Scandalo Forteto. Nencini, sì a commissione d’inchiesta

Il-Forteto“Voterò a favore della istituzione della Commissione d’Inchiesta sul Forteto. Il modo migliore per chiedere scusa alle vittime è scoprire la verità, vigilare perché la tragedia non si ripeta, capire come un groviglio letale di poteri non abbia consentito di far luce su un dramma che ha sconvolto la vita a decine di donne e di uomini”, è quanto scrive il segretario del Psi, Riccardo Nencini riguardo all’esame in Senato sulla proposta di legge per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità “il Forteto”.
Il ddl, presentato dalla senatrice M5S Laura Bottici, per l’istituzione di una commissione di inchiesta vuole fare luce sul caso della cooperativa agricola fondata alla metà degli anni ’70 nel comune di Barberino di Mugello e considerata per lunghi anni una delle principali comunità toscane di recupero per minori disagiati. L’infinita, ormai, vicenda giudiziaria che ha investito i due fondatori andrà avanti, con l’udienza fissata il 16 novembre davanti alla terza sezione penale della Corte di Appello di Firenze per la celebrazione del nuovo giudizio, ma solo nei confronti di Fiesoli, oggi settantasettenne, in sede di rinvio.
Abusi che hanno sconvolto non solo la Regione Toscana che dal 2012 al 2013 ha scoperchiato un vero e proprio ‘vaso di Pandora’, non solo sulle torture psicologiche e sessuali ai danni di persone con disabilità e di minori, ma anche dei fitti legami ‘politici’ che questa struttura aveva.
La comunità, fondata da Rodolfo Fiesoli detto “il profeta”, e Luigi Goffredi e nata come cooperativa agricola, diventa subito un modello per la sinistra toscana; il simbolo realizzato dell’opposizione ai valori della società borghese e della famiglia tradizionale, un’esperienza concreta di nuove relazioni tra i sessi, un riferimento ideale per politici e intellettuali. Pur non essendo una struttura d’accoglienza, al Forteto vengono inviati in affidamento disabili fisici e psichici, minori con problemi d’inserimento; il modello educativo appare, ai tanti esperti, funzionale e valido. Finché non sono emersi gli ‘orrori’ che celava