Videocittà. Ridare luce alle figure tecnico-creative nel Cinema

rutelli RadaelliCinema, moda e arte si uniscono in Videocittà, l’evento che si svolgerà a Roma (dal 19 al 28 ottobre) ideato dal presidente dell’Anica Francesco Rutelli che ha affermato: “Questo è un mondo che necessita di una massa critica”.
Un nuovo grande appuntamento della Città Eterna e del Paese che si svolgerà in diversi luoghi della Capitale con l’adesione e il sostegno delle diverse istituzioni interessate – MiBACT, MISE-ICE, Roma Capitale, Regione Lazio, Camera di Commercio. Primo paese ospite sarà l’India di cui quest’anno si festeggiano i 70 anni di relazione tra i due paesi.
Un vero e proprio contraltare alla Festa del Cinema, con cui comunque ci saranno dei progetti di collaborazione. Videocittà si svolge infatti nella settimana in cui si svolge l’evento cinematografico romano e in contemporanea con il Mia (Mercato Internazionale dell’Audiovisivo). Inoltre l’obiettivo è quello di raccontare non solo il ‘Palcoscenico’ del Cinema, ma le figure che si celano dietro e che contribuiscono a crearlo: si racconterà del lavoro indispensabile delle figure tecnico-creative come scenografi, costumisti, parrucchieri, truccatori, montatori, tecnici.
Un caleidoscopio di appuntamenti, con la regia editoriale di Tomaso Radaelli, che comprende una serata dedicata a Ennio Morricone.
Tre saranno i filoni principali: Videofactory che permetterà di incontrare e conoscere i protagonisti dei mestieri del cinema e capire quali sono le nuove frontiere di questa importante industria. Per dieci giorni l’Ex Dogana dello Scalo di San Lorenzo offrirà un ingresso gratuito nelle tre zone attrezzate del Deposito Centrale, della Main Room e della Cocktail Area per conoscere e confrontarsi con gli artigiani dell’Audiovideo.
Cinema 4.0 guarda invece alle pratiche sperimentali dell’immagine in movimento, dalla realtà virtuale, al videomapping che trova la sua massima espressione nel festival RomeUp Light Festival, partner dell’iniziativa, che lo scorso anno ha realizzato oltre 100.000 presenze animando le facciate delle architetture romane più belle con immagini luminose in movimento. Verranno realizzate anche – a cura di Clara Tosi Pamphili e Damiana Leoni – sperimentazioni delsempre più fecondo intreccio tra i mondi del Cinema, della Moda e dell’Arte con i progetti di Gucci con Makinarium, di Fendi con un videomapping monumentale su Palazzo della Civiltà Italiana, evento di chiusura di Videocittà e, poi, di Bulgari insieme a Diane Pernet e al suo ͞A Shaded View of Fashion Film Festival͟per arrivare alle ricerche di grandi video artisti come Shirin Neshat e Pierre Bismuth, in collaborazione con il MAXXI e, infine, appuntamenti di rilievo internazionale nelle Gallerie, nelle Fondazioni di Arte contemporanea e nelle Accademie della Capitale. Cinema 4.0 terminerà domenica 28 ottobre con un video-mapping straordinario sulla facciata del Palazzo della Civiltà Italiana, all’EUR, realizzato da uno dei più importanti artisti del mondo digitale.
Unconventional Cinemavuole ampliare la tradizionale fruizione di Cinema e Televisione per coinvolgere il grande pubblico in momenti partecipativi: nel concorso internazionale per cortometraggi, The 48 hour film project; in una Caccia al Tesoro virtuale tra le proiezioni in programma nelle sale cinematografiche, entrambi organizzati con Rai Movie; in The living room candidate, dove verranno mostrate, in collaborazione con il Museum of Moving Image di New York, tutte le pubblicità televisive fatte dai candidati presidenziali USA (vincitori e sconfitti) da Eisenhower ad oggi; nell’animazione, in partnership con Casa del Cinema, Teatro Palladium, Cartoon Italia e il Festival di Annecy, con il meglio della produzione di cinema di animazione e con aperitoonsquotidiani. L’intreccio fra Musica e Audiovisivo sarà celebrato con una serata speciale che premierà, presso gli Studios De Paolis, la carriera di Ennio Morricone e con una serie di eventi organizzati in collaborazione con Paramount, MTV e VH1, brand di Viacom Media Networks.Non viene dimenticato il mondo della pubblicità con una maratona in una sala cinematografica e la proiezione dei migliori spot pubblicitari internazionali, organizzata assieme a Rai Pubblicità, all’Art Directors Club Italiano e in collaborazione con CannesLions International Festival. Ma anche una notte di proiezioni non-stop delle serie televisive Sky che troveranno spazio nei grandi multiplex. Unconventional Cinema chiude domenica 28 ottobre con un Drive-In al Colosseo in partnership con Eni Enjoy.
Ancora top secret il film che sarà proiettato in Via San Gregorio, che diventerà drive in.

DGAAP e MiBACT danno il via a Cineperiferie, bando da 200mila euro

Cultura-al-via-Cineperiferie-al-Mibact-bando-di-200mila-euroLa Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane (DGAAP), diretta da Federica Galloni, e la Direzione Generale Cinema (DGC) diretta da Nicola Borrelli, del MiBACT, lanciano il bando “CINEPERIFERIE”. L’iniziativa è volta al finanziamento di progetti culturali che contribuiscano alla conoscenza dei paesaggi periferici italiani per valorizzarne le culture e coinvolgere le comunità locali.
Sono due le tipologie di attività destinatarie del finanziamento: la realizzazione di rassegne cinematografiche nelle aree caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale sui temi della periferia, con il coinvolgimento della comunità residente; e la produzione di cortometraggi a carattere documentaristico.
Per la sezione rassegne, possono partecipare al bando enti pubblici e privati senza scopo di lucro, università, fondazioni, comitati e associazioni culturali e di categoria mentre, per la sezione cortometraggi, sono ammessi organismi professionali del settore cinematografico e audiovisivo.
Le risorse messe a disposizione dalla DGAAP e dalla DGC ammontano a 200mila euro, per un massimo di 15mila euro per ogni progetto di rassegna e 25mila euro per la realizzazione di cortometraggi, entrambe le tipologie finanziabili fino all’80% del budget totale.
L’iniziativa mira a stimolare una riflessione sui paesaggi periferici italiani, intesi come territori che vivono situazioni di fragilità sociale, economica e difficile accessibilità a servizi e infrastrutture. Il fine è conoscere e ripensare il ruolo delle periferie, rivelandone le specifiche identità e le potenzialità.
“Con ‘CINEPERIFERIE’ – spiega il Direttore Federica Galloni – la DGAAP conferma il proprio impegno per il sostegno e la valorizzazione del talento degli artisti italiani, al fine di favorire lo sviluppo e l’affermazione delle capacità creative del Paese. Al tempo stesso si intende promuovere la partecipazione e la fruizione culturale da parte di tutta la popolazione, soprattutto di chi ha meno opportunità e vive nei territori periferici”.
“Il cinema – afferma Nicola Borrelli, Direttore DGC – da sempre racconta ogni tipo di realtà, la ingrandisce sul grande schermo, la offre allo sguardo degli spettatori che hanno così la possibilità di scoprire e conoscere le sfumature della società del nostro tempo. Le periferie urbane giocano un ruolo fondamentale nella geografia culturale di ogni città e, a questo scopo, le due Direzioni Generali hanno deciso di cooperare per incentivare la produzione e la diffusione della materia cinematografica in luoghi così determinanti e cruciali per lo sviluppo di una società pienamente inclusiva”.

Per partecipare al bando è necessario registrarsi sul sito www.doc.beniculturali.it entro le 12 del 18 maggio 2018.

Nucleare: la lista dei siti idonei prima delle elezioni

Il Ministro Carlo Calenda conferma: “aspettiamo solo il parere del Ministero dei Beni Culturali e poi pubblichiamo la lista. Il Governo non viene meno ai suoi doveri per ragioni elettorali”

Nucleare-in-ItaliaROMA – Il Ministro delle Sviluppo Economico Carlo Calenda è sicuro: la lista dei siti idonei ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi sarà pubblicata prima delle elezioni politiche del 4 marzo. Lo ha confermato lo stesso Ministro rispondendo ad una domanda sul suo profilo Twitter: “Parere formale MIBACT, ultimo passaggio, arriva in settimana e poi pubblichiamo. Come promesso prima delle elezioni perché il Governo non viene meno ai suoi doveri per ragioni di campagna elettorale”.

BASILICATA: COMITATI IN ALLARME Intanto in Basilicata i comitati mettono le mani avanti e bollano come “provocatoria” la promessa del Ministro Calenda di voler pubblicare la lista dei siti prima delle elezioni. “Prima – dicono i comitati – il Governo dovrebbe rispondere a tutte le osservazioni presentate da Enti Locali, istituzioni, associazioni e cittadini di tutta Italia, al Programma Nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi, nell’ambito della procedura di VAS (Valutazione Ambientale Strategica).

Nel 2003 infatti il Governo Berlusconi scelse unilateralmente un sito geologico a Scanzano Jonico, in provincia di Matera, come deposito per lo stoccaggio di tutte le scorie nucleari italiane. Le proteste popolari spinsero il Governo a rinunciare al progetto e, da allora, il problema della scelta del luogo che deve ospitare le scorie è rimasto sostanzialmente un tabù. La Carta delle aree potenzialmente idonee (CNAPI) è pronta dal 2015 ma non è stata mai resa pubblica.

“All’annuncio del Ministro Calenda di voler pubblicare prima delle elezioni la carta delle aree potenzialmente idonee per la realizzazione del deposito di scorie nucleari (CNAPI), secondo cui attende solo il parere formale del Ministero dei Beni Culturali guidato da Franceschini (MIBACT), rispondiamo che i Lucani sono pronti per riorganizzare una nuova pacifica e civile protesta contro l’ipotesi di realizzare il deposito nazionale in Basilicata – dichiara Pasquale Stigliani portavoce dell’Associazione Antinucleare ScanZiamo le Scorie.

Abbiamo più volte denunciato che la carta coinvolgerà parte del territorio della Basilicata della collina Ionica e della murgia, nei pressi di Matera, Capitale della Cultura europea.

Ricordiamo al Ministro Calenda che, prima della pubblicazione della CNAPI, deve rispondere alle centinaia di osservazioni che ha ricevuto da oltre 50 Comuni Lucani e numerose Associazioni nella fase di consultazione del Programma nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi nella procedure di Valutazione Ambientale Strategica nel settembre 2017, che riguarda anche l’argomento deposito nazionale.

Se così non fosse – conclude Stigliani – si interrompe a priori il dialogo tra Governo, le popolazioni e le Istituzioni Locali, che si rifiutano di ricevere una struttura che non genera ricchezza ma impoverisce il territorio”.

DEPOSITO NAZIONALE: LA MISSIONE DI SOGIN – La SOGIN (Società Gestione Impianti Nucleari) è la società pubblica incaricata di smantellare i vecchi impianti nucleari italiani e di costruire e gestire il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.  In questi ultimi anni l’azienda ha puntato molto su trasparenza e comunicazione ma proprio la mancata pubblicazione della lista dei siti idonei ha frenato le attività della società di Stato e il processo di localizzazione del sito in cui realizzare il deposito.

Al Santa Severa va in scena il mito di George Best, artista del pallone

George-Best2Un osservatore restò sbigottito vedendolo giocare. A soli 15 anni lo presentò nel 1961 all’allenatore del Manchester United con una frase scolpita nella storia del calcio: «Credo di aver scoperto un genio». Da allora nacque il mito di George Best, l’attaccante fuoriclasse, maglia numero 7 della squadra inglese.
Un genio del pallone, l’uomo dei primati sui campi di calcio e in sregolatezze nella vita. Uno dei miti che segnò il calcio internazionale e, assieme ai Beatles, l’era della contestazione studentesca. Vinse tutto quello che si poteva vincere. Segnò 181 gol in 437 partite nelle file del Manchester United.

Narcisista, bello, scattante, eccessivo in tutto, un vincente alla fine sfortunato. Per delineare il complesso e controverso personaggio basta ricordare le sue brucianti e super citate frasi: «Ho speso molti soldi, per alcool, donne e macchine veloci. Il resto l’ho sperperato». E ancora: «Dicono che sono andato a letto con 7 Miss Mondo.. .Mi dispiace deluderli erano solo 4. Non sono uscito con le altre 3». Il vizio del bere lo divorò: «I sentimenti creano dipendenza…Meglio l’alcool». Ma l’alcool alla fine lo uccise. Al fuoriclasse nordirlandese fu trapiantato il fegato ma non si salvò, alla fine morì a Londra a 59 anni per una infezione epatica.

La leggenda del calcio britannico ed internazionale sabato 16 dicembre è il protagonista di una pièce al Castello di Santa Severa scritta e diretta da Roberto Fiorentini. Va in scena lo spettacolo teatrale Pelé is good, Maradona is better, George is Best (“Maradona è bravo, Pelè è meglio, ma George è Best”), un titolo ripreso da una delle affermazioni narcisiste dell’attaccante nordirlandese.

L’appuntamento, precisa un comunicato stampa, è alle ore 18 nella Sala della Legnaia. Dopo il successo di A Christmas Carol si cambia genere e il Castello di Santa Severa, al centro di una nuova stagione culturale grazie alla Regione Lazio, in collaborazione con Lazio Crea, Mibact, Comune di Santa Marinella e CoopCulture, ospita uno spettacolo dedicato a Best, uno dei re del calcio mondiale di tutti i tempi.

George Best è uno dei calciatori più forti e leggendari di sempre. Un mito soprattutto nel suo paese, l’Irlanda del nord. Ancora oggi se andate a Belfast, dove nacque nel 1946, con l’aereo atterrerete al George Best Airport, l’unico aeroporto al mondo dedicato ad un calciatore.

Lo spettacolo racconta «vita, morte e miracoli» del grande calciatore del Manchester United, ormai ampiamente entrato nel mito, anche utilizzando video originali e spesso piuttosto rari delle sue prodezze calcistiche. Fa da sfondo, entrando però nella narrazione, la società inglese degli anni ’60, con la sua moda, la sua musica, la sua ondata di rivolta e di libertà. George è il quinto beatles, la prima stella del calcio che diventa star a tutto tondo, imitato nel vestire, nel taglio di capelli, come accade oggi normalmente per gli assi del pallone, ma che non era mai accaduto prima di lui. Pallone d’Oro nel 1968, un talento così assurdo e assoluto gettato infine via per aver scelto di entrare nei labirinti dell’eccesso, inseguendo donne, alcool, guidando auto veloci.

Eppure, ancora oggi, il suo nome è un richiamo anche per chi non lo ha visto giocare: perché la sua esistenza è romanzo popolare, racconto epico, il suo viso è nei murales delle case ferite dell’Irlanda del Nord, perché tante storie per ragazzi partono dalle sue imprese, dal suo mito.

Leo Sansone
SfogliaRoma

Il caso degli “scontrinisti” oggi affrontato alla Camera

scontrinisti

“Se sono associazioni di volontariato, volontari devono restare, non possono diventare forme sostitutive di rapporto di pubblico impiego, perché la legge dice questo”. Così il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, rispondendo al question time alla Camera a un’interrogazione sulla vicenda dei volontari dell’associazione Avaca che prestavano la loro opera presso la Biblioteca nazionale di Roma e che alcuni giorni fa sono stati cacciati con un Sms. “Devo fare rispettare le norme, se ci sono state delle violazioni da parte dell’associazione o da parte della pubblica amministrazione che ha utilizzato i volontari con funzione di lavoro subordinato questa cosa va interrotta e questo è anche l’oggetto dell’ispezione”, ha aggiunto il ministro sottolineando che “non mi si può chiedere, anche a fin di bene, di violare delle norme. I criteri di assunzione del pubblico impiego rispondono a regole ben precise”. Franceschini ha annunciato che il Mibact avvierà “procedure pubbliche per la selezione di associazione di volontariato” e “soprattutto, in questi giorni sono state completate le procedure di concorso e verranno assunti 54 funzionari bibliotecari nelle biblioteche statali del Paese”. È stato poi puntualizzato che “nell’aprile del 2017 con una circolare emanata alle biblioteche statali il Mibact ha chiesto di fare un’attenta valutazione sulla sostenibilità economica del rinnovo delle convenzioni in scadenza con le associazioni non perché pensava di regolarizzare questo lavoratori o per assumerli ma per trovare modalità organizzative atte a scongiurare qualsivoglia pretesa di riconoscimento di rapporto di lavoro subordinato”.
Gli scontrinisti non si arrendono e hanno annunciato un sit-in per domani 25 maggio e in un comunicato denunciano: “Pagati a scontrini, poche centinaia di euro al mese, da più di 14 anni. E da oggi lasciati a casa dopo aver protestato contro queste condizioni di lavoro. È quanto sta accadendo alla Biblioteca Nazionale di Roma, dove 22 lavoratori-fantasma hanno indetto una manifestazione per domani, giovedì 25 maggio, davanti ai cancelli della struttura”.
È stato scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora con la vicenda degli ‘scontrinisti’, il caso dei lavoratori della Biblioteca nazionale di Roma, che avevano denunciato di essere “lavoratori camuffati da volontari” pagati con un “magro rimborso di 400 euro pesato a scontrini”. Ma dopo il danno la beffa, non è stata affatto gradita la loro ‘alzata di testa’ e così sono stati mandati a casa con un sms: “Da domani mattina non potrete più prestare la vostra attività di volontariato e firmare i fogli firma”. Così dopo il troppo clamore attorno alla faccenda che ha scoperchiato come molte attività del MiBACT stiano in piedi grazie al lavoro di “volontari”, direttore generale delle biblioteche ha ordinato il licenziamento di chi aveva denunciato la propria attività di lavoro mascherata.
Dopo la denuncia pubblica inoltre il Mibact ha deciso di interrompere la convenzione con la A.V.A.C.A (Associazione che forniva servizi al ministero) dal prossimo 30 giugno e con la quale erano stati presi i lavoratori costretti poi a raccogliere scontrini per riuscire ad avere i rimborsi. Il loro lavoro sarà ora sostituito dai volontari del Servizio civile nazionale o da nuovi bandi di volontariato. Anni fa l’associazione A.V.A.C.A., attraverso una convenzione tra il Ministero dei Beni Culturali e la Biblioteca Nazionale, cominciò a fornire ‘personale volontario’ per coprire i buchi lasciati dal blocco delle assunzioni nella Pubblica Amministrazione: nessuna tutela sociale e previdenziale e neanche un vero e proprio compenso per i nuovi lavoratori.
Sinistra Italiana anche nel marzo scorso aveva già presentato sul caso una interrogazione al Senato, ma finora non ha ricevuto alcuna risposta dal Ministero dei Beni Culturali.

UIC. Ciampa astro nascente della chitarra, a Montalto di Castro

Gian Marco Ciampa, astro nascente della chitarra classica, suona venerdì 21 aprile alle 20.00 a Montalto di Castro nel complesso monumentale di San Sisto. Prima del concerto, al pubblico sarà offerto un aperitivo. Quest’appuntamento è a cura della IUC e fa parte della rassegna Musical-mente, che proseguirà fino al 20 maggio.

FotoCIAMPANato nel 1990, Gian Marco Ciampa vince ancora bambino numerosi concorsi musicali internazionali e nazionali. Nel 2006, dopo una selezione nazionale, viene invitato a partecipare in diretta televisiva su Rai 1 al programma “Domenica In – Ieri, oggi e domani” condotto da Pippo Baudo. Nel maggio 2015 parte per la Cina e suona con grande successo in concerto a Pechino, dove tiene anche una masterclass. Nel settembre 2015 si esibisce nel padiglione USA all’Expo di Milano. Da sempre affianca la sua carriera di chitarrista classico a quella di chitarrista elettrico, svolgendo un’intensa attività live e in studio con la sua band, i Libra, e spaziando dal rock al jazz, dal pop all’elettronica.

In questo concerto, intitolato “La Dolce Guitar”, Ciampa eseguirà musiche dei più celebri compositori per chitarra dell’inizio del secolo scorso, che portarono al più alto livello artistico questo strumento, fino ad allora considerato adatto unicamente ai dilettanti e alla musica popolare. Naturalmente primeggia la musica spagnola, con “Serenata Espanola” di Joaquim Malats e con “Endecha y Oremus” e “Fantasia sui temi della Traviata” di Francisco Tarrega. E anche quella latino-americana, con “Confesion” del paraguaiano Augustin Barrios e con “Scottish choro”, che, nonostante il nome, ha poco a che vedere con la Scozia, poiché fa parte della “Suite popolare brasiliana” di Heitor Villa-Lobos.

Uno dei più grandi compositori per chitarra del Novecento è l’italiano Mario Castelnuovo-Tedesco, nato a Firenze ma emigrato negli Usa a causa delle leggi razziali, di cui Ciampa eseguirà il “Capriccio diabolico, omaggio a Paganini”, composto su richiesta di Andrés Segovia: ma l’incisione di questo grande chitarrista non piacque molto al compositore e ciò causò un raffreddamento nei loro rapporti, che fu però di breve durata.

L’unico brano in programma di un compositore non latino sono dunque le “Variazioni su un tema di Skrjabin” del polacco Alexander Tansam, costretto dalla guerra a rifugiarsi negli Usa, dove fu molto apprezzato e divenne amico di Stravinsky, di Chaplin e di Gershwin. Conclude il concerto un omaggio a Roland Dyens, chitarrista e compositore franco-tunisino, scomparso improvvisamente lo scorso ottobre, che è stato uno dei chitarristi classici più famosi a livello mondiale, vincitore di numerosi premi internazionali tra cui il prestigioso Grand Prix du Disque dell’Académie Charles-Cros. Ciampa eseguirà il suo “Tango En Skai”.

La rassegna Musical-mente è realizzata da Comune di Montalto di Castro, Mibact, Regione Lazio, Iuc-Istituzione Universitaria dei Concerti e Musica d’Oggi.

Il concerto fa parte della rassegna “Sapienza in musica” con il sostegno della Regione Lazio.

Approvati gli ultimi decreti della buona scuola

Scuola-InsegnantiIl consiglio dei ministri ha approvato gli ultimi decreti attuativi delle riforma dell’istruzione. Si tratta delle nuove regole per la maturità (dal 2019) e quelle per diventare insegnanti. Con gli otto decreti attuativi approvati la riforma può dirsi conclusa, almeno dal punto di vista normativo. Un passo avanti che il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni rappresenta “una notevole iniezione di qualità nella nostra scuola”. “Con questo atto e con il lavoro fatto in questi mesi dalla ministra Fedeli insieme alla presidenza e ad altre strutture del governo, si completa e si vara definitivamente la riforma della scuola”.

A sottolineare che “con l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri dei decreti legislativi che completano la riforma della Buona Scuola, le conoscenze storico-critiche delle arti e la creatività tornano al centro della formazione degli studenti italiani di ogni ordine e grado” è il ministro di Beni culturali e Turismo, Dario Franceschini, per il quale “l’esperienza diretta e lo studio del patrimonio e delle produzioni culturali e il sostegno alla creatività sono i pilastri di uno dei provvedimenti approvati oggi in attuazione della legge 107 del 2015, che coinvolgono Mibact e Miur, insieme ai propri istituti e realtà scolastiche, nell’elaborazione di un sistema coordinato per la promozione e il potenziamento della cultura umanistica, della conoscenza e della pratica delle arti nella Scuola. Il ‘Piano delle Arti’, che riguarderà la creatività italiana nel suo complesso – conclude il ministro Franceschini – sarà lo strumento attraverso il quale la conoscenza della storia dell’arte e del patrimonio culturale entrerà a far parte del curriculum di ogni studente”.

Di parere diverso la Cgil per la quale l’approvazione dei decreti legislativi previsti dalla legge 107 “avviene dopo un percorso di confronto insufficiente, che ha impedito l’introduzione di numerose proposte migliorative avanzate dalle organizzazioni sindacali e dal mondo della scuola”.

Critica anche la Gilda che parla di 1 passo avanti e 2 indietro. “Rispetto alle stesure originarie di alcune deleghe della legge 107 i decreti attuativi che questa mattina hanno ottenuto il via libera del Cdm risultano più confusi e in talune parti peggiorati”. E’ un giudizio in chiaroscuro quello espresso da Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda sul pacchetto Scuola. “Ovviamente ci riserviamo un’analisi più approfondita dopo l’esame dettagliato dei testi dei decreti – precisa Di Meglio – ma da quanto si evince finora restiamo perplessi riguardo alcune scelte adottate dal Governo. Anche sul fronte delle risorse stanziate, è evidente che sono del tutto insufficienti per realizzare gli interventi promessi nei decreti. Per quanto riguarda il nuovo sistema di reclutamento – afferma il coordinatore nazionale – riteniamo grave che l’abilitazione all’insegnamento sia stata sostituita da una semplice specializzazione: si tratta di una modifica per legge dello status giuridico dei docenti che vengono così dequalificati a laureati specializzati, in contrasto con l’attuale modello di riconoscimento delle abilitazioni adottato negli altri Paesi dell’Unione Europea”.

Mentre per l’Anci il giudizio è diverso. Anzi opposto: “Non possiamo che dirci soddisfatti, perché oggi giunge a termine un percorso caratterizzato da grande impegno e partecipazione da parte dell’Anci. In questo senso, dobbiamo di certo fare un plauso anche all’atteggiamento del governo, che ha recepito molte delle istanze avanzate dai Comuni e ha consentito che fosse ascoltato l’interesse dei cittadini. I provvedimenti varati oggi erano molto attesi, perché andranno a incidere su compiti e funzioni di diretta competenza degli enti locali”, afferma la presidente della commissione istruzione dell’Anci Cristina Giachi.

I punti principali della riforma

DA 2019 NUOVA MATURITÀ – Si viene ammessi con tutti sei, fatta salva la possibilità per il Consiglio di classe di ammettere, con adeguata motivazione, chi ha un voto inferiore a sei in una disciplina. Chi ha l’insufficienza in condotta non viene ammesso. I candidati dovranno affrontare due prove scritte e un colloquio orale. Lo svolgimento delle attività di alternanza Scuola-Lavoro diventa requisito di ammissione, insieme allo svolgimento della Prova nazionale Invalsi. Quanto al primo ciclo restano i voti, ma saranno affiancati da una specifica certificazione delle competenze. Alla primaria la non ammissione è prevista solo in casi eccezionali e con decisione unanime dei docenti della classe.

NUOVE REGOLE PER DIVENTARE PROF – Tutti i laureati potranno partecipare ai concorsi, a patto che abbiano conseguito 24 crediti universitari. I concorsi avranno cadenza biennale, il primo sarà nel 2018. Chi lo passa entra in un percorso triennale di formazione, inserimento e tirocinio, con una retribuzione crescente che parte fin dal periodo della formazione. Alla fine del triennio, se la valutazione è positiva, vengono immessi in ruolo. E’ prevista una fase transitoria durante la quale saranno esaurite innanzitutto le Graduatorie a esaurimento e quelle dell’ultimo concorso del 2016. Previste procedure concorsuali specifiche per chi sta già insegnando come supplente da tempo.

PER ALUNNI DISABILI PROF MEGLIO FORMATI – Viene rivista la formazione iniziale dei docenti di sostegno dell’infanzia e della primaria, attraverso l’istituzione di un Corso di specializzazione ad hoc. Specifica formazione anche per il personale Ata. Le commissioni mediche per l’accertamento della disabilità si arricchiscono di nuove professionalità. Per la prima volta i supplenti potranno avere contratti pluriennali.

RESTYLING ISTRUZIONE PROFESSIONALE – I percorsi durano 5 anni: biennio più triennio. Gli indirizzi, a partire dall’anno scolastico 2018-2019, passano da 6 a 11. Ogni Scuola potrà declinare questi indirizzi in base alle peculiarità del territorio. Rafforzati i laboratori. Il sistema sarà in vigore dall’anno scolastico 2018-2019. Vengono stanziati oltre 48 milioni a regime per incrementare il personale necessario all’attuazione delle novità previste. Sarà stabilizzato lo stanziamento di 25 milioni all’anno per l’apprendistato formativo.

PERCORSO 0-6 ANNI – Progressivamente si amplieranno e qualificheranno i servizi educativi per l’infanzia e della Scuola dell’infanzia su tutto il territorio nazionale. Per finanziare il nuovo Sistema viene creato un Fondo specifico (239 milioni all’anno a regime) per l’attribuzione di risorse agli Enti locali. Prevista la qualifica universitaria come titolo di accesso per il personale, anche per i servizi da 0 a 3 anni, e per la prima volta sarà istituita una soglia massima per la contribuzione da parte delle famiglie.

TRIPLICATE RISORSE PER DIRITTO ALLO STUDIO – Potenziamento della carta dello studente IoStudio. Sono previsti specifici finanziamenti per sostenere il welfare studentesco: 30 milioni vengono destinati per il 2017 alla copertura di borse di studio grazie alle quali gli studenti delle Superiori potranno avere supporto per l’acquisto di materiale didattico, per trasporti, per accedere a beni di natura culturale. Altri 10 milioni (all’anno, fino al 2019-2020) vengono stanziati per l’acquisto di sussidi didattici nelle scuole che accolgono alunni con disabilità. Ancora altri 10 milioni vengono investiti, dal 2019, per l’acquisto da parte delle scuole di libri di testo e di altri contenuti didattici, anche digitali. E’ previsto l’esonero totale dal pagamento delle tasse scolastiche, in base all’Isee, per gli studenti delle quarte e delle quinte Superiori (dal 2018-2019).

PROMOZIONE DEL MADE IN ITALY – arriva il Piano delle Arti, un programma di interventi con validità triennale che il Miur metterà in campo di concerto con il Mibact e che conterrà una serie di misure per agevolare lo sviluppo dei temi della creatività nelle scuole. Il Piano viene finanziato con 2 milioni all’anno a partire dal 2017 e per la prima volta il 5% dei posti di potenziamento dell’offerta formativa sarà dedicato allo sviluppo dei temi della creatività. L’alternanza Scuola-Lavoro potrà essere svolta presso soggetti pubblici e privati che si occupano della conservazione e produzione artistica.

SCUOLE ITALIANE ALL’ESTERO – Organico del potenziamento anche all’estero: 50 ulteriori insegnanti (si passa da 624 a 674). Queste figure professionali verranno selezionate per la prima volta dal Miur sulla base di requisiti predisposti insieme al Ministero degli Affari Esteri. I tempi di permanenza fuori dall’Italia passano dai 9 anni attuali a due periodi di 6 anni scolastici che dovranno pero’ essere intervallati da un periodo di 6 anni nelle scuole italiane del Paese.

Pensione anticipata
e sgravi. Annunciate
le penalizzazioni

Pensione anticipata
COSÌ LE PENALIZZAZIONI
Dal prossimo anno, con la Legge di Stabilità 2017, sarà resa operativa la nuova Ape, un sistema di pensionamento anticipato che permetterà di smettere di lavorare prima, con piccole penalizzazioni. Si potrà quindi lasciare la propria attività tre anni prima di quanto previsto dal governo Monti nel 2001 attraverso la Legge Fornero. Non più a 66 anni, quindi, ma a 63. Chi farà questa scelta, però, ricorda ‘laleggepertutti.it’, avrà una penalizzazione variabile tra il 3 e il 4% a seconda degli anni di anticipo e del reddito effettivo. La percentuale potrebbe scendere all’1% per chi percepisce importi minimi o per chi è disoccupato da tempo, oppure superare il 6% per gli assegni più congrui. Inoltre, il governo starebbe valutando un ulteriore taglio sulla parte contributiva nel caso venisse usato, per il calcolo del montante accumulato, il coefficiente dell’età effettiva del ritiro dal lavoro, anziché quello previsto per il requisito anagrafico minimo di accesso al trattamento di vecchiaia. In questo caso il primo, vale a dire uno stop anticipato, è più penalizzante del secondo. Nel periodo di pensione anticipata l’assegno verrà erogato con il contributo di un prestito bancario o assicurativo, che sarà parzialmente a carico del lavoratore. Questo, una volta raggiunta l’età minima della pensione di vecchiaia, dovrà restituire i soldi anticipati a rate negoziabili. Lo Stato invece coprirà la quota relativa agli interessi, un intervento che potrebbe tradursi in un impatto tra il 5 e quasi il 20% dell’importo della prestazione di quiescenza. Al vaglio dell’esecutivo anche gli interventi per i cosiddetti ‘lavori usuranti’ in modo da tutelare maggiormente i lavoratori che operano in condizioni particolari. Palazzo Chigi potrebbe inoltre aggiungere alle pensioni minime il bonus da 80 euro introdotto dal Jobs Act, limitandolo a chi produce un reddito massimo annuo di 26mila euro. Altre manovre in cantiere al governo potrebbero riguardare il sistema del riscatto della laurea, che si baserebbe su versamenti volontari e non più su parametri fissi, e il taglio dell’aliquota fiscale sui rendimenti dei fondi integrativi.

Poletti
FURBI SGRAVI INPS SARANNO COLPITI
“In Italia accade molto spesso che su una legge ci sia qualcuno che fa il furbo, il Ministero del Lavoro aveva spiegato che ci sono cose che non si possono fare” per avere le decontribuzioni del Jobs act. “Poi si fanno i controlli e chi ha sbagliato viene duramente colpito”. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, parlando degli sgravi ingiustamente ottenuti da molte imprese. Poletti ha aggiunto che quanto accaduto non cambia “in maniera significativa i numeri del Jobs act”. Il ministro ha spiegato che “sono milioni che hanno usato la decontribuzione, in termini assoluti cambia poco”. Poletti ha invece ricordato come la creazione di “400 mila posti stabili è un grandissimo risultato”. Poletti ha concluso ricordando che “noi vogliamo bene alle imprese ma alle buone imprese che rispettano le regole”. Il decreto che dovrebbe prevedere una stretta sull’utilizzo dei voucher, dovrebbe arrivare in Cdm “entro pochissimo tempo”, ha sottolineato Poletti.

Unioni civili, Pessi
PER ASPETTI LEGATI AL LAVORO LEGGE NON BASTA
“È una legge che cambierà il Paese, questo è certo, ma per quanto riguarda le ricadute che avrà sugli aspetti legati al lavoro, alcune cose andranno interpretate e chiarite dalla giurisprudenza che però non potrà sciogliere tutti i nodi e credo che qualcosa sul piano normativo si dovrà ancora fare”. Così Roberto Pessi, giuslavorista, prorettore alla Didattica della Luiss, ha parlato con Labitalia degli effetti sulle norme sul lavoro della legge che riconosce le unioni civili anche tra persone dello stesso sesso. “Sicuramente – ha spiegato Pessi – ci vorrà un intervento legislativo per intervenire sulla norma che prevede la nullità del licenziamento della lavoratrice a causa di matrimonio. Una norma che andrà riscritta perché tutela solo un genere, quello femminile, per via di un orientamento giuridico che tradizionalmente ha teso a proteggere le donne cui magari veniva imposto di non sposarsi pena la perdita del lavoro. E dunque o si sceglie il regime della doppia tutela estendendo anche al coniuge uomo le regole della nullità oppure se si lascia così, avrà valore solo nel caso di unioni civili fra persone di sesso femminile”. Ma se “non dovrebbero esserci problemi sulla parificazione delle unioni civili al matrimonio anche in azienda e sui luoghi di lavoro (fatti salvi i costi economici che naturalmente aumenteranno) – ha affermato Pessi – diverso è il discorso sulle discipline lavoristiche che riguardano la maternità e la paternità”. Infatti anche se la stepchild adoption non è stata approvata, possono presentarsi casi di coppie omosessuali con figli piccoli, di cui legalmente, per ora, rimane genitore uno solo. A chi spetteranno i permessi? E un padre di bambino piccolo che abbia sottoscritto un’unione civile con un compagno può rivendicare il congedo? “In termini giuridici – ha osservato Pessi – non c’è una vera equiparazione tra madre e padre, né si potrà procedere all’individuazione di tali ruoli attraverso le auto-dichiarazioni. Il tema è molto complesso”. “Ad esempio quello che chiamiamo congedo di maternità cioè i tre mesi retribuiti dopo la nascita del bambino, potrebbe essere invocato se il bambino è molto piccolo e necessita di accudimento che nessun altro se non il padre può dargli. O ancora i permessi parentali. Attualmente si dividono a metà, tra madre e padre. Ma nel caso di unione tra persone dello stesso sesso bisogna scegliere cosa fare: si applicano tutti quanti a un solo genitore (la ‘madre’ o il ‘padre’) o si dimezzano (la metà a uno solo) o si raddoppiano (tutti a tutti e due) “. Insomma i nodi da sciogliere ci sono, eccome. “Farà la sua parte anche la negoziazione collettiva nazionale e aziendale – ha osservato Pessi – Ad esempio i congedi matrimoniali sono previsti in tutti contratti collettivi e riguardano sia l’uomo che la donna”. Ci sono anche i costi economici: “Oltre a quelli per le aziende, visto che i congedi matrimoniali sono previsti in tutti i contratti collettivi, ci sono quelli a carico dello Stato. La spesa per le pensioni di reversibilità potrebbe passare dagli attuali 24 miliardi l’anno a oltre 30 miliardi di euro”. E poi, ha concluso Pessi “tutto questo è comunque sottoposto alla validazione della tenuta dell’intervento legislativo nel suo complesso. Ricorsi per una sua possibile anti-costituzionalità per via dell’esclusione della stepchildadoption sono molto probabili”.

Nuovi percorsi
L’INPS È L’ARTE
“Trasparenza vuol dire anche mettere in mostra i ‘gioielli’ accumulati nel tempo e renderli visitabili ai cittadini, che nell’occasione potranno ricevere anche informazioni sulle attività dell’Istituto”. Così il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha presentato, nel corso di una conferenza stampa a Roma, l’appuntamento ‘Welfarte’, svoltosi il 21 maggio scorso, con l’apertura straordinaria dei palazzi e delle sedi storiche dell’Inps in tutta Italia. A Roma, nel quartiere Eur, l’iniziativa, che ha coinvolto anche Eur spa e Mibact, ha preso il nome di ‘Eur porte aperte’ e ha consentito la visita gratuita anche a palazzi e musei del quartiere oltre che, in via del tutto straordinaria, al cantiere de la ‘Nuvola’ di Fuksas. Il pubblico ha potuto visitare le sedi storiche dell’Istituto di Roma, Milano e Firenze e i palazzi che ospitano il convitto ‘Principe di Piemonte’ di Anagni e il collegio Santa Caterina di Arezzo. “Abbiamo messo in mostra – ha evidenziato Boeri – i palazzi dell’Istituto che hanno grande valore architettonico, e attraverso visite guidate abbiamo mostrato al pubblico parte del patrimonio artistico dell’Ente. Noi vogliamo valorizzare questo patrimonio e tramandarlo alle generazioni future, e ci sono state tante opere legate ai temi della previdenza e del lavoro”. All’Eur, oltre al Palazzo della direzione generale Inps, dove i visitatori hanno potuto ammirare l’esedra monumentale e la preziosa collezione di opere d’arte custodite all’interno dell’edificio, sono stati anche aperti Palazzo Uffici, con il sottostante rifugio anti aereo, il cantiere del nuovo Centro Congressi. L’operazione, ha spiegato Boeri, “ha avuto un costo complessivo, comprensivo di personale e allestimenti, di 50 mila euro; gli allestimenti resteranno per le prossime edizioni che faremo perché, ripeto, vogliamo valorizzare e tramandare questo patrimonio architettonico e artistico”. E anche il presidente di Eur Spa, Roberto Diacetti, ha rimarcato che “questa è stata l’occasione per far scoprire le grandi opportunità architettoniche e artistiche che offre l’Eur, che passa spesso come un quartiere legato al business: abbiamo mostrato a tutti la storia che c’è in questi palazzi e renderla ‘appannaggio’ di tutti”.

Orlandi
DELINQUENTI ANCHE ALLE ENTRATE MA VENGONO LICENZIATI
”Abbiamo i delinquenti, come tutti, ma non spazziamo mai la polvere sotto il tappeto”. Infatti ”abbiamo licenziato questa gente”. Lo ha affermato il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, in audizione nella commissione Finanze della Camera. Quando si sono verificati casi di corruzione, ha ricordato Orlandi, ”ci siamo costituiti parte civile e abbiamo chiesto il risarcimento”. A causa delle particolari attività svolte dall’Agenzia delle entrate ”a volte è molto difficile intercettare i casi di truffa”, ha riferito Orlandi. Soprattutto quando ”quello che si vende non è ciò che fai ma ciò che non fai”. Ci sono stati dei casi di soggetti che lavoravano per l’amministrazione che ”hanno chiesto dei soldi per non fare la verifica”. ”Tutti i casi di corruzione – ha ribadito il direttore – prevedono il licenziamento”. Pugno duro, ma anche attenzione a non strumentalizzare. ”Ho già avuto problemi nel passato, e potrei averli, perché se si crea un’incomprensione tra il paese e l’amministrazione ci sono dei rischi di violenza”, ha fatto notare Orlandi, parlando dei casi di dipendenti che sono stati minacciati. ”Le ho già vissute con i miei occhi e non le voglio riviverle”, ha aggiunto.

Carlo Pareto

Giubileo. ‘Via Francigena
tra mobilità e cultura’

Via FrancigenaSi accendono i riflettori sulla via Francigena. Sarà lei una delle grandi protagoniste del Giubileo della Misericordia voluto da Papa Francesco. La storica via di comunicazione religiosa che porta a Roma, utilizzata durante il primo Giubileo del 1300 indetto da Bonifacio VIII, torna al centro per l’Anno Santo straordinario in partenza il prossimo 8 dicembre. Lunga complessivamente 2000 km, da Canterbury a Roma, per i cristiani il pellegrinaggio in visita alla tomba dell’apostolo Pietro, era nel Medioevo, una delle tre ‘peregrinationes maiores’ insieme alla Terra Santa e a Santiago di Compostela.

Il suo tratto italiano che va da dal Gran San Bernardo a Roma, si estende per circa 945 km. Per questo, vista la sua importanza storico-religiosa, da oggi, sul portale www.italia.it, vetrina internazionale di riferimento sul turismo in Italia, saranno presenti tutte le informazioni integrate sulla storica via. In un unico ‘contenitore’ web: la storia, come si articola oggi il percorso e tutte le informazioni utili, inclusi i mezzi di trasporto, gli orari e la possibilità di utilizzare la mobilità elettrica.
Create per l’occasione, pagine web per ogni regione, tradotte in cinque lingue – immediatamente disponibile quella della Regione Lazio – che contengono i dati sul percorso suddiviso in tappe con una legenda e i relativi link ai mezzi di trasporto, gli eventi, i luoghi di culto.

Il simbolo del cammino e del pellegrinaggio

Il simbolo del cammino e del pellegrinaggio

Il progetto presentato questa mattina al Mit porta la firma del ministero dei Trasporti, dei Beni culturali, dell’Ambiente, Vaticano e amministrazioni regionali. L’idea vera poi, non è quella di fermarsi con il Giubileo, ma di sistematizzare le informazioni e i percorsi per fare della via Francigena un cammino religioso italiano alla stregua degli altri più popolari europei, come quello di Santiago.

Molto soddisfatto del progetto il viceministro ai Trasporti Riccardo Nencini: “In vista del Giubileo di Roma offriamo ai pellegrini un servizio completo: il Mit ha messo a punto servizi di mobilità integrata che consentiranno a chiunque voglia raggiungere Roma percorrendo la Via Francigena, di farlo in maniera semplice e con collegamenti fruibili. I pellegrini e i turisti – ha detto il vice ministro Nencini – potranno utilizzare tutte le forme di ‘mobilità dolce’ – in bici, a piedi o a cavallo, con possibilità di utilizzare le auto elettriche – per visitare le grandi città collegate alla Via Francigena e stabilire le tappe, grazie al portale che contiene tutte le informazioni dettagliate, grazie alla semplificazione dei collegamenti con i punti di interesse culturali. Le città di Firenze, Pisa e Torino – ha aggiunto Nencini – hanno aderito all’iniziativa ‘Francigena elettrica’, con la quale si metteranno a disposizione servizi di auto elettriche in car sharing.”.

C’è da dire che la Francigena, non è una strada tracciabile secondo un percorso omogeneo. È in realtà, un fascio di strade che in Italia conta centinaia di km e interessa varie regioni, tra cui Lazio, Toscana, Piemonte, Valle d’Aosta, Emilia Romagna.
“Esisteva già un portale, ma non ne esisteva uno integrato e comprendente tutta una serie di attività che consentissero al pellegrino di arrivare a Roma in maniera compiuta”, ha spiegato il viceministro ai Trasporti, Riccardo Nencini, che ha aggiunto: “ora sul sito si troveranno armonizzate e sistematizzate informazioni su come arrivare nella Capitale utilizzando la storica via: come e con quali mezzi raggiungere la Francigena, dove mangiare, dove dormire, che eventi culturali o religiosi giubilari sono previsti sul percorso”.

Ma al viceministro Nencini non basta, l’obiettivo e assai più ambizioso: “lavoreremo – ha concluso – con la collaborazione del Mibact, perché venga inserita tra i patrimoni UNESCO. Perché lo merita, senza altri aggettivi”.

Marco Agostini