BELLA SORPRESA

svezia-politicheNessuna debacle per i socialisti svedesi, al contrario del resto d’Europa. La destra avanza, ma non sfonda. È questo il primo risultato, nonché inaspettato, delle elezioni svedesi. Nonostante gli exit poll prefigurassero ormai la vittoria del Partito dei Democratici svedesi di Jimmie Åkesson, alla fine i socialisti democratici riescono ad arrivare in testa con Stefan Löfven, in carica dal 2014 sulla coalizione di Governo formata da socialisti e verdi. I democratici svedesi puntavano agli stessi temi della destra del resto d’Europa contro l’immigrazione, in un Paese ha accolto 163mila migranti, superando il numero di richiedenti asilo presenti negli altri Stati europei in proporzione alla popolazione. Ma non solo il Governo di Löfven, ha reso più stringenti le leggi sul diritto di asilo, ma anche durante la campagna elettorale il Premier ha chiamato in causa l’Unione europea per “una politica migratoria comune”.

Il problema ora si pone per quanto riguarda il futuro Governo: nessun partito al momento si è detto disposto a collaborare con i Democratici svedesi, che si attestano al secondo posto nei sondaggi. In ogni caso, i partiti vincitori avranno bisogno del sostegno di una parte dell’opposizione per governare.
“Siamo lieti che il nostro partito svedese Socialdemokraterna abbia vinto le elezioni con un buon margine e con probabilità molto difficili. Questa vittoria è incoraggiante per tutti i socialdemocratici europei e in un contesto di forte polarizzazione e crescita dell’estrema destra ovunque in Europa. Spero che si formi un nuovo governo a guida socialdemocratica e non vedo l’ora di continuare il nostro lavoro con Stefan Löfven come primo ministro pro-europeo svedese”. ha affermato il presidente del PES Sergei Stanishev
“Gli elettori hanno ancora una volta fatto dei socialdemocratici il partito più significativo”, ha commentato durante i primi scrutini Stefan Löfven, ma per il ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini, i vincitori non sono loro.
“La Svezia patria del multiculturalismo e modello della sinistra, dopo anni di immigrazione selvaggia ha deciso finalmente di cambiare. Ora anche lì dicono no a questa Europa di burocrati e speculatori, no ai clandestini, no all’estremismo islamico. La forte affermazione di Jimmie Åkesson è l’ennesimo avviso di sfratto ai Socialisti: a maggio, alle elezioni Europee, completeremo l’opera del cambiamento fondato sui valori del lavoro, della sicurezza e della famiglia”, dice il leader della Lega.


La socialdemocrazia svedese ha retto l’urto della destra
di Salvatore Rondello

Le ultime elezioni in Svezia sono state molto sentite. Alla fine la socialdemocrazia svedese ha retto l’urto della destra. Dal risultato elettorale, la Svezia risulta spostata più a destra (ma non tanto quanto si temeva), con un Parlamento diviso quasi perfettamente a metà tra centrosinistra e centrodestra (sovranisti di estrema destra a parte) e una situazione politica a dir poco complicata. Questo è il risultato uscito urne elettorali. Gli svedesi sono andati a votare in massa (83%) chi per mandare al governo Svezia Democratica (il partito di estrema destra xenofoba guidato da Jmmie Akesson) chi con l’obiettivo opposto per evitare di precipitare nell’incubo neonazista o sovranista-trumpiano. L’estrema destra è stata arginata, ma è salita del 4,7% a quota 17,6% (un milione e centomila voti), ma non ha sfondato e si è femata molto più in basso di alcune previsioni che la davano oltre il 20  per cento, addirittura vicino al 25. In Parlamento (349 seggi in totale) Akesson avrà 62 deputati (13 in più della scorsa legislatura) che, dal punto di vista politico, però, non dovrebbero poter incidere sulla maggioranza di governo che dovrà formarsi.
La partita, in realtà, si gioca tra i due schieramenti tradizionali della politica svedese: il centrosinistra e il centrodestra. I socialdemocratici del premier uscente Stefan Lofven  (nella foto in alto) hanno tenuto (28,4% con un calo del 2,8%)  e portano al Riksdag (il Parlamento svedese) 101 deputati. A loro si devono sommare la Sinistra (Vansterpartiet) che ha preso il 7,9% (+2,2) e 28 seggi e gli ecologisti (Miljopartiet) con il 4,3% (-2,4%) e 15 seggi. Il totale della coalizione fa 40,6% (2 milioni e mezzo di voti, circa) e 144 seggi al Riksdag. Le femministe (0,4% crollate dal 3%) non avranno seggi.
Il  Centrodestra è formato da 4 partiti (in parte anche in competizione tra loro). I Moderati (Moderatema) di Ulf Kristensson hanno perso il 3 per cento fermandosi al 19,8% con 70 seggi, i Centristi (Centerpartiet) di Annie Loof, hanno ottenuto l’8,6% (+2,5%) e 31 seggi. Il liberali (Liberalema) di Jan Bjoerklund, hanno tenuto con il 5,5% (-0,1%) e gli stessi seggi (19) della scorsa legislatura. I Cristianodemocratici (Kristdemokratema) di Ebba Busch Thor hanno raggiunto il 6,8% (+1,8%) con 23 deputati. In totale, l’Alleanza di centrodestra ha preso il 40,3% (2 milioni e 400mila voti citrca) e 143 seggi, uno in meno del centrosinistra.
Chiaro che, a questo punto, non ci sono soluzioni di parte. La situazione ricorda quella tedesca (che è finita con la Grosse Koalition). Il leader socialdemocratico Lofven ha fatto qualche apertura al centrodestra e dichiarandosi disponibile a trattare ha detto: “Il risultato non è ancora chiaro. Sta ora ai partiti politici cooperare responsabilmente e creare un governo forte”. Sull’estrema destra ha commentato: “Un partito con radici naziste non potrà mai offrire nulla di responsabile”.
Dal centro destra è arrivata una risposta piuttosto brusca. Ma è chiaro che sono iniziati i giochi e, siccome nessuno (neanche il centrodestra) ha convenienza a fare qualcosa con l’estrema destra, si dovrà arrivare a qualche forma di coalizione che, però, potrebbe perdere dei pezzi.  Il moderato Ulf Kristersson ha chiesto pesantemente a Lofven di dimettersi chiedendo per sè un mandato a fare il governo dicendo: “L’alleanza di opposizione in parlamento è chiaramente la più ampia e il governo deve andarsene”.
Il sovranista Jimmie Akesson (ama il gioco d’azzardo e ammira Matteo Salvini) ha già tratto le sue conclusioni ed ha detto: “Le elezioni le abbiamo vinte noi”. Dal punto di vista strettamente numerico, il suo 4,7% in più lo autorizza all’ottimismo e alla soddisfazione, ma, di fatto, con 13 deputati in più, il suo peso nel Paese non è cresciuto di molto.
Adesso, in Svezia, molto probabilmente si farà un governo con il centrosinistra ed i moderati, visto che nessuno ha vinto le elezioni. Tuttavia, bisognerà stare molto attenti all’onda lunga del neonazismo che si sta diffondendo in più parti del mondo mascherato dal sovranismo e dal giustizialismo: sono ormai vicine le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo.

Svezia. Da ‘micropartito’ nazionalista al Parlamento

L’Europa va a destra? Viaggio tra le varie compagini politiche di destra ed estrema destra nei vari scenari politici nazionali. (15^ puntata).
akesson_szd5d050La principale forza politica della destra svedese è il partito dei Democratici svedesi.
Nato a fine degli anni 80, da membri fuoriusciti dai vari movimenti e partiti dell’estrema destra svedese, come forza neofascista, i Democratici svedesi sono stati per oltre un decennio un micropartito in grado di raccogliere solo poche migliaia di voti alle varie elezioni nazionali. Nel 1995 Mikael Jansson diventa leader del partito riuscendo a portarlo su posizioni più moderate. Nel 2000 il partito riesce per la prima volta a superare l’1% alle elezioni, e 10 anni più tardi, sotto la guida di Jimmie Åkesson, leader del partito dal 2005, riesce ad entrare per la prima volta al Parlamento svedese. Nel 2014 riesce ad eleggere due propri rappresentanti al Parlamento europeo, sfiorando il 10% dei consensi e pochi mesi più tardi il partito ottiene oltre 800.000 voti alle elezioni nazionali, diventando così la terza forza politica del Paese, dietro solo al Partito Socialdemocratico e al Partito Moderato. Al Parlamento riesce ad ottenere un settimo dei propri rappresentanti, costringendo i socialdemocratici a formare un governo di coalizione con i Verdi.
I Democratici svedesi sono al giorno d’oggi una forza politica nazionalista ed euroscettica. Oltre alla battaglia per l’uscita dall’Unione Europea, i Democratici svedesi si battono in particolare per eliminare ogni forma di privilegio agli abitanti della Lapponia svedese.
A livello internazionale i rapporti con la leader della principale alleanza d’estrema destra europea, Marine Le Pen, sono pessimi. La leader del Front National francese ha più volte criticato la scelta dei Democratici svedesi di non aderire all’alleanza da lei capeggiata e di aver preferito allearsi con lo UKIP di Nigel Farage e il Movimento 5 stelle nel gruppo Europa della Libertà e della Democrazia Diretta. In passato i due partiti erano stati alleati all’interno dell’Euronat, e sul modello di questa alleanza i Democratici Svedesi avevano fondato anche la Nord Nat, alleanza dei nazionalisti scandinavi, a cui aveva aderito fra gli altri anche il Partito dei patriottici finlandesi. Alle ultime elezioni presidenziali americane, il leader del partito Åkesson è stato l’unico segretario di partito in Svezia a dare il proprio sostegno a Donald Trump, mentre i leader dei partiti di centrodestra e centrosinistra hanno dato il proprio endorsement a Hillary Clinton.
La roccaforte del consenso dei Democratici Svedesi è nella provincia di Malmö, dove il partito supera il 20%, a differenza del Nord della Svezia, zona tradizionalmente a sinistra. Nella provincia di Malmö, vi sono movimenti e partiti di estrema destra che negli ultimi anni, soprattutto per il successo dei Democratici Svedesi, hanno visto una forte crisi di consensi, come il Partito della Scania, partito separatista di estrema destra.
I cittadini svedesi si recheranno alle urne per eleggere il nuovo Parlamento di Svezia nel 2018. Attualmente i sondaggi danno i socialdemocratici in vantaggio fra il 25% e al 27%, i moderati fra il 22% e il 23% e gli Svedesi Democratici attorno al 17%, mentre tutte le altre forze politiche viaggiano sotto al 10%.

Gianluca Baranelli

Gli articoli precedenti:

14 – Norvegia, destra al governo dopo 40 anni di opposizione
13 –  Danimarca. L’estrema destra dal volto ‘pulito’ di Carlsen
12 –  Destra nel ‘cuore’ Europa. L’Austria e i ‘secessionisti’
11-  Viaggio nella destra europa. L’Unione di Centro svizzera
10 – Lussemburgo Pil da redord. Lussemburgo senza sorprese
9 – Germania. Dalla ex RDT, i voti alla destra oltranzista
8 – La destra in Europa. L’Olanda e il ruolo ambiguo di Wilders
7 – Belgio. Il terrorismo aiuta il radicalismo politico
6 – Destra. Il calderone francese dai neofascisti agli antisemiti
5 – Spagna, per i sondaggi stallo destinato a continuare
4 – Portogallo. Destre arginate dal ricordo di Salazar
3 – Dal Bnp a Ukip, gli inglesi così civili così di destra
2 – Irlanda, il Fine Gael prepara il bis al governo
1 – La destra in Europa. Anche in Islanda la crisi ha un costo

In Svezia tornano a vincere i socialdemocratici

Stefan LöfvenI sondaggi delle ultime settimane e gli exit poll del pomeriggio avevano già scattato la fotografia del voto svedese, socialdemocratici in testa, ma anche il boom dell’estrema destra.

I socialdemocratici hanno raggiunto il risultato del 31% che con Verdi ed ex comunisti porta la coalizione a sfiorare il 44% (lontano comunque dalla maggioranza assoluta) contro l’avanzata dei populisti di estrema destra (Democratici Svedesi) che sono passati dal 5,7% di quattro anni fa al 13%. Continua a leggere