Insieme: il nuovo simbolo di Psi, Verdi e Area Civica

lista insieme psi verdi“Insieme”: è questo il nome con cui scendono in campo, a fianco del Pd, Psi, Verdi e Area Civica, i prodiani. Sul simbolo, oltre alla scritta “Italia Europa”, compaiono, su uno sfondo bianco, i simboli dei Verdi, del Psi e il bollo arancione di Aera Civica e figura, al centro, un ramoscello d’Ulivo. In alto le parole ‘Italia Europa’. Gli elettori troveranno sulla scheda per le politiche questo simbolo, alleato con il Pd. Giovedì 14 dicembre a Roma la presentazione ufficiale. Presenti Riccardo Nencini, segretario del Psi, Angelo Bonelli e Luana Zanella (Verdi), Giulio Santagata (prodiano). In sala la ‘benedizione’ del Pd è stata portata dal vicesegretario Maurizio Martina e da Piero Fassino. Presente anche Ernesto Auci del gruppo Misto. Per il Psi presenti anche Pia Locatelli, Enrico Buemi, Oreste Pastorelli, Mariacristina Pisani, Gian Franco Schietroma, Silvano Rometti.

“È un ricordo che non è nostalgia ma impegno”, spiega il prodiano Giulio Santagata presentando una lista che, rimarca, “non vuole essere testimonianza ma contribuire alla linea programmatica del centrosinistra”. Santagata pone l’accento sulla parole insieme perché ci sono questioni che “Italia e Europa non possono affrontare con una visione localistica”. È il momento di darsi una scossa, non basta l’indignazione suscitata dalla informazione televisiva o dalle notizie lette su internet. “Per questo – continua Santagata – ho tolto dal chiodo le mie scarpe. Per rimettermi in cammino tra la gente. Bisogna darci una mossa. Non si può stare a guardare e rilanciare l’idea che un paese ricco di risorse come il nostro può e deve fare un salto in avanti”.

Il ramoscello al centro del simbolo rappresenta il legame con la stagione dell’Ulivo. “Non la nostalgia – aggiunge Santagata – ma l’impegno. Quando abbiamo vinto quelle campagne elettorali – sottolinea riferendosi al 1996 e successivamente al 2006 quando Prodi andò a Palazzo Chigi esattamente a 10 anni di distanza una dall’altra – è perché il nostro impegno è stato premiato. È grazie all’impegno che abbiamo vinto”. “Oggi il centrosinistra va migliorato. Pd e alleati hanno governato con luci e ombre. Bene le luci, ma bisogna illuminare le ombre contribuendo a definire le linee programmatiche dei prossimi anni”.

Il bollo arancione di Area Civica richiama, cromaticamente, il movimento che faceva capo al “grande assente” della lista a sinistra del Pd, Giuliano Pisapia. “Dieci anni fa – aggiunge – avremmo assistito ad una grande corsa verso il centro, ora si rischia di assistere ad una corsa verso le estreme. C’è una disgregazione delle aree centrali del Paese che non segue una direttrice chiara”, spiega l’esponente prodiano secondo il quale la parola chiave del contributo di Insieme è “sostenibilità: ambientale, ma anche sociale, in un Paese diviso, dove le diseguaglianze sono diventate intollerabili”. Presenti, alla conferenza stampa, anche il vice segretario Pd Maurizio Martina e Piero Fassino, il tessitore della coalizione di centrosinistra scelto da Matteo Renzi.

Il segretario del Psi Riccardo Nencini mette in rilievo la necessità di partire dalla sostanza. Dalle idee. “Chiediamo subito un tavolo del centrosinistra – afferma Nencini – per discutere un progetto da portare a tutti gli italiani. A gennaio ci saranno le primarie delle idee, porteremo le nostre proposte in tutte le piazze d’Italia”. “Noi siamo una sorta di Pordenone Calcio vogliamo creare passione e ripetere una stagione di vittorie”, spiega Nencini con riferimento alla “favola” della squadra friuliana fermata solo ai rigori dall’Inter in Coppa Italia.

“Abbiamo ultimato un lavoro che durava da mesi. Siamo soddisfatti del lavoro fatto. È un simbolo inclusivo. Inclusivo significa che porta con se i figli di una storia politica importante. Però un simbolo aperto, ove mondi e culture che volessero riconoscersi in questa storia, possano trovare porte aperte e finestre spalancate”.

Mentre Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, ricorda come la formazione ambientalista sia “tra i fondatori dell’Ulivo” e sottolinea, senza citare Giuliano Pisapia: “La scelta che altri hanno fatto di non contribuire al centrosinistra non la condividiamo per due ordini di motivi. La presenza forte di ecologisti in Parlamento può contribuire a far cambiare una rotta che fino ad oggi non ci ha convinto. Serve un centrosinistra diverso, nuovo con politiche ambientali innovative”.

“Le emergenze ambientali che sono una crisi economia e sociale profonda chiedono l’urgenza di processi di governo se vogliamo veramente salvare non solo il nostro paese, ma complessivamente il pianeta. Le politiche sul clima, le politiche energetiche, l’innovazione per esempio nell’industria automobilistica per superare quelle resistente verso l’auto pulita, sono nostri obiettivi molto importanti”. “Non può essere indifferente – conclude Bonelli – il futuro di questo Paese. Un futuro consegnato nelle mani di Berlusconi, Salvini, Meloni è un incubo, sia dal punto di vista delle poliche ambientali, sia da quello delle politiche sociali che di quello delle politiche internazionale”.

L’apprezzamento del Pd arriva dalle parole di Piero Fassino: “La formazione del rassemblement di ispirazione ulivista ‘Insieme’ rappresenta un contributo importante per una nuova stagione di centrosinistra, fondata su una coalizione ampia, plurale e inclusiva”. “Si ritrovano in ‘Insieme’ culture e esperienze – l’ambientalismo, il riformismo socialista, il femminismo, il pensiero progressista, il civismo – che hanno condotto e conducono ogni giorno un comune impegno nel governo dell’Italia e nella guida di tante Regioni e Città. Un patrimonio prezioso di esperienze e idee su cui il centrosinistra può contare per dotarsi di un programma credibile per un’Italia moderna e giusta”.

CENTROSINISTRA APERTO

lista insieme psi verdi

“Insieme”: è questo il nome con cui scendono in campo, a fianco del Pd, Psi, Verdi e Area Civica, i prodiani. Sul simbolo, oltre alla scritta “Italia Europa”, compaiono, su uno sfondo bianco, i simboli dei Verdi, del Psi e il bollo arancione di Aera Civica e figura, al centro, un ramoscello d’Ulivo. In alto le parole ‘Italia Europa’. Gli elettori troveranno sulla scheda per le politiche questo simbolo, alleato con il Pd. Oggi a Roma la presentazione ufficiale. Presenti Riccardo Nencini, segretario del Psi, Angelo Bonelli e Luana Zanella (Verdi), Giulio Santagata (prodiano). In sala la ‘benedizione’ del Pd è stata portata dal vicesegretario Maurizio Martina e da Piero Fassino. Presente anche Ernesto Auci del gruppo Misto. Per il Psi presenti anche Pia Locatelli, Enrico Buemi, Oreste Pastorelli, Mariacristina Pisani, Gian Franco Schietroma, Silvano Rometti.

“E’ un ricordo che non è nostalgia ma impegno”, spiega il prodiano Giulio Santagata presentando una lista che, rimarca, “non vuole essere testimonianza ma contribuire alla linea programmatica del centrosinistra”. Santagata pone l’accento sulla parole insieme perché ci sono questioni che “Italia e Europa non possono affrontare con una visione localistica”. È il momento di darsi una scossa, non basta l’indignazione suscitata dalla informazione televisiva o dalle notizie lette su internet. “Per questo – continua Santagata – ho tolto dal chiodo le mie scarpe. Per rimettermi in cammino tra la gente. Bisogna darci una mossa. Non si può stare a guardare e rilanciare l’idea che un paese ricco di risorse come il nostro può e deve fare un salto in avanti”.

Il ramoscello al centro del simbolo rappresenta il legame con la stagione dell’Ulivo. “Non la nostalgia – aggiunge Santagata – ma l’impegno. Quando abbiamo vinto quelle campagne elettorali – sottolinea riferendosi al 1996 e successivamente al 2006 quando Prodi andò a Palazzo Chigi esattamente a 10 anni di distanza una dall’altra – è perché il nostro impegno è stato premiato. È grazie all’impegno che abbiamo vinto”. “Oggi il centrosinistra va migliorato. Pd e alleati hanno governato con luci e ombre. Bene le luci, ma bisogna illuminare le ombre contribuendo a definire le linee programmatiche dei prossimi anni”.

Il bollo arancione di Area Civica richiama, cromaticamente, il movimento che faceva capo al “grande assente” della lista a sinistra del Pd, Giuliano Pisapia. “Dieci anni fa – aggiunge – avremmo assistito ad una grande corsa verso il centro, ora si rischia di assistere ad una corsa verso le estreme. C’è una disgregazione delle aree centrali del Paese che non segue una direttrice chiara”, spiega l’esponente prodiano secondo il quale la parola chiave del contributo di Insieme è “sostenibilità: ambientale, ma anche sociale, in un Paese diviso, dove le diseguaglianze sono diventate intollerabili”. Presenti, alla conferenza stampa, anche il vice segretario Pd Maurizio Martina e Piero Fassino, il tessitore della coalizione di centrosinistra scelto da Matteo Renzi.

Il segretario del Psi Riccardo Nencini mette in rilievo la necessità di partire dalla sostanza. Dalle idee. “Chiediamo subito un tavolo del centrosinistra – afferma Nencini – per discutere un progetto da portare a tutti gli italiani. A gennaio ci saranno le primarie delle idee, porteremo le nostre proposte in tutte le piazze d’Italia”. “Noi siamo una sorta di Pordenone Calcio vogliamo creare passione e ripetere una stagione di vittorie”, spiega Nencini con riferimento alla “favola” della squadra friuliana fermata solo ai rigori dall’Inter in Coppa Italia.

“Abbiamo ultimato un lavoro che durava da mesi. Siamo soddisfatti del lavoro fatto. È un simbolo inclusivo. Inclusivo significa che porta con se i figli di una storia politica importante. Però un simbolo aperto, ove mondi e culture che volessero riconoscersi in questa storia, possano trovare porte aperte e finestre spalancate”.

Mentre Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, ricorda come la formazione ambientalista sia “tra i fondatori dell’Ulivo” e sottolinea, senza citare Giuliano Pisapia: “La scelta che altri hanno fatto di non contribuire al centrosinistra non la condividiamo per due ordini di motivi. La presenza forte di ecologisti in Parlamento può contribuire a far cambiare una rotta che fino ad oggi non ci ha convinto. Serve un centrosinistra diverso, nuovo con politiche ambientali innovative”.

“Le emergenze ambientali che sono una crisi economia e sociale profonda chiedono l’urgenza di processi di governo se vogliamo veramente salvare non solo il nostro paese, ma complessivamente il pianeta. Le politiche sul clima, le politiche energetiche, l’innovazione per esempio nell’industria automobilistica per superare quelle resistente verso l’auto pulita, sono nostri obiettivi molto importanti”. “Non può essere indifferente – conclude Bonelli – il futuro di questo Paese. Un futuro consegnato nelle mani di Berlusconi, Salvini, Meloni è un incubo, sia dal punto di vista delle poliche ambientali, sia da quello delle politiche sociali che di quello delle politiche internazionale”.

L’apprezzamento del Pd arriva dalle parole di Piero Fassino: “La formazione del rassemblement di ispirazione ulivista ‘Insieme’ rappresenta un contributo importante per una nuova stagione di centrosinistra, fondata su una coalizione ampia, plurale e inclusiva”. “Si ritrovano in ‘Insieme’ culture e esperienze – l’ambientalismo, il riformismo socialista, il femminismo, il pensiero progressista, il civismo – che hanno condotto e conducono ogni giorno un comune impegno nel governo dell’Italia e nella guida di tante Regioni e Città. Un patrimonio prezioso di esperienze e idee su cui il centrosinistra può contare per dotarsi di un programma credibile per un’Italia moderna e giusta”.

Blitz di Forza Nuova. Buemi: “Attacco alla democrazia”

attacco repubblica forza nuova

“Ogni volta che si attacca un giornale con azioni intimidatorie e violente si attacca la democrazia di un Paese, sono cose che abbiamo già viso e che non possiamo consentire che si ripetano”, così il Senatore Enrico Buemi, Capogruppo Psi in commissione Giustizia e responsabile Giustizia del partito socialista commenta le intimidazioni di Forza Nuova al quotidiano “la Repubblica”. Una piccolo gruppo di militanti del movimento di estrema destra si è recato oggi sotto la sede del quotidiano a Roma e ha acceso fumogeni e appeso uno striscione che invitava a boicottarlo.

“La solidarietà dei socialisti – ha continuato Buemi – verso i redattori e il giornale ‘la Repubblica’ e verso i suoi lettori è sincera e preoccupata”. “Si sono sottovalutate presenze che da sempre sono in contrasto con la norma transitoria che vieta la ricostituzione del partito fascista sotto qualsiasi forma e che ha consentito che soggetti di chiara derivazione violenta, autoritaria e antidemocratica potessero esercitare attività che di certo non si possono dire culturali”.

“La contiguità con alcuni partiti, anche presenti in Parlamento, deve far riflettere e deve indurre tutti indistintamente a prendere le distanze in maniera chiara e ufficiale. Non devono essere consentiti ammiccamenti di vario tipo. La magistratura e le forze di polizia che hanno il dovere della tutela democratica – ha concluso Buemi – facciano il proprio dovere con rigore e senza consentirsi distrazioni e tolleranze”.

Mentre avveniva il blitz il quotidiano scriveva: “La spedizione arriva mentre Repubblica informa sul diffondersi di episodi di fascismo e intolleranza nel Paese”. “Oggi è stato solo il primo attacco”, ha scritto invece su Facebook Forza Nuova che rivendica il blitz. E il leader di Forza Nuova, Roberto Fiore, ha affermato: “È il primo atto di una guerra politica contro il gruppo Espresso e contro il Pd. Stanno portando avanti un’opera di mistificazione e di criminalizzazione che vuole mettere fuori gioco Forza Nuova”.

Bandiera nazista in caserma. Interrogazione di Buemi

bandiera nazista

Davanti alle contestazioni dei superiori il giovane carabiniere che aveva appeso in caserma sopra il letto della camera la bandiera una bandiera del Reich si è difeso in modo disarmante. Ha giurato di non sapere che quel vessillo della marina prussiana della Prima guerra mondiale era utilizzato da gruppi neonazisti. Poi ha raccontato d’essere anche uno studente universitario. “Mi sono iscritto alla facoltà di Storia dell’università La Sapienza di Roma — ha detto — e voglio laurearmi lavorando. Quella bandiera per me rappresenta solo un periodo storico al quale mi sono appassionato, niente di più. Chiedo scusa se ho violato i regolamenti”.

Sulla vicenda il senatore socialista Enrico Buemi ha presentata al Ministro della difesa Pinotti una interrogazione parlamentare. “In presenza del divieto di ostentare simboli nazisti scrupolosamente fatto rispettare in tutti i paesi tedeschi – premette Buemi – il vessillo di guerra della Marina imperiale germanica è diventato la bandiera utilizzata in tutta Europa da gruppi neonazisti per rivendicare la continuità con l’ideologia e la pratica dell’hitlerismo”.

Buemi nella seduta dello scorso 18 luglio aveva osservato che nel disegno di legge n. 2728 (concernente la riorganizzazione dei vertici del Ministero della difesa e deleghe al Governo per la riforma dello strumento militare) “sembra mancare uno specifico riferimento al contributo delle Forze armate alla crescita del senso civico nazionale, ponendo l’accento sulle ricadute positive derivanti da una maggiore integrazione fra le Forze armate e la società civile” e sulla esigenza di predisporre idonei percorsi formativi finalizzati alla crescita della cultura democratica degli appartenenti alle Forze Armate e ai Corpi di Polizia”.

“In realtà – continua Buemi nell’interrogazione – anche la formazione culturale degli appartenenti alle forze armate (soprattutto quando professionisti e non più giovani di leva) è parte delle incombenze gravanti sull’Amministrazione: se questa li ospita nelle sue caserme, li mette a contatto dei cittadini nelle pubbliche strade e li arma per le pubbliche funzioni che svolgono, deve anche porsi il problema di mantenerne un elevato livello di affidabilità democratica. Si tratta di una preoccupazione che è lungi dal restare teorica, se è vero che – ancor prima della riapertura delle indagini su quanto avvenuto nella notte tra il 15 e il 16 di ottobre 2009 nella caserma dei Carabinieri di Roma-Appia nel caso Cucchi – nella causa Cestaro contro Italia, la Corte europea dei diritti dell’uomo (quarta sezione), con sentenza 7 aprile 2015, aveva riconosciuto che “gli agenti di polizia erano rimasti indifferenti verso qualsiasi condizione di vulnerabilità fisica legata all’età e al sesso, e verso qualsiasi segno di capitolazione, anche da parte di persone che si erano appena svegliate per il rumore dell’irruzione”.

In conclusione della sua interrogazione Buemi chiede di conoscere “come la catena di comando si sia atteggiata, dinanzi alla presenza nella caserma fiorentina di un gruppo di carabinieri inerti, disinteressati o addirittura conniventi rispetto all’esposizione di un vessillo che esprime disprezzo per la Repubblica nata dall’antifascismo”. Inoltre “quali atti di vigilanza in via ordinaria siano messi in campo, nelle caserme dell’Arma, per verificare la sobrietà della sistemazione alloggiativa e l’assenza di comportamenti, individuali o collettivi, atti a modificare, ledere o alterare la percezione pubblica dell’affidabilità democratica dell’Arma”. Infine il parlamentare socialista chiede “quali misure siano state adottate per garantire, nel personale adibito a pubbliche funzioni di ordine pubblico e di uso legittimo delle armi, lo stretto rispetto del principio di legalità, l’ossequio della simbologia democratica e la più efficace salvaguardia dei diritti dell’uomo”.

Ius soli. Buemi, approvarlo prima di fine legislatura

Riforme-SenatoLa legge sul fine vita sembra a un passo. Con l’appoggio del M5S e con i voti del Pd e della sinistra potrebbe farcela a diventare legge prima di fine legislatura. L’accordo c’è, il timore di molti è che non regga. Discorso più complesso per lo ius soli. Il ddl sulla cittadinanza è di quelli a forte richiamo elettorale, il centrodestra è sulle barricate da mesi. “Noi lavoriamo su entrambi i fronti – assicura il ministro e vicesegretario dem Maurizio Martina, intervistato da Repubblica – Non esiste una classifica, ci proviamo fino in fondo. Anche politicamente sono questioni differenti, perché il biotestamento è una materia che ha una sua trasversalità particolare”.

Lo ius soli è uno di quei temi ove la destra ha sempre attinto sfruttando e cavalcando il malcontento, di molti. “Se si tiene conto – afferma il senatore del Pd Luigi Manconi che aggiunge: che ho presentato il mio disegno di legge sul biotestamento il primo giorno dell’attuale legislatura, si capisce bene quanto io tenga all’approvazione di questa normativa. Tanto quanto al provvedimento sullo Ius soli e culturae. Due leggi sacrosante e ragionevolissime. E proprio per questa ragione dico che sento odore di bruciato quando si accavallano strategie e calendari”. “È un dato oggettivo – aggiunge – facilmente verificabile sotto il profilo numerico e politico che la legge sulla cittadinanza ha qualche chance in più di quella sul testamento biologico. L’esito non è certamente scontato, ma può essere perseguito con successo”. “Immediatamente dopo – intendo: immediatamente dopo – si può affrontare il tema delle dichiarazioni anticipate di trattamento. Ma tutto ciò deve avvenire nella massima chiarezza politica – conclude Manconi – adottando comportamenti leali, evitando scivolosi sotterfugi che potrebbero rivelarsi altrettante trappole. Dunque, si calendarizzi per martedì 5 dicembre lo Ius soli, si ponga la fiducia e si vada avanti per ottenere altri risultati che potrebbero salvare il bilancio e l’onore di questa legislatura”.

“Diciamo la verità – aggiunge il senatore socialista Enrico Buemi – la legge di modifica delle norme sulla cittadinanza non è il cosiddetto ius soli; ciò nonostante è un passo importante perché introduce obblighi precisi per quanti iniziano il percorso per arrivare ad essere cittadini italiani”. “L’integrazione – aggiunge Buemi – è fatta di diritti e doveri, solo così può essere efficacemente realizzata”. “I socialisti pensano che questo provvedimento debba essere assolutamente approvato al Senato in via definitiva prima della conclusione della legislatura. Quello che gli italiani, che ragionano, devono sapere è che va anche nella direzione del loro interesse”, conclude il senatore socialista.

E sul  biotestamento Maria Cristina Pisani, portavoce del Psi, torna sulle parole pronunciate dal leader della Lega Matteo Salvini che ieri ha detto che “si occupa dei vivi, non dei morti”.  “Disumano, impietoso, atroce, senza alcun rispetto per tanti che non sono morti ma vorrebbero vivere la malattia in libertà e coscienza. Matteo Salvini dovrebbe chiedere scusa ad ognuno di loro e dovrebbe inchinarsi difronte alla dignità dei malati e delle loro famiglie”. Pisani ha aggiunto: “Il suo intervento è un insulto arrogante e volgare che lascia sgomenti per il disprezzo della sofferenza. Un insulto che diventa violenza nel momento in cui si vuole impedire a donne e uomini liberi di poter decidere della propria morte esprimendo semplicemente la propria volontà. Garantire il diritto alla dignità in un momento così delicato della vita di un uomo e di una donna è un nostro dovere oltre che un loro sacrosanto diritto. Come Psi non ci fermeremo, il testamento biologico – conclude – va approvato entro il termine della legislatura. Non ammettiamo strade diverse”.

Il senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, presidente di Forza Europa e promotore con Emma Bonino e Riccardo Magi della lista europeista +Europa punta il dito sulla agenda Salvini che è diventata “nei nei fatti” il programma del centrodestra. “No allo ius soli – spiega Della Vedova – ma anche no al biotestamento, contro cui si è duramente scagliato il segretario della Lega ieri, ripreso dal capogruppo alla Camera di Forza Italia, Renato Brunetta, oggi. No alle liberalizzazioni. No ai trattati commerciali della UE, in nome di un protezionismo autarchico autolesionistico per il paese del Made in Italy. Sì invece alla piazza della CGIL per una controriforma delle pensioni”. “Sull’Europa e sull’euro il segretario della Lega ha già ottenuto l’impegno solenne di Silvio Berlusconi alla doppia moneta. Oggi l’egemonia culturale nel centrodestra è della Lega, all’insegna della chiusura nazionalista, programmaticamente non liberale e non moderata. Una scelta netta – prosegue Della Vedova – che ricalca quella dei nazionalisti e lepenisti antieuropei”.

Rai. Buemi: “Ha ragione Calenda, sia Servizio pubblico”

rai 8L’opinione del Ministro Calenda scuote la Rai a inizio di questa settimana: “È un sistema vecchio che non funziona più. Il mio pensiero personale è che la Rai va privatizzata e va dato il canone a chiunque fa progetti che hanno un valore di servizio pubblico”. Lo ha detto il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda da Giovanni Minoli su La7 durante la trasmissione Faccia a faccia. “Alla gente che guarda la televisione – ha aggiunto – interessa avere il prodotto non chi lo offre. I politici si divertono un mondo a dire che un programma fa schifo, che un altro funziona. Ma le pare che il compito di un politico è fare il critico?”. E poi: “A chi fa un lavoro di servizio io do quei soldi. Ma è la mia idea – ha concluso – e non succederà mai”. A dare ragione al ministro dello Sviluppo economico il senatore socialista, Enrico Buemi.
“Con una Rai in queste condizioni ha ragione il Ministro Calenda, privatizzarne una buona parte e potenziare una Rai pubblica con più servizio pubblico vero e meno servizi al servizio dei potenti di turno”, così ha commentato il Senatore Enrico Buemi, Capogruppo Psi in Vigilanza Rai, l’intervista di stamane del Ministro Calenda. “Una Rai pubblica che fornisca cultura, informazione profonda e ragionata e non servizi spot per sostenere tesi di interesse di parte”, ha commentato Buemi. “Una Rai pubblica che riprenda la sua mission più profonda: educare, informare, sviluppare il senso critico delle nuove e vecchie generazioni”, ha spiegato il senatore socialista. “Una Rai pubblica presente a tutto campo nelle nuove modalità della comunicazione e interazione di massa. Più tecnologia e meno lauti stipendi a intrattenitori che inseguono i bassi istinti di masse popolari disorientate”, ha concluso Buemi.
Dal Governo intanto arriva il rimbrotto alle idee espresse dal numero uno del Mise, il sottosegretario Antonello Giacomelli, a margine della Leopolda si è dissociato dal pensiero del ministro: “È una idea personale di Calenda, come ha detto lui stesso. Io penso ci sia ancora più bisogno del servizio pubblico e complessivamente del ruolo che la Rai e solo la Rai garantisce. E più in generale non condivido le privatizzazioni di asset strategici del paese altrimenti, come la storia dimostra e come Calenda sa bene, bisogna poi ricorrere al golden power per limitare i danni”.

Manovra: emendamento Psi per stabilizzare ricercatori

ricerca-scientifica-laboratorio

Il Psi ha presentato un un emendamento alla Legge di Bilancio, depositato a prima firma del capogruppo socialista al Senato, Enrico Buemi. L’emendamento è volto a garantire un piano di superamento del precariato negli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) vigilati dal Miur e prevede la possibilità di trasformare rapporti lavorativi a tempo determinato istituiti su fondi ordinari in contratti a tempo indeterminato, senza oneri aggiuntivi per la spesa pubblica. Non essendo stata consentita per anni un’adeguata pianificazione a medio-lungo termine delle attività di ricerca, il precariato rappresenta una barriera alla capacità di imporsi nel panorama della ricerca internazionale e allo sviluppo di un’economia basata sulla conoscenza. Stabilizzare il personale precario consentirebbe di invertire questa tendenza e di rilanciare il ruolo degli EPR.

IMG_1574L’emendamento è stato illustrato in una conferenza stampa a cui hanno partecipato, oltre a Buemi, Pia Locatelli, Capogruppo del Psi alla Camera dei deputati; Oreste Pastorelli, deputato e Tesoriere del Psi. È intervenuti anche una delegazione del gruppo PU-CNR composta da Marco Girolami, Danilo Durante, Principia Dardano, Giovanna Occhilupo.

L’emendamento alla legge di stabilità per stabilizzare i precari degli enti pubblici di ricerca presentato dai socialisti spinge per “ricollocare risorse essenziali alla creazione di condizioni sostenibili e dignitose di lavoro per le migliaia di lavoratori precari della ricerca”. “L’obiettivo – ha spiegato Buemi in conferenza stampa – è aprire un percorso per utilizzare risorse già esistenti nel settore. Vogliamo risolvere la problematica dei ricercatori precari, con un’estensione anche ai tecnologi”.

Sì, perché la platea di chi chiede una stabilizzazione potrebbe essere “anche più ampia. Alcuni, ad esempio, svolgono non un lavoro di ricerca, ma di supporto. Penso ai tecnici informatici ad esempio, o ai ricercatori inquadrati come amministrativi”. L’emendamento presentato costituisce un fondo per l’attuazione nel triennio 2018-2020 del piano di superamento del precariato. “Le risorse sono già previste- ha concluso Buemi- se poi ci fosse modo di aggiungerne altre…ma ci credo poco”.

L’emendamento, se approvato, sarebbe a costo zero perché utilizzerebbe la quota premiale del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca. Verrebbero utilizzati 46,6 milioni per il 2018, 93,2 milioni per il 2019 e 140 milioni per il 2020. “Il Governo e la relatrice – ha assicurato il senatore socialista Buemi – sono stati attivati”. L’emendamento è stato firmato anche da Di Giorgi (Pd), Bocchino (Sel) e Orellana. La vicepresidente della Camera, Marina Sereni, ha assicurato l’appoggio dell’intero gruppo Pd.

“I ricercatori precari sono circa 8200 – ha detto ancora Buemi – e per stabilizzarli tutti servirebbero 400 milioni. Questi 40 milioni aprirebbero la strada. L’emendamento va approvato, perché se l’Italia non investe in questo settore il nostro futuro sarà più difficile del presente”. Pia Locatelli, presidente del gruppo Psi alla Camera, ha sottolineato che l’Italia spende per la ricerca solo l’1,5% del pil, ma “l’obiettivo rimane il 3% del pil tra pubblico e privato. I socialisti hanno sempre sostenuto gli stanziamenti per la ricerca”.

Per Oreste Pastorelli i ricercatori arricchiscono l’Italia e sono lavoratori che vanno difesi. “Ci siamo incontrati con una rappresentanza dei ricercatori precari nei giorni scorsi – ha spiegato Pastorelli –  e abbiamo tracciato un percorso da intraprendere. Loro non vogliono né favori né privilegi, vogliono solo lavorare con dignità e hanno tutto il diritto di farlo. Chi ha lavorato vent’anni, contribuendo in maniera concreta alla ricerca italiana, va difeso dalla politica. Il Paese ha bisogno di queste professionalità”. Marco Girolami e Giovanna Occhilupo, rappresentanti dei ricercatori precari al Cnr, hanno ringraziato il Psi e Nencini per l’impegno profuso, auspicando che l’emendamento possa essere accolto dall’intero Parlamento.

L’emendamento, promosso dal segretario del PSI Nencini,  costituisce un fondo per l’attuazione nel triennio 2018-2020 del piano di superamento del precariato, introdotto dall’articolo 20, commi 1 e 2, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n.75, negli enti pubblici di ricerca (EPR) vigilati dal MIUR. Il D. Lgs. 75/2017 prevede la possibilità di trasformare rapporti lavorativi a tempo determinato istituiti su fondi ordinari in contratti a tempo indeterminato, dunque senza oneri aggiuntivi per la spesa pubblica.

La situazione di stallo in cui versano molti EPR è alla base del precariato cronico che limita la capacità del Paese di poter rilanciare l’economia. Il precariato, non consentendo un’adeguata e strategica pianificazione a medio-lungo termine delle attività, rappresenta una barriera alla capacità di imporsi nel panorama sempre più competitivo della ricerca internazionale. Inoltre rappresenta una barriera allo sviluppo di un’economia basata sulla conoscenza, determinando un’emorragia degli investimenti italiani in ricerca verso altri Paesi Europei. Stabilizzare il personale precario consentirebbe di invertire questa tendenza, e di rilanciare il ruolo degli EPR  come volano di sviluppo economico e sociale.

OMBRE EUROPEE

katneinPierre Moscovici giovedì scorso aveva escluso che le deviazioni previste dal percorso di riduzione del deficit strutturale possano avere “conseguenze procedurali” per l’Italia, nella valutazione sui conti pubblici che Bruxelles presenterà mercoledì prossimo. Ma oggi è la tirata d’orecchie del vicepresidente della Commissione europea, Jyrki Katainen, responsabile per crescita, lavoro e investimenti. “Decideremo la prossima settimana. Ma il fatto che la situazione in Italia non stia migliorando possono vederlo tutti dalle cifre”, ha detto Katainen, rispondendo ai giornalisti durante il resoconto della riunione odierna della Commissione a Strasburgo. Il collegio dei commissari, in effetti, ha discusso oggi in modo preliminare, senza prendere decisioni, delle proposte di bilancio presentate dai diversi paesi Ue. Katainen peraltro non è il vicepresidente direttamente competente della linea della Commissione sui conti pubblici dei Paesi, questo compito è invece supervisionato dal lettone Valdis Dombrovskis.

A un giornalista che chiedeva a quali cifre si riferisse Katainen, visto che proprio oggi i dati Istat indicano il Pil in crescita dello 0,5% nel terzo trimestre 2017, rispetto al trimestre precedente, e dell’1,8% rispetto allo stesso periodo del 2016, il vicepresidente della Commissione ha risposto: “Mi riferisco alle cifre delle previsioni economiche della Commissione (pubblicate il 9 novembre scorso, ndr) e alla deviazione in termini di deficit strutturale” da parte dell’Italia. Infine, a chi chiedeva se fosse d’accordo con il collega Moscovoci, sulle assicurazioni da lui date secondo cui “la deviazione” prevista per l’Italia non avrà conseguenze procedurali, Kakainen ha risposto ripetendo che “adotteremo la nostra decisione la settimana prossima. Ma il nostro orientamento di base – ha concluso – è che dobbiamo essere onesti e far sapere ai cittadini qual è la situazione effettiva”.

Parole a cui ha replicato il sottosegretario agli Affari europei Sandro Gozi: “Noi diciamo sempre la verità agli italiani, non so cosa volesse dire Katainen, e siamo anche fiduciosi che il progetto di legge di bilancio vada nella giusta direzione: la nostra posizione è conforme agli obiettivi comuni e agli impegni perseguiti dall’Italia. Come sempre – ha aggiunto Gozi – il dialogo con la Commissione andrà avanti e arriveremo a una soluzione positiva”.

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan difende la legge di Bilancio: “E’ una legge solida, utile al Paese e conforme alle regole”. E sui rilievi del commissario Europeo Jyrki Katainen afferma: “Non rispondo a Katainen ma rispondo con quanto ho già detto molte volte in passato: con la commissione c’è un rapporto di collaborazione continua, se ci saranno osservazioni sulla legge di Bilancio, ne terremo conto. Ma comunque ripeto che è una buona legge”.

Intanto la manovra continua il suo percorso in Parlamento. Domani, 15 novembre, alle ore 17.30 si terrà presso la sala stampa della Camera dei deputati una conferenza stampa del Psi per presentare un emendamento alla Legge di Bilancio, depositato a prima firma del capogruppo socialista al Senato, Enrico Buemi. L’emendamento “è volto a garantire un piano di superamento del precariato negli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) vigilati dal Miur e prevede la possibilità di trasformare rapporti lavorativi a tempo determinato istituiti su fondi ordinari in contratti a tempo indeterminato, senza oneri aggiuntivi per la spesa pubblica. Non essendo stata consentita per anni un’adeguata pianificazione a medio-lungo termine delle attività di ricerca, il precariato rappresenta una barriera alla capacità di imporsi nel panorama della ricerca internazionale e allo sviluppo di un’economia basata sulla conoscenza. Stabilizzare il personale precario consentirebbe di invertire questa tendenza e di rilanciare il ruolo degli EPR”. Alla conferenza stampa parteciperanno: Enrico Buemi, capogruppo Psi al Senato, Pia Locatelli, Capogruppo del Psi alla Camera dei deputati; Oreste Pastorelli, deputato e Tesoriere del Psi. Interverrà anche una delegazione del gruppo PU-CNR composta da: Marco Girolami, Danilo Durante, Principia Dardano, Giovanna Occhilupo.

RIMBOCCARSI LE MANICHE

sicilia cartina

Finito il conteggio delle schede, il Movimento cinque stelle si conferma il primo partito in Sicilia. Lo era anche cinque anni fa con circa il 15% dei consensi, ma questa volta ha quasi raddoppiato i suoi voti ora ufficializzati dall’Ufficio elettorale, certificando un 26,67% (513.359 voti); da sottolineare che il consenso al candidato Giancarlo Cancelleri è ben superiore, pari al 34,65% e 722.555 preferenze, avendo calamitato buona parte del voto disgiunto. La coalizione del centrodestra che ha spinto la vittoria di Nello Musumeci (39,8%) vale il 42% (809.121), con Forza Italia a guidarla e che è il secondo partito all’Ars con il 16,37%. Il campo del centrosinistra vale il 25,4% (488.939 voti; ben oltre il risultato di Fabrizio Micari, al 18,6%, che, a differenza di Cancelleri, ha pagato il voto disgiunto); a guidarlo il Pd (13%)

“Inutile girarci intorno. È una battuta d’arresto, anche se la lista di socialisti e civici, Sicilia Futura-Psi, ha raggiunto il 6 % dei voti”. È il commento del segretario del PSI, Riccardo Nencini, ai risultati delle elezioni siciliane. “C’è solo da rimboccarsi le maniche – ha aggiunto – rafforzando la coalizione riformista. È urgente che il Segretario del Pd convochi un tavolo con tutti gli alleati per discutere un patto con gli italiani”- ha proseguito. “Sin da venerdì prossimo a Milano – ha detto Nencini riferendosi alla kermesse socialista “Meriti e bisogni 2.0″ del 10 e 11 novembre – i socialisti chiameranno al confronto i partiti della sinistra di governo. È il momento di aprirsi – ha proseguito – abbandonando rancore e nostalgia del passato per sottoporre quanto prima agli italiani, attraverso primarie delle idee, un programma che abbia come priorità la frontiera europea e la lotta al bisogno”- ha concluso il segretario del Psi.

Anche il senatore socialista Enrico Buemi ha parlato delle prospettive del centrosinistra. “Il contributo dei socialisti è indispensabile per ampliare la capacità di coinvolgimento dei cittadini da parte delle forze politiche del centrosinistra, in modo da interpretare con obiettivi unitari le diverse sensibilità che hanno caratterizzato nel passato e nel presente la politica nella Regione e nel Paese” ha detto Buemi nel corso della Conferenza regionale del partito che lo ha confermato segretario regionale del Piemonte Psi, mentre il già senatore ugenio Bozzello è stato chiamato alla presidenza onoraria.

“L’apporto della cultura di governo e di sensibilità verso le problematiche sociali e i diritti individuali dei cittadini, da sempre caratteristica dell’impegno politico dei socialisti, si ritiene indispensabile per un rilancio del centrosinistra, che sta vivendo una difficile fase politica – ha concluso Buemi – e che ha bisogno di recuperare senso unitario, pur nella diversità delle proprie radici e della capacità di interpretare le esigenze del cambiamento”. E la portavoce del Partito Maria Cristina Pisani ha aggiunto: “Nonostante lo scenario complessivo, in Sicilia, la lista supera il 6% e Nino Oddo raggiunge un ottimo risultato. Chapeau a lui, alle compagne e compagni siciliani per la passione, la determinazione, l’entusiasmo con cui hanno lavorato. Bravo Nino, andiamo avanti con la tenacia e il coraggio di sempre!”.

Intanto resta l’attesa per gli appuntamenti di questa settimana: tra sabato e lunedì, infatti, si riuniranno Campo progressista e Pd, già oggi l’assemblea dei parlamentari e degli eletti. Archiviate le elezioni in Sicilia e registrata la sconfitta di tutte le anime del centrosinistra si rimette mano alle alleanze. I pontieri sono già all’opera per evitare che una divisione porti alla sconfitta anche a livello nazionale. Per questo nel Pd si è deciso di non alzare lo scontro interno e Dario Franceschini ha avanzato un suo ‘lodo’: una “alleanza con le forze che ci stanno nel campo del centrosinistra”, “ognuno con il proprio simbolo e il proprio leader” senza prefigurare fin da ora il candidato premier in caso di vittoria, visto che il Rosatellum non lo prevede. Un ‘lodo’ che sarà valutato nelle prossime ore e nei prossimi giorni: lo stesso Renzi ha ipotizzato che non si indichi il premier fin da ora. Domenica si terrà la convention di Campo progressista e i pontieri si attendono già da quell’appuntamento un segnale di apertura e altrettanto sperano possa venire da Mdp, a maggior ragione dopo l’incontro di ieri di Pietro Grasso con Giuliano Pisapia. Certo, si dovranno posare le polveri dopo gli scontri anche personali degli ultimi giorni, ma il risultato siciliano è sotto gli occhi di tutti e potrebbe avere convinto più d’uno che alimentare le divisioni porta alla sconfitta, tanto più che a fronte si un centrodestra che si sta ricompattando. Lunedì poi si terrà la direzione Pd, il segretario indicherà la sua road map e a quel punto saranno in campo tutti gli elementi per decidere.

Buemi, nuove Province distanti dal territorio

Provincia-Torino-Palazzo-Cisterna-Imc“L’assenza manifesta di una istituzione provinciale credibile, come le vecchie Province tuttora previste in Costituzione, che possano presidiare con competenza e vicinanza i territori colpiti da calamità di vario tipo, è la dimostrazione palese che le nuove impostazioni istituzionali e il proliferare degli enti intermedi di varia natura e competenza di fatto lasciano sguarnito il territorio”.

Così ha commentato il senatore socialista Enrico Buemi l’attività in atto degli enti provinciali torinesi di fronte agli incendi di queste ore. “L’assenza di decisioni puntuali e responsabili rispetto a una progressiva distruzione del territorio, come accade con gli incendi che in queste ore colpiscono la provincia di Torino e la provincia di Cuneo, fa risaltare questo limite che deve essere rapidamente superato”, ha commentato Buemi. “Ci sono sul territorio organizzazioni in grado di controllare e contrastare in maniera efficace, come l’esercito, l’azione distruttrice e progressiva degli incendi in atto, basta solo attivarle – ha continuato Buemi – ognuno si assuma le sue responsabilità e risponda con decisioni e non con monitoraggi alla calamita’”, ha affermato il senatore socialista.

“Il sindaco metropolitano, Chiara Appendino, che regge la responsabilità dell’ente subentrato alla Provincia di Torino, ha una visione astratta, se non disinteressata, di quanto accade nel resto del territorio, fuori dalle mura di Torino. Oltre le parole i cittadini della Provincia metropolitana di Torino si aspettano fatti”, ha concluso Buemi.

Redazione Avanti!