La sinistra divorata dal Movimento 5 Stelle

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Sinistra estinta o quasi. «Di quanto stiamo sprofondando?». Massimo D’Alema alla vigilia delle elezioni politiche del 4 marzo non era ottimista. Sembra che si rivolse con un certo pessimismo a un sondaggista. Andò peggio delle più buie previsioni: l’ex segretario del Pds-Ds e già presidente del Consiglio, candidato nelle liste di Liberi e Uguali, non riuscì nemmeno a farsi rieleggere nel suo tradizionale collegio del Salento ed è rimasto fuori del Parlamento.

Sinistra estinta o quasi. I risultati elettorali sono stati catastrofici per tutti: centro-sinistra, sinistra riformista, radicale e antagonista. Alle politiche c’è stata la disfatta della sinistra e del centro-sinistra travolti dal M5S (salito al 32% dei voti) e dalla Lega (oltre il 17%). È stato annientato tutto il fronte progressista. Il Pd di Matteo Renzi franò al 18,7% dei voti dal 40,8% del 2014. Liberi e Uguali, la sinistra critica di Bersani-D’Alema-Speranza-Fratoianni-Civati ottenne appena il 3,3%. La lista dei radicali di Emma Bonino spuntò il 2,5%. La sinistra antagonista di Potere al popolo incassò un impietoso 1,1%. L’alleanza tra il Psi di Riccardo Nencini, i Verdi di Angelo Bonelli e i prodiani di Giulio Santagata registrò solo un terrificante 0,60%. I centristi della Lorenzin totalizzarono un agghiacciante 0,50%.

Alcuni indicavano il rischio dell’estinzione ed è finita proprio così: la sinistra, in tutte le sue molteplici espressioni, è stata quasi cancellata. Le scissioni a catena e le divisioni sono una delle cause del disastro. Il comico Corrado Guzzanti, nei panni di monsignor Florestano Pizarro a La7 Propaganda Live, ha ironizzato: esiste «una sinistra lesionista e una autolesionista», si scindono sempre.

Ma il problema non è solo quello della frammentazione, della mancata unità. C’è anche un problema di programmi, di identità politica, di sradicamento sociale e di leadership. La sinistra ha perso il suo elettorato tradizionale, quello operaio, proletario e popolare e non ha conquistato quello moderato. Il governo di Matteo Renzi ha deluso, ha deluso il Pd fondato nel 2007 da Walter Veltroni, hanno deluso le sinistre riformiste, critiche ed antagoniste. Così i disoccupati, i precari, i lavoratori, i pensionati, gli intellettuali hanno cambiato strada: alle elezioni hanno votato per i cinquestelle di Luigi Di Maio oppure si sono astenuti. In qualche caso hanno votato perfino per la Lega di Matteo Salvini.

Sinistra estinta o quasi. A sei mesi dalle politiche la situazione non è migliorata, se possibile è peggiorata. Immigrati, lavoro, Europa, ambiente. La sinistra (come pure il centro-sinistra) è irrilevante, annientata. Non riesce nemmeno a svolgere il suo ruolo, relativamente più semplice, di opposizione, non riesce ad incidere su nulla. Non è riuscita a recuperare i suoi due pilastri storici: uguaglianza e libertà.

Sinistra estinta o quasi, divorata dai grillini. I cinquestelle, in nome dell’uguaglianza e della lotta ai privilegi hanno fatto bingo. La promessa del reddito di cittadinanza (750 euro al mese), dell’abolizione della legge Fornero sulle pensioni, della cancellazione del Jobs act, dell’azzeramento dei privilegi della “casta” (in testa i vitalizi dei parlamentari e le “pensioni d’oro”) hanno suscitato l’entusiasmo. Di Maio ha puntato e punta ad assorbire gli elettori e i militanti della sinistra. Ha martellato: il M5S sta dalla parte dei lavoratori mentre il Pd «sta da quella dei padroni». Il capo dei cinquestelle anche da ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico ha confermato: «Il reddito di cittadinanza per me è la priorità più grande».

Disoccupati, precari e poveri assistiti dalla Caritas hanno votato in massa, soprattutto al Sud, per questi accattivanti impegni. Anche se c’era e c’è scetticismo per le promesse populiste a cinquestelle, hanno votato per protesta contro il Pd e la sinistra visti come i difensori delle classi dirigenti e non più dei lavoratori. Un analogo discorso, pur con molte differenze, vale per la Lega. Gran parte dei voti per Salvini vengono dai ceti produttivi del nord, dai piccoli imprenditori e dai professionisti esasperati dalle troppe tasse e dalla burocrazia, ma il segretario leghista ha affascinato anche una parte degli elettori una volta di sinistra con i suoi slogan: via gli immigrati clandestini, la Fornero, l’austerità dell’Unione europea (in molti casi, ha dato la linea ai grillini) e avanti con il taglio delle imposte e la flat tax. Salvini, nonostante sia incappato in seri guai giudiziari, continua a salire nei consensi: secondo molti sondaggi la Lega avrebbe perfino superato i voti dei pentastellati.

Le promesse sovraniste euroscettiche, populiste di sinistra-destra dei grillini, e quelle leghiste populiste di destra e, alcune volte, di estrema destra, adesso sono alla prova verità del governo giallo-verde. Se l’esecutivo Conte-Di Maio-Salvini riuscirà a realizzare le seducenti promesse della campagna elettorale dagli alti costi finanziari avrà la strada spianata per le elezioni europee di maggio. Se non ci riuscirà le conseguenze saranno imprevedibili.

Primo articolo – Segue

Rodolfo Ruocco
(Sfogliaroma)

Fascismo: Lista Insieme domani a manifestazione Anpi

mai più fascismo“Noi ci saremo domani alla manifestazione Mai più fascismi a Roma. Ci saremo per difendere la nostra Costituzione e la democrazia del nostro Paese da ideologie fasciste e razziste che hanno causato le più grandi tragedie del secolo scorso”. Così in una nota Riccardo Nencini, Giulio Santagata, Luana Zanella e Angelo Bonelli, promotori della Lista Insieme che proseguono: “Le cronache degli ultimi mesi ci mostrano una drammatica sequela di azioni con evidente stampo fascista e squadrista, ricordiamo le intimidazioni a Como, il recentissimo tentativo di incursione negli studi di una trasmissione televisiva da parte di trenta persone di Forza Nuova, e non perdendo mai la memoria dei tragici fatti di Macerata.”
“Noi saremo alla manifestazione perché è doveroso esprimere una condanna decisa verso chi fa campagne d’odio per raccogliere consensi, per chi sfrutta il sentimento di paura per portare le cittadine e i cittadini dalla propria parte. Noi vogliamo un’Italia solidale, antifascista e antirazzista”, concludono Nencini, Santagata, Zanella e Bonelli. Quest’ultimo poi richiama Grasso sulle ultime dichiarazioni contro Prodi. “È triste constatare che per il leader di Liberi Uguali, nonché presidente del Senato, Grasso il problema di questa campagna elettorali si chiami Prodi e non il centrodestra che rischia di arrivare al governo del Paese grazie anche ai voti di Liberi e Uguali. Voglio ricordare che il voto al referendum costituzionale non può essere preso come esempio perché i Verdi hanno votato contro mentre dentro LeU c’è chi ha votato a favore ma siamo tutti convinti che per combattere il pericolo xenofobo e razzista della destra sia necessario, come ha affermato proprio Romano Prodi, l’unità. Spiace constatare che LeU con la sua scelta di stare fuori dal centrosinistra aiuti la destra, che vuole levare unioni civili e biotestamento, e fare Salvini ministro interno”. Lo scrive in una nota il coordinatore dei Verdi e promotore della Lista Insieme Angelo Bonelli.

Bonelli: “Ecologia, lavoro, innovazione le priorità”

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Angelo Bonelli, Verdi, assieme a Riccardo Nencini, Psi, e Giulio Santagata, Area Civica, è uno dei tre promotori della Lista Insieme, che fa parte dell’alleanza di centrosinistra per le elezioni politiche del prossimo 4 marzo. Bonelli è candidato al Senato nel collegio uninominale Pesaro-Fano-Senigallia.

Può sembrare inutile ricordare questi particolari, ma non è così visto l’esilio forzato cui siamo costretti da stampa e televisioni che raramente parlano di noi, anzi che normalmente non parlano di noi. A questo proposito ricordiamo che il 14 febbraio scorso Bonelli ha iniziato uno sciopero della fame per protestare contro questa esclusione. “In questa campagna elettorale – ha dichiarato – noi della Lista Insieme siamo stati espulsi dai contenitori di informazione e con noi i temi dell’ambiente, del lavoro, dell’innovazione e tutte le tematiche sociali”. Non è una lamentela infondata, questa, perché i dati dell’Osservatorio di Pavia parlano chiaro: la Lista Insieme ha zero presenze tra i grandi contenitori di informazione tipo “Carta bianca”, “Che tempo che fa”; mentre Meloni e Bonino hanno molti passaggi in televisione così come i grandi partiti. Giovedì sera il segretario Nencini ha partecipato a Porta a porta di Bruno Vespa, accompagnato da Angela, una testimonial sorda in rappresentanza di quell’Italia migliore ma ignorata. E proprio “Diamo voce all’Italia senza voce” è lo slogan della nostra campagna elettorale. Ma chi dà voce a noi? Due esempi dell’oblio in cui sembra sia stata condannata la nostra lista. Avantieri il segretario Nencini ha postato su facebook una riflessione che riportiamo integralmente. “Gli elettori, per decidere, devono conoscere i programmi dei partiti. Se vai su Repubblica online scopri che INSIEME è stata cancellata, che la coalizione di centro-sinistra è composta da due partiti benché i partiti siano quattro. C’e’ chi taroccava le foto per eliminare personaggi scomodi e chi addirittura tarocca la scheda elettorale procurando un danno alla coalizione riformista. Morale: in Italia il voto è libero e segreto. E compromesso dalla disinformazione”.

Mentre Giorgio Burdese, sempre su facebook, ha postato ieri: “La Nazione si accoda a Repubblica per non dare informazione su Insieme? Spero che il silenzio renda compatti i socialisti per orgoglio”.

Questi fatti dovrebbero spingerci a fare una campagna elettorale più capillare possibile. Noi, anche per contrastare questa carenza di informazione, abbiamo intervistato Angelo Bonelli proprio sul tanto ignorato (dagli altri) programma elettorale della Lista Insieme.

Bonelli, Insieme è solo un’alleanza elettorale o un progetto politico per la prossima legislatura?
Noi vorremmo che diventasse un progetto a lungo termine. Ma questo dipende dal risultato elettorale, dal consenso e dal sostegno che ci daranno gli elettori.

Dopo tanto nicchiare, Romano Prodi è sceso in campo qualche giorno fa. “Sono qui a Bologna per sostenere la coalizione di centrosinistra, ma soprattutto la Lista Insieme. È il mio sogno, quello di vedere unito il centrosinistra”. Lo giudicate un fatto positivo?
Questo è un passaggio fondamentale. Romano Prodi ha compiuto un atto di grande generosità riconoscendo che noi di Insieme vogliamo costruire un nuovo centrosinistra, perché noi siamo un’alleanza che è nata per unire e non per emarginare. Nonostante il blocco mediatico attuato contro di noi dai grandi contenitori politici televisivi, Insieme rappresenta un’alternativa importante, un punto di riferimento per quell’elettorato che non vuole votare il centrodestra e, contemporaneamente, una scelta di discontinuità con il passato che si rivolge a quegli elettori che hanno smesso di votare il centrosinistra, in particolar modo il Pd.

Quali sono i punti del programma che contraddistinguono Insieme, in alternativa alle proposte del Pd?
Ecologia, lavoro, innovazione, sicurezza sociale, agricoltura con la difesa delle produzioni tipiche: questi sono i cinque pilastri del nostro programma.

Mi sembra che l’ecologia, ultimamente, sia stato un argomento un po’ messo da parte dalla politica…
Sicuramente. Il tema dell’ecologia è uno dei nostri cavalli di battaglia anche perché nell’ultima legislatura il centrosinistra non ha brillato su questo argomento. Senza dimenticare i sei milioni di italiani che vivono in zone contaminate da vari tipi di inquinamento. Ma di ecologia in questa campagna elettorale non si è mai parlato, nel senso che ne parliamo solo noi. Grandi protagonisti, invece, sono i predicatori di odio e di paura, veri professionisti come la Lega. Poi ci sono quelli che vorrebbero legalizzare l’illegalità, tipo Forza Italia e 5Stelle che parlano di abusivismo di necessità. Una cosa che non esiste perché lo Stato deve difendere i cittadini onesti, quelli che fanno le cose in regola e che non possono né devono pagare per gli abusivi.

Altre proposte su ecologia e ambiente?
Incentivare l’auto elettrica per arrivare a rottamare il motore a scoppio. Interventi per l’agricoltura e la sicurezza alimentare, così da difendere le produzioni tipiche e garantire la biodiversità. E da creare nuovi posti di lavoro. Puntare maggiormente sulle energie rinnovabili e rompere il monopolio Enel facendo diventare auto-produttrici di energia elettrica le famiglie. Questa potrebbe essere la grande rivoluzione del futuro: trasformare le famiglie da consumatori a produttori di energia elettrica, con tutti i vantaggi anche economici che ne conseguono.

Nel programma ci sono anche la sicurezza sociale e il lavoro. Quali sono i punti più importanti?
Per quanto riguarda la sicurezza sociale pensiamo soprattutto alla carenza di assistenza alle persone non autosufficienti, giovani e anziani, e ai loro famigliari. Soprattutto per alcune patologie degenerative, che non godono di sufficiente attenzione anche se sono in costante aumento tra gli anziani. Inoltre, noi non condividiamo il blocco degli investimenti pubblici per cinque anni proposto da +Europa. Sarebbe un massacro sociale, soprattutto per la sanità e la scuola. Al contrario, bisogna verificare con l’Unione europea la possibilità di stare nel rapporto deficit/Pil senza rinunciare a questo tipo di investimenti.

La legge elettorale non piace a nessuno. Ce la dobbiamo tenere per forza?
Andiamo al voto con una brutta legge. Ritengo che il prossimo Parlamento debba occuparsi di una nuova legge elettorale che garantisca con maggior precisione di questa la formazione di una maggioranza stabile e di un governo duraturo.

Antonio Salvatore Sassu

VIOLENZA MILITANTE

accoltellato risse sangue polizia-2L’Italia aveva quasi dimenticato la violenza in strada dei militanti politici, quella degli anni della contestazione studentesca che portava a feriti e a scontri tra ‘rossi’ e ‘neri’, ma che purtroppo si sta ripresentando in queste ultime ore. “Quello che è accaduto a Palermo all’attivista di Forza Nuova – affermano in una nota Angelo Bonelli, Giulio Santagata e Riccardo Nencini, promotori della Lista Insieme – è un atto che possiamo definire fascista, così come lo è l’accoltellamento dell’attivista di Potere al Popolo a Perugia. Un episodio di stampo squadrista oltre che fascista è stato anche il tentativo di irruzione da parte di trenta attivisti di Forza Nuova nello studio di La7 durante la trasmissione di Giovanni Floris. Si tratta di tre atti violenti che vanno condannati con la massima fermezza”. “Stiamo assistendo – continuano gli esponenti della Lista Insieme – ad una escalation di violenza di natura politica che ci riporta con la memoria ad anni difficili per la democrazia del nostro Paese. Non possiamo in nessun modo permettere che vengano utilizzati questi mezzi per innescare il terrore nelle cittadine e nei cittadini italiani nel chiaro tentativo di condizionare la libertà di espressione”.

“Per questo motivo – concludono Nencini, Bonelli e Santagata – auspichiamo che il voto del 4 marzo vada verso quelle forze politiche in grado di arginare questi estremismi pericolosi e che elettrici ed elettori non si facciano intimorire da chi basa la propria campagna elettorale su messaggi di odio e di intolleranza. Invitiamo i partiti ad adottare un codice di comportamento, perché i diritti e le libertà si impongano sull’estremismo e la violenza. Noi il 24 saremo in piazza per dire no alla violenza e al fascismo”.

Già qualche giorno fa Riccardo Nencini, segretario del Psi, ha sostenuto che di fronte alla crescita di movimenti come Forza Nuova e Casapound è ora di mettere mano alla legge contro il fascismo. Nencini aveva così commentato la violenza a Bologna. “La valutazione che è stata fatta sul concedere la piazza a Forza Nuova immagino sia stata assolutamente ponderata – afferma il leader socialista – dovremmo però inquadrare la questione da un altro punto di vista. Siccome c’è un rigurgito di motivi neo-fascisti, come Forza Nuova e Casapound, la domanda che dobbiamo porci è se le norme esistenti, oltre a tutelare il diritto di ciascuno a manifestare le proprie idee, non debbano essere rinnovate per quel che riguarda una nuova specifica su ciò che significa fascismo e neo-fascismo oggi”. Secondo Nencini, dunque, “forse conviene affrontare la questione a monte e il tempo purtroppo è maturo, perché il rigurgito non è localizzabile in una regione. È assolutamente trasversale e lo vedo emergere in diversi curricula di candidati grillini e leghisti, soprattutto al sud. E quindi il tema si pone”.
In queste ultime ore s è scatenata la violenza fisica. Il primo episodio è di ieri sera, a Palermo, Massimo Ursino, il leader di Forza Nuova è stato fermato in strada mentre usciva dal lavoro e picchiato a sangue da sei sconosciuti.
Questa notte invece un trentasettenne militante di Potere al Popolo è stato aggredito coi bastoni e accoltellato alle gambe e alla schiena, mentre affiggeva manifesti elettorali alla periferia di Perugia, nella zona di Ponte Felcino. Con il militante anche il cugino colpito alla testa.

Viola Carofalo, capo partito di Potere al Popolo, commenta l’accoltellamento di Ponte Felcino come probabile conseguenza dei fatti di Palermo, infatti le aggressioni al dirigente di Forza Nuova ieri sera a Palermo, compiuta da elementi della sinistra antagonista, potrebbe aver scatenato una “reazione” contraria proprio da parte di eventuali gruppi neofascisti. “Il clima è pesante. In questo ha colto il punto il sindaco di Palermo: l’antifascismo va difeso”, spiega ancora la leader di PaP.
Walter Verini, Capogruppo del Pd in Commissione Giustizia della Camera e candidato in Umbria parla di “fatto di straordinario allarme e gravità”.
Ma gli episodi di violenza non si fermano, Roma è tristemente protagonista di un episodio lugubre. Una scritta “morte alle guardie” con due svastiche ai lati è stata trovata sulla base di cemento della lapide commemorativa del rapimento di Aldo Moro in via Mario Fani a Roma, dove persero la vita i suoi agenti di scorta.
Mentre Forza Nuova dopo essere stata sdoganata in Tv e da giornalisti illustri, si presenta proprio lì dove era stato ospite il leader di Casapound, Simone Di Stefano, negli studi di La7. Blitz di un gruppo di attivisti di Forza Nuova ieri intorno a mezzanotte negli studi tv di via Tiburtina, alcuni militanti sono riusciti a entrare, chiedendo di partecipare alla puntata del programma di Giovanni Floris, mentre era in onda un contributo registrato e quindi a telecamere spente. Le forze dell’ordine hanno identificato i componenti del gruppo, ma l’episodio si è chiuso in modo non violento. “Verso la mezzanotte – spiega Floris – si è presentato un gruppo di persone. Saranno state una ventina. Si sono qualificati come Forza Nuova e di Forza Nuova avevano le insegne. Volevano interagire col programma. Questo non era possibile, sia tecnicamente (in quel momento andava in onda un contributo registrato) sia per ragioni di opportunità. Non mandiamo in onda chi non è da noi invitato, tantomeno se si presenta in quel modo. Fermo restando che la modalità con cui si sono posti non è accettabile, il confronto si è svolto in un clima non violento. Dopo aver esposto le loro ragioni si sono fatti accompagnare all’uscita”.

SOSTEGNO A INSIEME

Romano Prodi si schiera dalla parte di ‘Insieme’ in un incontro elettorale a Bologna, dove è presente anche Paolo Gentiloni, con Giulio Santagata, Riccardo Nencini e Angelo Bonelli.
“Sono qui a Bologna per sostenere la coalizione di centrosinistra, ma soprattuto questa parte della coalizione: la lista ‘Insieme’. È Il mio sogno, quello di vedere unito il centrosinistra”. È quanto si legge sul profilo twitter della lista “Insieme” sulle dichiarazioni di Romano Prodi a Bologna, all’iniziativa in corso della lista “insieme” dove è presente anche Paolo Gentiloni. L’uomo che sembra aver l'”investitura” del Professore. “L’ultima fase di governo mi sembra particolarmente positiva rispetto a dove eravamo arrivati. Si è capito che questo è un Paese che ha bisogno di essere guidato, non comandato”, afferma l’economista, evidenziando il “cambiamento di stile” del successore di Matteo Renzi. Il Presidente del Consiglio risponde: “Una forza come ‘Insieme’ scommette sulla convergenza di esperienze e culture diverse: questo è il suo contributo”. E conclude: “L’obiettivo con il quale ci presentiamo alle elezioni del 4 marzo molto semplicemente è assicurare all’Italia una seconda stagione di riforme”.


PRODIQuello che si attendeva è successo. Da stappare spumante. Tutto era compresso, poi il tappo è saltato e l’entusiasmo ha preso il sopravvento. Romano Prodi è salito sul palco del teatro bolognese dove erano assiepati un migliaio di partecipanti assieme al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni chiamati alla ribalta da quel furbone di Giulio Santagata, dopo i brevi interventi di Soverini, Nencini, Bonelli e la presentazione della brava Monica Frassoni. Prodi ha voluto salire al podio con un foglietto in mano. Ha annunciato una certa emozione e confessato che da nove anni non parlava ad una manifestazione politica. Già questo faceva presagire l’evento, cioè la dichiarazione tanto attesa. Prodi la dirà o no la magica frase? Bastano due parole, insomma. I presenti erano in attesa, in silenzio. Pendevano dalle sue labbra. Lui, vestito in grigio, come un papà che sa di dovere accontentare i suoi ragazzi, è partito da lontano. Ha innanzitutto rivolto un omaggio a Gentiloni giacché “l’Italia aveva bisogno di una guida serena”. Si é poi diffuso sulla enorme importanza di queste elezioni e sulla crisi della politica e della democrazia. A suo giudizio si tratta di una crisi non solo italiana. Ha citato l’Olanda dove un governo mancava da sette mesi e la Germania dove l’accordo é stato trovato a cinque mesi dalle elezioni. “La complessità della politica”, ha sottolineato l’ex presidente del Consiglio, “impone, non solo da noi la formazione di coalizioni. E il centro-sinistra deve dare la consapevolezza di un soggetto d’attacco. Guai alla sola difesa. Il progetto deve sconfiggere innanzitutto l’idea che alla crisi della democrazia si risponde con l’autoritarismo (che cioè il modello cinese oggi vincente economicamente vinca anche politicamente), che all’Europa si sostituisca il nazionalismo e che alle nuove gravi disuguaglianze si risponda intaccando il welfare. Cos’è la flak tax? E’ un modo per aumentare le distanze sociali, per rendere più ricchi coloro che hanno di più e più poveri coloro che hanno di meno. Attenzione”, ha proseguito Prodi, “perché si tratta del modello Trump che sta provocando non pochi disastri”. Prodi si é anche soffermato sul progetto a lui commissionato dalla Commissione europea, che conta di investire 150 miliardi all’anno per sette anni su scuola, sanità e case popolari. Poi il chiaro endorsement a favore del centro-sinistra e in particolare della lista Insieme con queste testuali parole: “Sostengo il centro-sinistra e in particolare la lista Insieme, perché aggrega i diversi riformismi come il vecchio Ulivo”. Un pronunciamento chiaro e inequivocabile che ha strappato un lungo applauso e poi una calda ovazione dei presenti. A buon intenditor poche parole. E allora champagne. Col professore. Gentiloni ha voluto innanzitutto solidarizzare con le forze dell’ordine aggredite a Bologna dai manifestanti che usavano le bombe carta col pretesto dell’antifascismo, poi ha parlato della seconda fase delle riforme, dopo la prima inaugurata e portata a termine in questa legislatura. E ha sottolineato i buoni risultati ottenuti sul versante economico con una crescita dell’1,6 per cento (la previsione del Fmi era della metà) e ancor di più sulle esportazioni, dove l’Italia con un surplus di 47-48 miliardi si rivela cone la seconda industria manifatturiera europea, mentre il rapporto deficit-pil e sceso al 2,1 e la previsione del 2018 è dell’1,6. “Serve ora una grande sforzo sull’occupazione”, ha dichiarato il presidente del Consiglio, “e soprattutto verso quella dei giovani e delle donne e in particolare nel Sud”. Anche Gentiloni ha apprezzato lo sforzo della lista Insieme e ne ha esaltato il contributo che la lista esprime a livello di proposte ambientalistiche.
Avevano parlato prima il segretario del Psi Riccardo Nencini sottolineando che non esiste un partito, riferendosi al Pd, a vocazione maggioritaria, dopo la Dc di De Gasperi del 1948 e che le tendenze che animano la lista Insieme sono quelle stesse che hanno visto l’Ulivo di Romano Prodi vincitore nel 1996 e nel 2006. Angelo Bonelli ha duramente attaccato i mezzi di informazione, anche quelli pubblici, che continuano a oscurare la lista Insieme, e ha tracciato il quadro degli interventi chiesti nel programma della lista, in particolare quelli inerenti la green economy, che porta lavoro e sconfigge l’inquinamento nelle città. Giulio Santagata ne ha fatto una questione di progetto. E’ necessario, a suo parere, attrezzare la coalizione di centro-sinistra come quella della difesa e del potenziamento dello stato sociale e capire che un governo della destra significa più disuguaglianze e meno welfare. Grande entusiasmo dei presenti, bandiere al vento e convinzione che questa manifestazione e in particolare la discesa in campo di Romano Prodi sia una svolta verso l’obiettivo di un positivo risultato elettorale. Alla fine tutti sul palco per la foto di rito con i candidati, tutti sorridenti.

Tv. Insieme: ai cittadini negato diritto a essere informati

RAI-RiformaDal 14 febbraio Angelo Bonelli è in sciopero della fame “per la democrazia e la dignità”. “In questa campagna elettorale – ha detto il leder dei Verdi – noi della Lista Insieme siamo stati espulsi dai contenitori di informazione e con noi i temi dell’ambiente, del lavoro, dell’innovazione e tutte le tematiche sociali”. Bonelli ha  annunciato l’inizio dello sciopero in un video pubblicato sulla pagina Facebook ‘Insieme2018’.

“Care amiche e cari amici – prosegue Bonelli – in queste settimane, in questi mesi, abbiamo subito un’espulsione drammatica, inaccettabile, vergognosa dei nostri temi, che sono fondamentali per il futuro delle generazioni che verranno. In questa campagna elettorale di questi temi non si parla. Zero presenze per noi nei contenitori di approfondimento informativo della Rai, La7 e Mediaset: tutto ciò è inaccettabile quando ci troviamo di fronte a tanti altri esponenti di liste che sono regolarmente invitati. Mi chiedo come sia possibile che i cittadini chiamati a votare, possano farlo con consapevolezza e con una maggiore informazione, se ci e’ impedito di poter rappresentare ed esprimere le nostre idee, le nostre proposte in materia ad esempio di conversione ecologica, parlare di auto elettrica, parlare di sicurezza alimentare per liberare le nostre tavole dai pesticidi e dai veleni e quindi garantire il benessere anche ai nostri figli, garantire il lavoro ai giovani attraverso i processi di innovazione tecnologica, più diritti e meritocrazia. Questo accade perché c’è una telecrazia che ci ha buttato fuori. Basta pensare che secondo Emg solo il 6% degli elettori sa che la nostra lista Insieme esiste. Per tutte queste ragioni, a difesa della nostra dignità e per la democrazia, oggi inizio lo sciopero della fame – conclude Bonelli – finché non verrà restituito ai cittadini il diritto ad informarsi e a noi il diritto ad esistere”.

Esprimono  vicinanza a Bonelli Riccardo Nencini e Giulio Santagata che in nota affermano: “E’ una battaglia che vale la pena di combattere, quella intrapresa da Angelo Bonelli, per la democrazia e la dignità della lista “Insieme”. Gli esprimiamo la nostra vicinanza”. “Basti pensare che secondo autorevoli sondaggi appena il 5% degli elettori sa che la nostra lista esiste. Si rischia così che i cittadini non abbiano, in questa campagna elettorale,un’informazione completa ed esaustiva per andare votare consapevolmente. Per questo – concludono Nencini e Santagata – riteniamo doveroso che venga restituito ai cittadini il diritto ad informarsi e che tutte le forze politiche abbiano gli stessi spazi all’interno di trasmissioni televisive”.

Insieme, presentato il programma della Lista

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“Potrebbe crearsi una maggioranza tra Lega, Movimento cinque stelle e Fratelli d’Italia: è un rischio che l’Italia non può correre”: lo ha detto il segretario del Partito socialista italiano Riccardo Nencini presentando alla Camera il programma della coalizione Insieme (oltre al Psi, Verdi e Area Civica) con Giulio Santagata, Angelo Bonelli e due candidate, Asha Omar Ahmed e Laura Zanella. “Oggi Insieme inaugura la seconda fase della campagna elettorale”, ha detto Nencini: “I segnali che vengono dal duo Salvini-Di Mario hanno colori preoccupanti”. I partiti di Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Luigi Di Maio hanno diversi punti in comune, come “la politica filoputiniana, la politica anti-europea, la politica sugli immigrati”, ha detto Nencini, secondo il quale, in particolare, il segretario della Lega parla come “Amerigo Dumini, il fondatore delle squadracce Me Ne Frego: Dumini come Salvini è un rischio che non possiamo correre”.

Più volte nel corso della conferenza stampa si è fatto riferimento ai fatti di Macerata. “Non ho paura a usare la parola fscismo quando vedo le cose successe in questi giorni”, ha detto Santagata, “a furia di predicare l’odio finisce che l’odio diventa non solo predicato ma qualcosa di molto pericoloso”, ed è invece necessaria “una buona gestione” della questione migratoria. Il segretario dei Verdi Bonelli, che ha incentrato il proprio intervento sulle questioni ecologiche, ha però affermato, in chiaro riferimento alla bandiera indossata dal maceratese Luca Traini dopo aver sparato contro undici immigrati, ha detto: “I fascisti mettano giù le mani dal tricolore”. Per Bonelli, “se gli elettori non vogliono che il quattro marzo si affermino i predicatori di odio, con Salvini ministro dell’Interno, l’unico argine è dare forza al centro-sinistra: non è un richiamo al voto utile, ma una constatazione di fatto”.

Mario Muser

Prodi: “Sono da sempre per la logica di coalizione”

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Chiuse le liste, la campagna elettorale assume subito i toni dello scontro. Ma il campo di battaglia vede schierate le truppe del centro sinistra contro quelle di Liberi e Uguali. A fronteggiarsi sono Romano Prodi e Pietro Grasso. Il Professore conferma che voterà il centro sinistra, ma aggiunge che non si riferisce a quello rappresentato da Pietro Grasso e Leu. Gli ex del Partito Democratico non mai citati direttamente, ma chiamati in causa quando l’ex premier sottolinea che chi è fuori dal centro sinistra “non lavora per l’unità”. “Da sempre – ha aggiunto Prodi – sono per la logica di coalizione”, Parole che suonano come schiaffi a Pier Luigi Bersani e Pietro Grasso. Il presidente del Senato assicura che mai accetterà di stare in coalizione con un partito che si dice di centro sinistra, il Pd, ma chiede ai bolognesi di votare Pierferdinando Casini. Un partito, aggiunge, che fa piazza pulita della minoranza interna e che si fa votare una legge elettorale ricorrendo a otto fiducie.

La scelta dell’ex presidente del Consiglio era nota. Prodi, d’altra parte, si era speso come mediatore alla ricerca di un accordo per costruire quel campo largo del centro sinistra che tenesse insieme Carlo Calenda e il Pd, Giuliano Pisapia e Movimento democratico e progressista di Bersani, prima ancora della nascita di Leu. Tentativo per il quale il segretario del Pd aveva dato carta bianca a Piero Fassino, ‘padre nobile’ del Pd proprio come Prodi. Un lavoro che ha prodotto l’alleanza fra Pd, +Europa – a sua volta frutto del patto tra Emma Bonino e Bruno Tabacci – e Insieme, la lista verde-prodian-socialista di Angelo Bonelli, Giulio Santagata e Riccardo Nencini. È lo stesso segretario del Psi Nencini che risponde a Grasso: “Della ‘finta’ coalizione di cui parla Grasso rispondendo a Prodi fanno parte, assieme a chi scrive, parlamentari che hanno votato e poi difeso il presidente del senato dagli innumerevoli attacchi scriteriati dei grillini. È un fatto che Liberi e Uguali sia fuori dal centro sinistra. Siccome a Bologna non vincerà Errani – conosco la sua bravura ma non credo nei miracoli – meglio un leghista di Casini, presidente Grasso?”. Nencini ha parlato anche del programma della Lista Insieme. Tra i punti toccati quello di “un nuovo piano casa a sostegno delle famiglie in condizioni di bisogno.  Si tratterebbe di ripristinare un fondo ad hoc qual era il fondo GESCAL fino agli anni Novanta. 500 milioni l’anno per dieci anni”. Riccardo Nencini ha spiegato che le risorse servirebbero a “restaurare alloggi popolari e utilizzare il demanio pubblico a fini abitativi”. “Nessun consumo di suolo. E la certezza che potrebbero essere consegnati almeno duecentocinquantamila case popolari a famiglie italiane che attendono da troppi anni. Le periferie verrebbero recuperate a nuova vita in contesti urbani più verdi, più sicuri, con servizi adeguati”.

La critica a Leu di Romano Prodi “va pienamente nel solco della sua idea di politica e di come si costruisce il centrosinistra” e trova perfettamente d’accordo il suo ex ministro, Giulio Santagata che ha presentato a Bologna ‘Insieme’ la lista alleata del Pd, per la quale è capolista alla Camera nel collegio del capoluogo emiliano. “Noi abbiamo sempre detto – ha spiegato Santagata – che ci collocavamo e ci collochiamo nella scia dell’Ulivo senza la pretesa di rappresentare da soli quella storia che non è ripetibile. L’Ulivo altro non è stato che il tentativo, in gran parte riuscito, di superare steccati ideologici e divisioni quindi credo che il richiamo all’unità che ha fatto Prodi ieri sia un richiamo che va pienamente nel solco della sua idea di politica e di come si costruisce il centrosinistra”.

“L’indicazione di Romano Prodi è particolarmente chiara: in campo c’è un solo centrosinistra, rappresentato dalla coalizione del Pd. È abbastanza evidente infatti che ogni voto per Leu è un vantaggio per la destra e per i populisti”, dice il senatore ultra renziano, Andrea Marcucci, confermando la linea esplicitata da Renzi in una recente intervista televisiva quando, nello studio di Otto e Mezzo. L’unità del centro sinistra? “Vorrei dire con grande rispetto a Prodi che il gruppo che gli sta attorno e il Pd, più che l’unita’ di centro sinistra ha realizzato i sogni della destra”, è il commento di Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana ed esponente di spicco di Liberi e Uguali. Stesso concetto ribadito da Arturo Scotto, deputato di Mdp: “Grande rispetto per Romano Prodi. Ma onestamente chi ha diviso il centrosinistra è chi ha adottato l’agenda della destra. Basta guardare il programma e il profilo delle candidature. Tra Pd e Forza Italia sembra una gara a chi si assomiglia di più”. Ma nel Pd c’è anche chi non sbatte la porta in faccia a Grasso e ai suoi. Il post voto, infatti, è meno certo che mai e precludersi la possibilità di dialogare con forze che, in altre circostanze, sarebbero interlocutori naturali non conviene a nessuno. “Il Partito Democratico è impegnato a costruire una coalizione forte e credibile in grado di rispondere all’avanzata delle destre e delle forze estremiste”, afferma il coordinatore della segreteria dem, Lorenzo Guerini: “Accogliamo quindi con piacere le parole di Romano Prodi, che riconoscono la validità del lavoro fatto in direzione di un’azione unitaria delle forze di centrosinistra. Per noi l’avversario è alla nostra destra e l’obiettivo è dare seguito ai risultati raggiunti dai governi del Pd. Spero che le parole di Prodi siano uno stimolo per lavorare verso un comune obiettivo”.

 

ENERGIE IN CAMPO

simboli elettorali

“È un ottimo risultato. Nei collegi uninominali di Camera e Senato la Lista Insieme ha messo in campo candidati forti in tutto il territorio nazionale – che si uniscono alle liste proporzionali che abbiamo chiuso per primi – espressione delle migliori energie riformiste, ambientaliste e civiche. Così come Il centrosinistra, grazie al nostro contributo, sarà più forte e competitivo. Siamo sempre stati convinti della necessità della costruzione di una coalizione di chiaro segno ulivista, potesse rappresentare l’alternativa politica alle spinte massimaliste che in questi ultimi mesi sono riemerse”. Così in una nota Giulio Santagata, Angelo Bonelli e Riccardo Nencini commentando le definizione delle candidature della lista Insieme.

La lista Insieme presenta all’uninominale 12 candidati tra Camera, Senato. I socialisti in particolare sono rappresentati da 6 candidati. Questo l’elenco. Al Senato: in Toscana Riccardo Nencini (Arezzo – Siena), nel Lazio Oreste Pastorelli (Roma-Tuscolano), in Piemonte Enrico Buemi, (Moncalieri) e in Lombardia Lorenzo Cinquepalmi (Lumezzane). Alla Camera nel Lazio Gianrico Ranaldi a Cassino e in Calabria a Castrovillari il compagno Luigi Incarnato.

I Verdi vedono la candidatura di Francesco Borrelli alla Camera (Napoli Portici) e di Angelo Bonelli al Senato a Pesaro e Urbino. Quattro le candidature che rappresentano l’area prodiana e civica: Serse Soverini alla Camera a Imola, Angelo D’Agostino alla Camera ad Avellino, Franco D’Alfonso al Senato a Milano, Maria Rosa Perico al Senato Bergamo.

Inoltre per i collegi esteri della Camera vi sono altri due candidati socialisti: Fausto G.Longo e Leonardo Scimmi. Prossimamente pubblicheremo l’elenco completo candidati della lista Insieme per la parte proporzionale.

Il deputato socialista Oreste Pastorelli ha espresso la propria soddisfazione per la decisione “della coalizione di centrosinistra di affidarmi la candidatura al Senato. Una sfida da me accolta con l’entusiasmo che in questi anni di attività politica mi ha trasmesso la gente sui territori”. Giulio Santagata invece si candiderà solo al proporzionale “perché – ha detto – mi voglio occupare di della lista Insieme”. Intervistato da Lucia Annunziata su Raitre, spiega così il motivo del suo ritorno in campo: “Io ero a casa da 5 anni, sono tornato in politica perché oggi quello che è in gioco è un modello di società e la collocazione dell’Italia in una parte del mondo. Io questo imputo a Liberi e Uguali, di non aver capito il momento cruciale, ma spero ci sia modo di tornare a confrontarsi”. Santagata immagina quindi un ritorno ad “un’ampia e plurale coalizione di centrosinistra” e si dice contrario alle larghe intese: “Mi sentirei di dire che con Berlusconi abbiamo già dato, se queste elezioni non riescono a dare una maggioranza, dovremo chiedere ai cittadini italiani di tornare a votare. Oggi la soluzione è in mano agli elettori e speriamo che non consegnino il paese a una destra che riteniamo pericolosa”. Quanto alla ‘lunga notte’ del Pd sulle candidature, secondo Santagata “ha fatto venire a galla l’idea sbagliata che ci possano essere partiti personali, di nomenclature: è anche legittimo che Renzi faccia il suo partito personale, ma un partito chiuso, quasi monocratico non può essere rappresentativo”. E comunque, ha aggiunto, “io sono alleato del Pd perché i voti fuori da una coalizione oggi sono dati alla destra. Il voto a noi può aiutare ad evitare quella prospettiva”. Un consiglio a Renzi sulla campagna elettorale: “Deve dire la verità. Si deve sapere che dietro al reddito di cittadinanza ci sta la fine della regolazione del lavoro e dietro alla flat tax ci sta la disuguaglianza”. Poi aggiunge: “Se queste elezioni non riescono a dare una maggioranza, dovremo chiedere ai cittadini italiani di tornare a votare. Poi è chiaro che il Presidente della Republica cercherà la soluzione più giusta, ma oggi la decisione tocca agli elettori: spero che capiscano la posta in gioco e non consegnino il Paese a una destra per certi versi molto pericolosa”. Santagata sul suo rapporto con l’ex premier Romano Prodi dice: “Sento la vicinanza di Prodi. Che non significa che si rimette a fare politica, ma che è l’ispiratore di tante idee”. In particolare “noi vorremmo essere un ponte tra il Pd e Liberi e Uguali, mettere un seme per ricostruire il centrosinistra. E questo è molto prodiano”.

La candidatura del Segretario del Psi a Siena ha suscitato la soddisfazione della federazione locale del partito socialista “innanzitutto per la candidatura del compagno Riccardo Nencini nel collegio Senatoriale di Siena-Arezzo. L’impegno dei Socialisti della provincia di Siena – continua la nota della federazione – non mancherà nel convinto sostegno a queste candidature che rappresentano una indubbia capacità di buon governo e di rappresentanza qualificata del nostro territorio”.

Insieme: “O condivisione o rivalutiamo posizione”

insieme“Lamentiamo che nonostante le nostre ripetute richieste non è mai esistito un tavolo di coalizione per lavorare in modo condiviso sul programma e sulle candidature. Noi di ‘Insieme’ siamo stati i primi a chiudere le nostre liste sul proporzionale alla Camera e in Senato e non vogliamo che venga messa a rischio la loro presentazione per ritardi che non ci riguardano”. Così in una nota i promotori della Lista Insieme Giulio Santagata, Riccardo Nencini e Angelo Bonelli. “Per evitare questa situazione – aggiungono gli esponenti della lista Ulivista – chiediamo con urgenza la convocazione di tutte le forze della coalizione per l’identificazione dei candidati migliori che possano rappresentare il valore del centrosinistra. Allo stato dell’arte stiamo rivalutando la nostra posizione e la nostra presenza, rivendichiamo di essere una forza politica autonoma che vuole dare un contributo e un valore aggiunto alla coalizione. Da questo momento non accetteremo più questo atteggiamento di chiusura”.

Una dichiarazione che viene dalle resistente e chiusure con cui il Pd sta conducendo le trattative di coalizione. Tanto che nello stesso partito democratico le acque sono decisamente agitate e le minoranze sul piede di guerra. Da fonti parlamentari della minoranza si parla di veti “assolutamente inaccettabili”. “Renzi vuole decidere non solo il numero ma anche i nomi da inserire nelle liste”. Sono tentativi, a detta delle stesse fonti, di “epurazione”. Parole negate dal coordinatore del Pd Lorenzo Guerini che in nota smentisce “che il segretario del Pd abbia posto veti sui nomi della minoranza. Stiamo semplicemente lavorando tutti assieme per individuare le candidature che possano avere sul territorio maggiori possibilità di vittoria”.

Nel pomeriggio si è svolto un incontro tra il segretario e il Orlando, ma il confronto vero è probabilmente rimandato alla direzione, rinviata più volte nel corso della giornata,  prevista in tarda serata. Molto dura anche la posizione di Beatrice Lorenzin di Civica Popolare partito alleato con il Pd nella coalizione di centro sinistra. “Noi siamo sversatori di sangue”. Nel forum a Repubblica tv, rivendica che “puntiamo a prendere il 3 per cento ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di poterlo fare”. “Altrimenti, valuteremo se restare nell’alleanza. Se creiamo problemi, la politica si fa in tanti modi”, avverte. “Stiamo ragionando”, dice ancora la ministra della Salute quanto alle trattative in corso con il Pd pur non nascondendo che “ora mi sembra tutto all’aria, al Nazareno”. “Abbiamo fatto un accordo iniziale – puntualizza – che prevedeva una rappresentanza dignitosa in tutta Italia e doveva tenere conto della distribuzione territoriale, perché – chiarisce ancora – non siamo una lista civetta”.