Biotestamento. Napolitano ringrazia la Coscioni

biotestamento“Dopo quindici anni finalmente approdiamo a un disegno di legge”, così Mina Welby aprendo il Convegno “Testamento biologico: liberi fino alla fine” presso la Sala degli Atti parlamentari della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” e promosso dall’Associazione Luca Coscioni, in collaborazione con l’intergruppo “testamento biologico e eutanasia”.
A presiederlo Marco Cappato, tesoriere della Coscioni e Filomena Gallo, segretario dell’Associazione.
“Desidero confermarle l’attenzione con cui continuo a seguire tutti i casi di tragica sofferenza personale e in generale i temi evocati da Associazione Luca Coscioni con riferimento alla disciplina di fine vita.Spero che il Parlamento dopo il primo passaggio già avvenuto alla Camera dei Deputati riesca finalmente ad approvare il provvedimento contenente norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento, che credo risponda a sentimenti e sensibilità ormai prevalenti nella nostra società. Con auspici di buon lavoro per il vostro convegno”
Questo il messaggio dell’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano inviato a Mina Welby co-presidente di Associazione Luca Coscioni che insieme all’Associazione sta conducendo proprio in queste ore un convegno in Senato dal titolo: “Testamento biologico: liberi fino alla fine”.
Mina Welby, co presidente di Assocazione Luca Coscioni ha sentitamente ringraziato Napolitano per la rinnovata e costante vicinanza nei confronti dei lavori dell’associazione, iniziati proprio da Piergiorgio Welby oltre dieci anni fa, commentando: “Le vicende di molti cittadini, che negli anni passati e fino ai giorni nostri stimolano le battaglie dell’Associazione Luca Coscioni, hanno contribuito alla sensibilizzazione non solo dei cittadini, ma anche della politica. Il passaggio a grande maggioranza alla Camera del provvedimento, che riguarda le libertà di decisione alla fine della vita, fa ben sperare che anche il Senato approvi il Disegno di Legge”.
“Quando si tratta di diritti civili si tratta di diritti che attraversano la coscienza, dove non si può rischiare di svilirli per questioni di maggioranza o opposizioni”, ha detto la senatrice Ilaria Borletti Buitoni e ha aggiunto: “La legge passata alla Camera è solo un passo a cui devono seguirne altri, senza cedimenti” perché “questa è la strada che ci porta all’essere un Paese civile”.
Sulla Legge che aspetta il via del Senato, la relatrice della legge al Senato della Repubblica, Emilia De Biasi ha affermato: “La prima cosa che ho fatto è stata quella di rendere pubbliche le audizioni, perché la gente deve sapere”, e ponendo così il monito contro la troppa disinformazione al riguardo.
Nel corso del dibattito e alle tavole rotonde avvalorate dalla presenza di numerosi rappresentanti delle istituzioni, sono state portate evidenze in tema di: presentazione del disegno di legge su consenso informato e Disposizioni anticipate di trattamento; il confronto sugli aspetti più significativi del disegno di legge; il medico al servizio del paziente; l’aiuto della costituzione al legislatore; le Libertà civili alla fine della vita e diritto alla conoscenza sul fine-vita in Italia.

Fine vita, proposta del Psi
in tutte le Regioni

eutanasiaLa proposta di legge per il fine vita è stata calendarizzata nella capigruppo: “Finalmente il Parlamento – afferma Pia Locatelli, capogruppo della componente socialista a Montecitorio – avvia una discussione sulla legge sul fine vita e sul testamento biologico, l’obiettivo dell’Intergruppo è stato raggiunto”.
“Abbiamo inviato una lettera a tutti i capigruppo – continua Pia Locatelli, che ricompre anche il ruolo di coordinatrice, assieme a Marisa Nicchi e a Ilaria Borletti Buitoni, dell’Intergruppo eutanasia legale e testamento biologico – firmata da 67 deputati, sollecitando la discussione delle varie Pdl, e dobbiamo ringraziare Arturo Scotto per aver posto l’attenzione sul tema. C’è la proposta di Sel, c’è una proposta di legge popolare e io stessa ne ho presentata una a inizio legislatura. Noi vogliamo che si faccia una legge. Non abbiamo dato volutamente delle indicazioni proprio per permettere un coinvolgimento trasversale e la costruzione di un testo ampiamente condiviso”.

Soddisfazione arriva anche dalla portavoce del Psi, Maria Cristina Pisani: “Avevamo chiesto insieme al segretario nazionale Riccardo Nencini ai nostri amministratori di colmare un vuoto legislativo favorendo nei territori il riconoscimento del rispetto della dignità umana. Con coraggio – aggiunge – in tutte le Regioni, in Campania, nel Lazio, in Piemonte, in Umbria, in Sicilia, Basilicata e Marche i nostri consiglieri stanno presentando la nostra proposta di legge ‘Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT). A loro rivolgo il nostro ringraziamento. Il cuore della libertà è rappresentato dal diritto di definire il proprio concetto di esistenza. Per questo andremo avanti contro l’integralismo e l’indifferenza. Perché non siano altri a scegliere per noi”- ha concluso Pisani.
Passi avanti anche sulle unioni civili che sono state calendearizzate per il 28 gennaio.

Redazione Avanti!

Intergruppo parlamentare
per eutanasia e fine vita

Eutanasia

A 2 anni dalla presentazione della legge popolare depositata dall’Associazione Luca Coscioni, nasce l’Intergruppo parlamentare per l’eutanasia legale e il testamento biologico. La prima riunione è in programma mercoledì 16 settembre.

“Ci siamo rivolti ai parlamentari, con l’aiuto della sottosegretaria Ilaria Borletti Buitoni e delle onorevoli Pia Locatelli e Marisa Nicchi, per invitarli a partecipare alla costituzione di un Intergruppo parlamentare – spiegano Marco Cappato, Filomena Gallo e Mina Welby – per sollecitare una discussione in Parlamento”.

Alla Camera, oltre alla proposta di legge popolare, sono depositate altre Pdl, sul fine vita e sul testamento biologico, tra cui quella presentata da Pia Locatelli a inizio legislatura.

Alla riunione, che si terrà in Sala Salvadori alla Camera dei Deputati, hanno già aderito e preannunciato la propria partecipazione decine di parlamentari di ogni schieramento politico.


Un insopportabile ritardo
di Pia Locatelli

Il ritardo del nostro Parlamento rispetto ai diritti è noto. Spesso, troppo spesso, siamo stati chiamati a legiferare solo in seguito a interventi esterni: la Corte europea che ancor oggi ci sollecita una legge sui matrimoni omosessuali; o le sentenze della magistratura, come è avvenuto per il progressivo smantellamento della legge sulla procreazione assistita; o la realtà dei fatti, come è stato per l’approvazione del divorzio breve. Tra i grandi diritti violati quello su cui incombe il più assoluto silenzio, al punto che fino ad oggi nessuna delle proposte di legge presentate, in questa o in altre legislature, è mai stata calendarizzata, è quello della possibilità di scegliere come finire la propria vita. Tema delicatissimo che va dal testamento biologico all’eutanasia, attiva e passiva, sul quale ancora una volta il vuoto normativo rischia di essere colmato dai fatti.

Non dobbiamo dimenticare che mentre in gran parte d’Europa è prevista una normativa che permette ai malati terminali di avere una morte dignitosa, noi non riusciamo nemmeno ad approvare una legge sul testamento biologico, così che chi non è più in grado di esprimere la propria volontà, finisce per sottostare a ciò che è ritenuto opportuno dal medico curante o da altri, senza che quanto abbia espresso quando era cosciente sia vincolante per gli operatori sanitari e per i familiari.

Tutti noi ricordiamo i casi di Piergiorgio Welby e di Eluana Englaro, ma ignoriamo gli altri innumerevoli casi quotidiani, lasciati alla pietà dei medici o alle decisioni dei familiari, che sono lì a dirci che di fatto un’eutanasia silente, non dichiarata, in parte già esiste.

E’ di oggi la notizia che l’ospedale di Trento dà ai pazienti la possibilità di indicare ai medici se, in caso di un precipitare delle loro condizioni, vogliono o meno dare il consenso a trattamenti come l’alimentazione forzata o la ventilazione artificiale. Non è certo un testamento biologico giuridicamente valido, ma comunque qualcosa che gli si avvicina molto.

La prima proposta di legge che ho presentato all’inizio di questa legislatura riguarda proprio il fine vita, il diritto all’identità e al rispetto dei propri principi. Ognuno di noi può scegliere se e come curarsi ed è assurdo che questo diritto venga meno quando non si è più capaci di intendere. La pdl in sintesi prevede che chi abbia espresso la propria volontà in materia di cure sanitarie in forma scritta, con data certa e firma autenticata da due testimoni, la veda rispettata anche quando non sarà più in grado di confermarla.

Anche questa proposta non è mai stata calendarizzata. Per questo ho raccolto prontamente le sollecitazioni dell’Associazione Luca Coscioni a costituire un intergruppo parlamentare per arrivare a discutere di una legge sul fine vita. L’idea, lanciata prima dell’estate, ha trovato immediato riscontro tra numerosi parlamentari di diversi schieramenti, e ci auguriamo di riuscire ad arrivare in tempi brevi a predisporre un testo base e a far sì che venga discusso. Siamo consapevoli che su un tema così delicato non potrà esserci una convergenza di tutti: il nostro primo obiettivo è quello di costruire una proposta largamente condivisa, ma ben vengano anche proposte diverse. L’importante è che se ne discuta e che si legiferi. Non costringiamo i nostri cittadini e le nostre cittadine, come già sta avvenendo – e come è avvenuto per altri diritti -, a dover andare all’estero per avere una morte dignitosa.

Pia Locatelli

Eutanasia (e non solo) a Congresso
L’annuncio di Marco Cappato sulla nascita dell’Intergruppo parlamentare

Scelta Civica, Zanetti
nuovo segretario

enrico zanettiSi è tenuto ieri a Roma il primo congresso nazionale di Scelta Civica. I partecipanti, riuniti nel Centro congressi “Roma Eventi”, dopo aver preso parte al dibattito sulle mozioni presentate dai candidati alla segreteria, hanno eletto  l’onorevole Enrico Zanetti. Il nuovo segretario del movimento fondato da Mario Monti ha ottenuto il consenso del 94% dei delegati, pari a 384 voti. Zanetti, eletto alla Camera dei Deputati nel 2013, è sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze del Governo Renzi. L’altra candidata alla segreteria del partito era Luciana Cazzaniga che ha ottenuto 21 voti. Il senatore Benedetto Della Vedova invece ha ritirato la propria mozione, rinunciando a correre per la segreteria. Della Vedova ha quindi annunciato il suo passaggio al gruppo misto.

Commentando il recente passaggio di 8 parlamentari di Scelta Civica al Partito Democratico, Zanetti ha detto che “più che una diaspora è un trasloco, otto persone che vanno via solo con le loro cariche senza ringraziare gli iscritti che sono qua e che hanno loro permesso di fare le brillanti carriere che stanno facendo”. Zanetti, parlando all’assemblea, ha detto che “abbiamo avuto la sensazione di vivere in un film di fantascienza, tra noi c’erano gli ultracorpi, sembrano di Scelta Civica ma sono del PD”. “I coordinatori rimangono qui – ha aggiunto il neo segretario- come gli iscritti. Gli otto che vanno via non hanno portato con sé nessun iscritto”.

Riferendosi poi ai rapporti con il PD Zanetti auspica un chiarimento con il partito di Matteo Renzi, sottolineando che “hanno tenuto un comportamento troppo disinvolto”. “Ci può stare – rimarca Zanetti – che il segretario del PD lanci un invito a dialogare, ma non un appello quasi nominativo a spostarsi”. Il segretario ha rassicurato tuttavia che Scelta civica continuerà a sostenere il governo. Anche l’onorevole Mazziotti di Celso ha dichiarato di essere “molto dispiaciuto per il passaggio ai gruppi del PD di otto nostri parlamentari e rappresentanti al governo, dopo la sollecitazione di Matteo Renzi”. “Credo – aggiunge Mazziotti – che per avviare un percorso politico comune sarebbe stato più normale partire da un confronto tra partiti che non da trasferimenti individuali”.

I fuoriusciti da Scelta civica che hanno aderito al Partito Democratico sono il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, Ilaria Borletti Buitoni, Irene Tinagli, Linda Lanzillotta, Pietro Ichino, Alessandro Maran, Gianluca Susta e Carlo Calenda.

Pier Paolo Palozzi