Serie A, Ronaldo ‘Stecca’ ma è già fuga in avanti per i bianconeri

Dopo le prime tre giornate bianconeri in testa a punteggio pieno. Crollo Napoli in casa della Sampdoria, nessun’altra big tiene il passo della Vecchia Signora nonostante il fuoriclasse portoghese sia ancora a digiuno. Ora la sosta, spazio alla neonata Nations League

mandukicROMA – Sono bastati 270 minuti per vedere confermate le attese della vigilia: la Juventus è seriamente destinata a dominare il campionato. Dopo le prime tre gare di Serie A, infatti, i bianconeri sono da soli in testa a punteggio pieno con 9 punti. Il Napoli, unica big a tenere il passo dei ragazzi di Allegri dopo le prime due gare, è infatti crollato 3-0 in casa della Sampdoria. Il tutto nonostante Ronaldo sia ancora a digiuno di reti: rispetto alla Liga, le nostre difese sono un’altra cosa. Benvenuto in Italia, Cristiano.

CERCASI ANTI-JUVE – Il terzo turno è stato favorevole alle milanesi: il Milan ha battuto 2-1 la Roma nell’anticipo del venerdì sera grazie ad un gol all’ultimo respiro di Cutrone. Bene anche l’Inter che, dopo aver rimediato appena un punto nelle prime due uscite, ha espugnato il Dall’Ara di Bologna per 3-0 pur senza Icardi, costretto al forfait per un affaticamento muscolare poco prima del fischio d’inizio. Dopo i successi in rimonta contro Lazio e Milan, c’è stato appunto il brusco stop del Napoli di Ancelotti. Oltre alla doppietta di Defrel, spettacolare gol di tacco di Fabio Quagliarella: una delizia che ha chiuso definitivamente la partita. Primo sorriso anche per la Lazio, che ha sofferto più del dovuto in casa contro il Frosinone (1-0 firmato Luis Alberto). Nessuna comunque sembra destinata a far concorrenza alla Juventus, orientata in Italia a condurre un campionato a parte mettendo come obiettivo primario la conquista di quella Champions che manca dal ’96. Ronaldo però, oltre a disertare i sorteggi di Montecarlo, sarebbe meglio se aggiustasse la mira.

ECCO LA NATIONS LEAGUE – Intanto la Serie A si prende la prima pausa. Il campionato infatti tornerà tra due settimane per lasciar spazio alla Nazionale, impegnata nella neonata Nations League. Di che si tratta? Per avere partite più interessanti rispetto alle stucchevoli (e inutili) amichevoli, la Uefa ha lanciato questa nuova competizione. Sicuramente meno importante del Mondiale e dell’Europeo, la NL non è tuttavia da sottovalutare perché offre la possibilità, oltre a vincere un trofeo, di ottenere il pass per Euro 2020. Le 55 Nazionali sono divise in 4 gruppi (ABCD) in base al ranking. Gli azzurri di Mancini si trovano nella Lega A (formata da 12 squadre, suddivise in 4 gironi da 3) nel gruppo con Portogallo e Polonia. Venerdì a Bologna la sfida ai polacchi, lunedì 10 trasferta a Lisbona. Le quattro prime classificate dei gironi si affronteranno, la prossima estate, in semifinale e successiva finale: la vincente avrà la qualificazione all’europeo senza passare dalle qualificazioni. Visto com’è andata all’ultimo Mondiale, sarà bene non prendere sottogamba questo impegno.

Francesco Carci

Serie A. Dove sono i gol? La giornata degli 0-0.
Ha vinto la noia

higuainSulla carta erano in programma partite che promettevano spettacolo, Juventus-Inter su tutte, e invece ha vinto la noia. Bloccate sul pareggio anche Napoli e Roma, stasera può approfittarne la Lazio. Torna a vincere il Milan di Gattuso, esordio con sconfitta per Zenga sulla panchina del Crotone

ROMA – Da Higuain a Icardi, da Mertens a El Shaarawy senza dimenticare Mandzukic, Perisic, Callejon e Dzeko. Una serie di goleador eppure: Juventus-Inter 0-0, Chievo-Roma 0-0, Napoli-Fiorentina 0-0. La 16esima giornata di Serie A, che alla vigilia prometteva grande spettacolo, è stata una vera e propria delusione con tutte le partite di cartello terminate a porte inviolate.

Nel derby d’Italia Juventus-Inter ha vinto la paura di perdere. Un punto che sta bene soprattutto ai nerazzurri, che così hanno tenuto la Vecchia Signora a distanza di due punti ed evitato di subire il sorpasso. I bianconeri, privi di Buffon per infortunio, hanno osato meno del solito: ne è prova l’ingresso di Dybala (non al top della condizione), entrato in campo soltanto nell’ultimo quarto d’ora. Un pareggio che poteva essere una ghiotta occasione per Roma e Napoli di rubare due punti ad entrambe le concorrenti. I giallorossi invece hanno fatto il massimo, ma nella trasferta in casa del Chievo si sono trovati di fronte uno Stefano Sorrentino, portiere dei veneti, in stato di grazie che ha parato l’impossibile. Solo un punto anche per il Napoli al San Paolo contro la Fiorentina. Per gli azzurri, che stanno accusando la stanchezza dopo un avvio di stagione super, si è sentita l’assenza di Lorenzo Insigne. Sarà assolutamente necessario rinforzare la rosa nel mercato di gennaio per dare a Sarri una rosa più lunga e competitiva.

Di questi quattro pareggi può approfittarne la Lazio che stasera ospita all’Olimpico il Torino. Sarà una grande sfida tra i bomber Immobile e Belotti e tra gli allenatori amici Simone Inzaghi e Sinisa Mihajlovic. Prima vittoria per Rino Gattuso sulla panchina del Milan: i rossoneri sono tornati a vincere a San Siro dopo oltre due mesi battendo 2-1 il Bologna di Donadoni. Protagonista assoluto Giacomo Bonaventura, autore di una doppietta. In zona salvezza esordio negativo per Walter Zenga sulla panchina del Crotone: i calabresi hanno ceduto 2-1 al Sassuolo. L’Udinese ha superato 2-0 il Benevento, pareggi 2-2 tra Cagliari-Sampdoria e Spal-Verona. Genoa-Atalanta, inizialmente in programma oggi alle 19, è stata rinviata a martedì (stesso orario) per l’allerta meteo nel capoluogo ligure.

Francesco Carci

Derby di Milano all’Inter, Icardi stende il diavolo. Impresa dalla Lazio

icaredi

Giornata cruciale in Serie A: i nerazzurri battono 3-2 la squadra di Montella, sempre più lontana dalla zona Champions. Negli altri scontri diretti impresa dalla Lazio in casa della Juventus, il Napoli supera la Roma all’Olimpico e resta a punteggio pieno
ROMA – Napoli, Inter e Lazio godono. Juventus, Roma e Milan piangono. L’ottava giornata di Serie A era una di quelle cruciali con tre importantissimi scontri diretti che hanno dato molte indicazioni sul futuro del campionato.

DERBY ALL’INTER, ICARDI SHOW – Partiamo dal posticipo della domenica, il sentitissimo derby di Milano. Si legge Inter-Milan, ma è stato Icardi vs Milan. Hanno vinto i nerazzurri 3-2, trascinati infatti dalla tripletta del centravanti argentino, che si è preso così una rivincita personale dopo essere stato escluso dalla formazione titolare con l’Argentina. La Milano nerazzurra gongola: in 8 giornate sono arrivate 7 vittorie ed un pareggio, nonostante un gioco che ancora non entusiasma Ma i risultati sono la cosa più importante e la cura Spalletti sembra davvero funzionare.
IMPRESA LAZIO – La giornata si era aperta con Juventus-Lazio. Una prova del 9 per i biancocelesti, reduci da un grande avvio di campionato grazie ai gol di Ciro Immobile. E proprio l’attaccante campano ha firmato la doppietta nel sorprendente 2-1 finale: i bianconeri non perdevano in casa da oltre due anni, mentre la Lazio non espugnava Torino da ben 15 anni. Un’impresa storica, come l’ha definita il tecnico Simone Inzaghi, che molti danno come futuro allenatore proprio della Vecchia Signora. Una nota di merito anche al portiere biancoceleste Strakosha che, a tempo scaduto, ha parato il rigore del possibile pareggio a Dybala. Un ko che rischia di minare parecchie certezze in casa juventuna.

IL NAPOLI PROVA LA FUGA – Il Napoli non si è lasciato sfuggire la ghiotta occasione di allungare sulla Juventus. I ragazzi di Sarri hanno espugnato l’Olimpico battendo 1-0 la Roma grazie al gol di Insigne, il primo in assoluto ai giallorossi. Abituati a fare un calcio spettacolare, questa volta gli azzurri hanno dimostrato grande carattere e cinismo, oltre ad una tenuta difensiva perfetta. La Roma ha recriminato per le numerose assenze, ma anche quest’anno sembra mancare qualcosa per lottare per lo scudetto.

LA CLASSIFICA – Dopo 8 giornate questa è la classifica (in attesa del posticipo Verona-Benevento):
1. Napoli 24
2. Inter 22
3. Juventus 19
4. Lazio 19
5. Roma 15*
6. Sampdoria 14*
7. Bologna 14
8. Torino 13
9. Chievo 12
10. Milan 12
11. Fiorentina 10
12. Atalanta 9
13. Udinese 6
14. Cagliari 6
15. Crotone 6
16. Genoa 5
17. Spal 5
18. Sassuolo 5
19. Verona 3*
20. Benevento 0*
*una partita in meno

Le pagelle del 2017: Juve Campione, ma la vera impresa è del Crotone

Con l’amara sconfitta della Juventus in finale di Champions League contro il Real Madrid, si è chiusa la stagione 2016/2017: per i bianconeri sesto scudetto di fila, un record. Atalanta rivelazione del campionato, malissimo l’Inter. Storica e impensabile la salvezza dei calabresi. Vediamo tutti i voti delle 20 squadre di Serie A

Foto LaPresse - Francesco Mazzitello28/05/2017 - Crotone (Italia)Sport CalcioCrotone vs Lazio                                                              Campionato di calcio serie A Tim 2016-2017 - Stadio Scida Crotonenella foto la festa del Crotone salvo all'ultima giornataPhoto LaPresse - francesco Mazzitello28/05 /2017 Sport soccerCrotone vs LazioItalian football Championship legue A Tim 2016-2017 " Scida Stadium" Crotonein the pic players of Crotone celebrates

Foto LaPresse – Francesco Mazzitello28/05/2017 – Crotone (Italia)Sport CalcioCrotone vs Lazio Campionato di calcio serie A Tim 2016-2017 – Stadio Scida Crotonenella foto la festa del Crotone salvo all’ultima giornataPhoto LaPresse – francesco Mazzitello28/05 /2017 Sport soccerCrotone vs LazioItalian football Championship legue A Tim 2016-2017 ” Scida Stadium” Crotonein the pic players of Crotone celebrates

ATALANTA 9 – La vera rivelazione del campionato. Nemmeno il più ottimista dei tifosi orobici si sarebbe aspettato una qualificazione in Europa League. Papu Gomez la stella (anche dei social), ma grande merito va dato a Gasperini che ha avuto il coraggio di lanciare tanti giovani (da Caldara a Kessié fino a Conti e Petagna): le casse del club saranno ricoperte d’oro, anche se non tutti i pezzi pregiati lasceranno Bergamo.
BOLOGNA 6 – Mai immischiata nella lotta per non retrocede, ma raramente ha regalato ai propri tifosi partite divertenti. Da Destro ci si aspetta sempre qualche gol in più. Stagione senza infamia e senza lode.
CAGLIARI 7 – La migliore delle neopromosse. Molte scommesse vinte: il tecnico Rastelli al primo anno in A, un Borriello ritrovato (16 gol) e un settore giovanile che promette bene. Troppe però le goleade subite: proprio sulla tenuta della difesa bisognerà migliorare in vista del prossimo anno.
CHIEVO 6,5 – L’ennesima salvezza senza mai finire nella zona calda non deve passare come fatto scontato. Un premio alla società e all’allenatore Maran, bravo a gestire uno spogliatoio pieno di giocatori di esperienza con qualche talento più verde.
CROTONE 10 – Dato per spacciato già in estate e senza alcuna speranza alla fine del girone d’andata, quando i calabresi erano fanalini di coda con appena 9 punti in classifica, il club pitagorico è riuscito a compiere un vero e proprio miracolo, festeggiando la salvezza al termine di una storica rimonta concretizzatasi nell’ultima giornata ai danni dell’Empoli. Merito soprattutto del tecnico Davide Nicola che non ha mai smesso di crederci e che ha creato un gruppo la cui dignità e compattezza ha sovvertito alla differenza qualitativa con gli avversari.
EMPOLI 4 – Una retrocessione drammatica perché arrivata all’ultima giornata, ma meritata. Fino al penultimo turno la permanenza in serie A si sarebbe concretizzata più per le “disgrazie” altrui che per meriti propri, fino alla rimonta del Crotone che ha dimostrato molto più carattere dei toscani. Si ricordano le prestigiose vittorie esterne in casa di Milan e Fiorentina e basta: troppo poco per salvarsi.
FIORENTINA 5 – Male in Europa, malino in campionato. Una vera disfatta l’eliminazione dall’Europa League con il ko interno 4-2 contro il Borussia Moenchengladbach dopo la vittoria 1-0 all’andata in Germania. Lì è calato il sipario sulla stagione dei viola: con Paulo Sousa già certo dell’addio a fine stagione, sono mancate le motivazioni per una rimonta in campionato verso la zona Europa che era ancora più che possibile.
GENOA 5 – Se l’è vista brutta il Grifone. Dopo un ottimo avvio di stagione, piano piano i liguri si sono persi e le mosse societarie, dalle cessioni di Rincon e Pavoletti all’allontanamento del tecnico Juric (poi richiamato), hanno creato solo caos e timori nello spogliatoio rossoblù. Fortunatamente era stato fatto abbastanza per evitare la retrocessione, ma l’annata, con i due derby persi contro la Sampdoria, resta ampiamente negativa.
INTER 3 – Stagione da dimenticare sotto tutti i punti di vista. Nata male con l’addio di Mancini a pochi giorni dall’avvio del campionato e la scelerata scelta di affidarsi ad uno “sprovveduto” come De Boer e finita peggio con il poco elegante esonero di Pioli a tre giornate dalla fine. I “colpi” di mercato Joao Mario e Gabigol, costati complessivamente oltre 70 milioni, si sono rivelati due flop, esattamente come quello di Kondogbia di 12 mesi prima. Pochissimi i giocatori a salvarsi (Handanovic, Perisic e Icardi), segno di come sia inevitabile una rivoluzione nella rosa, ma anche una maggiore chiarezza societaria. La consolazione è che i soldi (dalla Cina) non mancano.
JUVENTUS 8,5 – È arrivato il sesto scudetto di fila, nessuno c’era mai riuscito nel campionato italiano. Quest’anno non c’è stato il dominio come negli anni precedenti, merito di Roma e Napoli che hanno colmato buona parte del gap, ma quella bianconera resta comunque una corazzata difficile da battere. Bravo Allegri ad inventarsi a metà stagione il modulo 4-2-3-1 regalando nuova linfa a giocatori come Mandzukic e Cuadrado, fino ad allora usati a intermittenza. Da segnalare anche la vittoria della terza Coppa Italia consecutiva, è mancata purtroppo la ciliegina sulla torta: in finale di Champions League la Vecchia Signora si è arresa 4-1 al Real Madrid e addio “triplete”, ma una notte profondamente amara non cancella una stagione da protagonista. Si riparte con la consapevolezza di avere tutto per riprovarci, mentre gli avversari italiani faticano a malapena a passare il turno a gironi.
LAZIO 7,5 – Stagione super per i biancocelesti. Difficile da pronosticare dopo l’estate turbolenta con l’addio di Bielsa senza nemmeno iniziare l’avventura nella Capitale e la chiamata in extremis da parte di Lotito a Simone Inzaghi, già con la valigia direzione Salerno. E invece l’ex tecnico della Primavera si è dimostrato eccome all’altezza della Serie A, gestendo uno spogliatoio non facile per i difficili rapporti tra i “senatori” e il ribelle Keità. Tutto è filato liscio: sfiorato il record di punti in campionato (70 contro i 72 del 2000) e la vittoria della Coppa Italia, dove i capitolini si sono inchinati solo in finale alla Juventus. L’anno prossimo c’è l’Europa League: la società deve muoversi bene per regalare a Inzaghi una rosa più lunga e competitiva.
MILAN 6 – Tra mille difficoltà, con lo storico passaggio societario da Berlusconi ai cinesi, l’obiettivo minimo (l’Europa League) è stato raggiunto e per Montella non era un compito semplice. Ma parliamo sempre di Milan e un sesto posto non può passare come traguardo positivo. Per questo i nuovi proprietari devono acquistare giocatori importanti per far tornare i rossoneri nelle zone che gli spettano.
NAPOLI 6,5 – Un’annata piena di record non può che essere positiva nonostante l’assenza di trofei. Quella di Sarri si conferma una vera e propria macchina da gol: mai gli azzurri ne avevano segnato 115 gol in una stagione, mai 94 in campionato e mai 50 in trasferta in Serie A, così come non avevano mai toccato 86 punti. Tutto questo non ha portato alla vittoria di un titolo, ma comunque alla consapevolezza che l’anno prossimo, con qualche ritocco e nessuna cessione illustre, si può alzare ulteriormente l’asticella.
PALERMO 4 – Stagione assolutamente negativa. A differenza del Milan, i rosanero hanno sentito notevolmente il cambiamento societario con l’addio di Zamparini e l’arrivo di Baccaglini. Molte colpe sono da attribuire all’ex presidente che, resosi conto che l’avventura in Sicilia stava per terminare, ha creato in estate una squadra non all’altezza, che infatti è sempre stata relegata negli ultimi posti della classifica. Un briciolo di dignità si è recuperata alla fine con Bortoluzzi in panchina, ma ormai i giochi erano fatti.
PESCARA 3 – Dopo una sola stagione gli abruzzesi tornano in Serie B. Meritatamente a dir poco. Per la squadra allenata prima da Oddo e poi da Zeman la miseria di 18 punti con appena 3 vittorie, di cui una a tavolino. Assolutamente non all’altezza della massima serie.
ROMA 6 – Discorso abbastanza simile al Napoli: record di punti (87) e di gol segnati (90), ma zero titoli. Per il nono anno consecutivo. Iniziano ad essere troppi e il primo a capirlo, in largo anticipo, è stato proprio Luciano Spalletti (eccessivamente criticato anche se con la leggenda Totti poteva usare meno razionalità e più buonsenso) che ha fatto le valigie. Male nelle coppe: contro il Lione in Europa League e la Lazio in Coppa Italia si poteva fare di più.
SAMPDORIA 6,5 – Inizio stentato, poi una buona continuità grazie all’ambientamento a Genova di Giampaolo (che si è guadagnato il rinnovo del contratto fino al 2020) e alla crescita di tanti giovani, Schick su tutti. Riflettori sul doppio derby vinto sia all’andata che al ritorno contro il Genoa: il prossimo anno si può puntare all’Europa.
SASSUOLO 5,5 – La squadra più bersagliata dalla sfortuna, che ha tolto per tutta la prima della stagione la stella Berardi e per diversi mesi elementi fondamentali come il capitano Magnanelli, Missiroli e Defrel. Il cammino in Europa League resta una piacevole esperienza (chissà se ripetibile) ma anche in ambito internazionale, così come in campionato, qualcosina in più era lecito aspettarselo. Soprattutto quando il presidente Squinzi, scherzando ma non troppo, parla di scudetto e Champions League.
TORINO 6 – A inizio anno il progetto era chiaro: tornare in Europa nel giro di due anni. Il primo tentativo è andato fallito, ma non per questo si può parlare di stagione negativa. Anche perché va segnalata l’esplosione del “Gallo” Belotti, ora punto fermo della Nazionale di Ventura, che ha raggiunto il valore di 100 milioni. Cairo gongola, ma deve aprire il portafoglio se vuole centrare l’obiettivo dichiarato 12 mesi fa.
UDINESE 6 – Maluccio Iachini, la squadra si è ripresa con l’arrivo di Delneri, che infatti si è guadagnato la riconferma per la prossima stagione. Non è più l’Udinese di qualche anno fa, piena di giovani talenti (e di un grande Di Natale), ma gli investimenti sul nuovo stadio (Dacia Arena) e su nuovi baby promettenti potrebbero dare i frutti nel prossimo campionato.

Francesco Carci

Serie A. Top & Flop: vincono le big, la Lazio non resta ‘Immobile’

Turno favorevole per le prime 7 della classe: tutto facile per la Juventus, successi nel finale per Milan, Inter, Napoli e Lazio che ritrova dopo oltre due mesi i gol del suo bomber. In basso 3 punti d’oro per l’Empoli nello scontro diretto contro il Palermo. Vediamo i top & flop di questa 19esima giornata, l’ultima del girone d’andata.

immobileTOP – Al terzo posto Ivan Perisic: decisiva la doppietta dell’esterno croato nel successo 2-1 dell’Inter sul campo dell’Udinese. Un bel segnale: i nerazzurri non dipendono soltanto dai gol di Icardi. A proposito di doppiette, al secondo posto troviamo il “Papu” Gomez: nel 4-1 dell’Atalanta sul campo del Chievo l’argentino firma una doppietta in 23’ che spiana la strada per l’importante vittoria degli orobici. Ma merita il primato Ciro Immobile che, grazie a un gol da vero centravanti, regala proprio nei minuti finali 3 punti d’oro alla sua Lazio, bloccata fino ad allora sullo 0-0 da un generoso Crotone. L’ex attaccante del Torino non segnava dal 30 ottobre: con il nuovo anno il digiuno è finito.

FLOP – Restando su Lazio-Crotone, il compito per i biancocelesti poteva essere più agevole se nel primo tempo Lucas Biglia avesse segnato il rigore che invece ha spedito sulla traversa (probabilmente sta ancora tremando). Dall’argentino, sul gradino più basso del podio, un grazie speciale a Ciro Immobile. Al secondo posto Pepe Reina: fa ancora discutere l’episodio in Napoli-Sampdoria in cui, sul punteggio di 0-1, è stato espulso il difensore doriano Silvestre, reo di aver disturbato il portiere azzurro durante il rinvio. Per l’argentino secondo giallo e cartellino rosso, ma è sembrato chiaro da subito che il contatto fosse minimo e decisamente accentuato con furbizia dall’estremo difensore spagnolo. Gli azzurri di Sarri vincono 2-1 all’ultimo secondo e negli spogliatoi scoppia l’ira del presidente blucerchiato, Massimo Ferrero, che ora chiede a gran voce la moviola in campo. E infatti al primo posto troviamo gli arbitri, probabilmente con la testa ancora alle vacanze natalizie. Oltre a questo errore in Napoli-Sampdoria di Di Bello, si fa fatica a comprendere perché non sia stato dato da Rizzoli un rigore solare al Genoa nella partita contro la Roma (contatto Strootman-Rigoni), vinta 1-0 a Marassi dai giallorossi. Weekend da dimenticare per i nostri fischietti.

Francesco Carci

Serie A. l’Inter perde la
partita, Icardi.. la testa

interPesante ko dei nerazzurri a Modena contro il Sassuolo, che affonda gli avversari per 3-1 aprendo ufficialmente la crisi della squadra di Mancini. A fine gara il centravanti argentino, insieme a Guarin, si dirige verso i propri tifosi per regalare la maglia, ma va su tutte le furie dopo che questa gli viene polemicamente restituita. Pareggiano Juventus e Roma, sorride il Napoli, che allunga su Lazio e Sampdoria e si avvicina al secondo posto. L’Atalanta batte in extremis il Cagliari grazie a una magia dell’ex Pinilla. Continua a leggere