Nessuno scrupolo, neanche per bambini gravemente ammalati. Il meccanismo è sempre lo stesso: si chiede un contributo per i piccoli colpiti dal cancro, oppure si propone un corso per diventare “medici-clown”, o per diventare volontari, o ancora si propongono trattamenti sanitari singoli da “sponsorizzare” oppure contributi per il viaggio o il sostentamento di famiglie provenienti da lontano. E allora in tempo di crisi gli sciacalli della solidarietà affilano le loro armi e mettono a segno colpi gobbi che farebbero impallidire il più cinico del mestiere. Continua a leggere
venerdì, 24 maggio 2013
