Sgomberi. Unione Inquilini, è caos sociale

case occupateNon si riescono ad attuare politiche abitative, ma nel frattempo è arrivata la circolare del Ministero dell’interno del primo settembre 2018. Nella nuova circolare,firmata dal capo di gabinetto Matteo Piantedosi, si impone una “stretta” sul tema delle occupazioni di case la cui gestione “non ha compiuto significativi passi in avanti”, inoltre è previsto anche un censimento globale degli occupanti abusivi di immobili in ogni provincia italiana, per verificare la presenza di “minori o altre persone in condizioni di fragilità”, ma anche per controllare reddito e permessi di soggiorno, allo scopo di velocizzare gli sgomberi. La circolare prevede anche l’individuazione di minori o soggetti ‘fragili’, per i quali i servizi sociali dei Comuni attiveranno specifici interventi ‘non negoziabili’.
“La notizia della pubblicazione sul sito del Ministero dell’interno di una nuova circolare che intende accelerare gli sgomberi di immobili occupati disponendo che solo successivamente allo sgombero comuni e regioni trovino soluzioni di assistenza per le famiglie in disagio economico e sociale quindi fragili. Questa circolare socialmente aberrante, lo dico chiaramente è una polpetta avvelenata per comuni e regioni”, afferma Massimo Pasquini, Segretario Nazionale Unione Inquilini.
“L’onere dei censimenti delle famiglie è a carico dei comuni, l’onere di dare assistenza alle famiglie è interamente a carico dei comuni.La circolare non prevede alcuna forma di sostegno ai comuni ne in materia di risorse che di mezzi.
Il ministero dell’interno non pago dei 140 sfratti al giorno che si eseguono in Italia con la forza pubblica ora dispone sgomberi per decine di migliaia di famiglie occupanti immobili in disuso che rimarranno dopo comunque in disuso. La circolare parla genericamente di famiglie fragili non indicando una definizione di tali famiglie. In questo modo comuni e regioni saranno costrette a definire cosa è la fragilità con il risultato di avere centinaia di definizioni diverse”, dice Pasquini che spiega: “Se comuni e regioni non vogliono restare stritolati e con il cerino in mano devono rispondere a questa circolare con politiche abitative pubbliche che aumentino l’offerta di alloggi a canone sociale o saranno travolti da una gravissima tensione sociale. A tale riguardo chiediamo che sia convocata urgentemente una riunione che veda la partecipazione dell’Anci, della Conferenza delle Regioni, dei sindacati inquilini al fine di verificare le modalità di attuazione di politiche abitative capaci di affrontare non solo le criticità derivanti dall’attuazione della circolare ma anche degli sfrattati e delle famiglie nelle graduatorie”.
“Da questa situazione non si esce con l’ordine pubblico ma con politiche abitative strutturali.
Chiedo infine a Anci e Conferenza delle Regioni di chiedere formalmente una sospensiva della circolare del ministero dell’interno”, ha concluso il Segretario Nazionale Unione Inquilini..
Tra le città che più soffrono la mancanza di soluzioni abitative svetta Roma, il Comune a trazione grillina non si è fatto trovare impreparato, infatti è già tutto pronto per lo sgombero dell’edificio di Bankitalia e dei suoi 80 occupanti. Oltre al palazzo in via Carlo Felice, un altro in via Raffaele Costi a Tor Cervara, ma anche l’ex fabbrica di penicillina in via Tiburtina e l’ex sede dell’Inps in via Tuscolana.

TIRARE DRITTO

Salvini premierMatteo Salvini appare sicuro e tranquillo, nonostante siano arrivate nuove accuse a suo carico per la questione della Nave Diciotti. “Rischio 30 anni di galera per avere difeso il diritto alla sicurezza degli Italiani? Sorrido, lavoro ancora di più e tiro dritto” scrive sui canali social il ministro dell’Interno, commentando l’aggravarsi della sua posizione e di quella del suo capo di gabinetto Matteo Piantedosi. Ma non è la sola imputazione che grava sul capo del Ministro. Tra qualche giorno (il 5 settembre) è attesa anche la sentenza del Tribunale del riesame di Genova in merito al sequestro dei conti del Carroccio a seguito della condanna per truffa ai danni dello Stato a carico di Umberto Bossi e Francesco Belsito.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, afferma preoccupato: “Se il prossimo 5 settembre il Tribunale del riesame deciderà di requisire tutti i futuri proventi che affluiscono nelle casse della Lega, e che sostanzialmente sono i versamenti dei parlamentari e dei consiglieri, allora il partito non potrà più esistere perchè non avrà più soldi”. Giorgetti ha spiegato che “i soldi che avevamo sono stati presi dalla magistratura, quindi noi non abbiamo più niente, in questo momento”.
La decisione del Tribunale potrebbe mettere un punto definitivo al Partito del Senatur che senza un soldo è destinato a morire, ma secondo indiscrezioni del Corriere, il vicepremier sarebbe già pronto a una soluzione alternativa, ovvero mettere insieme tutto il centrodestra in unico partito. Tuttavia una soluzione, come ricordato da Lettera 43, era stata già trovata: “la Lega ha già tentato in diversi modi di garantire la sopravvivenza del partito anche dopo l’eventuale sequestro, secondo i magistrati facendo transitare soldi dalle casse nazionali a quelle regionali. Non solo: la Lega sono già due partiti, ad esempio, nelle dichiarazioni per il due per mille: la Lega Nord e la Lega Salvini premier”.
Ma per il segretario del Partito Socialista, Riccardo Nencini, in realtà lo scopo del Capo del Viminale sarebbe altro, in effetti il divario con i cinquestelle al Governo non sembra voler diminuire. Inoltre sempre secondo un deputato citato dal Corriere tutto avverrebbe dopo le elezioni di maggio: “Dopo le elezioni europee di maggio, potrebbe avere un senso. Con in mano risultati abbaglianti, senza più una concorrenza nel centrodestra, Salvini potrebbe verosimilmente tentare la corsa alla presidenza del Consiglio da solo”.
“Salvini si è sempre lasciato aperte due strade. Lo fa anche oggi con il lancio del progetto di un partito unico di destra: opa su Forza Italia, indebolita, e sulla Meloni, partito in crisi. Se riceve un no, offre un alibi ai tanti eletti berlusconiani per trasmigrare sotto le sue bandiere, prosegue nell’alleanza coi grillini, la condiziona. Se riceve un si, potrebbe puntare a elezioni anticipate spostando l’asse della coalizione sulla destra radicale. Comunque vada, Berlusconi è in un angolo”. È quanto si legge in un post su Facebook di Riccardo Nencini, segretario del Psi. “Non vedo perché la sinistra riformista non debba valutare la possibilità di costituire in Italia un vasto fronte sostenuto dalle culture popolare e socialista (aperto anche a Forza Italia). Proprio la strada tracciata da Turati un secolo fa. Lo avessero ascoltato…”, ha concluso.

Nel frattempo la Procura di Agrigento ha trasmesso ai pm di Palermo il fascicolo d’indagine sul ministro dell’Interno Matteo Salvini e sul capo di gabinetto Matteo Piantedosi, indagati per il trattenimento illegale dei migranti soccorsi dalla nave Diciotti. A portare gli atti del procedimento, che entro 15 giorni la Procura di Palermo dovrà trasmettere al tribunale dei ministri con eventuali richieste, anche istruttorie, sarà la Guardia costiera a cui i pm agrigentini hanno delegato l’inchiesta.