“L’altra metà del cinema” III edizione Arena Forlanini dedicata a donne

arena forlanini“L’altra metà del cinema” racconta, in sette week end e quattordici film dedicati alle donne, la parità di genere e i temi del femminile attraverso film di grandi autori, anche internazionali, ospitati alla Festa del Cinema di Roma e in altri importanti festival di tutto il mondo. Da sabato prossimo, 14 luglio, al 26 agosto, al via la terza edizione dell’Arena Forlanini (Piazza Carlo Forlanini 1, Roma): lo annunciano Laura Delli Colli, alla guida della Fondazione Cinema per Roma, e il Direttore Generale, Francesca Via. La manifestazione rientra nel programma di CityFest, si svolge in collaborazione con Alice nella città ed è realizzata grazie alla Regione Lazio con l’obiettivo di sfruttare l’area dell’ex ospedale per il miglioramento della qualità della vita nel quartiere.

Le proiezioni, a ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili, saranno accompagnate da incontri aperti al pubblico con autori e attori. I quattordici titoli in programma vanno dalle opere del cineasta spagnolo Pedro Almodóvar (Julieta) e del francese Martin Provost (Quello che so di lei) a quelle degli italiani Paolo Virzì (La pazza gioia), Edoardo De Angelis (Indivisibili), Sergio Castellitto (Fortunata) e Matteo Rovere (Veloce come il vento). Ci sarà spazio per la commedia e per il dramma in tutte le sue declinazioni (da La notte che mia madre ammazzò mio padre di Inés París a Sicilian Ghost Story di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia), per i temi dell’adolescenza e del rapporto genitori-figli (Piuma di Roan Johnson, Il cratere di Silvia Luzi e Luca Bellino) per giungere fino ai riadattamenti teatrali (Lady Macbeth di William Oldroyd). Infine, non mancherà un focus su alcune indimenticabili figure femminili, rese straordinarie da grandi interpretazioni attoriali (Jackie di Pablo Larraín, Florence di Stephen Frears, Gloria di Sebastian Lelio).

Per ricordare il regista Carlo Vanzina, prima di ogni proiezione verranno proposte alcune sequenze tratte dai film del regista romano.

Si ringrazia: 01 Distribution, BIM, Exit media, Fandango, La Sarraz, Lucky Red, Medusa, Rai Cinema, Teodora Film, Universal Pictures, Warner Bros.


L’ALTRA METÀ DEL CINEMA

“L’altra metà del cinema” si aprirà sabato 14 luglio alle ore 21 con Fortunata di Sergio Castellitto. Il film sarà introdotto da Edoardo Pesce, uno dei protagonisti. La pellicola, con la sceneggiatura di Margaret Mazzantini, è stata presentata al Festival di Cannes 2017 nella sezione “Un Certain Regard” ed è valsa a Jasmine Trinca il David di Donatello e il Nastro d’Argento per la Migliore attrice protagonista. Così il regista, sceneggiatore e attore romano racconta il suo film: “Fortunata è un aggettivo qualificativo femminile singolare. Ma è anche il nome di una donna. E soprattutto un destino. E non è detto che quel destino uno se lo meriti. Ci sono uomini in questa storia che non sono d’accordo sulla felicità di Fortunata”.

Domenica 15, il pubblico potrà assistere a La notte che mia madre ammazzò mio padre di Inés París: la regista e sceneggiatrice madrilena, affiancata da un cast di stelle, realizza una black comedy campione di incassi, con un esilarante intreccio che mescola le atmosfere di Agatha Christie con il più brillante humor spagnolo.

Il programma della manifestazione proseguirà il weekend successivo (sabato 21 luglio ore 21) con Gloria di Sebastian Lelio, film che esplora in profondità sentimenti e passioni di una donna divorziata prendendo spunto da storie realmente accadute nella città di Santiago. La stessa capitale cilena, insieme alla musica (compresa “Gloria” di Umberto Tozzi), può essere considerata come un ulteriore personaggio del film. La protagonista Paulina Garcia si è aggiudicata l’Orso d’Argento per la migliore attrice al Festival di Berlino.

Il giorno dopo, sempre alle ore 21, sarà la volta di Piuma di Roan Johnson, presentato in concorso alla 73esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La pellicola affronta il tema della gravidanza nella società contemporanea: protagonisti del film una coppia di diciottenni, in un viaggio inatteso verso la maturità e le responsabilità, proposto attraverso uno sguardo leggero e ironico ma mai superficiale.

“L’altra metà del cinema” tornerà sabato 28 luglio alle ore 21 con Il cratere di Silvia Luzi e Luca Bellino, introdotti da Fabia Bettini e Gianluca Giannelli di Alice nella città, al loro primo lungometraggio dopo il successo dei documentari La minaccia e Dell’arte della guerra. Il film, presentato alla Settimana Internazionale della Critica, descrive l’ossessione di un padre verso le qualità canore della figlia, la ricerca del successo e della felicità a partire da un contesto di emarginazione, il desiderio viscerale di una rivincita personale e sociale da sempre agognata.

Il sogno di diventare una cantante torna in Florence di Stephen Frears (domenica 29 ore 21): tratto da una storia vera, il film è una commedia agrodolce che tratta temi come l’amore, la musica (la colonna sonora è firmata da Alexandre Desplat) e la realizzazione, a ogni costo, delle proprie aspirazioni. Il film è interpretato magistralmente da tutto il cast, Meryl Streep in primis, che è venuta a presentarlo alla Festa del Cinema di Roma nel 2016.

La programmazione della settimana successiva si aprirà, sabato 4 agosto alle ore 21, con Julieta di Pedro Almodóvar, il regista più popolare e amato del cinema spagnolo, Oscar® per il Miglior film straniero con Tutto su mia madre e per la Miglior sceneggiatura originale di Parla con lei. Con Julieta – che si ispira a tre racconti di Alice Munro, Premio Nobel per la letteratura – il cineasta torna a esplorare i temi a lui più cari, quelli legati all’universo femminile.

Domenica 5 agosto alle ore 21 sarà proiettato Sicilian Ghost Story di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia, favola oscura e romantica che porta sul grande schermo una storia d’amore impossibile tra due adolescenti. Nel 2017, il film ha aperto la Semaine de la Critique di Cannes.

Sabato 11 agosto (ore 21), “L’altra metà del cinema” proporrà Quello che so di lei di Martin Provost. Il film, un vero inno alla vita, ha al suo centro una storia di trasformazione: le due donne protagoniste della pellicola infatti colmano insieme il vuoto delle loro esistenze imparando a lasciarsi il passato alle spalle.

Il giorno dopo sarà la volta di Veloce come il vento di Matteo Rovere: il pluripremiato film, venduto nel mondo in più quaranta Paesi, vede protagonista una giovane pilota che, non ancora maggiorenne, gareggia nel campionato italiano GT. La trama sviluppa contemporaneamente numerosi temi forti, dalla disgregazione della famiglia agli affetti perduti, dalle subculture all’emarginazione, dal talento dissipato al desiderio del riscatto.

Il primo film in programma nel successivo fine settimana sarà Indivisibili di Edoardo De Angelis (sabato 18 agosto ore 21). Presentato alle Giornate degli Autori, il film ha vinto sei David di Donatello e cinque Nastri d’argento. Protagoniste della pellicola, due gemelle identiche con sogni e aspirazioni molto diversi, indivisibili in una società che porta a spettacolarizzare anche la loro diversità. Domenica 19 alle ore 21, il programma ospiterà Jackie di Pablo Larraín: il regista e sceneggiatore cileno dirige un film di grande impatto in cui emerge con forza la straordinaria prova attoriale di Natalie Portman, magistrale nel rendere la glaciale determinazione e la sofferta bellezza della protagonista nel momento più duro della sua vita.

Il weekend conclusivo della rassegna si aprirà sabato 25 agosto con Lady Macbeth di William Oldroyd. Al suo esordio cinematografico, il regista teatrale inglese firma un dramma in costume vittoriano, adattando liberamente il romanzo breve di Nikolaj Leskov “Lady Macbeth nel distretto di Mcensk”, e mescolando con sapienza William Shakespeare e Henry James, Michael Haneke e Alfred Hitchcock. L’ultimo appuntamento sarà con La pazza gioia, uno dei film più amati di Paolo Virzì, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes. La storia è quella di due donne simili e distanti allo stesso tempo, fragili e complesse, legate da una medesima condizione e da un intenso desiderio di ribellione, protagoniste di una fuga, ironica e toccante, lungo le strade della Toscana.

IL PROGRAMMA DAL 14 LUGLIO AL 26 AGOSTO

Ingresso gratuito fino a esaurimento posti disponibili.

Sabato 14 luglio, ore 21

FORTUNATA

di Sergio Castellitto, Italia 2017, 103’ [Universal Pictures]

Cast: Jasmine Trinca, Alessandro Borghi, Edoardo Pesce, Stefano Accorsi.

Fortunata è una giovane madre con un matrimonio fallito alle spalle e una bambina di otto anni. Ha una vita affannata, fa la parrucchiera a domicilio mentre sogna di aprire un negozio di parrucchiera tutto suo.

Domenica 15 luglio, ore 21

LA NOTTE CHE MIA MADRE AMMAZZÒ MIO PADRE

di Inés París, Spagna 2016, 94’ [Exit Media]

Cast: Belén Rueda, Eduard Fernández.

Isabel si propone di organizzare la cena di lavoro che suo marito Angel e la sua ex moglie Susana hanno in agenda con un famoso attore argentino: lo vogliono convincere a essere il protagonista del loro prossimo film.

Sabato 21 luglio, ore 21

GLORIA

di Sebastian Lelio, Cile 2013, 105’ [Lucky Red]

Cast: Paulina García, Sergio Hernández

Divorziata da anni con due figli ormai adulti, Gloria cerca un nuovo equilibrio in feste, eventi serali e discoteche nelle quali poter incontrare qualcuno della propria età, un nuovo fidanzato. Quando però sembra averlo trovato questi si rivela inaffidabile e misterioso.

Domenica 22 luglio, ore 21

PIUMA

di Roan Johnson, Italia, 98’ [Lucky Red]

Cast: Luigi Fedele, Blu Yoshimi, Michela Cescon.

Ferro e Cate sono due diciottenni che condividono un’attesa che è però un problema: lei è incinta. C’è anche l’esame di maturità che incombe e un viaggio in Spagna e Marocco da fare con gli amici. Di fatto non sembrano esserci le condizioni minime per portare avanti la gravidanza.


Sabato 28 luglio, ore 21

IL CRATERE

di Silvia Luzi, Luca Bellino, Italia, 2017, 93’ [La Serraz]

Cast: Rosario Caroccia, Sharon Caroccia.

Il cratere è terra di vinti, spazio indistinto, rumore costante. Rosario è un ambulante, un gitano delle feste di piazza che regala peluches a chi pesca un numero vincente. La guerra che ha dichiarato al futuro e alla sua sorte ha il corpo acerbo e l’indolenza dei tredici anni. Sharon è bella e sa cantare, e in questo focolaio di espedienti e vita infame lei è l’arma per provare a sopravvivere. Ma il successo si fa ossessione, il talento condanna.

Domenica 29 luglio, ore 21

FLORENCE

di Stephen Frears, Usa/Gb 2016, 110’ [Lucky Red]

Cast: Meryl Streep, Hugh Grant, Simon Helberg.

L’ereditiera newyorkese Florence Foster Jenkins sogna di diventare una cantante lirica, nonostante le limitatissime doti canore. Il suo sogno diventerà realtà grazie all’attore teatrale St. Clair Bayfield, suo marito e manager, che riuscirà ad organizzare un concerto per lei alla Carnegie Hall, nel 1944.

Sabato 4 agosto, ore 21

JULIETA

di Pedro Almodóvar, Spagna 2016, 96’ [Warner Bros]

Cast: Emma Suarèz, Adriana Ugarte, Daniel Grao, Imma Cuesta.

Il film racconta il rapporto conflittuale tra una madre, Julieta, e sua figlia, Antía, vissuto fra sensi di colpa e sofferenze. Julieta non è mai riuscita ad essere la madre di cui Antía avrebbe avuto bisogno, nessuna delle due è riuscita a superare il dolore per la perdita di Xoan, padre di Antía e marito di Julieta. A volte però il dolore, anziché avvicinare le persone, le allontana: così, quando compie diciotto anni, Antía abbandona la madre senza alcuna spiegazione. Julieta la ricerca in ogni modo possibile e scopre quanto poco conosca la figlia.

Domenica 5 agosto, ore 21

SICILIAN GHOST STORY

di Antonio Piazza, Fabio Grassadonia, Italia/Francia 2017, 120’ [Bim Distribuzione]

Cast: Julia Jedikowska, Gaetano Fernandez, Croinne Musallari, Andrea Falzone, Federico Finocchiaro.

Luna è una ragazzina siciliana che frequenta un compagno di classe, Giuseppe, contro il volere della madre perché il padre di lui è coinvolto con la malavita. Giuseppe un giorno scompare misteriosamente, al termine di un pomeriggio passato insieme a Luna. Lei non si dà pace e decide di cercarlo da sola.

Sabato 11 agosto, ore 21

QUELLO CHE SO DI LEI

di Martin Provost, Francia 2017, 116’ [BIM]

Cast: Catherine Frot, Catherine Deneuve.

Claire è un’ostetrica che nel corso della sua vita professionale ha fatto nascere innumerevoli bambini amando la propria professione. Proprio in un momento difficile per il suo lavoro ricompare dal passato una donna che l’aveva fatta soffrire quando era giovane. Si tratta di Béatrice, colei per cui suo padre aveva lasciato la famiglia.

Domenica 12 agosto, ore 21

VELOCE COME IL VENTO

di Matteo Rovere, Italia 2016, 119’ [Fandango]

Cast: Stefano Accorsi, Matilda De Angelis, Paolo Graziosi

Giulia è una pilota che a soli diciassette anni partecipa al prestigioso campionato italiano GT. Durante una delle prime gare del campionato, il padre ha un infarto e muore. Al funerale si presenta Loris, fratello maggiore Giulia, ora tossicodipendente ma un tempo pilota di talento, che pretende di tornare nella sua vecchia casa.

Sabato 18 agosto, ore 21

INDIVISIBILI

di Edoardo De Angelis, Italia 2016, 100’ [Medusa]

Cast: Marianna Fontana, Angela Fontana, Antonia Truppo.

Viola e Dasy sono due gemelle siamesi che cantano ai matrimoni e alle feste e, grazie alle loro esibizioni, danno da vivere a tutta la famiglia. Le cose vanno bene fino a quando non scoprono di potersi dividere.

Domenica 19 agosto, ore 21

JACKIE

di Pablo Larraín, Usa/Cile 2016, 100’ [Lucky Red]

Cast: Natalie Portman, Peter Sarsgaard, Greta Gerwig.

Sono passati cinque giorni dalla morte di John Kennedy e la stampa bussa alla porta di Jackie per chiedere il resoconto. Una relazione particolareggiata dei fatti di Dallas. Jackie ristabilirà la verità e stabilirà la sua storia attraverso le domande di Theodore H. White, giornalista politico di “Life”.

Sabato 25 agosto, ore 21

LADY MACBETH

di William Oldroyd, UK 2016, 88’ [Teodora]

Cast: Florence Pugh, Cosmo Jarvis, Paul Hilton.

La giovane Katherine vive reclusa in campagna, inchiodata da un matrimonio di convenienza, evitata dal marito, disinteressato a lei, e tormentata dal suocero che vuole un erede. La noia estrema e la solitudine spingono Katherine, durante una lunga assenza del marito, ad avventurarsi tra i lavoratori al loro servizio e ad avviare una relazione appassionata con uno stalliere.

Domenica 26 agosto, ore 21

LA PAZZA GIOIA

di Paolo Virzì, Italia/Francia 2016, 116’ [01 Distribution]

Cast: Valeria Bruni Tedeschi, Micaela Ramazzotti, Valentina Carnelutti

Donatella e Beatrice sono ospiti di una comunità per donne affette da disturbi mentali in Toscana. Impegnate in alcuni lavori di riabilitazione, le due colgono al volo l’occasione di scappare via e cominciare un viaggio avventuroso che cambierà le loro vite.

XI Festa del Cinema di Roma: non solo film. Campagne per la natura

festa-del-cinema-di-roma-2016Archiviata l’undicesima edizione della Festa del cinema. Buona la qualità di film. Vendite in aumento del +15% solo per la sezione di “Alice nella città”. Un livello ottimo dato soprattutto dalla presenza di pellicole con attori del calibro (rigorosamente in ordine sparso e casuale) di Tom Hanks (“Inferno”) e Meryl Streep (“Florence Foster Jenkins”), ospiti d’eccezione alla kermesse; e ancora: Nicole Kidman (“Genius” e “Lion”), Jude Law (“Genius”), Colin Firth (“Genius”), Rooney Mara (“Una”, “The Secret Scripture”, “Lion”), Anna Kendrick (“The Accountant” e “The Hollars”), Susan Sarandon (“3 Generations-Una famiglia quasi perfetta”), Ben Affleck (“The Accountant”), Nicolas Cage (“Snowden”), Rachel Weisz (“Denial”) e Hugh Grant (“Florence Foster Jenkins”). Poi molti i film ispirati a storie vere, il che ha dato un valore aggiunto ai prodotti cinematografici; tanto per citarne alcune: “Denial”, “Noces”, “Lion”, “Florence Foster Jenkins”, “7 minuti” di Michele Placido.
Tra i film vincono “Kicks” e “Little Wings” per “Alice nella città”. Mentre nella sezione in “Concorso” si impone l’attesissimo “Captain Fantastic” (per la regia di Matt Ross), con Viggo Mortensen che molte attenzioni di pubblico e critica ha attirato su di sé. Se nella categoria di “Alice” vincono vicende di riscatto, in quella in “Concorso” ad imporsi è una storia di avventura legata al mondo della natura. Forse perché in linea con la campagna (per il rispetto, la tutela e la difesa della natura appunto) sostenuta dalla “Festa del cinema”: “natureisspeaking.org”, il cui motto è che “la natura non ha bisogno della gente, le persone di essa sì”. Non solo, ma da segnalare anche quella del Cesvi (che nasce come acronimo di Cooperazione e Sviluppo) alla lotta alla fame e a favore della sensibilizzazione sul diritto al cibo per tutti con le campagne “Food Right Now” e “I Feel Your Hunger”. Un sostegno per promuovere queste tematiche soprattutto in occasione dei trent’anni di attività della Onlus e perché è un problema (quello della fame e della denutrizione) che riguarda circa 795 milioni di persone in tutto il mondo.

A proposito di amore e rispetto per la natura e l’ambiente, sempre della sezione “Alice nella città”, una menzione vale la pena farla per “Swiss Army Man”, scritto e diretto da Dan Kwan e Daniel Scheinert. Il più ‘folle’ di tutti per come crea situazioni paradossali, divertenti e comiche quanto assurde. Strano che non abbia ricevuto neppure una menzione della stampa per il premio della critica. Eccezionali gli attori protagonisti, tra cui un eccellente Daniel Radcliffe (noto al pubblico femminile delle adolescenti per l’interpretazione di successo nella saga di “Harry Potter”, che tanta fama, gloria e successo gli ha regalato). Nel cast anche Paul Dano e Mary Elizabeth Winstead. Qui Radcliffe veste i panni niente di meno che di un cadavere redivivo (Manny) che resuscita dal proprio ‘letargo’. Nel film è affiancato da un altrettanto abile Dano (Hank). Quest’ultimo, naufragato su un’isola sperduta dove è rimasto ancorato, sembra ormai aver perso ogni speranza; poi, all’improvviso, trova sulla spiaggia un cadavere: quello di Manny appunto.

Tra i due sorge una bizzarra amicizia che aiuterà Hank a tornare a casa. Nuovi Robinson Crusoe su un’isola deserta, i due vivranno un’esperienza intensa e radicale (unica ed indimenticabile a dir poco per la straordinarietà della situazione) che farà loro capire il significato di sopravvivenza, amore, amicizia, fratellanza e solidarietà; di vita e di morte; del senso della vita e di quanto abbiamo bisogno dell’altro per sopravvivere, di come un’altra persona possa ‘salvarci’, di quanto non si possa rinunciare a vivere emozioni intense, anche sconosciute; di quanto l’amore sia più forte di tutto. Il tono principalmente d’avventura lascia spazio a un’atmosfera più drammatica nel finale. Cosa si è disposti a rinunciare per l’altro? Cosa è veramente ‘politically correct’ e cosa no? Come trovare se stessi in fondo? D’avanguardia non tanto per gli effetti speciali quanto per la sceneggiatura, l’interpretazione di Radcliffe ha ricevuto in particolar modo i complimenti di Tom Hanks (esperto del tema per aver recitato, come noto, in “Cast Away”).

Barbara Conti

Suffragette. Sarah Gavron racconta le “indesiderabili della Pankhurst”

suffragetteUn film dal titolo essenziale quanto esplicito: “Suffragette” (per la regia di Sarah Gavron), la storia di donne che lottarono per il diritto di voto. Sventolarono la bandiera con la scritta ‘voto alle donne’, come si ostenta quella di un partito o come si affigge quella nazionale. Una vicenda travagliata, ma il tutto, è raccontato con obiettività, mostrando aspetti positivi e negativi di questa battaglia strenua.
Non vengono celati eccessi, i rischi, le ragioni quanto le conseguenze, la sua degenerazione, i successi e i fallimenti. Con assoluta umanità e con toni che non sono smorzati o attutiti. Il punto di vista non è quello della leader Emmeline Pankhurst (Meryl Streep), ma di una donna qualsiasi, una delle tante suffragette che credeva in quegli ideali di uguaglianza, di pari opportunità e di libertà. Una donna comune, non una figura politica, a sottolineare l’universalità della causa per cui si opposero al Governo. Il ruolo interpretato dalla star hollywoodiana Meryl Streep, rappresenta una figura autorevole, ma non autoritaria. Se il loro motto è che contano i fatti e non le parole, quella più attiva è proprio Maud Watts, sua alter-ego in un certo qual modo: una donna sola, che ha perso tutto tranne la fede che qualcosa possa cambiare. Quando le parla personalmente, la leader è come se le consegnasse la sua eredità. Forse è per questo che la Watts sopravvive alla deriva pericolosa del movimento, che avrà persino la sua Giovanna D’Arco. Francia o Inghilterra non fa differenza: tutto il mondo dovrà inchinarsi e confrontarsi con l’insurrezione femminista delle suffragette. Immagini storiche di repertorio ne enfatizzano la portata epocale e reale. Così come le date del riconoscimento di voto alle donne in tutti i Paesi (fino a quello dell’Arabia Saudita nel 2015), accomunano le sorti dei singoli Stati a un unico destino rivoluzionario.
La filosofia che le spinse a proseguire fu il pensiero citato alla fine; la ragione disse al silenzio: ‘cosa senti?’. ‘Un rumore di passi, quelli di coloro che ti seguiranno. Guidali!’, rispose la ragione. Quelli del cambiamento, della mobilitazione in massa. Di un fenomeno universale. Non a caso vedere Maud incantata di fronte all’orologio del Big Bang segna il passare immutabile del tempo e degli eventi, che cambia e stravolge le cose senza in fondo modificarne l’essenza profonda. Eppure non c’è una presa di posizione di parte né contro né a favore di coloro che, considerate pericolose, venivano schedate ed erano vittima di una sorta di ‘caccia alle streghe’ di stampo medioevale, definite come ‘le indesiderabili della Pankhurst’. Loro non volevano ‘violare la legge, ma fare la legge’, una normativa che le rispettasse, che permettesse loro di esercitate il diritto di voto esattamente come gli uomini. Ignorate, umiliate e costrette a lavorare sin da giovani, con dolori alle ossa, dita schiacciate, ulcere alle gambe, i polmoni rovinati dai gas tossici, mentre gli uomini erano fuori a fare consegne. Spesso al lavoro andavano con i bimbi legati al petto. Considerate solamente come madri e mogli, donne di casa da parte di mariti spesso violenti e possessivi.
Ora quelle stesse femmine, violentate dai datori di lavoro, avevano deciso di non tacere più, di non abbassare più la testa. Ed è in particolare un episodio che ci fa capire quanto dietro questa vicenda così aspra vi sia molto di più di una semplice richiesta di poter votare. C’è l’affermazione della loro essenza di donne e lavoratrici, con pari diritti. Una storia di emancipazione che non le rende più solamente valide in riferimento a e dipendenti da un uomo, ma in assoluto e a prescindere. Soprattutto per le generazioni future, perché le figlie e sorelle abbiamo le stesse opportunità e chance dei figli e dei fratelli. Perché il sesso non sia un elemento discriminante. Maud Watts, infatti, vedrà il figlio dato in adozione dal padre che non poteva più badare a lui; per la legge,però, era il babbo ad avere la tutela legale sui figli. Ciò colpisce e fa comprendere come le loro non siano rivendicazioni esibizionistiche, ma atteggiamenti rivoluzionari che avrebbero cambiato per sempre il corso degli eventi, con ripercussioni su chi le circondava (mariti in primis), sull’universo maschile, ma anche politico e giuridico. Donne senza equilibrio per gli uomini (che ne lancia in apertura i presupposti del film). Le suffragette si consideravano semplici soldati di fanteria che conducono la loro battaglia per la libertà, al grido di ‘nessuna resa’, consapevoli che ne valga la pena.
Questa la vera avanguardia che compirono.

Barbara Conti

Oscar 2015: “Birdman”
fa incetta di statuette

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Alejandro González Iñárritu, regista del pluripremiato “Birdman”

Archiviata l’87esima edizione degli Oscar. A fare incetta di premi è stato “Birdman”, film del regista messicano Alejandro González Iñárritu, con Michael Keaton, che conquista le statuette di miglior film, regia, sceneggiatura originale e fotografia. Bene a sorpresa anche “Gran Budapest Hotel”, che vede assegnati riconoscimenti per la miglior colonna sonora ad Alexandre Desplat, per il miglior trucco e parrucco e per la migliore scenografia; oltre che per i migliori costumi, che attribuiscono al film un tocco di italianità in quanto firmati dalla costumista torinese Milena Canonero, che sale a quota quattro Oscar in tutto in carriera (la prima 39 anni fa per “Barry Lyndon” di Stanley Kubrick). Continua a leggere