Alibaba, arrivano i primi effetti della guerra dei dazi

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La guerra dei dazi Usa-Cina sta già producendo i primi effetti boomerang per gli Stati Uniti. Alibaba, il colosso dell’e-commerce cinese, ha rivisto i suoi piani di sviluppo e non avrebbe più in programma di creare un milione di posti di lavoro negli Stati Uniti, come il suo fondatore, Jack Ma, aveva annunciato a gennaio 2017 in un incontro col presidente americano Donald Trump. Dopo quell’incontro, avvenuto prima che Trump si insediasse alla Casa Bianca, il tycoon aveva dichiarato: “Io e Jack faremo grandi cose”.

Jack Ma, parlando ieri in un’intervista all’agenzia di stampa cinese Xinhua, ha spiegato che la sua promessa non è più realizzabile a causa della guerra dei dazi Usa-Cina: “La premessa era quella di relazioni commerciali amichevoli tra i due Paesi ma questa premessa non esiste più e la nostra promessa non può essere mantenuta. Il commercio non è un’arma e  non dovrebbe essere usato per cominciare le guerre, ma dovrebbe  essere un fattore chiave per la pace. La situazione che si è venuta a creare ha distrutto le premesse sulle quali confidavamo. Ma Alibaba comunque non smetterà di lavorare duramente per contribuire a uno sviluppo di sane  relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina”.

Dunque, per adesso, è sfumato il milione di posti di lavoro da creare in cinque anni, negli Stati Uniti, come promesso da Alibaba. A causa delle crescenti tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.

Il fondatore e amministratore delegato di Alibaba ha poi detto che il colosso cinese, Alibaba, avrebbe creato il milione di posti di lavoro facilitando la vendita di prodotti da parte di un milione di piccoli esercenti statunitensi ai consumatori cinesi e asiatici attraverso la loro piattaforma informatica. Per Jack Ma le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina potrebbero durare anche 20 anni.

Trump che propaganda ‘America first’, invece, rischierebbe di iniziare un pericoloso percorso per gli Stati Uniti.

Salvatore Rondello

Virtuale vs Reale. Vantaggi della digitalizzazione

herìzmaVirtuale vs reale? Questi due universi non sono antitetici, ma al contrario in stretta relazione, complementari l’uno all’altro. La Cina offre l’esempio migliore per comprendere come il mondo fisico possa trarre linfa vitale dal digitale, creando così un circolo virtuoso dove l’uno contribuisce alla crescita dell’altro. I consumatori cinesi sono tra i più digitalizzati al mondo e oggi dettano le tendenze del futuro. Hema, un supermarket futuristico, rappresenta l’esperimento più riuscito del connubio tra offline e online. Anzi, è la quintessenza del principio cinese dell’O2O, ossia Offline to Online ma anche Online to Offline, mettendo in luce come digitale e mondo fisico possano trarre beneficio l’uno dall’altro. Entrare in uno dei 46 negozi Hema, dislocati in 13 diverse città cinesi, è un’esperienza avveniristica. Niente di simile esiste in altre parti del mondo. Virtuale e mondo fisico si intrecciano e creano valore aggiunto, rendendo l’esperienza del cliente coinvolgente, emozionante, memorabile. Qui ogni singolo acquisto, anche quelli fatti fisicamente nel punto vendita, avviene rigorosamente attraverso l’uso di smartphone. Questo non significa che i cassieri non esistano. Nel negozio di Shenzhen, ad esempio, c’è comunque una cassa per le emergenze dove è possibile pagare utilizzando denaro contante. Certo, l’idea è quella di eliminare le transazioni fisiche del tutto, quindi se si applicasse a realtà commerciali esistenti occorrerebbe in qualche modo riconvertire una parte dei cassieri. Però questa sorta di supermarket futuristico è una realtà nata da zero che offre un’eccezionale opportunità per creare nuovi posti di lavoro.
L’interazione con commessi e addetti è tutt’altro che inesistente, anzi, il cliente viene coccolato dalla presenza fisica di tanto personale, rendendo così unica l’esperienza all’interno di un punto vendita della catena. Hema è un supermercato stile gourmet, con una qualità di prodotti e materie prime di straordinario livello, talmente fornito da avere al proprio interno dai detersivi alle mele, dal pane appena sfornato ai surgelati, dalle conserve ai liquori. Hema è al tempo stesso un luogo di intrattenimento, perché al proprio interno vi sono molti diversi ristoranti dov’è possibile assaporare pietanze cucinate sul momento. Si spazia dalle verdure alla frutta, dai dolci ai prodotti da forno, dal sushi, alla carne alla griglia, al pesce fresco e ai molluschi, esposti vivi, pronti per essere scelti, processati e consumati, crudi o cotti. Ma c’è di più, Hema è anche un enorme ed efficientissimo centro logistico. Questo significa che non solo è possibile fare la spesa scegliendola personalmente, vedendosela consegnare entro 30 minuti in un raggio di 3 chilometri dal punto vendita dove si è effettuato l’acquisto, ma è anche possibile ordinare online la spesa, o un pasto, avendo la certezza che ciò che abbiamo ordinato venga recapitato sempre con gli stessi tempi di consegna. Infatti l’ordine viene inviato al supermercato Hema più vicino, rendendo quindi la logistica organizzata e velocissima, un dettaglio non da poco, che fa la differenza sul ciclo del fresco, soprattutto per pesce, verdure e frutta. Ma che cos’è Hema? Si tratta di un nuovo concept del fare acquisti, creato dal nulla da Alibaba, il colosso dell’e-commerce cinese fondato da Jack Ma nel 1999, che dà lavoro a 66.000 persone. Hema è stato lanciato nel 2015 ed è un ecosistema nel quale ogni acquisto avviene rigorosamente attraverso il sistema di pagamento online Alipay. Rappresenta il più grande e riuscito esperimento di digitalizzazione mai realizzato prima. Un connubio tra online e offline talmente ben riuscito che nei prossimi cinque anni apriranno altri 2.000 punti vendita Hema in tutta la Cina. Sono andata a visitare il negozio Hema di Futian a Shenzhen. Tutto è straordinario, dalle dimensioni del negozio alla varietà di prodotti disponibili. L’esperienza è di tipo multisensoriale. Il coinvolgimento è totale. Non solo esiste un rapporto visivo, olfattivo, tattile con i prodotti, è possibile anche interagire scoprendo ingredienti o metodi di produzione utilizzando la scansione di codici QR. Si entra attraverso una porta a forma di bocca stilizzata di ippopotamo, il logo della catena. Uno dei punti di forza è proprio la qualità delle materie prime, con etichette che spiegano provenienza, azienda di produzione, metodi di coltivazione o allevamento, assenza di pesticidi. Forse non tutti sanno che il consumatore cinese è molto esigente e attento alla qualità dei prodotti alimentari, questo perché in passato sono stati tanti i casi di frodi e sofisticazioni alimentari da parte di produttori senza scrupoli, con scandali anche molto gravi che hanno avuto vasta eco nel Paese. Da Hema anche le aziende diventano protagoniste con le loro storie e con i loro prodotti. Ciò che è a dir poco straordinario è il settore di pesce e frutti di mare. Enormi vasche pulitissime espongono pesce vivo di una varietà incredibile. Granchi, gamberoni, ostriche, capesante, cannolicchi, e molluschi di ogni tipo e dimensione rigorosamente vivi. Uno strabiliante ciclo del fresco che anche nel settore ortofrutticolo garantisce qualità e freschezza dei prodotti: dalle banane ai fiori commestibili. Colpisce un nastro sul soffitto che trasporta a ciclo continuo di ordini acquistati online dai clienti. Viaggiano su questo nastro borse di colore diverso a seconda del giorno, sempre per garantire la freschezza di ciò che si acquista. I ristoranti sono pieni di clienti, i piatti sono profumati e invitanti. Ho provato una tagliata di angus servita con un’ottima cottura a richiesta, accompagnata da un contorno di verdure crude. La bibita era compresa nel prezzo che è in linea con quello di un buon ristorante. Il personale segue il cliente in ogni fase e aiuta anche chi ha meno dimestichezza con le transazioni digitali. Hema sfata ogni mito riguardo alla scarsa qualità dei prodotti cinesi e stabilisce un rapporto di fiducia con il consumatore che sarà sempre più portato a muoversi nell’offerta di questo ecosistema, in cui qualità e storytelling, digitale e mondo fisico si compenetrano, arricchendosi a vicenda.

Mila Cataldo