Francia Campione del Mondo. Chapeau a Deschamps

Finale con gol ed emozioni: i transalpini domano i ragazzi di Dalic per 4-2 e alzano al cielo la coppa per la seconda volta nella storia, a 20 anni esatti dal primo trionfo di Parigi. Un successo meritato per un gruppo giovane e pieno di talento

deschampsMOSCA – La Francia è campione del mondo. A 20 anni esatti dal primo trionfo casalingo (Francia ’98), i transalpini conquistano il secondo Mondiale nella propria storia. Niente da fare per la Croazia, battuta nella finalissima di Mosca per 4-2 in una gara ricca di gol ed emozioni. Prima parte equilibrata con gli “italiani” protagonisti: una sfortunata deviazione di testa nella propria porta dello juventino Mandzukic porta in vantaggio i Bleus, ci pensa l’interista Perisic a pareggiare i conti. Poi però dilagano i francesi con il rigore di Griezmann (arrivato grazie al Var), Pogba e Mbappe prima dell’inutile e definitivo 4-2 di Mandzukic su clamoroso errore del portiere Lloris.

DESCHAMPS NELLA STORIA – È un successo oggettivamente meritato per la Francia, una delle poche big a rispettare le attese della vigilia. Un cammino nato con la vittoria sofferta nella fase a gironi per 2-1 contro l’Australia, poi il successo – sempre di misura e sempre in salita – per 1-0 contro il Perù prima dell’opaco 0-0, a qualificazione già raggiunta, con la Danimarca. Ma il bello doveva ancora venire perché i “galletti” hanno dato il meglio nella fase clou del Mondiale. Prima lo spettacolare ottavo di finale vinto 4-3 contro l’Argentina, poi i successi contro le mine vaganti Uruguay e Belgio rispettivamente per 2-0 e 1-0 fino al poker alla Croazia nell’ultimo atto di Mosca. Fa grande festa il ct Didier Deschamps, bravissimo a gestire sia le critiche pre-Mondiale per alcune esclusioni eccellenti (Benzema, Lacazette, Martial, Payet e Rabiot) sia uno spogliatoio pieno di baby talenti e campioni affermati. Il giusto mix è stato trovato con disciplina e pragmatismo, a differenza di altre Nazionali dove il dominio del singolo si è rivelato poco produttivo (vedi Messi). E così Deschamps è il terzo uomo a riuscire nell’impresa di vincere la coppa del mondo sia da giocatore (era il capitano 20 anni fa nel Mondiale in Francia) che da allenatore. Prima di lui solo il brasiliano Zagallo e il tedesco Beckenbauer. Chapeau!

DA POGBA A MBAPPE – In questa Francia non c’è una vera e propria stella. O meglio ce ne sono tre sullo stesso livello. Paul Pogba è definitivamente esploso e, rispetto all’Europeo di 2 anni fa, le minori responsabilità lo hanno lasciato più tranquillo. E si è visto in campo. Poi Antoine Griezmann, preziosissimo in attacco sia da goleador che da assist-man e un pericolo costante nei calci da fermo. E infine Kylian Mbappe, appena 19 anni (non era nemmeno nato nel primo trionfo mondiale del ’98) ma già un punto fermo dei Bleus. La stella del Psg ha anche vinto il premio come miglior giovane del Mondiale, un antipasto in vista del futuro Pallone d’Oro?

ONORE ALLA CROAZIA – Difficilmente si poteva chiedere di più alla Croazia, stremata dopo aver finito ottavi e quarti di finale ai rigori e la semifinale ai supplementari contro l’Inghilterra. Le tante battaglie si sono fatte sentire nelle gambe dei ragazzi di Dalic soprattutto all’inizio della ripresa, quando la Francia ha messo al sicuro il punteggio nonostante poi la paperona di Lloris che ha regalato a Mandzukic la rete del 4-2. A Zagabria hanno comunque fatto festa per un torneo straordinario, andato al di là ogni più rosea aspettativa anche perché, al pari nostro ma con esito del tutto diverso, la Nazionale ‘a scacchi’ è dovuta passare per i playoff prima di ottenere il pass per Mosca. Sconfitta a testa altissima e premio di consolazione ampiamente meritato per Luka Modric, premiato come miglior giocatore di tutto il torneo. In generale, nonostante la dolorosa assenza dell’Italia, è stato davvero un bel Mondiale. Complimenti a Putin e alla Russia.

Francesco Carci

Cristiano Ronaldo alla Juve: via libera al colpo del Secolo

Il fuoriclasse portoghese, che lascerà il Real Madrid, è vicinissimo ai bianconeri: affare da 100 milioni di euro, al Pallone d’Oro contratto quadriennale. Un arrivo che potrebbe far tornare il calcio italiano ai fausti di 10 anni fa e che sta già facendo impazzire i tifosi della Vecchia Signora

ronaldo2MADRID – È tutto meravigliosamente vero. La Juventus è ad un passo da Cristiano Ronaldo. Sì, proprio lui: Cristiano, Ronaldo. Il miglior giocatore del mondo, 33 anni compiuti lo scorso febbraio, pronto ad approdare in Italia, destinazione Torino. Le cifre sono esorbitanti: al Real Madrid andrebbero 100 milioni, al portoghese un quadriennale da circa 30 milioni a stagione più i vari bonus legati agli sponsor.

L’ADDIO DEL REAL – Andiamo con ordine. 26 maggio, finale di Champions League: fischio finale di Real Madrid-Liverpool, 3-1 per gli spagnoli e terzo trionfo consecutivo dei Blancos nella massima competizione europea. Che fa Ronaldo? Invece di esultare e scatenarsi nei festeggiamenti, gela tutti e nella classica intervista post-partita annuncia il suo addio alle merengues: “È stato bello giocare qui”. Sipario. Adios. Il toto-futuro di CR7 però non scatta subito: c’è un Mondiale alle porte da preparare, meglio non distrarsi. Tutto rimandato dunque.

L’IPOTESI JUVE – Il cammino del Portogallo a Russia 2018 però non è lo stesso – trionfante – dell’ultimo Europeo, vinto due anni fa in Francia. I lusitani cedono 2-1 negli ottavi di finale all’Uruguay: si torna a casa. E’ giunto il momento per Cristiano Ronaldo di scegliere la nuova dimora. Quella che sembrava la destinazione più probabile, il Psg, perde rapidamente consistenza: a Parigi ci sono già Neymar, Cavani e Mbappé, peraltro tutti grandi protagonisti al Mondiale. Basta e avanza. La Cina, nonostante la pioggia di soldi, non stuzzica il palato di Cristiano, impensabile il passaggio al Barcellona, così come il dolce ritorno al Manchester United (uno dei pochi club al mondo disposti a permettersi il portoghese) sembra una pista piuttosto fredda. E allora boom, ecco la bomba di mercato: Ronaldo alla Juve! “Impossibile”, “magari”, “sto sognando?” Via social i tifosi bianconeri, ma in generale tutti gli appassionati di calcio, non sembrano credere a quella che era partita come semplice (e magari aleatoria) suggestione.

SOGNO DIVENTATO REALTÀ – E invece in casa Juventus il presidente Andrea Agnelli, insieme all’ad Marotta, iniziano a farsi due conti. E già l’assenza di smentite inizia ad essere un segnale positivo. Tecnicamente il giocatore non si discute, nonostante le 33 primavere. Non ci sono Dybala, Higuain, Douglas Costa, Mandzukic, Bernardeschi e via dicendo che tengano: Cristiano è Cristiano. Il problema, semmai, sono i costi: il Real Madrid, disposto ad accettare l’addio del Pallone d’Oro senza fare drammi, vuole comunque un indennizzo di almeno 100 milioni. A quelli va aggiunto il ricco stipendio da nababbo da garantire all’attaccante portoghese: non meno di 30 milioni all’anno. Inizia così un fitto lavoro diplomatico con Jorge Mendes, storico procuratore di CR7, mediatore tra Torino e Madrid. Questione di giorni perché quando la volontà è la stessa da ambo le parti, il dialogo tra gli interlocutori parte già in discesa.

A BREVE L’ANNUNCIO – Agnelli infatti non ci impiega molto a sciogliere le riserve: l’arrivo di Ronaldo a Torino porterebbe benefici non solo tecnici, ma anche di immagine con sponsor e merchandising che esploderanno. Per Cristiano, nonostante le decine di trofei in bacheca, sarebbe una nuova avventura con la stimolante sfida di regalare ai bianconeri quella Champions League che manca dal lontano 1996. Tra questo fine settimana e l’inizio della prossima pare che l’asso portoghese debba sbarcare a Torino per le visite mediche di rito, l’annuncio ufficiale potrebbe arrivare già martedì prossimo. Per i tifosi della Vecchia Signora, letteralmente impazziti sui social, sarebbe il colpo del secolo, così come per il calcio italiano potrebbe essere lo start per tornare ai fausti di 10-15 anni fa, quando i migliori giocatori del mondo giocavano in Serie A. Intanto quello che sembrava un sogno di mezza estate si sta trasformando, minuto dopo minuto, in autentica realtà.

Francesco Carci

Champions League. L’impresa della Juve e la lezione al Barcellona

Dopo il 3-0 dell’andata a Torino, i bianconeri evitano la remuntada dei catalani pareggiando 0-0 al Camp Nou. Un punto che consente ai ragazzi di Allegri di accedere alle semifinali, dove troveranno una tra Real Madrid, Monaco e Atletico Madrid.

juve (1)DIFESA PERFETTA – La Juve partiva da un vantaggio importante, ma la qualificazione, nonostante il 3-0, era tutt’altro che ipotecata considerando l’impresa del Barcellona contro il Psg nei quarti di finale (vittoria per 6-1 dopo il ko 4-0 a Parigi). Ma non concedere nemmeno una rete in 180 minuti a una corazzata che in attacco può contare su Messi, Suarez e Neymar è stato davvero un capolavoro che in pochi possono rivendicare. La Vecchia Signora è così tra le prime quattro d’Europa e il sogno di alzare la coppa il 3 giugno a Cardiff è sempre più concreto. Una mano può darla il sorteggio di Nyon di venerdì, dove Buffon e compagni conosceranno l’avversario in semifinale.
REAL, ATLETICO O MONACO – Probabilmente il 99% dei tifosi juventini vorrebbe affrontare il Monaco, vera rivelazione della competizione. Ma guai a sottovalutare la squadra del Principato, che può contare su una serie di baby fenomeni (Mbappe su tutti) e che nel campionato francese sta tenendo a distanza il più quotato Psg. Da evitare assolutamente il Real Madrid di Cristiano Ronaldo, alla settima semifinale consecutiva in Champions e favorito per la vittoria finale. Sarebbe invece una sfida alla pari contro l’Atletico di Simeone, squadra molto simile alla Juventus che al gioco spettacolare preferisce il pragmatismo e l’aggressività. Ma nel doppio confronto con il Barcellona, i bianconeri hanno dimostrato di poter affrontare chiunque senza paura.

Francesco Carci