A LIPSIA PER I 150 ANNI DELL’SPD IL VERTICE DEI SOCIALISTI. PAPANDREU E AYALA RISPONDONO A GABRIEL RILANCIANDO L’INTERNAZIONALE

Nencini-Lipsia-PES

Nel giorno in cui, a Lipsia, la Spd, partito cardine dell’Internazionale socialista e più grande partito socialdemocratico della storia, celebra il suo centocinquantesimo compleanno, i rappresentanti di 80 partiti, provenienti da ogni parte del mondo discutono del futuro del socialismo. Futuro al quale si guarda da tanti punti di vista, alcuni genuinamente rivolti a rilanciare la socialdemocrazia a livello mondiale, altri molto più interessati alle controversie interne e nazionali. Presente anche la cancelliera tedesca Angela Merkel, invitata dal presidente della Spd, Sigmar Gabriel, che ha partecipato alle celebrazioni in una sorta di clima da “grandi coalizioni” che pur non riduce il peso di quei tanti punti percentuali che separano l’Spd dalla Cdu della Cancelliera. Continua a leggere

G7: soluzioni globali per problemi globali ?

G7 finanzaSi è recentemente tenuto nei pressi di Londra il summit tra i Ministri finanziari del G7, il gruppo costituito dai sette Paesi più industrializzati del pianeta – Stati Uniti, Germania, Giappone, Francia, Italia, Regno Unito e Canada – la cui ricchezza netta complessiva rappresenta circa i due terzi della ricchezza mondiale. Il vertice, a cui per l’Italia ha partecipato il Ministro dell’Economia e Finanze Saccomanni, ha ritrovato quei caratteri di informalità che ne avevano caratterizzato le origini e si è focalizzato su quelle misure che le economie avanzate devono intraprendere per favorire la ripresa economica globale. I temi discussi sono stati così fondamentalmente tre. Continua a leggere

L’ITALIA NON E’ UN PAESE ALLO SBANDO

Napolitano

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, da Berlino lo dice chiaro e tondo. L’Italia non è allo sbando e non esiste nessun rischio di contagio verso altri paesi dell’Ue per una presunta instabilità. “Non abbiamo preso nessuna malattia” continua Napolitano sgombrando il campo dalle polemiche e dagli attacchi sollevati in queste ore circa la situazione del nostro Paese dopo le elezioni. Il nostro non è insomma un Paese allo sbando, né “senza governo”: in questo momento, l’esecutivo Monti è in carica, spiega Napolitano, e “rappresenterà l’Italia al consiglio europeo di metà marzo e lo farà in continuità con la sua azione e anche consultando le forze politiche” uscite dalle elezioni. Dalle urne, ha aggiunto il presidente, “è uscito un risultato elettorale complicato, ma tutti sono d’accordo sul fatto che per assicurasi un risultato che ci renda più tranquilli non è che ci si possa accordare prima” sull’esito delle elezioni. Continua a leggere

Il candidato cancelliere tedesco definisce “clown” Berlusconi e Grillo. Napolitano annulla l’incontro previsto

Napolitano-Monaco-GermaniaLa Germania da oggi è meno vicina. Sicuramente meno vicina ai cuori dei milioni di italiani che stimano e rispettano il loro presidente. Rispetto che, giustamente, pretende lo stesso Giorgio Napolitano dai suoi interlocutori oltre confine. Ieri sera a Berlino il presidente della Repubblica, in visita ufficiale in Germania, avrebbe dovuto incontrare Peer Steinbrueck, il candidato della Spd alla cancelleria nelle elezioni che si terranno a settembre. Avrebbe, appunto, visto che l’incontro è stato annullato perché Napolitano è stato oggetto di un duro attacco da parte del politico tedesco commentando le elezioni italiane. “Inorridisco per il fatto che abbiano vinto due clown, di cui uno con un alto livello di testosterone” aveva detto l’esponente socialdemocratico, riferendosi ai risultati elettorali di Grillo e Berlusconi. Ad aggravare dichiarazioni, già di per sé fuori luogo, è il fatto che queste siano venute da uno dei possibili successori della Merkel a cancelliere tedesco. Continua a leggere

La stampa estera: l’Italia sarà ingovernabile

Elezioni-stampa estera-rassegnaIl caotico risultato delle elezioni italiane, oltre ad aver spiazzato gli analisti italiani, ha in messo seria in difficoltà la stampa estera. I commenti sui siti web e sulle prime pagine già disponibili sono uniti dal giudizio comune, espresso più o meno severamente, che l’Italia rischia si avvia verso l’ingovernabilità. L’empasse italiana fa il giro del mondo, dunque. Differenti letture per un’uguale conclusione. Chi mette l’accento sul voto di protesta per Grillo, chi invece vede nell’austerity la causa, i principali quotidiani stranieri sono unanimi nel definire la situazione italiana bloccata in uno stallo. Continua a leggere

Lunedì nero per le borse: segnale negativo e spread in rialzo

Spread sale-Berlusconi

Le novità politiche del fine settimana di Italia e Spagna hanno iniziato a incidere sui Btp e i Bonos spagnoli, che già da ieri pomeriggio hanno registrato un aumento. Mentre Piazza Affari affonda e chiude con la performance peggiore in tutta Europa, lo spread, il differenziale tra Btp decennali italiani e gli omologhi Bund tedeschi, si impenna, chiudendo a 285 punti. Secondo il Wall Street Journal a pesare sulla caduta dei titoli bancari in tutta Europa vi sono le tensioni crescenti connesse alla situazione politica in Spagna, scossa dalla presunta corruzione che ha colpito il governo di Mariano Rajoy e il partito popolare. A rendere incerto il mercato internazionale influisce anche l’andamento pesante del Monte Paschi di Siena, al centro dello scandalo sui derivati, nonché l’incertezza legata alla campagna elettorale in Italia. Continua a leggere

Napolitano: «L’antisemitismo è un’aberrazione»

Napolitano-antisemitismoDopo l’uscita poco felice di Silvio Berlusconi, che aveva affermato, in merito alla persecuzione degli ebrei, che «l’Italia non ha le stesse responsabilità della Germania, ma ci fu una connivenza che all’inizio non fu completamente consapevole», arriva il Capo dello Stato a sgomberare il campo da ogni ambiguità e tentativo di riscrivere la storia. «L’antisemitismo» introdotto «in Italia dal fascismo» fu «un’aberrazione» ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al Quirinale per la Giornata della memoria, ribadendo «l’infamia delle leggi razziali del 1938». Continua a leggere

Intervista esclusiva dell’Avanti! Al Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz

Nell’idea dei Padri fondatori, l’Europa nacque come luogo di cooperazione. Un’entità in grado di rafforzare gli Stati del Vecchio Continente, a cui conferire uno spessore politico fondato su un modello di civiltà vasto, capace di accogliere, integrare e garantire la pace. Una risposta di democrazia alla tragedia della Seconda Guerra mondiale e alle incombenti minacce lanciate dalla Guerra Fredda. A distanza di settant’anni, quell’idea di Europa sembra sempre più riflettere necessità economiche generate dalla moltiplicazione dei bisogni, figlie di un sistema capitalistico liberista esasperato. Una deriva che poco ha a che vedere con l’idea fondante di progresso su cui si basava il progetto in cui milioni di persone hanno creduto e continuano a credere. L’immagine di piazza Syntagma è vista da molti come il monito di una promessa non mantenuta, di un seme che non germoglia. Di fronte all’incapacità del soggetto Europa di rispondere alla crisi economica mondiale attraverso un modello politico e sociale diverso, cresce “l’euroscetticismo” cavalcato da movimenti populisti e xenofobi che fanno leva sul malcontento e generati, secondo gli analisti più autorevoli, dalla mancata realizzazione dell’edificio politico comune o, piuttosto, alla perdita di senso delle sue radici fondanti. L’introduzione della moneta unica ha evidenziato le difficoltà di una Banca Centrale priva di poteri simili alla Federal Reserve statunitense, espressione di un’entità prima politica che economica. Di fronte all’introduzione dell’Euro sembra essere mancata una politica comune di controlli, di tassazione, di politiche attive economiche, industriali e di sostegno ai giovani. Manca un progetto unitario di welfare e di regole condivise del mercato del lavoro, che portino a pensare che l’Europa non sia solo un’entità meramente valutaria e mercantile. L’attuale combinazione di strette misure di controllo monetario lascia aperto l’interrogativo su cosa rappresenti oggi l’Europa, soprattutto in quei Paesi che subiscono l’azione dei mercati. Continua a leggere

Berlusconi: «Lo spread non importa», ma Squinzi lo bacchetta. Per i sondaggi è finita l’era del Cavaliere

«L’anticipo delle elezioni dovuto alle dimissioni di Monti è risibile perché si tratta di poco più di un mese, quindi non c’è una ragione vera per la quale i mercati si debbano agitare. Per quanto riguarda lo spread, ma smettiamola di parlare di quest’imbroglio, di spread non si era mai sentito parlare, se ne è sentito parlare soltanto da un anno e che cosa ci importa di quando (quanto? ndr) gli interessi che il nostro debito pubblico paga a chi investe nei nostri titoli rispetto a quello che pagano gli investitori che investono nel debito pubblico tedesco». O vuole fare populismo di basso livello e cerca di conquistare la casalinga di Voghera o, impegnato com’era a risolvere le sue beghe non ha mai avuto tempo di farsi spiegare cosa sia lo spread. Sì, perché Berlusconi, con quest’affermazione rilasciata alla trasmissione “La telefonata” di Maurizio Belpietro, non sa, o finge, di non sapere che lo spread ci interessa, e come. È vero la parola prima non si conosceva, o meglio aveva un altro nome. Semplicemente si chiamava interesse che lo Stato paga quando chiede soldi in prestito per finanziarsi. Oggi, in tempi di Unione Europea, questo tasso si misura in termini “comparati” rispetto a quello tedesco, considerato il più stabile e si chiama, appunto, spread, cioè differenziale. Continua a leggere

Spread sotto i 300 punti, l’Italia respira. Atene prepara piano salva-Grecia e Merkel tende la mano

L’Italia respira. Per la prima volta dal marzo scorso lo spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi è al di sotto di quota 300. Con un differenziale di 296 punti, anche il rendimento dei titoli italiani torna al livelli che non si registravano dal dicembre di due anni fa, attestandosi su un tasso di 4,3%. Una boccata d’aria per l’Italia investita dai “venti” di ottimismo che spirano dall’Europa dopo l’apertura di Berlino verso la possibilità di un taglio del debito greco. Per la prima volta, infatti, la cancelliera tedesca Angela Merkel, dalle pagine del giornale “Bild am Sonntag”, ha lasciato intendere che il debito di Atene potrebbe essere cancellato nel giro dei alcuni anni. Nel frattempo, Berlino ha anche annunciato che l’obiettivo del pareggio di bilancio arriverà già per fine anno. Chiusura positiva per Piazza Affari e per le principali borse Europee. Continua a leggere