Istat, è il sud Italia a trainare il Commercio con l’Estero

mezzogiorno commercioL’Istat ha comunicato oggi i dati sulle esportazioni delle regioni italiane. Secondo l’Istat, nel primo trimestre 2017, rispetto ai tre mesi precedenti, l’export risulta in crescita in tutte le ripartizioni territoriali: +4,4% per l’Italia meridionale e insulare, +2,5% per l’Italia centrale, +1,8% per le regioni nord-occidentali e +1,4% per quelle nordorientali.
La media Istat vede primeggiare l’Italia meridionale ed insulare nonostante il contributo negativo fornito da Basilicata (-10,5%) e Molise (-53,4%).
Nel comunicato Istat si legge anche: “Tra le regioni che forniscono un contributo positivo all’incremento delle esportazioni nazionali si segnalano Lombardia (+8,6%), Piemonte (14,1%), Emilia-Romagna (+8,9%), Veneto (+7,1%), Toscana (+10,1%), Sicilia (+37,6%), Sardegna (+79,0%), Lazio (+11,4%), Liguria (+23,1%) e Friuli-Venezia Giulia (+9,7%).
Rispetto al primo trimestre 2016, nel periodo gennaio-marzo 2017 si rilevano dinamiche di crescita dell’export intense e diffuse. A fronte di un aumento medio nazionale del 9,9%, l’incremento delle vendite sui mercati esteri risulta di maggiore intensità per le regioni delle aree insulare (+50,6%) e nord-occidentale (+10,7%). È comunque sostenuto per le regioni dell’area centrale (+8,7%) e nord-orientale (+8,2%) mentre risulta più contenuto per l’area meridionale (+0,6%).
Nel primo trimestre 2017, l’aumento tendenziale delle vendite di autoveicoli dal Piemonte e di prodotti petroliferi raffinati da Sicilia e Sardegna contribuisce alla crescita dell’export nazionale per 1,6 punti percentuali.
Nello stesso periodo, la diminuzione delle esportazioni di autoveicoli dalla Basilicata, di mezzi di trasporto – autoveicoli esclusi – dalla Lombardia e di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti dal Molise fornisce un contributo negativo per quasi mezzo punto percentuale alle vendite nazionali sui mercati esteri.
Le vendite dalla Lombardia e dal Lazio verso la Germania, dal Piemonte verso la Cina e dalla Lombardia verso gli Stati Uniti forniscono un impulso positivo all’export nazionale, mentre flettono le vendite del Lazio verso il Belgio e dell’Emilia-Romagna verso i paesi OPEC.
Nei primi tre mesi dell’anno, la positiva performance all’export delle province di Milano, Torino, Gorizia, Frosinone, Siracusa e Cagliari contribuisce positivamente all’export nazionale. I maggiori contributi negativi provengono da Trieste e Latina”.
L’incremento dell’esportazione dei prodotti petroliferi dalla Sicilia e dalla Sardegna ha sicuramente un impatto positivo sulla crescita dell’export e sull’economia nazionale. Tuttavia, non ha una incidenza significativa nelle stesse Regioni per la crescita del mercato del lavoro.

Salvatore Rondello

Gian Franco Schietroma
Frosinone. Soddisfazione
per esito elezioni

Gianfranco SchietromaIl notevole consenso ottenuto a Frosinone, alle elezioni provinciali, dalla lista “A difesa del territorio” voluta e organizzata dal Psi, conferma che esiste senza alcuno dubbio lo spazio politico per una articolazione plurale del centrosinistra. Anzi, anche per evidenti ragioni democratiche, è davvero opportuno che il centrosinistra non venga rappresentato soltanto dal Pd.

Noi socialisti, quindi, siamo particolarmente soddisfatti per aver promosso con successo questa nuova iniziativa politica, che ha riportato il  13,3% dei voti, ottenendo l’elezione di un consigliere provinciale e sfiorando per pochissimo il secondo seggio.

Un sentito grazie  va ai sindaci ed ai consiglieri comunali che hanno votato lista “A difesa del territorio”, ai dodici candidati per il loro fondamentale  impegno, alle forze civiche e politiche che hanno appoggiato la lista, quali Sinistra Italiana, Sel, Possibile e Pci. Desidero rivolgere i migliori auguri di buon lavoro al neoconsigliere provinciale Luigi Vacana, sicuro che egli saprà continuare egregiamente l’azione politica del padre prof. Gerardo, indimenticabile e apprezzatissimo amministratore provinciale socialista democratico.

Un ringraziamento particolare va al consigliere uscente Gianni Bernardini per l’ottimo lavoro svolto in questi due anni e senza il quale sarebbe stato impossibile presentare la lista “A difesa del territorio”. Con Gianni protagonista faremo insieme altre importanti battaglie a difesa dei cittadini e per l’affermazione degli ideali di giustizia sociale propri del nostro Partito.

Da ultimo, anche in considerazione dell’esito del referendum costituzionale, auspico vivamente che, la prossima volta, il Presidente della Provincia ed il Consiglio provinciale tornino ad essere eletti direttamente dai cittadini.

Gian Franco Schietroma
Coordinatore Segreteria nazionale Psi

Serie A, cala il sipario: ecco le pagelle

buffonNella 38esima e ultima giornata sono arrivati gli ultimi verdetti del campionato: Napoli secondo e direttamente in Champions League, la Roma dovrà passare attraverso i preliminari. Sassuolo sesto e vicino a uno storico traguardo: se il Milan non vincerà la Coppa Italia sabato prossimo contro la Juventus, per gli emiliani sarà Europa League. In serie B, dopo Verona e Frosinone, va anche il Carpi, retrocesso a testa altissima. Vediamo, squadra per squadra, tutte le pagelle.

Juventus 9 – Per i bianconeri quinto scudetto consecutivo, sembra quasi una formalità. Ma chi se lo aspettava a ottobre, quando la Vecchia Signora si trovava lontanissima dalle zone alte della classifica? Poi un’entusiasmante rimonta, il record di imbattibilità di Buffon (973 minuti) e il Tricolore festeggiato in anticipo. Una finale di Coppa Italia ancora da disputare, grande rammarico per l’eliminazione in Champions subita dal Bayern. Il nuovo ciclo dopo le partenze di Tevez, Pirlo e Vidal è partito alla grande. Chapeau.

Napoli 8 – Tra le grandi è quella che ha sorpreso di più. Merito di Sarri, che in poco tempo ha spazzato via lo scetticismo intorno a lui, e soprattutto di Higuain, autentico cecchino, entrato nella storia toccando quota 36 reti in serie A (battuto il record di Nordahl, che si era fermato a 35). Male in Coppa Italia, si poteva fare di più anche in Europa League, ma la rosa era troppo corta per arrivare in fondo a tutte e tre le competizioni.

Roma 6 – Come accade da troppi anni, i giallorossi partono con grandi ambizioni, ma finiscono per fare da spettatori ai trionfi altrui. Con questa Juve è dura per tutti, ma soprattutto a inizio anno, quando i bianconeri erano in grave difficoltà, c’era la ghiotta opportunità di essere protagonisti. Invece il ciclo di Rudi Garcia era finito e qui ha sbagliato la società ad averlo capito troppo tardi. La musica infatti è cambiata con l’arrivo di Spalletti, che ha portato gioco e risultati, ma in generale il bicchiere è mezzo vuoto. Imbarazzante la figura in Coppa Italia, male anche in Champions.

Inter 5,5 – Tanti rimpianti in casa nerazzurra. Sulla carta la rosa è meno forte delle prime tre, anche per alcuni acquisti che non hanno rispettato le aspettative (Kondogbia e Jovetic su tutti), ma a Natale la squadra di Mancini era prima in classifica e l’inizio del girone di ritorno è stato un incubo. Sfortunata eliminazione in Coppa Italia ai rigori contro la Juventus, ma in generale serve qualcosa in più per tornare a vincere.

Fiorentina 6 – Storia simile a quella dell’Inter: grande avvio di stagione, poi piano piano i viola si sono spenti. Forse la squadra ha risentito delle ruggini tra Paulo Sousa e la società (nel mercato di gennaio si poteva fare di più), ma la stagione resta positiva e in linea con la qualità della rosa.

Sassuolo 8 – La grande sorpresa del campionato. Che la squadra emiliana non fosse più una Cenerentola, ma una solida realtà già si era capito nello scorso campionato. Ma qui si è alzata l’asticella ben oltre le aspettative: merito di Eusebio Di Francesco che ha gestito al meglio il gruppo, facendo crescere tanti giovani di cui si parlerà in futuro. Se sarà Europa League dipenderà dalla Juventus (deve battere il Milan in finale di Coppa Italia), ma non cambierà di una virgola un lavoro estremamente positivo.

Milan 4,5 – L’ennesimo disastro. Eppure quest’estate la società aveva investito molto (circa 90 milioni). Per quanto l’esonero sia stato ingiusto, Mihajlovic non è riuscito a dare la scossa. Di alibi ce ne sono tanti: dalle continue voci della cessione societaria ai cinesi al ritorno flop di Balotelli. I tifosi non ne possono più. E hanno ragione.

Lazio 4 – La grande delusione. Troppo poco l’ottavo posto in campionato e soprattutto pessima figura in Europa League con l’eliminazione casalinga contro lo Sparta Praga. Ci s’è messa di mezzo la sfortuna con tantissimi infortuni (pesante l’assenza di De Vrij per tutto l’anno), ma la società, come spesso capita, si è mossa malissimo sul mercato creando uno strappo sempre più profondo con la tifoseria.

Chievo 7,5 – Un’altra bellissima sorpresa: chi se lo aspettava che la squadra di Maran potesse finire nella parte sinistra della classifica? Bravo il tecnico che, senza fuoriclasse, ha creato un gruppo unito e compatto e brava la società ad affidarsi a ‘vecchietti’ dal sicuro rendimento, su tutti il portiere Bizzarri, 38 anni. Un esempio da seguire.

Empoli 7,5 – Estate 2015: via Sarri, via Rugani, via Valdifiori. Nonostante la partenza dell’allenatore e di due pilasti della squadra, il club toscano è riuscito a fare meglio, ottenendo il decimo posto, miglior piazzamento di sempre in serie A. Grande rivincita per il tecnico Giampaolo, che ha fatto meglio del suo predecessore, tanto da meritarsi le attenzioni del Milan.

Genoa 6,5 – Stagioni di alti e bassi, conclusa comunque in crescendo, grazie soprattutto alla vittoria 3-0 nel derby contro la Sampdoria nella penultima giornata. Come spesso capita, il fattore ‘Marassi’ ha fatto la differenza. Male alcune scommesse di mercato (da Pandev a Diego Capel), ma c’è stata l’esplosione di Pavoletti, oltre agli ottimi campionati di Laxalt, Ansaldi e Suso.

Atalanta 6,5 – Avvio ottimo, fino a dicembre la squadra ha retto bene. Poi ha risentito della cessione eccellente di Maxi Moralez, non vincendo più una partita per diversi mesi. Ma nel finale di campionato c’è stata la nuova accelerata e la squadra non ha mai lottato per la salvezza. Emozionante il saluto di Bellni.

Torino 5,5 – Lo ha ammesso lo stesso Ventura: è la stagione del rammarico. Dall’importante mercato estivo era lecito aspettarsi qualcosa di più. Ma la squadra è giovane e potrebbe togliersi delle soddisfazioni nel prossimo anno. Qualche innesto però sarà necessario.

Bologna 6 – Inizio negativo, poi l’arrivo di Donadoni ha cambiato tutto: salvezza ottenuta con anticipo, Destro si è svegliato e Giaccherini ha superato i problemi fisici facendo la differenza. Nel complesso bene considerando che la squadra rossoblù era una neopromossa dalla B.

Sampdoria 4,5 – Che fosse una stagione negativa si era capito dalla clamorosa eliminazione dai preliminari di Europa League contro i serbi del Vojvodina a luglio. Via Zenga, Montella non ha dato i risultati sperati. La società ha ceduto, Soriano a parte, i pezzi migliori nel mercato di gennaio e i nuovi acquisti hanno deluso. Annata da dimenticare.

Udinese 5 – L’obiettivo è stato raggiunto, la salvezza. Ma la squadra raramente ha giocato bene in questo campionato e pensare che nella prima giornata i friulani avevano espugnato lo Juventus Stadium. Una rondine non fa primavera.

Palermo 5 – La società meriterebbe un voto ancora peggiore per i continui cambi di allenatore che hanno solo creato confusione. Chiama uno, richiama un altro, alla fine Ballardini ha messo le cose a posto, ma si è rischiato un clamoroso harakiri.

Carpi 6 – Voto altissimo per Castori, la retrocessione è colpa della società. Il tecnico artefice della promozione è stato infatti cacciato troppo presto e, una volta richiamato, per un pelo non ha sfiorato il miracolo salvezza. Si torna in B a testa altissima.

Frosinone 5,5 – La rosa era quello che era, tutti sapevano che la salvezza sarebbe stata un mezzo miracolo. Lo hanno capito i tifosi, esemplari nel sostenere i ciociari anche quando è arrivato matematicamente il verdetto della retrocessione: scene a cui, purtroppo, non siamo abituati.

Verona 4 – Dopo tre stagioni, si torna in B. Il campionato perde una piazza importante e le maggiori responsabilità sono della società, che ha tenuto per troppo tempo Mandorlini (storico allenatore della doppia promozione dalla Lega Pro alla A) prima di capire che il suo ciclo era arrivato al capolinea. Delneri ha fatto il possibile, un lavoro più che buono, ma non è bastato. Arrivederci a presto, Hellas.

Francesco Carci

La lezione del Frosinone: retrocedere a testa alta

tifosiI ciociari, dopo appena un anno, salutano aritmeticamente la Serie A. Ma, al termine della partita, tutto lo stadio applaude i giocatori, riconoscendo il tentativo di salvarci fino all’ultimo. Una bellissima scena a cui il calcio italiano non è abituato e che invece dovrebbe farne tesoro per il futuro. Emozionanti anche gli addii al calcio di Toni e Bellini e il saluto di Pasqual alla Fiorentina.

FROSINONE – Retrocesso, ma a testa altissima. Per il Frosinone è stata una domenica triste: dopo il ko casalingo 0-1 contro il Sassuolo, è infatti arrivata la matematica retrocessione in Serie B. La (pessima) consuetudine italiana in questi casi è purtroppo nota: contestazione dei tifosi, la maggior parte delle volte che sfocia in violenza, giocatori rinchiusi negli spogliatoi e scortati dalle forze dell’ordine e minacce degli ultrà ai dirigenti. Al ‘Matusa’ di Frosinone nulla di tutto ciò: i cori e gli applausi sono continuati anche al termine dell’incontro. Il pubblico, dimostrando grande maturità, ha compreso infatti come i ragazzi di Stellone c’abbiano provato fino all’ultimo: d’altronde si sapeva dall’inizio che non sarebbe stato facile, per una squadra di provincia e non abituata alla A, competere con piazze come Bologna, Udine o Genova. ‘’Ci siamo goduti questo anno, grazie per averci fatto assistere a gare contro Juventus, Milan, Roma ecc…’’, è il senso del messaggio dei tifosi. Con questa base, riprovare già dal prossimo anno il ritorno nella massima serie è una certezza assoluta. Per una volta il calcio italiano si è avvicinato allo stile di quello inglese: grazie Frosinone!
GIORNATA DI ADDII – L’esempio del pubblico del Frosinone non è stato l’unico episodio piacevole in questo penultimo turno di campionato. Una volta tanto, ci piace raccontare di gesti valorosi, anche se con una vena malinconica. Parliamo infatti dell’addio al calcio di Luca Toni, uno dei centravanti più forti della storia italiana. Alla soglia dei 39 anni, Toni ha deciso di appendere le scarpe al chiodo e nella sua ultima partita, il sorprendente 2-1 del Verona contro la Juventus, l’attaccante dell’Hellas ha trovato un modo originale di siglare la sua ultima rete della carriera: tirando un calcio di rigore con il ‘cucchiaio’, marchio di fabbrica di Francesco Totti. Chiudere così è stata la ciliegina sulla torta. Grande festa anche a Bergamo per l’addio di Gianpaolo Bellini, storica capitano dell’Atalanta. Non parliamo di un campione, come da lui stesso ammesso, ma di un ottimo terzino che è rimasto fedele per 18 anni alla maglia nerazzurra: l’allenatore Reja lo ha definito ‘’un grande uomo, prima che un grande calciatore. E un esempio per tutti i giovani’’. Difficile dargli torto, Bellini rappresenta una di quelle bandiere sempre più rare nel calcio. Storia simile per Manuel Pasqual, che dopo 11 anni ha chiuso la sua esperienza con la Fiorentina. Anche in questo caso inevitabili lacrime di commozione e grande tributo del pubblico viola per quello che è stato per diversi anni il capitano della squadra toscana. Il calcio riesce a regalare ancora emozioni e bellissime storie.

Francesco Carci

Serie A. La Juventus
vede lo scudetto

Gonzalo Higuaín

Gonzalo Higuaín

Serie A. Napoli, incubo bianconero: la Juventus vede lo scudetto

Gli azzurri di Sarri perdono 3-1 a Udine (e Higuain perde la testa dopo l’espulsione) e vedono scappare a +6 la Vecchia Signora. La Roma vince il derby, che costa la panchina al tecnico della Lazio, Pioli. Malissimo le milanesi: l’Inter dice addio alle speranze Champions, il Milan cade a Bergamo e va in ritiro punitivo. In coda, sconfitte per Carpi, Palermo e Frosinone.

Nell’arco delle 38 giornate di campionato, ce ne sono alcune cruciali che verranno ricordate a fine torneo. La 31esima sarà indubbiamente una di queste, perché ha certificato alcune sentenze. La prima su tutte è che la Juventus è vicinissima al quinto scudetto consecutivo: merito dell’1-0 rifilato all’Empoli sabato sera, ma soprattutto della sconfitta per 3-1 del Napoli a Udine. Per i partenopei, ora a -6 dalla Vecchia Signora a sette giornate dalla fine, da registrare anche l’espulsione di Higuain: il capocannoniere del campionato, dopo aver rimediato la seconda ammonizione, ha perso le staffe con l’arbitro Irrati e ora rischia una lunga squalifica. Dunque, un weekend da dimenticare per i campani, che ora devono difendere il secondo posto dalla rimonta della Roma.

LAZIO, ESONERATO PIOLI – I giallorossi, infatti, si sono aggiudicati il derby capitolino per 4-1. Un poker che è costato la panchina al tecnico biancoceleste, Stefano Pioli. Al suo posto è stato promosso l’allenatore della Primavera, Simone Inzaghi. Parlavamo di sentenze: la Lazio ha fallito l’occasione di riscattare, almeno in parte, una stagione molto deludente, mentre, a meno di un clamoroso harakiri, la Roma si è guadagnata la quasi certezza di arrivare tra i primi tre posti in classifica. Anche perché le inseguitrici camminano invece di correre: la Fiorentina si è fatta fermare 1-1 in casa dalla Sampdoria dell’ex Montella. Per i viola la vittoria manca da cinque gare. E peggio ha fatto l’Inter.

MILANO, WEEKEND DA INCUBO – Altra sentenza: l’Inter ha fallito il proprio obiettivo stagionale. I nerazzurri sono stati sconfitti in rimonta 1-2 a San Siro dal Torino, dimostrando ancora una volta una pessima gestione del vantaggio e troppo nervosismo (espulsi Miranda e Nagatomo). Mancini a fine gara se l’è presa con l’arbitro ma, seppur non mostrava un gioco spettacolare, pesa l’involuzione della squadra rispetto alla prima fase del campionato. Non a caso, alla sosta natalizia, l’Inter era in testa mentre ora si ritrova al quinto posto, a -8 dalla Roma. I cugini del Milan non se la passano meglio: i rossoneri hanno perso 2-1 a Bergamo contro l’Atalanta e l’ennesima prestazione sottotono ha fatto scattare la decisione del ritiro punitivo.

SALVEZZA, PERDONO TUTTE – Di tutti questi risultati negativi ne ha approfittato il Sassuolo, che nell’anticipo delle 18 del sabato si è aggiudicato per 3-1 il derby emiliano contro il Carpi. A sette giornate dalla fine, i ragazzi di Di Francesco coltivano ancora il sogno di raggiungere l’Europa. Non cambia nulla in coda alla classifica dove Palermo e Frosinone perdono in trasferta rispettivamente 3-1 contro il Chievo e 4-0 contro il Genoa (da segnalare la tripletta di Suso). Stasera il posticipo tra Bologna e Verona.

LA CLASSIFICA – Questa la classifica dopo la 31esima giornata

  1. Juventus 73
  2. Napoli 67
  3. Roma 63
  4. Fiorentina 56
  5. Inter 55
  6. Milan 49
  7. Sassuolo 48
  8. Lazio 42
  9. Chievo 41
  10. Genoa 37
  11. Atalanta 36
  12. Bologna* 36
  13. Empoli 36
  14. Torino 36
  15. Udinese 34
  16. Sampdoria 33
  17. Carpi 28
  18. Palermo 28
  19. Frosinone 27
  20. Verona 19*

      *una partita in meno

Francesco Carci

Serie A, la riscossa
delle “piccole” squadre

Cesena_Juve_pareggio

Cesena_Juve_pareggio

Nella settimana caratterizzata dalle polemiche dovute alla telefonata choc del presidente della Lazio, Claudio Lotito, in cui auspicava la mancata promozione in serie A di squadre come Carpi o Frosinone per il loro piccolo bacino d’utenza, spiccano i pareggi inaspettati (e ampiamente meritati) di Cesena e Parma contro Juventus e Roma. Napoli ko a Palermo, ne approfittano Fiorentina e Lazio.

TESTACODA INASPETTATI – Doveva essere un turno agevole per Juventus e Roma, impegnate rispettivamente a Cesena e in casa contro il Parma, le ultime due in classifica. E invece c’è stato un doppio, inaspettato passo falso: la capolista è stata bloccata 2-2 dai romagnoli (passati in vantaggio con Djuric e trovando nel finale la rete del pareggio di Brienza dopo la rimonta ospite con Morata e Marchisio). Pesante l’errore di Vidal che, a tempo scaduto, ha sciupato un calcio di rigore.
Peggio ha fatto la Roma, che non è andata oltre lo 0-0 all’Olimpico contro il Parma fanalino di coda e alle prese con enormi problemi societari. Per i giallorossi è il quinto pareggio consecutivo in casa e, inevitabilmente, al fischio finale è arrivata una pioggia di fischi. A completare il turno disastroso per le prime della classe c’ha pensato il Napoli, sconfitto sabato sera da un super Palermo. I rosanero si sono imposti al Barbera per 3-1 grazie ai gol di Lazaar, Vazquez e Rigoni, mentre per gli azzurri inutile la rete della bandiera di Gabbiadini.

BENE FIORENTINA E LAZIO – E così si riapre la corsa al terzo posto. Mentre la Sampdoria ha rallentato (ko 2-1 in casa del Chievo, in gol Izco e Meggiorini per i veneti e Muriel per i doriani), Fiorentina e Lazio hanno approfittato del ko del Napoli. I toscani hanno espugnato il Mapei Stadium battendo 3-1 il Sassuolo (doppietta di Babacar e Salah per i viola, Berardi per i padroni di casa), dimostrando di poter fare a meno di Cuadrado, passato negli ultimi giorni di mercato al Chelsea. I biancocelesti di Pioli sono tornati al successo dopo 2 ko e vincono 1-0 a Udine grazie al rigore (versione cucchiaio) dell’ex Candreva.

L’INTER SORRIDE, IL MILAN NO – Diverso lo stato d’animo per le due squadre di Milano. L’Inter ha colto la seconda vittoria consecutiva, sfatando il tabù di Bergamo dove non vinceva da 7 anni. Nel 4-1 all’Atalanta spicca la doppietta di Guarin oltre ai gol di Shaqiri su rigore e di Palacio, mentre per gli orobici rete del momentaneo pareggio di Maxi Moralez, poi uscito per infortunio. Se l’Inter è in ripresa, tutt’altri segnali ha dato il Milan, fermato 1-1 a San Siro da un ottimo Empoli (vantaggio rossonero con Destro, pari toscano di Maccarone). Prestazione inguardabile della squadra di Inzaghi, priva di gioco e alle prese con i soliti errori difensivi. Pokerissimo del Genoa al Verona: il modo migliore di prepararsi al derby ligure in programma sabato sera. Nel 5-2 ai veneti spicca la doppietta di Niang, oltre all’autogol di Agostini e alle marcature di Bertolacci e Perotti, mentre per i gialloblù doppietta dell’eterno Luca Toni. Infine, pareggio 1-1 tra Torino e Cagliari con i gol di Donsah ed El Kaddouri.

LA CLASSIFICA – Questa la classifica dopo la 23esima giornata
1. Juventus 54
2. Roma 47
3. Napoli 42
4. Fiorentina 38
5. Lazio 37
6. Genoa 35
7. Sampdoria 35
8. Palermo 33
9. Torino 32
10. Inter 32
11. Milan 30
12. Sassuolo 29
13. Udinese 28
14. Empoli 24
15. Chievo 24
16. Hellas Verona 24
17. Atalanta 23
18. Cagliari 20
19. Cesena 16
20. Parma 10

Francesco Carci

Continua l’ondata dell’anticiclone Scipione. Il colonnello Giuliacci: “Vi dico dove farà più caldo e come affrontare l’afa”

Il caldo dell’anticilone Africano torna a farsi sentire: secondo il Ministero della Salute infatti il picco sarà raggiunto nella giornata di giovedì e riguarderà in particolare le città di Brescia, Frosinone, Latina, Perugia, Rieti, Roma e Viterbo nelle quali si toccherà il livello 2 di caldo. Allarme arancione invece per le città di Bologna, Bolzano, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Milano, Pescara, Trieste, Venezia e Verona. Il colonnello Mario Giuliacci ha spiegato all’Avanti!online i meccanismi di quest’anticiclone, fornendo consigli per affrontare le condizioni meteorologiche che potrebbero rappresentare un rischio per la salute. Continua a leggere