Stupro di Pamplona. Sanchez vuole cambiare la legge

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Dopo l’aberrante episodio dello stupro di Pamplona, in Spagna sta per essere introdotta una nuova legge. La decisione presa dal governo socialista di Sanchez arriva in risposta a un caso di stupro di gruppo che ha fatto molto scalpore, determinando un’ondata di proteste molto forte. La nuova norma prevede il consenso esplicito: se una donna non dice espressamente sì al rapporto sessuale si tratta di violenza.

L’episodio risale al 2016 e ha sollevato proteste in tutta la Spagna per la decisione del tribunale di Navarra di concedere la libertà provvisoria su cauzione di seimila euro ciascuno ai cinque giovani andalusi condannati in primo grado a 9 anni di carcere per lo stupro di gruppo di una ragazza di 18 anni. Il fatto, nel 2016 appunto, è accaduto durante le feste di San Fermino a Pamplona. La sentenza, trasmessa lo scorso aprile anche in diretta tv, ha condannato i giovani anche a cinque anni di libertà vigilata e a 10 mila euro di danni ciascuno da risarcire alla vittima.

Nella giurisprudenza spagnola al momento vi è differenza tra l’abuso sessuale e lo stupro. Si parla di stupro solo nel caso in cui vi sia violenza o intimidazione. Il governo Sanchez vuole invece ribaltare questa concezione, introducendo il principio secondo il quale “sì” significa “sì” e che tutto il resto, incluso il silenzio, significa “no”. In altre parole, il consenso deve essere espresso in modo chiaro. Un rapporto sessuale senza un consenso esplicito sarà quindi considerato stupro.

“Se una donna non dice espressamente sì, tutto il resto è no”, ha spiegato la vice premier spagnola, Carmen Calvo. “È così che la sua autonomia viene preservata, insieme alla sua libertà e al rispetto per la sua persona e la sua sessualità”. La proposta segue il modello tedesco e svedese, recentemente adottato, secondo cui il rapporto sessuale, se il consenso non è chiaramente espresso, viene considerato violenza.

La professoressa di diritto dell’università di A Coruña, Patricia Faraldo Cabana, che ha collaborato alla redazione della legge, ha affermato che la proposta comprende il consenso non solo come qualcosa di verbale ma anche tacito, espresso con il linguaggio del corpo. “Può ancora essere stupro anche se la vittima non resiste”, ha detto. “Se è nuda, partecipa attivamente e si diverte, c’è ovviamente il consenso. Se piange, è inerte come una bambola gonfiabile e chiaramente non si sta divertendo, allora non c’è”.

In Spagna l’età del consenso è fissato a 16 anni. L’età del consenso è l’età minima in cui un individuo è considerato “abbastanza adulto” da consentire la partecipazione all’attività sessuale. I minori di 16 anni non sono considerati legalmente in grado di acconsentire all’attività sessuale, e tale attività può comportare un’azione legale per stupro.

Secondo la nuova legge, i pubblici ministeri non devono più avere prove di violenza, minacce o sfruttamento della vulnerabilità di una vittima per ottenere una condanna per stupro.

Se la Spagna approverà la legislazione proposta, entrerà a far parte della minoranza di paesi europei che riconoscono il sesso senza consenso come stupro, seguendo le orme di della Svezia, del Regno Unito, dell’Irlanda, della Germania, dell’Islanda, del Belgio, di Cipro e del Lussemburgo.

La Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa del 2014 definisce lo stupro come assenza di consenso, affermando che “il consenso deve essere dato volontariamente” e richiede che tutti i firmatari includano leggi che definiscono lo stupro in quanto tale. Mentre 32 paesi hanno ratificato la Convenzione di Istanbul, solo poche nazioni europee hanno cambiato le loro definizioni legali di stupro.

Spagna, con Susana Diaz
il PSOE vince in Andalusia

Susana Diaz vittoria elezioni

Elezioni Andalusia, “nessuna nuova, buona nuova”, tutto come da previsioni. Il PSOE si conferma vittorioso e come accade da trentatre anni, dalle prime elezioni democratiche dopo il regime franchista, andrà a formare il governo regionale.

Susana Diaz, 40anni leader dei socialisti andalusi si assicura così quattro anni alla guida della regione più grande di Spagna, gettando anche una OPA nazionale seria sul PSOE, il Partido Socialista Obrero Espanol.

Quelle di ieri erano elezioni anticipate, vinte dai socialisti con il 35,5% dei voti, e convocate in tutta fretta dalla onnipotente Diaz per divergenze con l’ex alleato di governo, Izquierda Unida, ma soprattutto per contenere l’avanzata di Podemos, il movimento di sinistra n ato sull’onda delle proteste degli Indignados contro le misure di austerità, che porta per la prima volta al parlamento regionale 15 deputati e che in Andalucia stava avanzando tra i giovani a spese del PSOE.
In un anno di campagna elettorale costante che porterà gli spagnoli alle urne quattro volte, il dato dell’affluenza è in crescita di 3 punti e rende ancora più impressionante il tracollo del Partito Popolare, prima forza politica nazionale, che in quattro anni ha perso 17 seggi nella regione nonostante la presenza costante del Premier Rajoy nei meeting elettorali al fianco dei suoi candidati, al contrario del leader nazionale dei socialisti Pedro Sanchez arrivato a Siviglia solo per la chiusura della campagna elettorale.

Un dettaglio, il distacco mostrato dal segretario nazionale socialista, che in molti all’interno dello stesso partito hanno malevolmente interpretato come una manovra per spostare il peso sul PSOE-Andalucia nelle prossime elezioni politiche, e per imporre la candidatura della stessa Diaz, o di un suo alleato, alle imminenti primarie quando si tratterà di scegliere quale socialista far correre come candidato alla carica di Premier.

risultati andaluciaIl PSOE regionale vede confermati i 47 seggi delle passate elezioni del 2012, ma dovrà trovarsi comunque degli alleati per governare perché la maggioranza richiesta è di 55 seggi. Dunque ai socialisti sarà necessario stringere alleanze anche se in campagna elettorale, la Presidenta Diaz aveva promesso che non avrebbe fatto accordi né con il PP né con Podemos. Dunque, dopo aver litigato con Izquierda Unida, nel menù gli resta solo l’alleanza impossibile con Ciudadanos, collocato a destra. Poi potrebbe anche puntare a un governo di minoranza sempre però che PP, Podemos, Ciudadanos con IU decidessero per l’astensione. Oppure, ovviamente, di decidere di rimangiarsi le promesse della campagna elettorale e acconciarsi a una nuova alleanza.
Nella sede nazionale dei socialisti spagnoli a Madrid comunque, finalmente, dopo quattro anni si torna a festeggiare una vittoria, quella della prima donna eletta Presidenta dell’Andalusia, senza nascondere che potrebbe trattarsi di una prova generale per i festeggiamenti della prima donna Presidenta di Governo.

Sara Pasquot

Siderurgia francese: lo Stato interviene a difesa dei lavoratori

Mentre in Italia si cerca una soluzione per il caso Ilva che sia capace di coniugare i diritti dei lavoratori e le esigenze produttive dell’azienda con la tutela dell’ambiente e la salute della cittadinanza tarantina, anche in Francia si gioca un’importante partita sull’acciaio. Parliamo dell’impianto siderurgico della Mittal Arcelor di Florange, in Lorena. L’impianto è articolato su due aree: una sezione a caldo, dove lavorano 630 dipendenti, ed una sezione a freddo, che impiega 2.500 dipendenti. Il proprietario indiano, Lakhsmi Mittal, ha deciso di chiudere la non più redditizia sezione a caldo, mantenendo il controllo della sezione a freddo, ancora profittevole e ritenuta essenziale per la filiera produttiva europea della Mittal Arcelor. Continua a leggere