Scrive Luigi Mainolfi:
Il malato Irpinia

Dell’Irpinia, ormai, si parla come di un malato, che ha perso ogni speranza di riprendersi. I Partiti, i Sindacati, l’informazione e le varie associazioni di categoria , scoprendo l’acqua calda, ripetono: ampie zone sono a rischio di estinzione demografica; la natalità è in caduta libera; la percentuale del patrimonio abitativo inutilizzato cresce; i giovani vengono espulsi, ecc. Nessuno ha la sensibilità, per ignoranza o per vigliaccheria , di cercare le cause e indicare i responsabili. Diceva Manlio Rossi-Doria : “Se non si fanno le conquiste concettuali adeguate, ci si agita, ma il problema non si risolve”. Per gli irpini, la conquista da fare è la seguente: “Uscire dalla mentalità borbonica”. Non sembri una bestemmia. Le lotte amministrative nei vari comuni della Provincia, a partire dalla fine del fascismo, vedevano contrapposti nobili o notabili, che cercavano di conservare il potere e prestigio anche il democrazia. Al Referendum Monarchia o Repubblica, solo in sette comuni vinse la Repubblica. Avevano in comune la presenza, durante il fascismo, di confinati politici. Dalla 1946, non si è verificata una rivoluzione culturale, ma un adattamento alla nuova realtà. Da molti decenni, il posto dei nobili è stato assunto dai medici, dai padroni di attività economiche e dalla camorra. Nel 1999, su trenta consiglieri provinciali, ben 11 erano medici. Molti ricordano quando davanti alla porta di accesso alla sala del Consiglio, affissi un foglio con sopra scritto “ Day Hospital”. Per onestà, bisogna ricordare che l’On. Fiorentino Sullo aveva un progetto di sviluppo per l’Irpinia, del quale però attuò solo i primi passi. Poi, si ebbe una classe politica , che , come disse Prodi, padrona di cultura umanistica, ma ignorante di cultura economica. Caratteristica per fare i “VICARI del Nord”, non per provocare sviluppo. Nemmeno la presenza di Manlio Rossi-Doria, con il quale il PSI provinciale collaborò, specie dopo il terremoto del 23 novembre 1980, riuscì a smuovere la mentalità borbonica. Sarebbe interessante cercare di fare l’elenco delle proposte e delle iniziative utili a uno sviluppo auto propulsivo, non dipendente dall’esterno, avanzate dai politici irpini. I fogli resterebbero bianchi. L’ottusità borbonica bloccò anche la capacità di copiare. Dall’inizio della seconda Repubblica, la situazione è peggiorata, in quanto nemmeno ciò che esisteva ha vauto continuità. La maggior parte delle iniziative arrivate grazie ai contributi post-terremoto, caduti a cascata, è andata in crisi. L’edilizia vampira, in mano a “pezzenti sagliuti”, aveva consumato territorio e tolto all’agricoltura terreno fertile e ricco di piantagioni sempre più ricercate.

Da segretario Provinciale dei socialisti e da Presidente della Comunità Montana Partenio facevo proposte che nessuno prendeva in considerazione, come Comitato Provinciale dello sviluppo, Scuola di Manegment, destinazione a Cooperative di giovani dei terreni incolti, Orientamento scolastico per i giovani, Valorizzazione dei Beni culturali in movimento ( Marino Niola), Termovalorizzatore, Campo di Golf, Disinquinamento e valorizzazione dei corsi d’acqua, Canottaggio sul Lago di Conza,ecc Gli ostacoli maggiori venivano creati dai partiti populisti. E, siamo arrivati ai nostri giorni.

Sfido a trovare una proposta figlia della “logica dello sviluppo”. Gli amministratori si vantano della pavimentazione delle piazze e dei marciapiedi, ben sapendo che si riduce il numero di quelli , che passeggiano. Purtroppo, in politica, molti bidelli sono diventati Presidi. Inoltre, ho fatto una ricerca e ho trovato che molti di quelli che hanno potere politico e sindacale, si sono allenati a cogliere l’attimo, per scalate sociali e tranquillità economica, ma non hanno conosciuto il lavoro.

Ciò, che tali condizioni provocheranno è prevedibile, alla luce, anche di quello, che si sta diffondendo, come risentimento, sconforto, esaurimento dello spirito di sopportazione, attrazione del qualunquismo e del populismo. Un detto popolare recita:” Po’ riavolo, ma nun pe’ tè”. Va aumentando il numero degli elettori, che hanno fatto proprio questo detto popolare. Io, dico: finalmente!

Luigi Mainolfi

Scrive Luigi Mainolfi:
Rendere attraente l’Irpinia

Ringrazio Jacques Attali, che mi ha fatto capire di non essere strampalato quello, che avevo   intenzione di scrivere.  Il consigliere di due Presidenti della Francia ha dichiarato: “Quando voglio cogliere l’avvenire di un Paese in modo rapido e sintetico, mi baso sulla sua demografia, segno della forza vitale; la sua gastronomia, indicatore della propensione alla gioia, e la musica, prova della capacità di pensare . Ecco perché attribuisco poco avvenire alla Cina, che ha solo la forza della gastronomia, e molto all’India, che le ha tutte e tre”. Inoltre, per Attali è più importante prevedere che conoscere. Prevedere, implica la possibilità di intuire e di influire sulle tendenze; conoscere significa pensare che tutto sia preordinato, immutabile, e questo permette solo fatalismo e rassegnazione. E’ stato automatico, per me, il cercare di utilizzare questi concetti per meglio capire l’Irpinia.

Vediamo se i tre elementi sono presenti  in  Irpinia e come. La demografia irpina gioca un ruolo negativo.  L’Alta Irpinia, territorio  non marginale, vede la popolazione diminuire e invecchiare. L’altra parte alleva giovani  che poi cede ad altre zone lontane. Quindi, la forza vitale tende a diminuire e ad andare “fuori luogo”.  La gastronomia, indicatrice della propensione alla gioia, è fortemente presente, ma il suo potenziale stenta a diventare energia. Siamo abituati a “mangiare da soli”  e non invitiamo (a pagamento), in modo intelligente, i forestieri a venire a mangiare . Noi ce la suoniamo e noi ce la sentiamo.

Le centinaia di Sagre sembrano occasioni simili a quelle, che si vivevano  quando si uccideva il maiale in casa,  non come   contorno di iniziative culturali, con forte capacità attrattiva. Grazie a due irpini, non aiutati dalle istituzioni e dagli operatori politico-sindacali, si sono accese due “lampadine” culturali. Il fatto che i due irpini si siano formati altrove, conferma la staticità mentale e il fatalismo dei residenti. Per cui, possiamo dire che il terzo indicatore (“la musica”) è presente, ma non organizzato.  Prevedere il futuro dell’Irpinia, ci obbliga a valutare come i tre elementi devono essere amalgamati per avere una previsione rosea. Come prima cosa non bisognerebbe perdere tempo a valutare le proposte dei “fatalisti”, che partono e si fermano alle cose conosciute ( Lioni –Grottaminarda,  Strada Ferrata, Dilemma Avellino–Benevento o Avellino-Salerno – Piazze e marciapiedi), senza valutare i loro effetti fututi sull’economia irpina.  Avvicinare, per esempio, Avellino a zone attraenti  può diventare un suicidio. Bisogna puntare a far ridiventare affascinante e attraente la nostra Irpinia.  Secondo me, l’Irpinia, per essere  più India che Cina, deve uccidere la staticità mentale. Non possiamo, dopo decenni, ripetere gli stessi concetti e fare politica con gli stessi riti. C’è qualcuno, che attribuisce valore strategico all’orientamento scolastico e alla riqualificazione dei corsi di studio?

Come mai, abbiamo tanti laureati, che non trovano la possibilità di utilizzare  la sudata Laurea?  Si sentono sempre le stesse richieste. Sentiamo solo scontri verbali e attacchi personali. Si individua, ad esempio, nello stesso politico il responsabile dei mali attuali e non ci si rende conto che quel politico è la conseguenza di una causa, che risiede  nella non abitudine a sognare (prevedere) del popolo.

Luigi Mainolfi
Avellino

Irpinia, sale a 39 il numero delle vittime. Il pullman ha perso pezzi prima dell’impatto e della caduta dal viadotto

Incidente pullmanSarà un’inchiesta a “tutto campo”, con le accuse di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e strage colposa, quella aperta dalla Procura di Avellino sul gravissimoo incidente avvenuto la sera di domenica tra Monteforte Irpino e Baiano, sul viadotto Acqualonga. La Procura ha inoltre reso noto che «ci sono degli indagati». Nel frattempo il bilancio è salito da 38 a 39 morti, mentre i nove restanti passeggeri, tra cui cinque bambini, versano tutti in gravi condizioni. Il Consiglio dei Ministri ha proclamato il lutto cittadino per la giornata di oggi. Continua a leggere

Irpinia, pullman precipita da 30 metri: 39 morti accertati e 9 feriti gravi

Incidente pullman-scarpataQuarantotto persone a bordo, solo nove sopravvissuti, tutti in gravi condizioni, tra cui cinque bambini. Tra le vittime anche l’autista del pullman, un “Granturismo” della società “Mondotravel”. Il rientro a Pozzuoli da tre giorni di pellegrinaggio si è trasformato in tragedia per un grave incidente avvenuto tra Monteforte Irpino e Baiano, sul viadotto Acqualonga, ieri sera poco dopo le 21. A provocare il disastro forse lo scoppio di uno pneumatico del mezzo. La Procura di Avellino ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Continua a leggere