Fiat, parte la ristrutturazione degli impianti di Melfi dopo l’ok dei sindacati, ma il mercato auto non decolla

Fiat-Melfi-sindacati

A Melfi parte la ristrutturazione. Fiat e sindacati hanno infatti firmato ieri l’accordo che prevede la riorganizzazione dell’impianto in provincia di Potenza, che comporterà la cassa integrazione di due anni per i cinquemila dipendenti. L’obiettivo è quello di rendere la fabbrica molto più flessibile, consentendo la rotazione di quattro modelli sulle due catene di montaggio. La riorganizzazione partirà dall’11 febbraio, per concludersi alla fine dell’anno prossimo con periodi di lavoro e di cassa integrazione. Continua a leggere

Fiat, è scontro con Marchionne sul caso Melfi. Il sindaco Valvano (Psi): «Pensiamo ad un fondo di garanzia per i cassintegrati»

Valvano-sindaco Melfi

Alla richiesta della Fiat della cassa integrazione straordinaria di due anni per l’ammodernamento dell’impianto di Melfi, tale da consentire la produzione di nuovi modelli, è seguito in queste ore un vespaio di polemiche: politici e sindacati contro Marchionne e quest’ultimo che ha bollato le loro dichiarazioni come “oscene”.  Il leader di Sinistra e Libertà, Nichi Vendola, aveva parlato di “una riduzione della presenza di Fiat in Italia”, mentre Stefano Fassina, responsabile economico del Pd aveva chiesto al Governo di convocare l’azienda prima di firmare il decreto per la cassa integrazione a rotazione a Melfi. Dura la replica del’Ad di Fiat, Sergio Marchionne: “Ho trovato oscene le dichiarazioni di ieri di alcuni politici su Melfi. Può darsi che non abbiano capito di cosa stanno parlando. Uno che capisce un minimo di auto sa che per cambiare da una vettura all’altra deve cambiare tutto. Devo cambiare i macchinari, le installazioni, non è che faccio panini io. Anche lo stabilimento di Grugliasco che fa la macchina che viene dopo il Liberty della Jeep, è stato chiuso per un anno. E’ assolutamente normale”. A fare il punto con l’Avanti! sulla vicenda dello stabilimento Fiat di Melfi è il sindaco socialista della città lucana Livio Valvano. Continua a leggere

FIAT: Per Melfi due anni di cassa integrazione, ma continua la produzione della “Punto”

Fiat-Melfi-chiusura

Cassa integrazione a rotazione e attività produttiva su una linea. La Fiat ha chiesto la cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione aziendale per lo stabilimento di Melfi dall’11 febbraio di quest’anno al 31 dicembre 2014. A darne notizia ai sindacati è stata l’azienda. La misura è necessaria per realizzare gli investimenti previsti per lo stabilimento, che l’a.d. Sergio Marchionne ha quantificato a oltre un miliardo di euro quando, lo scorso dicembre, ha presentato il piano industriale per il sito lucano. La cassa integrazione sarà a rotazione e i periodi di cassa saranno ugualmente distribuiti su tutti i dipendenti a seconda dell’attività produttiva della linea in funzione. A Melfi lavorano 5.500 addetti. Anche dopo l’avvio della cassa integrazione, però, la produzione della Punto nello stabilimento di Melfi continuerà. Nello stabilimento lucano del gruppo torinese vi sono due linee di produzione. Gli interventi programmati dall’azienda interesseranno a turno solo una delle due linee: sull’altra lavoreranno a rotazione gli operai, per continuare a produrre la Punto e soddisfare così le richieste del mercato. In tal modo al periodo quasi biennale di cassa integrazione straordinaria saranno interessati a turno tutti i lavoratori. Continua a leggere

Siderurgia francese: lo Stato interviene a difesa dei lavoratori

Mentre in Italia si cerca una soluzione per il caso Ilva che sia capace di coniugare i diritti dei lavoratori e le esigenze produttive dell’azienda con la tutela dell’ambiente e la salute della cittadinanza tarantina, anche in Francia si gioca un’importante partita sull’acciaio. Parliamo dell’impianto siderurgico della Mittal Arcelor di Florange, in Lorena. L’impianto è articolato su due aree: una sezione a caldo, dove lavorano 630 dipendenti, ed una sezione a freddo, che impiega 2.500 dipendenti. Il proprietario indiano, Lakhsmi Mittal, ha deciso di chiudere la non più redditizia sezione a caldo, mantenendo il controllo della sezione a freddo, ancora profittevole e ritenuta essenziale per la filiera produttiva europea della Mittal Arcelor. Continua a leggere

Fiat: Marchionne prevede la fusione con Chrsyler, promette di non vendere Alfa Romeo

«Una mossa inevitabile». A confermare la prossima fusione tra Fiat Spa e la controllata statunitense Chrysler è arrivata ieri dall’amministratore delegato Sergio Marchionne, in un’intervista al settimanale americano “Automotive News”. L’operazione dovrebbe avvenire entro il 2014, ma «molto dipenderà da cosa succederà in Europa» avvisa l’a.d. Il numero uno del Lingotto ribadisce inoltre di non avere alcuna intenzione di vendere l’Alfa Romeo al gruppo Volkswagen che sembra aver dimostrato interesse. Continua a leggere

Anche i sindacati firmatari dell’accordo di Pomigliano dicono ‘no’ alla mobilità per i 19 operai Fiom

Sindacati vs Fiat. Ieri la Fim (Federazione Italiana Metalmeccanici), l’Uilm (Unione Italiana Lavoratori Metalmeccanici), il Fismic (Sindacato autonomo metalmeccanici e industrie collegate), l’Ugl (Unione Generale del Lavoro) e l’Associazione Quadri hanno lanciato l’aut aut al Lingotto perché ritiri la procedura di mobilità annunciata per i 19 lavoratori della newco di Pomigliano d’Arco. Già la scorsa settimana, all’unanimità governo, sindacati e politica avevano criticato la decisione della Fiat, invocando lo “stop” ai licenziamenti. La scelta è stata assunta dopo la sentenza della Corte d’appello di Roma che obbliga la casa automobilistica a riassumere gli operai tesserati Fiom (la Federazione Impiegati Operai Metallurgici). La richiesta è dunque giunta anche dalle cinque sigle sindacali che – a differenza della Fiom – hanno sottoscritto il contratto sindacale che, di fatto, ha sancito l’esclusione della Cgil dalle attività sindacali negli stabilimenti del gruppo. Continua a leggere

Fiat annuncia il reintegro dei primi 19 tesserati Fiom. Peccato che ne metterà in mobilità altrettanti

19 operai entrano. E altrettanti escono. Questa la decisione annunciata dalla Fiat per rispettare la sentenza della Corte d’Appello di Roma che la obbliga a riassumere nella newco di Pomigliano d’Arco, l’impianto più moderno del gruppo, 19 lavoratori della Fiom (la Federazione Impiegati Operai Metallurgici) entro 40 giorni. Di contro, ne manderà in mobilità altrettanti. Evidentemente all’amministratore delegato, Sergio Marchionne la sentenza di condanna per comportamento anti-sindacale non è piaciuta affatto. Già nei mesi scorsi, il manager del gruppo aveva avvisato che, a causa dello stabilimento saturo rispetto alla domanda, in caso di reintegro dei 145 operai Fiom ne dovranno uscire altrettanti. Continua a leggere

Fiat: i conti tornano, ma crolla in Borsa. Marchionne promette: «Non chiuderemo nessuna fabbrica in Italia»

«Se chiudessi un impianto in Europa dovrei costruirne uno altrove. Non avrebbe senso». Con queste parole, l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne ha spiegato la decisione di non chiudere nessuno stabilimento del gruppo in Europa, in particolare in Italia. La scelta di non chiudere fabbriche nel nostro Paese – spiega il Lingotto – è stata fatta rispetto a una seconda opzione che era quella di focalizzare su un mercato di massa non premium e di razionalizzare la capacità produttiva chiudendo uno o più impianti. L’obiettivo della Fiat è quello di «fare leva su grandi marchi storici premium come Alfa Romeo e Maserati, riallineare il portafoglio prodotti e di posizionare l’attività per il futuro». Nonostante il crollo del mercato automobilistico europeo, il Lingotto ha incrementato il suo utile e i suoi ricavi. Ma l’indebitamento netto industriale ha subìto un forte peggioramento: in tre mesi, dal 30 giugno a oggi, è salito infatti da 5,4 miliardi a 6,7. Continua a leggere

La Fiat perde il ricorso: dovrà assumere i 145 metalmeccanici tesserati Fiom

Un venerdì vincente quello per la Fiom (la Federazione Impiegati Operai Metallurgici): i giudici della Corte d’Appello di Roma hanno infatti respinto il ricorso della Fiat sul personale dello stabilimento di Pomigliano d’Arco, condannandola ad assumere le 145 tute blu, tesserate Fiom. Il leader della Cgil Susanna Camusso ha accolto la vittoria dei lavoratori, definendola «Una buona notizia», per il segretario generale della Federazione sindacale è una vittoria della democrazia. Nel frattempo il Lingotto rende noto di prendere atto della sentenza e di non escludere alcuna iniziativa legale di opposizione, incluso il ricorso in Cassazione. Continua a leggere

Auto: il mercato peggiore da 28 anni. La Fiat crolla ma non investe

Il mercato dell’auto continua la sua congiuntura negativa. Lo sapevano gli investitori internazionali che stanno guardando oltreoceano, le famiglie che non comprano più auto e Marchionne che giorni addietro usò proprio questa come giustificazione dei mancati investimenti in Italia nel tanto atteso incontro col premier Monti. Fatto sta che la Fiat ha quasi del tutto gettato la spugna in fatto di progettazione di nuovi modelli per “mordere la crisi”. A conti fatti sarà la crisi che morderà gli italiani costretti a riscoprire bici e metrò. Continua a leggere