Wind Music Awards: ‘besitos’, tanti premi e nuove ‘categorie’

conti-e-incontradaNuova edizione dei “Wind Music Awards”, condotta sempre insieme da Vanessa Incontrada e Carlo Conti; all’insegna della tradizione, nella forma consona. Dai “besitos” della Incontrada ai bacetti sulle labbra scambiatisi a fine puntata dai due presentatori. Se gli ascolti sono stati un po’ in calo, intorno al 18% di share (18,1%) e con una percentuale di spettatori inferiore ai 4 milioni di spettatori (pari circa a 3.752.000 spettatori), non sono diminuiti invece i premi assegnati. Nella prima puntata incetta ha fatto Claudio Baglioni (anche per il suo Sanremo condotto quest’anno) in particolare, con quasi una decina di premi ricevuti; nella seconda gli ha fatto eco in particolare Coez. Poi, nella serata d’esordio, c’è stata Laura Pausini che ha presentato il nuovo singolo. Ma a tutti quanti gli ospiti sono stati assegnati molti più riconoscimenti degli anni passati. Quello che è buono, dall’altro lato, è che sono stati forniti anche per categorie nuove: innanzitutto a veterane come Fiorella Mannoia, ma pure per la sua veste di produttrice, non solo per la sua musica; il premio le è venuto da parte dell’Associazione fonografici: “non solo come artista raffinata e di grande successo, ma anche nella sua veste di produttrice indipendente”. Del resto anche il singolo che ha cantato, “I miei passi”, è un pezzo dal sound insolitamente pseudo-elettronico. Oppure quello ad Enrico Brignano per il suo spettacolo teatrale, ribadendo e sottolineando l’importanza di una tale forma di arte, il teatro appunto, esempio di massima levatura di cultura; il comico ha ricevuto lo speciale premio “Biglietto d’oro” per la stagione teatrale 2017/2018, che ha raccolto addirittura 161.853 spettatori al suo spettacolo “Enricomincio da me”. Inoltre da rilevare l’attenzione ai giovani, come Federica Carta (premiata per il suo album), che si è esibita prima con Shade in “Irraggiungibile” e poi con la band dei La Rua (di “Amici”, composta da: Daniele Incicco, William D’Angelo, Davide Fioravanti, Nacor Fischetti, Alessandro “Charlie” Mariani e Matteo Grandoni) in “Sull’orlo di una crisi d’amore”: la canzone unisce folk e rock e la voce di Federica le si adatta benissimo – ha spiegato Daniele -. Il brano, con l’altro singolo “Molto più di un film”, anticipa il secondo album della cantante romana arrivata terza al talent di Maria de Filippi lo scorso anno (a cui partecipò lo stesso gruppo de La Rua); inoltre c’è stata anche l’uscita di un libro (“Mai così felice”) dal titolo quanto mai indicativo dello stato attuale che sta vivendo e un ruolo come conduttrice del programma di Rai Gulp “Top Music”; oltre all’essere impegnata nella colonna sonora della nuova serie di Disney Channel “Penny On M.A.R.S.” (in onda dallo scorso 7 maggio alle ore 20.10). Tuttavia questa edizione ha regalato anche attenzione ad artisti stranieri, come quello internazionale rumeno: Mihail, con il suo splendido singolo “Who you are”.

Inoltre particolarmente importanti, tra i premi assegnati (come quello Fimi a Baglioni o della Siae), quello per il live a Coez e l’altro – sempre all’artista romano – (oltre ai WMA per “Le Luci della città”, per “Faccio un casino”, per il singolo “La musica non c’è”), ancor più inedito: il premio dei Produttori Musicali Indipendenti italiani (PMI); con la seguente motivazione: “per la ricerca e lo sviluppo delle nuove tendenze musicali italiani”. Il premio per il live, inoltre, va a pochi e a riceverlo è stata una cantante del calibro di Elisa. Due momenti hanno poi colpito. Quando per la premiazione dei TheGiornalisti, per il live, dopo che si sono esibiti in “Completamente” e in “Riccione”, hanno fatto salire Giorgia, una bambina loro fan che ha cantato interamente tutte le loro canzoni. Dopo, sicuramente, la performance di Ermal Meta in “Dall’alba al tramonto” ha molto convinto il pubblico. Da sottolineare il premio del WMA per il singolo “La Cintura”, che ha ottenuto niente di meno che il platino digitale, ad Alvaro Soler. E quello a Fabri Fibra: il premio Earone per il maggior numero dei passaggi in radio. Se la pioggia ha “danneggiato” la prima serata, la seconda è stata “rovinata” dal blackout che ha colpito l’intera Rai.

Il successo di tali artisti e di simili brani ci fa venire in mente che i Wind Music Awards sono sempre più il nuovo “Music Summer Festival”, tanto che potremmo coniare il neo nome di Wind Music Summer Awards e che tra due settimane, ovvero martedì 26 giugno, ci sarà un altro appuntamento chiamato Wind Music Awards-Summer condotto da Federico Russo e Marica Pellegrinelli; i due sono stati ospiti della seconda e ultima puntata dei Wind Music Awards, condotta da Vanessa Incontrada e Carlo Conti. Proprio il presentatore, infatti, sarà impegnato martedì prossimo (19 giugno) con “Con il cuore-nel nome di Francesco”, come ogni anno in diretta direttamente da Assisi. Infine si è trovato spazio anche per fornire uno sguardo sulla musica a tutto tondo, ricordando più volte l’altro importante appuntamento (già preannunciato da un anno a questa parte) con: “Pino è”, omaggio a Pino Daniele; tanto che si è concluso con la canzone (in cui si è esibito Biagio Antonacci) “Napule è”: perché Pino è Napoli e Napoli è colori di emozioni. Infatti, non a caso, molti sono stati gli artisti che gli hanno voluto rendere un tributo tra cui c’era anche Ornella Vanoni, che ha detto che una parola che associa al grande artista scomparso è proprio “emozioni”: quelle che ha sempre regalato al pubblico. Alcuni rapper come J-Ax e Clementino lo hanno voluto ringraziare perché ha regalato loro l’ultima canzone che abbia scritto prima di scomparire. Il primo ha, poi, associato la sua musica alla poesia, non solo per la melodiosità che la contraddistingue, ma perché la musica come la poesia è eterna: “Muore il poeta, ma non la sua poesia perché essa è eterna come la vita”, immortale pertanto. Elisa ha inoltre voluto raccontare un aneddoto: adorava (come lei, nello stesso posto anni dopo) sedersi su una panchina in un giardino che un giardiniere sistemava tutte le mattine e guardare nel vuoto all’orizzonte senza parlare, muto perché amava il valore e l’importanza del silenzio, il suo ‘rumore’, la sua valenza così come il peso delle pause tra una parola e un’altra, pregno di significato e in grado di fornire valore aggiunto, maggiore senso alle cose e alle parole stesse. Altri artisti, più giovani, hanno voluto riportare l’emozione di esibirsi al suo fianco, rimarcando la sua enorme e profonda umanità, in grado di mettere tutti subito a suo agio con una risata e un sorriso di solidarietà; la sua voglia di collaborare con più artisti possibili e contaminare il genere musicale delle sue canzoni e della sua produzione artistica. Tra i nomi che vi hanno preso parte: Claudio Baglioni, Giorgia, Emma, Alessandra Amoroso, Il Volo, oltre ai già citati Biagio Antonacci, Ornella Vanoni, J-Ax e Clementino, per citarne solo alcuni e i principali suoi “amici” più stretti e confidenziali. Non sono mancati, infatti, anche reperti d’epoca, filmati che riproducevano sue antiche esibizioni oppure interviste o curiosità più inedite. Molte curiosità sono state svelate in una piazza gremita dove non tutti i fan, purtroppo, sono riusciti ad entrare.

Wind Summer Festival. Oltre la musica con il Premio Unlimited Summer

wind-summer-festival-ph-danilo-d-auria-1Anche quest’anno una nuova edizione del Summer Festival, in diretta da piazza del Popolo a Roma. Per quattro serate come al solito. Quest’anno, però, lo sponsor ufficiale non è più la Coca-Cola ma la Wind. Cambia nome in Wind Summer Festival, ma non la conduzione di colei che, ormai, ne è diventata l’icona emblematica: Alessia Marcuzzi, che con la sua presentazione frizzante ha dato un’impronta fresca al festival musicale. Questa manifestazione è un po’ diventata casa sua. Sul palco in jeans, canottiera bianca e giacca morbida, il suo abbigliamento dice questo: casual molto più che elegante, per dare vicinanza e senso di ‘comunanza’ e non ‘istituzionale’. Il pubblico in piazza è un ospite gradito da trattare con cura. L’atmosfera di amicizia è più forte, anche perché la sensazione di gara è andata di molto scemando rispetto allo scorso anno. Il 2017, infatti, non solo ha portato una nuova radio-partner (105 invece che 102,5); anche i co-conduttori sono rinnovati e Angelo Baiguini e Rudy Zerbi non ci sono più, “sostituiti” da Daniele Battaglia e Nicolò De Vitiis. E, in più, lo sponsor ufficiale della Wind ha fatto del neo Wind Summer Festival una nuova versione dei Wind Music Awards, presentati da Carlo Conti e Vanessa Incontrada in diretta dall’Arena di Verona; non solo per gli ospiti presenti (che coincidono per molti versi), ma per la minore preponderanza data alla competizione, che passa quasi in secondo piano rispetto al lancio di ‘ultimissime’: notizie in anteprima anche a carattere più personale e non solo artistico. Non c’è più infatti “la canzone della serata”, ma solo quella “dell’estate” finale, decretata al termine delle quattro puntate. Anche la gara dei giovani ha visto (almeno nella prima puntata) poco spazio dedicato: è passata molto in rassegna rapida; si affrontavano Amara, con la sua delicata e impegnata “Grazie”: un inno alla vita e un ringraziamento per ogni cosa ricevuta, un invito ad apprezzare tutto ciò che ci arriva e a vivere sino in fondo intensamente ogni momento; una sorta di testo simile al “Grazie mille” di Max Pezzali (che tra l’altro è stato il primo ad esibirsi con la sua “Le canzoni alla radio”, quanto mai adatta alla circostanza). Dall’altra parte il duo de “I desideri” con la loro “Uagliò”. Alla fine ha vinto il rap tutto ritmo ed energia (in stile Rocco Hunt) de “I desideri” appunto. Peccato per Amara, di nuovo un po’ penalizzata e non apprezzata in toto: forse le parole sono forti (in quanto cantautrice di talento), ma la melodia che sceglie non è così incisiva.
Lo avevamo detto che il Coca Cola Summer Festival sarebbe dovuto cambiare per non rischiare di cadere in un impasse. E infatti molte modifiche innovative sono state apportate. Migliorative o peggiorative non sta a noi giudicare né criticare. Ci pare sicuramente positiva l’introduzione del Premio Unlimited Summer, per gente comune che ha saputo superare e dato prova di essere capace di andare oltre i propri limiti. Un esempio sicuramente positivo fornito.
Di certo è sempre più forte il peso della Wind, che surclassa altri operatori telefonici quali ad esempio la Vodafone. Tra l’altro quest’ultimo, proprio in concomitanza delle serate di registrazione a piazza del Popolo a Roma a fine giugno (poi trasmesse in tv a luglio, come consuetudine), aveva lanciato un’offerta per fruire della musica in streaming su cellulare senza consumare giga: Vodafone Pass Music (tra i servizi inclusi, inoltre, anche Radio 105 e la stessa 102,5), ‘pass’ come ‘passion’, che sicuramente ben descrive ciò che fa vivere il Summer Festival. Ed è in nome di questa passione che unisce tutti gli artisti (come accaduto già ai Wind Music Awards), che i cantanti hanno partecipato quasi per annunciare le ‘ultimissime’ novità che li riguardano più da vicino e non esclusivamente discografiche. Per cui Fabio Rovazzi fa (in diretta) la videochiamata a Mia (la figlia della Marcuzzi), che non fa che cantare ed ascoltare tutto il giorno questo brano per invitarla a sentire anche altra musica. Gianna Nannini annuncia l’uscita del nuovo disco, prevista per il 27 ottobre prossimo, anticipando solo il titolo che sarà “Amore gigante”. J-Ax e Fedez, in duetto con “Senza pagare”, festeggiano il 2017 come un anno straordinario, il loro anno fortunato, anche e soprattutto per i traguardi personali: il primo è diventato papà il secondo sposerà la ‘sua’ Chiara. Giusy Ferreri si mostra orgogliosa e raggiante con il suo pancione e spiega, radiosa, che sarò una femminuccia e si chiamerà Beatrice e scalcia forte a ritmo di musica: una nuova cantante doc? Nina Zilli rivela che il nuovo singolo “Mi hai fatto fare tardi” non è che un’”anteprima” del disco previsto per il primo settembre. I Tiromancino spiegano, tramite Federico Zampaglione, di essere divisi a metà tra il progetto discografico con il successo di “Dove tutto è a metà” e quello editoriale di un nuovo libro di cui Zampaglione stesso è co-autore. La novità assoluta è rappresentata dallo spopolare sul palco (forse per la prima volta) anche di musica per i più piccoli, con Cristina D’Avena e le sue sigle di cartoni animati, in un medley dei suoi più grandi successi (di ieri e di oggi): “da “Mila e Shilo”, a “Occhi di gatto” a “L’arrembaggio” a “L’estate migliore che c’è”. Per il resto non sono mancati: Elisa con “Gli ostacoli del cuore”. Giorgia con la sua “Credo”, estratta dall’album “Oro nero” che ha definito “sincero”. Francesco Renga e la sua “Nuova luce”. Paola Turci con “La vita che ho deciso”. Fabrizio Moro e il nuovo singolo “Andiamo”. Alex Britti, tornato con “Stringimi forte amore”. Fiorella Mannoia con “Siamo ancora qui”, che concluderà il tour il 17 settembre all’Arena di Verona, per poi partire a novembre per l’Europa (Londra, Parigi, Bruxelles). Giovani come Riki e la sua “Polaroid” (vero tormentone estivo). Oppure il trio di Benji e Fede con Annalisa in “Tutto per una ragione”. O il duetto assolutamente riuscito di J-Ax con Nek in “Freud”. i ‘ritornati’ The Kolors e la loro “Crazy”. O ancora, star internazionali come LP e la sua “Strange”. Od Ofenbach e “Be mine”, che ha fatto ballare tutti. O Jax Jones e “You don’t know me”. Il vero momento di spettacolo lo ha offerto Gabry Ponte, con la sua nuova “Tu sei”, con una coreografia sofisticata e tanti effetti scenografici, tutto ritmo da dj e ballo, con cui ha cercato di far scatenare il pubblico con musica disco, che va sempre forte d’estate; affiancato da Favji e Giulia Penna.

WMA (Live): gossip e scoop, non solo musica.
Le news più cool

wind-music-award-arena-2016S-coop è cool; una rima quasi perfetta. Questo è accaduto all’ultima edizione dei Wind Music Awards. Infatti l’espressione che meglio potrebbe caratterizzarla è: “ma questo è uno scoop!”. A pronunciarla Vanessa Incontrada, che da tempo (come quest’anno) li presenta al fianco di Carlo Conti. Se la coppia di conduttori è una conferma, sono molte invece le novità sensazionali, anche esclusive, date in anteprima durante la trasmissione. Per il programma la prima di esse è costituita dai nuovi premi istituiti dei Wind Music Awards Live per la maggiore presenza di spettatori ai concerti. Poi il fatto che la manifestazione non è finita dopo le due serate conclusive del 5 e 6 giugno scorsi: ce ne sarà una terza infatti; solamente che, altro cambiamento, ci saranno altri due presentatori alla guida: l’appuntamento è per il 23 giugno prossimo con Giorgia Surina e Federico Russo, protagonisti in chiusura della seconda puntata dell’ufficiale passaggio di testimone. Come nelle migliori staffette. Per una maratona musicale per la serie, dunque, ‘non c’è due senza tre’; per la prima volta nella storia dei Wind Music Awards. Ma non solo musica e riconoscimenti in questa edizione speciale dei WMA, poiché le anticipazioni non sono mancate. Ma partiamo dai premi più tradizionali e di maggiore prestigio, che non si possono non elencare. Artista internazionale dell’anno è stato decretato Luis Fonsi per la sua ‘Despasito’; per la gioia di Vanessa Incontrada, che si è concessa qualche lezione di spagnolo: la parola che dà il titolo al tormentone dell’artista significa ‘lentamente’; ma altri ospiti internazionali da citare sono stati Clean Bandit (con la sua “Symphony”), Ofenbach (con “Be mine”), Lenny (con “Hello”), Charlie Puth (con “Attention”) e Imagine Dragons (con “Thunder”), Rockabye.
Ed a proposito di star internazionali, non potevano non essere premiati cantanti come Eros Ramazzotti (30 anni di carriera) o Zucchero (dal 21 al 25 settembre in tour all’Arena di Verona con cinque date), che hanno ricevuto dei riconoscimenti speciali con incisa la loro prima canzone registrata e depositata alla Siae. Oppure Biagio Antonacci, che ha annunciato l’uscita di un disco di inediti il prossimo 10 dicembre e che in alcune città ha dovuto raddoppiare le date del tour; ha voluto dedicare il premio al “coraggio di tutti coloro che continueranno a frequentare certi posti, nonostante ci sia chi cerchi di guastare le feste”: fuor di metafora, tutti gli attentati violenti e terroristici come quello accaduto a Manchester per il concerto live di Ariana Grande. Così come Emma, che ha presentato il suo ultimo singolo “You don’t love me (no, no, no)” e che ha voluto ringraziare per il WMA Live “tutte le persone che amano la musica, non solo la mia, ed andare ai concerti perché significa vivere ed emozionarsi”; il che ha richiamato un po’ le scritte apparse sul videoclip di chiusura di prima puntata con la canzone di Renato Zero: ‘Liberate la gioia’ e ‘Amore per tutti’. È stato lui ad affermare con fermezza: “il mondo ha bisogno di esempi e noi artisti dobbiamo darglieli”.
E un WMA Live è andato anche ad Elisa ed Alessandra Amoroso. La prima ha parlato delle tappe del suo tour all’Arena di Verona (che ha intitolato “Together here we are”), che saranno tre serate completamente diverse l’una dall’altra ovvero tre show molto peculiari a tutti gli effetti (il 12-13 e 15 settembre): la prima tutta pop-rock, la seconda acustica-gospel, la terza supportata da un’orchestra sinfonica di più di 40 elementi. Ed ha presentato il nuovo singolo “Bad habits”. La seconda ha dedicato il premio a tutto il suo staff, la sua ‘big family’: “ormai siamo una sorta di famiglia itinerante, che abbiamo costituito in questi dieci anni di carriera, costruendo un legame forte su cui si basa quest’unione e che durerà a prescindere da tutto”. E non è un caso che tutte (Elisa, Emma ed Alessandra Amoroso) si siano ritrovate insieme sul palco dei WMA. Premio Speciale Arena di Verona (da Assomusica) per lo spettacolo qui all’Arena di Verona appunto per “Amiche in Arena”, organizzato da Fiorella Mannoia per festeggiare i 40 anni di carriera di Loredana Berté in cui si sono ritrovate 16 artiste ad omaggiarla; le cantanti che hanno partecipato all’evento, poi, hanno fatto una raccolta fondi (pari a circa 150mila gli euro) contro il femminicidio e la violenza sulle donne.emma-amoroso-300x225
Ma due sono i premi speciali che hanno caratterizzato la seconda puntata dei WMA Live 2017. Premio Speciale Wind Digital Music Award a J-Ax e Nek per “Freud”, quali artisti che hanno venduto più in digitale. E il secondo ha incassato anche il WMA Earone (in collaborazione con Assomusica) per i maggiori passaggi in radio per “Laura non c’è”, canzone che festeggiava i vent’anni di successo. Dunque il primato d’importanza della radio, che non si può dimenticare né trascurare ancora assolutamente -come ha ricordato Nek -, ma sempre più associato al mondo dei social e della Rete, di Internet, del Web e del digitale appunto. Un mondo della musica che cambia, ma sempre vincente. A tale riguardo, a proposito di collaborazioni inedite, non si può non citare quella di Gianni Morandi con Fabio Rovazzi in “Volare”; se quest’ultimo da appassionato di cinema sogna di fare il suo primo film, l’altro è rimasto colpito dalla sua capacità di ottenere centinaia di migliaia di visualizzazioni con i precedenti singoli “Andiamo a comandare” e “Tutto molto interessante”. Il featuring molto particolare di “Volare” ha spopolato: la relativa clip ha incassato fino a 28 milioni di visualizzazioni. Altra collaborazione inedita è quella di Max Pezzali con Nile Rodgers in “Le canzoni alla radio”. Viceversa, per quanto concerne il fatto di spopolare con le visualizzazioni in digitale, impossibile non citare i due casi esemplari di Riki (disco d’oro in una settimana con “Polaroid”) e Thomas (soli 17 anni, anche lui disco d’oro per “Normalità” in meno di sette giorni).
Due i WMA anche per Carlo Conti: per la compilation di Sanremo 2017 (che ha voluto condividere con Maria De Filippi e Maurizio Crozza) e per lo spettacolo che ha portato in giro per l’Italia con Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni: i tre saranno il 29 luglio al Lucca Summer Festival e poi il 6 agosto al Teatro Antico di Taormina, per volare successivamente a New York.
E non è l’unico evento da non perdere. Il conduttore ha voluto annunciare il concerto-tributo a Pino Daniele, nel giugno del 2018 (a tre anni dalla sua scomparsa), allo stadio San Paolo di Napoli. Si intitolerà “Pino è”, annunciato con una locandina ed un brevissimo teaser. Per ora non si sa di più.
Non è la sola novità inedita comunicata. La prima e più rilevante è venuta proprio dai Modà, band italiana dei record dell’anno e disco di diamante. Francesco Silvestre ha rivelato che, dopo la conclusione del tour, il gruppo si prenderà una pausa perché lui sta lavorando alla regia e alla sceneggiatura di un film. Poi un regalo per i fan. Il 9 giugno è uscito un estratto di “Passione maledetta”, ma da quella data cominceranno anche le riprese per un video in cui saranno presenti tutti i fan, cui sarà dedicato. Annuncio sensazionale anche per un’altra storica band: quella dei Pooh, 50 anni di carriera e non smettono di stupire; è stato Stefano D’Orazio a rendere noto che convolerà a nozze con la sua compagna dal 2007, Tiziana Giardoni (49 anni), il giorno del suo compleanno: il prossimo 12 settembre. Un matrimonio a 69 anni e una dichiarazione come è stato per Fedez con Chiara Ferragni; sempre qui all’Arena di Verona. “Loro erano 50 anni che mi dicevano ‘metti la testa a posto’… e alla fine mi sono convinto”, ha commentato l’ex batterista dei Pooh.
Ma anche Rocco Hunt, che il 19 marzo è diventato papà, ha voluto dedicare il premio al figlio di due mesi e mezzo: ha iniziato a soli 11 anni a fare e vincere concorsi di freestyle e ora per lui un nuovo importante traguardo (personale e privato) raggiunto. Con tutte queste sorprese e rivelazioni che dire? “Il nostro album si intitola ‘Notte magica’ e certe notti magiche possono avvenire solo qui all’Arena di Verona: un posto davvero speciale”, -per dirla con Piero de “Il Volo” (altri protagonisti dei WMA). Ed a proposito di “certe notti” non è stato assente neppure “il re del live”, come lo ha ribattezzato Vanessa Incontrada: Luciano Ligabue. Tra gli altri artisti presenti Sfera Ebbasta, Umberto Tozzi (premiato per il successo di “Ti amo”); Massimo Ranieri (per “Se bruciasse la città”), Ermal Meta, Raphael Gualazzi, Mario Biondi, Sergio Sylvestre (che ha dedicato il premio vinto al padre). E poi Giorgia, che ha spopolato con la sua “Oro nero” e con l’ultimo singolo “Credo”, che si preannuncia un tormentone. Tutti lì a ricordare –come ha rimarcato Carlo Conti- che “deve trionfare sempre (comunque) la parola ‘Amore’”. Se qualcuno è stato assente, è molto probabile che lo ritroveremo nella terza serata del 23 giugno prossimo, dove molti di coloro che si sono già esibiti non è da escludere che possano ritornare. Non possiamo darvi anticipazioni né certezze, ma c’è da scommettere che c’è da aspettarsi una sola cosa: tante altre inedite sorprese. Perché, in fondo, la musica è quella fonte di energia che ti sa sempre stupire e sa sempre portare quel velo di novità e curiosità molto cool, che è il vero appeal anche per una trasmissione come i Wind Music Awards.

Viva i WMA, che potrebbero essere le iniziali di W la Musica e l’Amore.

Barbara Conti

Bianca come il latte,
rossa come il sangue…
donare per amore

Bianca-come-il-latte-rossa-come-il-sangueUn giovane adolescente scoprirà l’importanza di un gesto di coraggio e di amore: la donazione di un organo. Da sempre afflitto da sensi di inferiorità per la mancanza di coraggio appunto e per la paura di esternare le sue emozioni, follemente terrorizzato all’idea di dichiararsi alla ragazza che ama, metterà in pratica quello che si dice: “dare la vita per amore”.

L’essere un donatore di midollo convinto, fermo sulla sua posizione contro la titubanza dei genitori, è al centro di “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, per la regia di Giacomo Campiotti, autore della serie di successo di “Braccialetti Rossi”. E il protagonista, infatti, in attesa che arrivi in tv la terza stagione, sembra proprio uno di loro. In particolare, viene naturale il rimando con il leader di Braccialetti (interpretato da Carmine Buschini): stesso nome, Leo, e la maglietta che indossa con l’immagine di un leone. Solamente che quello di “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, non è una figura carismatica, anzi è un po’ asociale e chiuso nel suo mondo, non ama il confronto con il gruppo che sfugge. Nel film non c’è però soltanto il rapporto dei giovani con la malattia, non è solo il racconto di formazione della maturazione di un ragazzo fragile e non si limita neppure meramente a portare sullo schermo una romantica storia d’amore, un po’ triste, melodrammatica e strappalacrime su un amore impossibile quasi da tragedia e tragico perché ripercorre la linea che fu la chiave di successo de “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano.

“Bianca come il latte, rossa come il sangue”, ci invita a riflettere sulla coscienza etica della donazione di organi e, soprattutto, insiste sul peso che le decisioni che prendiamo hanno su chi ci circonda e ci vuole bene. Viceversa, tuttavia, mette anche l’accento sull’importanza stessa di fare delle scelte, anche difficili e importanti. Perché c’è sempre una scelta da poter compiere, come dice il nuovo giovane professore al ragazzo: un supplente di storia e filosofia interpretato da Luca Argentero e soprannominato “il sognatore”; egli, infatti, esorta i suoi allievi a credere nei propri sogni. Ed è anche per questo che Leo (Filippo Scicchitano) si sente uno “sfigato”, perché non ha mai saputo lottare per essi. Sempre codardo, anche quando scappa da Beatrice (come quella di Dante), quando sa che è gravemente malata di leucemia. O almeno sino a quel momento, poiché all’improvviso decide di agire d’istinto. Disperato e impaurito, preso dal dolore di perderla per sempre, decide di tentare il tutto per tutto: diventare donatore di quel midollo che potrebbe salvare Beatrice. In realtà non sarà compatibile, ma successivamente Leo lo donerà davvero salvando una vita sul serio.
Come ultimo gesto d’amore Beatrice gli mentirà dicendogli che presto andrà in Francia per un trapianto e guarirà, ma che il vero amore che lui ricerca ovvero la sua anima gemella è Silvia, che lui considera la sua migliore amica. Quest’ultima, tra l’altro, è interpretata da Aurora Ruffino: la Cris di Braccialetti rossi.
Allora nascono nello spettatore molti interrogativi impliciti: giusto mentire per amore come fa Beatrice, ma anche Silvia (che dà il numero di telefono sbagliato a Leo)? Quando nel donare un organo si incontrano etica e coscienza morali? Diventarlo per salvare una persona cara è diverso dal decidere di esserlo a prescindere? Salvare un’altra vita che non sia quella di un nostro affetto è possibile equipararlo alla gioia di far sopravvivere una persona di nostra conoscenza? Senza voler fare giudizi morali, che non è neppure l’intento del film che passa in rassegna questo aspetto senza insistere troppo sul discorso etico, sicuramente ciò dà modo di prendere consapevolezza di una verità legata a tale ambito: la malattia viene vissuta e percepita in maniera diversa se ci tocca personalmente. Spesso ci rende più attivi, poi, se riguarda una persona cara piuttosto che noi in prima persona. Si è disposti più facilmente a sacrificare la propria esistenza per un parente o un affetto più di quanto si possa ricercare la salvezza per sé. Prendere atto di questo significa crescere e non è così scontato.
Non a caso metaforicamente nel titolo del film c’è già il rimando ad entrambi gli aspetti della malattia: il rosso del sangue malato e il colorito bianco della pelle tipici dei leucemici. Così come si richiama il contrasto tra bene e male: il bianco angelico e salvifico, il rosso diabolico e maligno. Il nome stesso della ragazza non è casuale: Beatrice è la donna che condusse Dante per il Paradiso; allo stesso modo la ragazza indica a Leo la strada da percorrere con Silvia.

Anche fisicamente ella è una femme fatale angelica: colpo di fulmine per Leo con i suoi capelli rossi, ma volto pallido quanto candido, lo stesso candore dell’innocenza.
Sicuramente la sintesi è nel pensiero espresso dal “Sognatore”: forse il gesto più piccolo e semplice è quello che fa la differenza.

Valore aggiunto, il realismo dell’ispirazione ad una storia vera. Il film, tra l’altro, é l’adattamento dell’omonimo romanzo di Alessandro D’Avenia.

Ultime due note aggiuntive su colonna sonora e cast.
Tra gli attori anche Flavio Insinna nei panni di Ettore, il padre di Leo. E poi Eugenio Franceschini nel ruolo di un bullo metal che sarà anch’egli colpito dalla vicenda di Beatrice. Per quanto riguarda le musiche non si possono non citare le canzoni dei Modà “Tappeto di fragole”, “Se si potesse non morire”, “Come un pittore” e “Tutta scena” di J-AX.Restando in tema di musica, per riprendere il concetto e il discorso del Sognatore, potremmo citare in conclusione le parole della canzone di Fiorella Mannoia per il film. “Perfetti sconosciuti”: quando si ama non si perde mai. Vale la pena sempre viverlo sino in fondo anche se per poco.

Barbara Conti

Suor Cristina, più fenomeno commerciale che voce

SistercristinaIn una sola giornata il video del primo singolo di suor Cristina è arrivato a circa 400mila visualizzazioni su YouTube. Pardon, sister Cristina. Eh sì, perché quando la nostra popstar e i suoi nuovi padroni targati Universal (la casa discografica di Emma Marrone, Moreno, Club Dogo e altri fenomeni da baraccone, per citare solo alcuni tra gli italiani) hanno capito che la maggior parte dei connazionali della suorina sono disgustati dall’ipocrisia e dall’arroganza con cui la stessa è balzata all’attenzione dei media, fino a vincere la seconda edizione del talent “The Voice”, hanno ben pensato di catapultarsi nel mercato mondiale, dove il suo finto talento verrà trattato con più tenerezza. Da qui la patetica scelta di intitolare il nuovo album “Sister Cristina”. Continua a leggere