Matteo Salvini

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Toto Quirinale, ma gli italiani rivorrebbero Napolitano

Un sondaggio rileva che il 19% degli italiani vorrebbe che il capo dello Stato restasse Napolitano. Dopo l’annuncio delle imminenti sue dimissioni parte il toto-nomine: tra i nomi Romano Prodi, Mario Draghi, Emma Bonino. Il capo del governo, Matteo Renzi: “Spero che venga eletto con il consenso più alto possibile”. Il presidente del Senato, Pietro Grasso: “Sia personalità condivisa e autorevole”. Riccardo Nencini (Psi): “Presidente sia autorevole, europeista e garante dell’unità nazionale”…

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Sondaggi, Renzi in calo e giovani umiliati

Sei anni di crisi che lasciano un segno profondo. E le famiglie si arrangiano come possono. Prima di tutto non spendendo e rimandando tutto quello è possibile. Infatti il risparmio cresce, ma la spese sono ridotte all’osso. È quanto emerge dal 48esimo Rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese. Un’ Italia ripiegata su se stessa, attendista e cinica. Intanto scende la fiducia nel governo e nel premier Matteo Renzi. E Standard & Poor’s taglia il rating sovrano dell’Italia.

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Tor Sapienza. Ferrarotti: non è razzismo, è fame

All’immobilismo della crisi fa da contraltare la tensione sociale destinata ad aumentare. Un esempio fra tutti è quello che sta accadendo a Tor Sapienza, periferia di Roma, dove da due notti si registrano scontri anti immigrati: abitanti contro la polizia, 14 feriti tra le forze dell’ordine. È già la seconda notte che gli abitanti del quartiere scendono in strada per protestare, stanotte più agguerriti di ieri, tanto che si è registrata una fitta sassaiola nei confronti degli agenti, ma anche…

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Consulta, non decolla il ticket Violante-Caramazza

Sedicesimo scrutinio, ennesima fumata nera per l’elezione dei due membri della Corte costituzionale. Resta dunque l’impasse sulla Consulta, organo che non può ancora riunirsi – e dunque espletare la sua funzione di garante costituzionale – senza due membri. Ma se da una parte Antonio Catricalà e Donato Bruno – nomi indicati da Forza Italia – hanno deciso di fare un passo indietro, Luciano Violante, candidato Pd, non molla. Anzi, il capogruppo democratico alla Camera, Roberto Speranza ha confe…

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Utoya, una strage che i socialisti non dimenticano

Tre anni fa la strage di Utoya e di Oslo, 77 persone uccise dalla follia. Sembrava una giornata come le altre. E invece quel 22 luglio 2011 avrebbe sconvolto la Norvegia e il mondo intero. Alle 15.26 una bomba esplose davanti agli edifici del governo di Oslo. Morirono otto passanti. A piazzare l’esplosivo, il nazionalista norvegese Anders Breivik, come si sarebbe appreso in seguito. Ma la sua follia omicida non sarebbe finita lì.