Moscovici, l’Italia è un problema per l’Eurozona

pierremoscovici-465x390

Passa la prima fiducia del governo Conte. L’Aula della Camera ha infatti approvato la fiducia sul decreto legge milleproroghe con 329 sì e 220 no. Gli astenuti sono stati 4. Il provvedimento, viste le modifiche, dovrà tornare in terza lettura all’esame di Palazzo Madama. Il decreto deve essere convertito in legge entro il 23 settembre. Il Partito Democratico ha fatto ostruzionismo per tutto il corso della discussione iscrivendo a parlare sugli ordini del giorno al testo tutti i suoi deputati. Una scelta che è piacuta a Forza Italia: “È inutile e svilisce la funzione del Parlamento e della stessa opposizione”, attacca il vice capogruppo Roberto Occhiuto. Ma il Pd rivendica la legittimità di proseguire con l’ostruzionismo, visto che la maggioranza ha “compresso” il dibattito, è la replica di Enrico Borghi. Ma al di là delle questioni di metodo lo scontro si concentra sul merito delle questioni. Dopo la battaglia sui vaccini, finita sostanzialmente con la proroga dell’autocertificazione e dunque con un rinvio e una non-decisione, l’attezione si è spostata sui tagli di oltre un miliardo alle periferie, che, nonostante le assicurazioni di Conte con l’Anci non sono stati ancora ripristinati.

Intanto dall’Europa l’Italia viene tenuta sotto osservazione. Pierre Moscovici, commissario europeo agli Affari economici, non ha usato mezzi termini per definire la situazione dei conti nel nostro Paese. Infatti per Moscovici, l’Italia rappresenta “un problema” per l’eurozona. Lo ha detto oggi nel corso di una conferenza stampa a Parigi, nel corso della quale ha sollecitato il nostro Paese a presentare “una legge di bilancio credibile”. “C’è un problema, che è l’Italia – ha affermato Moscovici – Ed è proprio l’Italia il tema su cui voglio concentrarmi prima di tutto”. “L’Italia – ha spiegato Moscovici – ha bisogno di riforme alla sua economia. Fermare le riforme e stampare moneta non è quello che salverà l’Italia”.

Pierre Moscovici “per la prima volta ha paura” davanti all’ondata populista che sta travolgendo l’Europa, “non c’è Hitler, ma dei piccoli Mussolini” ha scandito all’indomani del discorso sullo stato dell’Unione di Jean-Claude Juncker. A 250 giorni dalle elezioni per il rinnovo dell’Europarlamento, il commissario europeo agli Affari economici e monetari ne ha parlato “senza dubbio come le più decisive da quelle del 1979”, che furono le prime. “Quando dico che ho paura”, ha detto, è pensando agli anni Trenta del Novecento. “Non c’è Hilter”, ma se ci sono “dei piccoli Mussolini è da verificare”, ha sottolineato Moscovici, in un’allusione neanche troppo velata a Matteo Salvini, “il più nazionalista” dei ministro degli Interni, “in un momento in cui il suo Paese avrebbe più che bisogno della solidarietà europea”.

“Quando dico che ho paura – ha insistito il commissario, ricordando di essere “figlio di un ebreo della Romania, venuto a cercare asilo in Francia” – non sono paralizzato, ma bisogna reagire” rafforzando la sovranità dell’Europa dinanzi alle minacce esterne.  Parole forti, quelle del commissario, alle quali ha replicato il vicepremier Luigi Di Maio. “Nel momento in cui abbiamo avuto un rapporto decente con un commissario Europeo, Gunther Oettinger, come al solito c’è un atteggiamento da parte di alcuni commissari europei che è veramente inaccettabile, insopportabile” ha commentato Di Maio alla Camera al termine dell’incontro con il Commissario Ue Oettinger.

“Dall’alto della loro Commissione Ue addirittura si permettono di dire che in Italia ci sono tanti piccoli Mussolini. – ha rilevato Di Maio -. Non solo non si devono permettere ma questo dimostra come queste siano persone scollegate dalla realtà”.

Milleproroghe. Il Governo mette la fiducia. Caos in Aula

camera

Scoppia la bagarre in Aula alla Camera alla notizia che il Governo ha posto la questione di fiducia al dl Milleproroghe. È la prima fiducia posta dal governo. Il Pd ha occupato i banchi del governo come protesta per una fiducia che ritengono illegittima. La fiducia, infatti, autorizzata dal Consiglio dei ministri del 24 luglio scorso è stata messa su un testo che l’organo di governo non aveva ancora approvato e che è stato varato il giorno dopo 25 agosto.

La ‘chiama’ inizierà domani a partire dalle 12,40. Alle 11,15 le dichiarazioni di voto sul decreto. Non è stata fissata, invece, una data per il voto finale in assenza di un’intesa tra maggioranza e opposizione.

Questa fiducia è un atto, ha detto Roberto Giachetti “illegittimo perché viziato da una irregolarità formale. “Le consiglio di consultare il presidente Fico – ha premesso il deputato Pd rivolgendosi alla presidente di turno Maria Edera Spadoni (M5S) – le ricordo che la fiducia deve essere motivata e deve essere relativa a un dato provvedimento e non sui titoli dei provvedimenti ma su un testo licenziato dalle commissioni di merito”.

“Non si può quindi mettere la fiducia – autorizzata, lo ricordo il 24 luglio – su un testo approvato lunedì scorso dalla Commissione, perché il testo, rispetto a quello varato dal governo, è cambiato per via dei voti in commissione e l’approvazione di diversi emendamenti. Sui vaccini, ad esempio, il testo ha subito ben tre variazioni. La fiducia del Cdm non può riferirsi al testo della Camera. Le suggerisco quindi – ha concluso Giachetti – di consultare il presidente Fico perché riteniamo che la proceduta adottata sia gravemente viziata”.

Altre forti proteste arrivano dall’Anci in quanto la fiducia è posta sul testo approvato dalle Commissioni, vale a dire con il taglio di 1,1 miliardi alle periferie, senza recepire quindi l’intesa raggiunta ieri con l’Anci per il ripristino nel triennio dei fondi. L’oppposione infatti aveva chiesto la sospensione dei lavori per permettere al governo di chiarire le proprie intenzioni sui fondi alle periferie dopo l’intesa raggiunta ieri sera dal premier Giuseppe Conte con l’Anci per il loro ripristino. Ma il tutto si è trasformato in un nulla di fatto. Ieri il presidente dell’Anci aveva espresso la propria soddisfazione per l’impegna strappato al premier. Soddisfazione durata poco.

Le ferie sono un diritto. Quando vanno pagate quelle non godute

Inps

A LUGLIO CROLLO RICHIESTE CIGS

Continuano a diminuire le richieste di cassa integrazione: a luglio le aziende hanno chiesto 14,5 milioni di ore di cassa con un calo del 25,7% rispetto a giugno e del 57,4% in confronto a luglio 2017. Nei primi sette mesi sono state chieste 139,5 milioni di ore di cassa con una flessione del 37,9% rispetto ai 224,6 dei primi sette mesi del 2017. Si sfiorano i livelli dei primi sette mesi del 2008, prima della crisi economica quando erano 118,27 milioni.

A giugno crescono invece le richieste di disoccupazione: nel complesso – secondo quanto si legge nell’Osservatorio sulla Cassa integrazione dell’Inps – sono state presentate 139.390 domande di NASpI e 2.081 di DisColl. Nello stesso mese sono state inoltrate 714 richieste di ASpI, miniASpI, disoccupazione e mobilità, per un totale di 142.185 domande, il +5,5% in confronto al mese di giugno 2017 (134.756 istanze). Rispetto a maggio si registra un aumento del 38,3%. Nei primi sei mesi dell’anno si registra una crescita del 4,9% con il passaggio da 726.232 a 762.228 domande nel complesso.

Tra gennaio e giugno 2018 i datori di lavoro privati hanno fatto nel complesso 3.892.000 assunzioni (+6,9%) mentre le cessazioni sono state 3.001.000 (+12,0%) con un saldo positivo di 891.000 contratti. Lo rileva l’Inps nell’Osservatorio sul Precariato sottolineando che per i contratti a tempo indeterminato la variazione netta è stata positiva per 140.000 unità. Il risultato è stato possibile anche grazie al buon andamento delle trasformazioni da tempo determinato a indeterminato (+84.000) che registrano un progresso del 58,7% sul primo semestre 2017.

Ferie non godute

QUANDO VANNO PAGATE

Le ferie sono un diritto irrinunciabile per il lavoratore, come sancito dall’articolo 36 della Costituzione. Ciò significa che il datore di lavoro non può impedire al dipendente di godere delle ferie di cui ha diritto e che il lavoratore, invece, non può assolutamente rinunciarci.

Non si può rinunciare alle ferie neppure dietro la promessa di ricevere una somma in denaro. Permettere all’azienda di pagare le ferie, infatti, sarebbe un disincentivo al loro utilizzo.

Nel dettaglio la legge sull’orario di lavoro – dlgs 66/2003 – stabilisce che il dipendente abbia diritto a 4 settimane di ferie ogni anno, 2 delle quali devono essere godute entro l’anno di maturazione in maniera consecutiva. Le altre 2 settimane, invece, devono essere godute entro i 18 mesi successivi, scaduti i quali l’Inps le considera comunque fruite dal punto di vista contributivo e quindi i datori di lavoro vi devono versare i contributi come se queste fossero state godute. Le ferie residue, quindi, non possono essere monetizzate dal dipendente, se non in alcuni casi eccezionali. Ad esempio, il dipendente assunto con contratto a tempo determinato con durata inferiore a un anno può rinunciare al godimento delle ferie maturate e chiedere all’azienda che queste gli vengano retribuite una volta concluso il rapporto lavorativo. Vengono pagate, inoltre, le ferie residue (quelle maturate durante l’anno e nei 18 mesi precedenti) al dipendente assunto con contratto a tempo indeterminato in caso di scioglimento anticipato del rapporto di lavoro.

C’è un altro caso, infine, in cui il lavoratore può farsi pagare le ferie. Bisogna infatti sapere che alcuni Ccnl prevedono delle regole più vantaggiose per i lavoratori, riconoscendo loro più giorni di ferie rispetto a quelli previsti dalla normativa vigente. Per questo motivo la legge riconosce loro la possibilità di monetizzare le ferie che eccedono le 4 settimane. Solo in questo caso, quindi, in alternativa al loro godimento si può richiedere il pagamento di un’indennità sostitutiva delle ferie.

Corte di Cassazione

AMIANTO: ULTIME NOVITÀ

Per avere diritto alla maggiorazione contributiva a seguito di esposizione all’amianto durante l’attività lavorativa, non è necessario che il lavoratore fornisca i dati esatti relativi alla frequenza e alla durata dell’esposizione. È sufficiente che si accerti tramite consulenza tecnica la rilevante probabilità di esposizione al rischio. Sulla base di questo ragionamento la Cassazione, con l’ordinanza 20934/2018 , ha accolto parzialmente il ricorso presentato da un lavoratore nei confronti dell’Inps.

L’accertamento della soglia minima di esposizione all’amianto necessaria per il conseguimento delle maggiorazioni contributive sulla pensione può essere accertata anche tramite elementi presuntivi. Lo ha precisato la Corte di Cassazione con l’ordinanza numero 20934/2018 depositata recentemente con la quale i giudici del Supremo Collegio hanno accolto le doglianze di un lavoratore ribaltando la sentenza della Corte d’Appello di Napoli. Il lavoratore aveva chiesto l’accertamento del diritto alla maggiorazione contributiva per esposizione all’amianto prevista dall’art. 13, comma 8 della legge 257/1992 per l’attività espletata a bordo di diverse navi come operaio motorista e frigorista allorché era stato esposto all’amianto senza adozione da parte datoriale di adeguate misure di protezione.

La Corte d’Appello aveva rigettato la domanda in quanto l’assicurato, sprovvisto della certificazione Inail di esposizione ultradecennale all’amianto, non era riuscito a dimostrare della soglia minima di esposizione prevista dal d.lgs. 277/1991 (100 ff/l per oltre dieci anni) limitandosi a pretendere il riconoscimento dell’invocato diritto sulla scorta della mera presenza di amianto nei luoghi di lavoro e del rischio di contrarre malattie professionali. Secondo la Corte d’Appello, in sostanza, l’assicurato sarebbe stato tenuto ad indicare e provare la c.d. soglia qualificata tramite un’apposita Ctu che nel caso di specie non era stato possibile esperire anche in ragione dell’elevato numero delle navi a bordo della quali egli aveva lavorato.

La tesi della Cassazione

La Corte di Cassazione ha tuttavia sconfessato, a seguito del ricorso presentato dai legali dell’assicurato, l’impostazione seguita dalla Corte di Merito. Accusata di essere troppo restrittiva. Secondo i giudici di Piazza Cavour, al fine di non rendere impossibile il riconoscimento del beneficio gravando il lavoratore di una probatio diabolica, sotto il profilo probatorio non risulta necessario che il lavoratore “fornisca la prova atta a quantificare con esattezza la frequenza e la durata dell’esposizione, potendo ritenersi sufficiente, qualora ciò non sia possibile, avuto riguardo al tempo trascorso e al mutamento delle condizioni di lavoro, che si accerti, anche a mezzo di consulenza tecnica, la rilevante probabilità di esposizione del lavoratore al rischio morbigeno, attraverso un giudizio di pericolosità dell’ambiente di lavoro, con un margine di approssimazione di ampiezza tale da indicare la presenza di un rilevante grado di probabilità di superamento della soglia indicata dalla legge (Cass. Sez. L, Sentenza n. 16119 del 01/08/2005, Sez. L, Sentenza n. 19456 del 20/09/2007)”.

In altri termini, in assenza di certificazione Inail, l’accertamento della soglia qualificata di esposizione può essere compiuto mediante il ricorso ad elementi di tipo presuntivo in tutti i casi in cui non sussista la materiale possibilità di accertare tramite Ctu il livello di inquinamento all’interno del luogo di lavoro, per il tempo trascorso e la rimozione delle fonti di inquinamento. Per tale ragione la Corte ha cassato la sentenza impugnata dall’assicurato rinviando la causa alla Corte d’Appello in diversa composizione.

Istat

PEGGIORA LA FIDUCIA DELLE FAMIGLIE E DELLE IMPRESE

Peggiora ad agosto il clima di fiducia di famiglie e imprese. Secondo le rilevazioni dell’Istat l’indice che misura la fiducia dei consumatori è sceso da 116,2 di luglio a 115,2; mentre l’indice composito del clima di fiducia delle imprese è passato da 105,3 a 103,8.

La flessione dell’indice di fiducia dei consumatori è dovuta principalmente al deterioramento della componente economica (da 141,3 a 136,6), mentre quella personale aumenta per il secondo mese consecutivo passando da 107,8 a 108,5. Un calo contenuto caratterizza sia il clima corrente (da 113,3 a 112,8) che quello futuro (da 120,9 a 119,3).

Guardando alle imprese, il clima di fiducia registra una dinamica negativa più accentuata nel settore manifatturiero (da 106,7 a 104,8) e nei servizi (da 105,9 a 104,7) rispetto alle costruzioni (da 139,9 a 139,3); in controtendenza il commercio al dettaglio dove l’indice aumenta da 102,7 a 104,2.

Carlo Pareto

PROGETTO OPACO

Conte Camera

Aggiusta subito il tiro, Giuseppe Conte. Le polemiche scaturite dopo il primo discorso in Parlamento causano forse una presa d’atto al professore, che nel suo esordio alla Camera affronta temi fino a ieri dimenticati. Accusato di troppa vaghezza nell’intervento inaugurale, il premier tocca tutti gli argomenti assenti a Palazzo Madama: cultura, scuola, infrastrutture, Mezzogiorno, lavoro. La maggioranza giallo-verde applaude. A Montecitorio la fiducia è assicurata.

Nonostante la maggioranza (sulla carta) blindata, però, Conte chiede pazienza ai cittadini italiani: “Ci siamo appena insediati. Non chiedeteci degli articolati normativi o il dettaglio di specifiche normativi”. Nel discorso di ieri, tuttavia, è apparsa evidente la mancanza di progettazione, la completa assenza di target di spesa e di tempistiche. “Quello che possiamo assicurare – smorza il docente pugliese – è che lavoreremo da subito per dare un seguito attuativo a quelle anticipazioni contenute nel contratto di governo”.

Intanto i mercati continuano a mandare segnali. L’opacità delle parole di Conte crea un certo scompiglio nelle borse europee. Lo spread tocca quota 255 punti base per poi ripiegare a 240. L’euro sale fino a 1,771 dollari e dopo rallenta. Una reazione alle promesse di interventi monetari senza indicare le coperture che denota la scarsa fiducia della finanza internazionale nell’Esecutivo guidato dal giurista.

Torna al centro della scena anche il conflitto di interesse. L’alleato principale di Salvini lo vede come il fumo negli occhi. I grillini ne hanno fatto una bandiera. Conte ne parla appena quando nell’aula di Montecitorio si sollevano i mugugni. “Voi che protestate è evidente che avete i vostri conflitti di interesse” la replica stizzita del premier ai deputati del Pd. Insorgono Delrio, Fiano e Scalfarotto prima del richiamo all’ordine del presidente Fico.

Dai banchi dell’opposizione attacca il segretario dem Martina: “Se deciderete di presentare un condono mascherato noi vi daremo battaglia. Se deciderete di discriminare per nascita i bambini negli asili, noi vi daremo battaglia. Se deciderete di fare una controriforma fiscale dove chi ha di più paga di meno, noi vi daremo battaglia”.

Votata la fiducia, i gruppi parlamentari dovranno indicare i propri componenti da inserire nelle commissioni. Venerdì, invece, Conte volerà in Canada per il G7. La prima cosa da fare in campo internazionale “sarà farsi conoscere e la seconda sarà farsi rispettare”. Auguri!

L’intervento di Riccardo Nencini sulla fiducia al governo Conte

Signor Presidente,
ha ragione lei: oggi nasce la Terza Repubblica. ‘Il popolo ha scelto’ – ha dichiarato citando Robespierre alla Convenzione Nazionale. Ha dimenticato di aggiungere che nasce su un doppio tradimento, del popolo intendo: c’è chi ha tradito il centro-destra, in frantumi, e c’è chi ha tradito l’impegno a governare da soli.

La prova è nel contratto: assenza di un cronoprogramma, conflitto tra obiettivi. Nulla sulle riforme istituzionali e sul federalismo, troppo poco sull’Europa, cinque righe sulla politica estera, dove l’ombrello della Nato si riduce a un cappellino esposto com’è a un marcato filoputinismo. Capisco che siete impegnati a cambiare la storia, ma uno straccio di programma l’avrebbe aiutata nella risalita dell’Olimpo.

Non vi basterà affidarvi alla seduzione delle parole per convincere. Lo sa bene la Lega che proprio nuova al governo non è: governa da 20 anni il nord e ha governato per 8 anni, l’altro ieri, l’Italia. E non si citi a modello il contratto sottoscritto nel ’62. Lo firmarono in tre: Moro, Fanfani, Nenni. Ciascuno di noi deve loro un’Italia più libera e civile.

Ora è il momento di scegliere a quale pezzo di società destinare le risorse, non quelle promesse, che non esistono, quelle reperibili nel bilancio dello Stato. L’arte del governo è l’arte di scegliere, e reddito di cittadinanza e riforma fiscale costano troppo e confliggono. Del resto la flat tax ha già subito modifiche rilevanti, nei contenuti e nei tempi di applicazione, e del reddito di cittadinanza non conosciamo ancora la cornice applicativa. Quanto al rimpatrio di 500.000 clandestini, presto i numeri cambieranno per ridursi drasticamente.

C’è di più: il rifiuto della società aperta. Scomparsi i diritti civili, anzi messe a rischio le ultime conquiste, o no Ministro Fontana?

Resta un punto in comune, decisivo: l’incontro tra forze antisistema, antieuropee e acerbe di rispetto costituzionale.
C’è un rigurgito di ‘diciannovismo’ nel richiamo al popolo, nell’insofferenza verso le regole. Un’Italia autarchica. E un ministro degli interni – una stupefacente novità – che anziché garantire il corretto svolgimento della campagna elettorale, vi prende parte senza essere nemmeno candidato.

La luna di miele, Signor presidente, durerà almeno fino alla prossima finanziaria, quando la contabilità vincerà sulla parola.
Intanto, proverete a ridisegnare il sistema politico lungo un crinale diverso da quello del Novecento. Non più destra/sinistra ma europeisti e sovranisti.

Nel voto locale e regionale fioriranno alleanze tra di voi ben oltre le desistenze di Siena e Vicenza, nel 2020 darete l’assalto, assieme, alle regioni.

Per realizzare compiutamente il progetto, avrete bisogno di riformare le istituzioni e di una nuova legge elettorale. Di entrambe, non di una sola.

È una sfida che i riformisti dovranno raccogliere, incalzandovi perché si inauguri una legislatura costituente e perché venga promossa un’azione di verità verso gli italiani. Meglio con una alleanza per la repubblica, la strada maestra per chi non la pensa come voi.

Signor Presidente, non voterò la fiducia al suo governo. Strappo Sandro Pertini dal pantheon di Di Maio e lo riporto a casa.

SALSA POPULISTA

conte governoAll’insegna del “cambiamento”. Lo ripete più volte Giuseppe Conte, nel corso del suo primo intervento in Parlamento nelle vesti di presidente del Consiglio. Il nuovo Governo, che ha ottenuto la fiducia del Senato (171 i sì, 117 no, 25 gli astenuti), adotterà misure di rottura rispetto al passato. Nel suo lungo discorso il professore traccia il percorso che dovrà affrontare l’Esecutivo. Completo scuro e cravatta viola, richiama spesso l’attenzione dei parlamentari sull’accordo sottoscritto tra Lega e Movimento 5 Stelle e assicura l’attuazione dei punti programmatici giallo-verdi. Di Maio e Salvini siedono rispettivamente alla sua destra e alla sua sinistra.

Tra applausi e cori da stadio, la maggioranza apprezza il discorso del professore. “Avverto pesante il senso della responsabilità – afferma davanti ai senatori, chiamati oggi al voto di fiducia – e sarò garante del contratto”. Diritti sociali, lotta senza quartiere all’evasione fiscale e flat-tax gli obiettivi prefissati. In programma anche l’evergreen grillino del taglio ai vitalizi e alle pensioni dei parlamentari. La legittima difesa sarà potenziata per la gioia dei leghisti. Le sanzioni alla Russia andranno riviste. Nessun cenno, invece, alla revisione della legge Fornero, bandiera sventolata da Salvini e Di Maio negli anni di opposizione e nei mesi di campagna elettorale. Così come assordante è il silenzio sui vaccini, sulla scuola, sulla cultura, sulle riforme istituzionali. Tutti temi sui quali l’attuale maggioranza poneva l’accento quando si trovava all’opposizione.

La prima uscita, dunque, è in salsa populista. Un discorso volto a scaldare gli animi senza parlare di coperture né di tempi di realizzazione. “Se populismo è attitudine ad ascoltare i bisogni della gente, allora lo rivendichiamo” le parole dello stesso docente pugliese. Che poi sfodera il leit motiv salviniano: “Metteremo fine al business dell’immigrazione, cresciuto a dismisura sotto il mantello della finta solidarietà”. Conte si prende anche la standing ovation del Senato quando dedica un pensiero al povero Soumayla, il migrante ucciso in Calabria. Intanto, però, ci sono da assegnare le poltrone relative a viceministri e sottosegretari. Poi, nel weekend, il G7 in Canada per il battesimo internazionale.

Il segretario del Psi, Riccardo Nencini, nel suo intervento sulla fiducia al Senato, fa subito sentire forte la voce delle opposizioni. “La luna di miele durerà almeno fino alla prossima finanziaria, quando la contabilità vincerà sulla parola – l’attacco del leader socialista –. C’è il rifiuto della società aperta. Scomparsi i diritti civili, anzi messe a rischio le ultime conquiste”. Poi l’appello alle forze alternative al patto Lega-5Stelle “perché venga promossa un’operazione di verità verso gli italiani. Meglio con una alleanza repubblicana”.

Francesco Glorialanza

Consumatori, fiducia stabile in Europa

consumatori

L’indice di fiducia dei consumatori, rilevato da GfK nei 28 stati dell’Unione Europea, è rimasto relativamente stabile nei primi mesi del 2018. L’indice è calato leggermente a marzo, assestandosi a 20,6 punti. In Italia, invece, diminuiscono ancora le aspettative economiche, mentre migliorano quelle relative al reddito. Per il 2018, GfK prevede un aumento della spesa delle famiglie europee compreso tra 1,5 e 2 punti percentuali in termini reali. In Italia, sempre secondo Gfk, l’incertezza politica indebolisce le aspettative economiche che i risultati elettorali non hanno contribuito a migliorare. Nel frattempo, a marzo 2018 c’è stata una diminuzione della Cassa integrazione. Le ore autorizzate sono state 21,94 milioni con un calo del 5,3% rispetto a febbraio e del 40,9% su marzo 2017. Lo ha comunicato oggi l’Inps nell’Osservatorio sulla cassa integrazione spiegando che nei primi tre mesi dell’anno sono stati autorizzati nel complesso 62,39 milioni di ore con un calo del 38,68% sui primi tre mesi del 2017. Nel mese di febbraio sono arrivate all’Inps complessivamente 108.405 domande di disoccupazione, con un calo del 38,1% rispetto alle 175.210 arrivate a gennaio 2018. Però, le domande di disoccupazione sono cresciute del 2,3% rispetto a febbraio 2017.  Nei primi due mesi del 2018, sono arrivate all’Istituto 283.615 domande di sussidio con un aumento del 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2017.

Per GfK, nel primo trimestre del 2018 i consumatori europei si sono dimostrati molto meno ottimisti, rispetto alla fine dello scorso anno. Tutti i Paesi che avevano visto un forte incremento dell’indice di fiducia nel corso del 2017, hanno registrato una flessione nei primi mesi dell’anno.

In media, le aspettative economiche dei Paesi dell’Unione Europea si sono assestate a 15 punti a marzo 2018, due punti in meno rispetto a dicembre 2017. In Francia e in Austria il clima positivo sembra essersi temporaneamente affievolito dopo le elezioni. Al contrario, i consumatori della Repubblica Ceca e del Belgio sembrano essere molto più ottimisti rispetto all’economia dei propri Paesi.

Le aspettative di reddito continuano invece a crescere in tutta Europa. Nei primi tre mesi dell’anno, questo indicatore è salito di 1,3 punti, raggiungendo quota 16,3 punti a marzo. Particolarmente ottimisti sono i consumatori di Gran Bretagna e Bulgaria, che hanno fatto registrare una crescita a due cifre dell’indicatore sulle aspettative di reddito. Trend negativo invece in Francia e Spagna.

Nel primo trimestre del 2018, l’indice che misura la propensione all’acquisto dei cittadini europei ha registrato, in media, un calo di 1,3 punti, stabilizzandosi a 19,7 punti a fine marzo. In controtendenza il dato della Repubblica Ceca, che continua a crescere e evidenzia l’umore generalmente positivo dei consumatori cechi.

Sul versante dell’Italia nel primo trimestre del 2018, i consumatori italiani hanno vissuto un periodo di incertezza e i risultati delle elezioni non sono riusciti a risollevare l’umore della popolazione.

Le aspettative economiche degli italiani continuano a scendere anche in questo trimestre, seppure in maniera meno drastica rispetto allo spesso periodo del 2017. A fine marzo, l’indicatore che misura le aspettative economiche si è assestato a -28,1 punti, 4,3 punti in meno di quelli registrati alla fine del 2017.

Per contro, le aspettative di reddito mostrano un andamento positivo e a marzo 2018 l’indicatore ha raggiunto i 4,4 punti, con una crescita di 5,5 punti. Si tratta di un valore in crescita sia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (quando era arrivato a -8,9 punti) sia rispetto a dicembre 2017.

Peggiora invece la propensione all’acquisto dei consumatori italiani nel primo trimestre del 2018. Rispetto agli alti livelli raggiunti a dicembre 2017, l’indicatore ha registrato un calo di 5,4 punti e a marzo 2018 stabilizzandosi a 15,7 punti.

Dall’indagine di GfK è emersa un’Europa a più velocità tendenzialmente stabile nella media. L’Italia, tra luci ed ombre, a seguito dei recenti risultati elettorali, resta in un clima di incertezze con valutazioni negative fatte dai consumatori.

Salvatore Rondello

Istat, salgono occupazione e fiducia

stat 2013-disoccupazioneIl tasso di disoccupazione a novembre su base mensile si attesta all’11,0%, (-0,1 punti percentuali rispetto a ottobre), mentre quello giovanile cala al 32,7% (-1,3 punti). Dal 2012 è al minimo. Mentre, per la serie storica dell’occupazione si raggiunge il valore più alto dal 1977 con 23,18 milioni di occupati. L’occupazione femminile, con il 49,2%, ha raggiunto il valore più alto in assoluto di tutte le serie storiche. Lo ha comunicato oggi l’Istat diffondendo i dati provvisori sul mercato del lavoro.

Secondo l’Istat, a novembre la stima degli occupati è tornata a crescere (+0,3% rispetto a ottobre, pari a +65mila). Il tasso di occupazione è salito al 58,4% (+0,2 punti percentuali).

Su base annua sono diminuiti sia i disoccupati (-7,8%, -243 mila) sia gli inattivi (-1,3%, -173 mila). Sul fronte giovani, a novembre 2017 il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati), è pari al 32,7%, in calo di 1,3 punti percentuali rispetto al mese precedente. Tenendo conto anche dei giovani inattivi, l’incidenza dei disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è invece pari all’8,6% (cioè meno di un giovane su 10 è disoccupato), in calo di 0,3 punti rispetto a ottobre.

Il tasso di occupazione dei 15-24enni cresce di 0,5 punti, mentre quello di inattività cala di 0,2 punti. Il tasso di disoccupazione cresce su base annua tra gli ultracinquantenni (+0,3 punti percentuali), mentre cala nelle restanti classi di età con variazioni comprese tra -0,3 punti per i 35-49enni e -7,2 punti per i 15-24enni. Anche al netto dell’effetto della componente demografica, l’incidenza dei disoccupati sulla popolazione è in calo tra i 15-49enni, mentre cresce tra gli ultracinquantenni. Il tasso di inattività cresce nell’ultimo anno tra i 15-24enni (+0,9 punti percentuali), rimane stabile nelle classi di età centrali tra 25 e 49 anni, cala tra gli over 50 (-1,8 punti).

La crescita dell’occupazione nell’ultimo mese interessa entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. Risultano in aumento anche i dipendenti a tempo indeterminato. In misura maggiore sono aumentati i dipendenti a tempo determinato, mentre sono in lieve calo i lavoratori autonomi.

Nel periodo settembre-novembre si registra una crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,4%, +83 mila) che interessa donne e uomini e si concentra soprattutto tra gli over 50, in misura più lieve anche tra i 15-24enni, a fronte di un calo tra i 25-49enni. L’aumento è determinato esclusivamente dai dipendenti a termine, mentre calano i permanenti e rimangono stabili gli indipendenti.

La stima delle persone in cerca di occupazione a novembre diminuisce per il quarto mese consecutivo (-0,6%, -18 mila). La diminuzione della disoccupazione interessa donne e uomini e si concentra nelle classi di età più giovani mentre si osserva un aumento tra gli over 35. Il tasso di disoccupazione si attesta all’11,0%, (-0,1 punti percentuali rispetto a ottobre), mentre quello giovanile cala al 32,7% (-1,3 punti).

Dopo la diminuzione del mese scorso, a novembre la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni è ancora in calo (-0,5%, pari a -61 mila). La diminuzione interessa sia le donne sia gli uomini e si concentra tra gli over 50 e i 15-24enni, mentre si osserva un aumento nelle classi di età centrali tra 25 e 49 anni. Il tasso di inattività cala al 34,3% (-0,1 punti percentuali).

Nel trimestre settembre-novembre, rispetto ai tre mesi precedenti, alla crescita degli occupati si accompagna il calo dei disoccupati (-1,4%, -40 mila) e degli inattivi (-0,3%, -43 mila).

Su base annua si conferma l’aumento degli occupati (+1,5%, +345 mila) che riguarda donne e uomini. La crescita si concentra tra i lavoratori dipendenti (+497 mila, di cui +450 mila a termine e +48 mila permanenti), mentre calano gli indipendenti (-152 mila). In valori assoluti aumentano soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+396 mila) ma anche i 15-34enni (+110 mila), mentre calano i 35-49enni (-161 mila). Nello stesso periodo diminuiscono sia i disoccupati (-7,8%, -243 mila) sia gli inattivi (-1,3%,-173 mila).

Al netto dell’effetto della componente demografica, su base annua, cresce l’incidenza degli occupati sulla popolazione in tutte le classi di età.

La Commissione Ue ha reso noto che la fiducia a dicembre di imprese e consumatori sulle prospettive dell’Economia dell’Eurozona ha registrato nuovi massimi. L’Esi ( Economic sentiment indicator ) che già a novembre 2017 era tornato su livelli che non toccava da ottobre del 2000, è ulteriormente migliorato (+1,4%). Parallelamente è cresciuto di 0,17 punti anche l’indice Bci (Business climate indicator) arrivato a quota + 1,66, il livello più alto dal 1985. In Italia l’indice Esi è rimasto invariato a dicembre.

Salvatore Rondello

L’ULTIMA FIDUCIA

Palazzo ChigiIl governo pone la questione di fiducia alla Camera sulla legge di bilancio. Il testo approda in Aula dopo che la commissione Bilancio della Camera ha corretto alcune norme contenute in manovra per risolvere i problemi di copertura evidenziati dalla Ragioneria. È stato quindi necessario un ulteriore passaggio in Commissione prima di riportare in Aula il testo. In particolare si è intervenuti con la copertura del raddoppio del fondo per le vittime bancarie, viene eliminato il capitolo sulla riscossione dall’equo compenso, si interviene sulla disciplina dell’Imu porti, si sopprime la norma relativa al regime tributario delle società cooperative, si interviene sulla stabile organizzazione dei gruppi ai fini Iva, sul fondo per le esigenze indifferibili e sul fondo per il capitale umano e immateriale. Viene inoltre eliminato il fondo finalizzato all’indennizzo degli eredi delle vittime di femminicidio e crimini domestici perché contenuto in analogo provvedimento approvato al Senato.

La votazione sulla fiducia che il governo ha posto sulla Manovra si terrà in serata dopo le dichiarazioni di voto. Per i socialisti è intervenuta Pia Locatelli, presidente del gruppo del Psi. Dopo la votazione in seduta notturna verranno esaminati gli ordini del giorno e gli articoli del bilancio. Infine venerdì il voto finale sul provvedimento dopodiché, salvo imprevisti, cosa improbabile alla Camera, il testo passerà al Senato per il voto finale.

Il voto dei dei socialisti sarà a favore della fiducia. Ma resta il disagio per l’abuso del ricorso a questo strumento. “E se questa volta – ha affermato nella dichiarazione di voto Pia Locatelli – la richiesta di fiducia è giustificata dall’urgenza evidentissima del provvedimento, troppe volte siamo stati chiamati a votarla su provvedimenti che avrebbero meritato un ampio dibattito parlamentare. Temiamo che questo modo di procedere finisca per scolorire il profilo dei partiti e il ruolo stesso del Parlamento, accrescendo la distanza che separa la politica dai cittadini. Di tutto ciò non incolpiamo, se non di risulta, il Governo in carica che ha dato prova di essere stato sorprendentemente efficace, nella sua breve durata, un anno, come testimonia l’apprezzamento diffuso nel Paese e anche taluni riconoscimenti giunti dalle opposizioni”.

“Due minuti – ha detto ancora la parlamentare socialista – non consentono bilanci di fine legislatura ma vorrei ricordare, con soddisfazione, l’avvenuta approvazione della legge sul testamento biologico, che ha fatto fare a questo Paese un passo avanti sul piano delle libertà e dei diritti civili, ancora più significativo perché compiuto in una stagione in cui il progressivo imbarbarimento della politica, anche a livello europeo, lungo derive nazionaliste, xenofobe e neofasciste, non sembra più un pericolo così lontano”. “Il Governo Gentiloni – ha concluso – merita l’apprezzamento dei socialisti anche per i passi compiuti in tema di controllo e gestione dei flussi migratori, grazie anche a una intelligente condotta dei rapporti con i Paesi interessati dal fenomeno. Allo stesso modo ricordiamo, senza elencarli, che ha varato altri provvedimenti forse di minore rilevanza mediatica, ma non meno importanti”.

SCHEDA

STOP IVA, WEB TAX E NUOVO CALENDARIO FISCO: La Manovra è partita dedicando ben 15,7 miliardi su 20 allo stop degli aumenti Iva che sarebbero scattati nel 2018. Ma le misure fiscali sono tantissime. Due i capitoli di maggior rilievo: la web tax, scritta al senato e modificata alla camera, fissa un prelievo del 3% a partire dal gennaio 2019 e non tocca l’e-commerce. Viene riscritto anche il calendario del fisco e delle dichiarazioni. Slitta di un anno l’addio agli studi di settore, il termine per la dichiarazione precompilata passa al 23 luglio e quello per la Dichiarazione dei Redditi – il vecchio Unico – al 31 ottobre, insieme con Irap e 770. È poi stata rinnovata – ma non estesa ai negozi – la cedolare secca sugli affitti agevolati al 10%.

GIOVANI E LAVORO: Il lavoro è uno dei fili che lega molti provvedimenti. La norma di maggior rilievo riguarda la decontribuzione al 50% per ogni nuovo aggiunto a tempo indeterminato per tre anni. Per il solo 2018 si arriva fino a 34 anni compiuti. Il ‘bonus’ sale al 100% per le assunzioni al Sud, dove lo sconto è dello stesso livello anche per tutti i disoccupati da oltre 6 mesi. Non è invece passata la “stretta” sui rinnovi dei contratti a termine e nemmeno sugli indennizzi minimi previsti dal Jobs Act. Per i giovani c’è la proroga del bonus 18/enni e il rinnovo del bonus Stradivari: è il contributo per l’acquisto di strumenti per chi studia nei conservatori o nei licei musicali.

PENSIONI: Gran parte dei temi affrontati con i sindacati per rendere più flessibile l’uscita pensionistica è stato introdotto in Manovra. Si allarga la platea di chi può accedere all’anticipo pensionistico – Ape social – a carico dello Stato. Sono 15 le categorie che vengono esentate dall’aumento dell’età pensionabile a 67 anni dal 2019. è previsto uno ‘sconto’ sull’età per andare in pensione per le mamme lavoratrici: un anno per figlio con un tetto di 2 anni. Arriva un fondo per prorogare ulteriori risparmi.

PA, CONTRATTO E LAVORO: Dopo otto anni di blocco viene rifinanziato il contratto del pubblico impiego. Aumento dei 85 euro e una tantum di oltre 500 euro, anche se le trattative sono ancora in corso. Ma si prevedono anche tante assunzioni per i settori pubblici: dalle 18 mila della scuola alla stabilizzazione degli Lsu di Palermo, dai fondi per oltre 7.000 assunti in polizia e nei vigili del fuoco alla stabilizzazione dei precari della ricerca dell’Irccs, fino alle risorse per i ricercatori che compensano il blocco degli scatti. Arrivano anche 50 magistrati ausiliari in Cassazione.

FAMIGLIE, DA FIGLI A GIARDINI, DA CALDAIE A BUS: Molte le norme che impattano sulle famiglie. Oltre alle misure per i giovani, c’è il rinnovo dell’ecobonus – con modifiche sulle caldaie meno efficienti che escono dallo sconto – del sismabonus e delle norme per le ristrutturazioni. Vengono introdotti una detrazione per i lavori nei condomini e il bonus giardini: detrazioni al 36% per la cura del verde privato di terrazzi e giardini, anche condominiali. Occhio poi ai figli e alle spese per il trasporto: il bonus bebè rimane anche nel 2018 ma soprattutto sale dal 2.840 a 4.000 euro la soglia per mantenerli a carico fiscale. Inoltre ritorna la detrazione al 19% per abbonamenti di autobus-treni. Lo sconto vale anche per i datori di lavori che lo pagano ai dipendenti. Le misure per le famiglie guardano anche la povertà, la sanità e i crac bancari. Sulla povertà arrivano risorse per finanziare il Reddito di inclusione (Rei) – 300 mln nel 2018 ma poi si sale – con un assegno più alto per gli over55 disoccupati. Per il rimborsi alle vittime delle crisi bancarie arrivano invece fondi, raddoppiati da 50 a 100 milioni nel passaggio alla Camera. Arriva invece un fondo per ridurre i superticket sanitari e una importante norma per l’assistenza familiare: 60 milioni finalizzati a sostenere chi si prende cura dei familiari non autosufficienti (i ‘caregiver’)

IMPRESE 4.0 E SUPERSCONTO INNOVAZIONE: Vale molto – una decina di miliardi nel prossimo decennio – anche il pacchetto sulle imprese. Per impresa 4.0 sono previsti sconti per investimenti in innovazione, ricerca e formazione. Ma c’è anche un credito d’imposta per la formazione “digitale” del personale dipendente. L’incentivo agli investimenti – il superammortamento – rimane ma scende dal 140 al 130%, l’iperammortamento (per il Sud) rimane al 250%. La norma, poi, è stata estesa con un emendamento alle spese per l’innovazione tecnologica. Una tax credit del 30% arriva anche per progetti creativi nel mondo della cultura: dalla creazione di app a progetti per realtà virtuale. Guarda alle attività produttive anche il rinvio al 2020 della direttiva Bolkestein sulle concessioni delle aree pubbliche, che riguarda sia i commercianti ambulanti che il settore termale

SPORT: la Manovra contiene anche un pacchetto sport da 40 milioni. Oltre alla norma tam tam, per tesserare gli atleti stranieri non in regola con il permesso di soggiorno con il nome mutuato dalla squadra di basket di Castelvolturno, ci sono fondi per favorire il vivaio di giovani calciatori. Si ridisegnano poi i diritti Tv delle società di serie A. L’ultima novità è l’utilizzo dei voucher per gli stewart negli stadi.

Pastorelli: più risorse a province bel risultato territori

cameradeideputati.600La manovra continua il suo iter. L’ufficio di presidenza della Camera ha fissato per giovedì mattina l’inizio della discussione generale. Il governo potrebbe porre la questione di fiducia intorno. Le prime votazioni sono attese per le 13, restano perà la possibilità di un ulteriore passaggio in commissione e l’incognita sui tempi della fiducia. Se il governo porrà la questione nella tarda mattinata e se la capigruppo deciderà di derogare alla regola delle 24 ore, il voto potrebbe tenersi già nel pomeriggio di domani. Altrimenti slitterà alla tarda mattinata di venerdì. Il testo, in questo caso, potrebbe tornare nell’Aula di Palazzo Madama per l’ultimo voto sabato.

Molte le modifiche di peso apportate in commissione Bilancio alla Manovra licenziata dal Senato: dalla webtax semplificata alla conferma per il 2018 degli studi di settore, dal bonus bebè alla nuova Ape sociale, dal raddoppio del fondo per le vittime di reati finanziari al nuovo calendario fiscale e all’equo compenso. Se praticamente tutti gli emendamenti sul tema del lavoro sono rimasti fuori, particolarmente ricco è il pacchetto di misure in favore degli Enti locali. Tra questi l’emendamento del Psi, presentato dal deputato socialista Oreste Pastorelli. “Dopo il risultato del referendum costituzionale – spiega Oreste Pastorelli, componente della commissione Ambiente e Lavori Pubblici della Camera – le province si sono ritrovate svuotate di ogni compito e senza fondi per far fronte alle necessità basilari della popolazione (strade, edifici scolastici, infrastrutture). In questi mesi avevamo quindi chiesto un intervento normativo che restituisse alle province il ruolo basilare per il quale sono nate attraverso l’erogazione di più risorse. Dunque, l’approvazione del mio emendamento alla Legge di Bilancio che prevede lo stanziamento di importanti contributi alle province per lo svolgimento delle funzioni fondamentali rappresenta davvero un buon risultato per le amministrazioni locali e per i territori”.

“La proposta di modifica – prosegue il parlamentare socialista – contempla l’aumento di 76 milioni complessivi il contributo in favore delle province e delle città metropolitane delle regioni a statuto ordinario per l’anno 2018. In particolare l’emendamento aumenta il contributo da 352 a 428 milioni che sarà ripartito per 317 milioni in favore delle province e per 111 milioni per le città metropolitane. Era essenziale intervenire, considerata la delicata fase economica che attraversano gli enti locali. E’ stato fatto. In questo modo si potranno attuare le spese necessarie ai cittadini e non più rinviabili”.