Gaza, ospedali al collasso. Attivare corridoio umanitario

gaza proteste

Almeno 60 morti e più di 3000 feriti, inclusi gli intossicati: tra le vittime, anche 8 bambini (compresa una neonata, morta per aver inalato gas lacrimogeno).Questo il bilancio provvisorio, fornito da fonti mediche locali, degli scontri di ieri al confine tra Striscia di Gaza e Israele. Il ministero della Sanità palestinese ha lanciato un SOS urgente a tutti gli organismi competenti, chiedendo d’aiutare gli ospedali e i presidi medici di tutta la Striscia di Gaza, attualmente al collasso, a far fronte all’arrivo di morti e feriti; le autorità di Gaza, intanto, hanno chiesto all’Egitto aiuti medici immediati e l’autorizzazione a trasferire laggiù i feriti più gravi.

Le Co-mai, Comunità del Mondo Arabo in Italia, nell’esprimere profonda costernazione per quanto sta accadendo e viva solidarietà al popolo palestinese, rinnovano l’ appello – tramite il loro presidente, Prof. Foad Aodi – alle Nazioni Unite e agli altri competenti organismi sovranazionali e internazionali, per arrivare al piu’ presto a una soluzione diplomatica e per attivare rapidamente un corridoio di aiuti umanitari alla Striscia. “Ringraziamo intanto la Repubblica d’Egitto – precisa Aodi – per aver prontamente risposto alla richiesta d’aiuto delle autorità di Gaza”.

Tra i feriti (di cui poco meno di 30 gravi) ci sono 200 bambini, 90 donne, 11 giornalisti; 71 sono feriti di codice rosso, 830 codice verde e 1330 codice bianco. Servono urgentemente sangue, farmaci, e chirurghi vascolari, ortopedici e neurochirurghi e anestesisti, sempre secondo i medici locali .

“Non dimentichiamo – aggiunge Aodi – che sempre ieri, a Gerusalemme, intanto si stava attuando ufficialmente il trasferimento da Tel Aviv del’ ambasciata USA: riteniamo questo gesto del tutto provocatorio nei confronti dei palestinesi, considerando soprattutto il momento in cui avviene. Gerusalemme è da sempre una città soggetta a un particolare regime di diritto internazionale, considerata la sua grande importanza per tutte e tre le “religioni del Libro”: questa sua particolare natura non può in alcun modo legittimare un gesto unilaterale che la maggior parte della Comunità internazionale rifiuta, ricordando il ruolo storico della Città santa come capitale anche per il mondo arabo e musulmano, e come essenziale luogo di fede per ebraismo, cristianesimo e islam”.

Da notare che i rappresentanti dell’UE (con la sola eccezione di Ungheria, Repubblica Ceca, Romania e Austria: i primi 3, membri del “Gruppo di Visegrad”) non sono intervenuti all’inaugurazione dell’ambasciata statunitense a Gerusalemme, trovandosi in disaccordo con la scelta. In proposito, il presidente palestinese Abu Mazen ha denunciato che gli Usa a Gerusalemme non hanno aperto un’ambasciata “ma un avamposto”, alludendo ai coloni israeliani: e annunciando per oggi, 15 maggio, lo sciopero generale dei Territori (scuole e negozi compresi), in protesta per gli uccisi a Gaza. “Per capire la complessità e gravità attuali dello scontro israelo-palestinese”, ha dichiarato ieri, a Roma, l’ambasciatrice palestinese in Italia, Mai al Kaila, “teniamo presente anche che il Parlamento israeliano ha approvato quest’anno una legge che legittima la costruzione, nei Territori occupati, persino di semplici avamposti dei coloni, anche su terreni di proprietà di privati cittadini palestinesi: nonostante che varie Risoluzioni ONU, e specialmente la n. 2334, da anni , in conformità al normale diritto internazionale, dichiarino illegittimo qualsiasi insediamento”.

Fabrizio Federici

Sanità e informazione, accordo in arrivo

medici 2Che analogie ci possono essere, tra i vissuti professionali quotidiani di giornalisti e medici? Diverse, in realtà.
Presso l’Ordine dei Giornalisti del Lazio, nella sala conferenze della “Stampa Romana”, il Presidente dell’ Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, e il segretario dell’ Associazione Stampa Romana, Lazzaro Pappagallo, hanno firmato un accordo-quadro per affrontare meglio una serie di problemi comuni ad ambedue le professioni.
Ci riferiamo anzitutto a quelle situazioni di disagio, e anche di pericolo, che i professionisti della sanità e dell’ informazione affrontano molto spesso a causa di molteplici fattori: vedi le aggressioni – verbali e anche fisiche – che spesso subiscono i medici, da parte di pazienti (o da loro parenti e amici, ma anche occasionali “simpatizzanti”) stanchi d’ attendere per ore di essere visitati, esasperati dalle lungaggini burocratiche del SSN. Dall’altro, le aggressioni analoghe che sempre piu’ spesso subiscono i giornalisti ( già 46 casi nel 2018): per non parlare delle “querele temerarie”, anzi miliardarie, che arrivano, con richieste di risarcimento esorbitanti, ad ambedue le categorie, da parte di utenti che si ritengono, spesso a torto, vittime di casi di malasanità, o di cittadini che si sentono calunniati. Il discorso, poi, è piu’ ampio, e andrebbe riferito a tutti quegli episodi – moltiplicatisi, in Italia, negli ultimi anni – che indicano un generale imbarbarimento della società: non ci sono solo i giornalisti presi a testate e minacciati di morte, e i medici aggrediti anche nei loro studi; ma anche gli insegnanti minacciati d’ esser sciolti nell’acido da loro alunni, sino all’episodio incredibile (Roma, 2016) della signora, salita su un bus dell’ Atac, che, urtata dalle risposte un po’ sgarbate del conducente, chiana il marito e, al capolinea del mezzo, gli fa picchiare a sangue il povero autista.
“Anzitutto per combattere meglio questi fenomeni (che rendono difficile e stressante il lavoro quotidiano di medici e giornalisti), abbiamo deciso di firmare quest’ accordo, che sviluppa la collaborazione tra le nostre due categorie “, hanno precisato Magi e Pappagallo. “Ma anche – ha sottolineato il Presidente dell’ OMCeO di Roma – per combattere l’ altro preoccupante fenomeno delle “fake news”, delle notizie errate, che hanno effetti molto spesso devastanti (vedi, ad esempio, l’ abitudine di molti pazienti di cercare la cura “fai da te”, solo consultando in Rete il “Dottor Google”, anzichè rivolgendosi al medico di famiglia o agli altri presìdi sanitari). Questo è possibile se si crea un presidio di primo intervento, una sorta di “Pronto soccorso informativo” per i giornalisti su sanità e medicina: che, gestito dall’ Ordine mediante un numero telefonico dove risponderanno medici qualificati, permetterà di dare ai giornalisti notizie sempre esatte e aggiornate ( stiamo pensando anche a specifiche app, di cui potranno usufruire tutti i cittadini)”.
“Al giorno d’ oggi, del resto”, ha aggiunto il segretario di “Stampa romana”, “nessuna categoria professionale può operare senza rapportarsi ad altre, senza avviare una minima collaborazione; e come giornalisti, dobbiamo chiederci cosa possiamo fare, con i medici, per offrire servizi veramente migliori ai cittadini, in un Paese che sta cambiando sempre di più ad un ritmo impressionante”. “Piu’ in generale, poi”, ha aggiunto Magi, ” l’ OMCeO di Roma si propone di sviluppare rapporti costruttivi con tutte le altre categorie professionali: contribuendo, all’ attivazione di quel “tavolo interprofessionale” previsto da un’apposita legge della Regione Lazio, rimasta sinora inattuata”.
” Interprofessionalità e rapporto stretto col territorio, questi due aspetti sono stati centrali nel programma della lista “Medici Uniti”, vincitrice, a dicembre scorso, delle elezioni all’ Ordine di Roma. “ ha aggiunto in chiusura, il prof. Foad Aodi, consigliere dell’ OMCeO di Roma, coordinatore dell’ Area Rapporti coi Comuni e Affari esteri. “ Un applauso a questa iniziativa dell’ accordo, che rafforza la collaborazione tra medici e giornalisti, dal territorio italiano sino ad arrivare a livello internazionale: sempre in prima linea per prevenire, curare e informare. Vedi, ad esempio, il successo della “Giornata della Salute” organizzata, il 21 aprile, dal Comune di Ladispoli insieme all’ Ordine Medici di Roma: con piu’ di 1.000 visite specialistiche gratuite effettuate da medici qualificati. Il tutto grazie anche all’informazione ramificata sui quotidiani locali. Mentre, cosa ancor piu’ importante, medici e giornalisti si trovano quotidianamente in prima linea nelle aree piu’ calde del mondo ( dalla Siria alla Libia): gli uni cercando il piu’ possibile di curare le popolazioni, gli altri cercando d’ informare il mondo su quello che accade “.

“La nostra solidarietà, e il nostro pieno riconoscimento”, prosegue Aodi, “vanno a tutti i medici e giornalisti che rischiano la propria vita per l’ interesse comune, senza distinzioni.
Le statistiche presentate dall’ Ordine dei Medici di Roma sulle aggressioni ai medici ( nel 2017, in media 3 aggressioni al giorno, il 68% nei confronti di donne, il 32% di uomini: di tutte queste, il 60% minacce semplici, il 20% percosse, il 10% minacce a mano armata, un altro 10% atti di vandalismo; il tutto con un costo, per la collettività, di 3.783 giornate lavorative in meno, e, per il SSN, di 30.056.750,00 euro) fanno preoccupare molto. Bisogna iniziare a curare questo male sociale iniziando dalla collaborazione interprofessionale, e dagli aspetti culturali, anche per quanto riguarda le discriminazioni nei confronti dei medici di origine straniera e di colore: come é successo recentemente, in Lombardia, nei confronti di quel collega del Camerun”.

Fabrizio Federici

Una giornata cittadina
per la prevenzione

Vegetable diet nutrition or medicaments concept. Doctors hands writing diet plan, ripe vegetable composition, laptop and measuring tape on white backgroundA Ladispoli, sul litorale laziale, sabato 21 aprile, per la prima volta in Italia è stata organizzata una Giornata cittadina dedicata interamente alla prevenzione delle malattie. L’evento, dal titolo ‘Prevenire e’ vivere’, e’ stato organizzato col patrocinio di Ordine dei Medici di Roma, Asl Roma 4, Avis, Croce rossa, “Salus Medical Center” e Apaim, Associazione Pazienti Italia Melanoma. Prevenzione a tutto tondo anche per gli animali, grazie allo spazio allestito dagli studi veterinari, dall’associazione ‘Fare ambiente’ e dalle guardie zoofile Nogra.

Alla conferenza stampa di presentazione, presso la biblioteca dedicata a Peppino Impastato, e’ stato presentato il manifesto ‘Comuni Uniti per la Sanita’ ”, cui il Comune di Ladispoli aveva gia’ aderito a febbraio scorso.
“Dopo Cerveteri, ora siamo a Ladispoli, ma l’obiettivo e’ lo stesso”, ha detto, ai margini dell’ evento, il consigliere dell’ Ordine dei Medici di Roma, e coordinatore dell’ area Rapporti coi Comuni e Affari Esteri, Foad Aodi : “in accordo con il presidente dell’Omceo Roma Antonio Magi, e con tutto il consiglio direttivo, vogliamo avvicinare l’ Ordine dei Medici ai cittadini del territorio, per garantire loro un servizio di qualita’. Ma per fare questo dobbiamo creare una rete territoriale che coinvolga istituzioni, enti locali, associazioni, Universita’ e presìdi sanitari. Per questo, la Commissione “Comuni uniti” vuole internazionalizzare la sanita’ romana e di provincia, grazie anche alla collaborazione dei direttori generali e dei direttori sanitari”.

“Dobbiamo puntare – prosegue Aodi – alla telemedicina e abbattere i pregiudizi, le barriere culturali e linguistiche che troppo spesso intralciano il cammino per una sanità universalmente accessibile. Per questo bisogna formare dei mediatori culturali che possano accogliere i pazienti stranieri, specie coloro che non hanno il permesso di soggiorno. Ogni territorio, poi, ha le sue criticità: qui a Ladispoli, e’ sicuramente la mancanza di punti soccorso per problemi cardiovascolari. Il lavoro prosegue, vogliamo parlare coi Comuni di Civitavecchia, Santa Marinella, Bracciano, ma anche Tivoli, Guidonia e Subiaco”.

“Ospitare questa manifestazione è stato un onore e un impegno, a cui la città si preparava da mesi”, dice il sindaco di Ladispoli, Alessandro Grando. “Abbiamo aderito subito al manifesto ‘Comuni Uniti’ nell’ottica di promuovere la prevenzione come strumento di benessere. Il 21 aprile in piazza ci sono state molte realtà dell’ associazionismo insieme ai rappresentanti degli Ordini, mentre in giro per la città sono rimasti aperti farmacie e studi medici, anche gli studi veterinari: una copertura a 360°, resa possibile anche grazie al coordinamento del delegato alla Sanità, Roberto Ortel. Vista la partecipazione- conclude – abbiamo deciso di ripetere con cadenza annuale questa manifestazione, quindi ci rivediamo l’anno prossimo”.
Soddisfazione anche da parte del direttore sanitario dell’ Asl Roma 4 (nonchè membro della Commissione Comuni Uniti dell’ Ordine dei Medici Roma), Carmela Matera: “Siamo felici che anche il Comune di Ladispoli abbia aderito al manifesto ‘Comuni Uniti per la Sanità’; la firma ha messo insieme due enti fondamentali per il territorio come i Comuni e la Asl, grazie all’Omceo di Roma. L’idea, visto l’ottimo risultato raggiunto, è di portare questa esperienza in altri Comuni nel comprensorio della Asl Roma 4, perchè è importante stare sul territorio, sia nei grandi comuni che in quelli più piccoli. Il manifesto è molto produttivo anche da un altro punto di vista: la tutela della multiculturalità dei pazienti, fenomeno presente in molti territori, non solo a Ladispoli, ma anche a Bracciano, Anguillara e Trevignano”.

“Organizzando quest’ evento, grazie alla preziosa collaborazione dell’Ordine dei medici di Roma, abbiamo voluto dare un segnale forte”, aggiunge infine Roberto Oertel, delegato alla Sanità del Comune di Ladispoli. “Quel che vogliamo fare è cercare di diffondere la cultura della prevenzione, perchè siamo convinti che possa salvare la vita. Il 21 aprile, già a metà mattinata più di 600 persone si sono fatti visitare gratuitamente dai numerosi specialisti a disposizione. Questo è un evento unico in Italia: è per questo che ringrazio tutti coloro che hanno partecipato, dal Comune all’ Ordine dei Medici, passando per le associazioni, la Asl e la Croce Rossa, che ha curato tutta la logistica”.

Fabrizio Federici

Migliorare la riabilitazione specialistica ambulatoriale

“Uniti per la riabilitazione”: un patto per migliorare la riabilitazione specialistica ambulatoriale, di fronte a una popolazione che invecchia

medici 2Organizzato da SIMFER, Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa, Feder ANISAP, Federazione Nazionale delle Associazioni Regionali o Interregionali delle Istituzioni Sanitarie Ambulatoriali Private, Collegio dei Professori Ordinari di Medicina Fisica e Riabilitativa, SIRN e Movimento Internazionale “Uniti per Unire”, s’è svolto a Roma il convegno “Organizzazione delle prestazioni di riabilitazione polispecialstica ambulatoriale” .
I lavori sono stati coordinati e introdotti dal Prof. Raffaele Gimigliano di Napoli, dal Prof. Pietro Fiore di Bari, che ha presentato le linee guida sulle attività ambulatoriali elaborate dalla SIMFER, dal Prof. Valter Santilli di Roma: che ha sottolineato come, alla luce della legge Gelli sulla responsabilità in ambito sanitario è obbligatorio che la struttura che prescrive una prestazione fisioterapica deve anche eseguirla.
Al Convegno han dato anche un contributo sul piano organizzativo il Prof. Foad Aodi, Consigliere dell’Ordine dei Medici ed Odontoiatri di Roma, il Dott. Sandro Capici e molti dirigenti responsabili di strutture pubbliche (ospedaliere, universitarie e territoriali) e private accreditate col SSN per le attività ambulatoriali di fisioterapia di tutta Italia. Dal dibattito è scaturito che le attività ambulatoriali di riabilitazione devono essere implementate, per facilitare il recupero funzionale e dare autonomia alle persone con disabilità che, dopo le fasi acuta e post- acuta ospedaliera per un evento morboso, devon poter accedere con facilità agli ambulatori, per ricevere le cure fisioterapiche adeguate. Inoltre, per una popolazione che oggi e ancor più nei prossimi anni, in virtù dell’ aumento della vita media, avrà problemi di cronicità e complessità delle malattie, la riabilitazione ambulatoria, che è una specialità medica e non solo tecnica professionale, nel territorio dovrà svolgere un ruolo fondamentale per migliorare la qualità della vita delle persone.
Le proposte scaturite dal Convegno si sono orientate, così, alla facilitazione dell’accesso alle prestazioni ambulatoriali, a uniformare su tutto il territorio nazionale le modalità di prescrizione su ricetta rossa e dematerializzata: auspicando l’applicazione e l’aggiornamento periodico del nuovi LEA, per dare sempre servizi completi e di qualità sul piano tecnico-scientifico. Infine dovrà essere organizzata una rete capillare assistenziale di fisioterapia, in modo tale che l’utenza possa accedere ai servizi ambulatoriali più vicini.
Da parte sua, Foad Aodi ha presentato, in qualità di Consigliere di OMCeO di Roma e Provincia, il patto #UnitiperlaRiabilitazione, comprendente i seguenti punti: Uniti per una riabilitazione di qualità e accessibile a tutti; Uniti per le pari opportunità della riabilitazione in sanità pubblica e privata; Uniti per più aggiornamento professionale e per difendere e valorizzare l’atto medico; Uniti per più innovazione e tecnologia in riabilitazione; Uniti per una maggior collaborazione interprofessionale tra medici e specialisti, fisioterapisti, podologi, psicologi etc…; Uniti per combattere la “medicina difensiva” in riabilitazione; Uniti per l’appropriatezza della prescrizione, l’aggiornamento dei LEA e una maggior collaborazione coi medici di famiglia; Uniti per riconoscere il ruolo e la qualità delle strutture accreditate e private, cosa comportante risparmio per il SSN; Uniti per creare un albo di eccellenza; Uniti per la semplificazione delle autorizzazioni e combattere così gli abusi ed il nero”.
Il Dr. Pierluigi Bartoletti, Vice Presidente di OMCeO e componente del Comitato centrale di FNOMCeO, ha ribadito ulteriormente l’importanza di valorizzare la professione medica e l’atto medico, collaborando con tutti, professionisti della sanità e non. Secondo Bartoletti, inoltre, è necessario “avviare un processo di professionalizzazione d’ una branca che è importante, in un Paese sempre più anziano e con persone sempre più alle prese con malattie croniche: è qui che la riabilitazione assume un ruolo fondamentale, soprattutto in alcune patologie, ad esempio nel post infarto o dopo un intervento di protesi d’anca. Questo per valorizzare chi fa bene il proprio lavoro“.
Organizzare le prestazioni di riabilitazione specialistica ambulatoriale prevede, inoltre, una sinergia tra quanti devono occuparsi della salute del paziente. “Tutti parlano della continuità assistenziale – sottolinea il vicepresidente dei camici bianchi della Capitale – e credo che anche il processo riabilitativo debba prevedere un percorso di questo tipo: con le varie componenti, quella specialistica e quella della medicina generale, che però spesso mancano“.

Fabrizio Federici

Morte nel Mediterraneo e “Far West” a Macerata

Immigrati-naufragioStando a quanto riportato da Olivia Headon, portavoce dell’Oim, l’Organizzazione internazionale sui migranti, il numero delle vittime nel naufragio d’ un barcone lungo le coste libiche  è ancora incerto: 8 dei cadaveri rinvenuti sulle coste della Libia sarebbero pakistani, e 2 libici, mentre in totale  risultano dispersi 90 migranti, in gran parte pakistani.
L’Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (AMSI) commenta, attraverso la voce del Presidente, prof. Foad Aodi, che parla anche per le Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e  per la Confederazione Internazionale Unione Medica Euromediterranea (UMEM, di cui  è fondatore): “Basta con la catena di morte nel Mediterraneo. Quel che ci auguriamo,  come medici d’ origine straniera, ma, ancora prima, come cittadini europei aventi rispetto per la vita, è che i Governi, italiano, libico e sovranazionale, lavorino su piu’ fronti, per incrementare i servizi socio sanitari su ambo le Sponde. Sollecitiamo l’urgenza d’ una legge Europea per regolare l’immigrazione”, prosegue,  “che trascenda i personalismi, i colori e i partiti (specialmente in questa campagna elettorale in Italia). Urge una legge salvavita. Le sole armi che abbiamo “in mano” per contrastare l’immigrazione irregolare sono la prevenzione e l’ unione, senza fare allarmismo e senza divulgare notizie infondate su terrorismo e immigrazione. Siamo al corrente, in realtà,  solo del 30-35% dei decessi nel Mediterraneo; dei molti che muoiono a inizio del viaggio o prima di intraprenderlo, in Libia, e che sono sottoposti a torture e violenze, non abbiamo alcuna notizia. Amsi e Umem invitano a una maggiore cooperazione, per contrastare il dramma comune dell’immigrazione irregolare, contro la violenza sulle donne e la scomparsa dei minori non accompagnati (oltre 20 mila nell’ultimo anno)”.
“No alla giustizia fai da te, no al razzismo e le discriminazioni. Siamo angosciati per questa pericolosa atmosfera che riguarda l’immigrazione e i cittadini di origine straniera in Italia”, sottolinea ancora, con forza, il Presidente delle Co-mai, commentando la sparatoria di Macerata ed esprimendo “solidarietà ai 6 feriti”, tutti stranieri. Aodi auspica che “la giustizia faccia il suo percorso”, e  manifesta la preoccupazione delle Co-mai per “la strumentalizzazione politica eccessiva che crea allarmismi e fobie nei confronti dei cittadini di colore o di diverse religioni, in particolar modo in questa fase pre-elettorale.
Alcuni partiti – incalza – attaccano immigrati, musulmani, arabi, donne con il velo, altri invece non parlano più di immigrazione e integrazione per paura di perdere voti”. Invitiamo tutte le forze politiche a una maggiore responsabilità nelle loro dichiarazioni”, conclude Aodi, richiamando alla responsabilità anche i mass-media. 
 
Fabrizio Federici
Fabrizio Federici

Sanità. Un confronto aperto tra le istituzioni

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Si svolgerà il 7 febbraio mattina, presso il Comune di Cerveteri, il Convegno “Sanità, Comuni e Territorio: Servizi, Prospettive e Cooperazione Internazionale”, organizzato in partnership dall’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Roma e Provincia, dal Comune di Cerveteri e dalla ASL Rm4. Obbiettivi: confronto aperto tra le istituzioni per un’analisi sulla Sanità di ieri, oggi e domani e sulla collaborazione tra ospedali e territorio, nella valorizzazione della cooperazione internazionale e della solidarietà come strumenti di dialogo e conoscenza tra le civiltà.

Partecipano e sono promotori dell’iniziativa, il Sindaco del Comune ospitante, Alessio Pascucci, il Prof. Antonio Magi, Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, il Prof. Foad Aodi, consigliere dello stesso Ordine e membro del “Focal Point” per l’integrazione in Italia per l’Alleanza delle Civiltà -UNAoC (organismo ONU), e Carmela Matera, Direttore sanitario della ASL Rm4, in rappresentanza del Direttore generale, Giuseppe Quintavalle.
Nel corso dell’evento, aperto a tutti i rappresentanti istituzionali, ai professionisti della Sanità, ad ambasciate, associazioni, sindacati, e ai cittadini, sarà redatto il Manifesto programmatico dal titolo ” Sanità- Comuni-Cooperazione Internazionale”. Parte così la sfida dell’ Ordine dei Medici di Roma di far entrare la sanità nelle case di tutti i cittadini, rafforzando il rapporto col territorio e le istituzioni. Altra priorità è quella di internazionalizzare l’ Ordine promuovendo iniziative di cooperazione internazionale: strumento di conoscenza e dialogo tra le civiltà. Oltre a ciò, l’ Ordine e i partner si propongono d’ intensificare la collaborazione con la FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), e anche col suo neoComitato Centrale, eletto uiltimamente a Roma: al quale i promotori del Convegno rivolgono gli auguri più sinceri, estesi anche agli eletti nella CAO Nazionale (Commissione Albo Odontoiatri) di FNOMCeO.

Fabrizio Federici

Sanità. I medici di Roma a convegno

Sanità-riforma-Monti

“Come da preciso impegno preso nel nostro programma elettorale, iniziamo da subito a portare in modo capillare l’Ordine sul territorio di nostra competenza, per essere a contatto diretto non solo coi medici che vi operano, ma anche con cittadini e istituzioni locali”. Cosi’ Antonio Magi, neo presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri (OMCeO), eletto il 4 dicembre scorso con la lista ‘Medici Uniti.

In quest’ ottica s’e’ svolto l’incontro preliminare tra il sindaco di Cerveteri, Alessio Pascucci, e il consigliere e responsabile dell’area Comunicazione e Affari esteri dell’Ordine di Roma, Foad Aodi, che è anche presidente di Amsi (Associazione Medici d’origine Straniera in Italia) e del Movimento internazionale “Uniti per Unire”, e membro del “Focal Point” per l’ integrazione in Italia per l’ Alleanza delle Civilta’ (Unaoc), organismo ONU. Incontro vòlto a programmare, possibilmente per la fine di gennaio, un convegno sulla Sanita’ e definire le linee di intervento sul territorio, coinvolgendo tutti gli altri amministratori locali nell’ambito della Asl Roma 4.

“Ringrazio il presidente Magi per avermi dato mandato di incontrare il Sindaco di Cerveteri, col quale gia’ esiste da anni un rapporto personale di proficua collaborazione nel campo della cooperazione internazionale”, commenta Aodi. “Intendiamo ascoltare i residenti, i sindaci e gli amministratori locali del territorio per programmare insieme le attivita’ dell’Ordine, intensificando la prevenzione e la collaborazione tra i medici di famiglia e quelli ospedalieri”, precisa l’esponente del nuovo Consiglio direttivo dell’OMCeO capitolino. “Per questo alla fine di gennaio organizzeremo insieme un convegno sulle tematiche della Sanità: che si terrà a Cerveteri, grazie alla disponibilità del suo sindaco”.

“Da parte nostra siamo soddisfatti per aver trovato interlocutori credibili e affidabili per affrontare le tematiche della sanità nel nostro territorio, e siamo orgogliosi di poter ospitare questa iniziativa dell’Ordine dei Medici di Roma”, dichiara Pascucci.
“Finalmente anche sul nostro territorio, il difficile percorso dell’integrazione diviene realtà “, ha dichiarato a tal proposito il dg della Asl Roma 4, Giuseppe Quintavalle. “Il convegno voluto dal sindaco di Cerveteri in collaborazione col prof. Aodi, rappresenta un significativo passo avanti per una Sanità che affronta seriamente le tematiche più attuali d’una società in evoluzione”.

Fabrizio Federici

AMSI e UMEM: medici
che lavorano all’estero

obiettori_medici-abortisti-ginecologiNegli ultimi 2 anni, 3500 medici giovani e 1500 medici ospedalieri e in pensione hanno chiesto di poter trovare lavoro, o comunque fare esperienza lavorativa, all’estero: rivolgendosi agli appositi sportelli di AMSI, Associazione Medici d’origine Straniera in Italia, e UMEM, Unione Medica Euromediterranea. Questi i dati – certo non incoraggianti per la sanità italiana – che, insieme al “Manifesto Sanità e multiculturalismo”, saranno presentati il 2 dicembre mattina, alla clinica “Ars Medica” di Roma, nel corso del Congresso AMSI – col patrocinio di UMEM e movimento “Uniti per Unire” – centrato su “Urgenza in cardioogia e medicina sportiva” (con rilascio di 6 crediti ECM per i partecipanti).

“Presso il nostro sportello AMSI, UMEM e “Uniti per Unire”- precisa Foad Aodi, medico fisiatra, fondatore di AMSI e UMEM, e membro del “Focal Point” per l’integrazione in Italia per l’alleanza delle Civiltà UNAOC-organismo ONU.- arrivano numerose telefonate, e richieste tramite Email, Whatsapp, Facebook, da parte di medici italiani e d’ origine straniera che desiderano lavorare all’estero o farvi esperienza professionale, o far ritorno ai loro Paesi d’ origine. La maggior parte delle richieste di lavoro all’estero proviene dal Sud (Campania,Sardegna,Sicilia, Puglia), dal Centro (Lazio: Roma, Latina, Frosinone ) e dall’ Emilia Romagna. Da parte di medici giovani e medici ospedalieri esercitanti nelle branche di chirurgia, neurochirurgia, oculistica, ginecologia, chirurgia plastica e vascolare, Pronto soccorso e cardiochirurgia: principalmente per motivi economici e di sviluppo professionale, anche perché i giovani medici italiani hanno poche possibilità di fare chirurgia applicata ed esperienza varia in Italia”.

Le richieste di fare esperienze lavorative varie e di ricerca all’ estero provengono, invece, da medici ancora ospedalieri, universitari e in pensione: soprattutto da Veneto, Lombardia, Piemonte, Trentino e Campania. Quest’ultima categoria è formata maggiormente da medici esperti e specialisti in diabetologia, ginecologia, pediatria, malattie cardiovascolari e infettive, endocrinologia, dermatologia, gastroenterologia, angiologia e pnemologia .

” I Paesi ambiti dai nostri colleghi italiani”, prosegue il Prof. Aodi, “sono soprattutto Israele, Giordania, Libano, Spagna, Francia, Belgio, Germania, Austria, Svezia, Portogallo, Tunisia, Palestina, Albania, Romania, Qatar, Cuba e altri Paesi dell’ Africa”.

Infine, Aodi si rivolge al mondo delle istituzioni, sanitario, universitario e degli Ordini professionali: “Bisogna affrontare subito questi problemi, e prevenire quella che oggi, in Italia, si preannuncia come vera e propria carenza di medici: causata da fuga all’estero, numero chiuso degli accessi all’ Università, alto numero di medici che nei prossimi anni andranno in pensione, e ‘alto numero di medici internazionali che iniziano a ritornare nei loro Paesi d’ origine (Paesi arabi, africani e dell’ Europa sudorientale, come Albania e Romania”.

Fabrizio Federici

Il dialogo con le comunità Cristiane in Medio Oriente

falo

Il Comune di Cerveteri e il Sindaco Pascucci con la collaborazione di uniti per Unire e del Prof. Foad Aodi Presidente del Movimento internazionale Uniti per Unire e dell’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi), dopo il Patto di amicizia siglato con il Sindaco della città palestinese di Taybeh, continuano nella #MaratonadellaPace , della cooperazione e dell’amicizia tra i popoli.

Ieri, 3 novembre 2017 infatti, Cerveteri ha avuto l’onore di ospitare Nabil Khoury, Presidente del Comitato dei Lavori di Kfar Nabrakh, città libanese di 12mila abitanti a pochi chilometri da Beirut e si trova nel “Monte del Libano” esattamente nella Bet il Din “Casa della Religione”. Il Libano infatti è molto impegnato e promuove in continuo il dialogo interreligioso dove vivono cristiani, musulmani ,marroniti ,drusi come in altri paesi arabi(Palestina ,Giordania,Siria,Egitto per citarne alcune ) L’incontro è stato promosso dal movimento Uniti per Unire e da Padre Abdo Raad dell’Associazione Annas Linnas.

“Dopo il patto di amicizia con Taybeh, una città dove la maggioranza sono di religione musulmana, Cerveteri pone le basi anche per una collaborazione con una città, come Kfar Nabrakh, composta invece principalmente da una popolazione di religione cristiana e drusa. Tutto questo con lo scopo di supportare e rafforzare la voce delle comunità cristiane in Medio Oriente e valorizzare le buone pratiche, poiché da secoli esiste un dialogo interreligioso costruttivo in Medio Oriente e vogliamo impegnarci di più affinché i nostri cristiani in Medio Oriente rimangano nelle nostre terre e case e non siano costretti a migrare ”, così il Prof. Foad Aodi è intervenuto a margine dell’incontro.

“È nostra intenzione sviluppare un patto di amicizia tra i nostri comuni, per rafforzare il dialogo interreligioso in Medio Oriente – così è intervenuto Nabil Khoury, Presidente del Comitato dei Lavori di Kfarnabrakh – oggi ho portato in dono al Sindaco Pascucci il “pane della pace”, invitandolo a venire in Libano con una delegazione del Comune di Cerveteri e di Uniti per Uniti .Vogliamo che questa iniziativa porti a uno scambio culturale attraverso cui le famiglie e i giovani di Cerveteri possano essere ospitati da noi in Libano e lo stesso possano fare i cittadini di Kfar Nabrakh in Italia”.

“Incontri e scambi culturali come questi – ha affermato Padre Abdo Raad dell’Associazione Annas Linnas – sono fondamentali per abbattere i pregiudizi e per favorire la cooperazione e il dialogo attraverso la condivisione della cultura, dello sport, della sanità,dell’agricoltura e dei prodotti tipici dei diversi paesi del mondo. Le differenze sono sempre un arricchimento per i popoli”.

Al termine dell’incontro il Sindaco Pascucci accompagnato dall’assessore alla Cultura e lo Sport Federica Battafarano, ha concluso: “Spero che questo incontro, come quello con il Sindaco di Taybeh, sia l’occasione per una serie di attività di cooperazione tra i nostri comuni. Ringrazio il Prof. Foad Aodi per avere promosso i due incontri e per aver fatto sì che Cerveteri sia riconosciuta come una Città della pace e della cooperazione anche grazie all’incarico di Aodi come membro del Focal Point per l’integrazione in Italia per l’alleanza delle Civiltà UNAOC -organismo – ONU. Anche l’Unesco, di cui il nostro Comune è orgogliosamente membro, ha tra le sue priorità quella di impegnarsi a costruire i presupposti per garantire la pace internazionale e la prosperità dei popoli promuovendo il dialogo interculturale. Cerveteri, con iniziative come queste, sta solo facendo ciò che ogni Comune membro dell’Unesco dovrebbe realizzare in un momento storico, come quello attuale, in cui una parte della politica non vuole affrontare in maniera seria e non strumentale, il tema dell’accoglienza. Cerveteri è una città che ha nelle sue radici etrusche l’attitudine e la predisposizione al dialogo e alla cooperazione e pertanto raccogliamo con grande piacere l’invito della città di Kfar Nabrakh per lanciare insieme un messaggio di pace, unità e speranza.”

Fabrizio Federici

Ius soli, basta con le strumentalizzazioni politiche

Ius soli-Italia

“Tantissimi nostri sono scesi in piazza per dire #Siussolitemperato e #Noallestrumentalizzazionipolitici. Il grado della Civiltà e Democrazia di un Paese si vede dalle sue leggi. Proprio perché crediamo fermamente nella civiltà e democrazia italiane, chiediamo di approvare la legge sulla cittadinanza senza più ritardi e false illusioni. Siamo stanchi della personalizzazione della politica da parte di alcuni deputati italiani e d’ origine straniera, stanchi di chi erge i muri contro le persone per fare carriera sulle spalle della seconda generazione”.

Questo il commmmento di Foad Aodi, Presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e dell’Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (AMSI), da Montecitorio. “Noi sosteniamo da anni -aggiunge – la proposta di cittadinanza temperata ai figli degli immigrati; i nostri movimenti han partecipato e hanno sostenuto la manifestazione del 13 ottobre a Roma. Ormai da anni assistiamo al tira e molla, a titoli di giornali pro o contro questa proposta di legge, senza che mai si traduca in pratica.

Noi proponiamo, da anni, una cittadinanza breve per chi lavora in Italia da 5 anni e rispetta le leggi italiane, conoscendo la lingua e cultura italiane, per poter risolvere anzitutto la questione dei concorsi pubblici che richiedono l’obbligo della cittadinanza: un segno del rispetto dei diritti civili e delle pari opportunità. Lo stesso vale per i figli degli immigrati: questa legge può’ facilitar la loro integrazione, e combattere le pericolose crisi d’identità, che a volte questi ragazzi affrontano appunto intensificando il loro legame con lo Stato italiano”.

Aodi conclude rivolgendo un appello, a tutta la politica italiana, di trovare “una sintesi per l’interesse comune: senza strumentalizzazioni politiche sulla pelle degli immigrati”.

Fabrizio Federici