Buemi, Salvini non conosce centri accoglienza libici

migranti libia tortura“Dobbiamo cambiare la normativa e rendere i porti libici porti sicuri. C’è questa ipocrisia di fondo in Europa in base alla quale si danno soldi ai libici, si forniscono le motovedette e si addestra la Guardia Costiera ma poi si ritiene la Libia un porto non sicuro”. È quanto afferma il ministro dell’Interno Matteo Salvini in una conferenza stampa a Mosca, dove si trova per assistere alla finale dei Mondiali, indicando quale sarà l’obiettivo dell’Italia nell’incontro di dopodomani per ridiscutere la missione Sophia.
“Affermare che la Libia sia porto sicuro per il rimpatrio di coloro che vengono recuperati in mare è ridicolo oltre che una stupidaggine”, così Enrico Buemi, responsabile Giustizia del Psi e Senatore nella XVII Legislatura, ha commentato le recenti dichiarazioni del Ministro dell’Interno Salvini. “Questo non solo perché manca il controllo sul territorio da parte di un’organizzazione statale certa libica ma anche perché è assolutamente incerto che su quel territorio siano applicati trattamenti rispettosi del diritto umanitario internazionale”, ha continuato Buemi. “Consiglierei a Salvini, invece di perdere tempo con partite di calcio, di andare a visitare i centri di accoglienza libici senza preavviso, magari fermandosi qualche giorno, e verificando sulla propria pelle il trattamento umanitario riservato, con la cautela di non farsi accompagnare né da membri dei servizi segreti italiani né da forze di polizia libiche, cosicché la verifica sarà più naturale e reale”, ha concluso Buemi.
Contro le dichiarazioni di Salvini arriva la risposta europea. “Nessuna operazione europea e nessuna imbarcazione europea” riporta i migranti salvati in mare in Libia, perché “non consideriamo che sia un paese sicuro”. Lo dice la portavoce della Commissione, Natasha Bertaud, rispondendo ai giornalisti che chiedevano un commento della Commissione sulle parole del ministro degli Interni italiano. Salvini però insiste e replica su Twitter: “L’Unione Europea vuole continuare ad agevolare lo sporco lavoro degli scafisti? Non lo farà in mio nome, o si cambia o saremo costretti a muoverci da soli”. Ma stavolta interviene anche l’italiana Lady Pesc, Federica Mogherini, che spiega al Vicepremier: “La decisione rispetto al fatto che i porti libici non siano porti sicuri è una decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo, quindi è una valutazione puramente giuridica sulla quale non c’è una decisione politica da prendere”.

Reato di Tortura. Buemi, poliziotti rispettino le persone

reato-di-torturaGiorgia Meloni, ormai sorpassata da un Salvini sempre più a destra, punta su una legge per cui lo Stato italiano ha impiegato anni a far approvare, una legge considerata anche troppo timida da ong e associazioni per i diritti umani, quella sul reato di tortura. “Fratelli d’Italia ha presentato due proposte di legge per aumentare le pene a chi aggredisce un pubblico ufficiale e per modificare il reato di #tortura che, così com’è codificato oggi, impedisce alle forze dell’ordine di svolgere il proprio lavoro. Difendiamo chi ci difende!”, ha scritto su Twitter la leader di Fratelli d’Italia.
Due proposte di legge: una per aumentare le pene a chi aggredisce un pubblico ufficiale e “garantire la punibilità elevando la pena”; la seconda per modificare il reato di tortura, a lungo dibattuto in Italia e introdotto nella scorsa legislatura. “Gli uomini e le donne in divisa – spiega Meloni – devono poter svolgere il loro lavoro in sicurezza e con dignità”. Con l’introduzione del reato “gli agenti sono stati mortificati” e non sono stati messi in condizione di svolgere il loro lavoro perché basta un “insulto – afferma – per rischiare pene fino a 12 anni”.
“È la solita manfrina della destra italiana – è il commento del responsabile giustizia del Psi Enrico Buemi- che vuole mettersi non soltanto dalla parte delle forze dell’ordine, dalla cui parte siamo tutti noi in quanto rispettosi della legalità e del principio secondo il quale lo Stato debba esercitare fino in fondo le sue funzioni. La Meloni invece vuole trovare una giustificazione per comportamenti illegali che sarebbero ancora più gravi se commessi da pubblici ufficiali”. “La Meloni mistifica una situazione che dal punto di vista giuridico è molto chiara. Non si tratta assolutamente di impedire l’attività legittima del pubblico ufficiale che esegue ordini di arresto o di fermo. È evidente che tutto quello che viene effettuato deve rispondere alla logica del rispetto dell’individuo e se l’uso della forza è necessario non può prescindere dall’applicazione di quanto previsto dal nostro ordinamento”.
“E nello stesso tempo – continua Buemi – se non ci sono le necessità di un fermo fisico è evidente che il fermo debba avvenire con altre modalità. Se invece si vuole sostenere che il poliziotto è legittimato in qualsiasi situazione a usare violenza sia fisica che psicologica intimidendo o addirittura provocando sofferenze fisiche, è evidente che questo è un reato che nel nostro ordimento è perseguito e che non può essere giustificato”.

QUESTIONE DI DIRITTO

diciottiQuello dei migranti resta il tema preferito del (vice)premier Matteo Salvini. Dopo il braccio di ferro tra il ministro Toninelli e il ministro degli interni arriverà oggi a Trapani la nave Diciotti della Guardia Costiera con a bordo i 67 migranti salvati dal rimorchiatore italiano Vos Thalassa davanti alla Libia. Non vi è giorno che non batta sullo stesso tasto creando tensioni anche all’interno del governo tanto da condizionare l’intero esecutivo. Matteo Salvini continua infatti a ribadire la linea dura: “Prima di concedere qualsiasi autorizzazione – ha detto –  attendo di sapere nomi, cognomi e nazionalità dei violenti dirottatori che dovranno scendere dalla Diciotti in manette. Se su quella nave c’è gente che ha minacciato e aggredito non saranno persone che finiranno in albergo ma in galera – dice – quindi non darò autorizzazione allo sbarco fino a che non avrò garanzia che delinquenti, perché non sono profughi, che hanno dirottato una nave con violenza, finiscano per qualche tempo in galera e poi riportati nel loro paese”.

“Le minacce sul fronte Sud per quanto riguarda il terrorismo sono molto significative” ha detto oggi il premier Giuseppe Conte al suo arrivo al vertice Nato a Bruxelles, sottolineando l’importanza del rafforzamento dell’hub Nato di Napoli. “Dalla stessa immigrazione – ha detto – potrebbero arrivare rischi e pericoli di foreign fighter”. “L’incontro con Salvini” di stamattina “è andato molto bene, ci siamo aggiornati. A breve assumeremo iniziative italiane per dare continuità alle conclusioni del vertice Ue di giugno” ha precisato Conte.

In sostanza Conte ha preso la comanda da Salvini su cosa dire in tema di immigrazione. “Con Conte – ha detto Salvini – c’è una linea comune: rafforzare la sicurezza dei cittadini cittadini italiani ponendo al centro del Vertice il fatto che non possiamo essere lasciati soli”.

Infine Salvini ha parlato insieme al presidente del Consiglio del principio della condivisione da impostare con gli altri Paesi Ue sui flussi migratori. Il problema è che Salvini sta stringendo alleanze con quei Paesi i cui interessi sono opposti a quelli italiani. Un principio che piace all’Ungheria di Orban è ovviamente in contrasto con quelli utili al nostro Paese. Di conseguenza danno doppio. “La gestione del tema dei migranti – ha commentato il segretario del Psi Riccardo Nencini ospite alla trasmissione Coffee Break de La 7- è senza dubbio un tema delicato, ma nell’impostazione di questo governo c’è un punto debole e cioè’ che senza dubbio la questione va risolta a livello comunitario. Invece Salvini e Di Maio stanno scegliendo gli alleati sbagliati, perché se ti allei con chi non vuole la modifica del regolamento di Dublino e con i partiti del patto di Visegrád metti l’Italia in una posizione scomoda”.

“Abbiamo un nuovo Duce?” Si è chiede Enrico Buemi Responsabile Giustizia del Psi e Senatore nella XVII Legislatura dopo le ultime dichiarazioni di Matteo Salvini sui migranti. “Sarebbe utile – ha proseguito – che il Ministro degli interni Salvini rinfrescasse le sue conoscenze in materia di diritto costituzionale e di separazione dei poteri. L’insistenza con cui ripropone indicazioni precise di arresti di individui e negazione di accessi a mezzi navali, anche italiani, rappresenta una palese violazione delle autonomie dei singoli poteri e un’ingerenza politica-amministrativa ormai inaccettabile nei ministeri non di sua competenza”, ha sottolineato Buemi.

“Il persistere di tale comportamento non può non richiamare l’attenzione  dell’autorità competente in particolare quella giudiziaria per l’incitamento a comportamenti illegittimi, quali l’istigazione all’odio razziale e, d’altro canto, sarà necessario che qualcuno lo richiami alle proprie competenze impedendogli l’ingerenza ripetuta in quelle altrui e impedendogli di usurpare addirittura il ruolo del Presidente del Consiglio, anima bella ma impercettibile, e dei colleghi dei vari ministeri ai quali sottrae responsabilità e ruolo”, ha concluso il Senatore socialista.

La Strada a Sinistra. Intese per il futuro

la Strada a sinistraTerminato il week-end riminese de “La Strada a Sinistra”, organizzato dal Psi locale e aperto alle migliori energie nazionali della sinistra italiana. Idee, proposte, goliardia e una bandiera socialista che sventolava sul lungomare riminese. Una due giorni occasione di analisi sulla strada da percorrere nel prossimo futuro.
Europa, lavoro, immigrazione, territorio sono solo alcuni dei temi affrontati.
Presenti al dibattito serale del venerdì – aperto del segretario del PSI locale Francesco Bragagni – l’on.le Gennaro Migliore (PD), l’on.le Lara Ricciatti (Leu), Maria Pisani, Portavoce nazionale del PSI, il corrispondente da Parigi per il Foglio Mauro Zanon e il sen. Enrico Buemi (PSI).
Il ruolo di moderatore è stato affidato a Federico Parea della segreteria nazionale del Psi.
Dopo la relazione politica di Luigi Iorio, responsabile nazionale Lavoro del PSI, si è sviluppato un confronto serrato tra le varie anime della sinistra, non privo di una onesta autocritica, che è stato utile per capire le nuove linee politiche che la sinistra dovrà seguire in Italia e in Europa.
Sabato è stato affrontato invece il tema del Psi del futuro con un occhio particolare ai temi della solidarietà sociale e dell’integrazione: sono intervenuti Cesare Carini, segretario regionale PSI Umbria, Maria Adele Berti della Segreteria Regionale del PSI Marche, Simone Oggioni, del coordinamento nazionale di Art. 1 – Mdp, Alice Parma, Sindaco di Santarcangelo, Gerardo Giovagnoli del PSD sammarinese, Gilberto Martinini di Avvocato di Strada Onlus e Ivan Innocenti del Partito Radicale.

La proposta finale emersa dalla discussione generale consiste nel ripensare idealmente la sinistra sui temi (globalizzazione, lotta alle disuguaglianze, Europa dei popoli) e nel portare avanti un indispensabile rinnovamento delle leadership di tutto il centrosinistra.
E’ necessario, inoltre, mettersi subito a lavoro per una lista da presentare alle Elezioni Europee del maggio 2019, che possa far riavvicinare un elettorato di sinistra disilluso e deluso e riaggregare la comunità socialista, evitando di pensare ai congressi di altri partiti.
Una lista che non può non ripartire dalle idee socialiste e che si deve rivolgere a tutta quella sinistra non convenzionale, alle associazioni di area, andando a rappresentare uno stimolo, in termini di proposte, per un PSE ormai da troppo tempo arido di elaborazione politica.

Scontro sui vitalizi. Buemi: “Pifferai e pifferati”

Vitalizio-parlamentari

“Sono curioso di sapere: su che base di legittimità giuridica Fico e soci potranno mettere un limite al vitalizio rispetto al maturato e in base all’effettivamente versato?”. Così in una nota Enrico Buemi, responsabile Giustizia Psi e Senatore nella XVII Legislatura. “Il vitalizio non è un privilegio ma è l’equivalente oggi di quanto versato dal parlamentare. Credo sia più un privilegio quello di chi è andato in pensione dopo 14 anni, sei mesi e un giorno da dipendente statale e, oltretutto, senza raggiungere l’età pensionabile ordinaria”, ha spiegato Buemi. “Sapete quanti sono? Sapete quanti lavoratori dipendenti in pensione che hanno pensioni derivanti dall’ultimo stipendio medio dell’ultimo anno di servizio e non in base alla cifra effettivamente versata? Chiedetelo a quel furbacchione di Boeri che non dice quanto costa questa situazione”, ha sottolineato Buemi. E non dimentichiamoci, poi, di quelli che hanno lavorato una vita ma i cui datori di lavoro gli hanno versato solo in parte i contributi e anche le intere categorie che hanno versato pochissimi contributi e prendono pensioni non proporzionate al versato. È facile cercare il difetto a casa d’altri – ha concluso Buemi – certo è che in tutte le fasi storiche ci sono state pifferai e pifferati”

le parole del responsabile giustizia del Psi arrivano nel giorno in cui torna con prepotenza nelle cronache il tema dei vitalizi con la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati presa di mira dai Cinque Stelle che a detta loro ha voltuto imprimere un colpo di freno al taglio dei vitalizi. “Una giravolta incredibile” affermano. Parte così l’offensiva pentastellata “colpevole” di lasciare “solo” il presidente della Camera Roberto Fico che ha presentato, nell’ultima riunione dell’ufficio di presidenza di Montecitorio, il testo della delibera sul ricalcolo degli assegni mensili agli ex deputati. Casellati, in missione a Washington, ha infatti spiegato di avere “qualche perplessità sul fatto di poter incidere sui diritti acquisiti”.

E, pur aggiungendo che il tema va ripreso anche al Senato “perché sarebbe stravagante che la Camera operasse in un modo e che la stessa situazione non si verificasse nell’altro ramo del Parlamento”, ha auspicato “soluzioni condivise”. Per ora, però, le Camere marciano divise con il risultato che 1.338 ex deputati rischiano di ritrovarsi con un vitalizio “a dieta” mentre gli ex senatori sono in salvo.

E si scatena la pioggia, anzi il diluvio di accuse dei 5 Stelle verso la senatrice di Forza Italia. Un coro pentastellato contro un tema che è stato uno dei cavalli di battaglia non solo della campagna elettorale, ma anche un tema portante della presenza grillina in Parlamento nella passata legislatura. Un tema bislacco ma di facile presa elettorale che fa il paio con il reddito di cittadinanza. Si toglie a quelli che chiamano privilegiati per dare a tutti gli altri. Peccato che i risparmi sarebbero risibili e il monte da redistribuire ben poca cosa. Inoltre sono rilevanti dubbi di costituzionalità sul taglio dei vitalizi. Si tratta di diritti acquisiti e comunque sono diversi i costituzionalisti, tra cui Onida, che ritengono che il problema possa essere affrontato e, nei limiti della nostra Costituzione, risolto solo con una legge e non con un provvedimento amministrativo di un ufficio di presidenza.

Amministrative. Buemi, improvvisazione e inascolto

ballottaggi 2Duro colpo per tutto il centrosinistra, ma anche per i partiti tradizionali che dalle ultime tornate elettorali escono con le ossa rotte. Su 14 comuni capoluogo di provincia al ballottaggio, il centro-destra ha vinto in sette casi, il centrosinistra in quattro, il M5S in uno. Ci sono state poi le vittorie “personali” a Imperia e a Messina. Ma il dato politico più rilevante di questa seconda tornata è con tutta evidenza la sconfitta del centrosinistra nei tre capoluoghi della Toscana in cui si è votato.
“In questi anni ho avuto modo di dire, spesso inascoltato, che con tutte le riforme improvvisate e frutto di esigenze mediatiche più che di necessità concrete di cambiamento, stavamo buttando via il bambino con l’acqua sporca”, ha dichiarato Enrico Buemi, responsabile Giustizia del Psi e già Senatore nella XVII Legislatura. “Il bambino erano le buone Istituzioni e le idee che avevano caratterizzato decenni di ricostruzione dell’Italia e modernizzato e arricchito il Paese e gli italiani. Certo, accanto a quanto di positivo si era fatto, vi era l’acqua sporca e cioè la necessità di modificare pratiche e comportamenti non corretti nell’interesse di tutti perché portatori di logiche di puro interesse individuale e spesso illegale”, ha spiegato Buemi. “Apprendisti stregoni hanno pensato che per rimuovere tali anomalie bastasse demolire le Istituzioni collaudate nel tempo e non invece modificarle con prudenza, sapienza e competenza. Si è inventato tutto e il contrario di tutto e il risultato è che non c’è più niente che funzioni adeguatamente”, ha sottolineato Buemi. “Di questa situazione la sinistra non può ritenersi non responsabile in parte significativa perché essa ha contribuito a questa azione demolitoria e di proposta approssimativa e contraddittoria. Oggi è necessario, davanti al disastro evidente, tornare sui nostri passi e analizzare con rigore gli errori e con grande spirito di verità riproporre soluzioni che, anche se vecchie, non per questo non sono adatte alle esigenze della modernità”, ha continuato Buemi. “Se si analizza la nostra lunga storia si capisce che nonostante minimi adeguamenti la medicina è sempre la stessa e, in particolare quando si imboccano scorciatoie per evitarla, vengono fuori le malattie più gravi e difficili da curare”. Concludendo Buemi sostiene “ripensare la politica italiana e non solo non in chiave sostitutiva ma in chiave di prudente evoluzione sarebbe stata la strada da percorrere ma gli apprendisti stregoni di destra, di sinistra e altro hanno pensato che bastasse demolire, rottamare, cambiare nome per risolvere i problemi del Paese, invece che promuovere nuovi comportamenti dei singoli dentro le Istituzioni e nella società attraverso una massiccia azione di crescita culturale e di responsabilità individuale”

Vaccini. Psi: Salvini ministro unico del governo

matteo salviniSulla questione dei vaccini “garantisco l’impegno preso in campagna elettorale nel permettere che tutti i bimbi entrino in classe, vadano a scuola”, perché “la priorità è che i bimbi non vengano espulsi dalle classi” anche se non vaccinati. Lo ha affermato Matteo Salvini, ministro dell’Interno, intervenendo telefonicamente a RadioStudio54. A proposito di una eventuale rimozione degli obblighi vaccinali, Salvini ha puntualizzato che al governo “siamo in due, c’è un’alleanza Lega-M5s, bisogna ragionare anche con gli alleati, al ministro Grillo ho iniziato a parlare di questi temi”, e dunque “continueremo, perché ritengo che 10 vaccini obbligatori siano inutili e in parecchi casi pericolosi se non dannosi”, ha concluso il ministro Salvini. A tal proposito Giulia Grillo, che fin da quando si è insediata ha detto di essere favorevole ai vaccini, ha diffuso un comunicato stampa nel quale dice al ministero dell’Interno che spetta al suo ministero decidere sul tema. Inoltre, aggiunge, la politica può discutere dell’obbligo ma non del valore sanitario dei vaccini. Quello spetta ai tecnici. “I vaccini sono un fondamentale strumento di prevenzione sanitaria primaria. E in discussione a livello politico sono solo le modalità migliori attraverso le quali proporli alla popolazione”.
Sull’uscita da ‘campagna elettorale’ interviene il segretario del Psi, Riccardo Nencini che afferma sul suo profilo Facebook: “Salvini tra il funambolo e l’onnivoro come un caudillo sudamericano. Pontifica su tutto. Ora anche sui vaccini. Ma i suoi figli sono stati vaccinati? Tra non molto ci metterà nelle mani di stregoni e pistoleros”.

“Se continua così – aggiunge in una nota Enrico Buemi, responsabile Giustizia del Psi e già Senatore nella XVII Legislatura – Salvini nel giro di qualche giorno assumerà le intere competenze di tutti i Ministri del Governo”. “Un giorno dà la linea al Presidente del Consiglio Conte indicandogli se andare o no a Bruxelles, un altro giorno organizza blocchi navali davanti alla Libia, ovviamente come Ministro della difesa, un altro giorno ancora promette quello che di fatto è un maxi-condono nella sua qualità di Ministro dell’economia, quello vero, e oggi, per nostro diletto, impartisce direttive da Ministro della salute sulla questione dei vaccini”. “Considerando – continua Buemi – che nei ritagli di tempo libero continua a fare non il Ministro degli interni ma il capo della propaganda del disciolto Ministero per la sicurezza, di fascistica memoria, pensiamo che ormai rimanga solo la competenza del Ministero dell’istruzione libera dai suoi interventi, che aspettiamo comunque fiduciosi nella sua futura qualità di Ministro della cultura popolare. Ci chiediamo a questo punto – conclude Buemi – gli altri Ministri che cosa ci stiano a fare”.

Non si è fatta attendere la replica a Salvini dell’immunologo Roberto Burioni: “No, Ministro Salvini – scrive il professore sulla sua pagina Facebook – dieci vaccini non sono inutili e tantomeno dannosi. Sono gli stessi vaccini che vengono usati con identici tempi e identici modi in tutto il mondo. Sono i dieci vaccini che hanno salvato e salvano, in tutta sicurezza, milioni di vite”. “Ministro Salvini – prosegue Burioni – lei ha detto una cosa non rispondente al vero, perché quelli che riporto io sono fatti, suffragati da dati scientifici solidissimi. Quella che ha detto è una bugia, una bugia pericolosissima. E che a dirla – conclude il medico – sia chi ha la responsabilità della sicurezza del mio paese è una cosa che mi preoccupa molto”.

AFFAIRE DI STADIO

stadio romaL’affaire-stadio cresce. Così come si allunga la lista degli indagati. Anche Giovanni Malagò finisce sul taccuino della Procura di Roma. Il presidente del Coni avrebbe favorito la costruzione dell’impianto sportivo di Tor di Valle in cambio di “utilità” destinate al genero. A mettere nei guai il numero uno dello sport italiano è stata un’intercettazione. Nella conversazione con Luca Parnasi – l’imprenditore accusato di corruzione e finanziamento illecito – si evincerebbe la richiesta di Malagò di migliorare la situazione professionale del fidanzato della figlia Ludovica. Secondo gli inquirenti, la dimostrazione dell’accordo tra il costruttore e Malagò è rappresentata nel cambio di opinione del Coni, inizialmente scettico, sul progetto dello stadio. All’improvviso la struttura fu giudicata “conforme”. Nonostante i dubbi precedenti. Il presidente del Coni ha comunque smentito ogni coinvolgimento nella vicenda.

La caccia della pm Barbara Zuin e dell’aggiunto Paolo Ielo si allarga, dunque. E si fa sempre più grossa. Membri del Governo, come il sottosegretario Giorgetti, possono vantare una solida amicizia con Parnasi. Amicizia che sarebbe sfociata in finanziamenti alla fondazione vicina alla Lega. Circa 200 mila euro per la campagna elettorale delle politiche. Anche i rapporti con il Movimento 5 Stelle sarebbero strutturati. Soprattutto con Luca Lanzalone, il presidente grillino di Acea finito in manette. A leghisti e pentastellati Parnasi avrebbe garantito anche i biglietti per accedere alle partite della Roma. “I grillini sono miei sodali – si legge in un’intercettazione di Parnasi – qui il Governo lo sto facendo io. Se vincono loro è fatta”.

La posizione peggiore, per ora, è quella del Movimento 5 Stelle. Da sempre cavalieri senza macchia, da un paio di giorni l’esercito che fa capo a Di Maio ha scoperto il garantismo. Meglio tardi che mai. In compenso indagini, arresti e rinvii a giudizio andranno spiegati agli elettori, che hanno già iniziato a storcere il naso. In cima alla lista c’è naturalmente Virginia Raggi. La sindaca, che dovrà presentarsi davanti a un giudice la settimana prossima per rispondere alle accuse di falso, oggi si è recata in Procura. A piazzale Clodio è stata ascoltata dai magistrati come persona informata dei fatti. Raggi ieri sera ha voluto precisare di sentirsi “parte lesa” e di non essere coinvolta nella storia dello stadio. A essere messa in discussione dall’opinione pubblica, tuttavia, non è mai stata la sua onestà, ma la sua capacità amministrativa.

Sulla vicenda, l’ex vice ministro dei Lavori Pubblici Riccardo Nencini, ha ricordato quanto potrebbe essere importante regolamentare il rapporto tra Istituzioni e portatori di interessi particolari. “Non dico – ha affermato il leader Psi – che una legge sulle lobby, quale quella che ho immediatamente ripresentato a inizio legislatura, avrebbe risolto il problema, ma almeno avrebbe messo in imbarazzo quei parlamentari protagonisti di cene e incontri segreti con quei portatori di interessi noti alle cronache di questi giorni”. Quanto alla questione politica, secondo Nencini la sindaca Raggi e il premier Conte sono “due capi senza testa benché rappresentino i grillini ai vertici delle Istituzioni più importanti. Il sindaco non sa chi sia Lanzalone, sostiene che le sia stato imposto; il secondo zoppica dietro i due vice delegando loro i dossier più significativi”.

Anche Enrico Buemi, responsabile Giustizia del Psi e senatore nella XVII Legislatura ha commentato la vicenda entrando nel merito di quanto detto da Di Maio. “Il premio ammesso da Di Maio nei confronti di Lanzalone – ha detto Buemi – al di là della vicenda giudiziaria riguardante la costruzione del nuovo stadio della Roma, sulla quale manteniamo un atteggiamento garantista di presunzione di non colpevolezza fino al passato in giudicato, mette in risalto un aspetto che non ha bisogno di conferme giudiziarie”. “Il fatto che Di Maio riconosca che l’incarico di Presidente dell’Acea sia stato un regalo fatto a un dirigente del M5s – ha continuato – pone una domanda a cui si deve dare risposta non solo da parte del M5s ma anche da parte della Procura di Roma”, ha aggiunto Buemi. “ È lecito che il sindaco di una città ammetta che la nomina le sia stata imposta da altri che non hanno responsabilità pubblica alcuna nella gestione della città di Roma?”, ha continuato Buemi. “Qui non si tratta di non riconoscere il tempo per il cambiamento ai nuovi governanti. Il cambiamento che c’è stato è nella sfrontatezza di assumere atteggiamenti di illegalità diffusa”, ha concluso Buemi.

F.G.

ALTO MARE

aquarius

La nave Aquarius, con 600 migranti a bordo, sarà accolta dalla Spagna. L’Italia ha chiuso i propri porti ed è venuta meno ad uno dei principi fondanti della sua storia: la solidarietà. L’Aquarius sarà accolta dalla Spagna a Valencia. Lo ha annunciato il primo ministro socialista Pedro Sanchez che ha annunciato che il suo Paese permetterà alla nave di attraccare a Valencia. “È nostro obbligo aiutare ad evitare una catastrofe umanitaria e offrire un porto sicuro a queste persone”, ha detto il premier Sanchez.

“Salvini con la vicenda della nave Aquarius – ha dichiarato Enrico Buemi, responsabile giustizia del Psi e già Senatore nella XVII Legislatura – si è infilato in un tunnel che, finita la campagna elettorale, dovrà essere affrontato e risolto. Fra qualche giorno il caso della nave in mezzo al mare e senza viveri, con bambini e donne incinte, e l’isolamento internazionale in cui si sta infilando lo obbligheranno a tornare con i piedi per terra perché non esiste un politico, per quanto spregiudicato e per quanto vi sia un Paese disorientato e sordo, che ha perso il senso della sua Storia e della sua tragedia di popolo di migranti, che non debba fare i conti con la realtà”.

“Non esiste -ha continuato Buemi – in una situazione di fenomeni di migrazioni epocali, determinati da guerre, crisi economiche, epidemie e grande povertà, uomo di governo che possa contrastare il fenomeno in maniera adeguata senza la collaborazione degli Stati confinanti e, in particolare, senza risolvere il problema della Libia – ha spiegato Buemi – che ancora oggi non ha affrontato la questione della sua ricostruzione interna e senza la quale vi è un immenso varco aperto per cui non c’è Salvini di sorta che impedirà le tragedie in mare di migliaia di migranti. La soluzione, dunque, non è il respingimento ma adeguate politiche di accoglienza e di relazioni positive con gli Stati europei che, invece di essere presi a pesci in faccia, devono collaborare con l’Italia per risolvere la questione di una equa distribuzione dei flussi migratori”.

“Se in Italia fosse ancora in vigore la legge Turco-Napolitano, invece che la famigerata Bossi-Fini, che tanti guai ha creato, ci sarebbero flussi legali e immissioni controllate. La chiusura totale all’immigrazione legale porta alla immigrazione clandestina. I demagoghi di tutto il mondo si possono unire e fare tutto il chiasso che vogliono, e raggiungere anche grandi risultati elettorali, ma dovranno inevitabilmente tornare a fare i conti con la realtà di un mondo che si muove da dove si sta peggio a dove si sta meglio”, ha concluso Buemi.

L’ Aquarius è in navigazione nel canale di Sicilia da tre giorni con 629 migranti a bordo, tra cui minori, bambini e donne incinte. La svolta è arrivata con l’apertura da parte della Spagna e del premier socialista ha fatto in modo, anche dopo il pressing di Onu e Ue, che le ragioni umanitarie prevalessero sulle tattiche politiche e la nave fosse fatta attraccare ‘subito’. Il premier Giuseppe Conte, in visita alle zone terremotate, aveva “chiesto un gesto di solidarietà da parte dell’Ue su questa emergenza. Non posso che ringraziare le autorità spagnole per aver raccolto l’invito”. E ha spiegato che la decisione della Spagna va “nella direzione della solidarietà”. Solidarietà invece negata da parte Italiana con il premier che si è comunque trovato a subire una decisione imposta da un proprio ministro senza che fosse chiaro quale fosse la posizione del premier in proposito.

Il commissario europeo Dimitris Avramopoulos su Twitter ha appreso con soddisfazione la decisione del premier socialista: “Diamo il benvenuto alla decisione del governo spagnolo di permettere a nave Aquarius di sbarcare a Valencia per ragioni umanitarie. Questa è la vera solidarietà messa in pratica, sia verso questo queste persone disperate e vulnerabili, che verso Stati membri partner”. Nel frattempo altri migranti sono stati salvati a largo della Libia. Si tratta di circa 800 persone che, secondo quanto si apprende, sono state recuperate da imbarcazioni italiane e internazionali. Le operazioni di soccorso si sono concluse in piena notte.

E il ministro dell’Interno Matteo Salvini dopo le polemiche sulla nave Aquarius, ha scritto su twitter: “Oggi anche la nave Sea Watch 3, di Ong tedesca e battente bandiera olandese, è al largo delle coste libiche in attesa di effettuare l’ennesimo carico di immigrati, da portare in Italia. L’Italia ha smesso di chinare il capo e di ubbidire, stavolta c’è chi dice no”. Intanto una seconda nave si sta avvicinando alle nostre coste.

Buemi: “Sulla giustizia nuovismo di facciata”

L'Aula Bunker del carcere di Rebibbia dove si svolge il processo sulla strage di Capaci durante il quale depone il pentito Giovanni Brusca, Roma, 24 novembre 2014. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Il debutto del neo presidente del consiglio, Giuseppe Conte, alla Camera ha portato più interrogativi che chiarezze. In particolare sul versante ‘Giustizia’ il timore è quello di veder arenate le lunghe lotte di garantismo. Enrico Buemi, già senatore socialista e responsabile Giustizia del Psi, chiarisce alcuni punti al riguardo sull’Avanti!

Il Presidente Conte ha parlato di giustizia che “riconquisti la fiducia” degli italiani, prevedendo anche “l’introduzione dell’agente sotto copertura”, ma che in realtà sarebbe un “provocatore”, può spiegarci meglio di cosa si tratta?

L’agente sotto copertura esiste già. Come ha detto Delrio nel suo intervento qui c’è gente che parla senza conoscere la materia di cui parla, in particolare fa specie che un un docente di diritto privato non abbia consapevolezza in materia. Soprattutto i fondamenti di Diritto Costituzionale e del diritto pubblico, del diritto amministrativo, del diritto penale, certo lui insegna diritto privato ma la laurea in giurisprudenza prevede anche esami di diritto penale e costituzionale. Ora nel suo intervento ha dato prova di non sapere che l’onere della prova è di competenza dell’accusa, quindi dello Stato, nel nostro Ordinamento è a carico dello Stato, sia in materia penale che fiscale. Nel suo intervento il presidente del Consiglio ha completamente ribaltato questa questione e ha introdotto anche un principio che non esiste “il principio di colpevolezza”.
Probabilmente il Governo vuole l’agente provocatore, ma questo non esiste nel nostro ordinamento e si tratta di un agente sotto copertura che va dal pubblico amministratore o da altro agente pubblico e lo induce a comportamenti illegali per dimostrare che quel soggetto è corrotto. Diversa è la figura dell’agente sotto copertura che esiste già e raccoglie prove. Quando Conte dice di introdurre l’agente sotto copertura di nuovo dimostra di non conoscere il nostro ordinamento. Per quanto riguarda sempre l’agente provocatore non oso immaginare cosa potrebbe succedere nella pubblica amministrazione se si sentisse braccata da ‘presenze’ di questo tipo: non farebbe più niente. Non si assumerebbe nessuna responsabilità temendo di essere accusata di favoreggiare qualcuno. Lo abbiamo già visto con la ‘delazione premiata’ che ha portato alcuni personaggi ad approfittarne per propri avanzamenti di carriera.

Enrico-Buemi-E per quanto riguarda invece il “potenziamento della legittima difesa”? 

Esiste già nel nostro ordinamento il principio della proporzionalità dell’azione. L’uso della forza, nei paesi civili, fatta eccezione per gli Usa, è in mano allo Stato. La difesa della persona attraverso la sua azione privata deve essere strettamente circoscritta a una situazione temporale molto precisa dove la forza pubblica non è in grado di intervenire. Sicuramente ognuno ha il diritto di difendersi da un’azione violenta nei propri confronti, ma esiste sempre il principio di proporzionalità. E quindi il principio di proporzionalità della difesa che viene valutato da un giudice non da una legge che permette di fare in casa propria ciò che si vuole, come è accaduto con l’atleta Pistorius e la moglie. La questione della legittima difesa è in realtà un falso problema.

Ma una riforma della Giustizia, è doverosa. In Italia occorrono 1.400 giorni per un giudizio civile. E si rischia di nuovo una procedura d’infrazione europea

L’unica soluzione è il potenziamento degli organici e delle strutture, ne è l’esempio il Tribunale di Bari che opera nelle tende. Se non ci sono aule giudiziarie, se non ci sono cancellieri, se non ci sono giudici, tu puoi fare tutte le riforme che vuoi, ma non risolvi il problema. Si facciano corsi di formazione a livello tecnologico e informatico per gli addetti. Ad esempio abbiamo fatto la riforma del Codice Civile con gli atti informatici e poi è stata invece prevista la fotocopia degli atti come ‘copia di cortesia’, cioè il giudice non esamina gli atti processuali al computer ma li vuole in carta. Quindi la soluzione è sempre investire in organici e tecnologia. La Giustizia ha bisogno di meno riforme e più organizzazione

Il nuovo Guardasigilli Bonafede, ha parlato di fermare i decreti sulle intercettazioni e la Riforma Orlando a suo dire ‘svuota-carceri’.

In realtà lì c’è stato un errore che poi è stato utilizzato da altri per bloccare tutta la Riforma. In materia di trattamento delle persone sottoposte alle misure di alta sicurezza riguardanti i reati di mafia e terrorismo era stata prevista una norma che consentisse sotto la supervisione del giudice una sorta di ‘allentamento’ (diciamo così) delle misure di sicurezza. Una norma che portato così a una valutazione negativa nella Commissione Giustizia che ha finito per bloccare l’intera Riforma.

Per la carica di segretario generale a Palazzo Chigi si fa il nome di Vincenzo Fortunato (“quotato” anche al Mef), nel 2006 tu avevi presentato un’interrogazione parlamentare proprio per il conflitto di interessi di Fortunato. Cosa eredita questo governo da figure simili?

Sì io avevo rilevato un conflitto di interessi esplicito, lui era controllore e controllato, in quanto membro del consiglio superiore amministrativo e nello stesso tempo era funzionario del Ministero che doveva essere controllato. Poi dal punto di vista professionale non metto in discussione nulla, ma se si parla di novità dov’è il cambiamento allora. Questa cosa di eleggere vecchi personaggi e proclamare il cambiamento francamente mi fa un po’ sorridere

Considerazioni su questo governo

Credo che sicuramente bisogna dare del tempo al nuovo Governo. Mi auguro che proprio in quanto rappresentanti del nostro Paese questi nuovi funzionari e ministri studino di più prima di fare delle promesse, anche se in realtà avrebbero dovuto studiare prima…