La giovane autrice è Maria Rita Chiara Pantaleoni e ha quasi vent’anni. Margherita, la protagonista del suo libro è una diciottenne. In bilico tra il mondo che immagina e in cui desidera vivere e quello reale, nel quale è costretta a restare. “Sospesa” è il titolo del libro d’esordio di Pantaleoni, un romanzo tutto al femminile, in cui la sospensione abbraccia anche la sfera emotiva. Un universo emozionale che si divide tra l’amore per il giovane e ingenuo, che sembra essere l’anima gemella, e il sesso coinvolgente con l’uomo che ha sempre desiderato. Il libro si può ordinare inviando una mail all’indirizzo info@bevivinoeditore.it mentre nelle librerie sarà disponibile a partire dal 24 dicembre. Continua a leggere
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Caso Lusi: un altro “no” alla richiesta di scarcerazione
Luigi Lusi e la sua difesa incassanno un altro “no”. Non è prevista infatti nessuna scarcerazione per l’ex tesoriere della Margherita. A deciderlo è stato il Tribunale del Riesame, presieduto da Renato Laviola, dopo che la Cassazione aveva annullato, con rinvio, l’ordinanza di custodia cautelare del Riesame. Il procuratore aggiunto Alberto Caperna e il pm Stefano Pesci, nell’udienza a porte chiuse dello scorso venerdì, avevano espresso parere favorevole alla concessione degli arresti domiciliari per Lusi. In tal caso, l’ex senatore sarebbe andato in un convento abruzzese. Invece, con questo provvedimento, Lusi resterà nel carcere di Rebibbia, nel quale è rinchiuso dallo scorso 20 giugno, giorno del suo arresto. Gli suoi avvocati difensori, Luca Petrucci e Renato Archiadiacono, dovrebbero presentare un nuovo ricorso alla Cassazione per ottenere la scarcerazione del loro assistito o almeno la concessione degli arresti domiciliari. Continua a leggere
Lusi resta in carcere: il Gip di Roma nega i domiciliari per l’ex tesoriere della Margherita
Nessuna scarcerazione per l’ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi: a deciderlo è stato il gip di Roma Simonetta D’Alessandro che oggi ha respinto l’istanza di rimessione in libertà ieri senatore presentata dai suoi difensori. Gli avvocati di Lusi, Luca Petrucci e Renato Archiadiacono, avevano richiesto i domiciliari, dopo che la Corte di Cassazione aveva annullato con rinvio l’ordinanza di custodia cautelare del Tribunale del Riesame. Ieri il pubblico ministro Stefano Pesci si era detto contrario alla scarcerazione, ma favorevole ai domiciliari se avessero garantito le esigenze cautelari. Continua a leggere
Cassazione, Lusi ha depistato per distruggere le prove. Lui garante del “patto di spartizione”
Una “precisa volontà dell’indagato di inquinamento nei confronti dei testimoni a suo carico, vuoi esponenti della ‘Margherita’, vuoi dipendenti della medesima associazione politica, nei confronti dei quali il Lusi aveva evocato una sorta di ‘patto di spartizione’ di cui egli sarebbe stato il garante”. E’ quanto si legge nella sentenza numero 31503, della Sezione Feriale Penale della Cassazione, la quale spiega di condividere così le argomentazioni esposte dai giudici del Riesame nell’ordinanza del 24 maggio scorso, che ha confermato la misura cautelare in carcere per l’ex tesoriere della Margherita, in carcere dal 20 giugno scorso. Continua a leggere
Caso Lusi: la Cassazione annulla l’ordinanza di custodia cautelare, adesso il caso torna al Tribunale del Riesame
È stata annullata l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Roma nei confronti di Luigi Lusi, l’ex tesoriere della Margherita, che resta comunque in carcere, a Rebibbia. A deciderlo – per carenza di motivazione – è stata ieri la II sezione penale della Corte di Cassazione. Entro un mese – come prevede la legge – le motivazioni dei giudici della sezione feriale del “Palazzaccio” saranno depositate. A quelle parole poi il Tribunale del Riesame dovrà attenersi per rivalutare il caso. Continua a leggere
Lusi, “bancomat” della Margherita: il senatore dice di aver dato 70mila euro a Renzi
Le rivelazioni dell’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi circa l’elargizione di 70.000 euro destinati al sindaco di Firenze Matteo Renzi, scatenano le reazioni del mondo della politica. Ieri sera al Senato, di fronte alla Giunta per le immunità, Lusi avrebbe spiegato che la richiesta di denaro sarebbe partita da Renzi stesso. Secondo quanto sostiene l’ex tesoriere della Margherita, si tratterebbe di «circa 100 mila, anzi 120 mila euro suddivisi in tre fatture». Lusi ha aggiunto che il finanziamento effettivo sarebbe poi sceso a 70.000 euro, in seguito alla richiesta di Francesco Rutelli di non pagargli la terza rata. Continua a leggere
Lusi, la procura chiede l’arresto: ai domiciliari la moglie
La Procura di Roma ha chiesto oggi l’autorizzazione a procedere per il senatore Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita accusato di appropriazione indebita di almeno 20 milioni di euro sottratti alle casse del partito. Sulla richiesta dovrà ora pronunciarsi la Giunta delle Autorizzazioni a procedere di Palazzo Madama. La richiesta è stata sollecitata dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal sostituto Stefano Pesci. I reati contestati dal gip Simonetta D’Alessandro sono di concorso in appropriazione indebita pluriaggravata e continuata e associazione per delinquere. Agli arresti domiciliari sono finiti intanto la moglie del senatore Lusi, Giovanna Petricone, e i due commercialisti Mario Montecchia e Giovanni Sebastio. Nella stessa inchiesta sono indagati anche Paolo Piva e Diana Ferri, che sono stati gli avvocati rappresentanti di una parte delle società coinvolte nell’inchiesta sull’ammanco di fondi dal bilancio della Margherita. Continua a leggere
Lusi, se parlo succede un casino. Dietro c’è il fuoco amico
«Questa partita è molto più grande, questa partita fa saltare il centrosinistra. Se parlo succede un casino. E’ così punto. C’è poco da discutere. Nessuno è interessato a che io parli». La denuncia choc di Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita ripreso ieri fuori onda durante il programma Servizio Pubblico, sta rimescolando il mondo politico e mediatico, suscitando spaventi ma, forse, non molto stupore. Intanto da fonti ex Dl si apprende che la Margherita ha dato mandato ai suoi legali di tutelare “in ogni sede l’onorabilità del partito rispetto alle dichiarazioni deliranti dell’ex tesoriere Luigi Lusi”. Accusato di aver sottratto 13 milioni di euro dal capitale del partito, Lusi, a margine della trasmissione condotta da Michele Santoro, si sfoga così: «Quando su di me uscirà fuori ulteriore merda che servirà a screditarmi definitivamente, non ci sarà più una domanda da porsi». Lo spunto nasce da un’intervista rilasciato al Fatto Quotidiano, poi ripresa durante la trasmissione. Un botta e risposta scomodo che lascia trapelare indizi di un presunto magna-magna condiviso: «Io ho gestito 214 milioni di euro – denuncia l’ex tesoriere – ne ho lasciati 20 in cassa. Facciamo finta che ne abbia presi 7, poi ho pagato 6 milioni di tasse e arriviamo a questi famosi 13 milioni. Ne rimangono altri 181. Li abbiamo usati tutti – si chiede un dubbioso Lusi – per pagare il personale e i telefonini?». Intanto oggi la Guardia di Finanza ha sequestrato sei immobili e due milioni di euro riconducibili a Lusi. La faccenda però rischia davvero di far scoppiare il centrosinistra perché Lusi, calando a fondo, sta cercando un appiglio e ha già cominciato a fare nomi. Continua a leggere
