Rai. Buemi, tempi duri per un’informazione autonoma

RAI-RiformaIn nome della battaglia contro la lottizzazione si lottizza. Questa la morale della vicenda Rai ai cui vertici il governo, tramite il ministero dell’economia, ha posto persone di propria fiducia. Ne di più ne di meno di come è sempre successo. Insomma il governo ha raggiunto l’accordo sulle nomine “in ottemperanza alle disposizioni di legge e di statuto e a completamento delle designazioni già effettuate dal Parlamento e dall’azienda, per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Rai il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, ha proposto al Consiglio dei Ministri i seguenti nominativi: Fabrizio Salini, indicandolo per la carica di amministratore delegato, e Marcello Foa per la carica di consigliere di amministrazione”. Si legge così in una nota del Ministero dell’Economia. Foa sarà votato dalla commissione di Vigilanza per la carica di presidente dell’azienda radiotelevisiva.

“Oggi diamo il via a una rivoluzione culturale. Ora ci liberiamo dei raccomandati e dei parassiti”, nella Rai”. Ha detto il vicepremier Luigi Di Maio. Il perché poi i nominati in precedenza siano dei raccomandati e quelli di oggi non lo siano, è tutto da capire. Va ricordato comunque che le norme in vigore sono figlie della riforma voluta dal governo Renzi. “I risultati di una riforma sbagliata e pensata a favorire la propria continuità di governo – afferma l’esponente socialista Enrico Buemi senatore nella scorsa legislatura – ha portato oggi a consentire a Lega e 5 Stelle di occupare la Rai con leadership oscurantiste al servizio di interessi diretti di forze politiche e di governo che le hanno scelte. Saranno tempi duri, più del passato, per una informazione autonoma e libera da condizionamenti di varia natura, ma purtroppo sempre al servizio del potente di turno”. Dall’opposizione quindi l’accusa è quella di militarizzare la Rai: “Nessuna nomina di garanzia: Salvini e Di Maio vanno contro la legge e militarizzano la Rai con una spartizione senza precedenti. Tria e Conte non pervenuti”. Sono le parole di Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai. “Foa – continua Anzaldi – è un fedelissimo di Salvini mentre Salini è stato l’ad de La7 nel momento in cui la tv di Cairo si è trasformata in un lungo talk show filo M5s contro Renzi e il Pd. Vogliono asservire il servizio pubblico alla loro lottizzazione selvaggia”.

NELLA RETE

casaleggio 2Un futuro “futuristico”, ma con aspetti che purtroppo ricordano un losco passato. Davide Casaleggio, il figlio del fondatore del Movimento 5 stelle, espone la sua idea di democrazia diretta in un’intervista a “La Verità”.
“Oggi grazie alla Rete e alle tecnologie, esistono strumenti di partecipazione decisamente più democratici ed efficaci in termini di rappresentatività popolare di qualunque modello di governo novecentesco. Il superamento della democrazia rappresentativa è inevitabile”
Per l’attuale presidente della Casaleggio Associati però “il Parlamento ci sarebbe e ci sarebbe con il suo primitivo e più alto compito: garantire che il volere dei cittadini venga tradotto in atti concreti e coerenti. Tra qualche lustro è possibile che non sarà più necessario nemmeno in questa forma”.
Casaleggio ha parlato dei grandi cambiamenti sociali, della democrazia diretta e partecipativa: “I grandi cambiamenti sociali possono avvenire solo coinvolgendo tutti attraverso la partecipazione in prima persona e non per delega”. Ha sottolineato che “non servono baroni dell’intellighenzia che ci dicono cosa fare, ma persone competenti nei vari ambiti che ci chiediamo verso quali obiettivi vogliamo andare e che propongono un percorso per raggiungerli”.

“Io non mi stupisco – afferma il segretario del Psi Riccardo Nencini – quando Casaleggio immagina la chiusura del Parlamento. Non è una novità. I grillini la democrazia rappresentativa l’hanno sbeffeggiata non appena entrati in Parlamento. Andate a rileggere i loro interventi e quelli della pattuglia fascista eletta nel 1921: nessuna differenza. Prima o poi proporranno di chiudere anche i consigli comunali. Il punto è cosa fa la sinistra per combattere questa aberrazione. Noi ci siamo, e gli altri?”.

A parlare di attacco organizzato alle istituzioni è il responsabile giustizia del Psi Enrico Buemi. “Davide Casaleggio nella sua intervista di stamane – afferma l’esponente socialista – ha sicuramente un merito e cioè quello di annunciare uno scenario che loro, M5s, piattaforma Rousseau, Casaleggio associati e altro, stanno perseguendo”. “È evidente che l’attacco organizzato con metodo alle istituzioni pubbliche in generale e in particolare a quelle democratiche ha una sola finalità, cioè sostituirle con un potere fortemente accentrato nelle mani di pochi, in particolare di coloro che detengono e sviluppano intelligenza artificiale e hanno a disposizione ingentissimi capitali”, ha continuato Buemi. “L’illusione di avere uno Stato più democratico e più attento alle esigenze dei cittadini verrà quanto prima smentita ma probabilmente sarà troppo tardi perché saranno state introdotte nell’organizzazione pubblica e nelle abitudini dei singoli privati strumenti di manipolazione di massa già in atto che sempre di più aumenteranno la loro efficacia”, ha continuato Buemi. “Tutto questo è ineluttabile? Dipende dalla capacità delle organizzazioni democratiche di mettere in campo rapidamente una controffensiva che spazzi via questa visione delirante e autoritaria di una società solo apparentemente più democratica perché libera dalle interpretazioni e dalle mediazioni della politica. L’alternativa alla democrazia non sarà l’organizzazione proposta da Casaleggio – ha concluso Buemi – ma la guerra civile non solo delle parole ma anche delle armi”.
Le affermazioni del figlio di Gianroberto hanno lasciato sgomenta gran parte della politica, dal Pd a Forza Italia.
“Secondo Casaleggio la democrazia rappresentativa è ormai superata e il Parlamento sarà presto inutile, questione di qualche anno. Prima capiamo tutti che tra l’autoritarismo del M5s e quello della Lega non c’è alcuna differenza, meglio sarà per la sinistra italiana”, scrive su Twitter il presidente del Partito democratico, Matteo Orfini.
“I grillini puntano a una finta democrazia del web dove i like sostituiscono la competenza, tutti sono più controllabili e la Casaleggio Associati guadagna su ogni click”, attacca il deputato forzista Luca Squeri. “E magari mentre gli italiani stanno a casa a studiare leggi e trattati internazionali su cui esprimere la propria opinione, a mantenerli ci penserà il reddito di cittadinanza”, continua sarcastico.
Ma l’intervento del giovane Casaleggio non ha toccato solo il tema della rappresentanza politica. Per quel che riguarda i parametri sul debito e sul deficit presidente della Casaleggio Associati giudica “anacronistico” il tetto del 3%. “L’Italia – conclude- ha resistito alla crisi grazie a una straordinaria solidità. Ora ha bisogno di supporto per rilanciare l’economia interna. In questo senso serve flessibilità”. Ma se sul piano della partecipazione Casaleggio va a percorrere una strada già battuta dai populisti, sul tema del lavoro si riconferma imprenditore e si mette di traverso ai lavoratori.
Per il giovane milionario “in Italia esistono tutele dei lavoratori fra le più alte in Europa. Un adeguamento su questo fronte sarà necessario, ma in relazione alle nuove modalità di lavoro che si stanno imponendo come conseguenza del cambiamento in atto, non certo per via dell’immigrazione”.
Luigi Di Maio non prende le distanze, anzi: “Di solito i Casaleggio ci prendono sempre quando parlano di futuro”. E tuttavia precisa: “I cittadini già ci dicono che il Parlamento è inutile. Sta a noi, con atti concreti, dimostrare il contrario”.

PERCEZIONE E REALTA’

open armsChe tra il ministro dell’Interno e le organizzazioni non governative non corresse buon scambio lo avevano ormai capito tutti. Nessuno, però, pensava che ciò potesse portare a considerare l’Italia un paese inaffidabile o addirittura razzista. Ma tant’è. Il giallo del salvataggio e le foto diffuse nella giornata di ieri hanno scatenato enormi polemiche tra i volontari di Open Arms e Matteo Salvini, deciso più che mai a tenere la linea dura. Oggi la Ong spagnola, dopo un botta e risposta estenuante con il Viminale, ha deciso di fare rotta verso la penisola iberica. “Non ci fidiamo del ministro dell’Interno italiano e delle sue intenzioni verso i migranti” il senso delle parole di Open Arms diffuse nel pomeriggio.

Dopo la scelta dell’imbarcazione di cambiare rotta, Salvini ha affermato che “nonostante la nostra disponibilità di porti siciliani, la nave Ong va in Spagna, con una donna ferita e due morti… non sarà che hanno qualcosa da nascondere?”. Il capo del Carroccio gongola. Un’altra nave cambia rotta dopo il braccio di ferro con il Viminale. Musica per le orecchie sovraniste del pratone di Pontida. Un punto in più a Salvini nella personale sfida con Di Maio, che fino ad oggi vede il suo pallottoliere ancora a secco.

Con questo modus operandi, il leader leghista continua nel suo particolare storytelling: la ricerca continua del nemico da sconfiggere (in questo caso da affondare). L’obiettivo sembra quello di voler instillare a forza nel Paese un clima vittimistico, di paura, come se l’Italia si trovasse di fronte ad una invasione di barbari.

I numeri dicono il contrario, in realtà. Ma ciò che conta è la percezione. Il ministro dell’Interno lo sa bene e non si cura delle conseguenze. Salvini va avanti senza sosta, non preoccupandosi di distruggere la credibilità italiana nel mondo. Certo è che non tutte le imbarcazioni cariche di profughi potranno essere respinte. Chissà che decisione assumerà l’Italia se i due barconi fermi a largo di Turchia e Tunisia dovessero affacciarsi sui nostri mari. Tutto è ormai possibile.

In merito al rifiuto di Opern Arms “se qualcuno ritiene di poter lanciare tale accusa è evidente che stia maturando un senso comune favorevole a valutazioni di questo tipo”, ha avvertito l’ex parlamentare Psi Enrico Buemi. “Inoltre, il fatto che la nave si stia dirigendo in Spagna fa ritenere che in Italia l’informazione sulla vicenda possa essere alterata da ingerenze e da comunicazioni mediatiche non rispondenti alla realtà dei fatti”, ha spiegato il dirigente socialista.

F.G.

Buemi, Salvini non conosce centri accoglienza libici

migranti libia tortura“Dobbiamo cambiare la normativa e rendere i porti libici porti sicuri. C’è questa ipocrisia di fondo in Europa in base alla quale si danno soldi ai libici, si forniscono le motovedette e si addestra la Guardia Costiera ma poi si ritiene la Libia un porto non sicuro”. È quanto afferma il ministro dell’Interno Matteo Salvini in una conferenza stampa a Mosca, dove si trova per assistere alla finale dei Mondiali, indicando quale sarà l’obiettivo dell’Italia nell’incontro di dopodomani per ridiscutere la missione Sophia.
“Affermare che la Libia sia porto sicuro per il rimpatrio di coloro che vengono recuperati in mare è ridicolo oltre che una stupidaggine”, così Enrico Buemi, responsabile Giustizia del Psi e Senatore nella XVII Legislatura, ha commentato le recenti dichiarazioni del Ministro dell’Interno Salvini. “Questo non solo perché manca il controllo sul territorio da parte di un’organizzazione statale certa libica ma anche perché è assolutamente incerto che su quel territorio siano applicati trattamenti rispettosi del diritto umanitario internazionale”, ha continuato Buemi. “Consiglierei a Salvini, invece di perdere tempo con partite di calcio, di andare a visitare i centri di accoglienza libici senza preavviso, magari fermandosi qualche giorno, e verificando sulla propria pelle il trattamento umanitario riservato, con la cautela di non farsi accompagnare né da membri dei servizi segreti italiani né da forze di polizia libiche, cosicché la verifica sarà più naturale e reale”, ha concluso Buemi.
Contro le dichiarazioni di Salvini arriva la risposta europea. “Nessuna operazione europea e nessuna imbarcazione europea” riporta i migranti salvati in mare in Libia, perché “non consideriamo che sia un paese sicuro”. Lo dice la portavoce della Commissione, Natasha Bertaud, rispondendo ai giornalisti che chiedevano un commento della Commissione sulle parole del ministro degli Interni italiano. Salvini però insiste e replica su Twitter: “L’Unione Europea vuole continuare ad agevolare lo sporco lavoro degli scafisti? Non lo farà in mio nome, o si cambia o saremo costretti a muoverci da soli”. Ma stavolta interviene anche l’italiana Lady Pesc, Federica Mogherini, che spiega al Vicepremier: “La decisione rispetto al fatto che i porti libici non siano porti sicuri è una decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo, quindi è una valutazione puramente giuridica sulla quale non c’è una decisione politica da prendere”.

Reato di Tortura. Buemi, poliziotti rispettino le persone

reato-di-torturaGiorgia Meloni, ormai sorpassata da un Salvini sempre più a destra, punta su una legge per cui lo Stato italiano ha impiegato anni a far approvare, una legge considerata anche troppo timida da ong e associazioni per i diritti umani, quella sul reato di tortura. “Fratelli d’Italia ha presentato due proposte di legge per aumentare le pene a chi aggredisce un pubblico ufficiale e per modificare il reato di #tortura che, così com’è codificato oggi, impedisce alle forze dell’ordine di svolgere il proprio lavoro. Difendiamo chi ci difende!”, ha scritto su Twitter la leader di Fratelli d’Italia.
Due proposte di legge: una per aumentare le pene a chi aggredisce un pubblico ufficiale e “garantire la punibilità elevando la pena”; la seconda per modificare il reato di tortura, a lungo dibattuto in Italia e introdotto nella scorsa legislatura. “Gli uomini e le donne in divisa – spiega Meloni – devono poter svolgere il loro lavoro in sicurezza e con dignità”. Con l’introduzione del reato “gli agenti sono stati mortificati” e non sono stati messi in condizione di svolgere il loro lavoro perché basta un “insulto – afferma – per rischiare pene fino a 12 anni”.
“È la solita manfrina della destra italiana – è il commento del responsabile giustizia del Psi Enrico Buemi- che vuole mettersi non soltanto dalla parte delle forze dell’ordine, dalla cui parte siamo tutti noi in quanto rispettosi della legalità e del principio secondo il quale lo Stato debba esercitare fino in fondo le sue funzioni. La Meloni invece vuole trovare una giustificazione per comportamenti illegali che sarebbero ancora più gravi se commessi da pubblici ufficiali”. “La Meloni mistifica una situazione che dal punto di vista giuridico è molto chiara. Non si tratta assolutamente di impedire l’attività legittima del pubblico ufficiale che esegue ordini di arresto o di fermo. È evidente che tutto quello che viene effettuato deve rispondere alla logica del rispetto dell’individuo e se l’uso della forza è necessario non può prescindere dall’applicazione di quanto previsto dal nostro ordinamento”.
“E nello stesso tempo – continua Buemi – se non ci sono le necessità di un fermo fisico è evidente che il fermo debba avvenire con altre modalità. Se invece si vuole sostenere che il poliziotto è legittimato in qualsiasi situazione a usare violenza sia fisica che psicologica intimidendo o addirittura provocando sofferenze fisiche, è evidente che questo è un reato che nel nostro ordimento è perseguito e che non può essere giustificato”.

QUESTIONE DI DIRITTO

diciottiQuello dei migranti resta il tema preferito del (vice)premier Matteo Salvini. Dopo il braccio di ferro tra il ministro Toninelli e il ministro degli interni arriverà oggi a Trapani la nave Diciotti della Guardia Costiera con a bordo i 67 migranti salvati dal rimorchiatore italiano Vos Thalassa davanti alla Libia. Non vi è giorno che non batta sullo stesso tasto creando tensioni anche all’interno del governo tanto da condizionare l’intero esecutivo. Matteo Salvini continua infatti a ribadire la linea dura: “Prima di concedere qualsiasi autorizzazione – ha detto –  attendo di sapere nomi, cognomi e nazionalità dei violenti dirottatori che dovranno scendere dalla Diciotti in manette. Se su quella nave c’è gente che ha minacciato e aggredito non saranno persone che finiranno in albergo ma in galera – dice – quindi non darò autorizzazione allo sbarco fino a che non avrò garanzia che delinquenti, perché non sono profughi, che hanno dirottato una nave con violenza, finiscano per qualche tempo in galera e poi riportati nel loro paese”.

“Le minacce sul fronte Sud per quanto riguarda il terrorismo sono molto significative” ha detto oggi il premier Giuseppe Conte al suo arrivo al vertice Nato a Bruxelles, sottolineando l’importanza del rafforzamento dell’hub Nato di Napoli. “Dalla stessa immigrazione – ha detto – potrebbero arrivare rischi e pericoli di foreign fighter”. “L’incontro con Salvini” di stamattina “è andato molto bene, ci siamo aggiornati. A breve assumeremo iniziative italiane per dare continuità alle conclusioni del vertice Ue di giugno” ha precisato Conte.

In sostanza Conte ha preso la comanda da Salvini su cosa dire in tema di immigrazione. “Con Conte – ha detto Salvini – c’è una linea comune: rafforzare la sicurezza dei cittadini cittadini italiani ponendo al centro del Vertice il fatto che non possiamo essere lasciati soli”.

Infine Salvini ha parlato insieme al presidente del Consiglio del principio della condivisione da impostare con gli altri Paesi Ue sui flussi migratori. Il problema è che Salvini sta stringendo alleanze con quei Paesi i cui interessi sono opposti a quelli italiani. Un principio che piace all’Ungheria di Orban è ovviamente in contrasto con quelli utili al nostro Paese. Di conseguenza danno doppio. “La gestione del tema dei migranti – ha commentato il segretario del Psi Riccardo Nencini ospite alla trasmissione Coffee Break de La 7- è senza dubbio un tema delicato, ma nell’impostazione di questo governo c’è un punto debole e cioè’ che senza dubbio la questione va risolta a livello comunitario. Invece Salvini e Di Maio stanno scegliendo gli alleati sbagliati, perché se ti allei con chi non vuole la modifica del regolamento di Dublino e con i partiti del patto di Visegrád metti l’Italia in una posizione scomoda”.

“Abbiamo un nuovo Duce?” Si è chiede Enrico Buemi Responsabile Giustizia del Psi e Senatore nella XVII Legislatura dopo le ultime dichiarazioni di Matteo Salvini sui migranti. “Sarebbe utile – ha proseguito – che il Ministro degli interni Salvini rinfrescasse le sue conoscenze in materia di diritto costituzionale e di separazione dei poteri. L’insistenza con cui ripropone indicazioni precise di arresti di individui e negazione di accessi a mezzi navali, anche italiani, rappresenta una palese violazione delle autonomie dei singoli poteri e un’ingerenza politica-amministrativa ormai inaccettabile nei ministeri non di sua competenza”, ha sottolineato Buemi.

“Il persistere di tale comportamento non può non richiamare l’attenzione  dell’autorità competente in particolare quella giudiziaria per l’incitamento a comportamenti illegittimi, quali l’istigazione all’odio razziale e, d’altro canto, sarà necessario che qualcuno lo richiami alle proprie competenze impedendogli l’ingerenza ripetuta in quelle altrui e impedendogli di usurpare addirittura il ruolo del Presidente del Consiglio, anima bella ma impercettibile, e dei colleghi dei vari ministeri ai quali sottrae responsabilità e ruolo”, ha concluso il Senatore socialista.

La Strada a Sinistra. Intese per il futuro

la Strada a sinistraTerminato il week-end riminese de “La Strada a Sinistra”, organizzato dal Psi locale e aperto alle migliori energie nazionali della sinistra italiana. Idee, proposte, goliardia e una bandiera socialista che sventolava sul lungomare riminese. Una due giorni occasione di analisi sulla strada da percorrere nel prossimo futuro.
Europa, lavoro, immigrazione, territorio sono solo alcuni dei temi affrontati.
Presenti al dibattito serale del venerdì – aperto del segretario del PSI locale Francesco Bragagni – l’on.le Gennaro Migliore (PD), l’on.le Lara Ricciatti (Leu), Maria Pisani, Portavoce nazionale del PSI, il corrispondente da Parigi per il Foglio Mauro Zanon e il sen. Enrico Buemi (PSI).
Il ruolo di moderatore è stato affidato a Federico Parea della segreteria nazionale del Psi.
Dopo la relazione politica di Luigi Iorio, responsabile nazionale Lavoro del PSI, si è sviluppato un confronto serrato tra le varie anime della sinistra, non privo di una onesta autocritica, che è stato utile per capire le nuove linee politiche che la sinistra dovrà seguire in Italia e in Europa.
Sabato è stato affrontato invece il tema del Psi del futuro con un occhio particolare ai temi della solidarietà sociale e dell’integrazione: sono intervenuti Cesare Carini, segretario regionale PSI Umbria, Maria Adele Berti della Segreteria Regionale del PSI Marche, Simone Oggioni, del coordinamento nazionale di Art. 1 – Mdp, Alice Parma, Sindaco di Santarcangelo, Gerardo Giovagnoli del PSD sammarinese, Gilberto Martinini di Avvocato di Strada Onlus e Ivan Innocenti del Partito Radicale.

La proposta finale emersa dalla discussione generale consiste nel ripensare idealmente la sinistra sui temi (globalizzazione, lotta alle disuguaglianze, Europa dei popoli) e nel portare avanti un indispensabile rinnovamento delle leadership di tutto il centrosinistra.
E’ necessario, inoltre, mettersi subito a lavoro per una lista da presentare alle Elezioni Europee del maggio 2019, che possa far riavvicinare un elettorato di sinistra disilluso e deluso e riaggregare la comunità socialista, evitando di pensare ai congressi di altri partiti.
Una lista che non può non ripartire dalle idee socialiste e che si deve rivolgere a tutta quella sinistra non convenzionale, alle associazioni di area, andando a rappresentare uno stimolo, in termini di proposte, per un PSE ormai da troppo tempo arido di elaborazione politica.

Scontro sui vitalizi. Buemi: “Pifferai e pifferati”

Vitalizio-parlamentari

“Sono curioso di sapere: su che base di legittimità giuridica Fico e soci potranno mettere un limite al vitalizio rispetto al maturato e in base all’effettivamente versato?”. Così in una nota Enrico Buemi, responsabile Giustizia Psi e Senatore nella XVII Legislatura. “Il vitalizio non è un privilegio ma è l’equivalente oggi di quanto versato dal parlamentare. Credo sia più un privilegio quello di chi è andato in pensione dopo 14 anni, sei mesi e un giorno da dipendente statale e, oltretutto, senza raggiungere l’età pensionabile ordinaria”, ha spiegato Buemi. “Sapete quanti sono? Sapete quanti lavoratori dipendenti in pensione che hanno pensioni derivanti dall’ultimo stipendio medio dell’ultimo anno di servizio e non in base alla cifra effettivamente versata? Chiedetelo a quel furbacchione di Boeri che non dice quanto costa questa situazione”, ha sottolineato Buemi. E non dimentichiamoci, poi, di quelli che hanno lavorato una vita ma i cui datori di lavoro gli hanno versato solo in parte i contributi e anche le intere categorie che hanno versato pochissimi contributi e prendono pensioni non proporzionate al versato. È facile cercare il difetto a casa d’altri – ha concluso Buemi – certo è che in tutte le fasi storiche ci sono state pifferai e pifferati”

le parole del responsabile giustizia del Psi arrivano nel giorno in cui torna con prepotenza nelle cronache il tema dei vitalizi con la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati presa di mira dai Cinque Stelle che a detta loro ha voltuto imprimere un colpo di freno al taglio dei vitalizi. “Una giravolta incredibile” affermano. Parte così l’offensiva pentastellata “colpevole” di lasciare “solo” il presidente della Camera Roberto Fico che ha presentato, nell’ultima riunione dell’ufficio di presidenza di Montecitorio, il testo della delibera sul ricalcolo degli assegni mensili agli ex deputati. Casellati, in missione a Washington, ha infatti spiegato di avere “qualche perplessità sul fatto di poter incidere sui diritti acquisiti”.

E, pur aggiungendo che il tema va ripreso anche al Senato “perché sarebbe stravagante che la Camera operasse in un modo e che la stessa situazione non si verificasse nell’altro ramo del Parlamento”, ha auspicato “soluzioni condivise”. Per ora, però, le Camere marciano divise con il risultato che 1.338 ex deputati rischiano di ritrovarsi con un vitalizio “a dieta” mentre gli ex senatori sono in salvo.

E si scatena la pioggia, anzi il diluvio di accuse dei 5 Stelle verso la senatrice di Forza Italia. Un coro pentastellato contro un tema che è stato uno dei cavalli di battaglia non solo della campagna elettorale, ma anche un tema portante della presenza grillina in Parlamento nella passata legislatura. Un tema bislacco ma di facile presa elettorale che fa il paio con il reddito di cittadinanza. Si toglie a quelli che chiamano privilegiati per dare a tutti gli altri. Peccato che i risparmi sarebbero risibili e il monte da redistribuire ben poca cosa. Inoltre sono rilevanti dubbi di costituzionalità sul taglio dei vitalizi. Si tratta di diritti acquisiti e comunque sono diversi i costituzionalisti, tra cui Onida, che ritengono che il problema possa essere affrontato e, nei limiti della nostra Costituzione, risolto solo con una legge e non con un provvedimento amministrativo di un ufficio di presidenza.

Amministrative. Buemi, improvvisazione e inascolto

ballottaggi 2Duro colpo per tutto il centrosinistra, ma anche per i partiti tradizionali che dalle ultime tornate elettorali escono con le ossa rotte. Su 14 comuni capoluogo di provincia al ballottaggio, il centro-destra ha vinto in sette casi, il centrosinistra in quattro, il M5S in uno. Ci sono state poi le vittorie “personali” a Imperia e a Messina. Ma il dato politico più rilevante di questa seconda tornata è con tutta evidenza la sconfitta del centrosinistra nei tre capoluoghi della Toscana in cui si è votato.
“In questi anni ho avuto modo di dire, spesso inascoltato, che con tutte le riforme improvvisate e frutto di esigenze mediatiche più che di necessità concrete di cambiamento, stavamo buttando via il bambino con l’acqua sporca”, ha dichiarato Enrico Buemi, responsabile Giustizia del Psi e già Senatore nella XVII Legislatura. “Il bambino erano le buone Istituzioni e le idee che avevano caratterizzato decenni di ricostruzione dell’Italia e modernizzato e arricchito il Paese e gli italiani. Certo, accanto a quanto di positivo si era fatto, vi era l’acqua sporca e cioè la necessità di modificare pratiche e comportamenti non corretti nell’interesse di tutti perché portatori di logiche di puro interesse individuale e spesso illegale”, ha spiegato Buemi. “Apprendisti stregoni hanno pensato che per rimuovere tali anomalie bastasse demolire le Istituzioni collaudate nel tempo e non invece modificarle con prudenza, sapienza e competenza. Si è inventato tutto e il contrario di tutto e il risultato è che non c’è più niente che funzioni adeguatamente”, ha sottolineato Buemi. “Di questa situazione la sinistra non può ritenersi non responsabile in parte significativa perché essa ha contribuito a questa azione demolitoria e di proposta approssimativa e contraddittoria. Oggi è necessario, davanti al disastro evidente, tornare sui nostri passi e analizzare con rigore gli errori e con grande spirito di verità riproporre soluzioni che, anche se vecchie, non per questo non sono adatte alle esigenze della modernità”, ha continuato Buemi. “Se si analizza la nostra lunga storia si capisce che nonostante minimi adeguamenti la medicina è sempre la stessa e, in particolare quando si imboccano scorciatoie per evitarla, vengono fuori le malattie più gravi e difficili da curare”. Concludendo Buemi sostiene “ripensare la politica italiana e non solo non in chiave sostitutiva ma in chiave di prudente evoluzione sarebbe stata la strada da percorrere ma gli apprendisti stregoni di destra, di sinistra e altro hanno pensato che bastasse demolire, rottamare, cambiare nome per risolvere i problemi del Paese, invece che promuovere nuovi comportamenti dei singoli dentro le Istituzioni e nella società attraverso una massiccia azione di crescita culturale e di responsabilità individuale”

Vaccini. Psi: Salvini ministro unico del governo

matteo salviniSulla questione dei vaccini “garantisco l’impegno preso in campagna elettorale nel permettere che tutti i bimbi entrino in classe, vadano a scuola”, perché “la priorità è che i bimbi non vengano espulsi dalle classi” anche se non vaccinati. Lo ha affermato Matteo Salvini, ministro dell’Interno, intervenendo telefonicamente a RadioStudio54. A proposito di una eventuale rimozione degli obblighi vaccinali, Salvini ha puntualizzato che al governo “siamo in due, c’è un’alleanza Lega-M5s, bisogna ragionare anche con gli alleati, al ministro Grillo ho iniziato a parlare di questi temi”, e dunque “continueremo, perché ritengo che 10 vaccini obbligatori siano inutili e in parecchi casi pericolosi se non dannosi”, ha concluso il ministro Salvini. A tal proposito Giulia Grillo, che fin da quando si è insediata ha detto di essere favorevole ai vaccini, ha diffuso un comunicato stampa nel quale dice al ministero dell’Interno che spetta al suo ministero decidere sul tema. Inoltre, aggiunge, la politica può discutere dell’obbligo ma non del valore sanitario dei vaccini. Quello spetta ai tecnici. “I vaccini sono un fondamentale strumento di prevenzione sanitaria primaria. E in discussione a livello politico sono solo le modalità migliori attraverso le quali proporli alla popolazione”.
Sull’uscita da ‘campagna elettorale’ interviene il segretario del Psi, Riccardo Nencini che afferma sul suo profilo Facebook: “Salvini tra il funambolo e l’onnivoro come un caudillo sudamericano. Pontifica su tutto. Ora anche sui vaccini. Ma i suoi figli sono stati vaccinati? Tra non molto ci metterà nelle mani di stregoni e pistoleros”.

“Se continua così – aggiunge in una nota Enrico Buemi, responsabile Giustizia del Psi e già Senatore nella XVII Legislatura – Salvini nel giro di qualche giorno assumerà le intere competenze di tutti i Ministri del Governo”. “Un giorno dà la linea al Presidente del Consiglio Conte indicandogli se andare o no a Bruxelles, un altro giorno organizza blocchi navali davanti alla Libia, ovviamente come Ministro della difesa, un altro giorno ancora promette quello che di fatto è un maxi-condono nella sua qualità di Ministro dell’economia, quello vero, e oggi, per nostro diletto, impartisce direttive da Ministro della salute sulla questione dei vaccini”. “Considerando – continua Buemi – che nei ritagli di tempo libero continua a fare non il Ministro degli interni ma il capo della propaganda del disciolto Ministero per la sicurezza, di fascistica memoria, pensiamo che ormai rimanga solo la competenza del Ministero dell’istruzione libera dai suoi interventi, che aspettiamo comunque fiduciosi nella sua futura qualità di Ministro della cultura popolare. Ci chiediamo a questo punto – conclude Buemi – gli altri Ministri che cosa ci stiano a fare”.

Non si è fatta attendere la replica a Salvini dell’immunologo Roberto Burioni: “No, Ministro Salvini – scrive il professore sulla sua pagina Facebook – dieci vaccini non sono inutili e tantomeno dannosi. Sono gli stessi vaccini che vengono usati con identici tempi e identici modi in tutto il mondo. Sono i dieci vaccini che hanno salvato e salvano, in tutta sicurezza, milioni di vite”. “Ministro Salvini – prosegue Burioni – lei ha detto una cosa non rispondente al vero, perché quelli che riporto io sono fatti, suffragati da dati scientifici solidissimi. Quella che ha detto è una bugia, una bugia pericolosissima. E che a dirla – conclude il medico – sia chi ha la responsabilità della sicurezza del mio paese è una cosa che mi preoccupa molto”.