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L’Isis è vicina: assalto in hotel a Tripoli

La Libia già alle prese con due fronti in guerra, ciascuno dotato di un governo, un parlamento e una coalizione di milizie, è stata colpita dalle milizie dell’Isis. L’hotel Corinthia di Tripoli, nella capitale libica, che accoglie spesso diplomatici e dirigenti locali, è stato colpito e assalito dagli jihadisti. Il gruppo ha prima fatto esplodere un’autobomba e poi si è introdotto nell’albergo dove ha preso degli ospiti in ostaggio, subito dopo il ramo libico del cosiddetto Stato Islamico ha …

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Sidney. L’incubo dell’Isis finisce dopo 16 ore

Si è concluso con la morte di due persone, fra cui il sequestratore, e il ferimento di altre quattro, l’assedio alla caffetteria che ha tenuto con il fiato sospeso l’Australia per sedici ore.
Alle 23 e 30 circa di ieri (ora italiana) un uomo armato ha fatto irruzione nella cioccolateria Lindt nel centro finanziario di Sydney sequestrando diversi ostaggi. Si tratta di Man Haron Monis, iraniano di 49 anni, autoproclamato sceicco, già noto alla polizia perché è stato accusato di violenza sessuale..

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L’emergenza profughi parte dal Medioriente

L’emergenza profughi soffoca il Medioriente e rischia di diventare una miscela esplosiva per quei Paesi che grazie alla loro, relativa, stabilità politica sono il naturale approdo per i rifugiati per lo più provenienti dall’area siro-irachena conquistata dallesercito dell’Isis. Quanto avviene sulle nostre coste, i 100mila profughii salvati in un anno dall’operazione “Mare nostrum”, l’emergenza dei nostri centri di accoglienza, infatti, sono ben poca cosa se paragonati a quanto è avvenuto …

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Lettera-appello: “Noi le sorelle di Reyhaneh Jabbari”  

Giovedi sera a Roma un gruppo di parlamentari ha fatto una fiaccolata davanti all’ambasciata iraniana a Roma per protestare contro l’impiccagione, avvenuta sabato 25, di una giovane donna, Reyhaneh Jabbari, “colpevole” di aver ucciso il suo stupratore. Le parlamentari hanno consegnato una lettera appello all’ambasciatore. “I diritti umani appesi ad una corda” scrive Corrado Oppedisano. Dall’inizio dell’anno già eseguite 250 condanne a morte smentendo le speranze su un cambio di rotta …