Inps, news sui pensionamenti nella Scuola. Nuovi tutor su Alternanza Scuola-Lavoro

Inps
PRECISAZIONI SUI PENSIONAMENTI NELLA SCUOLA

Da quest’anno, l’Inps per la prima volta ha assunto su di sé l’attività di certificazione del diritto a pensione per il personale del comparto Scuola, a differenza degli anni precedenti in cui la certificazione veniva effettuata dagli Uffici territoriali del Miur, salvo successiva verifica da parte dell’Inps in sede di liquidazione della pensione.
La necessità di procedere ad una preventiva verifica del diritto a pensione deriva dalla peculiare esigenza del comparto scuola di poter garantire all’inizio di ogni anno scolastico la continuità didattica.
Quest’anno sono pervenute oltre 41.000 domande di cessazione, con un aumento delle richieste di collocamento a riposo di oltre il 30% rispetto all’anno precedente. L’Inps ha certificato il riconoscimento del diritto a pensione, con decorrenza dal prossimo 1° settembre, per oltre 36.700 persone, mentre per le restanti 4.600, in linea con la percentuale dello scorso anno, tale diritto non è stato al momento riconosciuto. Per queste ultime posizioni l’Istituto, in stretta collaborazione con i competenti uffici ministeriali, sta provvedendo ad ulteriori approfondimenti.
Gli esiti delle verifiche sono stati comunicati al Miur, tramite invii dei files contenenti gli elenchi, a partire dal 30 aprile scorso, con contestuale aggiornamento sulle lavorazioni via via effettuate dalle strutture territoriali dell’Istituto.
Con riferimento alle notizie di stampa riguardanti le presunte diverse modalità di calcolo, l’Ente di previdenza precisa che l’Inps ha da sempre adottato il criterio dell’anno commerciale per la verifica del diritto a pensione. L’eventuale differente modalità di calcolo adottata dal Ministero in ogni caso può comportare esclusivamente limitate differenze con riferimento ai periodi pre-ruolo riconosciuti con provvedimenti di competenza del Miur.
Infine, l’Istituto evidenzia che il passaggio dell’attività di certificazione, garantendo la piena certezza del diritto, assicura la coerenza tra diritto verificato in anticipo e diritto in sede di liquidazione della pensione, superando il problema dei disallineamenti che si sono verificato negli scorsi anni.
Proprio recentemente il direttore generale dell’Inps, Gabriella Di Michele, ha incontrato i sindacati della scuola, ai quali ha illustrato tutta l’attività posta in essere, testimoniando la grande attenzione e considerazione con cui la vicenda è seguita dall’Ente assicuratore.

Scuola – lavoro
AL VIA LA SINERGIA TRA ANPAL E MANAGERITALIA

Sono partiti: dal 12 luglio scorso – a Milano, Napoli e Roma – i tutor per l’alternanza scuola-lavoro di Anpal sono stati formati sul modello ‘food4minds’, l’iniziativa di Manageritalia volta a migliorare la sinergia tra scuole e aziende. E’ diventato così operativa l’intesa – firmato lo scorso 16 gennaio tra Anpal Servizi e la federazione dei manager del terziario – finalizzata a migliorare i percorsi di transizione dall’istruzione al lavoro dei giovani studenti, attraverso il coinvolgimento di imprese e istituti scolastici in un processo formativo continuo, congiunto, virtuoso e innovativo che vede i manager fare da ponte portando in classe le competenze che servono oggi in azienda e sul mercato.
L’accordo – che resterà in vigore fino al 31 luglio del 2020 – prevede, subito dopo la formazione dei tutor, di incidere su altri due ambiti specifici: la diffusione da parte dei tutor di Anpal del modello ‘food4minds’ nelle scuole che aderiranno al programma; il coinvolgimento dei manager – associati a Manageritalia – sia per aiutare i giovani a realizzare esperienze di alternanza scuola-lavoro di qualità, sia per portare nelle scuole le conoscenze e le esperienze del mondo del lavoro e dell’impresa.
La sinergia tra Anpal e Manageritalia si inserisce all’interno del Piano operativo di Anpal Servizi 2017-2020 per il potenziamento delle attività di alternanza scuola-lavoro degli Istituti di istruzione secondaria superiore. Piano che prefigura – in particolare – l’introduzione nelle scuole, in collaborazione con il Miur, della figura del tutor per l’alternanza. Piano che finora ha portato a stringere alleanze anche con Confprofessioni, Fondazione Consulenti per il lavoro e Federturismo.
“La sinergia con Manageritalia è un ulteriore tassello della strategia messa in campo da Anpal per potenziare l’alternanza scuola-lavoro in Italia”, ha spiegato il presidente dell’Agenzia nazionale per le politiche attive, Maurizio Del Conte. “Nel caso specifico, la convenzione firmata con la federazione dei manager del terziario – ha proseguito Del Conte – è anche un esempio di contaminazione e di valorizzazione delle esperienze”.
Uno dei compiti più importanti dell’Anpal “è quello di trasferire competenze, metodologie e strumenti per realizzare percorsi di alternanza di successo”, ha aggiunto Del Conte. “E più in generale di favorire – ha continuato – la costruzione di un sistema di transizione dei giovani dall’aula ai luoghi di lavoro che, tenendo conto delle differenze tra i territori e tra le regioni, funzioni in tutta la Penisola. Le statistiche dimostrano infatti che, nei Paese dove l’alternanza scuola-lavoro è una realtà virtuosa e consolidata, i tassi di disoccupazione giovanile sono più bassi”.
“E’ compito dei manager, riconosciuti in un’indagine da tutti gli italiani come i tutor per antonomasia dei giovani e gli abilitatori al lavoro di tutti, preoccuparsi – ha detto Guido Carella, presidente Manageritalia – che scuola e mondo del lavoro siano allineati sulle competenze che servono oggi e domani in mercato sempre più sfidante. Un dovere anche ‘egoistico’, per avere risorse ben formate, ma soprattutto un impegno sociale per la crescita economica e sociale del paese”.
“Il nostro metodo, ‘food4minds’, nasce dall’esperienza e dalle richieste dei manager ed è stato testato con successo – ha assicurato – sul campo coinvolgendo licei, istituti tecnici e professionali e manager di aziende grandi, medie e piccole. È anche un modo per rimettere al centro dello sviluppo i territori con le loro particolarità e specializzazioni economiche e competitive”.
‘food4minds’ è l’iniziativa di Manageritalia che con un metodo studiato e testato vuole migliorare la sinergia scuola/mondo del lavoro e ad avere lavoratori e cittadini più vicini a quello che mercato e società chiedono oggi. Questo metodo inverte lo schema classico dell’alternanza scuola-lavoro che prevede gli stage in azienda. ‘food4minds’ porta, infatti, i manager e l’azienda dentro la scuola, così da coinvolgere intere classi e garantire un’esperienza di qualità.
Il percorso si articola in 3 fasi: identificazione e analisi di alcune professionalità aziendali e scelta dei manager da coinvolgere; attività dei manager in classe, per far sperimentare agli studenti la realtà della vita aziendale, coinvolgendoli in problematiche tipiche del loro lavoro; interventi in classe di alcuni formatori professionisti esterni, per trasmettere agli studenti alcune competenze generalmente non erogate dalla scuola.
I tutor per l’alternanza hanno come missione di sostenere e accompagnare le scuole nella realizzazione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro. In particolare attraverso la costruzione di una forte collaborazione con le imprese e con gli altri attori del mercato del lavoro. Dallo scorso marzo, i primi 220 tutor – selezionati e formati dall’Anpal in collaborazione con il Miur e con Unioncamere – sono attivi in circa 1250 scuole sull’intero territorio nazionale. L’obiettivo è quello di raggiungere 5 mila scuole con 1000 tutor.
Ogni tutor – che segue sei scuole e sarà attivo fino a luglio 2020 – si occupa di: garantire un efficace e sistematico rapporto con le imprese, gli enti pubblici, le associazioni, il terzo settore e tutti i potenziali soggetti ospitanti, promuovendo la loro partecipazione ai percorsi di alternanza scuola-lavoro; monitorare costantemente i fabbisogni di professionalità, individuare le figure professionali e le competenze richieste dal mercato del lavoro per fornire indicazioni alle scuole sugli sbocchi professionali e sui relativi percorsi da intraprendere.
E ancora: offrire alle scuole la possibilità di sviluppare progetti personalizzati in linea con le aspettative degli studenti, che abbiano valore orientativo e sviluppino nei giovani competenze coerenti con le proprie attitudini e aspirazioni, e con i propri obiettivi formativi e professionali; favorire la diffusione di buone prassi e di strumenti per migliorare la qualità dei percorsi di alternanza.

Bankitalia
IMPRESE PIU’ PESSIMISTE

Imprese più pessimiste a causa del peggioramento “delle condizioni dei mercati finanziari”. Secondo l’indagine condotta dalla Banca d’Italia tra il 28 maggio e il 15 giugno 2018 presso le imprese italiane con almeno 50 addetti, “i giudizi sulla situazione economica generale sono peggiorati in tutti i settori di attività”. L’evoluzione, spiega Via Nazionale, è in parte attribuibile al peggioramento delle condizioni dei mercati finanziari osservato nei giorni di avvio dell’indagine”. Le valutazioni complessive sulla domanda corrente sono rimaste pressoché stabili. Le attese sulla domanda, sia interna sia estera, sono invece divenute meno favorevoli. I piani di spesa per investimenti nell’anno in corso sono risultati appena meno positivi nel confronto con lo scorso trimestre. Le attese sull’occupazione sono in peggioramento, in particolare fra le imprese edili.

Carlo Pareto

Ape volontaria, Ape aziendale, Rita. Un convegno sulle tre forme di flessibilità in uscita

Previdenza

CUMULO INPS – CASSE PROFESSIONALI, RAGGIUNTA L’INTESA

L’Inps, al fine di evitare penalizzazioni per i lavoratori mobili in ambito pensionistico, nel corso dell’ultimo anno si è molto impegnato sia per trovare un’interpretazione capace di sbloccare l’attuazione della legge sul cumulo, sia per trovare un punto d’incontro con le Casse professionali private al fine di dare attuazione alla legge.

Il 28 marzo scorso, l’Inps e le casse professionali Inarcassa ed Enpam hanno raggiunto l’accordo su un nuovo testo di convenzione, che è stato già siglato. In linea col testo proposto la scorsa settimana alle Casse dall’Inps, gli oneri sostenuti per le procedure amministrativo-contabili necessarie per l’erogazione delle prestazioni saranno divisi in base alla quota di pensione erogata da ciascun ente. In particolare, il testo rimette a una commissione di esperti, designati pariteticamente dalle parti ed integrati con un componente indicato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed uno indicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, la determinazione dell’importo da ripartire, fermo restando l’immediato rimborso analitico delle commissioni bancarie sostenute. L’Inps si attende che nelle prossime ore possano pervenire le sottoscrizioni anche da parte delle altre Casse Professionali.

Il nuovo testo di convenzione sottoscritto permette da subito di sbloccare le lavorazioni delle domande già pervenute per procedere ai pagamenti delle pensioni in cumulo, mentre le parti potranno risolvere il problema della spartizione degli oneri amministrativi in un secondo momento, senza che ciò abbia ulteriori ripercussioni sui professionisti coinvolti. Le prime liquidazioni sono partite entro Pasqua e i relativi pagamenti sono stati resi disponibili a partire dal 20 aprile.

Lavoro

ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE AL VIA DA APRILE

Dal 3 aprile scorso è entrato a regime l’assegno di ricollocazione, il contributo economico che va da 250 a 5.000 euro per i servizi per il lavoro che offrono un’opportunità di impiego ad un disoccupato che sia almeno da quattro mesi percettore di Naspi, la nuova indennità di disoccupazione, ma anche a chi rientra nelle politiche di contrasto alla povertà (nel Rei) o è in cassa integrazione straordinaria.

Si tratta di un voucher, un ammortizzatore sociale introdotto dal Jobs Act, con cui lo Stato finanzia i programmi di formazione per disoccupati. A gestirlo è l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (Anpal). Punta ad aiutare le persone senza lavoro nella ricerca di un’occupazione, offrendo un servizio personalizzato e intensivo di assistenza nei Centri per l’impiego, agenzie per il lavoro accreditate e fondazione consulenti del lavoro.

Un assegno che diventa tanto più pesante quanto più è difficile (per formazione, territorio e quant’altro) ricollocare il lavoratore in questione. La somma viene percepita dai centri per l’impiego, dalle agenzia per il lavoro o da altri enti accreditati se l’operazione ha avuto successo, cioè se ha portato a un contratto di lavoro.

A quanto ammonta – L’assegno di ricollocazione va da mille a 5mila euro se il disoccupato trova un nuovo impiego a tempo indeterminato, apprendistato compreso. Da 500 a 2.500 euro se si firma un contratto a termine di almeno 6 mesi. Nelle regioni considerate “meno sviluppate” (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia) si può scendere a 250 fino a 1.250 euro se si instaura un rapporto a tempo tra i tre e sei mesi.

L’entità dell’assegno varia anche a seconda della difficoltà di reinserimento occupazionale dell’interessato, stabilita nella fase di profilazione. Si terrà conto, tra l’altro, di età, sesso, livello di istruzione, collocazione geografica, precedente esperienza lavorativa.

Chi ne ha diritto – L’assegno può essere richiesto non solo da chi ha diritto alla Naspi da almeno quattro mesi ma anche dai beneficiari del Reddito di inclusione e dai lavoratori in accordi di ricollocazione. L’importo dell’assegno non viene corrisposto alla persona disoccupata ma al soggetto che si prende in carico il lavoratore; viene messo in pagamento soltanto a risultato occupazionale acquisito. Una novità appena introdotta riguarda la procedura prefigurata dall’ultima manovra grazie alla quale il servizio può essere anticipato per i lavoratori già in Cigs.

La procedura – Una volta che il disoccupato presenta domanda, sceglie chi eroga il servizio di assistenza: può essere un centro per l’impiego o un ente accreditato ai servizi per il lavoro. La richiesta dell’assegno è volontaria e si può presentare anche in via telematica. Il centro per l’impiego, entro 15 giorni, deve decidere se rilasciare o meno l’assegno dopo le verifiche. Se viene accettato si deve quindi elaborare il Patto di servizio personalizzato e il programma di ricerca intensivo. A quel punto il disoccupato deve partecipare agli incontri concordati e deve accettare le offerte congrue di lavoro ricevute. Se rifiuta può andare incontro a sanzioni che partono da una prima decurtazione dell’assegno e arrivano fino alla sua perdita totale.

Come funziona – Un tutor seguirà il disoccupato, proponendogli un programma di ricerca intensiva di una nuova occupazione. Il destinatario dell’assegno dovrà svolgere le attività individuate dal tutor e accettare le offerte di lavoro congrue, come definite all’articolo 25 del decreto legislativo 150/2015. Un eventuale rifiuto ingiustificato da parte del soggetto farà scattare dei meccanismi di graduale riduzione delle misure di sostegno al reddito. Il servizio sarà sospeso se la persona ottiene un’assunzione in prova o a tempo determinato e riprenderà nel caso in cui il rapporto di lavoro abbia avuto una durata inferiore a sei mesi.

Come ottenere l’assegno – La somma viene intascata dal centro per l’impiego o dall’agenzia privata per il lavoro “a risultato raggiunto”, cioè alla firma del contratto subordinato. Il disoccupato, per ottenere l’assegno, deve presentare al servizio pubblico (una novità è il coinvolgimento anche dei patronati) la dichiarazione di immediata disponibilità a lavorare, la “Did”, e richiedere la somma. Il servizio si conclude dopo 180 giorni, con una possibile proroga di altri 180 giorni in caso di assunzione con contratto di almeno sei mesi.

Bonus bebè Inps

PER I NATI NEL 2018 ASSEGNO CORRISPOSTO SOLO PER UN ANNO

La legge di bilancio 2018 ha previsto che l’assegno di natalità, il c.d. bonus bebè, erogato dall’Inps, venga riconosciuto anche per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018. La legge, pur in continuità temporale con la legge 190 del 2014, istitutiva dell’assegno e tuttora in vigore, presenta alcune differenziazioni opportunamente precisate con la circolare Inps n.50/2018. In particolare per i nati o adottati nel 2018 l’assegno è corrisposto fino al compimento del primo anno di età o del primo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell’adozione.

Dal 1° gennaio di quest’anno, dunque, l’assegno di natalità trova la sua disciplina in due distinte normative: la legge 205 del 2017, relativa agli eventi che si verificheranno nel corso del 2018, che prevede un assegno di durata massima annuale, e la legge 190 del 2014, riferita agli eventi verificatisi nel triennio 2015-2017, che prefigura un assegno di durata massima triennale e, proprio per tale specifico motivo, ancora in corso di applicazione.

Ape e Rita

IL PUNTO A ROMA CON GLI ESPERTI

Ape volontaria, Ape aziendale, Rita. E’ ruotata intorno alle tre forme di flessibilità in uscita dal mercato del lavoro la discussione nel corso dell’evento promosso di recente a Palazzo dell’Informazione, a Roma, da Manageritalia e Fondazione studi dei consulenti del lavoro. Un appuntamento che è stato anche l’occasione per presentare un protocollo di collaborazione in ambito previdenziale tra Manageritalia e Fondazione studi dei consulenti del lavoro. Manageritalia avrà la possibilità, in particolare, di accedere a un elenco di consulenti del lavoro specializzati in materia previdenziale.

“Siamo onorati che Manageritalia – ha spiegato Carlo Martufi, vicepresidente della Fondazione studi dei consulenti del lavoro- ci veda come interlocutori esperti nella valutazione delle situazioni delle persone che sono in uscita dal mercato del lavoro. Noi abbiamo già 100 consulenti del lavoro che sono specializzati in materia previdenziale, e altri 500 saranno formati grazie al supporto della nostra cassa previdenziale, l’Enpacl. Noi vogliamo essere di supporto a Manageritalia per l’analisi di queste soluzioni normative”. L’intesa punta anche alla realizzazione di eventi centrati sul tema della previdenza

“Ape e Rita – ha concluso – sono opportunità per valorizzare e ottimizzare i periodi contributivi per arrivare a una soluzione pensionistica”.

Soddisfatto anche Mario Mantovani, vicepresidente di Manageritalia. “Ape e Rita – ha spiegato – sono importanti perché permettono la flessibilità in uscita e danno la possibilità di garantire la sostenibilità del sistema ma anche alle persone di programmare il futuro. Sono dei tentativi di dare flessibilità, vedremo nei prossimi anni il successo che avranno. Stiamo dedicando sempre più tempo ai temi previdenziali. E siamo sempre più convinti che non si possano più correre rischi di cadere in situazioni di insostenibilità previdenziale. Con questo protocollo intendiamo avvalerci – ha aggiunto – di professionisti specifici come i consulenti del lavoro che conoscono i dettagli normativi per aiutare i nostri colleghi a programmare il proprio futuro previdenziale”.

E del futuro del nostro sistema previdenziale ha parlato anche Guido Carella, presidente di Manageritalia: “Noi vogliamo partire dalla valutazione degli indici demografici, che molto spesso purtroppo sono dimenticati o ignorati. Il nostro è un Paese che nel prossimo decennio avrà una composizione demografica fortemente focalizzata sugli over 60. Avremo un terzo del Paese che avrà un’età superiore ai 60 anni. E c’è un indice di natalità molto preoccupante. E tutto questo non può che farci riflettere su indici di sostenibilità a 10-20-30 anni del sistema pensionistico”.

“Io credo -ha sottolineato Carella- che la riforma Fornero non debba essere toccata e noi siamo fermamente convinti che sarebbe un disastro. Anzi va rinforzata per renderla sostenibile nei prossimi 15-20 anni”.

All’appuntamento ha partecipato anche Stefano Patriarca, del nucleo coordinamento della politica economica-presidenza del Consiglio dei ministri, che ha contribuito all’ideazione dei nuovi strumenti Ape e Rita.

“L’utilità di Ape e Rita -ha puntualizzato Patriarca- consiste nel fatto che consentono alle persone di decidere quando andare via dal mercato del lavoro alcuni anni prima dell’età di pensionamento. Rita permette di farlo 5 anni o 10 se si è disoccupati, e l’Ape 3 anni e 7 mesi prima. Questo lo si fa con l’Ape sociale se si rientra nelle categorie gravose o se si è disoccupati, e gratuitamente perché è lo stato che paga l’indennità. Se non si rientra in queste categorie ognuno può scegliere liberamente di avere un pezzo della sua pensione in anticipo col patto poi di ‘restituirla’ al sistema bancario che eroga il prestito, con costi molto bassi”.

Per Patriarca, sulle riforme in ambito pensionistico non si può tornare indietro. “L’aumento dell’età di pensionamento -ha detto- è ineluttabile in un paese che invecchia. Non si possono modificare gli elementi fondamentali della riforma Fornero perché l’equilibrio finanziario è molto delicato, e allora questi strumenti come Ape e Rita consentono di perseguire ugualmente un obiettivo, che è quello di aiutare le persone rispetto al mercato del lavoro, senza oneri rilevanti a carico dello Stato”.

E sulle possibili modifiche alla legge Fornero, Patriarca ha rimarcato: “Io do un giudizio tecnico: il nostro già precario equilibrio finanziario sta diventando più precario perché abbiamo dei problemi sul dato dell’invecchiamento della popolazione che è più veloce di quello che pensavamo, e anche dal punto di vista dello sviluppo e della crescita. E questo mette in pericolo gli elementi di stabilità finanziaria. Io penso che non ci siano spazi tecnici per eliminare la riforma Fornero, poi la politica può decidere molte cose. Occorre invece trovare forme nuove -ha concluso- e questi strumenti possono dare una risposta”.

Per Antonello Orlando, esperto di Fondazione studi dei consulenti del lavoro, “Ape e Rita sono due strumenti che di fatto permettono il prepensionamento rispetto alle scadenze per le pensioni di vecchiaia che ormai sono sempre più dilatate nel tempo”. “Sono in qualche modo complementari – ha precisato – anche se pesantemente diversi. Rita consente un risparmio fiscale molto importante perché c’è un sistema di tassazione agevolata che è assolutamente imbattibile rispetto ai redditi tradizionali. I due strumenti potranno essere d’interesse per due platee diverse”.

E per Romano Benini, giornalista economico ed esperto della Fondazione studi dei consulenti del lavoro, “i cambiamenti nel mercato del lavoro richiedono una gestione della flessibilità non solo in ingresso, ma anche in uscita”. Gli strumenti come Ape e Rita possono riscontrare una forte domanda di alcune categorie, come quella dei manager, che è fortemente scossa da questi cambiamenti nel mercato del lavoro, e che potrebbe quindi utilizzare al meglio questi strumenti”, ha terminato.

Carlo Pareto

Come cambiano le pensioni. A riposo più tardi ma con il portafoglio più gonfio

Età e scatti

COME CAMBIANO LE PENSIONI

In quiescenza più tardi ma con il portafoglio più gonfio. E’ quanto emerge dai dati sui flussi di pensionamento del 2017, confrontati con quelli dell’anno precedente, diffusi dall’Inps. Dall’ultimo monitoraggio dell’Istituto di previdenza risulta che gli assegni erogati l’anno scorso sono aumentati del 7,1%, passando dai 970 euro del 2016 ai 1.039 del 2017. E’ salita anche l’età media di decorrenza, pari a 66,7 anni nel 2017 invece dei 66,4 anni del 2016.

Scatti – Sono aumentati del 7,1% gli importi medi delle pensioni liquidate nel 2017, passando dai 970 euro del 2016 ai 1.039 euro del 2017. Per la prima volta, dunque, l’importo medio dei nuovi assegni ha superato i mille euro. Nel dettaglio, si va dai 2.275 euro al mese per le pensioni di anzianità dei lavoratori dipendenti ai 239 euro delle pensioni di vecchiaia dei lavoratori parasubordinati. Tra le due categorie, gli artigiani e i commercianti, con pensioni di vecchiaia rispettivamente pari a 842 euro e 927 euro.

Età – L’età media di decorrenza è aumentata di tre mesi, passando dai 66,4 anni del 2016 ai 66,7 dell’anno scorso. Sembrano soglie alte ma che, in realtà, subiscono l’influenza delle pensioni di reversibilità, concesse quest’anno a un’età media di 75 anni. Per questo motivo l’Inps sottolinea che “per il 2017 sia i requisiti di età per la vecchiaia, sia quelli di anzianità per la pensione anticipata, sono rimasti immutati rispetto al 2016, anno quest’ultimo che aveva invece visto l’aumento di tutti i requisiti rispetto all’anno precedente di 4 mesi per effetto dell’incremento della speranza di vita e di ulteriori 18 mesi e 12 mesi rispettivamente per le lavoratrici dipendenti ed autonome”.

Nel dettaglio, l’età di decorrenza per le pensioni di vecchiaia l’anno scorso è stata di 66,6 anni per gli uomini (come nel 2016) e di 64,8 per le donne (invece dei 64 anni dell’anno precedente) mentre le pensioni di anzianità sono scattate a 61,2 anni (61 nel 2016) per i lavoratori e a 59,9 per le lavoratrici (59,6 nel 2016). L’età per gli assegni di invalidità è invece rimasta invariata per gli uomini, attestandosi a 53,8 anni, mentre per le donne è aumentata dai 51,6 anni del 2016 ai 51,8 anni del 2017.

Numeri – E’ aumentato del 6,2% il numero di pensioni liquidate nel 2017, passando dalle 486.076 del 2016 alle 516.706 dell’anno passato. In aumento anche quelle di vecchiaia, pari a 155.592 rispetto alle 125.436 del 2016 (+24% ) mentre quelle anzianità/anticipate sono ammontate a 140.193 rispetto alle 120.371 dell’anno precedente (+16,4%). In calo invece le pensioni di invalidità – che passano dalle 51.424 del 2016 alle 41.432 del 2017 – e quelle ai superstiti, pari a 179.489 rispetto alle 188.848 dell’anno precedente.

Sono poi aumentate nel 2017 le liquidazioni di pensioni sopra i 3mila euro, passate dalle 16.015 del 2016 alle 20.041 certificate al 2 gennaio 2018. In calo invece le pensioni sotto i 500 euro, pari nel 2017 a 40.505 contro le 47.268 registrate nell’anno precedente; mentre salgono a 46.309 rispetto alle 43.701 registrate nel 2016 le pensioni tra i 1.000 e i 1.500 euro, così come aumentano a 34mila (rispetto alle 29.700 dell’anno precedente) quelle da 1.500 a 2.000 euro e le pensioni fino a 2.999 euro pari a 32.958, rispetto alle 28.910 del 2016.

Inps

PENSIONAMENTI 2018 DEL COMPARTO SCUOLA

Il decreto ministeriale 919 del 23 novembre 2017, relativo alle cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2018, ha fissato al 20 dicembre 2017 il termine finale per la presentazione ovvero la revoca da parte di tutto il personale del Comparto Scuola, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, delle domande di cessazione per dimissioni volontarie dal servizio con effetti dal 1° settembre 2018. Il termine per la presentazione della domanda di cessazione dal servizio dei dirigenti scolastici è fissato invece al 28 febbraio 2018.

La circolare 4 descrive le istruzioni operative per la predisposizione delle posizioni assicurative propedeutiche al pensionamento del personale del Comparto. A tale riguardo la circolare raccomanda la massima collaborazione tra il personale Inps e il personale Miur.

Consulenti lavoro

CHIARIMENTI E ANTICIPAZIONI SU AGEVOLAZIONI ASSUNZIONI GIOVANI

La Legge di Bilancio 2018 riscrive il quadro delle agevolazioni per le assunzioni a tempo indeterminato, le conversioni dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato e le prosecuzioni dei contratti di apprendistato in un rapporto a tempo indeterminato.

La circolare numero 3 del 2018 della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro analizza queste novità, approfondendo le diverse condizioni previste per fruire degli sgravi, e fornisce alcune ipotesi sul provvedimento Anpal per le assunzioni nelle regioni del Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna) che potranno riguardare, non solo i giovani, ma anche i soggetti privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

In particolare, l’agevolazione effettuata nelle suddette regioni può essere incrementata, limitatamente al 2018, fino al 100% dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro, sempre con esclusione dei premi INnail, ma fino ad un massimo di 8.060 euro annui. Occorre ora attendere apposito provvedimento attuativo dell’Agenzia che indichi requisiti, modalità e condizioni per fruirne.

Anpal-Manageritalia

INTESA SU ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

Avvicinare il mondo delle scuole e quello delle aziende, indirizzare e arricchire la formazione scolastica con le competenze richieste dal mondo del lavoro. E’ questo l’obiettivo della convenzione firmata recentemente tra Anpal Servizi e Manageritalia e presentata a Roma in occasione dell’evento ‘Un caffè con… manager imprenditore’.

L’intesa è finalizzata a migliorare i percorsi di transizione dall’istruzione al lavoro dei giovani studenti, attraverso il coinvolgimento di imprese e istituti scolastici in un processo formativo continuo, congiunto e virtuoso che vede i manager fare da ponte. Alla base dell’accordo c’è ‘Food4minds’, l’iniziativa di Manageritalia volta a migliorare la sinergia scuola/mondo del lavoro e ad avere lavoratori e cittadini più vicini a quello che mercato e società chiedono oggi.

Gli interventi previsti andranno a incidere in particolare su tre ambiti specifici: la formazione dei tutor di Anpal Servizi sul modello ‘Food4Minds’ e ulteriori attività di informazione e comunicazione che i due soggetti riterranno utili per rafforzare i processi di transizione; la diffusione da parte dei tutor di Anpal Servizi del modello ‘Food4Minds’ nelle scuole che aderiranno al programma; il coinvolgimento dei manager – associati a Manageritalia – sia per favorire l’ospitalità dei giovani nei percorsi di alternanza scuola-lavoro, sia per portare nelle scuole le conoscenze e le esperienze del mondo del lavoro e dell’impresa.

La convenzione – che resterà in vigore fino al 31 luglio del 2020 – “è un esempio di contaminazione e di valorizzazione delle esperienze a costo zero”, ha spiegato il presidente dell’Anpal, Maurizio Del Conte, nel suo intervento illustrativo nella sede di Manageritalia. L’evento inaugurale è stato, inoltre, l’occasione per parlare di una possibile collaborazione tra Anpal e Manageritalia nell’ambito della ricollocazione dei manager che perdono il lavoro. Un problema che esiste e che va affrontato con politiche attive adeguate visto che – stando proprio ai dati di Manageritalia – ogni anno il 20% dei dirigenti (circa 4 mila) esce dal contratto.

In tal senso, le migliori “opportunità -ha aggiunto Del Conte- nascono dal confronto e da una collaborazione strutturale in grado di valorizzare la professione dei manager in accordo con le istituzioni”. E’ allora necessario, ha proseguito, “costruire una rete strategica per diffondere le esperienze di ricollocazione di maggior successo, con l’obiettivo di replicarle in maniera sistematica e in contesti territoriali diversi”.

“La collaborazione con Anpal -ha detto Guido Carella, presidente Manageritalia- è una grande opportunità per valorizzare e mettere al servizio del Paese le competenze dei manager. Sul primo fronte utilizzando l’esperienza di successo fatta con ‘Food4minds’, dove i manager sono ponte tra il mondo del lavoro e la scuola per portare le competenze richieste oggi sul mercato. Nel caso delle politiche attive per il lavoro dei manager per non disperdere un patrimonio di professionalità oggi indispensabili a tante nostre aziende per competere. Questo dimostra che le sinergie con il pubblico sono una delle strade maestre per gestire un contesto in continuo cambiamento”.

Carlo Pareto

Inps a porte aperte, operazione trasparenza

LA PREVIDENZA DEGLI ISCRITTI AL FONDO CLERO
Prosegue l’operazione trasparenza “Inps a porte aperte”. Nell’apposita sezione dedicata, raggiungibile dall’home page del sito istituzionale (www.inps.it), vengono pubblicate informazioni che chiariscono le regole previste per la composizione e l’effettivo funzionamento dei maggiori fondi speciali gestiti dall’Istituto. La sezione “Inps a porte aperte” è difatti destinata a migliorare il rapporto informativo tra Ente e cittadini, al di là degli obblighi prescritti dalla legge. L’obiettivo è quello di rendere più chiari i meccanismi di funzionamento delle prestazioni corrisposte dall’Istituto. L’iniziativa fa parte di quell’operazione trasparenza annunciata dal presidente Inps, Tito Boeri, all’atto del suo insediamento. Al riguardo è stata recentemente pubblicata una scheda informativa sulla previdenza degli iscritti al Fondo clero. Il Fondo di previdenza del clero e dei ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica è stato istituito quale fondo unico con legge 22 dicembre 1973 n.903. In passato, la legge 5 luglio 1961 n. 579 disciplinava l’assicurazione di invalidità e vecchiaia del clero e la legge 5 luglio 1961 n.580 disciplinava l’assicurazione di invalidità e vecchiaia dei ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica. Con l’unificazione dei due fondi previdenziali è stata istituita a carico del fondo anche la pensione ai superstiti, per cui il Fondo di previdenza del clero eroga la pensione di vecchiaia, la pensione di invalidità e la pensione ai superstiti a favore degli iscritti. Le pensioni erogate dal fondo sono 13.788 (dato di consuntivo 2014). Nonostante il rapporto iscritti/pensionati sia sempre ben superiore all’unità (1,45 nel 2015), la gestione è costantemente in passivo, riportando risultati economici annuali negativi compresi tra 56 e 115 milioni di euro nel periodo 2002-2015 ed un disavanzo patrimoniale di oltre 2,2 miliardi di euro nel 2015. La ragione di questo andamento risiede fondamentalmente nello squilibrio tra contributi versati e prestazioni erogate (nel 2015 il rapporto contributi/prestazioni è di 1 a 3).

Nel rimandare alla scheda informativa per ulteriori approfondimenti, l’Istituto opportunamente riporta in una nota alcune particolarità di tale comparto:
Il fondo non è stato interessato dalla riforma pensionistica Monti-Fornero.
I contributi non sono commisurati ad un’aliquota percentuale della retribuzione o del reddito, ma sono dovuti in misura fissa.
Il sistema di calcolo delle pensioni non è né retributivo, né contributivo e/o misto bensì a prestazioni definite in somma fissa.
Il fondo postula una misura minima per tutte le pensioni che eroga, corrispondente al trattamento minimo dell’assicurazione generale obbligatoria (euro 502,39 nel 2015).
Circa il 72% dei quasi 14mila pensionati del fondo risulta intestatario di altri trattamenti pensionistici da gestioni diverse, il cui valore medio è di 1000 euro lordi mensili. Da un ipotetico ricalcolo contributivo delle pensioni, si evidenzia che – delle pensioni del comparto con decorrenza successiva al 1999 – oltre il 60% delle pensioni subirebbe una decurtazione superiore al 50% e che non esistono soggetti che avrebbero un vantaggio con il ricalcolo contributivo. La scheda completa relativa al Fondo di previdenza del clero e dei ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica è disponibile – informa l’Ente – nella sezione “Inps a porte aperte” sul sito www.inps.it, insieme a tutte le altre già pubblicate.
Inps

IN CALO LE DOMANDE DI DISOCCUPAZIONE
A maggio sono state presentate in totale 85.764 domande di disoccupazione, il 29% in meno rispetto alle 120.760 del maggio 2014. Lo comunica l’Inps, indicando che sono state presentate 38.285 domande di ASpI, 14.427 di mini ASpI e 28.078 di NASpI, 331 domande tra disoccupazione ordinaria e speciale edile e 4.643 domande di mobilità. Dall’analisi nel dettaglio dei dati di giugno 2015, riferisce l’Inps nella nota, emerge che le ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria sono state 17,1 milioni. Nel mese di giugno 2014 erano state 22,7 milioni: si è quindi registrata una diminuzione tendenziale del 24,8%. In particolare, la flessione è stata pari al 24,4% nel settore industria e al 25,8% nel settore edilizia. Le variazioni congiunturali calcolate sui dati destagionalizzati registrano, rispetto al precedente mese di maggio 2015, una diminuzione dell’8,2%. Il numero di ore di cig straordinaria è stato invece di 31,6 milioni, con una riduzione del 3,1% rispetto a giugno 2014, nel corso del quale erano state autorizzate 32,6 milioni di ore. Rispetto a maggio 2015 si registra una variazione congiunturale, calcolata sui dati destagionalizzati, pari a -11,1%. Infine, gli interventi in deroga si sono concretizzati in 19,2 milioni di ore autorizzate, con un incremento del 29,4% se confrontati con giugno 2014, quando erano state autorizzate 14,8 milioni di ore. La forte variabilità nel numero delle ore autorizzate, non dipendenti da fattori di carattere stagionale ma dovuta agli interventi di politica economica, rende impossibile effettuare la destagionalizzazione dei dati.
A giugno cig -10,2% su mese,-3,3% su anno – Nel mese di giugno 2015 sono state autorizzate complessivamente 67,9 milioni di ore di cassa integrazione guadagni (CIG), con una diminuzione del 3,3% rispetto a giugno 2014, mese nel quale le ore autorizzate erano state 70,2 milioni. Lo comunica sempre l’Inps, aggiungendo che rispetto a maggio (dati destagionalizzati) il calo è del 10,2%.
Manageritalia a Boeri

LE PENSIONI PIÙ ELEVATE FANNO GIÀ SOLIDARIETÀ
“I pensionati con importi più elevati fanno già solidarietà e in grande quantità, dopo averla, peraltro, fatta sempre e abbondantemente”. Così Guido Carella, presidente di Manageritalia, ha risposto “alla recente richiesta di solidarietà avanzata dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, verso chi ha pensioni più alte”. “Basti pensare – ha detto Carella – che, come si evince dal rapporto Inps 2014, i pensionati con un assegno mensile lordo di importo pari o superiore a 3.000 euro sono il 5% del totale e assorbono il 15% della spesa, ma contribuiscono per ben il 40% alla quota dell’Irpef versata dalle pensioni (circa 52 miliardi di euro). A questo si aggiunge che per avere le pensioni più alte devono avere dichiarato nel corso della loro vita lavorativa redditi elevati e quindi corrisposto all’erario con aliquote progressive maggiori facendo da sempre tanta solidarietà”. “Forse – ha chiuso Carella – la solidarietà ulteriore va cercata non dentro l’Inps, ma fuori. In un paese dove c’è ancora troppa evasione, corruzione e spesa pubblica improduttiva, fonte di inefficienze, sprechi e privilegi. Qui, dalla fiscalità generale, si devono trovare i soldi per dare redditi e pensioni dignitose a chi ne ha davvero bisogno e per rilanciare il Paese. Non certo da quei pensionati che prendono pensioni medio-alte per aver fatto da sempre il loro ‘dovere’ sulla base di un patto con lo Stato già troppe volte disatteso”.

Fondazione Inarcasse
PIÙ NEWSLETTER PER GLI ISCRITTI
A partire da mercoledì 15 luglio, Fondazione Inarcassa potenzierà i servizi di newsletter dedicati ai propri iscritti. Oltre alla segnalazione – con cadenza quindicinale – dei bandi per l’ottenimento dei finanziamenti europei e al monitoraggio delle attività legislative d’interesse, a cura di Utopia, società di relazioni istituzionali, comunicazione e lobbying, Fondazione Inarcassa invierà ai propri associati una nuova rubrica, curata dall’associazione professionale Butti & Partners Avvocati e relativa alle principali novità di carattere giuridico-legale e normativo del settore. Gli ambiti oggetto di approfondimento saranno: edilizia, ingegneria e architettura, appalti e lavori pubblici, libera professione, fiscalità e mercato del lavoro. L’obiettivo è consentire agli iscritti di essere sempre aggiornati sulle novità legislative e giurisprudenziali d’interesse.

Carlo Pareto