Nencini e Del Bue a Parma:
“Il Psi non si arrende”

Nenni legge l'Avanti!Direttore dell’Avanti e segretario del Psi ospiti della Festa socialista di Parma che si è svolta a Traversetolo nell’ospitale e verde parco fluviale sull’Enza. Si è svolto così un singolare confronto con Del Bue nelle vesti di intervistatore e Nencini in quello di intervistato. Il segretario del Psi ha spaziato su più versanti: dalla questione Di Lello, al ruolo dei socialisti in Italia, alla politica internazionale, della sicurezza e dell’immigrazione, ai progetti del suo ministero. Il direttore dell’Avanti ha voluto esortare i socialisti a non seguire chi indica come unica strada la trasformazione delle feste dell’Avanti in quelle dell’Unità e il richiamo a Craxi con quello a Berlinguer. Nencini ha sottolineato che è assurdo pensare di liquidare il nostro piccolo partito e che singole adesioni al Pd non sono neppure auspicate da questo partito. Anzi, in taluni casi vengono perfino scoraggiate. Nencini ha poi lanciato i prossimi appuntamenti che vedono impegnato il Psi: la conferenza programmatica dell’autunno e il congresso di fine anno. Si tratta, secondo il segretario del Psi, di segnare un percorso per la nostra resistenza. Sia Del Bue, che ha molto insistito sulla necessità di concepire i nostri parlamentari come “un pacchetto di mischia” su temi determinanti per l’economia e per le libertà, sia Nencini, che ha parlato della necessità di cambiare l’Italicum trasformando il premio di lista col premio di coalizione, hanno lanciato la sfida per le imminenti elezioni comunali nelle grandi città che potranno servire per iniziare a tastare il consenso su una lista riformista da presentare anche alle politiche. Nencini ha poi suggerito di affrontare con particolare attenzione il tema della sicurezza e dell’immigrazione. Per il segretario del Psi occorre difendere i valori fondamentali della nostra cultura liberale e il dettato della nostra costituzione. Certo, secondo Nencini, non abbiamo bisogno di tribunali della sharia, di infibulazione, di sfruttamento della donna. Coloro che arrivano da noi devono rispettare non solo le nostre leggi, ma adeguarsi ai nostri principi fondamentali, fritto di secoli di lotte e di conquiste. Del Bue ha richiamato il pezzo di Galli della Loggia sul Corriere, relativo alla opportunità che le risorse adottate dallo stato e dai comuni per aiutare gli immigrati siano poi riconsegnati ai residenti in termini di opere pubbliche. Nencini ha infine illustrato il progetto del suo ministero, dove si pensa di investire subito 18-19 miliardi di euro per le infrastrutture, a cominciare dal nuovo valico ferroviario Genova-Alessandria. Tra i presenti, oltre al segretario provinciale del Psi Manuel Magnani e a quello regionale Francesco Castria, anche il senatore Fabio Fabbri, che ha invitato Nencini nel suo comune di Tizzano per affrontare i suoi problemi idrogeologici.

Redazione Avanti!

Primo maggio, la festa del lavoro. Che non c’è

Primomaggio-giovani-precariNel mese di marzo gli italiani senza lavoro sono l’11.5%. E’ facile pensare che questa fetta di popolazione, sempre più consistente, abbia poco da festeggiare oggi, così come il 38.4% degli italiani tra i 15 e i 24 anni, quasi quattro giovani attivi su dieci, che si trovano senza occupazione. I dati diffusi ieri dall’Istituto nazionale di statistica (Istat) hanno immortalato un’altra fotografia impietosa del nostro Paese sul fronte dell’occupazione che confermano il terzo posto dell’Italia, tra i Paesi europei, con la più alta percentuale di disoccupazione giovanile. Allarmante è anche l’aspetto relativo ai cosiddetti “esodati”, quei lavoratori over 50 che si ritrovano nel limbo tra il rischio di non trovare più lavoro e quello di non riuscire nemmeno ad ottenere la pensione a causa delle novità introdotte dalla tanta discussa Riforma Fornero. Anche loro, oggi, sorrideranno poco, così come i lavoratori “atipici”, senza diritti, né tutele, espressione elegante per definire i precari, e a favore dei quali recentemente il senatore Riccardo Nencini, nonché leader del Psi assieme al collega Fausto Guilherme Longo ha depositato in Senato una proposta di legge. Questo primo maggio avrà un carattere poco festoso poiché porterà con sé – anche e ancora – la smorfia, che aveva il sapore di un ghigno, di Luigi Preiti mentre veniva bloccato dai carabinieri, poco dopo aver aperto il fuoco contro due di loro. Questo primo maggio non potrà che sottendere l’appello di un impegno da rinnovare, come ha ricordato il capo dello Stato, sottolineando che: «Purtroppo, oggi, c’è da pensare anche al lavoro che non c’è, al lavoro cercato inutilmente, al lavoro a rischio e precario. Abbiamo il dovere politico e morale di concentrarci su questi problemi». Oltre allo storico concertone di Roma, numerose sono le iniziative previste in tutta Italia nella giornata di oggi.

IL MONITO DI NAPOLITANO E L’INIZIATIVA DEI SINDACATI – «Sta esplodendo in Europa e anche su più vasta scala la questione della disoccupazione giovanile, di una generazione senza lavoro. È questa la nuova grande questione sociale del nostro tempo” ha ammonito Napolitano in un messaggio inviato al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, al presidente della federazione maestri del Lavoro d’Italia, ai segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, e a coloro che celebrano la ricorrenza. Quest’anno la scelta delle principali sigle sindacali è caduta su Perugia per ricordare le due impiegate della Regione, uccise lo scorso marzo da un imprenditore che poi si è suicidato. Il corteo di oggi partira da Piazza dei Partigiani per approdare a Piazza IV novembre, ove si terrà il comizio conclusivo dei leader sindacali.

IL TRADIZIONALE CONCERTONE A ROMA – Nella Capitale l’appuntamento sarà con l’annuale concertone di Piazza San Giovanni, organizzato dalle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil. Questa edizione sarà condotta da Geppi Cucciari e che tra i numerosi artisti vedrà l’esibizione di Elio e le Storie tese, Cristiano De Andrè, Max Gazzè, Nicola Piovani, Africa Unite e i Motel Connection.

LE MANIFESTAZIONI NELLE VARIE CITTA’ – Oltre il concerto di Roma, numerose sono le manifestazioni che si terranno in tutta Italia. A Taranto si sarà il “contro-concerto” dal titolo “Primo maggio di lotta. Sì ai diritti, no ai ricatti” organizzato da Michele Riondino nel luogo dell’Ilva, per parlare anche dei problemi del Mezzogiorno. Il presidente della Camera, Laura Boldrini sarà a Palermo per deporre una corona in occasione dell’anniversario della strage di Portella della Ginestra. Alle 12 al Municipio palermitano, Boldrini parteciperà alla commemorazione di Piersanti Mattarella, assassinato dalla mafia nel 1980. Inoltre, in alcune città imprenditori e sindacati trascorreranno la giornata con iniziative congiunte: per esempio a Bologna è prevista una tavola rotonda a Piazza Maggiore con rappresentanti di imprese e lavoratori che si incontreranno insieme, sul palco. Anche a Treviso il mondo sindacale e quello dell’imprenditoria si incontreranno nella piazza principale della città.

PRIMO MAGGIO, UNA FESTA SOCIALISTA – Il “primo maggio” nasce a Parigi il 20 luglio 1889. A lanciare l’iniziativa è stato il congresso della Seconda Internazionale, in quei giorni riunito nella capitale francese. Lo scopo era quello di ricordare l’impegno del movimento sindacale e i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori, mentre la scelta della data è stata simbolica: tre anni prima infatti, il primo maggio 1886, una manifestazione di operai, svoltasi a Chicago, venne repressa nel sangue. Considerato il successo dell’evento in Francia e in altri Paesi nel 1880 ell’anno successivo, la Seconda Internazionale decise di rendere permanente quella che, da lì in avanti, dovrà essere la “festa dei lavoratori di tutti i Paesi”, così come è stato.

Silvia Sequi

Alla Festa Socialista sfila la “bassaModa” di Nicoletta Fiori e Sasan Khanide

Durante la Festa Socialista che si è svolta a Perugia la settimana scorsa, ci sono stati non soltanto dibattiti sulla politica e sui problemi del nostro Paese. Ma ha dato spazio anche a eventi di svago: spettacoli serali di natura canora e una sfilata legata al sociale. In particolare, la suggestiva cornice del Parco dell’Arringatore di Pila, sabato sera ha ospitato la sfilata degli abiti creati dalla stilista Nicoletta Fiori e dal suo compagno Sasan Khanide. La loro linea d’abbigliamento si chiama “bassa MODA” proprio perché per scelta è tutto, tranne che “haute couture”. Dietro non vi sono i grandi negozi e i modelli vertiginosi dei grandi maestri di cucito, ma il talento e l’estro della stilista sono sicuramente di valore, così come i materiali utilizzati per la realizzazione del suo atelier. Tutto sta nell’esser conosciuti e nell’iniziare, ed è così che l’impegno profuso c’è, così come la voglia di far sfilare i propri abiti. «Non amiamo ciò viene imposto dalla tendenza del momento, ognuno dovrebbe indossare ciò che vuole. L’abito deve rappresentare lo stato d’animo», hanno dichiarato all’unisono i due stilisti che amano talmente l’arte creativa della moda da svolgerla non come primo lavoro, ma nel tempo libero. Anche se il risultato sembra qualcosa più di un semplice hobby.

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Trattativa Stato-Mafia. Giudice Priore: “I patti ci furono”. Martelli: “Scalfaro aveva dubbi sul 41bis”

Si è parlato di trattativa Stato-Mafia alla Festa nazionale Socialista. Lo hanno fatto direttamente i protagonisti del momento, raccontando quei giorni difficili. Un momento cruciale per la storia dell’Italia, in cui conversero e si modificarono i destini del Paese. L’azione giustizialista travolgeva il Parlamento, la Prima Repubblica si disfaceva sotto l’azione di manovre mai chiarite e di sinergie che decisero i destini del Paese. Claudio Martelli, ex ministro della Giustizia, il giudice Rosario Priore e Mauro del Bue, moderati dal giornalista Luca Mariani dell’Agi, hanno dato vita ad una riflessione che ha offerto spunti di analisi su un capitolo della vita politica e della storia d’Italia ancora da scrivere. Continua a leggere

Alla Festa Socialista di Perugia, il segretario Nencini e il leader dell’Udc Casini

«Credo che Riccardo Nencini stia facendo un lavoro molto serio. Io sono un amico da sempre perché credo che la tradizione del socialismo italiano debba essere valorizzata e abbia ancora molto da dire per il futuro. Il mio auspicio, dunque, è che si possano cercare di vedere i tanti punti che ci uniscono, e ce ne sono tanti». A dichiararlo è stato Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, in esclusiva all’Avanti!, durante il dibattito con il segretario del Psi Riccardo Nencini, che si è svolto in occasione della seconda giornata della Festa Socialista attualmente in corso a Perugia. L’incontro, dal titolo “Popolari e socialisti per amore dell’Italia”, durante il quale i due leader, intervistati dal Direttore di Rai Uno Mauro Mazza, si sono confrontati è stato un confronto serrato tra i due leader, e che ha messo sul tavolo le questioni politiche del momento. «La caduta delle ideologie ha trasformato la politica in lotta – ha spiegato Casini al dibattito, a cui hanno preso parte poco meno di mille persone – la demagogia e l’evocazione populista sono state proposte soluzioni, ma solo per trarne benefici. La politica oggi è in crisi, è sempre più distante, i giovani non si sentono attratti». Secondo il leader dell’Udc, la via è più complessa, ed è quella della serietà e della fatica, solo in questo modo si possono affrontare certi temi.

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