Fondi Lega, Salvini: “Provano a bloccare il mio lavoro”

salvini-bossi-ape10“Dunque la Lega è colpevole. 49 milioni, un bel gruzzolo. Il partito che espose il cappio in aula, che ha urlato la sua diversità. Tutto falso: più uguale degli altri. Voglio essere chiaro: io resto garantista e aspetto l’ultimo grado di giudizio. Ma Lega e grillini non lo sono mai stati”, scrive il segretario del Psi, Riccardo Nencini su Facebook, spiegando: “E allora mi aspetto che Di Maio chieda a Salvini di farsi da parte e che Salvini, prima che Di Maio glielo chieda, si comporti come ha consigliato di fare ad altri nelle sue condizioni”.
La sentenza è arrivata e non ha portato sorprese. Il tribunale del Riesame ha accolto il ricorso della procura sul sequestro dei fondi della Lega in relazione alla truffa ai danni dello stato, stimata in 49 milioni, per rimborsi elettorali non dovuti dal 2008 al 2010 per cui sono stati condannati in primo grado Umberto Bossi, l’ex tesoriere Francesco Belsito e tre ex revisori dei conti. Al momento i fondi sequestrati ammontano a circa 3 milioni e ora nelle casse del partito ci sono poco più di 5 milioni.
Nelle stesse ore in cui tutte le agenzie battevano la notizia, Matteo Salvini, restava però ancorato al suo programma elettorale contro l’immigrazione e ha twittato: “Confronto 2018-2017, sbarchi in agosto: -65%! Io ce la metto tutta, #dalleparoleaifatti”.
Ma nelle ore successive Salvini ha iniziato però a puntare sugli italiani e sul vittimismo:
“Lavoro per la sicurezza degli Italiani e mi indagano per SEQUESTRO DI PERSONA (30 anni di carcere), lavoro per cambiare l’Italia e l’Europa e mi bloccano tutti i conti correnti, per presunti errori di dieci anni fa. Non mollo, lavoro ancora più duro.
Sorridente e incazzato”.

La decisione del Riesame segue al provvedimento della Cassazione, che a giugno scorso ha ordinato il sequestro dei 49 milioni di euro della Lega, ovunque custoditi, ma anche presenti e futuri. Secondo la Corte la Lega avrebbe dovuto restituire i 49 milioni di euro allo Stato, per la vasta truffa del leader del Carroccio Umberto Bossi. Conti correnti bancari, libretti e depositi: per i giudici era necessario un sequestro “per equivalente ovunque e presso chiunque custodito”. La Corte ha, dunque, riconosciuto ai pm di Genova la possibilità di porre i sigilli sui capitali del Carroccio di Matteo Salvini “ovunque e prezzo chiunque custodito”.

Dalla parte del Carroccio, alcuni vecchissimi alleati di Governo come Maurizio Lupi (Ap), ma adesso per la Lega punta a impugnare la decisione e ricorrere ancora in Cassazione.

Fondi Lega, tutto rinviato. Salvini, no a cambio nome

Salva LegaÈ stato tutto rinviato a domani. I giudici del Riesame di Genova si sono riservati la decisione sul sequestro dei fondi della Lega, dopo l’udienza di oggi sul sequestro dei fondi della Lega dopo la condanna del senatore Umberto Bossi, dell’ex tesoriere Francesco Belsito e di tre ex revisori contabili del Carroccio per la truffa alla Stato sui rimborsi elettorali dal 2008 al 2010, stimata in 49 milioni.
“Abbiamo depositato una consulenza per dimostrare che i soldi che la Lega ha in cassa ora sono contributi di eletti, donazioni di elettori e del 2 per mille della dichiarazione dei redditi. Sono somme non solo lecite ma che hanno anche un fine costituzionale: consentono al partito di perseguire le finalità democratiche del Paese”, ha detto l’avvocato della Lega Giovanni Ponti che ha aggiunto: “Affermare che sono profitto del reato è un non senso giuridico, ma ci rimettiamo alla decisione del tribunale”.
Poche ore prima della decisione di far slittare tutto, il leader della Lega, Matteo Salvini ha ribadito: “Non saranno i giudici a decidere per il primo partito in Italia – ha spiegato al Sole 24 Ore -. Sono fiducioso nella magistratura e nei successivi gradi di giudizio. In ogni caso non ci saranno congressi o cambiamenti di nome ma non rimarremo con le mani in mano”.
Tuttavia restano i timori di quanti come Giorgetti aveva fatto sapere: se i magistrati dovessero decidere di estendere il blocco anche alle somme che entreranno in futuro nelle casse del Carroccio fino a raggiungere la quota di 49 milioni di euro a quel punto il partito, almeno come lo conosciamo, “non potrebbe più esistere”, nonostante l’ottimismo di Salvini.
Era stata la Cassazione ad aprile a rinviare al Riesame dopo avere accolto la richiesta della Procura di poter sequestrare fondi del Carroccio, oltre a quelli già trovati. I giudici potrebbero accogliere quanto stabilito dalla Cassazione e dare il via libera alla procura, anche se questa decisione può essere impugnata dalla Lega

TIRARE DRITTO

Salvini premierMatteo Salvini appare sicuro e tranquillo, nonostante siano arrivate nuove accuse a suo carico per la questione della Nave Diciotti. “Rischio 30 anni di galera per avere difeso il diritto alla sicurezza degli Italiani? Sorrido, lavoro ancora di più e tiro dritto” scrive sui canali social il ministro dell’Interno, commentando l’aggravarsi della sua posizione e di quella del suo capo di gabinetto Matteo Piantedosi. Ma non è la sola imputazione che grava sul capo del Ministro. Tra qualche giorno (il 5 settembre) è attesa anche la sentenza del Tribunale del riesame di Genova in merito al sequestro dei conti del Carroccio a seguito della condanna per truffa ai danni dello Stato a carico di Umberto Bossi e Francesco Belsito.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, afferma preoccupato: “Se il prossimo 5 settembre il Tribunale del riesame deciderà di requisire tutti i futuri proventi che affluiscono nelle casse della Lega, e che sostanzialmente sono i versamenti dei parlamentari e dei consiglieri, allora il partito non potrà più esistere perchè non avrà più soldi”. Giorgetti ha spiegato che “i soldi che avevamo sono stati presi dalla magistratura, quindi noi non abbiamo più niente, in questo momento”.
La decisione del Tribunale potrebbe mettere un punto definitivo al Partito del Senatur che senza un soldo è destinato a morire, ma secondo indiscrezioni del Corriere, il vicepremier sarebbe già pronto a una soluzione alternativa, ovvero mettere insieme tutto il centrodestra in unico partito. Tuttavia una soluzione, come ricordato da Lettera 43, era stata già trovata: “la Lega ha già tentato in diversi modi di garantire la sopravvivenza del partito anche dopo l’eventuale sequestro, secondo i magistrati facendo transitare soldi dalle casse nazionali a quelle regionali. Non solo: la Lega sono già due partiti, ad esempio, nelle dichiarazioni per il due per mille: la Lega Nord e la Lega Salvini premier”.
Ma per il segretario del Partito Socialista, Riccardo Nencini, in realtà lo scopo del Capo del Viminale sarebbe altro, in effetti il divario con i cinquestelle al Governo non sembra voler diminuire. Inoltre sempre secondo un deputato citato dal Corriere tutto avverrebbe dopo le elezioni di maggio: “Dopo le elezioni europee di maggio, potrebbe avere un senso. Con in mano risultati abbaglianti, senza più una concorrenza nel centrodestra, Salvini potrebbe verosimilmente tentare la corsa alla presidenza del Consiglio da solo”.
“Salvini si è sempre lasciato aperte due strade. Lo fa anche oggi con il lancio del progetto di un partito unico di destra: opa su Forza Italia, indebolita, e sulla Meloni, partito in crisi. Se riceve un no, offre un alibi ai tanti eletti berlusconiani per trasmigrare sotto le sue bandiere, prosegue nell’alleanza coi grillini, la condiziona. Se riceve un si, potrebbe puntare a elezioni anticipate spostando l’asse della coalizione sulla destra radicale. Comunque vada, Berlusconi è in un angolo”. È quanto si legge in un post su Facebook di Riccardo Nencini, segretario del Psi. “Non vedo perché la sinistra riformista non debba valutare la possibilità di costituire in Italia un vasto fronte sostenuto dalle culture popolare e socialista (aperto anche a Forza Italia). Proprio la strada tracciata da Turati un secolo fa. Lo avessero ascoltato…”, ha concluso.

Nel frattempo la Procura di Agrigento ha trasmesso ai pm di Palermo il fascicolo d’indagine sul ministro dell’Interno Matteo Salvini e sul capo di gabinetto Matteo Piantedosi, indagati per il trattenimento illegale dei migranti soccorsi dalla nave Diciotti. A portare gli atti del procedimento, che entro 15 giorni la Procura di Palermo dovrà trasmettere al tribunale dei ministri con eventuali richieste, anche istruttorie, sarà la Guardia costiera a cui i pm agrigentini hanno delegato l’inchiesta.