Il sogno precario di una vita in vacanza

ridersD’estate c’è chi si riposa, si diverte dopo un anno di fatiche e chi lavora. E ci sono i ragazzi precari. Sulle spiagge, in montagna e negli alberghi lavorano tanti ragazzi precari: fanno i camerieri, i maestri di tennis, i fotografi, i bagnini, gli skipper, le guide, gli attori negli spettacoli serali. Fanno di tutto. Sono i lavori stagionali offerti dal turismo, uno dei pochi settori produttivi che continua a tirare nell’Italia afflitta dalla bassa crescita economica. Sono contratti da uno a quattro mesi.
I contratti di lavoro non sono esaltanti: molta fatica e salari bassi, ma i ragazzi passano l’estate fuori casa, guadagnano e, ogni tanto, ci scappa un bagno al mare. Come capita nella splendida Villasimius in Sardegna. Una ragazza trentenne di Roma, china su un computer in un chiosco sulla spiaggia, dice: «Distribuisco ombrelloni e lettini. I clienti sono incontentabili, qualcuno non vuole pagare e occupa il posto dei legittimi proprietari quando si allontanano. Siamo costretti a intervenire e sono discussioni. Addirittura vanno a fare il bagno e lasciano i loro asciugamani sui lettini degli altri! Noi li prendiamo e li portiamo qui, nel chiosco…».
A settembre le file di persone che vogliono un ombrellone si sono ridotte, c’è l’afa ma non è più quella asfissiante del sole rovente di luglio ed agosto. Indica un ventilatore nel chiosco: «Serve a poco ma aiuta a respirare! Almeno non bollisco al sole!». Il futuro? «Non lo so! Sono fotografa e guido bene, anche auto da competizione, ma non ho una occupazione stabile. Non so cosa farò quando tornerò a casa: sono una donna senza fissa dimora».
I lavoratori precari sono moltissimi in Italia e sono tanti soprattutto i ragazzi precari con davanti un grande punto interrogativo sulla loro vita. Una ventenne di Catania, istruttrice di ginnastica e di vela, parla solo del presente, è incantata dalla Sardegna: «Vengo da un’isola, la Sicilia è bella ma la Sardegna è straordinaria, mi ha stregato. Certo, dopo Ferragosto è arrivata una raffica di temporali, qualche volta non siamo potuti uscire in barca e fare il bagno. Pazienza! Adesso sono riprese le belle giornate: io amo crogiolarmi al sole come una lucertola! Voglio sempre fare questa vita!».
Un trentenne sardo si occupa di security, di sicurezza sulla spiaggia: vigila contro gli scalmanati, i ladri e i rapinatori. Per ora, fortunatamente, ha sedato solo delle liti tra vicini di ombrellone per chi occupava più spazio per essere più vicino al mare. È un simpatico ragazzo che fa i conti con la realtà: «Quando finirà la stagione estiva penso che tornerò alla mia vecchia occupazione, quella di fruttivendolo».
Ragazzi precari. Un ventenne sardo filosofeggia: «Porto spaghetti e caffè, faccio il cameriere. Non ho il tempo di respirare: comincio la mattina con le colazioni, proseguo con il pranzo e concludo la sera lavorando per la cena. È un lavoro faticoso, ma è un lavoro!». Un altro cameriere ventenne del nord Italia non sa cosa l’aspetta tra qualche mese: «Il futuro? Il prossimo inverno non so cosa farò! L’anno scorso ho girato molto: Barcellona, Parigi, Londra».
Un’altra persona è riuscita a fare il salto da ragazzo precario a lavoratore autonomo. È un quarantenne muratore di Villasimius: «Assicuro la manutenzione alla struttura. Quando qualcosa si rompe intervengo io. D’estate lavoro qui, d’inverno svolgo la manutenzione a un’altra struttura alberghiera nelle vicinanze che concentra i lavori nel periodo di chiusura».
Un diciottenne, sempre del Nord, fa l’animatore: «Ballo, recito, organizzo lotterie. Quest’anno mi diplomo e poi vedrò. Se mi si aprisse una possibilità seria di lavoro mi piacerebbe proseguire nel mondo del turismo!». Penso all’agenzia di viaggi di Roma dove sono cliente, è gestita da un quarantenne che prima ha fatto per anni il capo villaggio: «Ho lavorato per tanti anni nei villaggi in Italia e in tutto il mondo: in Sardegna, in Sicilia, in Puglia, in Campania, in Tunisia, in Egitto, in Grecia, in Messico, a Zanzibar, in Thailandia». Poi ha tirato i remi in barca: «Ho preso questa agenzia di viaggi diversi anni fa. Adesso organizzo e vendo vacanze!».
Un tormentone musicale dell’estate, una delle canzoni più gettonate gira attorno al ritornello di “una vita in vacanza…”. Purtroppo la vita non è una vacanza, c’è anche il lavoro e se manca è un dramma. Il lavoro è una componente importante della vita, permette la libertà, l’autonomia economica, assicura la dignità personale e sociale. Anche il lavoro stagionale e precario è importante, si può fare in allegria ma solo se è un impegno transitorio verso una occupazione stabile: non esiste “una vita in vacanza…”.

Rodolfo Ruocco
SfogliaRoma

Sempre più persone accedono ai servizi con l’applicazione ‘Inps Mobile’

Consulenti del lavoro

FARI PUNTATI SU APE AZIENDALE

La Fondazione studi consulenti del lavoro, con la circolare n.13/2018, fa luce sull’Ape aziendale. Dal 13 aprile scorso, l’Inps ha infatti reso disponibile sul proprio sito il servizio che consente di fare domanda per l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica, l’Ape volontario. “Questa possibilità ha aperto le porte anche alla cosiddetta Ape aziendale: un ulteriore strumento di flessibilità in mano ai datori di lavoro privati, che consente di incentivare l’esodo dei lavoratori”, spiegano i consulenti del lavoro. Nella circolare della Fondazione studi si ricorda che l’Ape aziendale è richiedibile “contestualmente alla domande dell’Ape volontario fino al 31 dicembre 2019, salvo ulteriori proroghe previste da future disposizioni normative”.

I consulenti, nella circolare, evidenziano con esempi pratici la natura, convenienza e modalità di calcolo della possibilità di uscita anticipata dal lavoro. Si ritiene, infatti, che l’Ape aziendale possa annoverarsi, se opportunamente usata, fra le iniziative più interessanti con cui favorire i ricambi generazionali nelle imprese. L’Ape aziendale consente, infatti, ai datori di lavoro e agli altri soggetti designati dalla norma di aumentare, direttamente e senza costi aggiuntivi, la posizione assicurativa del proprio lavoratore attraverso una ‘dote contributiva’ che comporta un incremento stabile della cosiddetta Quota C (Contributiva) della posizione assicurativa, senza alcun aumento delle settimane contributive utili ad avere diritto alla pensione.

I destinatari della misura sono i datori di lavoro privati, gli enti pubblici economici; gli Istituti autonomi case popolari, trasformati in base alle diverse leggi regionali in enti pubblici economici; gli enti che – per effetto dei processi di privatizzazione – si sono trasformati in società di persone o società di capitali ancorché a capitale interamente pubblico; le ex Ipab trasformate in associazioni o fondazioni di diritto privato, in quanto prive dei requisiti per trasformarsi in Asp, e iscritte nel registro delle persone giuridiche; le aziende speciali costituite anche in consorzio; i consorzi di bonifica; i consorzi industriali; gli enti morali; gli enti ecclesiastici. L’Ape aziendale è accessibile anche agli ‘enti bilaterali’ e ai Fondi di solidarietà bilaterali.

Innovazione

CRESCE USO APP MOBILE INPS

Sempre più persone accedono ai servizi messi a disposizione dall’Inps con l’applicazione ‘Inps Mobile’, utilizzabile su dispositivi Apple e Android. E’ quanto si legge in una nota dell’Inps. Fra quelli che l’Istituto ha da tempo reso disponibili, grande successo stanno ottenendo in particolare i servizi ‘Stato domanda’ e ‘Stato pagamenti’, che consentono agli utenti di acquisire importanti informazioni senza doversi recare agli sportelli. Con il servizio ‘Stato domanda’, fornendo il proprio codice fiscale e il proprio pin o spid, si può visualizzare lo stato di lavorazione di una richiesta presentata all’Istituto. Con il servizio ‘Stato pagamenti’, invece, sempre fornendo il proprio codice fiscale e il proprio pin o spid, ciascuno può visualizzare il dettaglio di un pagamento erogato dall’Istituto in suo favore, a fronte di una o più prestazioni pensionistiche o non pensionistiche.

Le informazioni visualizzabili si riferiscono all’ultimo pagamento erogato, in ordine cronologico, per ogni prestazione e con un orizzonte temporale non superiore agli ultimi due mesi precedenti alla data di consultazione. La finalità del servizio è, infatti, quella di fornire all’utente un riscontro immediato del pagamento disposto, in suo favore, dall’Inps per il mese corrente.

Nei primi 4 mesi del 2018 i contatti del servizio ‘Stato pagamenti’ sono stati 18.748.283, contro i 34.003.761 dell’intero 2017, con un picco nel mese di gennaio di 5.447.415 visite virtuali. I contatti del servizio ‘Stato domanda’ nel primo quadrimestre 2018 sono stati invece 5.978.612, a fronte dei 9.977.400 dell’anno precedente (in questo caso il numero maggiore di visite, 1.777.825, si è registrato nel mese di marzo).

Imprese e sindacati

INSIEME PER LA SICUREZZA SUL LAVORO

Parte dal Bhge Florence Learning Center l’iniziativa congiunta di Federmeccanica, Assistal e Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil per promuovere la cultura della sicurezza e le buone pratiche nei luoghi di lavoro. “Con la stipula del contratto nazionale del 26 novembre 2016, Federmeccanica, Assistal, Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil -spiega una nota delle sigle di datori e lavoratori della meccanica- hanno condiviso che la tutela della salute dei lavoratori impone la massima attenzione e responsabilità e che l’impegno in tale ambito debba essere totale e dettato da un profondo rispetto per la persona, che rappresenta il primo presupposto sia della cultura della sicurezza sia di un’efficace attività di prevenzione. A questo fine il nuovo ccnl ha previsto la costituzione della Commissione paritetica nazionale”.

L’incontro svoltosi di recente a Firenze, presso Bbghe-Nuovo Pignone, rappresenta la prima iniziativa pubblica della Commissione e l’inizio di un percorso congiunto che, lungo tutta l’Italia, porterà i temi della salute e della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro nelle diverse tipologie di aziende e impianti che compongono il settore metalmeccanico.

A sancire la prima fase dei lavori della Commissione è stata la sottoscrizione, avvenuta nel corso del convegno fiorentino, di un protocollo di intesa con Inail rappresentato dal presidente, Massimo De Felice, che permetterà di perseguire gli obiettivi di conoscenza del fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali nel settore metalmeccanico e della installazione di impianti e di svolgere con più efficacia la diffusione della cultura della sicurezza e delle attività di prevenzione.

“La scelta di organizzare questo evento presso un’azienda non è casuale -spiega la nota- ma dettata dalla volontà di far conoscere e approfondire gli esempi di ‘buone pratiche’ in materia di sicurezza che ogni giorno le aziende mettono in campo e che, come nel caso di Bhge-Nuovo Pignone, il controllo della sicurezza è esteso anche a tutta la filiera degli appalti. L’invito che le parti hanno rivolto alle istituzioni è quello di cominciare a premiare queste esperienze, attraverso un riconoscimento concreto affinché venga incentivata sempre più la diffusione di queste buone pratiche, tra le grandi aziende come nelle piccole (perché vi sono esempi virtuosi anche tra le Pmi)”.

“Federmeccanica – ha commentato Alberto Dal Poz, presidente di Federmeccanica – è impegnata a promuovere la sicurezza sul lavoro e la tutela dell’ambiente. Si tratta di diffondere la cultura della sicurezza e di farlo in maniera capillare, pervasiva. Occorre, quindi, agire sempre di più sulla leva informativa. La sicurezza è prevenzione, la sicurezza è responsabilità di ognuno e richiede il coinvolgimento attivo di tutti”.

“Questo è quello che abbiamo previsto nel nuovo contratto e per questo siamo qui oggi, insieme. Perché sicurezza e cooperazione vanno di pari passo. Le imprese, gli incaricati dalle aziende (Rspp, i preposti, il medico incaricato della sorveglianza sanitaria), assieme ai rappresentanti dei lavoratori in materia di sicurezza e a tutti i lavoratori, possono innescare un circuito virtuoso basato sul confronto e sull’ascolto reciproco. E’ importante che il nostro messaggio parta da un’azienda modello, una buona pratica che può rappresentare un esempio. Qui si fa la cultura della sicurezza, il nostro compito, il nostro impegno è diffonderla”, ha concluso Dal Poz.

Previdenza

PENSIONI PIÙ BASSE DAL 2019

Assegni più leggeri per chi andrà in pensione nel 2019. A partire dal prossimo anno, chi si ritirerà dal lavoro percepirà una pensione annua inferiore, mediamente, di oltre l’1% rispetto a chi ci è già andato o ci andrà quest’anno. Il decreto che lo stabilisce è il dm 15 maggio del ministero del lavoro, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, che fissa i coefficienti di trasformazione del montante contributivo validi dal 2019 al 2021 (i coefficienti che applicati al totale dei contributi versati durante la vita lavorativa, determinano l’importo annuo di pensione cui ha diritto il lavoratore).

Come ha opportunamente ricordato al riguardo ‘Italia Oggi’, da quando nel 2009 è stata introdotta la revisione dei coefficienti non ci sono mai state variazioni positive. Quella corrente è la numero quattro. Il quotidiano specializzato riporta anche un esempio: un lavoratore con 100 mila euro di contributi versati e 65 anni d’età, ha visto calare in questi anni la propria pensione di circa 900 euro. Il prossimo anno sarà di 5.245 euro, nel 2009 è stata di 6.136 euro.

Il quotidiano economico nazionale ha calcolato che se nel triennio 2013/2015, a parità di ogni altra condizione, gli assegni sono stati alleggeriti in media di circa il 3% rispetto al triennio precedente, 2010/2012, con il terzo taglio c’è stata una riduzione ulteriore di circa il 2%, sempre in media, portando a circa l’11% la riduzione, in media, di tutto il periodo che va dal 2009 al 2018.

La riforma Fornero ha agevolato chi rimarrà al lavoro fino a 70 anni e 7 mesi ma dal prossimo anno, ha ribadito il quotidiano ‘Italia Oggi’ entrerà in vigore un nuovo coefficiente: quello legato all’età di 71 anni.

Lavoro

ISPETTORI AD AMAZON ASSUMETE 1.30 INTERINALI

Oltre 1.300 lavoratori precari di Amazon Italia hanno il diritto di essere assunti dal colosso americano dell’e-commerce. È quanto stabilito dall’Ispettorato del lavoro che ha contestato ad Amazon di aver ‘sforato’ le quote consentite dalla legge di lavoratori “somministrati” e chiede la stabilizzazione degli oltre 1.300 lavoratori interinali utilizzati oltre i limiti. L’accertamento nei confronti di Amazon Italia Logistica era iniziato lo scorso 7 dicembre e il verbale, si legge sul portale dell’Ispettorato, è stato notificato il 30 maggio scorso.

L’Ispettorato del Lavoro contesta ad Amazon di aver ‘sforato’ le quote consentite dalla legge di lavoratori “somministrati” e chiede la stabilizzazione degli oltre 1.300 lavoratori interinali utilizzati oltre i limiti. E’ in sintesi la conclusione cui giunge l’Ispettorato che dipende dal ministero del Lavoro nel verbale con cui si conclude l’accertamento iniziato nei confronti di Amazon Italia Logistica lo scorso 7 dicembre. Il verbale, si legge sul portale dell’Ispettorato, è stato notificato il 30 maggio scorso.

“È stato contestato all’azienda di aver utilizzato, nel periodo da luglio a dicembre 2017, i lavoratori somministrati oltre i limiti quantitativi individuati dal contratto collettivo applicato. Si evidenzia infatti che l’impresa, a fronte di un limite mensile di 444 contratti di somministrazione attivabili, nel periodo suindicato, ha invece sensibilmente superato tale limite, utilizzando in eccesso un totale di 1.308 contratti per lavoratori somministrati” scrive l’Ispettorato.

“L’iniziativa ispettiva potrà consentire la stabilizzazione degli oltre 1.300 lavoratori interinali utilizzati oltre i limiti, i quali pertanto potranno richiedere di essere assunti, a tempo indeterminato, e a far data dal primo giorno di utilizzo, direttamente dalla società Amazon” prosegue la nota. In esito ad altri profili oggetto di accertamento non sono invece emerse irregolarità, né sono state accertate violazioni in tema di controllo a distanza dei lavoratori.

La replica dell’azienda – Amazon, scrive in una nota il colosso dell’e-commerce, “è un datore di lavoro corretto e responsabile”. “Rispettiamo il lavoro svolto dall’autorità ispettiva e ci impegniamo affinché tutte le osservazioni che ci vengono rivolte siano affrontate il più rapidamente possibile”. Nello specifico in questi giorni, sottolinea Amazon, “abbiamo ricevuto il verbale di accertamento e in esso non è riportato il numero di contratti in somministrazione, citato nei media e nel comunicato stampa dell’Ispettorato del Lavoro”.

Carlo Pareto

UNA BATTAGLIA EUROPEA

Disoccupazione

«Un vero e proprio disastro sociale». Così viene descritta la realtà del mondo del lavoro nel disegno di legge per un “Atto Unico per il Lavoro” che i parlamentari socialisti presenteranno domani, martedì 14, presso la sala stampa della Camera dei Deputati. Davvero una situazione drammatica visti i numeri che la proposta socialista evidenzia mettendo a nudo la realtà senza reticenze: «Sono 5,7 milioni i giovani europei ad oggi senza impiego a cui se ne aggiungono 1,5 milioni costretti ad accettare lavori precari. In alcuni Paesi un giovane su due non riesce a trovare lavoro». Continua a leggere

I Socialisti e i Radicali lanciano la campagna referendaria

Conferenza PsiIl segretario socialista Riccardo Nencini, insieme con il segretario dei Radicali, Mario Staderini, con il deputato del Psi Marco Di Lello, e al segretario organizzativo del Psi Luigi Incarnato, ha presentato la nascita di un Comitato promotore di 4 proposte. Nella sala stampa della Camera dei Deputati, si è discusso oggi dell’iniziativa referendaria che il Psi e i radicali hanno deciso di intraprendere insieme. Una convergenza che si propone di affermare temi forti di civiltà che non trovano spazio nell’attuale panorama parlamentare. Referendum, ma anche una proposta di legge di iniziativa popolare sulla questione dei lavoratori atipici che il Psi, attento ai diritti civili così come a quelli sociali, ha promosso nell’ambito di un’azione a tutto tondo. Un’iniziativa a cui hanno aderito anche settori importanti della società civile e del mondo sindacale: alla conferenza hanno, infatti, partecipato anche il responsabile immigrazione della Cgil, Piero Soldini, e il responsabile immigrazione dell’Arci, Filippo Miraglia. Continua a leggere