Il governo giallo-verde e le preoccupazioni della Ue

Juncker firenzeIn prossimità del varo del nuovo governo giallo-verde, si sollevano le preoccupazioni dall’UE per la propaganda antieuropeista portata avanti dalla Lega e dai penta stellati.

Il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, aprendo il suo intervento a ‘The State of Union’ a Firenze, ha detto: “L’Italia è parte integrante dell’Unione europea. Uscire dall’Europa non ha alcun senso e uscire dalla moneta unica, l’euro, sarebbe una scelta anacronistica ed autolesionistica. Non siamo perfetti ma cambiare significa migliorare, andare avanti e non tornare indietro, e la prima cosa da fare è avere un’Europa sempre più politica. La prima riforma da fare è quella della primazia della politica che significa primazia dei cittadini”. Con riferimento alla politica dei dazi di Trump ha aggiunto: “Comprendo che per il presidente degli Stati Uniti è importante ricordare il principio ‘America first’ ma questo non significa ‘America alone’”. Con riferimento alla situazione politica italiana ha sottolineato:  “In Europa tutti guardano con grande attenzione a quello che succede in Italia. L’Italia è un Paese fondamentale in Europa ma che ha i problemi di un altissimo debito pubblico e di un’altissima disoccupazione giovanile. E dopo la Brexit servirà un ruolo più importante per Italia e Spagna. E’ questa sarà la sfida per il nuovo governo”.

La seconda giornata della conferenza europea ‘The State of the Union’, oggi in Palazzo Vecchio a Firenze, è iniziata con i saluti delle istituzioni locali. Protagonisti dell’evento con i loro interventi sono stati, oltre al presidente del Parlamento Europeo  Antonio Tajani, il presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker ed il governatore della Bce  Mario Draghi.  Nel pomeriggio è intervenuto l’Alto rappresentante Ue  Federica Mogherini. La chiusura dei lavori è spettata al premier  Paolo Gentiloni.

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, nel suo intervento di saluto ha affermato: “Le città hanno ruolo di accrescere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, sono energia per la vita, per il futuro, per l’Europa. Firenze interpreta il proprio ruolo di attore, non di spettatore dell’integrazione europea”.

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, si è soffermato, con il suo intervento, sulla futura politica di coesione criticandone l’impostazione che “rischia di far prevalere ancora una volta l’idea di un’Europa dell’austerità che poi dà spazio all’Europa dei demagoghi. Abbiamo invece bisogno di un’Europa della crescita e della democrazia”.

Il Presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, ha detto: “Populisti e nazionalisti hanno avuto materia per alimentare loro sentimenti e aumentare distacco dagli altri a causa della crisi migratoria. Così la solidarietà si sfilaccia e si perde poco a poco, così i Paesi del Nord Europa hanno riscoperto un’espressione che detesto: il club del Mediterraneo, si deve usare solo per il turismo, per indicare il Sud Europa che affronta il flusso profughi. Invece Europa e solidarietà vanno insieme. La solidarietà fa parte del patto fondatore dell’Europa”.

Durante la prima giornata, a Fiesole, il Presidente Sergio Mattarella, nel suo discorso di apertura dell’evento organizzato dall’Istituto Universitario Europeo per fare il punto sulle sfide e prospettive del prossimo futuro dell’UE, ha detto: “Più sicuri che nel dopoguerra, più liberi che nel dopoguerra, più benestanti che nel dopoguerra, rischiamo di apparire oggi privi di determinazione rispetto alle sfide che dobbiamo affrontare. E qualcuno, di fronte a un cammino che è divenuto gravoso, cede alla tentazione di cercare in formule ottocentesche la soluzione ai problemi degli anni 2000.  Sottraendoci all’egemonia di particolarismi senza futuro e di una narrativa sovranista pronta a proporre soluzioni tanto seducenti quanto inattuabili, certa comunque di poterne addossare l’impraticabilità all’Unione.  Nel turbamento del mondo quanto apparirebbe necessario il ruolo di equilibrio svolto da un concerto di 27 Paesi, tanto si mostra ampio il divario tra l’essere e il dover essere di un’ampia comunità che trova la sua dimensione in uno spazio già condiviso. Mai, dunque, come oggi appare urgente unire.

La operosa solidarietà degli esordi, sembra essersi trasformata in una stagnante indifferenza, in una sfiducia diffusasi, pervasivamente, a tutti i livelli, portando opinioni pubbliche, Governi, Istituzioni comuni, a diffidare, in misura crescente, l’uno dell’altro. Non possiamo ignorare questo stato di fatto, né sottacere quanto sia diffusa, fra i cittadini europei, la convinzione che il progetto comune abbia perso la sua capacità di poter realmente venire incontro alle aspettative crescenti di larghi strati della popolazione; e che non riesca più ad assicurare adeguatamente protezione, sicurezza, lavoro, crescita per i singoli e le comunità. Con una contraddizione singolare, che vede gonfiarsi, simultaneamente, le attese dei cittadini e lo scetticismo circa la capacità dell’Europa di corrispondervi”.

Dunque, non sono mancati i richiami ad un maggiore senso di responsabilità per il futuro dell’UE.

Salvatore Rondello

Pavia, Padova e Firenze. Timori e cronaca ‘nera’

ponte vespucciL’Italia delle lotte ‘intestine’ tra le fazioni, della rivalsa e della xenofobia si riaffaccia in questi giorni tra consultazioni elettorali e il ritorno di episodi gravi.
Il primo è quello che si è verificato a Pavia qualche giorno fa. Durante un Raid notturno in città sono state “marchiate” le case di decine di antifascisti con un adesivo sul citofono o direttamente sulla porta dell’abitazione con l’adesivo «Qui vive un antifascista» stampato con caratteri solitamente utilizzati da formazioni di estrema destra e il simbolo «antifa» barrato, come un divieto. Tra le case nel mirino quella dell’assessore alla Cultura Giacomo Galazzo, esponente di LeU, della consigliera comunale di maggioranza Silvia Chierico, di alcuni membri dell’Anpi locale e della Rete antifascista.
Questa notte invece alcuni sconosciuti hanno appiccato il fuoco a Padova alla porta d’ingresso di una moschea in via Turazza, in zona Stanga. Ci sarebbe l’immagine di un uomo incappucciato che, accesa una sigaretta, butta un fiammifero davanti alla porta del centro islamico nel video di una telecamera di sicurezza vicina alla moschea. L’incendio, di lieve entità, è stato spento velocemente. Gli investigatori hanno accertato che si è trattato di un atto doloso, scovando tracce di un liquido accelerante, forse benzina.
Infine stamattina a Firenze, vicino a Ponte Vespucci, nei pressi del consolato USA: un uomo ha sparato ed ucciso con dei colpi di pistola un altro uomo, la vittima è un senegalese di 54 anni raggiunto da più colpi di arma da fuoco.
All’inizio si era pensato a un omicidio come quello di Traini di Macerata, ma a quanto si apprende l’omicida, Roberto Pirrone, un italiano di 65 anni incensurato, secondo quanto emerso intendeva suicidarsi e poi ha finito con lo sparare e uccidere a caso, avrebbe esploso diversi colpi di pistola, con una Beretta che deteneva regolarmente, colpendo il senegalese all’altezza del torace.
Adesso una ventina di senegalesi sta bloccando una carreggiata del ponte Vespucci per esprimere la loro rabbia per l’accaduto.

Conor O’Shea promuove
la sua Italia. Ora il test match contro l’Argentina

italy-rugby

Conor O’Shea promuove la sua Italia. Il commissario tecnico dell’Italrugby è soddisfatto della prestazione della Nazionale che, sette giorni or sono, ha vinto per 19 a 10 contro Figi. Tanto ”contento” da confermare “pari pari” il XV di Catania. Solo due cambi in panchina. In seconda linea Federico Ruzza al posto di Marco Lazzaroni e il mediano di mischia, avendo ormai Violi conquistato l’intoccabilità, Tito Tebaldi in sostituzione di Edoardo Gori. Certo che, un domani, rivedendo la partita con le Fiji non si potrà celebrare l’ode del bel gioco semplicemente perché la partita non ha offerto grandi opportunità in tal senso. Diciamo, francamente, dopo un anno di astinenza da vittorie, uguale a nove ininterrotti incontri persi, non si può fare troppo i difficili ma pronunciare un liberatorio “era ora!”. Ha pagato la capacità, finalmente, di riuscire a “tenere” sui binari una così gravosa partita e portare a casa la vittoria. Tenacia, costanza e coraggio, gli isolani sono sempre maligni nei punti d’incontro, hanno surrogato la giusta richiesta di dinamismo e un repertorio ancora limitato. Ma questo non basterà nel secondo test match contro l’Argentina che sabato 18 incontrerà a Firenze, (Stadio Artemio Franchi inizio ore 15.00 con diretta su DMAX a partire dalle 14:15 in Rugby Social Club).

Con i “Pumas”, provenienti da una netta sconfitta contro l’Inghilterra per 21 a 8, è da sempre scontro a muso duro. Sempre pregni di      ” italiani” arrabbiati , come vi fosse una sorta strano rancore, arriveranno a Firenze per consacrare l’accesa rivalità latina. Il Coach Daniel Hourcade, avanza quattro importanti cambi rispetto al match di Twickenham. Dovendo rinunciare al fortissimo terza linea Tomas Lezana, rientrato in patria anticipatamente causa problemi familiari, propone Juan Leguizamón come numero otto affiancato da Pablo Matera e del giovanissimo Marcos Kremer(classe ’97). Mediano di apertura sarà Nicolás Sánchez che prende il posto di Hernández, come secondo centro entra Matías Orlando in sostituzione di Matías Moroni mentre Sebastian Cancelliere, all’esordio una settimana fa, sarà all’ala al posto di Ramiro Moyano.
Sanno, gli argentini, che questa partita sarà la loro occasione per non tornare dal tour nell’Emisfero Nord a mani vuote e, possiamo scommettere, che metteranno tutto l’ardore e spenderanno fino l’ultima energia. Ne sono tutti consci anche nello staff italiano a cominciare dal Coach Azzurro: “Contro l’Argentina sarà una gara più fisica, ci servirà consistenza, pazienza in difesa, energia e molta disciplina, soprattutto sul nostro piano partita. Rispetto alla vittoria con su Fiji di sabato scorso cambia l’approccio alla gara, dovremo essere più precisi con la palla e cercare di avere le stesse opportunità» e ritenendo l’Argentina una squadra più forte rispetto le Fiji nonostante sia sotto di una posizione nel ranking mondiale: “Loro giocano nel Championship, con Nuova Zelanda, Australia e Sudafrica, è normale che perdano delle partite. Ma le loro prestazioni sono cresciute” “Non credo – ha poi concluso O’Shea – che l’Argentina abbia nascosto qualche aspetto del proprio gioco a Twickenham contro l’Inghilterra, non li ho visti giocare un rugby diverso da quello che hanno messo in mostra nel Championship. Posso dire che senza dubbio la nostra pazienza in difesa sarà molto, molto importante perché sicuramente i Pumas punteranno a mantenere il possesso per molte, molte fasi”.

A conti fatti l’Italia, a sette giorni dal match con le Fiji, dovrà contare sulla replica delle prestazioni maiuscole sfoggiate da Hayward e Budd, nella solidità granitica del pack e nella stessa costanza delle terze linee. Castello e Boni dovranno sudare altre sette camicie mentre ai mediani si chiede la perfezione nella guida della squadra. Chiaramente risolvendo la tradizionale sterilità. Un anno fa, sullo stesso terreno di gioco, gli Azzurri guidati da O’Shea, coglievano la storica vittoria contro il Sud Africa. Magari Firenze porta bene.

Queste le formazioni

ITALIA: 15 Jayden Hayward; 14 Leonardo Sarto, 13 Tommaso Boni, 12 Tommaso Castello, 11 Mattia Bellini; 10 Carlo Canna, 9 Marcello Violi; 8 Sergio Parisse (c), 7 Abraham Steyn, 6 Francesco Minto; 5 Dean Budd, 4 Marco Fuser; 3 Simone Ferrari, 2 Luca Bigi, 1 Andrea Lovotti.
a disposizione: 16 Leonardo Ghiraldini, 17 Federico Zani, 18 Dario Chistolini, 19 Federico Ruzza, 20 Giovanni Licata, 21 Tito Tebaldi, 22 Ian McKinley, 23 Matteo Minozzi. H.C.O’Shea

ARGENTINA: 15 Tuculet; 14 Cancelliere, 13 Orlando, 12 Gonzalez, 11 Boffelli; 10 Sanchez, 9 Landajo; 8 Leguizamon, 7 Kremer, 6 Matera; 5 Lavanini, 4 Alemanno; 3 Tetaz-Chaparro, 2 Creevy (cap), 1 Garcia-Botta
a disposizione: 16 Montoya, 17 Noguera, 18 Pieretto, 19 Petti, 20 Macome, 21 Bertranou, 22 Hernandez, 23 Moroni H.C. Hourcade

RugbyingClass di Umberto Piccinini

Molestata da italiani e salvata dall’omino delle rose, il racconto sul web

hossein-venditore-roseGaia, una ragazza di venticinque annidi Livorno, pochi giorni fa, in centro a Firenze è stata molestata e aggredita da una ventina di ragazzi italiani, a ‘salvarla’ l’omino delle rose, Hossein, un uomo bengalese che ha allontanato i giovani. «Camminavo da sola per strada, mi si avvicina un gruppo di 25 ragazzi ubriachi (italiani), scherzano, mi chiedono un selfie, ridono…». Il post su Facebook inizia così. «Ad un certo punto, non saprei nemmeno spiegare come, mi accerchiano e iniziano a dire frasi come “daaai vieni con noi, ti facciamo divertire, 25 contro 1 si fa una bella serata, facciamo una gang bang, ti facciamo godere, tanti tutti insieme non ne hai mai visti, tanto si vede che sei una che ci sta”». Il racconto della ragazza prosegue: «Decidono di accerchiarmi ancora di più, tenermi per un braccio e iniziare a insultarmi “dai stupida troia ti diverti, tanto si vede che sei una puttana, io cerco di divincolarmi e andare via ma chiaramente non ci riesco quindi decidono di tirarmi addosso bicchieri e cannucce e uno di loro, o forse un paio, mi sputano, o tentano di farlo, tutto questo mentre altri riprendevano con il telefonino». E poi l’intervento del venditore di rose che passava da lì in quel momento: «L’unica persona che interviene è Hossein, un venditore di rose che riesce a mandare via i ragazzi, mi dà un fazzoletto per asciugarmi le lacrime, mi porta in un posto dove mi offre da mangiare e da bere, mi fa portare degli asciugamani per pulirmi e mi regala una rosa». La ragazza ringrazia Hossein e pubblica la sua foto sul web: «Se non ci fosse stato Hossein io stasera non potrei raccontare questa storia, non sapendo come ringraziarlo gli ho donato una mia fototessera in modo che si ricordasse sempre il volto della ragazza che ha salvato quella sera».
La ragazza ha poi spiegato: «Ho deciso di scrivere cosa mi è accaduto perché molti pensano che non ci sia bisogno del femminismo, dell’antisessismo, dell’integrazione, che in fondo quei ragazzi stessero solo scherzando, che sono ragazzate, che “gli stranieri a casa loro”, perché i media dicono che “lo straniero è cattivo” che la misoginia non esiste, che l’uomo e la donna sono uguali, che hanno gli stessi diritti e le stesse LIBERTÀ ecco noi sappiamo che non è così. Noi tutte dovremmo trovare la forza di dire ciò che ci accade, anche se proviamo vergogna, dobbiamo trovare il coraggio parlare, per essere solidali e per non abituarci a questa mentalità macista e per liberarcene».

Stupro Carabinieri. Console Usa dal Questore di Firenze

carabinieri_generica_firenzeUna notizia sconvolgente che sta facendo il giro del mondo: due ventenni americane sarebbero state violentate da due carabinieri la notte tra mercoledì e giovedì a Firenze. Dopo la denuncia nella serata di giovedì gli inquirenti avevano deciso di risentire le ragazze per verificare alcuni punti del racconto fornito alla polizia. Le studentesse, ascoltate separatamente, hanno confermato le accuse e fornito una versione non contraddittoria, al momento al vaglio degli investigatori. I due militari sono tra quelli che, nella notte tra il 6 ed il 7 settembre, sono intervenuti in una discoteca di Firenze, chiamati dal titolare, per disordini che si erano verificati nel locale. I due carabinieri, secondo l’accusa delle ragazze, le avrebbero accompagnate a casa dove si sarebbero verificati gli abusi. Ora i due militari risultano indagati. Ci sono anche testimoni che hanno visto le due ragazze salire sull’auto di servizio dei carabinieri, davanti alla discoteca, e il percorso fino davanti l’abitazione delle due giovani statunitensi, nel centro di Firenze, sarebbe confermato anche dalle immagini di alcune telecamere di sorveglianza.
Dopo la denuncia il console generale Usa a Firenze, Benjamin Wohlauer, ha voluto incontrare questa mattina il questore di Firenze Alberto Intini e successivamente si è recato presso il comando provinciale dei carabinieri di Firenze, ma il console non ha rilasciato dichiarazioni. Il consolato poi non ha voluto fornire dettagli per motivi di privacy, ma ha fatto sapere che sta seguendo il caso e dando assistenza alle due connazionali.
“Prendiamo queste accuse molto seriamente”: così il dipartimento di Stato Usa ha commentato all’ANSA la vicenda delle due studentesse universitarie statunitensi che hanno accusato due carabinieri in servizio di averle violentate dopo averle accompagnate a casa da una discoteca. “I nostri uffici all’estero sono sempre pronti ad assistere cittadini Usa vittime di crimini che cercano assistenza dalle nostre ambasciate e dai nostri consolati”, ha aggiunto il dipartimento di Stato, rifiutandosi di fare ulteriori commenti “per la natura sensibile di questo caso e per proteggere la privacy delle persone coinvolte”.

Terremoto: Nencini, tutelare e proteggere i territori

“Questi territori sono da proteggere anche perché vi risiedono le nostre radici e la memoria dell’Europa cristiana”. Lo ha dichiarato il segretario del Psi Riccardo Nencini, intervenuto in apertura della terza edizione del “Cortile di Francesco” ad Assisi. Per il vice ministro servono “il fascicolo di fabbricato a cominciare dagli edifici pubblici; accelerare nella costituzione di Casa Italia per la prevenzione da terremoti e per riassesto del territorio”. Proseguendo Nencini ha fatto un “invito agli amministratori locali a far conoscere il sisma bonus per interventi su case e fabbricati industriali da mettere a norma”.

Delle urgenze e delle necessità non più rimandabili ha parlato il sindaco di uno dei comuni colpiti dal sisma in occasione del G7 della Cultura in corso a Firenze nella sua giornata conclusiva. “Non sono qui per chiedere aiuto – ha detto Alessandro Delpriori, sindaco di Matelica (Macerata) comune marchigiano devastato dal terremoto – anche se certo di soldi ne serviranno tanti per ricostruire, ma a chiedervi di non dimenticarci, di starci vicino. Rimettiamo in piedi una chiesa, salviamo gli affreschi e i rosoni, e restituiamo alle persone un luogo dove riconoscersi come comunità. Allora sapremo come ricostruire le nostre vite e il nostro futuro”. Il sindaco ha aggiunto che “recuperare il patrimonio artistico e culturale significa recuperare la nostra identità; significa rimettere in piedi il nesso tra territorio e passato per guardare al futuro.

I sette paesi partecipanti che giovedì hanno sottoscritto un primo importante documento: la ‘Dichiarazione di Firenze’ si sono ritrovati questa mattina nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, la stessa sontuosa sala che ieri sera li ha visti spettatori del concerto diretto dal maestro Riccardo Muti eseguito dall’Orchestra del Maggio musicale fiorentino. Il vertice a guida italiana presieduto dal ministro Dario Franceschini, vede la presenza del ministro canadese Melanie Joly, del ministro francese Audrey Azoulay, del ministro tedesco Maria Bohmer, del ministro giapponese Ryohei Miyata, del ministro britannico Karen Bradley e del ministro statunitense Bruce Whorton, il commissario europeo per la cultura, Tibor Navracsis e il segretario generale dell’Unesco, Irina Bokova. La presidenza italiana del G7 Cultura ha chiesto a tutti i Paesi di indicare un rappresentante del proprio mondo culturale per sviluppare un confronto pubblico sul tema della riunione ministeriale.

“Il documento finale – ha spiegato Gentiloni – impegna su una serie di temi, il primo dei quali è il patrimonio culturale nel mondo minacciato dal terrorismo e dalle grandi calamità naturali; quindi c’è il sostegno all’iniziativa dei caschi blu, delle task force nazionali e anche sull’utilizzo della cultura come strumento di dialogo fra i popoli”. Il ministro alla cultura per la Francia, Audrey Azoulay, ha posto l’accento sulla necessità “che i paesi partecipino tutti insieme alle azioni di protezione, sotto la guida dell’Unesco”.

Adozioni, la prima volta di due coppie gay

adozione gayPer la prima volta in Italia è stata riconosciuta l’adozione di bambini da parte di due coppie gay. E’ la decisione del tribunale per i minori di Firenze che, con due distinte decisioni, ha detto sì alla trascrizione dell’atto di adozione sancito da autorità giudiziarie di altri paesi: un caso riguarda una coppia gay che vive nel Regno Unito che ha adottato due fratellini, l’altro di una coppia gay che vive in Usa ed ha una bambina. I quattro padri sono tutti cittadini italiani, anzi una delle coppie ha anche la cittadinanza statunitense ed è formata da un italiano e da un americano naturalizzato italiano.

Quest’ultima coppia ha una bimba che adesso ha due anni e la cui adozione è stata decisa dal tribunale della Contea di New York. I due bimbi della coppia che vive nel Regno Unito, spiega l’avvocato Susanna Lollini di Avvocatura per i diritti Lgbti e legale della coppia, erano stati adottati nel Regno Unito, da due uomini italiani, le cui famiglie vivono in Toscana, ma da anni residenti all’estero.

Il Tribunale dei minori di Firenze ha disposto la trascrizione anche in Italia dei provvedimenti della corte britannica e della corte americana e ai bambini viene così riconosciuto lo status di figli e la cittadinanza italiana.

Dei due fratellini inglesi uno ha otto anni, l’altro sette. La sentenza di adozione è stata pronunciata dalla Corte britannica nel 2014, spiega l’avvocato Lollini. “I bambini, pur essendo riconosciuti in Gran Bretagna – racconta il legale di Avvocatura per i diritti Lgbti – Rete Lenford che rappresentava i due padri – ogni volta che venivano in Italia a trovare i nonni, due coppie che vivono in Toscana, rischiavano e avrebbero  continuato a rischiare di incorrere nello stato di abbandono”.

La trascrizione, sottolinea il legale, riguarda un’adozione già riconosciuta all’estero a favore di residenti in quel Paese da anni. Il principio non può quindi essere applicato a residenti in Italia.

I due casi sono molto simili e le due sentenze del tribunale dei minori di Firenze si basano sul fatto che le decisioni dei giudici di altri Paesi sono “aderenti all’interesse dei minori che vivono in una famiglia stabile, hanno relazioni parentali e amicali assolutamente positive, svolgono tutte le attività proprie della loro età”. A proposito della coppia ‘inglese’ “si tratta di una vera e propria famiglia, di un rapporto di filiazione in piena regola e come tale va pienamente tutelato e del resto – si fa ancora notare – la nuova formulazione dell’articolo 74 cc sulla parentela, dopo aver nella prima parte specificato che la parentela è vincolo tra le persone che provengono da uno stesso stipite, aggiunge, ‘sia nel caso che la filiazione è avvenuta all’interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso il figlio è adottivo'”. “La trascrizione del riconoscimento dell’adozione sancita dalla Corte britannica, secondo le richieste dell’avvocato Susanna Lollini, è stata decisa dai giudici in base all’articolo 36 comma 4 della legge n. 184/83. Questa parte della norma prevede sia valida anche in Italia un’adozione avvenuta in Paese straniero da parte di cittadini italiani che dimostrino di avervi soggiornato continuativamente e di avervi la residenza da almeno due anni, purché essa sia “conforme ai principi della Convezione dell’Aja” del 29 maggio 1993. Ma la decisione del tribunale fiorentino ha suscitato la reazione di Alberto Gambino presidente di ‘Scienza e Vita’, associazione vicina alla Cei: “Il nostro Parlamento non è più sovrano nel disciplinare queste situazioni”.

I socialisti hanno presentato un progetto di legge sia alla Camera che al Senato per regolamentare la materia. Il tema è particolarmente sensibile e delicato. Ma è un tema che esiste e che deve essere affrontato. Non devono essere i tribunali a dare risposte qualora tirati in ballo. Deve essere la politica a muoversi togliendo la materia da una sorta di limbo legislativo. Ma evidentemente in molti hanno paura di affrontare un tema scivoloso e forse non gratificante dal punto di vista del ritorno elettorale. Purtroppo il calcolo della politica è anche questo.

Redazione Avanti!

Ordigno a Firenze. Nencini, non è politica ma terrorismo

firenze-bomba-1-gennaio“Sono vicino all’artificiere che ha rischiato la vita, e alla sua famiglia. Brutto clima quando si usano Le bombe contro obiettivi politici. Non è politica, è terrorismo, e va condannato senza tentennamenti'”. È quanto ha detto il segretario del PSI, Riccardo Nencini, dopo che stamane a Firenze è esploso un ordigno nei pressi di una libreria riconducibile a Casapound, dove è rimasto ferito un artificiere della polizia.

Una pattuglia della polizia aveva trovato un involucro sospetto davanti al locale in via Leonardo Da Vinci, non lontano dal centro storico. Secondo le prime informazioni, gli artificieri giunti sul posto hanno lavorato all’ispezione o al disinnesco del pacco-bomba e uno è rimasto ferito dall’esplosione. Tutto è accaduto attorno alle 5:30 di oggi. L’artificiere, sottoposto ad un intervento chirurgico, rischia di perdere un occhio e di avere una mano fortemente compromessa. L’ordigno, secondo quanto appreso, era dotato di un timer collegato al pacco-bomba con dei fili elettrici. Sul posto la Digos e gli agenti della scientifica.

SCEGLIERE CON LA TESTA

referendum_costituzionaleAlla fine Prodi si è deciso e ha scelto di andare alle urne per votare al Sì al referendum. “E’ stata una decisione sofferta – ha detto -.  Certo, da tempo avevo deciso come votare, ma stamattina correndo sotto i portici a Bologna, ho definitivamente maturato la convinzione che fosse giusto rendere pubblico il mio voto, anche se da diversi anni ormai non prendevo posizione su temi di politica italiana”.  Una posizione che il premier Renzi giudica come “un passettino avanti”. “Credo che Prodi – ha detto – con la sua metafora abbia voluto dire di non essere convinto che sia la riforma più bella ma che comunque è un passettino in avanti ed è questo il metodo che io dico di usare alle persone di sinistra e destra”.

Felice della dichiarazione di Prodi si è detto il segretario del Psi Riccardo Nencini.  “Prodi toglie acqua al bacino dei No di una certa sinistra che non vuole cambiare e ha la memoria troppo corta”. Nencini era oggi a Firenze per un’iniziativa referendaria in sostegno del Sì al referendum, organizzata dalla federazione toscana del Partito Socialista Italiano. Nencini, ha concluso la sua campagna nazionale in sostegno della riforma della Carta Costituzionale e ha rivolto un invito agli italiani affinché si rechino alle urne. “Non bisogna perdere l’occasione – ha detto – di modificare insieme la Costituzione. L’affluenza sarà il fattore decisivo per il successo del Sì. Nelle 48 ore che ci separano dal voto è importante leggere la riforma nel merito. Scegliere con la testa e non con la pancia”. “Ci sono 3 buoni motivi per votare Sì e rendere l’Italia un Paese più moderno: parità di genere tra uomo e donna inserita in Costituzione tra i valori della comunità nazionale; superamento del bicameralismo paritario per una velocizzazione dell’iter di approvazione delle leggi; e ripartizione delle competenze di Stato e Regioni per superare i rallentamenti, la burocrazia e velocizzare il completamento delle opere infrastrutturali di cui necessita il Paese” – ha concluso Nencini, spiegando le ragioni dei socialisti in favore della riforma.

Renzi è poi tornato su un argomento a lui molto caro: l’Europa. “La prima cosa che voglio fare la prossima settimana se toccherà a noi governare il Paese – ha detto – è chiedere al Parlamento di mettere il veto sul bilancio Ue”. E ha aggiunto: “Se non passa la riforma si metterà una pietra tombale sulle riforme almeno per un decennio, anche in passato è stato così”.

Per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti “il voto referendario è un voto sulla riforma costituzionale che è una riforma del Parlamento italiano coerente con il disegno complessivo di una rimessa in moto del Paese. Sono convinto che gli italiani voteranno per un passo avanti, quella marcia avanti che propone questa riforma. Poi, le conseguenze del voto prima di tutto le trarrà il presidente della Repubblica”. E sull’Italicum ha aggiunto che “è una buona legge elettorale ma abbiamo dato un segnale forte e impegnativo di disponibilità a migliorarlo in modo che ci sia una condivisione più generale”. Il punto è “come conciliare ancora meglio il principio di rappresentanza proporzionale, che è giusto, con la stabilità delle maggioranze. Siamo disponibili a trovare un sistema migliore, se possibile”.

Intanto per venerdì è attesa a Milano la decisione su reclamo Onida, presidente emerito della Consulta Valerio, e di un pool di legali contro il provvedimento con cui lo scorso 10 novembre il giudice della stessa sezione civile Loretta Dorigo aveva deciso in via d’urgenza di non inviare gli atti alla Consulta sul quesito referendario. Mentre per quanto riguarda il ricorso del Codacons la Cassazione ha dichiarato “il difetto assoluto di giurisdizione” per quanto riguarda il decreto con il quale il Presidente della Repubblica, lo scorso 27 settembre, ha indetto il referendum sulla riforma costituzionale. I Supremi giudici condividono quanto già stabilito dal Tar del Lazio che ha ritenuto l’atto di indizione non soggetto a “sindacato giurisdizionale” perché non è un “atto amministrativo”.

Per quanto riguarda il caso del presidente del Tribunale di Bologna, Francesco Caruso, che su Facebook aveva definito la riforma costituzionale (il testo era stato pubblicato dalla Gazzetta di Reggio) fondata su “corruzione” e “clientelismo”, il vertice del Csm sta valutando se ci sono gli estremi per un eventuale trasferimento d’ufficio per incompatibilità funzionale. “Ci sono argomentazioni, modalità, un tasso di propaganda, che ritengo inaccettabili sia che si sostenga il Sì sia che si sostenga il No al referendum” ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando. “Io non rivolgo nessuna censura, ma un invito a tutti, tanto più a un magistrato – ha aggiunto Orlando – a non usare argomentazioni che rischiano di pregiudicare la loro funzione e credibilità”.

Vaccini. Prime azioni contro medici contrari

vaccini_coverDalle parole ai fatti. La Fnomceo aveva annunciato a luglio l’introduzione di nuove sanzioni disciplinari, fino alla radiazione, ai ‘camici bianchi’ anti-vaccini: sconsigliarli significa, infatti, infrangere il codice deontologico e ora arrivano le prime azioni contro i medici ‘anti-vaccini’. A Firenze e Treviso sono stati aperti i procedimenti disciplinari nei confronti di due medici che, con attività di divulgazione anche in congressi scientifici oltre che fra i propri pazienti, si sono distinti per aver sconsigliato le vaccinazioni. in un caso è stato già portato a termine l’istruttoria e la commissione disciplinare del relativo Ordine provinciale deciderà quale sanzione comminare, nel secondo caso si è ancora nella fase preliminare.
Un terzo caso è sotto esame a Venezia. “Ad oggi – spiega il segretario generale della Fnomceo, Luigi Conte – ci risulta l’apertura ufficiale di due procedimenti disciplinari, ma ci vorranno alcuni mesi perché si arrivi alla decisione finale. Si tratta di un medico a Treviso ed uno a Firenze, ed un terzo caso è sotto esame da parte dell’Ordine dei medici di Venezia”.
Sebbene non abbia supporto scientifico, la paura del vaccino è sempre più diffusa, a scapito soprattutto dei bambini. Malgrado le campagne battenti nel caso dell’influenza o della meningite, sono sempre di più infatti i genitori che decidono di non vaccinare i propri figli. E in alcuni casi, come dimostrano le iniziative dell’Ordine dei medici in questione, c’è l’avallo del medico di famiglia.