché abbiano o avranno una legge regionale per la vita indipendente, al solo scopo di garantire la assistenza indiretta a tutti i disabili italiani aventi diritto ad essa.

Sì, anche noi disabili siamo pro vita, purché sia indipendente e siano rispettate le nostre volontà. E purché sia anche informatica con un mouse su schermo simile al Dragger suddetto per noi tetraplegici e muti pure.

E voi Parlamentari nazionali tutti? Mi aspetto risposte. Presto.

Rometti: “Dopo parole del Papa, proposta di legge sul DAT”

Dopo le parole pronunciate anche dal Papa in materia di accanimento terapeutico e quel no convinto espresso in quanto è «moralmente lecito rinunciare all’applicazione di mezzi terapeutici, o sospenderli, quando il loro impiego non corrisponde a quel criterio etico e umanistico definito “proporzionalità delle cure”», si aprono nuovi orizzonti sul tema del fine-vita che riportano alla ribalta quel progetto normativo, presentato insieme al collega Solinas che chiede, sul piano della legislazione regionale, di intervenire in merito e favorire chi, trovandosi in situazioni di incoscienza, ha preventivamente manifestato la volontà di porre fine, al verificarsi di tale condizione, alla propria esistenza. Il riferimento è alla proposta di legge “Istituzione del Registro Regionale delle Dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT) sanitario”, depositata in data 21 dicembre 2015, la quale si inserisce nel più ampio dibattito sul fine vita e, per quanto attiene alla sfera di competenza regionale, si propone di istituire e regolamentare il Registro regionale delle Dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT). La finalità perseguita quella di garantire ad una persona maggiorenne, nel pieno possesso delle proprie capacità, il diritto di manifestare espressamente la propria volontà in ordine ai trattamenti sanitari a cui essere o non essere sottoposta nel momento in cui si venisse a trovare in una situazione di perdita di coscienza ritenuta dai medici curanti non ragionevolmente reversibile. Come emerge anche dalle parole del Papa “uno spazio adeguato” deve essere dato “alla dignità dell’essere umano” e questo può essere garantito attraverso una disciplina normativa che intervenga a dare certezza alle scelte di fine vita. Attraverso la proposta di tale disciplina non si intende entrare nel merito delle scelte di ogni singolo individuo quanto piuttosto affermare la necessità che il legislatore, ivi compreso quello regionale, senza aderire a particolari convinzioni ideologiche o religiose, si faccia interprete dei bisogni e delle richieste più profonde dei cittadini permettendo, in tal modo, una piena esplicazione del diritto del singolo alla propria autodeterminazione.

Biotestamento: si dimette relatrice, ddl verso l’Aula

biotestamentoHa rimesso il mandato di relatrice al provvedimento sul Biotestamento, come aveva annunciato. La mossa della presidente della commissione Sanità del Senato, Emilia Grazia Di Biasi, non giunge inaspettata e apre alla possibilità che il ddl vada direttamente in Aula a Palazzo Madama senza relatore. La decisione in tal senso spetta pero’ alla Conferenza dei capigruppo, nelle cui mani è ora il testo di legge. Resta tuttavia un’incognita fondamentale, quella dei tempi: l’auspicio di Di Biasi e vari gruppi politici è che la legge passi entro la Legislatura, ma i margini temporali risultano ‘stretti’. Le dimissioni di Di Biasi rappresentano, comunque, un segnale chiaro: “Non ritengo ci siano le condizioni per proseguire l’iter del provvedimento in Commissione, quindi rimetto il mandato da relatrice. I tempi non consentono di proseguire in Commissione”, ha annunciato De Biasi, precisando come tuttavia non spetti a lei “come presidente della commissione decidere sulla calendarizzazione in Aula del Ddl. Da questo momento, come da regolamento, il provvedimento esce dalle competenze della commissione Sanità ed entra in quelle regolamentari della Conferenza dei capigruppo”.

Ad ogni modo, “Le mie dimissioni da relatrice, non da presidente della commissione – ha sottolineato – ribadiscono ulteriormente l’importanza di approvare la Legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) o Biotestamento. Legge rilevante e attesa”. Soddisfatti Mdp e M5S, che chiedono che il testo vada al voto dell’Aula “subito”. “Chiederò alla conferenza dei capigruppo l’immediata calendarizzazione in Aula”, ha dichiarato Maria Cecilia Guerra, capogruppo di Articolo 1-Mdp al Senato. Richiesta sostenuta pure da Idv, mentre M5S ha rilevato come “finora la legge sia rimasta bloccata in Commissione a causa della debolezza del PD, che si è fatto tenere in ostaggio dall’ostruzionismo della Lega e dei micro partiti che tengono in piedi i fragili equilibri di questa maggioranza. Ora ci auguriamo che il Parlamento non perda altro tempo”. Rivolge un appello al presidente del Senato, Pietro Grasso, l’Associazione Coscioni: “Ci appelliamo a Grasso affinché si possa arrivare a una decisione secca: votare subito il testo già approvato a larghissima maggioranza alla Camera. Non c’entra il governo, né l’opposizione, ma la convinzione dei singoli parlamentari. Se invece prevarrà, come e’ stato finora, il rapporto Renzi-Alfano e le logiche di coalizione per le elezioni siciliane e nazionali, allora – conclude l’associazione – ogni pretesto procedurale diventerà buono per far aspettare i diritti dei malati”.

Il ddl di 5 articoli, approvato dalla Camera lo scorso aprile, prevede che per depositare le disposizioni sul fine vita ci si dovrà rivolgere a notaio o pubblico ufficiale, ma sarà possibile farlo anche davanti a un medico del Servizio sanitario. Le volontà sono revocabili ed ognuno potrà disporre il rifiuto dei trattamenti sanitari. L’articolo 3, ‘cuore’ della legge, prevede che “ogni persona maggiorenne, capace di intendere e volere, in previsione di una eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, può, attraverso le Dat, esprimere le proprie convinzioni nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, comprese la nutrizione e idratazione artificiali”.

Redazione Avanti!

Biotestamento, al via la discussione generale

biotestamentoAl via nell’Aula della Camera la discussione generale sul complesso degli emendamenti al ddl sul testamento biologico (dat). Molti gli iscritti a parlare sono quasi trenta. E’ prevedibile, dunque, che nella seduta di oggi nessun emendamento venga votato e che tutto slitti ad aprile, quando i tempi di esame del provvedimento saranno contingentati.

Locatelli: il Paese chiede la legge
“Il nostro Paese ha bisogno di questa legge, e ci vengono segnali chiari da una opinione pubblica sempre più informata e sempre più impaziente. Non possiamo aspettare oltre, sarebbe un altro schiaffo nei confronti dei cittadini, quelli che ancora ripongono un po’ di fiducia in noi”. Lo ha detto Pia Locatelli, coordinatrice dell’Intergruppo per il fine vita e capogruppo Psi alla Camera, intervenendo nella discussione . “Chi si oppone a questo testo sembra essere cieco e sordo di fronte alle richieste dell’80% dei cittadini che, secondo gli ultimi sondaggi, e delle cittadine chiede il diritto di scegliere sul fine vita. La società civile, le sentenze della magistratura, i medici e le strutture ospedaliere, sono molto più avanti, e in molti casi mettono già in atto quanto ci accingiamo a legiferare. Mi auguro che i due principali partiti PD e 5 Stelle su questo testo restino uniti, per tutto il suo iter, senza fare ulteriori concessioni e senza tirarsi indietro, a dimostrazione che sui temi etici maggioranza e opposizione possono lavorare insieme per il bene del Paese”.

Le norme del ddl sul biotestamento “ci vanno bene. Tenteremo di migliorarle. Non potremo accettare deragliamenti dagli assi fondamentali di questa legge” ha detto nell’Aula della Camera Pierluigi Bersani (Mdp) Bersani spiega: “Ci saranno sempre dei casi che una legge non può risolvere. In quei casi in ultima analisi la sola soluzione: assistito dalla scienza, decide l’amore”.

Cicchitto, voterò si’ in dissenso dal gruppo
Fabrizio Cicchitto, di Alternativa Popolare, voterà in dissenso dal proprio gruppo. Cicchitto Interverrà in aula sul complesso degli emendamenti e rileva – si legge in una nota – che sul tema delle disposizioni anticipate di trattamento non esiste disciplina di partito per cui, in dissenso con il suo gruppo, egli è “favorevole alla legge nella sua stesura attuale, tranne possibili emendamenti migliorativi. Il testo unificato della legge è ispirato a buonsenso, umanità, e alla parziale facoltà di potere intervenire anticipatamente sulla conclusione della propria esistenza qualora non si sia più in condizione di intendere e volere. Per questo le dat devono essere vincolanti per il medico il cui ruolo non è affatto umiliato. La legge è ispirata a fondamentali principi di libertà espressi anche dall’articolo 32 della Costituzione”.

Piemonte. Raccolta firme per il testamento biologico

Testamento_biologicoPresso l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale del Piemonte, in rappresentanza e per conto della Federazione Metropolitana di Torino del Partito Socialista Italiano, è stata depositata oggi da Marco Riva Cambrino una petizione popolare per richiedere l’istituzione del registro regionale delle dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario (DAT). A seguito della richiesta avanzata da Riccardo Nencini, segretario nazionale del PSI, ai consiglieri regionali del partito socialista di presentare proposta di legge regionale per l’istituzione del registro delle DAT nell’ambito della campagna “Libertà di essere, libertà di scegliere” – in appoggio alla battaglia di Max Fanelli (“Io sto con Max. Sì all’eutanasia”) – la Federazione Metropolitana di Torino, non avendo consiglieri regionali, ha deciso di ricorrere alla petizione, prevista dallo Statuto della Regione Piemonte, per dare il proprio contributo politico alla campagna nazionale e all’allargamento dei diritti e delle libertà dei cittadini.
Il Partito Socialista ritiene che la presentazione della petizione sia  un valido punto di partenza, a Torino ed in Piemonte, per l’affermazione della sovranità del principio di laicità e per le libertà – un percorso aperto a tutte le forze progressiste, laiche e riformiste -.