Intervista a Beppino Englaro, una lotta giusta

Beppe EnglaroHo conosciuto Beppino Englaro anni fa davanti a un caffè. Prima, per me Eluana Englaro era solo un caso da studiare, una storia di cronaca. Mi aspettavo un uomo stanco di una battaglia portata avanti per anni, provato dallo scontro con l’opinione pubblica.

Beppino invece mi si è subito parato davanti con una stretta di mano decisa. Quando mi parla agita le mani e mi guarda dritto negli occhi. Non ha paura delle sue opinioni. Non ne ha mai avuta.

Ci rivediamo dopo un po’ di tempo, di nuovo davanti a un caffè.

– Non sei cambiato per niente.

Sorride. Lo sguardo deciso è sempre lo stesso.

– Da Eluana a dj Fabo: Beppino, cosa è cambiato?

– Sono due storie diverse. Nel caso di Eluana la questione era l’autodeterminazione, diritto fondamentale costituzionale della persona. Nel caso del dj Fabo si contesta a Marco Cappato l’aiuto al suicidio. Ma la gente oggi è pronta ad affrontare il tema. Oggi ci sono sentenze della Cassazione e del Consiglio di Stato. Noi non avevamo nulla. Partivamo da zero.

Era tutta in salita. Oltre 20 anni di battaglie giudiziarie.

Poso la tazzina del caffè e gli domando se non ha mai pensato di mollare. Lui non mi fa neanche finire la domanda e il suo timbro di voce rauco si ingrossa.

– No. Non me lo potevo permettere. Per Eluana. Per quello in cui credo.

– In cosa credi? 

– Nel rispetto per le persone. Tutto lì. Se no che ci stai a fare al mondo?

Beppino è disarmante. Ti aspetti che ti racconti la sua storia con pietà. Invece la sua porta comunicativa è la decisione e la rabbia.

– Un quarto di secolo di battaglie legali per affermare che nessuno ti può condannare a vivere. Non così, come Eluana. L’Eluana di turno deve poter dare il dissenso informato. Noi non ci diamo la VITA, ma l’ESISTENZA sì.

– Beppino, chi era Eluana?

Si distende. Guarda in un punto lontano come se vedesse un film.

Sorride. Finalmente.

– Eluana era una potenza della natura. In una lettera che ci ha lasciato per Natale – era il 1991 –  scriveva “noi tre formiamo un nucleo molto forte basato sul rispetto e l’aiuto reciproco”. Ci diceva spesso “Non posso che essere vostra figlia. Quello che sono me lo avete insegnato voi”. Ma lei era così, per natura. Noi abbiamo solo avuto il privilegio di averla come figlia.

Pausa. Finisce il suo caffè. Si guarda intorno.

– È un bel posto qui ed è una bella giornata.

Posa la tazza e sospira.

– Noi non avevamo bisogno di quella lettera per sapere come la pensava. Mollare la battaglia legale mi avrebbe distrutto. Quando abbiamo deciso, abbiamo deciso con lei, non per lei.

Sostiene il mio sguardo. Vuole accertarsi che abbia capito. E io ho capito. Faccio di sì con la testa, ripetutamente. Posso solo ascoltare e imparare.

– Tu sei un laico. Dov’è Eluana adesso?

Un altro sospiro. Silenzio.

– Laura…Il 25 di questo mese Eluana avrebbe 48 anni. Io sono un agnostico. Non credo che ci sia altro dopo la vita… Ma di lei mi manca tutto. Era una creatura splendida.

Vorrei prendergli una mano ma io sono una cinica. E Lui è un duro.

– La vicenda giudiziaria di Marco Cappato richiama le coscienze morali. Cambierà qualcosa?

– Stimo Marco Cappato. Sta conducendo una battaglia importante. Sai, ci sono due strade. Quella legale, la sua. Oppure il “fai da te”: ma quello non ha senso. Questi sono temi che non possono che essere affrontati dal punto di vista giuridico, che devono passare da disegni di legge compiuti e attraverso magistrati consapevoli che c’è una costituzione e il diritto all’autodeterminazione.

– Rifaresti quello che hai fatto? 

Mi sorride stringendo un angolo della bocca. È un sì senza parole.

– Sai Beppino, mi sarebbe piaciuto conoscere Eluana. Ci rivediamo presto?

L’abbraccio finale è inaspettato e vale come un altro grande sì.

Ci congediamo promettendoci come grandi Amici di non fare passare di nuovo un anno, prima di rivederci davanti a un caffè. E ricomincia a piovere.

Laura P. Cavallo

Dj Fabo. L’Associazione Coscioni torna nelle piazze

eutanasia cappato welbyCome aveva auspicato lo stesso Marco Cappato, in attesa della decisione della Consulta, sarà il Parlamento che dovrà ‘rispondere’. Dopo due giorni di attesa, alla fine la Corte costituzionale ha rilevato che l’attuale assetto normativo concernente il fine vita lascia prive di adeguata tutela determinate situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con altri beni costituzionalmente rilevanti. Per consentire in primo luogo al Parlamento di intervenire con un’appropriata disciplina, la Corte ha deciso di rinviare la trattazione della questione di costituzionalità dell’articolo 580 codice penale all’udienza del 24 settembre 2019. La Consulta doveva decidere, su richiesta dei giudici di Milano, se è conforme alla Costituzione l’articolo 580 del codice penale, che punisce l’istigazione al suicidio. Nell’articolo 580, redatto nel 1930, sotto il regime fascista, si equipara l’istigazione al suicidio all’aiuto dato da Marco Cappato a Fabiano Antoniani a terminare la propria esistenza in Svizzera.
Subito dopo la decisione, che di fatto invita ancora una volta la politica ad occuparsi della questione, il leader radicale dell’Associazione Coscioni ha twittato:

“Anche la Consulta ha confermato quello che ripetiamo da tempo: è compito del Parlamento esprimersi su questioni che riguardano la dignità delle persone e che non possono essere stabilite da un tribunale”. È quanto ha affermato il Segretario del Psi, Riccardo Nencini. “Soltanto lo scorso gennaio il Senato ha approvato la DAT, una legge di civiltà. Un passo avanti. Ma non basta”, ha proseguito Nencini. “Giace da tempo una proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione Luca Coscioni che deve ancora essere discussa. Chiederò all’intergruppo parlamentare sulle scelte di fine vita, di cui faccio parte, di invitare i presidenti di Camera e Senato ad avviare urgentemente la discussione parlamentare. Il tema non è più rinviabile”, ha concluso.

“È necessario rendere obbligatoria la pronuncia del Parlamento sui disegni di legge di iniziativa popolare, con puntuale calendarizzazione – come recita il Contratto di Governo di Lega e Movimento 5 Stelle. Questo è il momento, dunque, di dare seguito a questo proposito”, afferma ancora Marco Cappato che aggiunge: “Ora infatti il Parlamento ha la strada spianata per affrontare finalmente il tema, e per discutere la nostra proposta di legge di iniziativa popolare per l’eutanasia legale, depositata nel 2013, sull’esempio di quanto sta accadendo anche nel Parlamento spagnolo. Questa sentenza è un grande successo della nonviolenza e della disobbedienza civile, che trasmette a ciascuna e ciascun Parlamentare la forza necessaria per finalmente approvare buone regole per vivere liberi fino alla fine. Mi auguro che già da oggi arrivino nuove adesioni al nostro intergruppo per l’eutanasia legale e il finevita”.
Per questo l’Associazione Coscioni ha deciso di puntare ancora una volta sugli italiani, sei su dieci dei quali si dicono a favore dell’Eutanasia. Dal 26 al 28 ottobre in oltre 30 piazze italiane saranno presenti tavoli di raccolta firme per sollecitare il Parlamento a calendarizzare la discussione in aula della proposta di legge di iniziativa popolare “Eutanasia Legale” e i Parlamentari all’adesione all’intergruppo per le scelte di fine vita.
L’avv. Filomena Gallo, segretario dell’associazione Luca Coscioni, ha affermato: “Quello della Corte costituzionale non è solo un rinvio, e meno che mai una decisione pilatesca, come alcuni affermano di ritenere. La Corte ha infatti evidenziato con ordinanza che l’attuale, che l’assetto normativo concernente il fine vita lascia prive di adeguata tutela determinate situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con altri beni costituzionalmente rilevanti”.
“Attendiamo le motivazioni – ha aggiunto Filomena Gallo – ma possiamo già dire che la Costituzione ha prevalso sulle istanze paternalistiche del codice penale del 1930 e sulla grave inerzia del legislatore, che nonostante le varie sollecitazioni, non si è mai determinato a regolare la materia del suicidio medicalmente assistito. La Corte ha esercitato a pieno il ruolo giudici delle leggi. È esattamente quanto la disobbedienza civile di Marco Cappato si prefiggeva”.

LE PIAZZE FINORA AL CENTRO DELLA MOBILITAZIONE (IN CONTINUO AGGIORNAMENTO)

26 ottobre – Firenze, dalle 9 alle 19 in Piazza Beccaria angolo Borgo La Croce.

26 ottobre – Roma, dalle 15 alle 18 a Largo di Torre Argetina, fronte Feltrinelli.

26 ottobre – Casalecchio di Reno (BO) all’incrocio tra Via Garibaldi e Via Porrettana, tra l’edicola e la Casa della Conoscenza, ore 13-19. Per aiutare al tavolo, contattare flavia.mezja@gmail.comQui l’evento Facebook.

26 e 27 ottobre – Trento, all’interno del Bar Lucky in via del Brennero 46. Venerdì apertura dalle 7 alle 20 e il sabato dalle 8 alle 13.

26 e 27 ottobre – Santa Marinella (RM), venerdì 26, dalle 17.30, in Piazza Gentilucci. Sabato 27, dalle 10 alle 13, in Via Aurelia in zona antistante i portici, bar “Luna Blu”.

26, 27 e 28 ottobre – Genovadalle 15.30 alle 19, in via XX settembre altezza Kasanova. Per aiutare al tavolo, contattare cellulagenova@associazionelucacoscioni.it.

27 ottobre – Napoli, dalle ore 10.00 alle ore 13.00 in Via Giosuè Carducci, altezza Liceo Classico Umberto I (quartiere Chiaia). Per aiutare al tavolo, contattare cellulacoscioninapoli@gmail.com.

27 ottobre – Prato, in Piazza del Comune dalle 15.30 alle 19.30. Per aiutare al tavolo, contattare gstmtt@gmail.com.

27 ottobre – Lecco, dalle 9.30 alle 18 in Piazza XX Settembre davanti al Museo della Paure. Per aiutare al tavolo, contattare cellulacoscionilecco@gmail.com.

27 ottobre – Venezia, in Campo Santa Margherita dalle 15 alle 19.

27 ottobre – Brescia, in Corso Zanardelli zona Feltrinelli, dalle 10.00 alle 18-19 circa. Per aiutare al tavolo, contattare pannocchia.bs@gmail.com.

27 ottobre – Mestre (VE), in piazza Ferretto dalle 10 alle 13. Qui l’evento Facebook.

27 ottobre – Palermo, presso Circolo UAAR di Palermo, via Matteo Bonello 39, dalle 17 alle 19. Qui l’evento Facebook.

27 ottobre e 11 novembre – RavennaPunto Coop di Via Faetina, dalle 15 alle 18. Per aiutare al tavolo, contattare ravenna@uaar.it.

27 e 28 ottobre – Milano, dalle 10 alle 14, in Moscova (angolo corso Garibaldi con via Statuto). Per aiutare al tavolo, contattare cellulamilano@associazionelucacoscioni.it.

27 e 28 ottobre – Pavia, in Strada Nuova 86. Sabato dalle 16 alle 19.30, domenica dalle 10.30 alle 19.

27 e 28 ottobre – Latina, dalle 17 alle 20 in Via Diaz, angolo piazza del popolo (zona pedonale).

27 e 28 ottobre – Padova, in Via Roma – Canton del Gallo, dalle ore 10 alle ore 19. Per aiutare al tavolo, contattare padova@uaar.it.

27 ottobre e 3 novembre – Arzignano (VI), dalle 9 alle 13 in Piazza Libertà. Per aiutare al tavolo, contattare p.tarperi@gmail.com.

28 ottobre – Mercallo (VA), dalle 8.30 alle 13 in Piazza Balconi. Per aiutare al tavolo, contattare maura.marcato@gmail.com.

28 ottobre – San Benedetto del Tronto (AP), Viale Secondo Moretti, dalle 11 alle 18.

28 ottobre – VareseVia Marcobi/angolo via Veratti (di fronte alla Socrem) dalle 14 alle 18. Per aiutare al tavolo, contattare michael.muscolino@outlook.com.au.

28 ottobre – Torino, dalle 11:00 alle 13:00, in Via Garibaldi angolo via San Dalmazzo (in caso di pioggia, via Roma angolo Piazza Castello). Nell’occasione si raccoglieranno firme anche per l’iniziativa dei cittadini europei “Welcoming Europe“.

Siamo inoltre in attesa di poter comunicare indirizzo e orari per le postazioni di: BresciaCagliariCittà di Castello (PG), LecceMassaRimini Vicenza.

Dj Fabo. Ora la Consulta. Cappato: “Aspetto la Politica”

cappato-eutanasia-1 (1)Il Caso di Fabiano Antoniani, il 40enne milanese conosciuto con il nome d’arte “Dj Fabo”, tetraplegico e completamente cieco che nel febbraio 2017 si è sottoposto al suicidio assistito in Svizzera, è arrivato alla Corte Costituzionale.
Stasera o domani arriverà la sentenza della Consulta che dovrà così decidere se aiutare un malato terminale a ottenere il suicidio assistito è un reato penale oppure se, al contrario, è un’azione necessaria per metterlo in condizione di esercitare il suo diritto fondamentale della libertà di scelta per una morte dignitosa.
Nel frattempo Marco Cappato, il leader radicale dell’associazione Luca Coscioni, accusato di istigazione e aiuto al suicidio e i rappresentanti dell’avvocatura dello Stato, in rappresentanza del governo, risponde alle accuse: “Avevo capito che tra gli obiettivi di questo governo ci fosse la rapida e certa trattazione delle leggi di iniziativa popolare. Noi da 5 anni attendiamo l’intervento del legislatore sulla nostra legge di iniziativa popolare per l’eutanasia legale“. Cappato si rivolge direttamente al presidente Giuseppe Conte: “Se un presidente del Consiglio a nome del governo interviene in giudizio contro di me invocando l’inammissibilità e infondatezza della questione rimandando all’intervento del legislatore, questa è un’assunzione di responsabilità politica”.
Il governo si è costituito a difesa della legge e sarà rappresentato dall’avvocato dello Stato Gabriella Palmieri. In udienza sono presenti lo stesso Cappato, Mina Welby e la compagna di dj Fabo, Valeria Imbrogno.
Oggi alle 19, a Piazza Montecitorio, la mobilitazione non solo dell’Associazione Luca Coscioni, Marco Cappato, Mina Welby, Filomena Gallo, ma di tutti quelli che promuovono la campagna Eutanasia Legale, per commentare la sentenza della Corte costituzionale che deciderà sulla legittimità costituzionale del reato di aiuto al suicidio.

Biotestamento. Via libera del Consiglio di Stato

cappato gallo

Via libera dal Consiglio di Stato all’attuazione del biotestamento, con il deposito oggi delle risposte ai quesiti del Ministro della Salute Giulia Grillo sulle Disposizioni anticipate di trattamento, con particolare riferimento alla Banca dati nazionale, contribuendo all’effettiva attuazione del testamento biologico. Il Consiglio di Stato dà così il via libera all’attuazione del biotestamento. “Con il parere reso oggi il Consiglio di Stato – sottolinea un comunicato – contribuisce all’effettiva attuazione del testamento biologico”. Con le Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) – ricorda la nota di Palazzo Spada -ciascun individuo, nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, può decidere “ora per allora” su eventuali trattamenti sanitari che potrebbero riguardarlo e sui quali in futuro non sarà in condizione di prestare il consenso; ciò avviene manifestando la propria volontà mediante la redazione di un atto specificamente previsto.

In particolare con il parere reso oggi il Consiglio di Stato ha ritenuto che “la banca dati nazionale – proprio perché le relative informazioni possono essere conosciute sull’intero territorio del Paese – su richiesta dell’interessato deve contenere copia delle Dat, compresa l’indicazione del fiduciario, salvo che il dichiarante non intenda indicare soltanto dove esse sono reperibili». Inoltre ha stabilito che il registro nazionale «è aperto anche a tutti coloro che non sono iscritti al Servizio sanitario nazionale”. E ancora: “Le Dat non hanno alcun vincolo di contenuto: l’interessato deve poter scegliere di limitarle solo ad una particolare malattia, di estenderle a tutte le future malattie, di nominare il fiduciario o di non nominarlo, ecc. Spetterà al Ministero della Salute mettere a disposizione un modulo-tipo per facilitare il cittadino a rendere le Dat”.

Soddisfazione esprimono Filomena Gallo e Marco Cappato, segretario e tesoriere dell’associazione Luca Coscioni: “Bene il parere del Consiglio di Stato, e bene anche la volontà della Ministra Giulia Grillo di non lasciar passare ulteriore tempi rispetto a termini di legge già scaduti per l’istituzione della Banca dati” “La Banca dati Nazionale sulle Disposizioni anticipate di Trattamento – continuano – consentirà che le stesse Dat siano rese note su tutto il territorio ai sanitari che dovranno attenersi a quanto previsto per legge ( 219/17). Chiediamo al Ministro al fine di rafforzare l’operatività della legge attraverso la Banca dati delle disposizioni anticipate di trattamento con un Decreto che preveda l’inserimento delle Dat nella tessera sanitaria regionale”.

Via dal presente. Una “concentrazione repubblicana”

futuro

Il Psi, nel giorno dell’assemblea del Pd, riunisce, grazie a ‘Mondoperaio’, vari pezzi dell’opposizione al Governo M5s-Lega per chiedere “una reazione a una stagione simile a quella vissuta dall’Italia nel 1919-1922”. Riccardo Nencini sintetizza: “Abbiamo un ministro dell’Interno e leader di partito che, a fronte di una richiesta della Cassazione, si rivolge al Capo dello Stato per mettere sotto schiaffo la magistratura. Lo fa da ministro dell’Interno, da cui dipendono le forze di Pubblica sicurezza. È l’incipit di un atto eversivo”. Per fronteggiare l’eversione Nencini propone: “O cogliamo questi segni come un attacco alla democrazia repubblicana oppure non vedo da dove la sinistra debba ripartire. Serve il primo mattone per una concentrazione repubblicana”. Nencini, interviene dopo l’introduzione di Gian Franco Schietroma e Luigi Covatta direttore di Mondoperaio, che ha organizzato il convegno.

“Bisogna trasformare subito l’opposizione in alternativa credibile – continua Nencini – e cogliere la scadenza delle prossime elezioni europee per presentarsi agli italiani con un disegno comune, una ‘concentrazione repubblicana’ di taglio europeista per evitare che il parlamento europeo abbia una maggioranza populista e provochi la crisi definitiva dell’U.E. Sia alla Camera che al Senato si formi una federazione tra i gruppi dell’opposizione per affrontare in modo corale almeno i grandi temi”. Per Nencini bisogna “veicolare attraverso i governi regionali e le amministrazioni locali di centro sinistra un nuovo e concreto messaggio riformista agli italiani: impiegare i migranti in lavori socialmente utili per la comunità che li ospita; impegnare le risorse di bilancio proprie e i fondi europei per creare almeno 400.000 posti di lavoro nella difesa del territorio e nella valorizzazione dei beni artistici e paesaggistici (investimento di circa 8 miliardi E.)”.

Nencini nel suo intervento sottolinea la necessità di un “appello a mondo e alla cultura socialista con buon esito. Oggi – afferma – sono presenti esponenti di una sinistra che va anche oltre.  Un mondo che si trova all’opposizione del governo Salvini e Di Maio. Via dal presente è un concetto che in un momento in cui si tendono a risolvere i problemi oggi per il domani, vuole inserire l’idea del guardare lontano perché oggi più che mai serve un quadro strategico, basta vedere la questione immigrazione”.

Al convegno di ‘Mondoperaio’ sono presenti tra gli altri Federico Fornaro (Leu), Sergio Pizzolante e Fabrizio Cicchitto (Civica Popolare), Marco Cappato (Associazione Luca Coscioni), Vittorino Ferla (Libertà Eguale). Pizzolante snocciola i dati: “In Italia abbiamo i populisti al 60%. Se aggiungiamo FdI e parte di FI arriviamo al 70%. Dieci anni fa il 74% degli italiani si sentiva di appartenere al ceto medio, oggi questa percentuale è ridotta al 31%. La dinamica centrodestra contro centrosinistra è morta. Oggi siamo ai populisti contro i riformisti”. Simile l’analisi di Fornaro (Leu): “Il 4 marzo è stato un terremoto, non una sconfitta. Nel 2008 Pd e FI avevano 25,7 milioni di voti, oggi hanno 10 milioni di voti. I populisti sono passati dal 18 al 58%. La maggioranza silenziosa non esiste più. Oggi c’è una maggioranza rancorosa e i populisti creano appositamente nemici esterni come i migranti e la Ue”.

“Il frontismo – sottolinea Cappato – porta alla sconfitta. Il tema centrale sia l’internazionalismo dei diritti umani. È possibile che per Trump sia indifferente interloquire con il Canada di Trudeau oppure con i peggiori dittatori?”.

Ugo Intini (leggi l’intervento integrale) vuole “un Comitato di Liberazione per la Democrazia che possa resistere alla melma giallo-verde. È tempo di agire e servono leader nuovi”. Per Intini “il Governo M5s-Lega litiga con la Ue sui migranti, perché vuole in realtà uscire dall’euro. Vogliono anche svuotare la democrazia e la proposta di Grillo di sorteggiare i senatori va in questo senso”. Cicchitto ritiene che “oggi l’Europa abbia due avversari: Trump e Putin. Ci sono analogie con l’Europa degli anni trenta. Il risultato delle elezioni italiane è stato preparato con la vittoria di Trump. Se le contraddizioni tra M5s e Lega non esploderanno nei prossimi 6 mesi, il Governo potrebbe anche durare 5 anni”. In questo caso Pizzolante avverte: “Attenzione, perché quando i populismi prendono piede, ai populismi subentrano altri populismi”. Mauro Del Bue rimarca che “mai in Italia la sinistra aveva preso poco più del 20%. Il Pd ha finora risposto in burocratese: è necessario invece che l’opposizione al Governo giallo-verde si svegli”. Oreste Pastorelli, tesoriere del Psi, pensa che “la sinistra abbia perso il rapporto con la gente”. E Vito Gamberale ritiene che i mali siano nati alla fine degli anni novanta: “La debolezza con cui siamo entrati nell’euro e il tasso di cambio sulla lira hanno indebolito il ceto medio. In questo scenario M5s ha inseguito la povertà, la Lega ha inseguito la paura”. Maria Cristina Pisani, Portavoce del Forum Nazionale Giovani, non si arrende: “La sinistra è sottorappresentata in Italia e in Europa. La prima cosa da fare è far sì che non ci siano più milioni di poveri”. Per il direttore di ‘Mondoperaio’, Luigi Covatta, (leggi l’intervento integrale) è necessario creare una cultura politica riformista “che sappia uscire dal ‘presentismo’ e sia capace di proporre una strategia di lunga durata”.

Iacovissi, responsabile per le riforme del Psi, sottolinea il “cambio drammatico che ha portato a  questo risultato. Sia il ceto medio che le fasce più basse hanno voltato le spalle al centro sinistra.  Imputo a questo anche la ricorsa del cento sinistra verso temi populisti rinunciando a orientamenti riformisti”. “Si è parlato e si parla della diseguaglianza generazionale. Ora per la prima volta vi sono degli strumenti. Vi è la Naspi, oppure il Rei, entrambi fatti dal centrosinistra. Sono risposte alla richiesta di protezione però gli elettori le cercano nei 5 Stelle e nella Lega. Oppure i dati sugli sbarchi che sono dimezzati eppure la sensazione è un’altra”.

Pia Locatelli apre il suo intervento chiedendosi quale sia il modo per “segnare un cambiamento e dare una idea di unità per chi non è sovranista e populista. E soprattutto se sia ancora possibile”. E con questa visione secondo Pia Locatelli è necessario pensare già da ora alle elezioni europee, con una lista larga da contrapporre ai populismi con “noi solidamente ancorati nella famiglia della socialdemocratica”. “La crisi della socialdemocrazia e crisi europea sono legate. E noi abbiamo fatto una difesa dell’Europa quasi acritica”. “Salvini dice che vengono prima gli italiani. Gli stati europei e il processo di democratizzazione si sono stabilizzati in un sistema di cooperazione, quindi l’idea di Salvini delle priorità  è una contraddizione”.

Infine i migranti. Pia Locatelli ricorda i numeri veri. “Gli sbarchi sono in netta discesa. Il 41% dei migranti è europeo. Uno su 5 africano. Perché la paura allora dell’invasione dell’Africa? È un tema che va discusso insieme a quello della cooperazione. Invece da sempre è stato diviso tra immigrazione legale e illegale. E ora si confonde tra legali e richiedenti asilo. Servono canali come quello delle quote altrimenti non si risolve il problema. Infine il congresso del Partito socialista europeo. Bisogna lavorarci da ora e per le elezioni europee dovremmo dire la nostra per individuare il candidato presidente della Commissione Ue”.

Ha chiuso il lavoro Carlo Vizzini che sottolinea la “buona volontà di elaborare e consapevolezza della difficoltà. Ci sono cose da mettere insieme per fare un progetto”. Vizzini mette in guardia per “l’atteggiamento di Salvini” che definisce “al limite della pericolosità”. “Sono state fatte saltare per aria le forze politiche che avevano valori diversi e che avevano portato l’Italia a quinto posto nel modo”. “Ora stanno smontando la democrazia”. “La democrazia ha un costo e chi vuole eliminare questi costi vuole smontare la democrazia: i parlamentari del futuro saranno solo ricchi oppure truffaldini”. Vizzini ricorda come i partiti erano “la cinghia di trasmissione tra gente e istituzioni. Dobbiamo occupare il nostro ruolo per riprendere questo compito per avere la forza di recuperare la democrazia parlamentare”. Parlamento composto da Camera e Senato. “Quel Senato dove oggi siede Matteo Renzi che lo voleva abolire”. Vizzini sottolinea la necessità di riprendere il cammino “con le nostre idee e pretendendo la pari dignità”. Infine le elezioni europee: “Proporzionale e sbarramento. Una angheria. Nessuno di noi può vivere in un altro partito, possiamo vivere insieme ad altri. Il compito dei socialisti è di avere coraggio e inserire questo coraggio in un programma dell’opposizione”.

Daniele Unfer

VIA DAL PRESENTE

via dal presenteIl Psi, nel giorno dell’assemblea del Pd, riunisce, grazie a ‘Mondoperaio’, vari pezzi dell’opposizione al Governo M5s-Lega per chiedere “una reazione a una stagione simile a quella vissuta dall’Italia nel 1919-1922”. Riccardo Nencini sintetizza: “Abbiamo un ministro dell’Interno e leader di partito che, a fronte di una richiesta della Cassazione, si rivolge al Capo dello Stato per mettere sotto schiaffo la magistratura. Lo fa da ministro dell’Interno, da cui dipendono le forze di Pubblica sicurezza. È l’incipit di un atto eversivo”. Per fronteggiare l’eversione Nencini propone: “O cogliamo questi segni come un attacco alla democrazia repubblicana oppure non vedo da dove la sinistra debba ripartire. Serve il primo mattone per una concentrazione repubblicana”. Nencini, interviene dopo l’introduzione di Gian Franco Schietroma e Luigi Covatta direttore di Mondoperaio, che ha organizzato il convegno.

“Bisogna trasformare subito l’opposizione in alternativa credibile – continua Nencini – e cogliere la scadenza delle prossime elezioni europee per presentarsi agli italiani con un disegno comune, una ‘concentrazione repubblicana’ di taglio europeista per evitare che il parlamento europeo abbia una maggioranza populista e provochi la crisi definitiva dell’U.E. Sia alla Camera che al Senato si formi una federazione tra i gruppi dell’opposizione per affrontare in modo corale almeno i grandi temi”. Per Nencini bisogna “veicolare attraverso i governi regionali e le amministrazioni locali di centro sinistra un nuovo e concreto messaggio riformista agli italiani: impiegare i migranti in lavori socialmente utili per la comunità che li ospita; impegnare le risorse di bilancio proprie e i fondi europei per creare almeno 400.000 posti di lavoro nella difesa del territorio e nella valorizzazione dei beni artistici e paesaggistici (investimento di circa 8 miliardi E.)”.

Nencini nel suo intervento sottolinea la necessità di un “appello a mondo e alla cultura socialista con buon esito. Oggi – afferma – sono presenti esponenti di una sinistra che va anche oltre.  Un mondo che si trova all’opposizione del governo Salvini e Di Maio. Via dal presente è un concetto che in un momento in cui si tendono a risolvere i problemi oggi per il domani, vuole inserire l’idea del guardare lontano perché oggi più che mai serve un quadro strategico, basta vedere la questione immigrazione”.

Al convegno di ‘Mondoperaio’ sono presenti tra gli altri Federico Fornaro (Leu), Sergio Pizzolante e Fabrizio Cicchitto (Civica Popolare), Marco Cappato (Associazione Luca Coscioni), Vittorino Ferla (Libertà Eguale). Pizzolante snocciola i dati: “In Italia abbiamo i populisti al 60%. Se aggiungiamo FdI e parte di FI arriviamo al 70%. Dieci anni fa il 74% degli italiani si sentiva di appartenere al ceto medio, oggi questa percentuale è ridotta al 31%. La dinamica centrodestra contro centrosinistra è morta. Oggi siamo ai populisti contro i riformisti”. Simile l’analisi di Fornaro (Leu): “Il 4 marzo è stato un terremoto, non una sconfitta. Nel 2008 Pd e FI avevano 25,7 milioni di voti, oggi hanno 10 milioni di voti. I populisti sono passati dal 18 al 58%. La maggioranza silenziosa non esiste più. Oggi c’è una maggioranza rancorosa e i populisti creano appositamente nemici esterni come i migranti e la Ue”.

“Il frontismo – sottolinea Cappato – porta alla sconfitta. Il tema centrale sia l’internazionalismo dei diritti umani. È possibile che per Trump sia indifferente interloquire con il Canada di Trudeau oppure con i peggiori dittatori?”.

Ugo Intini (leggi l’intervento integrale) vuole “un Comitato di Liberazione per la Democrazia che possa resistere alla melma giallo-verde. È tempo di agire e servono leader nuovi”. Per Intini “il Governo M5s-Lega litiga con la Ue sui migranti, perché vuole in realtà uscire dall’euro. Vogliono anche svuotare la democrazia e la proposta di Grillo di sorteggiare i senatori va in questo senso”. Cicchitto ritiene che “oggi l’Europa abbia due avversari: Trump e Putin. Ci sono analogie con l’Europa degli anni trenta. Il risultato delle elezioni italiane è stato preparato con la vittoria di Trump. Se le contraddizioni tra M5s e Lega non esploderanno nei prossimi 6 mesi, il Governo potrebbe anche durare 5 anni”. In questo caso Pizzolante avverte: “Attenzione, perché quando i populismi prendono piede, ai populismi subentrano altri populismi”. Mauro Del Bue rimarca che “mai in Italia la sinistra aveva preso poco più del 20%. Il Pd ha finora risposto in burocratese: è necessario invece che l’opposizione al Governo giallo-verde si svegli”. Oreste Pastorelli, tesoriere del Psi, pensa che “la sinistra abbia perso il rapporto con la gente”. E Vito Gamberale ritiene che i mali siano nati alla fine degli anni novanta: “La debolezza con cui siamo entrati nell’euro e il tasso di cambio sulla lira hanno indebolito il ceto medio. In questo scenario M5s ha inseguito la povertà, la Lega ha inseguito la paura”. Maria Cristina Pisani, Portavoce del Forum Nazionale Giovani, non si arrende: “La sinistra è sottorappresentata in Italia e in Europa. La prima cosa da fare è far sì che non ci siano più milioni di poveri”. Per il direttore di ‘Mondoperaio’, Luigi Covatta, (leggi l’intervento integrale) è necessario creare una cultura politica riformista “che sappia uscire dal ‘presentismo’ e sia capace di proporre una strategia di lunga durata”.

Iacovissi, responsabile per le riforme del Psi, sottolinea il “cambio drammatico che ha portato a  questo risultato. Sia il ceto medio che le fasce più basse hanno voltato le spalle al centro sinistra.  Imputo a questo anche la ricorsa del cento sinistra verso temi populisti rinunciando a orientamenti riformisti”. “Si è parlato e si parla della diseguaglianza generazionale. Ora per la prima volta vi sono degli strumenti. Vi è la Naspi, oppure il Rei, entrambi fatti dal centrosinistra. Sono risposte alla richiesta di protezione però gli elettori le cercano nei 5 Stelle e nella Lega. Oppure i dati sugli sbarchi che sono dimezzati eppure la sensazione è un’altra”.

Pia Locatelli apre il suo intervento chiedendosi quale sia il modo per “segnare un cambiamento e dare una idea di unità per chi non è sovranista e populista. E soprattutto se sia ancora possibile”. E con questa visione secondo Pia Locatelli è necessario pensare già da ora alle elezioni europee, con una lista larga da contrapporre ai populismi con “noi solidamente ancorati nella famiglia della socialdemocratica”. “La crisi della socialdemocrazia e crisi europea sono legate. E noi abbiamo fatto una difesa dell’Europa quasi acritica”. “Salvini dice che vengono prima gli italiani. Gli stati europei e il processo di democratizzazione si sono stabilizzati in un sistema di cooperazione, quindi l’idea di Salvini delle priorità  è una contraddizione”.

Infine i migranti. Pia Locatelli ricorda i numeri veri. “Gli sbarchi sono in netta discesa. Il 41% dei migranti è europeo. Uno su 5 africano. Perché la paura allora dell’invasione dell’Africa? È un tema che va discusso insieme a quello della cooperazione. Invece da sempre è stato diviso tra immigrazione legale e illegale. E ora si confonde tra legali e richiedenti asilo. Servono canali come quello delle quote altrimenti non si risolve il problema. Infine il congresso del Partito socialista europeo. Bisogna lavorarci da ora e per le elezioni europee dovremmo dire la nostra per individuare il candidato presidente della Commissione Ue”.

Ha chiuso il lavoro Carlo Vizzini che sottolinea la “buona volontà di elaborare e consapevolezza della difficoltà. Ci sono cose da mettere insieme per fare un progetto”. Vizzini mette in guardia per “l’atteggiamento di Salvini” che definisce “al limite della pericolosità”. “Sono state fatte saltare per aria le forze politiche che avevano valori diversi e che avevano portato l’Italia a quinto posto nel modo”. “Ora stanno smontando la democrazia”. “La democrazia ha un costo e chi vuole eliminare questi costi vuole smontare la democrazia: i parlamentari del futuro saranno solo ricchi oppure truffaldini”. Vizzini ricorda come i partiti erano “la cinghia di trasmissione tra gente e istituzioni. Dobbiamo occupare il nostro ruolo per riprendere questo compito per avere la forza di recuperare la democrazia parlamentare”. Parlamento composto da Camera e Senato. “Quel Senato dove oggi siede Matteo Renzi che lo voleva abolire”. Vizzini sottolinea la necessità di riprendere il cammino “con le nostre idee e pretendendo la pari dignità”. Infine le elezioni europee: “Proporzionale e sbarramento. Una angheria. Nessuno di noi può vivere in un altro partito, possiamo vivere insieme ad altri. Il compito dei socialisti è di avere coraggio e inserire questo coraggio in un programma dell’opposizione”.

Daniele Unfer

Il 7 luglio a Roma convention del Psi: ‘Via dal presente’

Via dal presenteSi svolgerà a Roma il prossimo 7 luglio, dalle ore 10.30 alle ore 14.30, presso l’hotel Building, in via Montebello 126, la convention, promossa dalla storica rivista Mondoperaio, dall’Associazione Socialismo e dal Partito Socialista Italiano, dal titolo ‘Via dal presente

L’iniziativa segue gli incontri di questi mesi – come la proposta al centrosinistra di unirsi in un Fronte Repubblicano lanciata lo scorso maggio dal Segretario del Psi Riccardo Nencini – che  hanno cercato di tracciare un percorso per costruire una prima risposta ai populismi. L’iniziativa è aperta a riformisti e democratici di diversi orientamenti e differenti tradizioni e prende spunto dai materiali pubblicati sulla rivista Mondoperaio. La storica rivista fondata da Pietro Nenni ospita, infatti, nel mese di giugno, contributi finalizzati alla rigenerazione del sistema politico italiano dopo il voto del 4 marzo. L’incontro del 7 luglio promuove un confronto fra gli estensori dei testi pubblicati ed altri testimoni significativi della nostra vita politica e culturale.

Dopo le comunicazioni del segretario del PSI, Riccardo Nencini, della portavoce, Maria Pisani e del promotore di ‘Sinistra Anno Zero’, Giuseppe Provenzano, seguiranno gli interventi di Luigi Covatta, Fabrizio Cicchitto, Mauro Del Bue, Marco Bentivogli, Claudio Martelli, Pia Locatelli, Vittorino Ferla, Gianni Pittella, Andrea Marcucci, Marco Cappato,  Raffaele Morese, Oreste Pastorelli, Ferdinando Adornato, Vito Gamberale, Gennaro Acquaviva, Sergio Pizzolante e altri.

Dj Fabo. Nencini, mi dissocio dal governo

faboIl governo Gentiloni nel suo ultimo atto torna sui suoi passi su una delle strade migliori, quella che riguarda la libertà di scelta sul proprio fine vita. Il Governo si è costituito parte civile nel processo su Dj Fabo, nel quale Marco Cappato è indiziato di istigazione e aiuto al suicidio. Una decisione che ha sorpreso tutti, tanto che il segretario del Partito Socialista, Riccardo Nencini ha scritto sul suo profilo Facebook: “Mi dissocio dalla costituzione di parte civile del governo sul caso del dj Fabo”.
La costituzione di parte civile che mira a difendere la norma di istigazione al suicidio messa in discussione dalla Corte d’Assise di Milano porta la firma del sottosegretario alla Presidenza, Maria Elena Boschi.
Il Governo in Corte Costituzionale difenderà infatti il divieto del codice penale risalente agli anni ’30 che norma il reato di cui è imputato Cappato. In questo modo si difende l’articolo 580 del codice penale, risalente al Regime fascista. La norma punisce con la reclusione da cinque a dodici anni “chiunque determina altri al suicidio o rafforza l’altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l’esecuzione”.
È dunque andato a vuoto l’appello di giuristi sottoscritto da 15.000 italiani e promosso dall’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica lanciato poco più di 10 giorni per chiedere al Governo di non intervenire a difesa del reato e dunque di non dare mandato all’avvocatura di Stato di costituirsi in tale procedimento.
“Certamente non si tratta di un’iniziativa contro Cappato, anzi la scelta effettuata mira a difendere le iniziative di chi aiuta le persone già determinate a porre fine alla propria vita”, fa sapere il Guardasigilli Andrea Orlando.
Il governo si costituisce “per evitare che la dichiarazione di incostituzionalità secca dell’articolo 580 potrebbe lasciare impunite condotte che nulla hanno a che fare con la tematica del rispetto delle volontà dei malati terminali”, fanno sapere dal Ministero della Giustizia. La spiegazione che viene fornita prende ad esempio le “condotte di chi istiga i ragazzi o comunque i soggetti deboli a compiere azioni che possono provocarne la morte, ad esempio con giochi spericolati o via web”.
“Prendo atto – ha affermato:in una dichiarazione l’avvocato Filomena Gallo coordinatore del collegio di difesa di Marco Cappato e segretario Associazione Luca Coscioni – della decisione del Governo Gentiloni di costituirsi in Corte costituzionale nel procedimento sollevato dalla Corte di Assise di Milano nell’ambito processo a Marco Cappato per la morte di Fabiano Antoniani”.
“Prendo anche atto – ha proseguito- della richiesta di costituzione in giudizio di una serie di organizzazioni e gruppi che sempre si sono distinti per aver avversato in ogni modo il riconoscimento del diritto alla libertà e responsabilità individuale fino alla fine della vita. Per quanto riguarda Marco Cappato, il suo collegio di difesa che coordino e l’Associazione Luca Coscioni, il nostro obiettivo non cambia: vogliamo far prevalere, contro la lettera del codice penale del 1930, i principi di libertà e autodeterminazione riconosciuti dalla Costituzione italiana e dalla Convezione europea dei diritti umani, nella convinzione che Fabiano Antoniani avesse diritto a ottenere in Italia il tipo di assistenza che -a proprio rischio e pericolo- ha dovuto andare a cercare all’estero con l’aiuto di Marco Cappato”.

Dj Fabo, il Governo alla Consulta contro Cappato

cappato

Nell’ultimo giorno utile il governo si è costituito davanti alla Corte costituzionale nel procedimento sollevato dalla Corte di assise di Milano nell’ambito del processo a Marco Cappato per la morte di Dj Fabo. Lo ha comunicato la vicepresidente dell’associazione Luca Coscioni, Filomena Gallo. Al termine del processo, i giudici avevano trasmesso gli atti alla Consulta per valutare la legittimità costituzionale del reato di aiuto al suicidio, contestato a Cappato.

Il processo a Marco Cappato è iniziato lo scorso 8 novembre, dopo che lo stesso esponente dei Radicali si è autodenunciato ai carabinieri per aver accompagnato in Svizzera Fabiano Antoniani, dj 40enne diventato cieco e tetraplegico a causa di un incidente stradale, per sottoporsi alla pratica del suicidio assistito nella clinica Dignitas.

Nei giorni scorsi l’Associazione Luca Coscioni aveva lanciato un appello al Governo al Governo di “non intervenire a difesa del reato e dunque di non dare mandato all’avvocatura di Stato di costituirsi in tale procedimento”. Tra i firmatari anche lo scrittore Roberto Saviano; la giornalista Selvaggia Lucarelli; Il Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Milano Nerina Boschiero; il docente di diritto costituzionale dell’Università di Ferrara Paolo Veronesi; il Professore emerito di diritto penale dell’Università di Milano Emilio Dolcini; il matematico Piergiorgio Odifreddi; il ginecologo Carlo Flamigni; l’avvocato e direttore editoriale della rivista giuridica Giurisprudenza Penale Guido Stampanoni Bassi; il Professore di storia costituzionale, già Professore ordinario di Diritto costituzionale”, Università di Pavia Ernesto Bettinelli. L’appello cade così nel vuoto.

“Sono d’accordo nel ritenere che la mancata costituzione da parte del Governo davanti alla Corte costituzionale nel procedimento sollevato dalla Corte di Assise di Milano nell’ambito del processo a mio carico sarebbe un fatto politico rilevante – aveva detto Marco Cappato, tesoriere Associazione Luca Coscioni -. Ma mi auguro che il Governo si tenga fuori dal procedimento per favorire un adeguamento della norma ai principi costituzionali”

Milano, Presentata la Lista Insieme

Milano. È stata presentata oggi la lista “Insieme” per le elezioni regionali e politiche. Tra gli altri candidati erano presenti Mauro Broi (Psi), Franco D’Alfonso, Luca Marcora e Sergio Meazzi (area Civica), Natale Ripamonti (verdi), “L’obiettivo – si legge nella nota – è quello di unire e rifondare il centrosinistra superando le posizioni di autosufficienza che hanno caratterizzato negli ultimi anni le sue politiche. E’ prioritario sconfiggere la destra che alimenta in italia e in europa l’intolleranza, il razzismo, il fascio-leghismo ed il nazionalismo antieuropeo. Insieme e’ una lista di ispirazione civilista che unisce il riformismo socialista, l’ecologismo e il civismo che vuole costruire gli Stati Uniti d’Europa. si rivolge non solo agli elettori tradizionali socialisti, verdi e civici, ma anche agli elettori delusi dalle scelte fatte dai governi che si sono succeduti in questi ultimi anni ma che vogliono rimanere nel centro-sinistra. il nostro programma mette al centro la sostenibilità ambientale, sociale e le politiche economiche a sostegno dei settori più deboli del paese”.

Sarà presentata invece domani (sabato 10 febbraio), alle ore 11, presso la sede del Comitato Elettorale ‘Gori Presidente’ in corso Buenos Aires 59, la lista ‘Insieme per Gori’, che mette al centro del programma “sostenibilità ambientale, sociale ed economica dell’Italia e della Regione Lombardia”.